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CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Passiamo all'esame della seguente proposta di deliberazione n. mecc. 200802343/24, presentata in data..., avente per oggetto: "D. Lgs. 18 agosto 2000 n. 267 - Testo unico delle Leggi sull'ordinamento degli Enti Locali. Applicazione dell'art. 172, lett. E) concernente servizi pubblici a domanda individuale anno 2008" CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Lonero. LONERO Giuseppe Questa è una proposta di deliberazione particolarmente importante. Indubbiamente, si parla di servizi pubblici a domanda individuale e tra questi vediamo le case di riposo e di ricovero, i bagni pubblici, gli asili nido, le colonie e i soggiorni stagionali, i corsi extrascolastici di insegnamento di arti, sport ed altre discipline (fatta eccezione per quelli espressamente previsti dalla Legge), impianti sportivi (le piscine, i campi da tennis e di pattinaggio), le mense (comprese quelle ad uso scolastico), i mercati e le fiere attrezzate, il peso pubblico, i servizi turistici diversi, i musei, le mostre, gli spettacoli e l'uso di locali adibiti stabilmente ed esclusivamente a riunioni non istituzionali. Abbiamo un quadro completo di una parte importante della vita quotidiana dei cittadini torinesi e dei servizi che la Città può fornire loro. Dalla qualità di questi servizi dipende direttamente la qualità della vita di questi cittadini stessi. Come dimenticare, per esempio, la necessità che i bagni pubblici funzionino e siano tenuti ad un livello igienico idoneo alla qualità della vita che noi vogliamo dare ai cittadini torinesi, e come dimenticare le mense scolastiche. Quanto si è parlato e quanto si parla e quanto penso si parlerà ancora, per anni, in merito alla qualità dei prodotti alimentari che somministriamo ai nostri figli, al futuro di questa città! Non possiamo dimenticare, che con questa proposta di deliberazione, di fatto, governiamo buona parte della vita sociale dei cittadini torinesi. Un pensiero particolare, Presidente, voglio rivolgere a due aspetti importanti che hanno anche caratterizzato molti degli emendamenti nella discussione del Bilancio: gli asili nido e le case di riposo e di ricovero. Sono due aspetti che per noi sono particolarmente importanti. Gli asili nido, perché teniamo particolarmente al servizio, che può essere fornito dagli asili nido della Città, ai bambini che, ovviamente, non possono essere sempre affidati alle cure dei familiari o alle cure di persone che non sono inserite nel contesto familiare e che non riproducono, con la loro attività e con la loro presenza, un ambiente familiare al quale i nostri figli sono abituati. Ritengo che debba essere preso in elevata considerazione il fatto di poter portare i bambini all'interno di un asilo nido che sia ben organizzato, ben strutturato, che sia pulito, che sia igienicamente tenuto bene, nel quale si servano dei servizi particolarmente utili e importanti,. L'altro aspetto riguarda le case di riposo e di ricovero. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Ho detto "case di riposo e di ricovero", Consigliere Gallo, e non "case chiuse". Le case chiuse, forse, saranno un argomento oggetto del Bilancio del prossimo anno, se il referendum che intendiamo proporre avrà buon esito. Come mai, Presidente, appena ho pronunciato "case chiuse", si è subito ringalluzzito? (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Ho capito. Evidentemente, c'è una normativa che le impedisce di reperire la chiave. Stavo dicendo che le case di riposo e di ricovero servono a dare un'assistenza adeguata ai nostri anziani, che - non dimentichiamolo - non devono essere considerati un peso, ma piuttosto una risorsa per la nostra società., perché depositari della tradizione, della conoscenza e della sapienza che solo l'età può portare. Concludo il mio intervento, facendo notare ai Consiglieri che risparmio più di tre minuti del tempo che mi è concesso dal Regolamento, quindi penso che possano essere benevoli nei miei confronti, visto il favore che compio nei confronti dell'Aula. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Angeleri. ANGELERI Antonello Nell'ambito di un Comune, si tratta di una deliberazione estremamente importante, perché tutti i servizi a domanda individuale (chi più, chi meno) sono oggetto di attenzione da parte di tutti i cittadini. Come diceva già il Collega in precedenza, dai bagni pubblici ai trasporti funebri, dai musei e dai servizi turistici alle mense scolastiche, ognuno di noi passa attraverso una richiesta fatta al Comune per un servizio che viene offerto. Leggendo la relazione dei Revisori dei Conti, balza chiaramente agli occhi una differenza impressionante tra due servizi importanti e determinanti: le mense scolastiche e i teatri e i musei. Se, da un lato, le mense scolastiche hanno una copertura di spesa che si attesta poco meno al di sotto dell'80%, dall'altro, abbiamo i teatri e i musei, che hanno una copertura che non raggiunge il 2%. Voglio spiegarmi meglio, fornendo alcune cifre. Le mense scolastiche hanno un costo che supera i 36 milioni di Euro ed un'entrata di 28.736.000 Euro. Che cosa significa? Significa che è un costo pagato dalla cittadinanza, sono fior di quattrini che rappresentano un costo per le famiglie: pensate quale può essere, per le famiglie che hanno più figli, il sacrificio per poter mandare i figli a scuola, con tutte le spese connesse, quali ad esempio la mensa scolastica (che va ad un livello di copertura dell'80%), Per quanto riguarda i musei, abbiamo 35 mila Euro di entrate, a fronte di una spesa di quasi 1.800.000 Euro: la copertura relativa, quindi, non è nemmeno del 2%. Da questo punto di vista, forse sarebbe utile rivedere le quote di copertura. I Consiglieri che interverranno in seguito avranno modo di sottolineare gli altri interventi che il Comune offre rispetto ai servizi pubblici a domanda individuale e le percentuali di copertura, molto diverse tra di loro. Ma è evidente che, su una media di circa il 51% di coperture complessiva, questa differenza è molto evidente. Una Giunta che si dice attenta ai valori della famiglia e soprattutto alle spese a cui le famiglie, oggi, vanno incontro a causa della situazione economica, non può richiedere una copertura così alta, perché, purtroppo, c'è una disparità di trattamento che dev'essere, in qualche modo, valutata. In questo senso, al di là delle leggi che prevedono percentuali di copertura in un caso anziché in un altro, mi auguro che la Giunta possa, in qualche modo, intervenire per porre rimedio e, soprattutto, per andare incontro alle esigenze delle famiglie, in particolare delle famiglie più numerose che, come al solito, pagano a caro prezzo quella che è la situazione economica, molto difficile e particolare, che viviamo in questa città. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Ventriglia. VENTRIGLIA Ferdinando Vorrei intervenire su un aspetto che può sembrare residuale (i bagni pubblici), ma che mette in gioco un problema di risposta della Città a trasformazioni sociali profonde, che investono la nostra comunità, e che mette in gioco un problema di risposte di segno diverso che sono state date nel tempo: fino a 10-15 anni fa, infatti, sembrava che questo fosse uno dei tanti servizi, nati nella nostra città sostanzialmente agli inizi del XX secolo, resi ad una comunità che non aveva livelli di benessere tali da potersi permettere questo tenore di vita. Oggi, in una società avanzata come la nostra, il tema dei bagni pubblici dovrebbe essere un tema che interessa le associazioni quali il Centro Culturale Dar Al Hikma, che è stato uno degli ultimi centri a beneficiare della conversione dei bagni pubblici in centro di loisir, sperimentando, per la prima volta, sotto un preciso ombrello politico, condizioni di vantaggio uniche, anche con il pretesto della valenza culturale e dell'integrazione dell'iniziativa, prescindendo da quella che avrebbe dovuto essere (riconosciuta la bontà dell'iniziativa) una normale gara di appalto. In quel caso, la colpa non fu dell'attuale Sindaco: ci fu, evidentemente, un trattamento di favore nei confronti di quell'associazione. Se ne parlò a lungo, con discussioni accese in sede di Circoscrizione competente, ed uno degli argomenti a favore di quella trasformazione fu che, effettivamente, la migliore conversione postmoderna per un servizio che, almeno nel senso originario, non aveva più ragione di essere era quella di farne un qualcosa che, richiamandone la funzione originaria e la missione, diventasse, in realtà, un elemento di consumo per élite. I bagni pubblici di Via Fiochetto sono, in realtà, diventati un simpatico locale, dove si fa benessere e dove si organizzano corsi di varia natura, dove si faceva cucina araba e medio-orientale e dove, magari, qualche amico poteva anche approfittare per cominciare a sperimentarsi come nuovo imprenditore. Bene, quella fase è superata; tra l'altro, tutta la vicenda è rimasta coperta da un silenzio assordante, nel senso che sembra uno dei pochi impianti in concessione sui quali l'attenzione dell'Amministrazione, in termini di vigilanza e controllo, è particolarmente lasca, perché non abbiamo avuto, pur in presenza di interrogazioni ed interpellanze, l'impressione che ci sia un controllo su una situazione che è unica e che, come tale, meritava una verifica periodica ed unica. La realtà vera è che il servizio di bagno pubblico riacquista paradossalmente la sua funzione, accompagnandosi ad una serie di processi che vedono, soprattutto per alcuni aspetti della vita quotidiana relativi all'igiene e alla profilassi, un ritorno di problemi che la nostra società, da molto tempo, aveva espulso dalla lista delle sue preoccupazioni. Penso, ad esempio, alla profilassi contro le malattie endemiche sconfitte, che stanno rientrando tramite l'afflusso di persone da Paesi con condizioni e standard igienico-sanitari assolutamente incompatibili con i nostri e che, in quanto tali, pongono il problema di come affrontare questi ingressi, se necessario riattrezzandosi, ma riattrezzandosi in un modo che consenta di affrontare con serenità questi nuovi problemi (penso, ad esempio, ai focolai di tubercolosi che, ogni tanto, si accendono). Si potrebbero aprire parentesi polemiche, ma non è questa la sede; faccio soltanto notare che questo settore meriterebbe un'approfondita riflessione. Non ho dieci minuti a disposizione? Il Consigliere Gentile, così attento con excel, eccetera, dovrebbe saperle queste cose: è una gentilezza di Gentile! Ma, in questo caso: "nomina non sunt consequentia rerum", proprio! (INTERVENTI FUORI MICROFONO) Potremmo dire che il Consigliere Gentile è stato silenzioso fino... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Se vogliamo aprire un dibattito, facciamolo pure: non chiediamo di meglio! Non sappiamo, però, se il Sindaco è d'accordo (INTERVENTI FUORI MICROFONO). Ci farebbe, però, piacere sentire anche il Consigliere Gentile, che è stato disciplinato e silenzioso dalle 9 di stamattina; ci farebbe piacere sentirlo, perché lo sentiamo raramente in Aula e sarebbe un evento, in qualche maniera, da celebrare "Nigra notanda lapillo", in quel caso, o ""Alba notanda lapillo". (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Non lo so, in quel caso sarebbe sicuramente "albo", perché sarebbe un intervento... Non potete farmi disturbare dal vostro illustre Vicecapogruppo e poi pretendere che non reagisca: esercito la mia sensibilità almeno quanto la esercita il signor Sindaco, e ringraziate che, perlomeno, io non sono nato a Borgo San Pietro! Stavo dicendo che dobbiamo fare una riflessione su questo genere di servizi, chiedendoci se, in realtà, valga la pena o abbia un senso un servizio con una copertura tanto bassa da un certo punto di vista (si tratta di una copertura che non raggiunge il 3%) e con un investimento forte, un investimento di 700.000 Euro, molto di più di quanto avevamo chiesto come intervento, su richiesta dell'opposizione, in alcuni comparti importanti come scuole convenzionate, oratori, sicurezza ed anziani. La risposta alla domanda è che forse sì, ne vale la pena, nel senso che, se lo si riconosce come un servizio importante essendoci una nuova domanda in questa direzione, allora vale la pena spendere il 98% di questi 715.000 Euro, ma questa spesa deve comportare l'onesto riconoscimento del fatto che un problema sta riemergendo con modalità tali, per cui noi, oggi, dobbiamo interrogarci sul significato della presenza dei bagni pubblici e sul significato di quella domanda e di quel bisogno. Sta riemergendo un aspetto che consideravamo obiettivamente superato, mentre invece non lo è. Quindi, ben venga; però, direi che la stessa persistenza, in termini di domanda (e quindi di ritorno di questi servizi) del bagno pubblico in sé, è un elemento che dovrebbe far interrogare il Sindaco di una città come Torino, perché non siamo, signor Sindaco, in un paese appena uscito da cinque anni di guerra civile ed è senza servizi. Siamo, invece, in un Paese avanzato, siamo in una macroregione tra le più avanzate, quelle con il prodotto interno lordo più alto d'Europa ed abbiamo la necessità di garantire servizi a persone che, in casa, non hanno la possibilità di provvedere all'igiene personale con quei minimi confort che le nostre famiglie hanno già acquisito non dico dall'inizio del secolo, ma da parecchie generazioni. Quindi, vale la pena fare questa spesa? Forse sì; ma, se è così, interroghiamoci sui significati complessi che ha questa presenza e sul valore che ha questa spesa. Oppure non sarà che, magari, questo è un residuo di spesa e non sarà il fatto che, probabilmente, noi, almeno in parte, stiamo garantendo un'offerta eccessiva, che non serve a rispondere ad una domanda constatata ed effettiva, ma serve, in qualche maniera, a perpetuare una situazione in atto? Forse, perché, a parte regalarle e pagare le bollette per 10-20 anni (ma non ricordo come abbiamo fatto con Younis Taufik), è difficile valorizzare al meglio strutture di questo tipo, essendo impianti che hanno bisogno di lavori importanti. Siamo allora di fronte a domande in un senso e nel senso diverso, per un servizio che assorbe 700.000 Euro, ma sul quale vale la pena di interrogarci: mettiamo, quindi, un altro elemento in coda alla mole di lavoro che ha il Consigliere Silvestrini nella sua Commissione, riportato da questa discussione di questa sessione di bilancio. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Carossa. CAROSSA Mario Ho presentato diversi emendamenti ostruzionistici a questa deliberazione, perché ritenevo e ritengo che non debba essere assolutamente approvata. Il motivo è che, in questa deliberazione, si legge: "Si propone al Consiglio Comunale di approvare l'elenco dei servizi pubblici a domanda individuale: case di riposo e di ricovero". Provvedo, anzitutto, ad elencare i servizi, dopodiché entrerò nel merito dei motivi che mi hanno spinto a presentare emendamenti contro l'approvazione della deliberazione. (INTERVENTI FUORI MICROFONO). CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Consigliere Carossa, la prego di proseguire il suo intervento. CAROSSA Mario Riprendo, anche per stemperare la tensione. E' una deliberazione che mi trova assolutamente contrario, perché propone di approvare tutta una serie di servizi pubblici a domanda individuale, tra i quali case di riposo e di ricovero, bagni pubblici, asili nido, colonie e soggiorni stagionali. Cominciamo ad analizzare voce per voce, con l'ausilio della relazione dei Revisori, che ringrazio. Case di riposo e di ricovero: entrate 10.100.000 Euro, spese 25.051.609 Euro, copertura 40,32%. E qui iniziamo a pensare alla copertura di questa spesa. Quando, poi, leggo, sui bagni pubblici: entrate 20.000 Euro, spese 715.442 Euro, copertura 2,80%, devo dire che mi ritrovo imbarazzato. Anche perché, molto semplicemente, l'utilizzo di questi bagni avviene prevalentemente da parte di una popolazione extracomunitaria, che, tra l'altro, con le normative vigenti, dovrebbe avere un permesso di soggiorno concesso a seguito della dimostrazione di poter usufruire di un alloggio idoneo (quindi comprensivo di servizi e di bagni). Rimango, quindi, perplesso quando vedo che l'utilizzo di questi bagni avviene, per una percentuale molto importante, da parte di cittadini extracomunitari (non ricordo a memoria la percentuale, me ne vorrete scusare, vista l'ora). Non riesco proprio a capire che cosa non funzioni in questa filiera. Forse non funziona il meccanismo di controllo nel momento in cui vengono dati i permessi di soggiorno? Personalmente, ho seguito l'iter dei controlli che avvengono nell'ambito abitativo e ritengo che questi controlli siano seri. Mi chiedo, allora, se questi bagni pubblici, così come concepiti, servano davvero e se serva darli, così come avviene normalmente, a cooperative, con una resa minimale. Me lo chiedo soprattutto quando leggo che, per la voce successiva, cioè gli asili nido, su cui abbiamo dibattuto a lungo nel corso di tutta la nottata e di cui sappiamo quanto siano importanti per le famiglie torinesi, la copertura è del 55,38%. E' una copertura sicuramente molto elevata per un servizio che, personalmente, ritengo dovrebbe avere una copertura verso lo 0, piuttosto che verso il 55%, perché soltanto in quel modo riusciremmo ad aiutare davvero le famiglie e a risolvere finalmente la questione della bassa natalità. Approfitto di questa occasione per invitare i Consiglieri a pensare al modello francese, che ritengo all'avanguardia nella tutela dei bambini, della prole e delle famiglie. Senza tante parole, i francesi sono riusciti a fare in modo che la natalità aumentasse. Andate in Francia: in qualsiasi posto vi fermiate, noterete molte famiglie con 2, 3 o 4 figli. Continuando, il problema diventa serio: capite che 10.507.500 Euro di entrate provengono dalle nostre famiglie, dai nostri cittadini, che normalmente hanno difficoltà... Però, Presidente, lo so, è una mia difficoltà il fatto di non riuscire... Essendo io una persona normalmente allegra... CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) E' lei stesso che, mentre parla... CAROSSA Mario La sfido a parlare in questa atmosfera! CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Come vede, non la disturbo e la lascio proseguire. CAROSSA Mario Guardi, Presidente, lei è davvero una persona integerrima. Più vado avanti, più mi pento aver scritto "no" sulla sua scheda! CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Il mondo è fatto di sbagli. L'importante è... CAROSSA Mario Dopo una lunga nottata, un abbraccio quasi ci vorrebbe! CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) No, la ringrazio. Il mondo è fatto di sbagli, l'importante è pentirsene! CAROSSA Mario Il fatto è che temo che la prossima volta che non scriverò più "no", lo scriveranno altri! E' questo il problema! Ma comunque la vita va così! Ho scritto "no" sopra, per non sbagliarmi. Ma immagino che sia tutto a verbale. Andiamo avanti, non voglio far perdere tempo. Torno immediatamente alla deliberazione, dato che ho visto l'Assessore Passoni un po' spazientito. Perché ho presentato più di 200 emendamenti a questa deliberazione? Perché ritengo che non debbano essere approvate deliberazioni di questo tipo, che comprovano spese eccessive senza coperture di sorta. La città, in questo momento, non ha bisogno di affrontare spese così eccessive, senza copertura. Ritengo che serietà di amministratori voglia che si ragioni a fondo sulla validità di questi provvedimenti e sulla decisione di continuare su questa strada o di sterzare e fare un cambio di rotta, essendo veramente innovativi e cercando di cambiare qualcosa per modificare in meglio il futuro della nostra città. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Ravello. RAVELLO Roberto Sergio Vi chiedo scusa fin da subito, ma non per solidarietà di oppositori, quella solidarietà che lega e vincola comunque (è un legame quasi indissolubile) i gruppi di minoranza che conducono una battaglia così aspra nei confronti degli atti di una maggioranza, ma perché, oggettivamente, con molta onestà, anche volendo, mi sarebbe difficile dire cose diverse rispetto a quelle dette dai Consiglieri che mi hanno preceduto. Se il Consigliere Ventriglia ha sfiorato vette altissime nell'analisi del ruolo sociale dei bagni pubblici, il Consigliere Carossa ci ha riportati sulla Terra, ma con lo stesso impegno e con lo stesso risultato ha dipinto uno scenario che, purtroppo, è sotto gli occhi di tutti, anche sotto i nostri. Se non ricordo male (e mi scuso se, nell'ultima settimana, ci siamo fatti prendere un po' la mano negli emendamenti), mi sembra di aver presentato gli emendamenti a questa deliberazione come Gruppo di Alleanza Nazionale; se non l'ho fatto, considerate che l'abbia fatto, perché gli emendamenti, ancor più quando sono ostruzionistici, sono una forma di linguaggio della minoranza che li predispone e li presenta, sono una forma di espressione di un disagio e di un malessere nei confronti del provvedimento al quale si riferiscono, niente più che la relazione del Collegio dei Revisori dei Conti ci dimostra quanto ci sia un problema generale riguardante i servizi a domanda individuale nella città di Torino. Quindi, anche al di là della deliberazione presentata e non illustrata in Consiglio Comunale dall'Assessore Passoni, credo sia giusto sfruttare tutto il tempo che abbiamo a disposizione per approfondire un argomento sul quale (ma forse l'ha già detto qualcuno prima di me) solitamente non c'è una grande attenzione da parte del Consiglio, perché nei servizi a domanda individuale vi sono tutta una serie di voci, delle quali soltanto alcune sono oggetto della nostra attenzione durante le discussioni delle interpellanze oppure nella presentazione di interrogazioni o in qualunque altra azione condotta da parte dei Gruppi rappresentati in questo Consiglio Comunale, mentre ve ne sono altre sulle quali non si è mai posto un occhio di riguardo in maniera troppo attenta (e me ne dispiaccio molto). Ad esempio, si è ampiamente discusso dei bagni pubblici: credo che questo sia il dato più rilevante che, effettivamente, dimostri che, nei servizi a domanda individuale, ci sia... Chiedo scusa, Presidente, è possibile avere un componente della Giunta in Aula? Per quanto riguarda i servizi a domanda individuale, signor Presidente (mi rivolgo a lei non essendoci l'Assessore), credo che il termometro che ci permette di misurare il livello di attenzione della Città... Però, Presidente, mi scusi: avrei davvero piacere di essere ascoltato dall'Assessore, senza volerlo irritare, questo è chiaro. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Ci mancherebbe, Assessore, ma noi l'abbiamo aspettata. Mi creda, non era polemica la nostra richiesta. Credo che sia un diritto minimo dell'opposizione chiedere di essere ascoltati da un componente della Giunta, ancor più dal presentatore di una deliberazione in discussione, Consigliere Grimaldi. Dicevo che la percentuale di copertura delle spese riguardante i servizi a domanda individuale rappresenta il termometro attraverso il quale ci è permesso di misurare l'attenzione che la Città rivolge ai singoli servizi. E allora, scorrendo i dati che ci sono stati forniti dai Revisori dei Conti e vedendo che riguardo, ad esempio, ai bagni pubblici, vi è una copertura di soli 20.000 Euro di entrate ed una spesa di ben 715.000 Euro, il dato che emerge (e che spero l'Assessore possa confutare) è che non c'è alcun interesse da parte della Città nel mantenere in piedi questo servizio. Sarei, allora, curioso di conoscere i dati sull'utilizzo dei bagni pubblici nella città di Torino, perché per un servizio che ha un costo di questo tipo, credo sia giusto cercare di capirne quali sono le reali funzioni e quale ne è il reale bisogno. E se, scorrendo l'elenco, vedo che, per gli asili nido, la copertura è del 50%, mi viene da pensare che la Città possa e debba fare molto di più. Su questo ci siamo vagamente confrontati durante la discussione del bilancio, ma allora vi chiederei di approfittare del tempo che abbiamo ancora a disposizione (non avendo ancora fatto il giro delle lancette dell'orologio, abbiamo ancora molto tempo dinanzi a noi) per aprire la discussione sulla questione degli asili e sull'impegno che l'Amministrazione deve profondere nel sostegno a queste realtà. Vedo, poi, Assessore, che per i convitti e i campeggi non c'è alcuna spesa, non c'è alcuna copertura e non c'è alcuna entrata, per cui non capisco per quale ragione debbano essere inseriti nell'elenco delle voci dei servizi a domanda individuale, quando, dal punto di vista dei dati, questi servizi non esistono, così come lo spurgo dei pozzi neri, così come anche altre voci che non hanno alcun dato - io, Assessore, gliene chiederei conto, se me lo permette -, come musei, pinacoteche, gallerie e mostre, spettacoli, trasporto carni macellate, trasporti funebri, pompe funebri e illuminazioni votive. Si tratta di servizi dei quali c'è oggettivamente bisogno (e non credo ci sia molto da discutere su questo), ma sui quali non sono messi a nostra disposizione dei dati: credo, quindi, che sia opportuno capire se ci sia e se sia sostenuta da parte della Città, una spesa di questo tipo, se ci sia e se esista un'entrata e quale sia la percentuale che emerge dal rapporto delle due voci. Diversamente, non vedo il motivo per cui queste voci debbano essere inserite nell'elenco dei servizi. Detto questo - e mi avvio a concludere -, ringraziando l'Assessore per la presenza e per l'attenzione e scusandomi per il Consigliere Grimaldi per avergli risposto male prima, credo che sia opportuno capire, sulla base delle percentuali di spesa sostenute dalla Città, quale sia l'attenzione che la Città, che la parte politica che amministra questa Città dedica a determinati servizi che riteniamo assolutamente indispensabili, tra i quali non ci sentiamo certamente di contemplare i bagni pubblici. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) L'Assessore non intende replicare. Passiamo all'analisi dell'accorpamento degli emendamenti dal n. 1 al n. 123. Gli emendamenti originali, dal n. 1 al n. 123, sono inseriti nel presente verbale all'appendice degli emendamenti respinti, codificati sequenzialmente dal n. al n. . Chiedo ai presentatori se intendano illustrare gli emendamenti. La parola al Consigliere Ravello. RAVELLO Roberto Sergio Vedo che i pareri di questi emendamenti sono tutti negativi, ma non ne conosco le ragioni. Chiedo di conoscere il motivo dei pareri negativi. E' il solito vecchio problema: sulle nostre copie non c'è scritto. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Voi avete le copie. I pareri sono negativi per gli emendamenti evidenziati, ovviamente. Gli emendamenti non evidenziati non hanno parere negativo, per cui ne darò lettura a man mano che arriveranno. Per l'emendamento n. 5 si esprime parere sfavorevole sulla regolarità tecnica in quanto rende priva di significato la frase. Allo stesso modo si dà parere sfavorevole sulla regolarità contabile. L'emendamento n. 17 ha parere sfavorevole in quanto in contrasto con il Decreto Legge n. 415/80, convertito con modificazioni nella Legge 38/1990. Anche il parere contabile è sfavorevole per analogo motivo. L'emendamento n. 23 ha il parere sfavorevole sulla regolarità tecnica in quanto stravolge il significato della frase. Stesso motivo per la regolarità contabile. Il motivo è analogo per gli emendamenti n. 33 e n. 34; il n. 41 ha parere negativo in quanto in contrasto con la Legge n. 415/1980. Stessa cosa vale per gli emendamenti n. 42, n. 56, n. 57, n. 58, il n. 59, il n. 60, il n. 61, il n. 62, il n. 63, il n. 64, il n. 65, il n. 67. Qual è il parere della Giunta? PASSONI Gianguido (Assessore) Il parere della Giunta è negativo. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Pongo in votazione l'accorpamento degli emendamenti dal n. 1 al n. 123: (presenti 29, contrari 29). La proposta è respinta. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Passiamo all'analisi dell'accorpamento degli emendamenti dal n. 124 al n. 151. Gli emendamenti originali, dal n. 124 al n. 151, sono inseriti nel presente verbale all'appendice degli emendamenti respinti, codificati sequenzialmente dal n. al n. . I presentatori non intendono illustrare gli emendamenti. Qual è il parere della Giunta? PASSONI Gianguido (Assessore) Il parere della Giunta è negativo. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Pongo in votazione l'accorpamento degli emendamenti dal n. 124 al n. 151: (presenti 29, contrari 29). La proposta è respinta. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Passiamo all'analisi dell'accorpamento degli emendamenti dal n. 152 al n. 252. Gli emendamenti originali, dal n. 152 al n. 252, sono inseriti nel presente verbale all'appendice degli emendamenti respinti, codificati sequenzialmente dal n. al n. . I presentatori non intendono illustrare gli emendamenti. Qual è il parere della Giunta? PASSONI Gianguido (Assessore) Il parere della Giunta è negativo. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Pongo in votazione l'accorpamento degli emendamenti dal n. 152 al n. 252: (presenti 29, contrari 29). La proposta è respinta. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione la proposta di deliberazione: (presenti 29, favorevoli 28, contrari 1). La proposta di deliberazione è approvata. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Pongo in votazione l'immediata eseguibilità del provvedimento: (presenti 29, favorevoli 29). L'immediata eseguibililità è concessa. |