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Estratto dal verbale della seduta di Martedì 3 Giugno 2008 ore 16,00
Paragrafo n. 14
DELIBERAZIONE (Giunta: proposta e urgenza) 2007-07747
REALIZZAZIONE DEL PALAZZO PER GLI UFFICI DELLA REGIONE PIEMONTE ED OPERE ANNESSE. CONFERENZA DI SERVIZI FINALIZZATA ALLA SOTTOSCRIZIONE DELL'ACCORDO DI PROGRAMMA - DESIGNAZIONE RAPPRESENTANTE DELLA CITTA' AI SENSI DELLA LEGGE 340/2000 E S.M.I..
Interventi

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Passiamo all'esame della seguente proposta di deliberazione n. mecc. 200707747/09, presentata dalla Giunta Comunale in data 13 novembre 2007, avente per oggetto:
"Realizzazione del palazzo per gli Uffici della Regione Piemonte ed opere annesse. Conferenza di Servizi finalizzata alla sottoscrizione dell'Accordo di Programma - Designazione rappresentante della Città ai sensi della Legge 340/2000 e s.m.i."

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Comunico che in data 21/05/2008 la competente Commissione ha rimesso il provvedimento in Aula.
La parola al Consigliere Cerutti.

CERUTTI Monica
Sappiamo che questa deliberazione, presentata dall'Assessore Viano, è una proposta che, in qualche modo, va a delegare la nostra rappresentante nell'ambito della Conferenza di Servizi e, praticamente, costituirà una delega in bianco rispetto ad un progetto sicuramente molto importante, per la Città di Torino e per l'area in cui andrà a ricadere.
Sappiamo altresì che questo progetto non comprende soltanto il grattacielo della Regione, ma anche un'altra serie di edifici, di cui però si è parlato meno, perché, sui giornali, è sempre stato citato molto, invece, questo grattacielo.
Sappiamo che questo progetto era in fase di gestazione a partire già dal 2006 e, un rilievo che abbiamo fatto, abbiamo già fatto in Commissione e che quindi non possiamo che riportare anche qui in Aula, è il fatto che si sia partiti a progettare il grattacelo in assenza di una pianificazione territoriale, in assenza di previsioni all'interno del Piano Regolatore, cioè non esiste nulla rispetto appunto al progetto del grattacelo, rispetto a tutto quello che è l'insediamento circostante che abbia già almeno una sua collocazione pianificatoria precedente.
Sappiamo che, in realtà, il grattacelo della Regione, precedentemente, era previsto sulla Spina 1, l'area Materferro, ed era iniziata una progettazione che vedeva, in particolare, un progetto di dimensioni sicuramente più contenute e non solo in altezza, ma era un progetto che vedeva il grattacelo della Regione ancora con la precedente Amministrazione con dimensioni meno impattanti.
Si è iniziato nel 2006, da parte della Regione, a pensare al grattacelo in formato DICO diverso e si è pensato come strumento da portare avanti, lo strumento dell'Accordo di programma.
Abbiamo già fatto dei pesanti rilievi in Commissione, perché l'accordo di programma espropria completamente questo Consiglio Comunale di qualsiasi possibilità di intervento all'interno della progettazione. È sicuramente uno strumento previsto all'interno del T.U. quindi è chiaro che non si tratta di uno strumento inventato qui, è previsto; fortunatamente, finora noi l'abbiamo utilizzato poco, quindi che va a nostro merito il fatto di non usarlo pesantemente, e debbo dire che le considerazioni che possiamo fare di rilievo e di metodo sono anche collegate al fatto che c'è un impegno preso dalla Giunta, preso dal Consiglio Comunale, proprio di avviare invece una fase nuova nella progettazione della città. Abbiamo un documento che è quello che l'Assessore Viano ha proposto alla Giunta, al Consiglio Comunale, un documento relativo alle linee urbanistiche cittadine che vuole essere discusso all'interno del Consiglio Comunale, e non solo, proprio per provare a segnare in modo diverso la futura crescita della città, con una condivisione che sia non solo istituzionale, ma anche con i cittadini.
Questo progetto del grattacelo risulta essere già una deroga a questo tipo di metodo, una deroga anche di carattere pesante, proprio perché con lo strumento dell'accordo di programma, con le due paginette della deliberazione e con l'illustrazione che è avvenuta in Commissione avremmo modo di delegare la nostra rappresentante, dopodiché noi ratificheremo il risultato della Conferenza dei Servizi. Quindi, in questo senso, non andremo a dire nulla di specifico in più, cioè abbiamo visto un progetto e, ripeto, un progetto in completa deroga alla pianificazione, al Piano Regolatore, a qualsiasi tipo di previsione precedente e, quindi, avremo poi modo di poterlo semplicemente ratificare.
Elementi critici su quell'area ve ne sono parecchi. Vorrei solo ricordarli qui in modo che poi vi sia anche la possibilità di riprenderli nelle Commissioni che, dando atto all'impegno dell'Assessore Viano, avremo modo di fare, per poter seguire la progettualità che avverrà all'interno della Conferenza dei Servizi.
Una questione importante che voglio anche ricordare qui, è il tema della bonifica di quelle aree. Sappiamo che, in realtà, bisogna modificare gli standard previsti, perché da bonifica di area industriale si passi agli standard residenziali.
Sappiamo che vi sono già dei ritardi rispetto al cronoprogramma, che doveva prevedere queste bonifiche terminare entro quest'anno, invece, è già stata richiesta una proroga al febbraio 2009. Vi è la Regione che insomma è l'Ente preposto che ha delega ancora più importante del Comune, però è importante che il tema della bonifica di quelle aree sia comunque tenuto presente.
Abbiamo la questione grattacelo che può vedere anche all'interno degli stessi componenti dei Gruppi della sinistra degli approcci diversi. Credo che sarà poi opportuno aprire una discussione all'interno delle linee urbanistiche sul tema della crescita verticale, più in generale, e sul fatto che per quanto riguarda, per esempio, una mia opinione, sfatare un po' questa idea che i grattaceli rappresentino la modernità, proprio perché, anzi, vediamo sempre di più espressioni, l'ultima sul Corriere della Sera del 27 maggio 2007, in cui si sostiene che, in realtà, la sostenibilità non faccia il paio con il grattacelo. Quindi, in questo senso non si possa appunto pensare a un edificio che sia sostenibile.
Abbiamo in questo caso un architetto di fama, un architetto star, alcuni lo definiscono, Fuksas che presenta quest'opera. Direi che certamente la nostra questione non è tanto grattacelo sì, grattacelo no, ma è il fatto che ci sia questa non condivisione iniziale e che ci sia poi un intervento complessivo che vede, possiamo definirla anche una colata di cemento non indifferente in quella zona, seppur accompagnata da interventi di verde che sono previsti all'interno.
Quindi l'aspetto metodologico sicuramente non è condiviso, l'aspetto finanziario vede il Comune di Torino in questo caso non portare avanti un progetto per far cassa, proprio perché avrà "soltanto" (tra virgolette) 8.000.000 relativi ai costi di costruzione che verranno utilizzati per la costruzione della stazione per migliorare l'accesso di quell'area, dopodiché la Regione si farà carico della costruzione della torre e delle opere di urbanizzazione non coperte dai privati che verranno in parte... però se si può cercare di fare silenzio, perché è veramente difficile riuscire a parlare.
Si farà carico, come dicevo, delle opere di urbanizzazione non coperte dai privati coprendo solo in parte coi diritti edificatori della parte residenziale, quindi, è vero, ci sarà un risparmio legato ai non affitti futuri, ci saranno però, per esempio, costi di manutenzione, quindi un'operazione che non è a costo zero per la Regione e non è a costo zero a questo punto per la collettività, essendo al Regione non un soggetto privato.
Fatte tutte queste considerazioni, fatte le richieste, e c'è anche un emendamento che ha presentato l'Assessore Viano, che impegna la Giunta, la nostra rappresentante a portarci, man mano, nota dell'avanzamento all'interno della Conferenza dei Servizi. Richiesto anche l'audizione della Circoscrizione che possa portare anche una uso contributo all'interno della Conferenza dei Servizi.
In questo momento ciò che rimarchiamo più negativamente è la questione di metodo che non condividiamo, lo strumento dell'accordo di programma e, quindi, diamo un giudizio non positivo sull'intervento nel suo complesso, però, quella che è l'espressione di voto è un'espressione di astensione in quanto si tratta, comunque, di una delega di una rappresentante, quindi, l'astensione è più legata alla caratteristica formale dell'atto che non è sostanziale. Quindi, in questo senso, ci asteniamo in attesa però di poter discutere veramente con le linee urbanistiche

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Carossa.

CAROSSA Mario
Sono assolutamente contrario all'approvazione di questa deliberazione e ho presentato alcuni emendamenti proprio per cercare, naturalmente nel mio piccolo, di ostacolare il più possibile l'approvazione della stessa.
Non voglio ripetere quanto detto dal Consigliere Cerutti, rispetto a certi punti, ma ritengo che il fatto di approvare questa deliberazione significhi consegnare una delega in bianco alla maggioranza, anzi alla Giunta, di questo Comune.
Il Consiglio Comunale - devono rendersene ben conto e saperlo tutti i Consiglieri -, dopo questo passaggio, ratificherà solamente una decisione assunta in base ad un accordo di programma, sul quale - sia ben chiaro - potrete anche dichiararvi contrari, pur tuttavia non vi sarà possibile farlo, poiché vi ritroverete l'Assessore che vi dirà come, con il grattacielo Intesa-Sanpaolo, fossero "...accordi già presi... bisogna mantenere le cose...".
Sicuramente, sia l'Assessore sia il Sindaco lo diranno. Quindi, cari signori, se tale deliberazione sarà approvata, si lascerà una delega in bianco alla Giunta, al Sindaco; dopodiché, non potrete più intervenire assolutamente su questa grossa modifica, poiché - e su questo punto concordo con il Consigliere Cerutti - non si tratta solamente - e già basterebbe, per me - del grattacielo, ma si vuole davvero fare un intervento enorme su tutta la zona, senza tenere assolutamente in considerazione tutta una serie di elementi che - ritengo - una Città seria avrebbe dovuto considerare.
Quella zona, normalmente, si ritrova a dover affrontare problemi e difficoltà enormi di traffico, perché un qualsiasi evento è in grado di scatenarli e la sola Metropolitana non basterà a risolverli; parimenti, non basterà quell'ipotesi di progetto di linee, strade, vie interrate o parzialmente interrate per entrare nella zona, poiché tutto il contorno risulterà ulteriormente congestionato, senza contare che mi fa inorridire il solo pensiero della costruzione di un grattacielo alto - lo dico da cavorettese, che rimanga a verbale - quanto il Parco Europa! È un abominio, una cosa davvero bruttissima!
Poi, si tratta anche di un problema estetico, perché non vi sarà una serie di grattacieli e quant'altro, situata grossomodo nel centro della città, bensì un grattacielo che, se non in riva al Po, comunque, vi spunta davvero molto vicino! Quindi, oltre a questi problemi estetici e di traffico, bisognerebbe considerare pure quelli riguardanti l'inquinamento, non solo atmosferico, ma anche della vita, in particolare, delle persone che abitano nella zona.
Peraltro, mi fa piacere leggere che tale area sia ritenuta idonea all'insediamento degli uffici regionali e mi fa altrettanto piacere, ma non m'interessa affatto, che questo progetto possa essere nato ai tempi in cui, in Regione, vi era una maggioranza di centrodestra; semplicemente, penso che si debba ragionare con la propria testa, talvolta anche a dispetto delle maggioranze. Quindi, cari signori, non è tanto corretto ciò che state portando avanti, per la città intera!
Sono preoccupato per quella zona, dunque, ma mi spaventa soprattutto la questione del traffico, perché, ripensando al tremendo ingorgo che si era venuto a creare soltanto circa due mesi fa, in occasione di una manifestazione, non oso pensare a ciò che avverrà, allora, in seguito all'approvazione di questo provvedimento.
Peraltro, in sede di Commissione si è parlato di migliaia d'impiegati, ma nessuno ha mai detto chiaramente che quella zona, proprio per gli uffici che andrà ad ospitare, sarà maggiormente attrattiva per la cittadinanza, in quanto vi sarà movimento non solo di persone che dovranno recarsi presso gli uffici regionali per vari motivi, ma anche di migliaia di impiegati regionali che, giornalmente, dovranno recarvisi per raggiungere il proprio posto di lavoro!
Capisco che il Consigliere Cuntrò, non abitando lì, magari non sia interessato e possa anche sorridere per la questione del futuro traffico che vi sarà nella zona; invece, le migliaia di persone che vi abitano vorrebbero potersi godere un po' tranquillamente la propria vita, perché, dovendosi già scontrare con le mille difficoltà quotidiane, chiunque, una volta tornato a casa - è un diritto dei cittadini, peraltro -, desidererebbe poter stare tranquillo!
Quindi, soprattutto per la maggioranza, ma per tutti i Consiglieri Comunali, voglio ribadire i punti principali: il primo riguarda la delega in bianco, che, in base al mio modo di pensare, non posso proprio accettare; il secondo riguarda la questione problematica del traffico, che nessuno ci risolverà, checché l'Assessore possa dire e abbia detto in sede di Commissione, dove peraltro - penso sia anche un mio diritto - non mi ha convinto affatto.
Giustamente, non importa a nessuno che io non sia convinto; tuttavia, Assessore, dopo che si sarà fatto tutto quel progetto (che non riguarda, appunto, solo il grattacielo, ma anche migliaia e migliaia di metri cubi di residenziale, di terziario e di quant'altro ancora vorrete metterci) e si verificheranno i problemi, questi non si risolveranno più! Allora, io potrò anche dire di aver avuto ragione, ma sarà una ben magra consolazione, dato che voi non sarete più Assessori di questa Città e, quindi, non sapremo chi andare a prendere; naturalmente, non potremo prendercela con nessuno, come capita solitamente!
Quindi, il secondo punto riguarda il traffico, mentre il terzo problema è di natura ambientale ed estetica. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). La ringrazio, Presidente, ma non si preoccupi per me, perché, più c'è rumore, più mi alleno a gridare, quindi, non c'è alcun problema!
Perciò, voi potrete anche sorridere, ma io ci tengo a questi aspetti e non mi fa affatto sorridere l'idea che, dal Parco Europa, si possa vedere un mostro simile che s'innalza per oltre 200 metri, peraltro, realizzato dall'architetto Piano, il quale, a differenza del collega - mi permetto di dire a verbale -, è stato molto furbo, mediaticamente; infatti, Piano ha detto: "Possiamo vedere... Stiamo tre centimetri sotto l'altezza della Mole...".
Forse, era 4 o 5 cm di più, alla fine, ma perlomeno è stato furbo, da quel punto di vista, al contrario di Fuksas, il quale ha detto: "Non si parli nemmeno di togliere un metro o due, altrimenti me ne vado, sbattendo la porta!". Allora, ho pensato: "Va bene, vada pure; basta che la sbatta piano, perché è maleducazione andare via sbattendo forte la porta!".
Se, da un lato, non mi permetto di giudicare l'architetto - vorrei ben vedere - in merito al suo stile, alle sue idee, alla sua fantasia e capacità, dall'altro, però, in qualità di Consigliere Comunale, ritengo di poter giudicare - questo sì, e pure malamente, fra l'altro! - il fatto che si sia posto in questo modo davanti ad una Città.
Poi, vi è un altro punto che voglio ribadire, essendo già stato citato, perché temo che non tutti abbiano bene in mente che cosa capiterà, nella zona, con quest'ennesima variante; infatti, si tratta di una variante di quelle "strong", perché non è solo il grattacielo, ma è tutto quanto ruota intorno ad esso che andrà ad incidere pesantemente e - prevedo - molto negativamente sul quartiere, su quella zona di Torino!
Perciò, vorrei chiedere una pausa di riflessione sull'argomento, oltretutto, considerando che non solo una piccola parte della minoranza è - quantomeno, in questo momento - assolutamente contraria, mentre una sua parte - ancora più grande - è comunque dubbiosa, ma che anche una parte della vostra maggioranza non è tanto convinta.
Siccome andiamo ad incidere veramente sul futuro della nostra città e sulla vita dei nostri cittadini, non ritengo di chiedere molto, se propongo di prenderci ancora una decina di giorni per riflettere, e concordo altresì con alcuni esponenti della minoranza su un eventuale, ulteriore passaggio in Commissione.
Chiedo solamente quello, altrimenti, senza troppo sforzo, sarò costretto a votare contro questa proposta di deliberazione.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Gallo Domenico.

GALLO Domenico
Inizio il mio intervento replicando al Consigliere Carossa sull'aspetto del traffico, perché è quello che ci preoccupa meno, in quanto avremo la linea 1 della Metropolitana, l'intersecazione con la ferrovia e gli accessi veicolari saranno dalla parte opposta a Via Nizza.
Le mie perplessità, così come sul grattacielo Intesa-Sanpaolo, sono sul fatto che stiamo decidendo delle grandi opere senza aver prima disegnato il futuro urbanistico della città; secondo me, questa è la critica fondata che non può essere messa in discussione.
Ci stiamo apprestando a discutere il documento dell'Assessorato all'Urbanistica, nel quale si prefigurano quattro punti strategici della città (Scalo Vanchiglia, Corso Marche, la zona centrale e l'asse del Po) e dove incideremo in maniera dettagliata su come vogliamo comporre queste aree.
Questa sera voteremo un atto formale, con il quale decideremo solo il rappresentante della Città nella Conferenza dei Servizi, senza entrare nel merito del progetto, questo è il deficit di democrazia, ma che non dipende dall'Assessore Viano. L'Accordo di Programma è un atto previsto dalle leggi dello Stato e personalmente contesto quel tipo di previsione normativa, perché impedisce una discussione nel merito del problema e anche altri Colleghi che mi hanno preceduto, in particolare il Consigliere Cerutti, hanno messo in evidenza questo aspetto.
Abbiamo cercato di rimediare a questa situazione discutendone in Commissione, dove avevo chiesto all'Assessore l'Accordo di Programma, che non c'è, perché sarà la conseguenza della Conferenza dei Servizi, ma avevo chiesto le linee di massima di un progetto. A questo punto, mi chiedo se ci sarà una proposta che porrà la Conferenza dei Servizi nelle condizioni di discutere; sicuramente ci sarà, ma avrei voluto conoscerla per poter capire meglio questa grande realizzazione nel suo complesso.
Credo che questa sera ci accingiamo a determinare un atto formale che comprende dei contenuti molto forti, perché voglio ricordare che l'area interessata è di 317.000 metri quadrati, praticamente un intero quartiere che viene trasformato e chiedo all'Assessore che si sviluppi una seria consultazione del territorio interessato. Ritengo che, in parte, questo potrebbe colmare quel deficit di democrazia che si è verificato, ma non per responsabilità dell'Assessore Viano.
Credo che Circoscrizione e territorio, con le diverse articolazioni sociali, debbano essere coinvolti in questa discussione, per capire meglio, al di là del grattacielo Fuksas e delle torri che sorgeranno al suo fianco, quali servizi serviranno a quell'area. Sicuramente si procederà in questo modo, ma lo si dovrà fare in maniera molto seria ed approfondita, perché in quest'area si insedieranno 12.000 persone e ci potrà essere bisogno di una biblioteca o di un ambulatorio, quindi una nuova città nella città.
Non abbiamo condiviso il metodo, perché non ci consente di discutere nel merito della questione e, secondo me, la Regione Piemonte ha voluto forzare su questa realizzazione. Non so se fossero effettivamente necessari nuovi uffici regionali. Per risparmiare sugli affitti? Quali saranno i costi della manutenzione di questo grande grattacielo alto 220 metri (credo il più alto in Italia) che, a livello di manutenzione, avrà dei costi forse più significativi degli affitti?
L'Assessore Peveraro, inoltre, aveva assicurato che per la Regione non ci sarebbero state spese dirette; in realtà, sappiamo che non sarà così. Mentre il grattacielo Intesa-Sanpaolo è l'opera di un privato, qui siamo di fronte ad un'opera che interessa un Ente Pubblico. Su questo vedremo in futuro chi aveva ragione, però mi preme sottolineare che, d'ora in avanti, dobbiamo salvaguardare la storia urbanistica di questa città.
Penso che questo sia un aspetto delicato, perché non c'è una legge di tutela del paesaggio ed è un deficit gravissimo per una città come la nostra, che ha una sua aulicità, una città barocca con una sua storia urbanistica e credo che dovremmo "metterci le mani sopra" con molta delicatezza, anche se il Sindaco mi rimprovera questa espressione (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, non parlavo del Lingotto, ma della città nel suo complesso. La Spina centrale credo che abbia degli aspetti barocchi ed una storia che vanno salvaguardati e tutelati, ma non lo stiamo facendo; è una critica, magari non condivisibile, ma non lo stiamo facendo!
Siamo di fronte ad un atteggiamento superficiale rispetto a quanto sto dicendo, ma per senso di responsabilità, visto che siamo di fronte ad un atto formale, nella votazione finale il Gruppo dei Comunisti Italiani si asterrà e lo reputo un atto di buonsenso, perché tiene aperta una discussione futura sulle politiche urbanistiche e di trasformazione della città. La nostra è un'astensione che non chiude la porta alla discussione, ma la tiene aperta e credo anche che in passato abbiamo fatto un buon lavoro ponendo all'attenzione del Consiglio Comunale la tutela del paesaggio e la storia urbanistica della città per mantenere la città equilibrata.
In molte città si sta abbandonando la scelta di costruire grattacieli.
Lo stesso autore delle Twins Tower a New York, l'architetto Brown, ha smesso di costruire grattacieli definendoli vecchi e superati dalla storia, e adesso costruisce solo edifici di due piani. A me i grattacieli non piacciono, ma non c'è una pregiudiziale: credo soltanto che in alcuni punti (centro storico, collina e zona dei parchi fluviali) la città debba essere salvaguardata.
Con questo atteggiamento, che considero costruttivo, credo che questi ragionamenti siano le basi per un confronto molto più approfondito sull'urbanistica nella nostra città e il mio auspicio è che si possa arrivare ad una sintesi condivisa dalla maggior parte del Consiglio Comunale.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Cassano.

CASSANO Luca
Non credo che la votazione sulla deliberazione interessi un giudizio estetico o di merito sui singoli architetti, quanto il deficit delle assemblee elettive e anche di questo Consiglio di fronte ai grandi nomi dell'architettura e credo che questa vicenda, assieme alla discussione sul grattacielo Intesa-Sanpaolo, segni un nuovo corso che, purtroppo, da qualche tempo a questa parte, vivono le grandi Amministrazioni che hanno a che fare con architetti di grido.
Le nostre perplessità sono di metodo e di merito. Come hanno già ricordato alcuni Consiglieri, crediamo che la Regione abbia piena legittimità ad individuare e a scegliere questa modalità per razionalizzare i propri uffici. Non entriamo nel merito di quella decisione, ma non possiamo non rilevare una serie di notazioni che riteniamo non secondarie, come il finanziamento pubblico della stessa opera per la quale l'Assessore e il Vicepresidente della Giunta Regionale, insieme all'Assessore Viano, si erano impegnati a fornirci un piano economico (che, ad oggi, nessuno di noi ha visto) sia per quel che riguarda il costo delle manutenzioni che per quel che riguarda gli ammortamenti degli affitti attuali della Regione Piemonte. In secondo luogo, come ha già detto il Consigliere Carossa, l'idea di far precipitare un nuovo quartiere su una parte della città, che non verrà coinvolta minimamente, ma alla quale chiederemo di sopportare pazientemente una lunghissima fase di cantieri, non ultimo quello possibile del prolungamento della Metropolitana fino a Piazza Bengasi.
Ricordo una delle fasi della discussione, molto avvincente, sul grattacielo Intesa-Sanpaolo, nella quale ci venne detto che gli impegni precedentemente assunti obbligavano la Città a mantenere e a compiere determinate scelte.
Oggi sappiamo che quello era parzialmente un alibi, Assessore Viano, perché nella relazione con un Ente Pubblico, come la Regione, gli impegni, precedentemente assunti, non riguardavano né le volumetrie, né la possibilità di generare diritti edificatori attorno all'area della Palazzina "Uffici della Regione".
La mozione di accompagnamento alla Variante 164, che abbiamo e che altri hanno votato - primo firmatario, se non ricordo male, il Consigliere Giorgis - prevedeva l'attivazione di nuovi percorsi di partecipazione.
Alla luce di questa deliberazione ci verrebbe da chiederle, Assessore Viano, di ridarci la vecchia partecipazione, perché, se la modalità con la quale noi ci relazioneremo alla Circoscrizione e a quella parte di città, è questa, preferivamo la vecchia partecipazione. La Regione, intanto, ha votato un Bilancio preventivo.
La domanda che pongo all'Assessore Viano, dal momento che noi, oggi, votiamo un atto significativo ed importante, è quella di sapere se, già da quest'anno, è prevista una forma di cofinanziamento del grattacielo da parte della Regione Piemonte e se sì, su quali capitoli, perché a noi, ad oggi, a seguito della richiesta di chiarimenti al Vicepresidente della Giunta Regionale, non è pervenuta alcuna risposta. Sarebbe utile, allora, che lei, nei prossimi giorni, magari nella veste di Assessore di questa città, accedesse a queste informazioni, che a noi non sono concesse.
Il Consigliere Carossa diceva bene. Secondo me, anche il traffico e il congestionamento su quell'area - lo abbiamo vissuto negli scorsi mesi - e la situazione, per esempio, del mercato di Piazza Bengasi e dello snodo dell'area sud, non sono elementi secondari.
Noi stiamo per discutere un Piano Urbano della Mobilità; credo che l'attenzione che l'Amministrazione intende prestare a questi temi sia reale. Dovremmo sicuramente riflettere anche sulle ricadute ambientali, non soltanto legate all'impatto visivo, che un'opera di questo tipo può avere.
Un ultimo aspetto che vorrei trattare - altri Consiglieri hanno già detto molto -: è chiaro che questa vicenda e questa deliberazione aprono anche un nuovo segno, perché se nella Variante 164 c'erano impegni assunti in precedenza, oneri e anche capitoli di Bilancio direttamente connessi con la realizzazione del grattacielo Intesa-Sanpaolo, quello che ci spaventa, Assessore Viano, è la modalità di rapporto con i privati, perché nell'ambito dello sviluppo urbanistico di questa città, immaginiamo, alla luce della difficoltà di relazione con la Regione, che non sarà un rapporto (almeno) tra pari, come noi auspicheremmo.
Una delle vicende che non si è approfondita in Commissione e sulla quale le chiederei, Assessore, anche un'esplicitazione a verbale, visto che si è deciso di non illustrare la deliberazione, riguarda i vincoli derivanti dall'approvazione, anzi, dalla designazione della dottoressa Virano in Accordo di Programma, nell'ipotesi in cui la palazzina "Uffici della Regione" non si facesse e quali sono le potestà che la Regione ha di generare, comunque, diritti edificatori nelle aree circostanti detto edificio, nell'ipotesi - che noi non auspichiamo ironicamente - che il palazzo "Uffici della Regione" non si realizzi.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Zanolini.

ZANOLINI Carlo
Volevo dire due parole su questa proposta di deliberazione, anche perché ho seguito le riunioni di Commissione che hanno portato al dibattito sui grattacieli, in generale, e, in particolare, su questo della Regione.
Se ci si ferma esclusivamente alla proposta di deliberazione, non ci dovrebbero essere grossi problemi, in quanto si individua una rappresentante del Comune nella Conferenza dei Servizi per trasferirvi la volontà dell'Amministrazione Civica - su questo non dovrebbero esserci dubbi. Il mio voto sarà favorevole.
Mi preme, invece, portare l'attenzione sul metodo con il quale si ottengono e si portano avanti queste deliberazioni.
Mi rendo conto che, effettivamente, si sta andando verso un accentramento delle decisioni amministrative; questo lo abbiamo visto con le Leggi Obiettivo del Governo Berlusconi che permettevano di saltare molti passaggi e di arrivare al "dunque", subito. Quello dell'Accordo di Programma e quello della Conferenza dei Servizi è un'altra metodologia legittima, come diceva il Consigliere Cerutti, che permette di accelerare i tempi e di arrivare al "dunque".
Questo ci preoccupa un po', perché non avremmo più possibilità concrete, di poter esprimere, come Consiglieri, giudizi sull'andamento della progettazione nell'ambito dell'Accordo di Programma, o della Conferenza dei Servizi.
Una volta dato il via, potremo influire veramente poco - e questo lo hanno già ribadito anche alcuni altri Consiglieri - su cose che potrebbero non essere consone alla nostra mentalità. Ritengo che questo sia, purtroppo, o per fortuna, non lo so, l'andamento della politica che tende sempre di più a sminuire il valore delle assemblee elettive e a dare molto più potere all'Esecutivo; in questo senso, l'Accordo di Programma, o la Conferenza dei Servizi, o le Leggi Obiettivo permettono di dare più valore all'Esecutivo.
Mi rendo conto che questa è una nuova forma politica. I tempi stanno cambiando e adattarvicisi è molto difficile per noi, che crediamo ancora nelle assemblee elettive e che siamo stati educati ad un altro tipo di politica - ma questa è una considerazione di politica generale.
Per quanto riguarda, invece, il progetto, è chiaro che questa proposta di deliberazione è un preludio al progetto vero e proprio di riqualificazione e di riurbanizzazione, o di urbanizzazione, di quella zona.
Su questo progetto relativo al grattacielo Sanpaolo, a differenza di quanto ero convinto, sono abbastanza favorevole. Ho seguito la Commissione, ho sentito l'architetto Fuksas che ha illustrato molto bene questo progetto. Innanzitutto, si tratta di una zona situata alla periferia della città, degradata, da riqualificare. Una zona molto inquinata e da bonificare e, quindi, un progetto di questo genere, che vede nel grattacielo un riferimento, non mi vede completamente contrario; anzi. E sono abbastanza favorevoli anche coloro che mi hanno consigliato dal punto di vista architettonico e urbanistico su questo argomento. Ritengo che il futuro grattacielo sarà costruito in base a quanto esposto anche dall'Architetto Fuksas, secondo tutte le regole della moderna architettura - anche se qualche Consigliere, giustamente, afferma che, probabilmente, i grattacieli non sono il nuovo, ma l'antico.
In merito a questo progetto, però, dal punto di vista energetico, l'Architetto Fuksas ha annunciato che si tratta di un progetto che rispetta molto i problemi del risparmio dell'energia, con soluzioni anche molto all'avanguardia; oltretutto, c'è tutto un progetto urbanistico della zona.
L'Architetto Fuksas prevedeva anche la costruzione di case non necessariamente di edilizia privata, ma anche di edilizia convenzionata o, addirittura, pubblica.
Quest'ultima non la vedrei male, in una zona che, attualmente, è dequalificata, una zona in periferia, che é inquinata. Si penserà ad un progetto urbanistico che prevede anche soluzioni che potrebbero venire molto utili per la città intera.
Ho anche io qualche dubbio, in merito alla possibilità di operare uno sviluppo non tanto verticale, quanto orizzontale.
Ritengo che però, da quello che l'Architetto aveva esposto, possano esserci garanzie, affinché questa zona diventi pregevole dal punto di vista architettonico ed urbanistico. Spero che la bonifica della zona venga effettuata come si deve, secondo le regole e le Leggi e che la legalità, ancora una volta, riesca ad avere il sopravvento su questi problemi di inquinamento.
Io voterò a favore di questa proposta di deliberazione che nomina l'Architetto Virano a rappresentare il Comune nella Conferenza dei Servizi, a nome dell'Amministrazione Civica.
Sono abbastanza convinto di questo progetto urbanistico, anche se non totalmente, a causa dell'eccessiva espansione verticale che, magari, può svalutare la visione del paesaggio.
Mi auguro anche io, come accennava il Consigliere Gallo Domenico, che ci sia molta rilevanza e si cerchi di iniziare il dibattito sulla Legge di tutela del paesaggio, che è molto importante.
Finché non ci saranno delle norme ben chiare sul fatto che sia possibile costruire dei grattacieli di questa rilevanza in una città come Torino, forse sarebbe meglio avere dei ripensamenti e cercare di valutare di volta in volta. Quindi, auspico che ci sia maggiore attenzione da parte del Sindaco e degli Assessori competenti a tenere conto della tutela del paesaggio.
Mi fido abbastanza di quello che ha detto l'architetto Fuksas a proposito del grattacielo, ma volevo solo fare un piccolo rilievo a quanto è scritto nella parte iniziale della deliberazione, dove si dice che il progetto di trasformazione dell'area ex Fiat Avio è stato affidato al raggruppamento facente capo all'architetto Massimiliano Fuksas. In realtà, in base alle affermazioni dell'architetto Fuksas, non gli è stato affidata la trasformazione di tutta l'area. Lui stesso ha detto che gli interessava solo il grattacielo e che avrebbe delegato volentieri ad altri tutto il resto del progetto della zona. Non so se questo corrisponda a verità o meno, però, forse è un'imperfezione aver scritto queste due righe.
Mi auguro che per il progetto successivo di assegnazione del terreno per la costruzione di altri edifici, ci sia un dibattito molto serrato, perché si riesca ad integrare le necessità della Regione Piemonte con quelle della Città per quanto riguarda l'edilizia abitativa, l'edilizia convenzionata e, eventualmente, le garanzie del mantenimento di una zona verde attorno a queste costruzioni, che permetta una buona fruizione dell'ambiente da parte dei cittadini.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Tronzano.

TRONZANO Andrea
Un breve intervento, per impostare la nostra posizione rispetto a questa proposta di deliberazione. Siamo collaborativi rispetto alla deliberazione in questione; siamo, però, molto critici sulla tempistica. A nostro giudizio, questo grattacielo arriva con 10 anni di ritardo, rispetto a quello previsto nella passata legislatura regionale ed è anacronistico rispetto alla reale valenza che avrebbe avuto a suo tempo.
In ogni caso, entrando nel merito della deliberazione, riteniamo che, in un clima di concordia istituzionale e di rispetto delle Leggi - perché voi avete applicato una delle possibilità che le Leggi affidano alle competenze del Comune, come Giunta -, sia giusto da parte vostra inviare, in Conferenza dei Servizi, un Direttore dei Servizi della Divisione Urbanistica, per capire, sovrintendere, verificare e valutare quanto sarà detto.
Rispetto ai tempi, invece, siamo critici; pertanto, ci asterremo rispetto al voto finale, proprio per capire i risultati che verranno portati dalla dottoressa Virano di nuovo all'attenzione della Giunta, dopodiché valuteremo che cosa fare.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola, per la replica, all'Assessore Viano.

VIANO Mario (Assessore)
Credo sia necessario precisare che non ho inteso illustrare l'atto deliberativo, perché era stato oggetto di un'ampia discussione di merito nelle varie Commissioni che l'hanno sottoposto ad esame puntuale. Mi sembra, invece, importante, proprio in replica agli interventi che sono stati svolti, puntualizzare alcune questioni che, a mio modo di vedere, sono delicate, ma altresì decisive, rispetto all'assunzione dell'atto da parte del Consiglio Comunale.
In primo luogo, pongo il tema della coerenza col documento di indirizzo, ovvero il tema dell'opportunità di procedere ad atti che preludono ad interventi molto significativi della Città, avendo avviato un percorso di confronto sul tema del futuro della città dal punto di vista urbanistico. Ho avuto modo a più riprese di segnalare come non sia ragionevolmente possibile interrompere l'attività ordinaria della Città in materia di attuazione delle trasformazioni, tanto più quando, come nel caso in esame, c'è una coerenza assoluta tra le linee di indirizzo, proposte alla discussione - ma che, comunque, sostanziano la definizione del Piano Regolatore, così come è stato approvato nel 1995 - e questo atto che andiamo a compiere. Per il riconoscimento dell'area Lingotto come area caratterizzata da una forte accessibilità, in particolare col mezzo pubblico, sappiamo benissimo la prospettiva verso cui dobbiamo andare, perché sempre più sarà necessario limitare il ricorso per sostenere la mobilità che, invece, in quanto mobilità, non potrà che incrementarsi in prospettiva, ma sostenere questa mobilità attraverso il mezzo pubblico. Nel caso delle aree urbane questo significa puntare sul sistema ferroviario metropolitano in primo luogo (la stazione Lingotto rinnovata, lo sbarco tanto ad Est che ad Ovest, la stazione Ponte, eccetera) e sulla stazione della metropolitana su Via Nizza, attraverso un sistema di connessione sostenuto dal pubblico.
Quindi, la scelta di localizzazione, al di là del fatto che si sia passati attraverso una prima ipotesi - peraltro ampiamente comunicata e al centro della fase concorsuale, che la Regione aveva avviato qualche anno fa, di localizzazione su Spina1 -, dal punto di vista del funzionamento della città, è analoga, perché si colloca in contesti, comparti, quadranti della città che hanno il carattere specifico di avere una forte accessibilità attraverso il mezzo pubblico. Naturalmente, deve essere supportata anche da una buona e crescente facilità di accesso col mezzo privato attraverso l'intervento sul sottopasso Lingotto - che abbiamo illustrato nelle Commissioni in cui si è dato conto della proposta avanzata dalla Regione -, che si prevede di utilizzare anche come dorsale fondamentale per il trasporto privato e di servizio ai parcheggi interrati collocati nell'area. La considerazione prima, per riconoscere in questa localizzazione, una localizzazione idonea, sta nel fatto di avere un carico di traffico molto elevato e di essere fortemente servita attraverso il trasporto pubblico, ma anche attraverso la viabilità urbana di rango elevato.
Sul tema dell'accordo di programma, la scelta è stata della Regione, che ha inteso valersi di una procedura prevista dalla normativa. Noi riteniamo che l'accordo di programma abbia l'indubbio pregio di rappresentare una modalità attraverso la quale tutte le amministrazioni che hanno una competenza da giocare nell'approvazione di un progetto, siano chiamate - attraverso la Conferenza dei Servizi - a stare attorno ad un tavolo ed a esprimere in maniera pubblica le valutazioni, i giudizi, le riserve, le obiezioni e a discutere, confrontare e chiudere, con una contrazione significativa dei tempi di procedura, la definizione dell'accordo relativamente alla proposta avanzata.
Certamente, poi, c'è l'elemento della competenza del Consiglio rispetto all'esecutivo: in questo senso, però (e credo che questo dato vada assolutamente evidenziato), ad un certo punto, nel corso della Commissione (non ricordo le date, ma i membri della II Commissione lo ricorderanno sicuramente), abbiamo espressamente destinato ad un rinvio di discussione la possibilità, offerta a tutti i Consiglieri, di consultare in maniera puntuale ed analitica i documenti costituenti la proposta della Regione che erano depositati presso i miei Uffici, in una sala pubblica (nel senso che non aveva interferenze con il lavoro degli Uffici), consentendo di acquisire tutte le conoscenze necessarie sul progetto e di discutere nel merito, in fase conclusiva, dove abbiamo cercato di raccogliere la sintesi delle osservazioni avanzate attraverso una serie di raccomandazioni che, con un emendamento che è all'esame del Consiglio, affidiamo al rappresentante della Città, affinché le sottoponga all'attenzione della Conferenza dei Servizi e le traduca in adeguamenti del programma di intervento avanzato dalla Regione.
Questo è ciò che è disponibile in questa fase.
Mi sembra di aver rilevato che, in alcuni interventi, si sosteneva di non conoscere e di non essere stati messi in condizione di conoscere il progetto: con tutta obiettività e franchezza, dico che non è così, nel senso che, al di là dell'illustrazione diretta da parte dei professionisti, abbiamo anche messo a disposizione, per un tempo non ritenuto incongruo, ovvero 15 giorni, presso gli Uffici dell'Assessorato, tutto il materiale.
L'accordo di programma è una modalità che ha una sua significativa efficacia di contenimento dei tempi e che, al contempo, ha consentito e consente, attraverso i passaggi avuti, di condividere la conoscenza (dopodiché, naturalmente, ognuno è libero di decidere come meglio creda), ma non credo si possa sostenere che il Consiglio è stato impedito dall'avere contezza dell'atto che andava ad assumere.
Sulla questione della consultazione, ho riferito in Commissione che la procedura prevista, in particolare, da una circolare regionale (perché è la Regione che ha disciplinato il tema della procedura di accordo di programma), prevede espressamente che ci sia una fase di pubblicazione dell'atto prima della chiusura della Conferenza dei Servizi e della consegna del risultato di questa attività per la sottoscrizione dell'accordo di programma e prevede che ci sia una consultazione formale anche della Circoscrizione.
Quindi, da un lato, viene pubblicato, in quanto Variante urbanistica, cioè come se fosse un'ordinaria Variante urbanistica, nell'ambito dell'attività della Conferenza dei Servizi; dall'altro, viene acquisito in maniera formale il parere della Circoscrizione.
Quindi, nelle forme canoniche, ne do atto; però, in quelle forme previste dalla normativa, la partecipazione dal territorio è assolutamente garantita.
Ancora una considerazione di carattere specifico: è stata fatta la domanda su che cosa potrebbe succedere nel caso in cui la Regione non desse attuazione al suo intervento sulla torre Uffici. L'abbiamo detto in Commissione, ma lo ribadisco, affinché resti a verbale: l'accordo di programma riguarda l'operazione nel suo complesso.
Se l'operazione nel suo complesso non andasse in porto, si dovrebbe modificare l'accordo di programma; essendo la modifica dell'accordo di programma sottoposta ad una procedura assolutamente analoga a quella che produce la prima approvazione dell'accordo di programma, la ridefinizione del programma urbanistico verrebbe sottoposta all'esame del Consiglio, in via preliminare per poi, eventualmente, andare ad un'approvazione di accordo di programma modificato.
Quindi, certamente non potrà che accadere quanto previsto dall'accordo nel suo insieme; qualora ciò non si verifichi, si riaprirà la discussione, perché la competenza rimarrà naturalmente consegnata agli stessi meccanismi e alle stesse procedure previste per la fase di prima approvazione.
Concludo il mio intervento dicendo che, per quanto riguarda il documento programmatico (chiamiamolo così, tanto per capirci) su cui, come Giunta, abbiamo ritenuto di accogliere la sollecitazione di talune parti (anche di maggioranza) che ci chiedevano di avere un tempo per una riflessione preliminare all'assunzione dell'atto di Giunta, abbiamo accolto questa sollecitazione, dandoci, sostanzialmente, lo scorso mese. Provvederemo, probabilmente, già nella seduta di domani, ad assumere formalmente come Giunta il provvedimento.
Auspichiamo che pervengano osservazioni, proposte di integrazione o quant'altro (non mi pare che, nel frattempo, siano pervenute), naturalmente in via preliminare, salvaguardando integralmente la fase di discussione aperta e soprattutto sostenuta da una serie di presentazioni pubbliche nelle quali chiederemo alle varie parti sociali e professionali di partecipare con un ruolo attivo, nel senso che chiederemo loro di assumere iniziative di discussione nelle proprie sedi, a cui noi naturalmente parteciperemo, con tutti i Consiglieri che lo vorranno fare, perché il confronto sia ampio.
In questo senso, però, ribadisco che l'atto che proponiamo al Consiglio, al di là del suo contenuto formale (che è soltanto di nomina del rappresentante dell'Amministrazione), il programma che la Regione ci ha sottoposto e su cui andiamo a nominare il nostro rappresentante della Conferenza dei Servizi è, a nostro modo di vedere, assolutamente coerente con l'impianto generale che sostiene, naturalmente nei suoi elementi di maggiore forza, il documento in questione.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Passiamo all'analisi dell'accorpamento degli emendamenti dal n. 1 al n. 9.
L'originale degli emendamenti dal n. 1 al n. 9 è inserito nel presente verbale all'appendice degli emendamenti respinti, codificato con il n. .
La parola al Consigliere Carossa, per l'illustrazione.

CAROSSA Mario
Non ho gli emendamenti davanti, dunque vado a memoria: presumo che i primi emendamenti riguardino l'oggetto.
Nell'oggetto è ribadito tutto ciò che la Giunta vuole fare, a dispetto di tanti cittadini ed anche di una parte della sua maggioranza, che invito ad avere più coraggio: non abbiate timore, perché il Sindaco non è così cattivo come si disegna! Non abbiate timore, abbiate il coraggio delle vostre scelte ed andate avanti sulle vostre decisioni!
Questo è un appello che rivolgo agli amici di una parte della maggioranza.
Il concetto, poi, naturalmente, è quello che dicevo prima: quest'opera non è soltanto il grattacielo.
Nell'oggetto si scrive: "Realizzazione del palazzo per gli Uffici della Regione Piemonte", ma è una falsità. Dunque questa deliberazione è già falsa nell'oggetto, perché non riguarda - e i cittadini devono saperlo - soltanto il grattacielo (che già da solo basterebbe), ma riguarda tutto il contorno. Leggendo l'oggetto, sembra che discuta soltanto del grattacielo.
Ho emendato l'oggetto proprio perché la proposta di deliberazione non è stata posta in modo corretto.
Mi scusi, Presidente, ma ho tre minuti a disposizione? (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Bene.
Ribadisco, perché rimanga a verbale, che la questione non riguarda solo la realizzazione del palazzo per gli uffici della Regione. Inoltre, nell'ottica (che riprenderò sicuramente dopo) dei trasporti, è un po' strano quanto ha affermato in precedenza l'Assessore, cioè che sia servito il quadrante in cui verrà inserita questa Variante di Piano Regolatore. Tutti i quadranti della città di Torino, più o meno, sono serviti a livello di ferrovia, di metropolitana, di strade, di sottopassi, o di future strade e futuri sottopassi. Probabilmente solo la zona collinare è un po' meno servita, ma le altre zone della città... È terminato il tempo a mia disposizione? Grazie.

RAVELLO Roberto Sergio
(Intervento fuori microfono).

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Il presentatore ha tre minuti per illustrare l'emendamento, dopodiché, per l'intervento, un Consigliere per Gruppo ha altri tre minuti a disposizione, mentre gli altri Consiglieri del Gruppo hanno solo due minuti. Quindi, lei, Consigliere Carossa ha a disposizione tre minuti per l'illustrazione e tre minuti per l'intervento. Si procede esattamente come nella scorsa seduta.

CAROSSA Mario
Ringrazio il Consigliere Ravello, che è sempre molto attento. Userò questi tre minuti per terminare il discorso sui trasporti.
Sono d'accordo che vi sia la possibilità di prevedere dei collegamenti tra l'interno e l'esterno della città tramite la ferrovia, ma, d'altronde, per quanto riguarda la Spina 1, dove sorgerà il futuro grattacielo Intesa-Sanpaolo, ho sentito le stesse dichiarazioni, così come per l'Alenia, che è un altro settore della città con grandi possibilità di collegamenti, trasporti e quant'altro. Potrei continuare a citare tante altre zone della città, per cui mi fa un po' specie ascoltare questo genere di affermazioni.
Tutte quante hanno possibilità di accesso, ma ciò non significa che dobbiamo necessariamente andarle ad ingolfare con altre 5.000, 6.000 o 10.000 persone. Anche in questo caso, come al solito, non si capisce mai bene quante persone, poi, si insedieranno in queste zone di Varianti di Piano Regolatore e quante persone usufruiranno degli uffici che verranno costruiti.
Vorrei richiamare quanto dichiarato dal dottor Salza in una delle tante riunioni di Commissione per discutere del grattacielo Intesa-Sanpaolo, perché, anche in quel caso, ad una mia precisa domanda, ha parlato di 1.000, 1.500, 2.000, 2.500 impiegati. Noi, adesso, parliamo di 2.000 o 3.000 impiegati, dimenticando tutto l'indotto, dimenticando tutti gli utenti (non solo cittadini, ma da tutta la provincia e dalla regione) che verranno attratti dal palazzo della Regione, dimenticando (volutamente o, magari, solo per distrazione) tutti i nuovi residenti di quella zona, il conseguente indotto che verrà creato e il terziario che dovrà sorgere, per non parlare delle strutture post-olimpiche.
Capisco che, visto lo scarso successo di queste strutture, non pensiate che potranno ospitare molte persone, ma noi siamo più ottimisti e speriamo che, in futuro, possano essere maggiormente sfruttate.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Qual è il parere della Giunta?

VIANO Mario (Assessore)
Il parere della Giunta è negativo.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'accorpamento degli emendamenti dal n. 1 al n. 9:
Presenti 32, Contrari 32.
L'accorpamento degli emendamenti dal n. 1 al n. 9 è respinto.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Passiamo all'esame dell'accorpamento degli emendamenti dal n. 10 al n. 184 (esclusi i nn. 166 bis e 183 bis).
Gli emendamenti originali, dal n. 10 al n. 184 (esclusi i nn. 166 bis e 183 bis), sono inseriti nel presente verbale all'appendice degli emendamenti respinti, codificati sequenzialmente dal n. al n. .
Il parere di regolarità tecnica è favorevole.
La parola al Consigliere Carossa.

CAROSSA Mario
Non userò tutti i 6 minuti a mia disposizione (a meno che qualcuno mi stimoli a farlo), ma vorrei rivolgere un invito ai Consiglieri di una parte della maggioranza. Ritengo che si debba cercare di venire incontro il più possibile a chi vi ha e ci ha votati, anche se potrebbe causare dei problemi all'interno della vostra maggioranza, ma, quando si devono prendere delle decisioni, è necessario mantenere una certa coerenza.
Vorrei ricordarvi questo fatto: la Lega Nord e Bossi, alle elezioni politiche del 1996, fecero il più grande risultato elettorale, dopo che, nel 1994, uscendo dalla maggioranza, aveva fatto cadere il Governo Berlusconi. Lo dico con molta semplicità e, sinceramente, con amicizia ai Consiglieri della sinistra cosiddetta (ma è un termine che non mi piace) radicale. Non voglio assolutamente dare lezioni a nessuno, ma se esprimiamo un voto contrario o se non si partecipa al voto, chiaramente questa deliberazione non verrà approvata.
Bisogna ricordarlo a tutti quanti e lo dico perché anche i cittadini torinesi lo sappiano!
Nel momento in cui questa proposta di deliberazione non viene approvata, qualcuno dovrà fare dei conti, ma non crediate che questa persona possa disporre di voi, di me o dell'intera città come vorrebbe!
Dovrà fare i conti anche lui con la realtà che lo circonda.
Sindaco, si è sentito chiamato in causa? Stavo aspettando.
Quindi, cari amici, lo dico col cuore, proprio per i cittadini torinesi.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
A parziale correzione di quanto detto prima, dicendo che stavamo trattando gli emendamenti accorpati dal numero 10 al n. 184, vorrei solo segnalare ai Colleghi che all'interno di questa scansione numerica, emergono il n. 166 bis, che verrà votato poi da solo, che non è stato accorpato e che è stato proposto dalla Giunta, così come il 183 bis.
Qual è il parere della Giunta?

VIANO Mario (Assessore)
Il parere della Giunta è negativo.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Pongo in votazione l'accorpamento degli emendamenti dal n. 10 al n. 184, ad esclusione degli emendamenti 166 bis e 183 bis:
(Presenti 33, contrari 33).
Gli emendamenti sono respinti.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
L'emendamento n. 166 bis, presentato da...., recita:

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 166 bis:
(Presenti 33, favorevoli 33).
L'emendamento è approvato.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
L'emendamento n. 183 bis, presentato da..., recita:

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 183 bis:
(Presenti 33, favorevoli 33).
L'emendamento è approvato.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Passiamo all'accorpamento degli emendamenti dal n. 185 al n. 211.
Gli emendamenti originali, dal n. 185 al n. 211 sono inseriti nel presente verbale all'appendice degli emendamenti respinti, codificati sequenzialmente dal n. al n. .

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Qual è il parere della Giunta?

VIANO Mario (Assessore)
Il parere della Giunta è negativo.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'accorpamento degli emendamenti dal n. 185 al n. 211:

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
(Presenti 34, favorevoli 1, contrari 33).
L'accorpamento degli emendamenti dal n. 185 al n. 211 è respinto.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Passiamo all'accorpamento degli emendamenti dal n. 212 al n. 245.
Gli emendamenti originali, dal n. 212 al n. 245 sono inseriti nel presente verbale all'appendice degli emendamenti respinti, codificati sequenzialmente dal n. al n. .Qual è il parere della Giunta?

VIANO Mario (Assessore)
Il parere della Giunta è negativo.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Pongo in votazione l'accorpamento degli emendamenti dal n. 212 al n. 245:
(Presenti 30, favorevoli 1, contrari 29).
La proposta è respinta.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Giorgis, per dichiarazione di voto.

GIORGIS Andrea
Intervengo per ringraziare, innanzitutto l'Assessore Viano, per aver illustrato, anche in Aula, dopo averlo fatto in Commissione, le coordinate urbanistiche entro le quali si colloca il progetto della Regione che qui, indirettamente, noi andiamo a liberare.
Mi ha fatto piacere ascoltare nuovamente queste coordinate, perché ho avuto per un attimo, ascoltando altri interventi, la preoccupazione che tutto ad un tratto fossero venute meno tutte le discipline urbanistiche e ci trovassimo nel vuoto spinto, insomma, e devo dire che il suo intervento, da questo punto di vista, mi rassicura abbastanza.
Così come mi rassicura l'aver sentito ribadire la disponibilità da parte della Regione e da parte degli altri livelli istituzionali a fare proprie, in sede di Conferenza dei Servizi, le raccomandazioni della Città. Mi ha fatto, altresì piacere sentire, nuovamente in quest'Aula, l'impegno a tornare in Commissione e, quindi, illustrare passo, passo, l'evoluzione della Conferenza dei Servizi; così come, devo dire, mi ha fatto piacere anche la ripetuta spiegazione sul valore che può avere il coinvolgimento diretto di tutti i livelli istituzionali.
Da ultimo, la ringrazio, Assessore, per aver nuovamente ripetuto che il progetto è un tutt'uno e che quindi, se dovessero essere apportate delle significative trasformazioni, bisognerà ritornare in questa sede e poi, insomma, per aver ricordato come attraverso questa procedura, peraltro prevista dalla Legge Regionale, in qualche misura, si sta richiamando, nel rapporto Consiglio/Esecutivo, quel rapporto di fiducia che solo può giustificare la buona riuscita di tutte le attività amministrative, perché le procedure e le competenze specifiche sono certo garanzia, ma in assenza, naturalmente, di quel sostanziale convergere di visioni strategiche, è impossibile pensare che una città o un qualsiasi altro livello istituzionale possano essere ben governate.
Allora, io, in questa prospettiva, facendo mio questo richiamo, voglio fare ancora uno sforzo e interpretare l'astensione come un passo in avanti. Eravamo partiti alcuni mesi addietro con un voto contrario, adesso c'è invece un'astensione.
Auspico che, dopo l'approvazione che domani arriverà in Giunta, e la ringrazio, Assessore, di aver anche dato, finalmente seguito a quella formalizzazione delle linee di indirizzo che ci consentiranno poi di avviare quella tanto desiderata, credo da tutte le forze politiche, consultazione. Si potrà arrivare, fra qualche mese, ad un voto pienamente favorevole su tutte le altre coerenti trasformazioni della nostra città.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Ravello.

RAVELLO Roberto Sergio
Non starò a ricordarvi le ragioni che ci hanno sempre portati a sostenere anche questo progetto, ragioni che si basavano sull'analisi del contesto, sull'analisi del bisogno e sulla necessità anche di rivedere l'immagine di Torino e sulla possibilità che anche attraverso il palazzo unico della Regione potesse passare lo sviluppo non solo urbanistico, ma anche socioeconomico della nostra città.
Non starò anche a ricordarvi che il palazzo unico della Regione, frutto di un approccio di razionalizzazione, di una tendenza di razionalizzazione degli uffici della Regione Piemonte comporterà un risparmio particolarmente significativo, perché, ogni anno, la Regione Piemonte spende circa 13.000.000 di Euro che per affittare uffici da utilizzare successivamente.
Non starò a ricordarvi quanto ho sempre pensato dei partiti, in particolare della sinistra radicale, in merito alle posizioni che hanno sempre assunto, prima sul grattacielo di Intesa-SanPaolo, poi su quello della Regione Piemonte, quindi non starò a rimarcare quanto già più volte sostenuto, cioè l'approccio un po' datato, per non dire un po' "cavernicolo" (non potevo risparmiarvela) e quella che ci sembrava una preclusione ideologica a ogni forma di cambiamento.
C'è però da considerare, Assessore - e io me ne dispaccio -, che abbiamo il timore che questo procedimento, sebbene previsto da leggi e noi sappiamo bene che lei non sta commettendo alcuna forzatura amministrativa, ma forse nasconde una piccola, ma non troppo, forzatura politica. Perché nessuno ci ha ancora convinti del contrario (nemmeno lei) è che si segua la strada dell'accordo di programma per cercare di prendere la circonvallazione rispetto al "trappolone" che può celarsi all'interno dei velluti della Sala Rossa e che potrebbe, eventualmente, un giorno, di fronte alla votazione sulla variante tanto discussa e tanto dibattuta, portare finalmente allo scoperto i partiti che oggi - mi perdonino -, sono più abituati a starnazzare, a fare rumore piuttosto che ad agire concretamente per far valere le loro posizioni.
Chiedo scusa, non volevo offendervi, ma è quello che state facendo, perché nel momento in cui ho ascoltato i vostri interventi, ho pensato che sicuramente saranno coerenti con se stessi e, a cominciare dalla mozione di accorpamento, questa volta si saranno rifiutati di sottoscriverla. Anche in questo caso, la mozione di accorpamento, e non svelo un segreto, va ad accorpare emendamenti chiaramente ostruzionistici presentati da un Consigliere dell'opposizione; peccato che poi, scorrendo i nomi, trovo ben 6 Consiglieri della cosiddetta "sinistra radicale" che, facendo un torto non solo al Consigliere di opposizione che ha presentato gli emendamenti, ma evidentemente anche a loro stessi, hanno sostenuto questo atto con il quale si è limitata fortemente la possibilità di mettersi di traverso di fronte a un provvedimento che non si condivide.
Credo che questa sia una nota politica che mi gusto, ancora una volta, con particolare soddisfazione, perché effettivamente non posso non notare che si sia, molto spesso, molto più bravi a lanciare il sasso e a nascondere la mano piuttosto che a partecipare seriamente, a essere corretti e coerenti con se stessi e con gli elettori che a loro si affidano.
Ma, al di là di questo, Assessore, devo dire che, con rammarico, non parteciperò al voto, perché credo ancora che questo Consiglio Comunale abbia una sua titolarità e che di questa titolarità non vada mai privato. Credo che se si sostiene una logica di cambiamento, se si sostiene una logica di sviluppo, se si sostiene un progetto, appunto, come ho già detto, attorno al quale ruotano diverse necessità, diversi bisogni, dalla riqualificazione di una zona, alla razionalizzazione degli spazi della regione, al risparmio di denaro pubblico, questo vada fatto coinvolgendo sempre e comunque il Consiglio Comunale, e ciò non accade.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Ferraris.

FERRARIS Giovanni Maria
Brevemente, per dichiarare, innanzitutto, che siamo assolutamente favorevoli a questa iniziativa, che è proposta con lungimiranza dalla Regione Piemonte e accettata con altrettanta lungimiranza dall'Amministrazione Comunale.
Mi stupisco delle ultime affermazioni del Consigliere Ravello, in merito alla difficoltà da parte sua nella partecipazione al voto, perché, se effettivamente si dà l'importanza a questo Consiglio in questa fase preliminare, e l'importanza c'è dal momento che noi deleghiamo il direttore a rappresentarci e poi si ritira la possibilità di rappresentare questa scelta, forse, questa è un po' una scelta di tipo strumentale.
Prendo atto della difficoltà, ma anche del volere camminar da parte di alcuni elementi della maggioranza che partecipano onestamente e correttamente alla votazione e che necessitano forse di ulteriori approfondimenti che, in questo cammino futuro, mi auguro, varranno resi noti e chiariti per quelle che sono le parti oscure.
L'abbiamo dibattuto per molto tempo in Commissione questo e altri progetti: credo che sia un dovere della nostra Città avviare questo iter per il bene di quella zona che è quella che oggi deve vedere una nuova trasformazione, credo porterà effettivamente grandi opportunità ed è un bene anche per il decentramento o, forse, l'accorpamento, anche se decentrati rispetto agli attuali, l'accorpamento degli uffici regionali che avranno il doppio beneficio di concentrarsi e anche di risparmiare risorse, con l'invenzione che ha prodotto il Vicepresidente della Giunta con questo Accordo di programma.
Quindi, andiamo avanti e, mi auguro, speranzosi di unire anche i più scettici.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Angeleri.

ANGELERI Antonello
Non ero intenzionato ad intervenire in questo dibattito, ma sono stato sollecitato dall'intervento del Consigliere Giorgis che ha voluto, penso involontariamente, sottolineare le differenze di questa maggioranza su questa deliberazione.
Differenze che, ancora una volta, sottolineano che in quest'Aula c'è una maggioranza che va avanti a due velocità, per carità, cosa del tutto legittima, ma che abbiamo già verificato con la questione del grattacielo Sanpaolo su cui abbiamo discusso, però, forse con più tempo a disposizione, e che si verifica puntuale anche in quest'occasione.
Il problema che volevo sottolineare era questo: c'è ancora una dignità della politica oppure no? Perché ho sentito il Consigliere Cerutti affermare determinate cose in quest'Aula e mi aspettavo che, rispetto a questo, ci fosse un'altrettanta posizione netta. Probabilmente, su queste dichiarazioni interviene una non serenità di giudizio autonomo del Gruppo, ma interviene una posizione, tra virgolette ci mancherebbe, lo dico con profondo rispetto, "ricattuale" del primo cittadino che impone un comportamento diverso rispetto alle cose che vengono dette all'interno di quest'Aula.
Mi viene spontaneo sottolineare che probabilmente la politica non ha più la dignità ed il coraggio di un tempo, ma è ostaggio di un sistema, che questo Consiglio Comunale deve sopportare, dovuto al sistema elettorale, alle competenze che sono cambiate rispetto al passato e che fa in modo che i Gruppi non abbiano più la necessaria autonomia di giudizio di una volta.
Detto questo, dichiaro che non parteciperò alla votazione, non tanto perché contrario alla deliberazione in oggetto (negli anni scorsi, in Regione, siamo stati tra i fautori di questa operazione, quindi non posso essere contrario), quanto perché nella maggioranza vorrei vedere una maggiore coerenza rispetto a quanto qui viene detto.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Carossa.

CAROSSA Mario
Intervengo per ribadire il mio "no" a questa deliberazione, anche perché, dando un mandato così ampio, si svuota il Consiglio Comunale dei suoi pur miseri poteri e concordo con il Consigliere Angeleri su quanto ha detto riguardo alle riforme degli anni passati che hanno permesso questo svuotamento di poteri.
Ho in mano una biro della campagna elettorale che ci ha premiato, che reca questo slogan: "Cittadino, fa i tuoi interessi. Vota Lega Nord!". Dato che sono stato eletto proprio per fare gli interessi dei cittadini il mio voto sarà contrario a questa proposta di deliberazione, perché non ritengo che questa Variante di Piano Regolatore vada verso gli interessi dei cittadini torinesi e penso la stessa cosa riguardo alle altre Varianti e a tutte le Spine che sono state realizzate.
Ricordo quando, nel lontano 1994, in preparazione del Piano Regolatore, in sede consiliare si dibatteva la questione delle Spine che sarebbero dovute essere diverse da come sono ora ed inviterei i Consiglieri ad andarle a vedere. Il grattacielo Intesa-Sanpaolo o queste migliaia di metri cubi di ulteriore cemento non sono di certo nell'interesse dei cittadini torinesi, ma forse di qualche potere forte (l'espressione "potere forte" non deve essere sempre considerato in senso negativo, ma per quello che significa realmente).
Temo che, con l'approvazione di questa deliberazione, ci sarà un'ulteriore zona in cui la qualità della vita dei cittadini peggiorerà, perché vivranno con maggiori difficoltà e loro ed i loro figli si ritroveranno a dover convivere con una quotidianità stressante; ritengo che questo non rientri negli interessi dei cittadini che mi hanno eletto.
L'invito che dovevo fare (e che era doveroso facessi anche a fronte dei dibattiti in Commissione e degli ulteriori interventi in Aula di una parte della maggioranza), era che determinate cose si potrebbero cambiare, se solo si volesse, e non mi riferisco solo alla questione del grattacielo della Regione. Non prendete sottogamba questa votazione, perché, se andasse in un modo diverso da quello che si pensa, ci potrebbero essere cambiamenti importanti.
Come Gruppo Lega Nord, voterò contro questa proposta di deliberazione.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione la proposta di deliberazione:
presenti 37 - favorevoli 24 - astenuti 12 - contrari 1
La proposta di deliberazione è approvata.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Pongo in votazione l'immediata eseguibilità del provvedimento:
presenti 33 - favorevoli 33
L'immediata eseguibilità è concessa.
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