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CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Riprendiamo i lavori. Chiedo a tutti i Colleghi un po' di attenzione, perché il momento è alquanto delicato, visto quanto è successo prima e il modo in cui abbiamo interrotto e sospeso i lavori del Consiglio. Il Consigliere Angeleri mi ha chiesto di fare un breve intervento per spiegare, dal suo punto di vista, le motivazioni che lo hanno indotto al comportamento che ha tenuto in Aula. Successivamente al suo intervento, farò io una breve dichiarazione. Chiedo gentilmente ai Vigili di tornare nuovamente ai propri posti. Grazie. La parola al Consigliere Angeleri. ANGELERI Antonello Signor Presidente e Colleghi Consiglieri, volevo, con questo mio intervento, chiedere scusa per il mio atteggiamento, nei confronti del signor Presidente del Consiglio e degli amici e Colleghi di questo Consiglio Comunale. Probabilmente, l'ora tarda e la stanchezza unita ad alcuni comportamenti per cui mi sono sentito umiliato ed offeso hanno fatto sì che io tenessi la parola più del dovuto, nonostante i richiami da parte del Presidente. Con questo, comunque, volevo richiamare solamente una cosa: il mio atteggiamento è dovuto nei suoi confronti, Presidente, solamente ed unicamente a questo e quindi la prego di accettare, ovviamente, le mie scuse che sono sincere. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Io credo che un Presidente, durante l'adempimento delle proprie funzioni, debba cercare di evitare di farsi prendere, egli stesso, dall'emozione e dalla gravità del momento. Mi sono reso conto anche io che, forse, alcune cose avrebbero potuto essere affrontate in maniera differente. Ciò detto, però, credo che la responsabilità più importante, per un Presidente, non sia soltanto quella di affermare un suo atto di volontà, ma, soprattutto, quella di garantire che il Consiglio possa seguire un regolare svolgimento e per ottenere questo, deve essere assicurata, per quanto possibile, la tranquillità nella gestione dell'Aula e, soprattutto, la correttezza - non soltanto formale - nelle relazioni tra i Consiglieri, tra i membri della Giunta e con il Sindaco. Io credo, quindi, che ciò debba servirci, per quanto possibile, di lezione, per evitare che nel futuro si ripetano atteggiamenti, frasi e argomentazioni che possano, in qualche modo, indurre chi ci ascolta e le persone con le quali stiamo lavorando, a doversi sentire in obbligo di rispondere con atteggiamenti difficili, poi, da gestire. Posto che credo che questa sia l'esigenza più importante, vale a dire che il Consiglio continui a lavorare con una certa serenità, invito tutti, come si diceva prima, dall'ultimo Consigliere, al Primo Cittadino e tutti i membri della Giunta, a far sì che episodi di questo genere, per quanto possibile, per il futuro, non si ripetano. Ovviamente, questo mio breve intervento serve solamente a giustificare il fatto che, nonostante, prima, abbia deciso l'allontanamento del Consigliere Angeleri, perché continuava a tenere la parola dopo i miei formali e reiterati richiami, che avevano costretto, in qualche misura, a chiedere l'applicazione del Regolamento, in qualche modo, rivedo adesso questa mia decisione e chiedo al Consigliere Angeleri, se lo ritiene opportuno - a meno che non voglia farlo lui per motivi che, a questo punto, non hanno più nulla a che vedere con questo fatto - di non uscire dall'Aula. E con questo, mi auguro che fatti come questo non si ripetano più e non costringano chi, in quel momento, deve gestire l'Aula, a dover affrontare di nuovo questioni del genere. Altro è, ovviamente, quando ci sono altre cose che attengono alla dinamica politica; questo, invece, credo sia un atto che può essere ricondotto, molto probabilmente, ad incomprensioni nelle relazioni fra di noi. Con questo, non apro il dibattito e non chiedo che ci siano interventi e proseguirei il dibattito in relazione alla trattazione degli emendamenti. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Cantore. CANTORE Daniele Guardi, mi fa piacere questo ritrovato clima, ma è doveroso che io sia più chiaro nei confronti dell'Assessore Passoni, nel dirgli che non volevo essere offensivo nei confronti di suo padre, e nemmeno nei suoi. Glielo dico non da Consigliere Comunale, perché in Consiglio Comunale, tra Colleghi, nella battaglia politica, si possono anche usare toni, termini, riferimenti, che possono anche essere accettabili. Voglio dirglielo da uomo a uomo, ribadendo che ho avuto grande stima - e ne ho ancora - nei confronti di suo padre. Mi sono solo permesso di dire - forse mi sono espresso male - che i suoi atteggiamenti, in questa fase di Bilancio, non inducevano ad una serenità d'Aula e mi sono permesso di dire che, probabilmente, suo papà non avrebbe avuto questi atteggiamenti. Ma non voleva essere offensivo nei confronti suoi, nemmeno di quelli di suo padre, nei confronti del quale, ribadisco, ho una grande stima, perché è stato un importante Amministratore di questa città. Se l'Assessore Passoni, mi è stato detto, ha inteso diversamente, siccome ho tanti difetti, ma penso di avere un pregio, che è quello dell'umiltà, gli chiedo scusa, perché non era mia intenzione offendere, in modo particolare, suo padre, né tanto meno lei. Forse, era un paragone forzato per dire che ci può essere un rapporto diverso tra la Giunta, l'opposizione e i Consiglieri. Qualche volta abbiamo percepito - questo voglio dirglielo con serenità - quasi un senso di distacco e di disprezzo che, Assessore, molte volte può sembrare fastidioso. Poi, magari, il riferimento a suo padre poteva non essere centrato, ma sicuramente non voleva essere offensivo, anzi, è di grande rispetto e di grande stima. |