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CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Passiamo all'esame della proposta di deliberazione n. mecc. 200802344/24, presentata dalla Giunta Comunale in data..., avente per oggetto: "Bilancio di Previsione 2008. Relazione Previsionale e Programmatica. Bilancio pluriennale per il triennio 2008-2010. Approvazione". CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Comunico che in data ..., la competente Commissione ha rimesso il provvedimento in Aula. Così come deciso in Conferenza dei Capigruppo, essendo già stata presentata la Relazione nella seduta scorsa da parte dell'Assessore, dichiaro aperto il dibattito generale sul Bilancio. Ricordo che i tempi a disposizione per gli interventi, essendo un dibattito sul Bilancio, sono doppi rispetto a quelli normali, per cui un Consigliere per Gruppo potrà intervenire per 20 minuti e gli altri per 10 minuti. La parola al Consigliere Angeleri. ANGELERI Antonello Voglio iniziare l'intervento, innanzitutto ringraziando l'Assessore per l'esposizione fatta qualche settimana fa, che abbiamo verificato essere, come al solito, un'esposizione di tipo tecnico, anche se molto approfondita: in sostanza, una vera e propria lezione universitaria. Mi trovo, tuttavia, anche costretto ad esprimere all'Assessore tutta la mia solidarietà per l'improbo lavoro cui ha dovuto far fronte. Mi spiego meglio: mi pare, infatti, che giunti al secondo anno in cui lei si è trovato a dover affrontare la realizzazione di un Bilancio di previsione nella nostra città, abbia, riteniamo, del tutto abbandonato i buoni propositi di inizio mandato, mettendo in cantina il sano obiettivo del Bilancio a base zero, per cercare di limitare i danni, in una differenza di gestione che, al massimo, può essere mantenuta ad un livello lievemente inferiore a quello dell'anno scorso. Noi che sediamo nei banchi dell'opposizione ci rendiamo conto che la maggioranza che governa la nostra città, in questi anni, si è distinta per una spiccata tendenza alla spesa pubblica, con progetti anche ambiziosi, che hanno portato più di un commentatore a parlare di "grandeur chiampariniana", ma si è distinta anche e soprattutto per una grande vicinanza alla lobby bancaria e per un potere gestito e sorretto da professionisti alimentati da incarichi ad hoc e consulenze: un vero ginepraio per chi, alla fine, deve far tornare i conti. E' questo il motivo per cui le sono vicino, Assessore, in questo momento. Ci rendiamo anche conto, Assessore, che lei (come ha, giustamente, più volte sottolineato) ha ereditato certe situazioni dalla passata gestione del duo Peveraro-Chiamparino, dove l'Assessore era il braccio e il Sindaco la mente, e che, più di tanto, navigando in certe acque, non si poteva fare. Anzi, trovandosi lei seriamente con l'acqua alla gola, siamo persuasi che la sua regola per portare a termine l'incarico affidatole, almeno in certe zone d'ombra di bilancio, sia stato un mero tentativo di sopravvivenza o, meglio, il tentativo di evitare un disastro, limitando i danni. Prendiamo, quindi, atto che, nonostante il suo impegno a mantenere l'Amministrazione con i piedi per terra, anche il Bilancio di Previsione 2008 chiude con una differenza di gestione che rappresenta il più grave sintomo di un'incapacità ad invertire quella tendenza negativa congenita del modo di amministrare del centrosinistra. Appare inoltre chiaro, oggi, in quest'ottica, che il ritardo con cui è stato presentato il documento di previsione, ha avuto una valenza politica, dettata dalla necessità di superare il periodo elettorale con il minor numero possibile di polemiche, e non è stato, invece, il risultato di un estremo tentativo di individuare una strada per uscire dal tunnel o di avviare una fase di rilancio. Tuttavia, al di là della polemica politica, vorrei approfondire quelle che, a mio modo di vedere, sono le maggiori criticità di quella complessa e fragile architettura rappresentata da questo documento di Bilancio. In questa settimana, il lavoro in Commissione è stato duro e difficile, ma credo che abbia fatto comprendere meglio quelle che sono le dinamiche di un bilancio pubblico molto complesso. Rispetto a questo, sulla questione dei derivati vorrei sostenere le tesi che già l'anno scorso sottolineai in quest'Aula. Parliamoci chiaro, Assessore: la preoccupazione è tanta e non potrebbe essere che così. Il mark to market, come ormai tutti abbiamo imparato a capire, è il costo che il Comune dovrebbe sostenere, se oggi dovesse chiudere le operazione dei derivati. Più volte in Commissione ne abbiamo parlato. Dobbiamo sottolineare che questo costo è passato dai 100.000.000 dell'anno scorso agli oltre 120.000.000 di oggi. Stamattina, nell'audizione avuta con la Commissione Controllo di Gestione e la Commissione Bilancio, IRIDE ci ha illustrato la posizione di questa società controllata, l'investimento e il lavoro fatto, dal punto di vista finanziario, sui derivati. Al 27 dicembre, il mark to market di IRIDE è ampiamente positivo, dunque, forse, sarebbe utile chiedere qualche delucidazione alla società. Su questo dato incontestabile - mi riferisco agli oltre 120.000.000 di Euro di oggi - nessuno ha però fatto ammenda. Anzi, nella relazione allegata al Bilancio pare quasi di scorgere il tentativo di confondere le idee e noi abbiamo denunciato questo aspetto in sede di I Commissione lunedì, perché non vogliamo pensare che proprio l'Assessore abbia le idee poco chiare. Il direttore finanziario (cui vanno i miei personali auguri di pronta guarigione) confronta il mark to market con la penale di estinzione anticipata, che il Comune dovrebbe pagare alla Cassa Depositi e Prestiti in caso di rimborso anticipato di un finanziamento di pari importo ai derivati. Assessore, il paragone non può stare in piedi, perché il mark to market è, a tutti gli effetti, un maggior costo che il Comune deve sostenere, indipendentemente dalla volontà o meno di rimborsare un prestito. La penale per l'estinzione anticipata, invece, è potenziale e sarebbe conseguente alla decisione di rimborsare prima il debito, presumendo che il Comune abbia addirittura fondi superiori al fabbisogno. Ci tengo a sottolinearlo, perché questo è un passaggio della relazione che, più volte, è stato sottolineato. Ma è proprio il concetto che sta alla base di questi prodotti che va messo in discussione. Mi lasci fare una considerazione politica. Come amministratori pubblici, tra tre anni, noi - lo dicevo l'altro giorno in Commissione - avremo ultimato il nostro mandato: i contratti che sono stati stipulati, però, vanno da un minimo di 14 anni ad un massimo di 30, dunque ricadranno sulle spalle di coloro che verranno, che si troveranno a fare i conti con i presunti errori attuali. Possiamo forse essere tranquilli in una situazione del genere? Possiamo essere tranquilli, sapendo che, in Inghilterra, tali artifizi finanziari (ossia i prodotti derivati) sono stati posti fuorilegge ed in Germania ne è stato proibito l'utilizzo da parte delle Amministrazioni Comunali? Possiamo stare tranquilli, sapendo che l'Amministrazione Chiamparino ci ha imbarcato in un'operazione i cui costi reali rimangono oscuri e dove non è dato capire quali sono stati i guadagni realizzati dalle banche? Secondo alcune fonti da cui ho attinto, questi guadagni (che sono stati definiti "commissioni implicite"), raggiungerebbero qualcosa come il 5% del capitale investito. Dobbiamo pensare che, a Torino, con un'operazione complessiva da un miliardo e mezzo di Euro, le banche abbiano avuto un guadagno secco di 75.000.000 di Euro? A tale proposito, vorrei annunciare che convocherò quanto prima una seduta straordinaria della Commissione Controllo di Gestione, al fine di determinare la reale portata del denaro arrivato nelle casse delle banche dall'operazione derivati a Torino, chiedendo ovviamente al Presidente della I Commissione (assente in questo momento) di essere al mio fianco (e lo ringrazio fin d'ora). Le risposte oscure, i giri di parole, la paura di fornire dati chiari, signor Assessore e signor Sindaco (che non vedo), non fanno bene alla democrazia e alla trasparenza che un Comune dovrebbe avere nella gestione del denaro pubblico. Mi preme ricordare, caro Assessore Passoni, visto che lei molto spesso ricorda Milano, che, proprio a Milano, l'opposizione all'attuale Giunta (quindi alcuni esponenti politici degli stessi partiti che guidano la nostra città) ha presentato un esposto in Procura contro le banche che hanno venduto prodotti derivati al Comune, ipotizzando il reato di truffa ai danni della Pubblica Amministrazione. Qui noi, rappresentanti dell'opposizione, abbiamo chiaramente chiesto di appoggiarci a degli esperti per calcolare l'esatto quadro di rischio di debito che, grazie all'operazione derivati, penderà sul futuro della città, valutando poi la volontà o meno di affrontare un contenzioso legale con le banche, come già accaduto a Milano. La risposta, rispetto a questa richiesta formulata 15 giorni fa in questo Consiglio Comunale, non c'è stata: la richiesta - inutile dirlo - è rimasta lettera morta. Non è questo il modo di porsi di fronte ai cittadini che, ricordo, sono coloro che per primi sconteranno le difficoltà economiche di questa Amministrazione. C'è un altro capitolo su cui voglio porre l'attenzione rispetto alla situazione di Bilancio e di scelte politiche generali, che è quella legata al capitolo Fondazioni (perché le difficoltà di comprensione nella lettura di questo Bilancio continuano anche con le Fondazioni). Vorrei soffermarmi sulla loro natura non pubblica, ma assimilabile a quella privata. È ormai quasi una prassi - e cito l'Assessorato alla Cultura, perché ne sa qualcosa - che questo Comune crei fondazioni ed enti in cui confluiscono finanziamenti pubblici, soprattutto in conto capitale, in modo che, poi, in tali enti vengano utilizzati per la spesa corrente, senza alcun controllo pubblico. Infatti, nelle fondazioni il potere decisionale non è indirizzato dall'Ente Pubblico, ma risponde ad altri interessi della fondazione stessa. Per essere più concreto, vorrei fare un esempio: il Comune, più volte, lo scorso anno ha dichiarato di non avere i fondi per realizzare "Luci d'Artista" a Natale; la Giunta con tale affermazione ha evitato un sacco di polemiche, salvo, poi, far finanziare con soldi di provenienza pubblica la stessa opera dalla Fondazione per il Teatro Stabile. Questi fondi, prima, sono transitati in conto capitale e, poi, sono stati utilizzati per la spesa corrente. La nostra proposta per porre un freno a tale disdicevole pratica è di permettere una funzione di controllo da parte dell'Amministrazione Pubblica su tali attività, ad esempio inserendo rappresentanti dell'opposizione (che in Comune ha già tra i suoi incarichi fondamentali il controllo sull'attività amministrativa) nel collegio dei Revisori dei Conti di ogni fondazione creata con fondi pubblici comunali. Solo in questo modo potremo essere certi che, se la spesa corrente scende, non ci troveremo a far fronte ad un corrispondente aumento della spesa in conto capitale. I casi sono due: o si eliminano le fondazioni o si deve permettere all'opposizione di esercitare quella funzione di controllo che le è propria. So che questo - come ha dimostrato, molte volte, la risposta stizzita dell'Assessore - può dare fastidio, ma mi permetta almeno di poterla pensare in maniera diversa da lei. Un altro capitolo su cui vorrei porre l'attenzione - che sicuramente non è la stessa che pone il Consiglio Comunale quando interviene l'opposizione, ma questa credo sia una prassi - è l'indebitamento con le partecipate. Ne abbiamo parlato proprio questa mattina con i rappresentanti di IRIDE. In questo caso, però, si tratta di un indebitamento che si aggiunge al debito - e mi rivolgo ad un Collega che è sempre attento a questi aspetti - di tre miliardi di Euro che il Comune ha già. Nel caso specifico di IRIDE, sono 250.000.000 di Euro, con tutte le spiegazioni che oggi abbiamo ricevuto. Le pare normale, Assessore, che un'Amministrazione Pubblica non paghi la bolletta... CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Siamo in una fase molto delicata, perché questo è l'atto più importante deliberato dal Consiglio Comunale, per cui credo che sarebbe opportuno che l'atteggiamento dei Consiglieri fosse più rispettoso nei confronti dell'Aula; mi riferisco a tutti i Consiglieri, a partire da quelli di maggioranza, soprattutto quando interviene un Collega di minoranza. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Prego, Consigliere Angeleri. ANGELERI Antonello Le pare normale, Assessore, che un'Amministrazione Pubblica non paghi la bolletta di IRIDE da anni? Oggi ci riferivano che il tempo medio per il pagamento delle bollette è di circa 750 giorni, sono più di due anni! In questo modo si è accumulato un debito che supera i 250.000.000 di Euro! La realtà che appare, ancora una volta, è diversa: con questo comportamento sembra che il Comune utilizzi le sue Aziende partecipate - e IRIDE lo è, al di là della spiegazione di questa mattina, noi dobbiamo i soldi a IRIDE Servizi e con la società madre non abbiamo nessun rapporto -, ma l'utilizzo, di fatto, è come una vera e propria banca. Non versando i soldi che dobbiamo loro per le prestazioni (ad esempio, l'erogazione dell'energia elettrica) è come se prelevassimo del denaro per, poi, utilizzarlo per fini diversi. Nella politica del chi più strilla più ottiene, quest'anno, per esempio, proprio per tornare al capitolo delle spese correnti e delle spese in conto capitale, una vera lezione di politica ce l'ha data, ancora una volta, l'Assessore Alfieri: nel 2007, ha speso 37.000.000 di Euro; per il 2008, ci ha spiegato di aver chiesto 52.000.000 di Euro, ma, a suo dire, gli hanno tagliato il budget, lui, però, ha proseguito a lamentarsi, denunciando uno scarso interesse per la cultura nella nostra città, riuscendo così ad ottenere ben 42.000.000 di Euro. Bisogna ammettere che, rispetto al 2007, potrebbe venir definito un ottimo rappresentante della politica degli anni precedenti, non certo di questi. Come Consiglieri di opposizione abbiamo affrontato con estrema serietà il Bilancio (come ha riconosciuto più volte anche il Presidente della I Commissione, dopo le tante sedute di queste settimane) e abbiamo presentato 4 emendamenti incentrati sul concetto di una proposta costruttiva per il miglioramento dei servizi ai cittadini e non per una mera opposizione di parte. Questi emendamenti sono stati accorpati dalla maggioranza, il che significa che non è possibile discuterli all'interno di questo Consiglio Comunale. Ritengo che questo fatto sia stato poco rispettoso nei confronti del Consiglio Comunale e dell'opposizione, che svolge il suo mandato e che, invece, si è dimostrata molto responsabile. Quanti tra gli emendamenti presentati a questo Bilancio, Assessore, erano di merito e quanti ostruzionistici? Se non sbaglio, complessivamente non superano i 250 e, rispetto agli emendamenti di merito presentati collettivamente dalla minoranza, si è provveduto immediatamente ad accorparli! Su un Bilancio di 1.200.000.000 di Euro, gli emendamenti che abbiamo presentato intervenivano complessivamente per neanche 3.000.000 di Euro. Non era nostra intenzione - saremmo stati stupidi - modificare l'indirizzo del Bilancio, ma abbiamo pensato di dare un piccolo contributo ed un segnale che in qualsiasi tipo di politica viene rispettato, perché quando nei verbali di Commissione viene riconosciuta la validità degli emendamenti, è normale che diventino oggetto di discussione. Evidentemente, ciò non accade in quest'Aula ed è un aspetto che ci preoccupa, perché non vogliamo ottenere un riconoscimento, ma vogliamo poter discutere, ognuno secondo le proprie convinzioni e nel rispetto delle proprie appartenenze. Qual è il motivo per cui ciò non accade? Per il timore di discutere temi delicati come i contributi alle scuole materne della FISM o agli oratori? È possibile che abbiate avuto il timore che la parte più moderata che sostiene questa Giunta votasse a favore, creando una frattura dalle imprevedibili conseguenze? Ma ci rendiamo conto che i progetti da grandeur chiampariniana ai quasi 7.000.000 in più rispetto allo scorso anno concessi all'Assessorato alla Cultura fa da contraltare a un servizio come quello fornito dalla FISM che negli ultimi 10 anni ha visto un incremento di 1.000 bambini a frequentare le scuole materne, con quattro strutture in più! CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La invito a concludere. ANGELERI Antonello Mi ha dato 5 minuti il Collega e io ne avrei 30, quindi ne prendo 25. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Ma il Collega non può darle 5 minuti. Lei ha 20 minuti a disposizione. ANGELERI Antonello Sto terminando. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) L'ho invitata a concludere, non le ho tolto la parola. ANGELERI Antonello Dicevo, un servizio come quello fornito dalla FISM, che negli ultimi 10 anni ha visto un incremento di 1.000 bambini frequentare le scuole materne, con 4 strutture in più, con numerose sezioni in più a fronte di una diminuzione drastica dei contributi che sono passati da 7 miliardi di Lire nel 2000 fino ai 3,5 milioni di Euro con passaggio alla moneta unica (e il cambio avrebbe generato una cifra superiore, ma è stata arrotondato per difetto) per poi soffrire un ulteriore taglio lo scorso anno per altri 370.000 Euro deciso dall'attuale Giunta e ora si propone un nuovo taglio del 5% circa, pari quasi a 150.000 Euro. E per gli oratori, sempre per questa Giunta, dovranno assistere all'azzeramento totale dei 350.000 circa Euro di contributi. Le ragioni imperscrutabili o imputabili a ragionamento di mentalità veterocomuniste che non tengono in nessun conto le reali esigenze delle famiglie dei torinesi e in conclusione mi sembra chiaro che a partire da questo Bilancio di Previene - e chiudo - sia necessario ripensare al modo di gestire la nostra città, portando una volta tanto più rispetto per quel cittadino che dovrebbe essere il destinatario dei benefici delle decisioni prese in questa Sala, ma che sempre di più sta diventando, invece, la vittima di una politica sorda ai suoi bisogni ma ben attenta a difendere gli interessi di chi la sorregge e le permette di sopravvivere. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Goffi. GOFFI Alberto In realtà, dicevo ai Consiglieri qui a fianco, intervengo con poco entusiasmo, perché la discussione sul Bilancio, che dovrebbe essere un confronto vero su quella che è la relazione programmatica, sul Bilancio annuale, sul Bilancio pluriennale, alla fine, cade nel più completo disinteresse da parte dei Consiglieri del Consiglio Comunale (non tutti e ringrazio i presenti e anche il Presidente), di certo disinteresse da parte della Giunta. Dato che prima si parlava dell'Assessore Alfieri, voglio solo ricordare che non è molto che sono qui, sono tre mesi, non sono mai mancato ad un Consiglio Comunale e non ho mai visto l'Assessore Alfieri in quest'Aula. Questo solo perché mi pare che il Consiglio Comunale debba essere rispettato da parte della Giunta e che ci debba essere il massimo rispetto proprio nel momento in cui si vota il documento più importante. Allora, il dibattito sul Bilancio rischia di diventare un'esibizione da "teatrino della politica", a cui non mi sottraggo, perché se bisogna se bisogna fare il teatrino, facciamo tutti il teatrino, e però usiamo anche tutte le metafore da teatrino: diciamo che l'Assessore è il vero burattinaio di questo Bilancio, nel senso buono del termine, non nel senso cattivo del termine, nel senso che è riuscito a tenere con grande abilità i fili di numeri che, forse, non cadevano perfettamente in linea. E poi spieghiamoli questi numeri, perché forse vale la pena anche spiegarli. Forse anche per questo il disinteresse con cui si va a discutere il Bilancio è che è un Bilancio che rischia di essere velleitario, perché dati i tempi di approvazione del Bilancio a fine maggio, siamo con una gestione di 5/12 ormai trascorsa e quindi ovviamente questo rischia di inficiare la credibilità stessa del Bilancio. Un Bilancio che avrebbe la necessità, almeno i Consiglieri avrebbero la necessità di conoscere molto preventivamente i piani di gestione, perché se così non è diventa difficile fare una valutazione attenta di quelle che sono le scelte programmatiche sulla città. E allora le uniche osservazioni che si possono fare sono macro-osservazioni su quelle che sono le entrate tributare, le entrate extra-tributare e la gestione della spesa. Sulle entrate tributare, francamente, ho qualche perplessità non imputabile all'atteggiamento dell'Assessore, ma imputabile a una legislazione che è in continua evoluzione (basti vedere i dati sull'ICI). Perché, se è vero che rimangono sostanzialmente invariate le previsioni 2008 di entrate tributarie rispetto al definitivo 2007, è inevitabile interrogarci sull'applicazione della maggior detrazione dell'ICI, che c'è stata nella Finanziaria del 2008, che voi avete valutato in 10.000.000 di Euro e francamente mi sembra una valutazione del tutto parziale, tenuto conto che poi subentrerà - ma questo è un altro discorso - il Consiglio dei Ministri in cui l'ha abolita. Però, sulla detrazione che avete applicato della Legge Finanziaria 2008, francamente mi sembra una valutazione del tutto ottimistica. E a fronte della detrazione che c'è stata, siamo dovuti arrivare nell'equilibrio di Bilancio a un aumento della TARSU di 7 punti e quindi abbiamo sostanzialmente un passaggio dell'incasso della TARSU di entrata tributaria di 135.000.000, nel 2006, a 153.000.000, nel 2008, quindi un amento secco della TARSU di 18.000.000 di Euro e di 20.000.000 di Euro dell'IRE. Quello che non mi convince affatto di questa detrazione che voi avete considerato dell'ICI, viene suffragata anche in parte dal dato che è stato pubblicato dal Ministero degli Interni pochi giorni fa. Dicevo che quello che mi lascia perplesso sulla vostra indicazione delle detrazioni dell'ICI, in realtà, è stato suffragato anche da una pubblicazione del Ministero degli Interni di pochi giorni fa, che in applicazione della riforma del Decreto Legislativo n. 252 del 2006, ha portato al Comune di Torino un potenziale maggior gettito di ICI pari a 4,6 miliardi di Euro. Ora, se questo fosse vero, vorrebbe dire che noi avremo un minore trasferimento da parte dello Stato. Quindi, già non riesco a capire come compensiamo tutte le detrazioni -ammesso che le detrazioni siano veritiere -, ma se anche le detrazioni sono veritiere, noi abbiamo comunque un potenziale più alto che non riesco a capire come verrà scorporato e verrà tenuto in considerazione nel Bilancio. Poi, abbiamo una valutazione di entrate extra-tributare. Per quanto riguarda l'erogazione dei servizi, in parte, c'è stato un maggior utilizzo da parte dei cittadini, ha portato ad un aumento complessivo del 18,53% e nel 2008 si prevede un ulteriore incremento del 13,48. Le variazioni sono in parte dovute all'utilizzo e alla fruizione maggiore dei servizi, dall'altra, ovviamente anche ad una maggiorazione delle tariffe; in questo francamente siete però in linea con tutto il resto d'Italia, dato che le città, negli ultimi 5 anni, hanno aumentato i tributi locali quasi del 100%, voi siete in linea, perché a giudicare dai miei calcoli (ma aspetto e sono contento se me lo smentisce) negli ultimi 5 anni le tariffe applicate dal Comune di Torino nei confronti dei cittadini sono aumentati dell'89,8%. Quindi, siete sostanzialmente in linea con il dato nazionale del 100%, anzi siete leggermente inferiori, comunque vi rendete conto che avere un aumento di tariffa negli ultimi 5 anni di quasi il 90% è un aumento che ricade sulle tasche di tutti i cittadini. Andando a leggere esattamente l'aumento di queste entrate extra-tributarie a cosa sia dovuto, si vede chiaramente che il vero aumento è dato dalle concessioni edilizie, il cui introito aumenta del 160%! Il che dovrebbe fare poco contento (forse è per quello che oggi non c'è) il Consigliere Zanolini, la componente "verde" della vostra maggioranza, perché un passaggio netto... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). O ex... un passaggio da 12.000.000 di Euro, nel 2006, oggi siamo a 57.000.000 di Euro dovrebbe far riflettere proprio la componente "verde". Francamente, non sono dispiaciuto dell'accaduto, ma, probabilmente, qualcuno della vostra maggioranza potrà esserlo. Poi, abbiamo un aumento dell'11% sui canoni concessori e il 33% dei recuperi e rimborsi da privati. Un dato politico di questo Bilancio, che, invece, non dovrebbe far riflettere la vostra maggioranza, ma dovrebbe far riflettere, in questo momento, la maggioranza governativa, è che si è passati da un indice di autonomia finanziaria di questo Comune del 78% al 70%. Il che mi fa riflettere anche sulle grandi volontà di andare verso il federalismo fiscale, perché se il dato, invece, di incrementare, si riduce, evidentemente, o siamo noi in controtendenza o i dati non sono corretti. Io credo che i dati siano corretti e che, in realtà, al di là delle provocazioni giornalistiche o dei partiti sul federalismo fiscale, si vada a verificare l'esatto contrario. Il fronte delle spese, però, è la nota dolente di questo Bilancio, che, certamente, avete dovuto tenere in piedi da "burattinai", perché, quando si ha un debito che ammonta complessivamente a 156.000.000 di Euro, è ovvio che anche le voci di entrata devono essere delle voci piuttosto creative. La prima voce veramente creativa è: come si può, dato che siamo a giugno, indicare una plusvalenza di dismissione di immobili di 40.000.000 di Euro, quando si pensa di dismettere complessivamente immobili per 60.000.000 di Euro? Credo che voi non conosciate o non abbiate spiegato all'opposizione le modalità di dismissione, ma, in realtà, avete scritto la massima cifra possibile e potenziale in Bilancio; cioè, con 60.000.000 di Euro, che sono tutte le dismissioni, voi avete scritto il massimo possibile, con una plusvalenza di 40.000.000 di Euro. Questo mi fa pensare che quei 40.000.000 di Euro vi servissero per andare a controbilanciare un'altra situazione di spesa, che, evidentemente, non sapevate come bilanciare. Senza poi parlare di alcune voci che sono alquanto pittoresche, come "recuperi di rimborsi vari", anche da parte dello Stato. Ora, il rimborso passa da 0 Euro a 28.000.000 di Euro; siccome conosco un po' le casse dello Stato, mi diventa difficile pensare che, quest'anno, voi possiate avere dei recuperi o dei rimborsi dallo Stato, quando negli anni precedenti non ve li hanno mai dati. Ci sono, poi, questioni di carattere più generale che ho apprezzato. Io sono stato tra i primi a dire che dobbiamo liberare al mercato e vendere le partecipate, e ho apprezzato il fatto che mi abbiate detto che c'è l'intenzione di vendere quote della FCT, che partecipa a IRIDE. Su questo, posso, francamente, essere d'accordo, però dobbiamo fare un ragionamento serio, affrontando la dismissione delle partecipate con un criterio, perché se si cedono le quote della FCT (che partecipa a IRIDE, quindi si occupa di illuminazione e di energia, che riguarda tutti i cittadini) e poi si spendono i soldi in Lumiq per fare i cartoni animati, significa che qualcosa non funziona nel criterio generale di applicazione. Se volete dismettere, dismettete, ma dismettendo anche quelli che sono i rami improduttivi, che, forse, non hanno neanche redditività, ma incidono solo per le passività sul Comune. Il fronte delle spese, dicevo, va affrontato con un occhio di riguardo, perché il personale aumenta del 6,25% (forse, questo non vi conviene dirlo al Direttore Generale Vaciago), ma ciò che lascia perplessi è l'aumento del 28% delle funzioni generali di amministrazione "gestione e controllo", che rappresentano, in realtà, il 75% delle spese in conto capitale. L'aumento è dato sì dal personale, ma è dato anche dagli interessi passivi e dagli oneri finanziari, e cresce di 50.000.000 di Euro. Le funzioni generali di amministrazione hanno, in controtendenza rispetto agli altri capitoli, un incremento piuttosto elevato e, addirittura, le funzioni di oneri passivi e finanziari raggiungono i 50.000.000 di Euro: questo è un dato che va spiegato, e, in Commissione, non ho sentito alcuna spiegazione. Inoltre, si taglia fortemente l'aspetto sociale; tiene la cultura, come è stato detto, anzi, si incrementa, non di moltissimo, ma del 5%; si tagliano le spese per la città turistica. Questo può essere un bene o un male, è una scelta politica; è una scelta politica nella misura in cui si pensava che Torino dovesse diventare una grande città turistica e, in realtà, la vostra indicazione di taglio lascia un po' perplessi. Si taglia o si lascia invariato, ma, con gli aspetti emergenziali che abbiamo valutato in questi giorni, non abbiamo, di fatto, modifiche in miglioramento sulla Polizia municipale, amministrativa e commerciale. Si taglia sull'istruzione: dalle scuole materne, alle scuole elementari, alle scuole medie, e qui si taglia sul personale. Quindi, mentre sulle funzioni gestionali di amministrazione non si taglia, ma si incrementa del 28%, si va a tagliare sulle scuole. Si taglia l'assistenza per anziani; si taglia sulle strutture di ricovero per anziani e sulle strutture di prevenzione e di riabilitazione. Mi viene facile dire che si assiste meno sugli aspetti più delicati del sociale, ma si fa più cultura, e, probabilmente, la cultura sana anche le difficoltà che hanno, oggi, gli anziani a Torino. Nonostante una disamina molto generale, molto macro, di questo Bilancio, credo di avere espresso le mie indicazioni con gli emendamenti. Non sono stati fatti emendamenti assolutamente ostruzionistici; come Gruppo, abbiamo presentato circa 200 emendamenti, quasi tutti nel merito, che riguardano le scelte strategiche che questa Città vuole fare. Ci sono emendamenti che ritengo assolutamente importanti, come quelli sugli alloggi promessi, quattro anni fa, agli agenti della Polizia Penitenziaria di Torino, che, oggi, aspettano l'assegnazione di quegli alloggi e le opere di riconversione degli alloggi di Spina 3 a loro assegnati. Abbiamo chiesto di ripristinare le spese agli oratori e alle scuole materne della FISM, di ispirazione cristiana. Vi abbiamo chiesto di potenziare alcuni collegamenti: la città è scollegata con l'Aeroporto di Caselle in modo assolutamente imbarazzate, con un treno che ci riporta all'Ottocento e non ci trasmette assolutamente nulla per il futuro. Vi abbiamo chiesto di fare le grandi scelte strategiche di questa città, perché, a parte le discussioni sui derivati e le perplessità sul Bilancio, gli imprenditori e i commercianti di questa città hanno bisogno di sapere quale sia la vostra indicazione per il futuro della città. Francamente, da questo Bilancio, non l'ho capito; non si capisce quale sia la vostra linea strategica. L'unica cosa che si capisce è l'esigenza, quasi matematica, di arrivare ad una parità di Bilancio che vi rende la vita complicata. Questo non è quello che, oggi, da un punto di vista politico, la città si aspettava da voi; gli imprenditori si aspettavano di sapere quale fosse la vostra connotazione e che cosa intendevate fare di Torino. Io non l'ho capito e credo che non sia possibile capirlo dalla lettura di questo Bilancio. Abbiamo provato a presentare degli emendamenti, ma li avete accorpati, pensando che fossero ostruzionistici. L'unica cosa che vi posso dire è: fuori dalle operazioni di Bilancio, leggetevi con calma quegli emendamenti, perché credo che possano essere uno spunto per migliorare un Bilancio che ha molti aspetti da correggere. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Rattazzi. RATTAZZI Giulio Cesare Oggi, c'è silenzio, perché siamo pochi, ma va bene. C'era un famoso oratore ottocentesco, Lacordaire, il quale diceva che, quando non si ha più nulla da dire, il silenzio è la più grande forza del mondo. Mi inserisco nel dibattito appena iniziato, osservando che questo secondo Bilancio dell'attuale ciclo amministrativo - per riferirmi anche agli ultimi accenni che faceva il Consigliere Goffi - è ancora un'operazione ponte verso sfondi precisi di attività pluriennale per la rimanente parte del triennio finale di questa tornata amministrativa. Potremmo dire che questo Bilancio si orienta in due direzioni: quello che è stato fatto e quello che ci sarebbe ancora da fare. La prima consiste nel mantenimento della nuova linea di conduzione finanziaria che l'anno scorso è stata avviata dalla Giunta per riequilibrare alcune problematicità di gestione; pertanto, non ritengo esatto quanto diceva il Consigliere Angeleri, secondo il quale quest'anno l'Assessore Passoni avrebbe abbandonato la sua linea, perché, come cercherò di dimostrargli, è esattamente il contrario. La seconda consiste nella conferma di rilevanti difficoltà e sofferenze, impossibili da risolvere nel giro di due anni. È come se in questi due anni si fosse posto un piedistallo sul quale è bene che venga collocata una visione d'insieme più definitiva ed organica per i prossimi tre anni. Bisogna, quindi, che la Città viva lontana da incertezze e da possibili sussulti che normalmente si verificano nel momento in cui si passa da una situazione all'altra. Una situazione che per noi è evidentemente diversa è rappresentata dalle risorse (nel nostro caso minori), in base alle quali vanno stabilite delle priorità da realizzare, degli indirizzi operativi da prendere e, per quanto possibile, realizzare nell'ambito di ciò che è desiderabile, evitando di alimentare da parte di tutti, maggioranza e minoranza, degli annunci estemporanei e di coltivare aspirazioni di pensiero che potrebbero non trovare riscontro in un'obbligata modestia delle opere. Qualche giorno fa, in un dibattito, ho sentito un giornalista dire che quando si è in ginocchio bisogna cercare di alzarsi in piedi e non sognare di volare. Si può constatare che, sul primo punto a cui accennavo, in questo Bilancio esiste la continuità del rispetto dell'impostazione che è stata data nello scorso anno. Lo dico semplicemente per titoli, ma mi pare che questo avvenga - mi riferisco in particolare all'intervento del Consigliere Angeleri - con alcuni aspetti che sono il contenimento della spesa corrente per circa 10 milioni sui quali, Consigliere Goffi, nel caso in cui si dovessero ripristinare certe spese diminuite (i cosiddetti "tagli"), bisognerebbe indicare anche da dove reperire le risorse. Inoltre, vi è una certa riduzione del fenomeno improprio dell'utilizzazione delle entrate straordinarie per spese correnti, comprese quelle che riguardano gli accenni fatti per le Fondazioni, ma a questo proposito mi pare che vada notato come alcune delle fonti di entrate straordinarie, che erano il plusvalore delle vendite immobiliari, e l'applicazione dell'avanzo di amministrazione, mentre l'anno scorso erano globalmente di 50 più 40 milioni (quindi 90 milioni), quest'anno sono soltanto di 40 più 20 milioni (quindi 60 milioni) e questo vuol dire che quest'anno l'Assessorato ha diminuito di un terzo l'impegno dell'anno precedente. Mi pare che questo sia un segno di una certa importanza, perché già all'inizio dell'anno scorso avevamo fatto notare che questo fenomeno debba essere superato e per questo anche la contrazione dell'avanzo di amministrazione applicato e previsto (soltanto 20 milioni) è un fatto che si deve ritenere positivo. Un altro aspetto importante è il ridotto ricorso a nuovi prestiti (molto compressi per i motivi che conosciamo), che viene attivato soltanto se i mutui, introdotti come nuovi mutui - che sono pochissimi -, sono minori o uguali di quelli estinti, in modo che non aumenti il debito globale. Non riprendo il discorso sulla riduzione del costo dei vecchi mutui che si possono anticipatamente estinguere, come quello per l'azione dei BOC, che recentemente mi pare sia stato approvato da tutto il Consiglio Comunale. Vi è, poi, il discorso dei derivati, rispetto ai quali è chiaro che ci siano delle preoccupazioni da parte di tutti, ma che per adesso non rientrano direttamente nel Bilancio, anche se, nel caso si volessero estinguere, sarebbero una sorpresa negativa e certamente di portata poco simpatica. A questo proposito, mi permetterei di accennare alla possibilità che alcuni istituti di credito che sono in particolare relazione con l'Amministrazione Comunale, come ad esempio il Sanpaolo, accettino una transazione per passare dai derivati ai mutui con contratti a tasso fisso; questo sarebbe un atto importante che servirebbe alla Città e che altre Città stanno già tentando. Anche il mantenimento del prelievo fiscale sulla base globale dell'anno precedente è stato importante, perché siamo passati da 568 Euro pro capite a 569, quindi la situazione è rimasta invariata e, a proposito di questo, per il nostro Comune potrebbe essere una novità interessante prendere la strada della compartecipazione del Comune all'accertamento tributario, istituendo un Consiglio Tributario, introdotto negli Anni Ottanta e che aveva funzionato egregiamente. Questo è un discorso che potremmo riprendere e che consentirebbe al Comune di poter esercitare un ruolo importante rispetto all'esigenza di giustizia dei cittadini su questo tipo di problemi. Vorrei ancora soffermarmi sulle permanenti difficoltà dell'Amministrazione Comunale, anche se non per propria colpa. Quella a mio parere più allarmante si riferisce al fatto che in quest'anno la cifra che comporta il peso della spesa per le rate dei mutui (257.000.000, 18.000.000 in più rispetto all'anno scorso) supera quello della spesa generale per beni e servizi (245.000.000); in sostanza, ci costa di più pagare il debito che non la maggior parte delle attività normali del Comune. Il costo del personale è aumentato di 27.000.000, anche perché sono stati stabilizzati 580 dipendenti, ma indubbiamente il Comune di Torino è al di sopra del parametro normale al quale ci si riferisce, ovvero circa un terzo della spesa corrente per quanto riguarda il peso del costo del personale; anche se l'indicazione è del 34%, se teniamo conto delle esternalizzazioni, siamo certamente ad un livello superiore, che può diventare pericoloso. Invece, sugli indicatori di livello non è quello dell'autonomia ad essere in diminuzione, come indicato dal Consigliere Goffi, perché il dato citato si riferiva agli anni precedenti, mentre quello emerso dal Bilancio assestato dell'anno scorso al Bilancio assestato di quest'anno è all'inverso, in quanto il livello di autonomia dell'anno scorso era di circa 69 e quello di quest'anno è di 70,29; quindi, siamo in controtendenza rispetto alla tendenza precedente. Per concludere questa parte, bisogna tener presente il ricorso a consistenti alienazioni, così come è stato attivato l'anno scorso, per la parte immobiliare. Ci sono delle alienazioni sia immobiliari sia mobiliari, ovvero quelle delle quote societarie. Credo che a questi aspetti si debba rivolgere una particolare attenzione, perché queste non sono fonti facilmente ripetibili e, anche rispetto alla loro origine, può esserci la possibilità di espressioni di particolare sensibilità che, comunque, vanno tenute presente. Ed è a questo proposito che il piano futuro triennale potrà fornire criteri importanti, non soltanto per la parte immobiliare, ma anche per la parte societaria, di eventuali dismissioni di quote azionarie, perché il discorso deve essere legato - caso per caso e nell'ambito di criteri generali - al valore economico dell'azienda, al tipo di servizio, al mantenimento di un livello di funzionalità ed efficienza, al mantenimento anche del controllo pubblico e al gravame che hanno i cittadini, per l'utilizzo di quel servizio. E' un discorso complesso che, indubbiamente, va tenuto presente. Io credo, a questo proposito - lo dico solamente come proposizione, per un eventuale approfondimento da parte di noi tutti -, che molti dei problemi, o anche, se volete, dei dissapori che, a volte, emergono in questa Sala e non soltanto, nascono per il rapporto esistente tra il Comune - in quanto Ente Pubblico - e il mercato - mi riferisco al fatto che il Comune può diventare soggetto di mercato - e questo avviene sia sul piano finanziario (è il caso dei derivati) sia sul piano immobiliare sia sul piano societario. Questo è un aspetto che va approfondito per evitare che nascano, a questo proposito, equivoci sulle convenienze che, di volta in volta, possono emergere rispetto a questa situazione. Ricorderei, però, a questo proposito, una frase di Luigi Einaudi, che non era un facinoroso sinistro radicale: "Il mercato risponde alla domanda, ma non risponde ai bisogni". Questo è un monito che va preso in considerazione - ho pensato ad Einaudi, perché, anche lei, signor Sindaco, si è diplomato nell'Istituto dove insegnava Einaudi e dove adesso insegna il Consigliere Gandolfo (INTERVENTO FUORI MICROFONO)... Mi avvierei alla conclusione, facendo, però, un'osservazione: la percezione della realtà, per la compilazione del Bilancio Comunale, il suo modo di leggerla e di interpretarla, secondo me, non è ancora adeguatamente estesa né dentro, né fuori il Municipio. L'attenzione all'andamento del Bilancio deve rimanere, a mio parere, alta e convertirsi in analisi maggiori e in proposte sia generali che particolari, ma, soprattutto, in quelle di carattere generale sui criteri di conduzione che adesso, si sono definiti. Alcune delle osservazioni avanzate sono state anche da me riportate, non come momenti di critica nei confronti dell'Amministrazione, ma come una constatazione di criticità rispetto ad una situazione contingente, indipendentemente dai motivi che hanno condotto a ciò. Tutti questi aspetti vanno tenuti presente, perché dipendono da situazioni sovrastanti, "gettate" addosso all'Amministrazione Comunale. Il livello di consapevolezza e di preoccupazione va accresciuto in modo che la maggioranza non tenda ad illudere e la minoranza non tenda a demonizzare. Converrà, quindi, andare oltre - se, per concludere, mi è consentita una battuta - alle visioni del passato, guardare avanti e non indietro e, ad un certo punto, superare certe critiche estrose, o esaltazioni trionfalistiche riguardo quanto può essere avvenuto. Bisogna essere d'accordo che Torino è cambiata. E' cambiata in meglio, ma attenzione a non fare come con le belle signore - escluse quelle presenti in Aula -, che, con il passare degli anni, al posto che guardarsi allo specchio, rimirano le fotografie della loro gioventù. COPPOLA Michele (Vicepresidente) Grazie al Consigliere Rattazzi che ha parlato per oltre 16 minuti. Il Consigliere Rattazzi ha aggiunto, ai 10 minuti ordinari, una quota parte in relazione al fatto che è Presidente di una importante Commissione Consiliare Speciale. La parola al Consigliere Lonero. LONERO Giuseppe Può ricordarmi, signor Vicepresidente, quanto tempo ho a disposizione? COPPOLA Michele (Vicepresidente) Mi dicono fino a 10 minuti, però sarò tollerante. Il dibattito è interessante; pertanto, se avrà bisogno di qualche minuto in più, per terminare il suo intervento, non sarò certamente io a toglierle la parola. LONERO Giuseppe Vicepresidente, non si metta in un angolo, per favorirmi! Voglio iniziare questo intervento, riprendendo quanto già sostenuto in occasione della discussione sul Bilancio dello scorso anno. Lo scorso anno definii il Bilancio del Comune di Torino, un Bilancio povero. Quest'anno, lo definisco un Bilancio di pura sopravvivenza. Sopravvivenza perché, come già sottolineato da alcuni interventi precedenti, non incide, non introduce nessuna valenza sulla vita sociale della città e non dà nessun contributo allo sviluppo economico della città stessa. L'Amministrazione sta cercando di non far morire questa città, ma non ha la forza, non ha gli strumenti, non ha le idee, non ha le risorse, probabilmente, per incentivarne lo sviluppo, per incentivarne la crescita, per favorire l'insediamento di nuove attività produttive e migliorare la qualità della vita dei torinesi. Quanto dirò, forse, nell'ambito di un Bilancio di sopravvivenza potrebbe "lasciar il tempo che trova", perché, basandosi su importi oggettivi, l'Assessore potrebbe risponderci che il Comune non ha risorse e che non si poteva fare di più. Peggio ancora, potrebbe risponderci che dobbiamo porre rimedio ai danni causati da precedenti Amministrazioni, un po' più largheggianti nelle spese, sulla spinta euforica dell'organizzazione delle Olimpiadi e, che, quindi, si è fatto quel che si è potuto. Voglio cominciare da una considerazione che mi sembra importante ed è il confronto tra la spesa corrente e le entrate certe. Ora, facendo qualche calcolo, le entrate certe praticamente coincidono, come entità, alle spese correnti, cioè alle spese da affrontare sicuramente - tra queste, per esempio, vi sono gli stipendi dei dipendenti comunali. La differenza è di pochi milioni di Euro anche se, sul Bilancio economico allegato alla deliberazione, le cifre possono apparire diverse, ma possono apparire diverse se si prendono in considerazione delle entrate tutt'altro che certe sia fisicamente - nel senso che è tutt'altro che certo che entrino effettivamente quei soldi - sia come entità. Mi sto riferendo ai proventi da concessioni edilizie che finanziano la spesa corrente e ai plusvalori da dismissioni patrimoniali. I proventi da concessioni edilizie (57.200.000 Euro) che finanziano la spesa corrente - il dato come valore numerico è più cospicuo, ma la differenza non può essere utilizzata per finanziare la spesa corrente - sono, in gran parte, costituiti dagli oneri di urbanizzazione per la realizzazione del grattacielo Sanpaolo. Guardando i numeri, oltre la metà di quei 57.000.000, in particolare 30.000.000, derivano da quella realizzazione, che è tutt'altro che certa e, soprattutto, è tutt'altro che certo che quella realizzazione parta - e, quindi, si incamerino gli oneri - entro il 31/12/2008. Ricordiamo che questo deve avvenire per poter disporre di quei soldi necessari per finanziare la spesa corrente. Questo è il primo dubbio che noi poniamo all'attenzione del Consiglio Comunale, che abbiamo già esposto in Commissione e che riteniamo importante, perché si corre il rischio di mettere il Comune in condizioni di inadempienza. L'altro aspetto riguarda le dismissioni immobiliari. Dobbiamo renderci conto che, ormai, il Comune di Torino non ha più immobili vendibili. Esaurite queste dismissioni immobiliari previste nel Bilancio del 2008, il Comune non ha più un patrimonio immobiliare con il quale finanziare le spese. Questo è un aspetto importante ed è per questo che prima ho definito il Bilancio, un Bilancio di sopravvivenza e non un Bilancio di prospettiva o di sviluppo. Fino ad oggi sono state utilizzate le dismissioni immobiliari, sia quelle operate, in maniera opinabile, nel corso della passata gestione, sia quelle previste in questa gestione, ma se eliminiamo quelle entrate, il Bilancio del Comune di Torino, l'anno prossimo, avrà grossi problemi a stare in piedi. Quindi, mettiamo insieme il dubbio sulla effettiva capacità di introitare gli oneri di urbanizzazione e quello sulla effettiva disponibilità di ulteriore patrimonio immobiliare da alienare e abbiamo il quadro di una situazione veramente drammatica, che l'anno prossimo dovrà ricorrere a qualche invenzione dell'Assessore Passoni per poter quadrare. L'altro aspetto che voglio sottolineare - che è rivolto ad un'attività politica che ci vedrà impegnati prossimamente - riguarda i dividendi che sono stati inseriti a Bilancio: si è passati da un'entrata di 9 milioni nel 2007, ad un'entrata di 35 milioni nel 2008. Questo vuol dire che le aziende partecipate del Comune fanno utili e fanno sempre più utili. Vuol dire che operano sul mercato esattamente come un'azienda che deve fare utili, che deve rispondere ai propri azionisti e deve, quindi, massimizzare la differenza tra ricavi e spese. Non riteniamo, dal punto di vista politico, che la funzione delle aziende municipalizzate o partecipate del Comune debba essere questa. Riteniamo che, in generale, le aziende alle quali il Comune partecipa debbano fornire i servizi di più alta qualità possibile a fronte di un costo minore possibile. Non devono operare sul mercato per fare utili, ma devono fornire servizi, facendoli pagare il meno possibile ai cittadini. Sosteniamo che i dividendi dovrebbero essere il più vicino possibile allo zero, perché, in questo modo, le aziende, di cui partecipa il Comune, svolgerebbero la loro funzione. Mi si potrebbe dire che quei 35 milioni di dividendi vanno, in parte, a coprire le maggiori spese per servizi, che ammontano, sempre leggendo i dati di Bilancio, a 16 milioni. Bene, ma 35 meno 16 fa sempre 19, che sono quei 19 milioni in più di dividendi, che noi riteniamo dovrebbero essere restituiti ai cittadini in termini di riduzione delle tariffe per i servizi che le aziende, di cui il Comune è parte, devono fornire ai cittadini. Questa, ripeto, è una constatazione che facciamo in questa occasione, perché in questa occasione ci è dato di farla, ma sarà oggetto di un'attività politica del prossimo futuro. Inoltre, voglio sottolineare un aumento della spesa, sia per le rate dei mutui, sia per gli interessi. In particolare, abbiamo 18 milioni in più per le rate dei mutui da spendere e 15 milioni per gli interessi. Assessore, sarà forse questo l'effetto dell'aumento dei tassi di interesse sui contratti di finanza derivata che il Comune ha sottoscritto negli anni precedenti? E' una domanda alla quale spero che lei voglia rispondere, ma nel frattempo, chi ne paga le conseguenze sono i cittadini torinesi, perché si trovano ben 33 milioni di Euro in più di spesa che devono finanziare con le loro tasse che, invece, vedono sottrarre alla somministrazione di servizi da parte della Città. Nel merito, voglio sottolineare che il programma triennale dei lavori pubblici che ci è stato sottoposto è un elenco di lavori assolutamente insufficiente e inaccettabile per una città come Torino, che vorrebbe, teoricamente, fare sviluppo, ma che, per assenza di risorse, non può fare. Le nuove opere non esistono; ci si limita a opere di ordinaria o straordinaria manutenzione. Chiudo con una chiosa di carattere politico che riguarda l'atteggiamento dell'opposizione nei confronti di questa deliberazione sul Bilancio del 2008. E' vero, abbiamo presentato - anche io, seppure in maniera limitata - alcuni emendamenti per puro ostruzionismo - ce ne sono altri di merito che spero possano essere discussi -, ma voglio sottolineare che, consegnandoli, ho voluto dare un segnale. Siamo costretti, per attirare la vostra attenzione sulle nostre posizioni su questo Bilancio, a tenere questi atteggiamenti che, assolutamente, in linea di principio, non condivido, ma costituiscono l'unica strada per tenervi seduti a discutere di Bilancio, perché non è accettabile, dal punto di vista del dialogo democratico che dovrebbe esserci in questa sede, arrivare con un prodotto finito, dare pochissimo tempo per l'analisi, per lo studio e per l'approfondimento, e pretendere che lo si accetti così com'é, senza concederci di cambiare neanche una virgola. Se, per attirare la vostra attenzione sulla nostra posizione critica nei confronti di questo atteggiamento procedurale, l'unico modo è quello di consegnare degli emendamenti ostruzionistici, eccoveli. L'abbiamo fatto! Passeremo questa settimana insieme in quest'Aula. Distoglieremo il nostro impegno da altre attività politiche che potrebbero essere più utili alla città, ma l'abbiamo voluto fare per urlarvi che non è possibile che pretendiate che accettiamo il prodotto finito senza poterlo neanche discutere in nessun aspetto. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Salinas. SALINAS Francesco Il Bilancio che ci accingiamo a votare riveste, per la sinistra, un grande significato. È, probabilmente, per i suoi contenuti, per il percorso che consente di avviare, uno degli atti più significativi di questa prima metà di mandato. È un atto che al lavoro della sinistra - e non solo a quello eccellente dell'Assessore e di tutti i suoi funzionari -, riteniamo debba molto nei suoi indirizzi fondamentali. Nonostante la difficile congiuntura dell'economia internazionale, non vengono aumentate le tasse. I servizi essenziali non sono toccati. Viene mantenuto, nella sua fisionomia, l'impianto del welfare municipale. Tra le linee portanti di questo Bilancio ne individuiamo una che, per noi, riveste un'importanza particolare. Si tratta della strategia che questa maggioranza - e ci permettiamo di dire, la sinistra in particolare - ha perseguito, della riduzione dell'indebitamento e, di conseguenza, degli oneri connessi al debito. Una strategia volta a liberare investimenti stabili e strutturali per lo sviluppo, per il welfare e i servizi alla persona. Per tutelare il lavoro e garantire opportunità concrete di impresa. Questa è, per noi, un'applicazione di un principio di etica pubblica, un esempio di buone e lungimiranti pratiche amministrative. In quest'ottica rivendichiamo un cammino di coerenza. Nonostante la difficile situazione economica, il Comune di Torino non solo non ha aumentato la pressione fiscale, ma ha anche ulteriormente aumentato le fasce di esonero e di agevolazione. La soglia ISEE è stata elevata. Questo significa che con un'interpretazione rigorosa del dettato costituzionale, la giustizia ridistributiva si fonda per noi su una coerente proporzionalità dell'imposizione fiscale. Questo provvedimento e queste scelte rivelano una strategia più profonda, che racchiude in sé le ragioni stesse della partenza della Sinistra di questa maggioranza, ossia la volontà di coniugare sviluppo e redistribuzione, utilizzando la leva fiscale per generare un benessere che produca anche inclusione sociale, ove gli investimenti per le infrastrutture sono idonei a creare reti sociali in questa città. La Sinistra ha insistito e si è spesa per tenere la barra dritta sul miglioramento di quegli indicatori di sostanza che attestano la buona salute del Bilancio dell'Amministrazione, e che sono, per il Comune di Torino, in via di miglioramento. A differenza di quanto afferma qualcuno, la Sinistra non è, né intende essere un pigro passeggero di questa maggioranza, anzi la Sinistra, oggi, può affermare di aver contribuito a lasciare un segno riconoscibile della propria cultura amministrativa su questo atto importante dell'Amministrazione. Ma questo lavoro non può e non deve rimanere una traccia isolata ed interrotta, un percorso appena tracciato che ci si affretta a cancellare o rimuovere, orientandosi su indirizzi con esso contrastanti. Per cominciare, allora, questo Bilancio non deve essere interpretato - noi ci opponiamo a questa lettura - come un atto ragionieristico, vanamente e forse sadicamente votato alla cultura delle lacrime e sangue. Dopo questo atto riteniamo - e lo ribadiamo anche in questa sede - che si debba procedere verso attività di indirizzo, di programmazione economica e finanziaria per la Città di Torino, idonee a dare continuità e consolidare i risultati fin qui acquisiti e a proseguire su questi principi e per consolidarli, con un salto di qualità. Abbiamo sin qui parlato di sviluppo sulla base di indicatori tradizionali (reddito imponibile pro capite, livello di occupazione totale, livello di occupazione femminile, livello di infrastrutturazione); ora dobbiamo far sì che il Bilancio comunale diventi il motore di uno sviluppo in cui la ricchezza non è più legata alla sola crescita economica. Gli indicatori dello sviluppo di qualità che dobbiamo prendere in considerazione dovranno anche dare rilievo all'impronta ecologica della crescita: quindi, alla tutela ambientale, alla lotta al traffico e all'inquinamento, all'offerta di servizi in un welfare municipale rinnovato e fondato sulle esigenze dei cittadini, alla rinascita sociale e culturale delle periferie, all'integrazione dei diritti dei cittadini emigranti, che vivono e lavorano nella nostra città. Questi sono i parametri che vengono comunemente utilizzati per una valutazione della crescita, slegata dalla semplice quantificazione della ricchezza prodotta, ma sono fattori capaci di generare quel senso di sicurezza complessiva che costituisce la ricchezza e lo sviluppo effettivo di un sistema. E' un obiettivo ambizioso, procedendo sulle linee che ci hanno portato ad approvare questo bilancio, è un obiettivo, però, alla portata di questa maggioranza. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Tronzano. TRONZANO Andrea L'anno scorso, in occasione della presentazione del Bilancio, avevo preparato un lungo intervento, impiegando tre-quattro giorni per la stesura: poiché, allora, mi ero annoiato da solo, quest'anno ho deciso di non preparare nulla e di limitarmi a presentare emendamenti di merito, non ostruzionistici. Che cosa voglio dire al Sindaco, che ringrazio di essere presente, e agli Assessori Passoni, Curti, Saragnese e Marta Levi, anch'essi presenti in Aula? Voglio dire loro come si giudica una buona Amministrazione. Una buona Amministrazione si giudica da una serie di indici, che non sono soltanto le opere, le rotonde o le iniziative culturali: una buona Amministrazione si giudica anche da una serie di parametri, che identifico nel trasporto pubblico, negli asili nido, nell'importo basso delle tasse, nella sicurezza e nel commercio. In Aula ho visto il programma annuale dell'Amministrazione per l'esercizio 2008 ed ho iniziato a leggere le varie voci da voi inserite. A quel punto, ho pensato di dovermi, anzitutto, occupare della verifica di quanto, a mio giudizio, il Bilancio dovrebbe trattare (quindi, si tratta di linee di indirizzo da parte mia), e poi, il prossimo anno, di esercitare il controllo in base a quelle che ritengo essere le priorità dei cittadini torinesi, senza inventare nulla, ma soltanto ascoltando gli abitanti della città (come fanno, a volte, anche gli Assessori e gli altri Consiglieri). Leggo, dunque, governo del territorio ed ambiente. Discutiamo, allora, della qualità dell'aria. Rispetto alle altre città, la qualità dell'aria continua a peggiorare: direi che è pessima. E' pur vero che è migliorata, ma è sempre in parametri assolutamente insostenibili rispetto a quelle che sono le competenze comunali e rispetto da quanto tempo queste competenze ci sono sul territorio. Gestione del verde. Leggo: taglio, manutenzione, competenze delle aree. Ad esempio, un giardino, di chi è? E' dell'AMIAT, della GTT o della Città? Anche in questo caso, abbiamo un po' di difficoltà a capire quale sia il criterio di manutenzione di queste aree verdi. Viabilità e trasporti: puntualità, pulizia, sicurezza, frequenza dei mezzi pubblici. Questi, forse, sono gli elementi più importanti per i cittadini di Torino. A me sembra, però, anche leggendo i recenti sondaggi, che questi aspetti non siano considerati. Edilizia ed urbanistica, sviluppo armonico della città, sviluppo tramite determinati criteri, con identità di quartiere, con aree ampie, da sviluppare e verificare con progettualità non soltanto privata, ma anche comunale. Dico una cosa rivoluzionaria rispetto agli altri Consiglieri, ma credo che si possa valutare anche questo aspetto. Polizia Municipale. Pur essendoci un grande impegno da parte dell'Assessore Borgogno (che ringrazio) ed un aumento delle attività, facciamo ancora fatica a percepire i Vigili come figure all'altezza del servizio che dev'essere reso ai cittadini. Famiglia, salute e politiche sociali. Per quanto riguarda queste ultime, credo che assistiamo ad un vero e proprio massacro. Chiedo scusa per la parola brutale, ma vi informo che, costantemente, ricevo cittadini che non sanno come raccapezzarsi nel sistema di assistenza sociale. Vedo assistenti sociali che, spesso, forniscono indicazioni sbagliate o che non hanno la competenza giusta per aiutare chi, in quel momento, sta soffrendo. A mio giudizio, in quel campo, Assessore e Sindaco, sperperiamo un'enormità di soldi, veramente un'enormità, senza riuscire a dare, purtroppo, informazioni puntuali ai cittadini. Ci sono persone che non capiscono più niente, perché viene loro richiesto di restituire un sussidio ricevuto due anni fa. E per quale motivo avviene una cosa di questo tipo? Perché, nel frattempo, hanno ricevuto un altro sussidio che ha fatto loro superare il reddito entro cui poterlo ricevere! Queste persone si trovano così costrette a dover restituire 200 Euro al Comune. E questo è un esempio vero, non dico sciocchezze! Poi, per carità, è tutto legittimo e lecito (perché vi sono leggi che stabiliscono determinati principi), però credo che, forse, bisognerebbe porre un po' più di attenzione all'assistenza sociale e, soprattutto, agli assistenti sociali. Per quanto riguarda il sistema educativo, Assessore Saragnese, senza dubbio le riconosco la qualità degli uffici, però riconosco anche il problema delle liste d'attesa, che rappresenta uno dei grandi problemi della nostra città. Circa le politiche per la casa, l'unico aspetto importante di quest'anno che ricordi, da parte di questa Amministrazione, sono i mutui per i giovani. Questo aspetto mi è rimasto impresso; altre qualificanti ed utili operazioni, a parte la corretta ordinaria Amministrazione, non me ne sono rimaste in mente. I mutui, invece, li ritengo assolutamente adeguati. Politica di integrazione e rigenerazione urbana. Sotto questi aspetti, secondo me, l'Assessore Curti sta realizzando cose oggettivamente importanti e dobbiamo riconoscerlo, Capogruppo Cantore. Io credo che la Città di Torino, per quanto riguarda la riqualificazione delle periferie e delle aree intorno al centro, sia all'altezza del compito, come ho già riferito all'Assessore. Se penso al decoro e all'arredo urbano, però, è chiaro che qualche perplessità mi può venire, ad esempio riguardo ai marciapiedi. Si tratta, forse, di una sciocchezza di cui lei non è competente e mi corregga se sbaglio, ma credo che i marciapiedi rientrino nella qualificazione della città e, soprattutto, rendano gli immobili davanti ai quali si trovano più prestigiosi, se puliti e se dotati di discesa per carrozzelle (evitando il rischio di inciamparsi e farsi male, addirittura di rompersi un dente - sono fatti realmente successi -chiedendo poi i danni al Comune). Oggettivamente, i marciapiedi sono trascurati: si tratta di un piccolo problema della città, che non credo necessiti di miliardi di Euro per essere risolto, credo che sia sufficiente prendere la decisione di sistemarli e farlo sul serio. Per quanto riguarda i servizi cimiteriali, che cosa possiamo dire? Ad esempio, che il costo dei loculi e dell'affido delle ceneri è più caro. E' un aspetto che, secondo me, bisognerebbe valutare. Il costo dei loculi è esorbitante, non se lo può più permettere nessuno; per quanto riguarda la cremazione, al momento dell'affido delle ceneri si fa pagare una tassa abbastanza alta (che, quindi, renderà difficile aumentare il numero degli affidi). Commercio e attività produttive: in questo campo, mi pare che tutto si stia facendo, meno che aiutare i commercianti! Credo che le riunioni fra l'Assessore competente e le associazioni dei commercianti siano del tutto infruttifere rispetto alle reali esigenze dei commercianti della nostra città, a partire dal bando di gara che, con il Capogruppo Cantore e i Consiglieri Coppola e Carossa, speriamo di riuscire a bloccare, cioè il bando che si sta avviando per cercare di vendere o affittare quei locali di proprietà del Comune che, da moltissimi anni, sono affittati da commercianti. Questo caso non mi sembra proprio un esempio lampante di attività a favore del commercio, come pure questa sciocchezza sulla riduzione dei mercati! Ritengo assolutamente ingiustificabili 48 mercati; in una città di un milione di abitanti, sono davvero ingiustificabili e danneggiano anche gli operatori ambulanti presenti sul territorio, comprese - su questo, magari, vi sono posizioni diverse nell'opposizione - le feste di via, che comunque bisogna pure valutare, poiché, a mio giudizio, rappresentano un danno per il commercio! Diciamolo francamente, almeno una volta! Parliamo di prospettive: io, su questi bilanci, non le vedo proprio! Poi, per quanto riguarda la facilità di accesso, il raggiungimento degli Uffici e la semplificazione dei Regolamenti, certamente, sono tutte cose belle e giuste; poi, però, se osserviamo attentamente il Regolamento che disciplina alcune attività, possiamo leggervi addirittura come si debbano mettere o come siano i lavandini o gli erogatori dell'acqua; cioè, questa sarebbe la semplificazione o aiutare il commercio? Chiedo scusa per l'enfasi con la quale ho parlato di questa relazione, ma credo che sia veramente ed oggettivamente da verificare. Ritengo siano pochi, Consiglieri, i problemi reali sui quali incidere veramente per migliorare la qualità della vita dei cittadini, partendo dal livello più basso, come i marciapiedi, fino ad arrivare a quello più alto, come il trasporto pubblico, con efficienza, efficacia, pulizia e velocità. Non si tratta di cose irraggiungibili, in un Bilancio da 1.200.000.000 di Euro, dei quali circa 500.000.000 di Euro (pari a 1.000 miliardi delle vecchie Lire, se non erro) liberi! Non credo che siano impossibili da raggiungere, ma ovviamente sono valutazioni mie, che faccio da semplice neofita, poiché non ho mai amministrato una città stando in maggioranza; tuttavia, ritengo che non sia difficile pensarla, a meno che, Assessori, non si voglia sempre fare bella figura, perché, probabilmente, se un Assessore, in qualche tornata amministrativa, rimane al palo o non si fa vedere tanto, naturalmente sarà tutelato dal Sindaco e cercherà di essere apprezzato e valutato in altri modi, comunque, non riceverà la stessa considerazione e non avrà la stessa importanza che, invece, tutti gli Assessori vogliono, giustamente e legittimamente, avere. Purtroppo, però, in un periodo di vacche magre, è spesso opportuno compiere delle scelte sulle priorità, poiché sono convinto che le risorse della Città esistano e che non siano impossibili da trovare, purché vi siano delle priorità. Infine, Assessore Borgogno, vorrei solamente sottolineare un aspetto (lei non ritiene sia vero, mentre per noi lo è), ovvero, l'aumento delle sanzioni amministrative, che aumentano di 717.000 Euro rispetto ai 67 milioni dell'anno precedente. Credo che occorra fare una riflessione in proposito, anche se, poi, ovviamente, ognuno fa le proprie valutazioni. Spero, Assessore Passoni, di essere stato chiaro e anche propositivo; certamente, non ho la verità in tasca e non m'interessa neppure fare il protagonista, ma vorrei solamente aiutare a servire questa città - come del resto fate voi stessi, con tutte le possibilità che avete -, la quale merita il massimo sostegno possibile, soprattutto in questo periodo, in cui, signor Sindaco, riceviamo costantemente persone che sono in ambascia, perciò sottolineavo davvero moltissimo l'aspetto degli assistenti sociali. Mi creda, signor Sindaco, c'è davvero un grande lavoro da svolgere, da quel punto di vista. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Grazie, signor Sindaco. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Gallo Domenico. GALLO Domenico Ritengo il Consigliere Tronzano una persona simpaticissima e garbata, però lei, signor Sindaco, ha detto che può anche entrare in maggioranza, visto l'apprezzamento espresso, mentre in realtà ha apprezzato soltanto una cosa, perché, poi, per tutto il resto, devo dire che è stato garbatamente distruttivo. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Esatto, l'ho apprezzata, Consigliere, per il modo dettagliato con il quale ha esposto... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, non sono assolutamente preoccupato, perché i Comunisti, in questa maggioranza, hanno sempre la loro impronta, quindi non temiamo l'ingresso di nessuno, anche se bisogna conquistarselo condividendo il programma e i contenuti, sebbene non sia sempre così, purtroppo, e qualcuno entri senza condividere i contenuti. Tuttavia, Consigliere Tronzano, penso che l'analisi di un Bilancio vada fatta anche sulla base del momento storico in cui si trova a vivere il Paese e, di conseguenza, i Comuni. Purtroppo, in questi anni, tutti i Governi di centrodestra e di centrosinistra non sono stati molto benevoli con le Amministrazioni Comunali, perché abbiamo assistito ad una falcidia di trasferimenti, perciò non sempre i Comuni sono stati messi in condizione di poter fare una politica espansiva sul piano economico e sociale. Credo che, anche quest'anno, la manovra finanziaria avvenga in un contesto difficile ed economicamente molto complesso, ma il Paese è caratterizzato da alcuni aspetti, al di là del nostro Bilancio, ovvero dai bassi salari dei lavoratori (che mi pare siano fra i più bassi d'Europa) e dalle pensioni da fame sulle quali si regge l'economia di migliaia di famiglie. Penso che il dato di fondo sia questo, perché, se i cittadini stessero bene sul piano economico, la crescita aumenterebbe; cioè, se la domanda fosse più forte, l'economia tirerebbe di più. Quindi, si tratta di un contesto economico difficile, che costringe gli Enti Locali e, nella fattispecie, anche il nostro Comune, a razionalizzare sempre più le proprie risorse, a stringere sul versante degli investimenti per contenere l'indebitamento (proprio ciò che noi stiamo facendo), e a concentrare la propria azione amministrativa per difendere lo stato sociale e la sua qualità. Ritengo che, ancora una volta, la parte pregnante del Bilancio del Comune di Torino sia quella della difesa dello stato sociale e della sua qualità, aspetto sul quale nulla si può obiettare, dal mio punto di vista; certamente, anche lì esistono dei problemi, ma penso che sia la parte qualificante di tutto l'apparato della macchina comunale. Credo che, anche quest'anno, consolidando la nuova linea di tendenza intrapresa dall'Assessore Passoni, siamo di fronte ad un Bilancio che si regge su basi reali, come avevo già detto l'anno scorso. Finalmente, abbiamo un Bilancio che si regge su basi reali; quindi, rispetto alla famosa frase espressa a proposito della finanza creativa (secondo la quale "bisogna contare solo sulle proprie forze"), oggi possiamo invece contare su un Bilancio che si poggia su una base davvero molto concreta, perciò, si tratta di un Bilancio concreto... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Alcuni bilanci avvengono in certi contesti; siccome il contesto delle Olimpiadi non c'è più, i finanziamenti non possono essere più della medesima portata, ma sono fatti su base reale, e credo che anche voi dovreste apprezzarlo. Noi spendiamo sulla base di quanto possiamo spendere; cioè, se una famiglia possiede 1.000 Euro, vive con 1.000 Euro. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). È interessante interloquire, per carità! Comunque, io ho detto che il Bilancio di una famiglia viene gestito in base alle proprie capacità, quindi, spendendo per quanto si possiede, perché non è possibile spendere di più. Ritengo che, in questo difficile contesto, siamo riusciti a salvaguardare la spesa sociale e anche che questo modo di amministrare dovrà caratterizzare l'intera tornata amministrativa, per poter impostare bilanci sani e reali - questo è un Bilancio sano -, per raggiungere obiettivi in grado di rispondere agli interessi generali della popolazione, per migliorare la qualità della vita nella nostra città, per servizi pubblici efficienti, per un welfare in grado di rispondere alla complessità della domanda sociale - davvero molto complessa, anche dal punto di vista dell'interpretazione -, per rispondere alle nuove e vecchie povertà, causate pure dai Governi precedenti (anche prima del Governo Prodi), e per rispondere ai problemi dello sviluppo industriale. Quindi, ci accingiamo a votare una manovra che avviene in una fase caratterizzata dal forte aumento dei prezzi dei prodotti di prima necessità (pane, pasta, latte), al quale si aggiunge l'inarrestabile aumento del prezzo della benzina, che si sta ripercuotendo pesantemente pure sui prezzi di tantissimi prodotti. Peraltro, fra tutti, ritengo che l'aumento più scandaloso - mi preme dirlo, sebbene non c'entri con il nostro Bilancio - sia quello del pane, sul quale la speculazione è evidente. Ebbene, credo che il Governo Berlusconi debba fermare la speculazione esistente sui prezzi; il Governo Prodi non l'ha fatto ed io mi auguro davvero che lo faccia il Governo Berlusconi, con tutta la forza che ha. Pensiamo, infatti, alla situazione in cui vive la nostra popolazione: mentre un chilogrammo di grano tenero costa 25 centesimi di Euro e 1 chilogrammo di farina costa 48 centesimi di Euro, il prezzo del pane va da 1.70 a 4 Euro; quindi, il prezzo del grano incide tra l'8% e il 14% sul prezzo finale del pane, mentre il resto è pura speculazione, e lo stesso avviene per tanti prodotti di prima necessità, perciò tantissime famiglie non riescono a reggere il costo della vita! È necessario che i Comuni rivolgano un appello al mondo economico e del commercio per una tregua sui prezzi, bloccando quelli di pane, pasta e latte. Prima, il Consigliere Goffi ha parlato dei problemi intorno al mondo del commercio; invece, io dico che proprio i commercianti dovrebbero cominciare ad abbassare i prezzi! Quindi, inizino pure ad abbassare i prezzi in maniera autonoma, altrimenti, la gente non spende, o spenderà sempre meno! Mi pare che abbiamo già approvato all'unanimità una mozione sull'argomento dei prezzi; allora, Presidente, rilanciamola, riprendiamola e discutiamone in I Commissione, poiché ritengo che tale questione sia un dato fondamentale per l'economia e per la qualità della vita delle persone. Ed è in questo mare di difficoltà che noi stiamo approvando il Bilancio del Comune di Torino. Torino è una delle città più care d'Italia. In questo contesto, si inserisce la manovra di Bilancio. Una manovra che ha tenuto conto, in maniera evidente, delle condizioni economiche delle famiglie torinesi. Penso che questo sia un dato che anche voi dell'opposizione dovreste apprezzare. Abbiamo, innanzitutto, tenuta invariata la pressione fiscale e il mantenimento dei livelli dei servizi sociali erogati, e anche la loro qualità finora è garantita. Si sta tentando un'operazione di revisione delle entrate extratributarie, come la revisione degli affitti e tutta una serie di questioni. Il contenimento dell'indebitamento è un'operazione strategica per questo Comune, che va risanato. Bisogna garantire un buon livello di investimenti, con risorse proprie (come dicevo prima), e, finalmente, l'impiego delle risorse (anche per i 150 anni dell'Unità di Italia) per opere utili! Non sempre questo è stato fatto in altre occasioni, per manifestazioni di grande importanza. Credo che a questo ci sia da aggiungere il potenziamento del contrasto all'evasione fiscale; per la prima volta, in questa città, da un paio di anni a questa parte, c'è un contrasto all'evasione fiscale: qualcuno, oggi, paga le tasse, anche a Torino, grazie ai controlli incrociati, grazie ai dati collegati delle banche dati nazionali e locali, nonché alla collaborazione della Guardia di Finanza e del Nucleo dei Vigili Urbani, specializzato in questo tipo di attività. Quindi, è una manovra di Bilancio che mi permetto di definire equa, e di questo noi Comunisti Italiani siamo orgogliosi. È una manovra caratterizzata da alcune agevolazioni e da alcuni sconti verso le famiglie più bisognose, che ha saputo anche compensare l'aumento della TARSU, nel suo quasi completo passaggio da tassa a tariffa. Queste agevolazioni della TARSU non sono dirette solamente alle famiglie più povere (cioè con reddito da zero a 13.000 Euro, con uno sconto del 50%), ma sono anche indirizzate a famiglie con reddito fino a 24.000 Euro, con uno sconto del 20%. Penso che anche questo sia un dato sottile, magari minimo, ma che va chiaramente incontro anche a quelle categorie sociali, ai ceti medi (non so come si possono definire), che oggi subiscono una contrazione sul piano delle condizioni economiche delle loro famiglie. Cito queste decisioni senza enfasi, ovviamente, perché non sarei realista; è chiaro, ci sarebbe bisogno di altro per superare la povertà delle famiglie e le loro condizioni disagiate: ci sarebbe bisogno, come dicevo prima, di salari diversi, di pensioni diverse, di affitti diversi, perché l'affitto delle locazioni, oggi, è uno dei problemi più forti a cui devono far fronte le famiglie che non posseggono una casa. Spero che a questi problemi (dei bassi salari, delle pensioni e degli affitti) dia una risposta il Governo Berlusconi; sarei felice se lo facesse! Inoltre, dal mio punto di vista di rappresentante di un Partito che si batte sul tema del lavoro, c'è un dato molto importante: la lotta alla precarietà del lavoro all'interno della Pubblica Amministrazione. Lo scorso anno - come diceva prima il Consigliere Rattazzi - l'Amministrazione ha stabilizzato circa 600 lavoratori e, quest'anno, si accinge a stabilizzarne altri 100, tra Contratti di Formazione e lavoratori a tempo determinato. Penso che questi siano segnali importanti che diamo ai lavoratori: non sono cifre di poco conto. Ritengo che il Bilancio di Torino vada analizzato anche sulla base di questi dati e che la critica, pur legittima, non dovrebbe essere fine a se stessa, ma dovrebbe cogliere questi aspetti nelle difficoltà economiche in cui ci troviamo, ovviamente. Parlavo di momento storico, Consigliere Tronzano. Voglio, però, soffermarmi sul tema del personale (non so se sia presente l'Assessore Borgogno). Credo che, nel prossimo futuro, bisognerà sviluppare un'azione di riorganizzazione della macchina comunale; una riorganizzazione che, però, non si fa con le prove di forza - mi rivolgo anche al Sindaco - e al grido "fannulloni" (credo che sia stato commesso un errore strategico diffondere questo tipo di considerazione), ma valorizzando i lavoratori (quelli che meritano, ovviamente), individuando le criticità nell'apparato burocratico della macchina comunale, potenziando i Settori più delicati, quelli con criticità notevoli e con carenza di personale. Penso che questo si potrà fare solo se i lavoratori saranno coinvolti, rendendoli protagonisti di un processo organizzativo e non vittime di quel processo. Non bisogna fare di ogni erba un fascio, questa è la sintesi del mio intervento. Certo il metodo non è quello di creare un clima di caccia alle streghe (come, in qualche modo, è emerso), perché, laddove ci sono fannulloni, non ci sono buoni dirigenti, e, se ci sono dirigenti poco capaci e dipendenti fannulloni, significa che c'è stata una responsabilità dei massimi livelli direttivi! Questa è la questione. Io non ho mai difeso un lavativo in vita mia (sarebbe politicamente ed eticamente sbagliato), però credo che, laddove ci sono i fannulloni, ci sia qualcosa che non funziona nella macchina a livello generale. È chiaro che, dove c'è un'organizzazione precaria, si annidano i fannulloni. Allora, coinvolgiamo i lavoratori, valorizziamoli e, poi, paghiamo il merito. Altro aspetto: i cantieri di lavoro. In questo settore noi impegniamo oltre 300 lavoratori, disoccupati di lunga durata, che si alternano di anno in anno e, quindi, per 12 mesi questi lavoratori non percepiscono alcuna retribuzione: sono separati dal mondo del lavoro. Credo che la Legge Regionale n. 55 del 1984 che li regola e disciplina debba essere superata e credo che, su questo, la Città di Torino debba aprire un confronto con la Regione Piemonte per modificare quella Legge, affinché riconosca diritti a quei lavoratori. Oggi, quei lavoratori non sono tali e l'attività del cantierista non è considerata rapporto di lavoro; la conseguenza di questo fatto è l'assenza assoluta di diritti. Quindi, si compie una discriminazione rispetto ai lavoratori che, oggi, godono giustamente dei diritti (ferie, malattie, permessi sindacali, eccetera). Infine, evidenzio un ultimo aspetto. In questo Bilancio c'è un elemento critico, che non dipende assolutamente dall'Assessore, ma, probabilmente, dalla sottovalutazione di un aspetto che coinvolge l'intero Consiglio Comunale e la Giunta nel suo complesso: la manutenzione del territorio. Ci sono poche risorse investite in questo ambito. Oggi, la città è forte e viva solo al centro, dove la qualità della vita è alta, mentre è bassa nelle periferie della città, dove siamo intervenuti, ma ritengo non in maniera sufficiente. Questo, purtroppo, è un aspetto critico, con il quale concludo il mio intervento. La città dovrà diventare policentrica - lo diciamo da tempo -: la qualità della vita deve essere un presupposto presente in tutti gli aspetti del territorio. Ovviamente, sarà difficile, perché c'è bisogno di ingenti risorse; questo deve essere l'inizio e io spero che, da qui a fine mandato, la Città su questo aspetto concentri gran parte delle sue risorse. Dedichiamo un anno alla manutenzione del territorio, affinché la qualità della vita migliori diffusamente sul territorio della città. Questo è un aspetto da non sottovalutare. In questa direzione, va un emendamento della Sinistra di questa coalizione, quella Sinistra che è critica su certi aspetti, ma che è leale a questa coalizione e non subalterna, perché questa è la logica della dialettica democratica. Siamo stati contrari ai grattacieli, perché avevamo una visione diversa su quella questione e su quelle operazioni urbanistiche. Su alcuni aspetti dell'etica abbiamo questioni diverse rispetto ai Colleghi della parte cattolica della nostra coalizione, rispettiamo il loro punto di vista, ma io credo che noi siamo una parte che propone in questa Amministrazione. Fa delle proposte. Ci cimentiamo e cerchiamo di farle passare le nostre proposte, scontrandoci a volte, ma sempre sul piano della lealtà e noi vorremmo che questa lealtà sia riconosciuta. Per quanto riguarda l'emendamento che abbiamo proposto (poi lo discuteremo nel momento in cui decideremo se mantenerlo o meno e, in alternativa, abbiamo presentato una mozione, che, anche quella, discuteremo al momento opportuno), sulla cancellata del Valentino, riteniamo che spendere tutti quei soldi per quella cancellata non sia in questo momento un'operazione positiva: dal nostro punto di vista va modificata l'idea progettuale con una recinzione per quello che serve e non su tutta la sfera del Parco e, se è possibile, anche risparmiare una parte di quei contributi per destinarla al territorio. Verifichiamolo insieme. La mozione che presentiamo va in quella direzione. Va bene fare una recinzione adeguata per quello che serve e no per renderlo uno spreco, perché francamente chiudere un parco di quelle dimensioni non so se sarà positivo o negativo, ma certamente bisogna discuterne. In questo senso ci siamo chiaramente impegnati su questo Bilancio, anzitutto per due aspetti fondamentali: che il welfare municipale venga mantenuto e soprattutto la sua qualità, la questione della tutela del lavoro e l'equità sociale della manovra. Credo che questi tre obiettivi siano stati raggiunti, poi è chiaro rimane una serie di questioni critiche, però bisogna, Consiglieri di opposizione, mi rivolgo a voi, fare i conti con le risorse che abbiamo. Ogni Amministrazione fa i conti con le risorse che ha. Noi siamo in uno stato di sofferenza, tutte le questioni italiane sono in sofferenza perché i tagli sui trasferimenti incidono. Adesso ci sarà un federalismo fiscale. Auspichiamo che questo federalismo fiscale porti denaro alle nostre città e anche alla Città di Torino. Speriamo. Noi lo auspichiamo. Si è tagliata l'ICI. Benissimo! Speriamo che ci sia una compensazione e speriamo che da questo federalismo non nasca però un federalismo non solidale. Perché se ci sarà presentato un federalismo non solidale, dove la ricchezza rimane dove si produce e basta credo che commettiate (a livello di Governo nazionale) un errore gravissimo, perché quell'errore significa dividere il Paese, incrementare la distanza che c'è tra il Paese per il Nord ricco e il Sud povero. Non commettete quell'errore. Incidete presso i vostri governanti, presso i vostri Colleghi parlamentari dei rispettivi partiti e mettete in evidenza questo pericolo: l'Italia va unita e non divisa. Questo lo dico al Consigliere Carossa della Lega Nord che ha una spiccata attenzione verso le questioni del Nord. Io dico c'è il Nord, c'è il Centro e c'è il Sud. L'Italia è una, così come dice la Costituzione repubblicana. Fino a quando la Costituzione italiana non sarà modificata l'Italia è una! E noi vi chiediamo in questo senso di dare un segnale ai nostri cittadini di unità del popolo italiano. Vi ringrazio. Buon Bilancio a tutti e cerchiamo di votarlo in fretta, perché come diceva Consigliere Tronzano prima, non si è presentato un lungo intervento, fortunatamente dettagliato, preciso e garbato, però non condivisibile, Consigliere Tronzano. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Ventriglia. VENTRIGLIA Ferdinando Devo dire che dopo qualche anno di esperienza il Comune e l'Aula non mancano mai di regalare sensazioni nuove. Per esempio, sentire una protesta di lealtà da parte del Capogruppo del partito che esprime l'Assessore al Bilancio la trovo una cosa già abbastanza curiosa, interessante e rara, ma tant'è. Così come alcuni aspetti dell'intervento del Consigliere Gallo rappresentano altrettante tentazioni, siamo andati dalle Leggi Regionali al federalismo fiscale, all'Unità d'Italia, al prezzo del pane e delle verdure tutti argomenti che, senza volerli banalizzare, hanno una loro dignità, ma che credo assorbirebbero il tempo nostro, il tempo di quest'Aula su temi che non riguardano le discussione di oggi. Invece, io mi avvarrò del privilegio di parlare tra gli ultimi per fare tesoro di alcune osservazioni che hanno fatto i Colleghi di questa parte dell'emiciclo, osservazione alla quale mi associo, e per fare soltanto alcune sottolineature, le prime di carattere finanziario e poi andrei invece a sollevare una questione che mi pare sia stata lasciata a dormire per l'intero dibattito del Bilancio ed è una questione che credo possa destare giustificata preoccupazione. I primi flash di carattere finanziario. Molto a grandi linee è stato già detto molto dai Colleghi: io faccio soltanto tre sottolineature che sono emerse in questo dibattito e nelle discussioni che abbiamo fatto finora che, secondo me, meritano di una particolare attenzione. Intanto, un elemento che è emerso dalla polemica sui derivati (l'Assessore ce l'ha dato mi pare in replica all'ultima interpellanza) e sul quale invito i Colleghi e la Giunta a riflettere, cioè il fatto che il 30% del nuovo debito sia sostanzialmente in mano a un solo e unico gruppo bancario. Certamente meglio, rispetto a quello che paventavamo e cioè che tutto o quasi tutto fosse in mano a un solo gruppo bancario, ma è certo che un gruppo bancario come quello di cui parliamo che già non è estraneo alla politica (una Società del gruppo, per esempio rappresenta, l'advisor per la fusione GTT-ATM Milano, per dirne una) che abbia un'ulteriore leva - questo diciamo nel momento in cui si apre e scoppia la polemica sinistra sulla supplenza alla politica da parte dei poteri forti o meno forti o dei poter tout court -, ecco ci pare che sia un'imprudenza se non è considerato, se non è voluto. Cioè, esporre la Città in questo modo nei riguardi di un soggetto che peraltro ha già la sua voce in capitolo. Secondo tema: l'esplosione delle fondazioni. Io non le ho contate, ma credo che nell'ultimo esercizio abbiamo aderito a 10/20 nuove fondazioni, più grandi, più piccole. Questo è tema che credo dovrebbe dettare una qualche cautela in più all'Amministrazione, perché noi ci stiamo infilando a capofitto, senza guardarci intorno e senza pensare al domani, in un sistema che non so fino a quando potrà tenere, perché nel momento in cui si mette in discussione (e già alcuni esponenti del Governo in carica questo lo hanno posto come priorità) la gestione di alcune funzioni essenziali, per esempio nelle utilities in capo ai soggetti, alle cosiddette "piccole IRI" il fatto di trasferire continuamente funzioni operative e quindi sovranità e quindi Bilancio e quindi fondi a fondazioni che non soltanto sono al di fuori del nostro controllo, ma a fondazioni che utilizzano come regola un sistema di drenaggio sul Bilancio Comunale mi pare incauto, perché potrebbe anche predisporre l'Amministrazione, le Amministrazioni che vi fanno ricorso a un brutto risveglio. Dico questo perché quello che abbiamo visto, per esempio, con certi fornitori di carattere istituzionale lo vediamo anche con le fondazioni; con il trasferimento alle fondazioni di finanziamenti in conto capitale dei quali poi si perde traccia nel loro impiego. Cioè, a differenza di quello che normalmente accade in Comune e anche qui abbiamo comunque delle zone grigie sulle quali non è sempre facile approfondire, cioè di spesa corrente che viene finanziata, viene mascherata da spesa in conto capitale, abbiamo forti motivi di credere, perché lo vediamo negli stessi bilanci, lo vediamo da quello che viene fuori, lo vediamo da quello che le fondazioni ci raccontano dei loro programmi e delle loro attività, che le donazioni che provengono dalla Città in conto capitale finiscano in realtà destinate a finanziare almeno in parte spesa corrente. E allora, mettiamo insieme un utilizzo rischioso dei fondi pubblici, un sistema che continua a crescere in maniera abnorme per superfetazione di fondazioni con i loro Consigli d'Amministrazione, collegi sindacali, quindi costi della politica e di una politica estranea a un controllo e a una verifica di legittimità popolare periodica. Un intreccio di competenze, di intese, di accordi al fondo del quale non si trova più chi è il capofila, per cui anche il Consiglio Comunale e la stessa Amministrazione finiscono ad essere spogliate delle potestà di controllo e anche delle attività funzionali e gestionali vere e proprie, finendo magari in certi casi per creare delle sacche di assoluta autogestione e di isolamento in cui magari a volte conta più il Consiglio d'Amministrazione che l'Assessore o il Capogruppo di maggioranza. Mi chiedo se su queste partite l'Amministrazione (in particolare, l'Assessore al Bilancio e quello al Patrimonio) sia consapevole dello scenario che si sta delineando, perché il giorno in cui questo sistema delle fondazioni dovesse destare l'attenzione anche solo per un singolo episodio, è chiaro che ci troveremmo di fronte ad un castello di carte che potrebbe crollare, lasciando aperta un'infinità di partite di fronti critici rispetto ai quali il cittadino chiede i servizi, e le attività istituzionali e le funzioni operative vanno mantenute, però, con tutto questo, non saremmo più attrezzati per cambiare, perché abbiamo abdicato alle fondazioni e, parzialmente, anche alle società partecipate. Il terzo tema in ordine di importanza e rilievo è quello del patrimonio immobiliare. Come è già stato detto dai Consiglieri Lonero e Goffi, il fatto che sia stata iscritta una cifra in Bilancio al massimale e che, come ci ha detto l'Assessore Viano, in realtà nell'Amministrazione, per sua ammissione, in una visione dialettica della collegialità di Giunta, ogni Assessore tenda a fare la propria parte al di fuori di una regia generale, ci fa capire che la parte che ha prevalso sia quella, non voglio dire ragionieristica e neanche di cassa, ma certamente che tende a considerare il patrimonio immobiliare sotto il profilo del risultato, tramite alienazione, di quanto questo possa alleviare il Bilancio comunale, non soltanto sull'Esercizio corrente, ma anche su una prospettiva più ampia, senza però tenere in conto i costi sociali e i costi impliciti ed occulti che un'operazione del genere comporta. Assessore, non parlo soltanto dei locali commerciali, anche se potrei farlo (mi sembra che siano circa 150: si tratta di questioni che abbiamo già dibattuto in quest'Aula), ma su questa partita fondamentale lamento l'assoluta assenza dell'Assessore competente e non mi riferisco all'assenza fisica in Aula, ma a quella operativa, mentale e deliberativa... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Assenza mentale non perché l'Assessore Altamura sia un demente (è l'ultima cosa che potrei dire su una persona che stimo non soltanto sul piano politico, ma, soprattutto e prima di tutto, sul piano umano), ma perché aveva la mente impegnata in altro, perché su questa partita, invece di dare qualche velina ai giornalisti dopo la Giunta del martedì mattina sull'essere favorevole o meno a far passare le biciclette su una strada piuttosto che su un'altra, ci aspettavamo che l'Assessore al Commercio mantenesse le sue promesse sul fatto di proporre una deliberazione di salvaguardia del centro storico e delle funzioni urbane, che avrebbe dovuto essere il secondo pilastro di un'operazione come questa. L'Amministrazione avrebbe dovuto fare una valutazione complessa che doveva scaturire dalle valutazioni tra due esigenze diverse: un'esigenza di valorizzazione del patrimonio (tramite...) ed un'esigenza di valorizzazione sul piano sociale, culturale, di loisir, commerciale, economico, di competenza dell'Assessore al Commercio. L'Assessore Viano ci ha detto, ablatis verbis, che questa parte non è stata trattata in Giunta. Ne prendo atto e dico che non possiamo chiedere a lei e all'Assessore Viano di preoccuparsi di materie che non rientrano nelle vostre deleghe, ma il risultato per questa Città è gravido di potenziali effetti negativi, per il solito discorso non soltanto di desertificazione commerciale con quello che questo comporta, ma anche di rischio che questo patrimonio, dal punto di vista di funzioni urbane e di insediamento, non venga adeguatamente valorizzato. Mi spiego meglio: se il compratore del locale tipico è la banca, non penso che sia nell'interesse a medio-lungo termine della Città avere le banche che comprano questi locali, anche se risolvono il problema; un'Amministrazione seria si deve porre il problema di contribuire, entro certi limiti, alla diversificazione, alla pluralità, all'offerta di servizi, in particolare nel centro storico, che accompagni anche processi di riqualificazione e di tenuta del coordinato quadro urbano e della vivibilità quotidiana. Questo non è stato, ma non ne facciamo carico all'Amministrazione, perché non vorremmo che, tra qualche anno, emergesse il problema della riqualificazione del centro, per cui si costituisce magari un'altra fondazione per cercare di rimediare ai danni fatti in precedenza. Non metto in discussione che altri Assessori abbiano fatto il proprio dovere, anzi, dico che probabilmente lei, a differenza di altri, non ha fatto un'operazione puramente di cassa sulla partita dell'anno (questo lo devo riconoscere), perché questa valorizzazione è stata fatta su una prospettiva che non era limitata all'Esercizio, mentre in altri tempi si sarebbe fatto diversamente. Vorrei fare un'osservazione sul tema della mobilità delle infrastrutture: trovo che questo sia il grande assente del dibattito di quest'anno. Capisco che, passata la sbornia delle Olimpiadi e in una fase fluida in cui gran parte dell'attenzione su questo tema è ancora catturata da questioni quali l'Alta Velocità, l'Interporto, l'Osservatorio, se intervenire con le ruspe, con l'esercito, o soltanto con qualche telefonata e qualche incontro, tutta un'altra partita sia meno interessante, ma intanto ci sono... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Non faccio commenti personali, perché i giornali hanno scritto "il generale Crosetto", ma hanno scritto anche del "gerarca Ugo" ed io sono troppo legato, in particolare, al secondo, per ironizzare su questo, ma... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Mi pare che una serie di partite legate, per esempio, alla fusione GTT-ATM, all'Expo 2015 (con quello che ne conseguirà dal punto di vista di investimenti infrastrutturali sul Nord-Ovest) ed anche, seppur in misura minore, alle celebrazioni del 2011, siano totalmente assenti. Abbiamo un'esposizione sulla parte infrastrutture e mobilità che a volte è semplicemente un "copia e incolla", ovvero ci sono delle parti che ho trovato esattamente identiche non soltanto l'anno scorso, ma anche due anni fa! Trovate un estensore un po' più fantasioso, pagate un'altra posizione organizzativa (350 o 351 non cambia molto) e fategli cambiare almeno la formulazione! In questa parte del Bilancio ho trovato, perdonate il termine non molto elegante, il mortorio; non si parla di grandi investimenti, ma neanche di investimenti medi, mentre si parla di manutenzione ordinaria e sui parcheggi ci sono investimenti assolutamente trascurabili. Si parla unicamente (perché fa riferimento soprattutto a contributi statali e perché in proposito c'è una lunga tradizione) di come dare altri soldi ed altro potere all'ineffabile Consorzio 5T, che mi auguro, come è scritto nella relazione di accompagnamento, venga fatto proprio direttamente dalla Città, così smetteremo di avere l'Assessorato ombra dentro l'Assessorato ombra. Abbiamo già il problema di GTT che fa la parte dell'Assessore e non si capisce bene se in questa città conti di più l'Assessore alla Mobilità o il Presidente di GTT o l'Amministratore Delegato o il consulente assunto come Direttore, perché le partite sono piuttosto complesse... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Giustamente, come poter dimenticare il brillante Presidente dell'Agenzia per la Mobilità Metropolitana, esperto in mobilità? Probabilmente, sarà l'unico non indicato né dalla scuola di trasportistica di provenienza PCI né dal Politecnico! Almeno avete Nigro che salva una quota: giustamente, avete la "quota Nigro"! A parte questa destinazione di risorse a 5T, che è ricorrente (e abbiamo capito qual è l'intenzione), trovo che tutto il resto sia di una povertà sconcertante per una Città che avvia alcune partite importanti e mi chiedo, per esempio, come sia possibile che su questo tema non ci sia in Bilancio neanche un accenno o una prospettiva per la fusione GTT-ATM, visto che la scadenza è il 2009! Capisco che sia tutto in divenire e che non si possa scrivere alcunché, ma su altre partite ancora da decidere, esistono formulazioni anche piuttosto coraggiose, per non dire avventate, anche nell'ambito di questa stessa relazione. Su questa partita, interamente abbandonata ad una gestione di posizione e di potere e senza più un respiro strategico, insistono anche povertà e disattenzione; avete veramente staccato la corrente sul tema della mobilità e dei trasporti. Voi riportate come, tra le risorse, ci sono ben 550.000,00 Euro circa da rilascio contrassegni di circolazione e, udite, udite: 700 mila Euro - non 7.000.000, non 70.000.000, ma 700.000,00 Euro - da canoni per la gestione dei parcheggi pubblici. A questo proposito, mi piacerebbe fare un esperimento - e qui veramente, servirebbero Fondazioni, o Società -: affidate ad un privato alcuni parcheggi e poi verificate gli incassi! Vedremo se il ricavato complessivo ammonterà a 700.000.00 Euro! Io ho la sensazione che siamo come ai tempi dei borghi putridi e dei canoni impoveriti! Ritengo che questi canoni siano assolutamente sproporzionati rispetto agli incassi che può fare un concessionario; tutto questo per dire che, a mio parere, su questa partita non si sia detto, in parte, perché non si ha molto da dire e, in parte, perché non si vuole dire. Tutta la prospettiva della futura fusione 2009 - se ci sarà, mettetevi d'accordo con Panero, fissate qualche Consiglio d'Amministrazione in più, così è contento anche lui - (INTERVENTO FUORI MICROFONO)... No, perché Crosetto e Davico sono, comunque, più vicini di quanto non lo siano alcuni componenti della maggioranza. Ricapitolando: nel 2009 fusione, nel 2011 celebrazione dei 150 anni dall'Unità d'Italia, nel 2015 l'Expo'; sembra che di tutta questa partita, il Sindaco voglia parlarne soltanto sulle colonne del quotidiano "Repubblica", ma non ne voglia parlare sul Bilancio. Trovo che questo la dica lunga sull'approccio con il quale, al di là del rigore tecnico dell'Assessore Passoni, si sia voluto discutere e presentare questo Bilancio. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Cerutti. CERUTTI Monica Volevo, innanzitutto, esprimere considerazioni generali, riallacciandomi a quanto, domenica, scriveva La Spina su "La Stampa", parlando della solitudine torinese e piemontese; argomento, poi ripreso dalla Presidente Bresso in un articolo, mi pare di ieri. Vorrei prendere spunto da quanto ho letto, per esprimere una considerazione politica che, in qualche modo, deve investire tutta questa maggioranza, pensando che, fra tutte le grandi città metropolitane, con Roma passata al centro-destra e Napoli, sostanzialmente, commissariata, Torino ha su di sé la responsabilità di essere un'Amministrazione importante, guidata dal centro-sinistra. Può diventare un modello significativo di come Partito Democratico, Italia dei Valori e Sinistra Arcobaleno possano governare insieme sul territorio. Questo tema, in qualche modo, deve indurci alla riflessione e questo primo banco di prova - mi riferisco a questo Bilancio - mette in rilievo come il Governo di centro-sinistra possa provare a coniugare ciò che veniva definito rigore, sviluppo ed equità sociale. Lo abbiamo affermato già negli scorsi Bilanci; però, forse, questa volta, ha un senso ed un significato più pregnante. Il rigore è rappresentato dalla tendenza, o meglio, dalla riduzione progressiva del debito - e questo è un elemento molto importante - che ha sicuramente ispirato l'Assessore al Bilancio. La linea guida da ribadire è quella secondo la quale l'indebitamento per investimenti non può finanziare le spese correnti - tra l'altro, è stata pronunciata, a tal proposito, una recente sentenza della Corte dei Conti dell'Umbria - e che, le entrate da dismissioni - questo è un elemento molto importante di cui ha già detto l'Assessore Passoni - debbano essere necessariamente utilizzate per finanziare investimenti ed estinzioni anticipate dei mutui. Queste, le due linee guida da ribadire. Questo vincolo deve essere, poi, alla base di un piano condiviso; probabilmente, dovremo confrontarci, in merito, su possibili future dismissioni che, a nostro avviso, è necessario valutare secondo una logica diversa che non sia soltanto volta a "fare cassa". In questo caso, bisognerà valutare l'eventuale estinzione di mutui, o altri finanziamenti; diciamo che l'obiettivo deve essere poi quello di mantenere il controllo pubblico, elemento sul quale andremo a discutere. Questa priorità deve tradursi, per le nostre aziende partecipate, in una politica attenta alle tariffe, alla qualità del servizio offerto e alle prospettive occupazionali. Questo vorrei ribadirlo, perché mi sembra che, finora, questo punto non sia stato affrontato adeguatamente; pertanto, ritengo sia anche opportuno soffermarsi sulla qualità del lavoro prodotto dall'Ente Locale nelle sue più svariate forme: dai servizi assistenziali, alla manutenzione delle strade. Sappiamo che il contenimento della spesa, spesso - vorrei si ascoltasse, visto che mi sembra un tema importante - si traduce in ribassi d'asta che arrivano anche a punte del 40%. Questo elemento deve preoccupare un'Amministrazione di centro-sinistra; questi ribassi sono possibili soltanto contraendo il costo del lavoro - questo è un elemento quasi naturale - e la sinistra non può sottrarsi da una riflessione critica sulle caratteristiche del lavoro che un Ente Pubblico determina, sia dal punto di vista dei redditi, che delle condizioni di sicurezza. Ricordo che è stato fatto un approfondimento sulla sicurezza nelle aziende partecipate, soprattutto rilevando la difficoltà dei controlli nella catena dei subappalti. L'attenzione al lavoro deve essere l'elemento che va ad integrare il sostegno alle fasce della popolazione in condizione economica disagiata. In questo senso, non sto a ricordare la questione TARSU, che vede Torino come punto di eccellenza, in Italia. In merito al provvedimento adottato sull'ICI, invece, dovremo compiere, sicuramente, valutazioni successive, per capire che cosa andrà a determinare a medio-lungo termine. E' chiaro che i Comuni si trovino ad avere, per una parte significativa delle proprie entrate, una forma e un tempo sconosciuti, rispetto a quanto previsto. Per le successive valutazioni, mi richiamo al fatto che il Sindaco è anche Ministro Ombra nel Governo del PD; potremo, quindi, calare i nostri ragionamenti nella nostra realtà, rispetto ai temi del federalismo fiscale - collegati anche alla questione ICI -, temi interessanti che andranno ripresi. Questo, perché è necessaria una riflessione complessiva che eviti di ricorrere, ad esempio, ad uno sfruttamento eccessivo del suolo che permetta di fare cassa, privilegiando la dimensione di crescita urbana, con centri commerciali, edilizia residenziale privata, grandi opere, determinando, sicuramente, significativi tassi di aumento del PIL - a questo già faceva riferimento il Consigliere Salinas -, ma non offrendo, per esempio, adeguate risposte alla domanda di abitazioni per i ceti deboli, rischiando di accrescere i problemi di vivibilità e mobilità della città, non migliorando la qualità di vita delle periferie. Queste riflessioni non vogliono sminuire il fatto che, sicuramente, si sia riusciti a superare un momento di crisi dello scorso mandato dell'Amministrazione, che, sicuramente, ha segnato questa città e ha permesso di arrivare ad un suo superamento, anche provando a ridefinirne le vocazioni. Ciò non toglie, però, che debbano essere affrontati anche - io credo - in modo critico, ma non perché in questo modo si mettano in discussione, piuttosto, perché bisogna ragionare sulla questione dello sviluppo, non inteso in senso neutro. Sarà importante, per esempio, che venga considerato il loro beneficio e come possano poi essere rimodulati gli interventi sulle aree Mirafiori e IRIDE - è notizia di questi giorni, la fusione a 3; una valutazione, poi, di carattere politico, si avrà sulla sinergia GTT-ATM. Il Consigliere Ventriglia ha proposto un cronoprogramma di questa fusione, però, al momento, non abbiamo ancora fatto delle valutazioni nel merito, in modo da comprendere come, effettivamente, GTT non sia inglobata da ATM. Queste considerazioni sono anche legate al dibattito che affronteremo sulle linee urbanistiche della città, dove dobbiamo partire dal senso di comunità che si sta sempre più sfilacciando. Credo che questo sia importante, proprio perché è importante definire le opportunità di investimento, rovesciando, però, il ragionamento che parte dai privati e da lì riconsiderare le scelte sulla città. Certo, è più complicato, ma solo così possiamo affrontare anche la questione sicurezza, in termini che non siano semplicemente di maggior presidio sul territorio da parte delle forze dell'ordine. Si tratta di ragionare su politiche inclusive, a partire da quelle urbanistiche, in modo che, poi, si possa anche ragionare sulla crescita della città, coinvolgendo seriamente tutti i soggetti che possono portare un loro contributo, a partire dai singoli cittadini. E' faticoso, ma il risultato può essere positivo e alla fine anche più economico, così come quando si decide di investire sulla prevenzione e non solo sulla cura. Un approccio similare merita anche la riorganizzazione della macchina comunale, che speriamo finalmente di poter affrontare nel 2008. In occasione della polemica dell'anno scorso sulla mobilità interna, avevamo già denunciato la mancanza di un progetto complessivo di riorganizzazione, che vediamo, però, continuare a permanere, riproducendo uno schema vecchio e superato. Un ridisegno complessivo ormai improcrastinabile, almeno per tre motivi. Il primo è l'ampiezza dell'azienda, che, ormai, è divenuta la più grande per numero di dipendenti a livello cittadino. Il secondo è l'accresciuta complessità degli obiettivi comunali, che richiedono sempre più un lavoro interdisciplinare; ad esempio, una connessione stretta, anche organizzativa, dei servizi sociali con case e lavoro, può rispondere più efficacemente alle nuove emergenze sociali. Ricordiamo, inoltre, che paradossalmente una delle motivazione addotte alla costituzione della fondazione per gli anziani era proprio la mancanza di personale, che invece adesso risulterebbe in esubero. Il terzo è la revisione del decentramento, che impone una scelta politica della funzione delle Circoscrizioni. Un'altra fonte di intervento sarà una seria politica di motivazione del personale. A proposto di personale, tra i costi da contenere (senza voler fare facile demagogia), sarà opportuno - perché l'Italia è stata richiamata dalla stessa Unione Europea - riconsiderare anche i compensi dei nostri manager, anche all'interno delle aziende partecipate. Sarebbe un'azione che comporterebbe un risparmio e, soprattutto, rappresenterebbe un segnale positivo da parte della classe politica verso il ridimensionamento della "casta" dei manager pubblici che, purtroppo, è riconosciuta anche a livello europeo. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Ravello. RAVELLO Roberto Sergio Mi associo a chi prima di me ha ringraziato l'Assessore Passoni e, per la parte politica, il Presidente della I Commissione, per il duro lavoro che hanno condotto e per le lunghe giornate durante le quali hanno sopportato, con grande disponibilità, le osservazioni, le domande e le polemiche dell'opposizione. Un ringraziamento che, come già ha fatto il Consigliere Coppola in occasione dell'ultima riunione della I Commissione sul Bilancio, non va all'ufficio di Presidenza al suo intero, ma al solo Presidente della I Commissione. Un grazie anche agli Uffici, al direttore finanziario, ai revisori, a tutti gli addetti che, all'interno della macchina comunale - con la raccolta e la predisposizione, nonché la distribuzione della documentazione -, hanno sopportato il non esorbitante carico di emendamenti presentati anche da questa minoranza. Vi assicuro che non mancheranno altre occasioni in cui potremo dimostrare la capacità produttiva del nostro Gruppo, in cui potremo realmente, più che con il Bilancio, sommergervi di emendamenti. Nel merito, comincio dall'osservare - e non sono il primo a farlo - che sul Bilancio di Previsione 2008 incombe, comunque, l'ombra dei derivati. Strumenti di cui questa Città ha fatto ampio uso, con quella che abbiamo giudicato, fin dall'inizio, una leggerezza, che, indipendentemente dalla libertà consentita dalle leggi vigenti - che mi auguro cambino e portino l'Italia ad essere un Paese un po' più in Europa da questo punto di vista -, non avrebbe dovuto essere propria di una Pubblica Amministrazione, ancor più di quella di cui tutti noi facciamo parte. Nella determinazione delle politiche finanziarie della Città, continua a pesare come un macigno il timore che scelte operate da altri - e lei, Assessore, lo ha ricordato sin dall'inizio -, che, però, avevano - e questo non possiamo dimenticarlo - nel Sindaco un identico mandante, possano ricadere sui cittadini di domani. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Parlavo di derivati, ma ne abbiamo già parlato tante volte, non si preoccupi! (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Come crede. Una querela, un sigaro e un cavalierato non si negano a nessuno! Quindi, se intenderà farlo... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Non ho detto niente di pesante e niente di nuovo. COPPOLA Michele (Vicepresidente) Sindaco, non disturbi il Consigliere Ravello. RAVELLO Roberto Sergio No, ma è giusto, perché è arrivato ad intervento iniziato, si è sentito chiamato in causa - tanto per cambiare - e, giustamente, chiede di conoscerne la ragione. Dicevo, scelte che abbiamo il timore possano ricadere sui cittadini di domani, sui nostri figli e sui figli dei torinesi che, per primi - anche questo è un fatto che ha reso la questione particolarmente sgradevole -, hanno appreso, attraverso un programma televisivo, la gravità della situazione. Continua a pesare il tentativo di liberarsi di strumenti pericolosi sulla valutazione complessiva del Bilancio Preventivo 2008, da parte della minoranza e del mio Partito. Assessore, lei mi ricorda - mi passi una battuta - un essere mitologico: metà contabile e metà fine ideologo della sinistra torinese. Poi, in questi ultimi 20 giorni, ha avuto un'evoluzione. Si è trasformato in un essere composto di tre parti: un terzo contabile, un terzo fine ideologo della sinistra torinese e un terzo vocabolario di inglese! Per fortuna, però, è ritornato ad essere l'essere mitologico che ci eravamo abituati a conoscere! E' stato lei, Assessore, a ricordare a tutti i Consiglieri (forse in particolare nell'ultima riunione in cui abbiamo avuto il piacere di ascoltarla) che è sulla qualità della spesa che si ritiene di dover intervenire, quando, a nostro avviso, forse è stato proprio sulla quantità che l'Amministrazione di questa Città si è lasciata un po' prendere la mano. Il suo intervento sui derivati - anche questa, cosa già detta - arriva, anche se, in ritardo, quando ci siamo disegnati nella mente l'idea di una Città che pare essere stata lanciata, ed essere ormai un treno in corsa senza freni, verso una situazione dalla quale sarà molto difficile risollevarsi. Abbiamo un debito che è esorbitante. Paghiamo, continuiamo a pagare e pagheremo scelte che non saranno state sue, ma hanno una stessa matrice. Un intervento che, per quanto attento, ragionato e studiato è, comunque, un intervento tardivo. Diversamente, non si spiegherebbero le centinaia di milioni di Euro di debito verso alcune delle società partecipate della Città, da AMIAT ad IRIDE, fatto che, non rendendole un buon servizio, compromette, in maniera molto grave, l'immagine di serietà della Città che tutti quanti stiamo cercando di costruire. Non sono segnali incoraggianti quelli che emergono, molto riassunti, dal Bilancio preventivo 2008, a cominciare - ma anche questa questione è già stata toccata - dal capitolo Alfieri, il quale, a furia di gridare "Al lupo, al lupo", ha perso anche quel barlume di credibilità che gli era rimasto. Mi spiace che, oggi, non sia in Aula con noi: se non ricordo male, è il secondo anno consecutivo che non presenzia in Aula alla discussione sul Bilancio. Già l'anno scorso, io osservai (e non solo io) che questa assenza poteva essere anche interpretata come un segnale di critica alle scelte, operate dalla Giunta e dall'Assessorato competente, nella predisposizione del Bilancio 2008; di conseguenza, probabilmente (ma anche in questo caso, come molto spesso accade, posso sbagliarmi), anche quest'anno l'assenza vuol dire qualcosa. Per quanto riguarda la questione FISM, già citata dal Consigliere Angeleri (al quale, ex equo con il Consigliere e Vicepresidente Coppola, credo vada il premio di migliore Assessore ombra al Bilancio, almeno per la sessione 2008, e penso che questo titolo non lo si possa non riconoscere né all'uno, né all'altro), credo che si tratti di una realtà che, evidentemente, sconta la sua vocazione cristiana e paga direttamente, molto più di altri soggetti ed in maniera a dir poco evidente, i riferimenti culturali ed ideologici di questa Giunta e di parte di questa maggioranza, che mi auguro, almeno su questo argomento, possa finalmente spaccarsi - ma in senso catartico e costruttivo - per ricostruirsi e restituire alla Città l'immagine di una maggioranza più attenta alle realtà che, più di altre, hanno bisogno e che, più altre, rendono a tutta la comunità torinese un servizio sul quale non si possono fare critiche. Per quanto riguarda gli investimenti ascrivibili generalmente al capitolo sicurezza, devo dire, Assessore Borgogno, che come giocatore di carte non è stato troppo abile, anche se ha cercato di convincerci che, rispetto al passato, l'attenzione di questa Giunta era cambiata. In realtà, credo che, se non fosse per quei contributi elargiti una tantum dalla Regione Piemonte, non avrebbe - e infatti non lo farà - investito in maniera significativa in ciò che continuiamo a pensare sia prioritario, come, ad esempio, l'incremento dell'organico del Corpo di Polizia Municipale che, molto spesso (come, purtroppo, le cronache delle ultime settimane hanno posto violentemente sotto gli occhi di tutti), è mandato allo sbaraglio e non ha la possibilità materiale di far fronte a quei piccoli ma gravissimi fenomeni di ribellione che paiono nascere da alcuni gruppi più o meno organizzati. A proposito di un'attenzione alla qualità della spesa che riteniamo possa essere più millantata che reale, sarei curioso - e non mi rivolgo più a lei, Assessore, ma a quei pochissimi Consiglieri di maggioranza seduti ai loro banchi - di sapere come la maggioranza intenda giustificare scelte come il dimezzamento (perché di questo si tratta) degli investimenti per il trasporto pubblico locale, capitolo che passa da 31 milioni di Euro del 2007 a poco più di 15 nel 2008. E' un atto che credo dimostri - ed un po' mi dispiace, lo confesso -, come già sottolineato dal Consigliere Ventriglia prima di me, come il trasporto pubblico locale costituisca effettivamente il grande assente in questa discussione sul Bilancio. Da 31 milioni di Euro a 15: è un taglio che non ci saremmo aspettati e che dimostra come, forse, sia opportuno stravolgere - perché "cambiare" non è nemmeno più il termine opportuno - le politiche dell'Amministrazione in questo campo. Voglio citare anche il crollo (perché di questo si tratta) da 10.000.000 di Euro a 3.500.000 Euro delle spese in conto capitale per le strutture residenziali di ricovero per anziani. Non sto a ricordare (perché non voglio farla troppo lunga e perché non voglio ricordare ciò che tutti noi siamo soliti dirci e ciò con cui siamo abituati a riempire l'aria della IV Commissione) quanto sia importante questo Settore per la collettività e quanto tutti i Consiglieri abbiano più volte sollecitato l'Amministrazione perché arrivasse a maggiori investimenti e a maggiori spese in questo campo. Concludendo il mio intervento, voglio ricordare l'emozione - lo confesso - con cui l'anno scorso mi preparai a quella che, per me, era la prima discussione sul Bilancio preventivo; quest'anno, ancora di più, mi sono reso conto che il Bilancio - ma sicuramente tutti voi lo sapete meglio di me - non è altro che l'atto attraverso il quale una maggioranza politica trasforma (e non "cerca di trasformare") concretamente in azioni i principi a cui si ispira, rendendo finalmente tangibili quelle tante parole scritte nei programmi elettorali di tutti. E allora, se si può parlare di continuità tra pensieri, parole ed azioni, si può quindi parlare (credo che non sia improprio) dei 300.000.000 di Euro di patrimonio immobiliare che la Città venderà nel solo lustro che va dal 2006 al 2011, che credo non siano altro che una prova di colpevolezza nel processo alla leggerezza al quale il Sindaco Chiamparino e questa Giunta saranno sottoposti dagli elettori allo scadere del loro mandato. So di dire una banalità, ma è giusto ricordarvelo: questi 300.000.000 di Euro di patrimonio immobiliare non appartengono a nessun altro che ai cittadini torinesi e rappresentano, nemmeno troppo simbolicamente, la necessità di questa Amministrazione di recuperare parte di quell'ossigeno che si è respirato a pieni polmoni e che ci portati a dover arrivare... Presidente, mi scusi, di quanto tempo dispongo? COPPOLA Michele (Vicepresidente) Può parlare fino a 20 minuti. RAVELLO Roberto Sergio Finirò certamente prima. COPPOLA Michele (Vicepresidente) Il Consigliere Olmeo è dispiaciuto perché lei, nel ringraziare la Commissione Bilancio, si è dimenticato di ringraziare il Consigliere Anziano, che era il vero Presidente ombra di Cuntrò e che ora le ricorda che il tempo è fino a venti minuti. RAVELLO Roberto Sergio Vacatio della Vicepresidenza. Effettivamente, ha ragione il Vicepresidente Coppola, che, ancora una volta, si dimostra molto attento nel gestire i rapporti tra i Consiglieri all'interno di quest'Aula. Effettivamente è doveroso riconoscere anche a lei, Consigliere Olmeo, quel poco lavoro che ha svolto, di cui comunque c'è stato bisogno. Dicevo: avete respirato a pieni polmoni l'ossigeno che stava nelle vostre casse ed ora vi trovate a vivere una situazione che ci porterà a vendere (vedremo, poi, se si tratterà di vendita o di svendita) fino a 300 milioni di Euro di patrimonio di tutti. Questo, ripeto, è un atto che va molto al di là del simbolismo, ma che dimostra come voi siate messi male e come noi siamo messi male, dimostra come la Città, dal punto di vista economico e finanziario, sia in una condizione non solo di criticità, ma in una condizione molto più grave. Allora, le scelte che questa maggioranza (che, mi sembra evidente, non è altro che la semplice riproposizione delle maggioranze precedenti, forse sono cambiati soltanto qualche posto a sedere e qualche nome) opera attraverso il Bilancio non possono trovare, allo stato attuale, alcuna condivisione: votare questo Bilancio significherebbe rendersi complici di chi, molto spesso, ha ribaltato le priorità della città (ieri ne abbiamo discusso a lungo) e di chi, liberandosi di questi asset per rimediare a scelte da lui stesso operate, sarà ricordato davvero come il vero e unico responsabile di una situazione finanziaria a dir poco preoccupante. Il Bilancio, nel suo lungo percorso di illustrazione e di dibattito all'interno delle Commissioni , rappresenta anche l'occasione per capire e conoscere la reale disponibilità al dialogo con l'opposizione da parte di chi, sedendo nei banchi della maggioranza, si è assunto la responsabilità politica, ed anche morale, di condurre la città. Devo dire, con rammarico, che, anche quest'anno, temo sia chiaro che questa maggioranza, più che dialogare per condividere, desideri unicamente mostrare i muscoli e farci vedere che è molto più forte di noi, almeno nei numeri. Mi rivolgo alla maggioranza, più che all'Assessore, o almeno a quei pochi che sono presenti: non credo sia un buon segnale, ma, nelle prossime ore, alla prova del voto avrete la possibilità di smentirmi e mi auguro che ciò avvenga. COPPOLA Michele (Vicepresidente) Ringrazio il Consigliere Ravello per le parole a me indirizzate. La parola al Consigliere Carossa. CAROSSA Mario Vorrei ringraziare il Consigliere Tronzano, anche se non è presente in Aula, per il suo intervento. Queste tre ore di illustrazioni, a mio parere, potrebbero riassumersi in una battuta: "Semplicemente andando fuori a fare una passeggiata lungo i marciapiedi delle strade di Torino si potrà capire il fallimento di questa maggioranza!". Personalmente non riesco a ringraziare gli Assessori, perché questo Bilancio o la situazione del Comune di Torino non è riconducibile ad un prima o ad un dopo Peveraro (tanto per fare nomi e cognomi), Passoni o altri, ma ad uno stile politico ed amministrativo che è cominciato nel 1993, cioè quando, con il primo mandato Castellani, avete iniziato a sgovernare questa città. Quindi, da cittadino torinese non me la sento proprio di ringraziare l'Assessore Passoni - spero non me ne voglia, naturalmente - per il lavoro che ha svolto. Dovrei ringraziarlo per aver fatto quadrare qualche Bilancio che i vostri compagni, in questi anni, hanno demolito? Non mi sento di ringraziare gli Assessori presenti, ma l'unico che voglio citare è il convitato di pietra (che è sempre assente) e che è il maggior beneficiario di tutti i Bilanci del Comune di Torino: l'Assessore Alfieri. È l'unico che, in un periodo di tagli, in questo Bilancio è passato da 47.000.000 di Euro a 52.000.000 di Euro. Lui è tranquillo, perché dovrebbe presentarsi in Aula? Come dicevo prima, andando a fare un giro per la città si può capire in che situazione ci hanno portato le Giunte che si sono succedute in questi anni alla guida di Torino. È sufficiente notare i tagli applicati alle nostre scuole materne comunali (delle FISM parleremo dopo). Prima è stata citata la questione degli "assistenti sociali": credo che gli interventi precedenti di alcuni Consiglieri siano stati fatti per lavarsi la coscienza, dichiarando davanti al proprio elettorato di aver votato a favore di un Bilancio di tagli, che però riguardano le fasce più deboli della popolazione della città di Torino, perché, in effetti, si tratta di tagli ed incrementi di spesa! Nessuno cita mai una delle maggiori spese per un cittadino, cioè le strisce blu: 1,50 Euro all'ora a San Salvario, giusto per cercare di raddrizzare la situazione di un quartiere che non si può sicuramente definire positiva! Non voglio, poi, citare quanto è già stato anticipato da chi mi ha preceduto dai banchi dell'opposizione, però voglio parlare dei derivati. Pur non entrando nel merito di questo argomento - anche perché sfido chiunque a farlo, probabilmente anche l'Assessore Passoni avrebbe delle difficoltà! -, vorrei ricordare, molto banalmente, che questi debiti che avete fatto ce li porteremo avanti per molti anni e temo che si aggraveranno! Anche l'Assessore ha detto, in questi giorni di riunioni in Commissione, di non avere la certezza che la situazione non possa peggiorare ed è proprio questo il mio timore! In alcuni interventi sono stati, poi, citati i più grandi buchi neri di questo Bilancio: le Fondazioni. Continuiamo a stanziare decine di milioni di Euro per queste Fondazioni e, poi, il Consiglio Comunale non può controllare che fine fanno questi soldi. Un giorno o l'altro dovrete affrontare il discorso delle Fondazioni, non tanto per spiegarlo a noi, sarebbe molto riduttivo, ma ai cittadini torinesi, che tutti i giorni fanno i conti con i vostri tagli! Perché i tagli non vengono mai applicati alle Fondazioni? Infatti il Consiglio Comunale non può più andare a controllare ed è proprio questo il fine delle vostre Fondazioni (dico "vostre" appositamente). Sempre questa settimana abbiamo parlato (lo cito molto brevemente) dei debiti della Città di Torino verso IRIDE; trovate sempre delle giustificazioni, in questi due anni e mezzo in Consiglio Comunale ho imparato che qualsiasi cosa accada, qualsiasi cosa venga detta, voi - e naturalmente gli Uffici - siete pronti a giustificare tutto. Se lì fuori cadesse un meteorite, siete pronti a giustificarlo, a cominciare dal Segretario Generale. Questo, in fondo, mi conforta, perché, entrando qui si sa che si avranno delle certezze e delle sicurezze. Spero che un altro argomento citato negli interventi precedenti (e mi fa piacere, perché almeno rimarrà a verbale) sia stato ascoltato da quei poveri ingenui che hanno perso tante ore, e che per la maggior parte provengono dalle vostre file (ambientaliste, progressiste, della sinistra), che si erano schierati contro il grattacielo Sanpaolo, perché dicevano, correttamente (e sono d'accordo con loro), che rovinava l'estetica ed il panorama di questa città. Spero che abbiano ascoltato soprattutto gli appartenenti alla Sinistra Arcobaleno (se ancora si chiama così), che si sono schierati contro il megaprogetto di questo grattacielo. La spiegazione è stata semplicissima, l'ha fornita il Consigliere Goffi o il Consigliere Lonero, notando questi 20 o 30 milioni di Euro inseriti nel Bilancio che provengono, mi pare di capire, da oneri del costruendo grattacielo Sanpaolo. Questa è la risposta dell'Amministrazione, a cui non interessa la volontà dei cittadini, ma solamente (avrà anche ragione lei, Assessore Passoni) il Bilancio. Lo potrei capire sei lei, Assessore, fosse arrivato dalla luna e, poverino, l'avessero costretta a sedersi sulla poltrona dell'Assessore al Bilancio. Peccato che, come dicevo prima, questo Bilancio così negativo, questa situazione patrimoniale così negativa non sia nata di colpo, ma deriva da 10, 12 anni di mala amministrazione. Di mala amministrazione non fatta dalla Lega Nord, non fatta da Forza Italia o da qualche altre forze politiche, ma fatta esclusivamente da voi. Questo per dire molto velocemente perché noi abbiamo cercato, io ho cercato di ostacolare il più possibile l'approvazione di questo Bilancio; questo per spiegare e per dire a verbale il perché continuerò a cercare di ostacolare il più possibile l'approvazione di questo Bilancio. Guardate, signori, che essere commissariati in certe situazioni è meglio che continuare una situazione del genere, perché voi continuate a portare avanti una situazione di un moribondo che non può risollevarsi. Siete arrivati così in basso che, nonostante tutti gli sforzi - e questa è l'unica cosa che devo dare atto - gli sforzi suoi, Assessore, non riuscirete a risollevarlo. Purtroppo non c'è il Sindaco e volevo dirlo anche al Consigliere Tronzano che diceva: "Non so se preparami...". No, deve prepararsi, perché nel 2010 questi signori molleranno tutto, a partire dal Sindaco, e quindi saremo costretti noi... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). 2010. No, non è un refuso, 2010 e non 2011. Nel 2010 molleranno tutto e quindi noi saremo costretti per il bene della città a prendere in mano questa situazione e bisogna prepararsi assolutamente in tempo. Ultimo punto. Spero che dopo si vada a discutere veramente, domani o dopodomani, sulle questioni FISM. Mi sembra di aver capito che siano stati estrapolati dagli emendamenti due emendamenti presentati dall'opposizione. Uno, quello sulla FISM e, l'altro, quello sugli oratori. Spero che veramente si vada a discutere approfonditamente di questi due emendamenti, perché ritengo che tutto potete dirci, tranne che con la preparazione degli emendamenti che abbiamo fatto al Bilancio si sia voluto fare e avere un atteggiamento ostruzionistico. Abbiamo cercato di presentare emendamenti costruttivi, come quello che, ahimè, non avete estrapolato, relativo all'assunzione dei Vigili (che ritenevo molto importante), per provare a fare un certo miglioramento di questa ipotesi di Bilancio. Devo dire la sincera verità, perché sono abituato a dire la verità: io non ero d'accordo più di tanto con questi emendamenti tranne che su quello sulla FISM, ma non nel merito, assolutamente, perché nel merito sono d'accordo, non ero d'accordo perché ritenevo che voi doveste essere bloccati da 22.500 emendamenti ostruzionistici! Io volevo andare avanti in quel senso e, dopo aver sentito gli interventi "lavacoscienza" della sinistra che guida questa città, sono sempre più convinto di quello che volevo portare avanti, perché dovevamo bloccarvi giorno e notte per vedere se avevate la forza di portare a casa questo Bilancio. Termino, perché, a differenza di qualche mio Collega e soprattutto dell'Assessore Passoni, questi aridi numeri proprio non mi appassionano. Non riesco ad appassionarmi, perché da Consigliere Comunale, e soprattutto da cittadino torinese, ritengo molto più importante il mio "Vangelo di Consigliere" è l'elenco delle determinazioni dirigenziali che è pubblicato ogni 15 giorni. In questo elenco, che io reputo il mio Vangelo di Consigliere di opposizione, di Consigliere della Lega, c'è di tutto, c'è la vergogna di questa città! Ogni 15 giorni, si vedono centinaia di migliaia di Euro che vanno ad associazioni, associazioni amiche, associazione che sicuramente operano benissimo nell'ambito degli extracomunitari, degli zingari, di tutti quanti tranne i cittadini comuni, tranne i cittadini che lavorano, tranne i cittadini che voi, con gli interventi "lavacoscienza", dovreste difendere e tutelare! Centinaia di migliaia di Euro che escono ogni 15 giorni! E poi l'Assessore Passoni parla (ed è per questo che non me la sento di ringraziarli, perché sono loro responsabili di tutto questo) di tagli e quant'altro, parla di cercare di raddrizzare la difficile macchina comunale e il Bilancio della Città di Torino! Basterebbe che interveniste su queste cose. Ogni 15 giorni ci sono centinaia di migliaia di Euro che potrebbero essere risparmiati, che potrebbero essere utilizzati per realizzare cose più utili per i cittadini torinesi, iniziando per esempio da quello con cui è iniziato questo intervento brevissimo, dai marciapiedi della città di Torino, dalle strade della città di Torino, dai pullman della città di Torino! Ma questo, è vero, a voi a non interessa. A voi interessano le fondazioni, a voi interessa il grande capitale, a voi interessano i salotti buoni. Le uniche persone che ringrazio i revisori dei conti, perché effettivamente ritengo che facciano il loro lavoro, non che gli altri non lo facciano correttamente, ma ritengo veramente che lo facciano bene. I revisori dei conti sono costretti, in tanti casi, a dover certificare ed accettare determinate cose che magari non certificherebbero se fossero al di fuori di quest'Aula. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Cassano. CASSANO Luca Spero di poter vedere un giorno il Consigliere Carossa al posto dell'Assessore Passoni, vista la suggestione da lui proposta sulle elezioni del 2010 e del 2011. Parafrasando invece la metafora del Consigliere Goffi (che purtroppo non vedo in Aula) che vede nell'Assessore Passoni il burattinaio di questo Bilancio e prendendola per buona, potremmo aggiungere alla suggestione che questa non è sicuramente una manovra ispirata al principio di "paga Pantalone" - per usare l'espressione amata dal Consigliere Carossa - nobile maschera del teatro veneziano. È difficile intervenire su un tema e su una discussine in cui, in questa sede, spesso abbiamo avuto la sensazione di recitare un ruolo da comparsa, perché nel Bilancio di scelta obbligata la possibilità che le assemblee elettive intervengano fattivamente è spesso relegata a meri atti di indirizzo, che anche nei prossimi giorni ci troveremo a dover discutere e votare. L'unico strumento in nostro possesso è certamente quello di attivare percorsi di partecipazione diffusa all'interno delle città non tanto per giustificare le nostre scelte, ma per uscire da un isolamento che rischia di relegare la nostra presenza ad un ruolo meramente testimoniale e rischia appunto di svuotare di senso la delega ricevuta dai cittadini torinesi sempre più leggera. Penso al modello, più volte citato, spesso anche a sproposito, di Porto Alegre e del suo Bilancio Partecipativo, ovvero un processo di democrazia diretta attraverso cui i cittadini scelgono autonomamente, ogni anno, dove investire le risorse del Municipio. In questa direzione, Sindaco, ho la speranza che anche il ruolo delle Circoscrizioni possa essere rivisto in questa chiave e che possano aiutarci nei prossimi mesi a costruire un modello che le riabiliti nella funzione di decentramento amministrativo e che aiuti noi tutti ad amministrare al meglio, avvalendoci della collaborazione dei nostri concittadini. Al proliferare delle Fondazioni (su cui molti Consiglieri sono intervenuti oggi), che, seppur con intenti diversi, popolano la nostra città, minando la nostra rappresentanza, non possiamo che rispondere con una partecipazione che restituisca un po' di dignità al ruolo di Consiglieri che abbiamo in questa sede. Lo diceva l'Assessore Passoni nella sua Relazione: "Il contesto economico locale e nazionale rende i margini di manovra sempre più stretti anche per chi riveste incarichi esecutivi e si assume l'onere di governare il Bilancio e le criticità ereditate dal passato.". La nostra partecipazione a questa Giunta, come hanno detto già altri Colleghi, è una partecipazione non passiva, ispirata ad un principio di lealtà alla maggioranza nel suo complesso e all'azione nell'interesse della collettività torinese. Non siamo qui per rendere conto a lobby o potentati economici, gruppi di potere o grandi elettori. Abbiamo, a differenza di altri, il dovere di rappresentare e sentiamo la responsabilità di rendere conto e di rispondere ai bisogni collettivi che la nostra comunità esprime del lavoro dipendente precario, delle famiglie torinesi e dei disoccupati, degli studenti e di tutti quei soggetti deboli che il welfare comunale tenta sempre più faticosamente di raggiungere. Una delle sfide principali ad attendere la nostra Amministrazione è proprio quella dell'estensione dei diritti e delle possibilità di agire sul malessere sociale, e da qui credo si debba ripartire. Negli ultimi giorni e nelle fasi conclusive di questo Bilancio, già si profilano i temi all'orizzonte; le trasformazioni urbanistiche, ad esempio, già citate da altri Consiglieri. In un contesto di scelte obbligate e di riduzione dei trasferimenti statali, il rapporto con gli investitori privati non può che essere interpretato non tanto nell'ottica delle grandi opere cittadine, quanto dello sviluppo ragionato e indirizzato alle necessità preminenti e dei bisogni inespressi. Il documento sulle linee guida urbanistiche dovrà partire dalla condizione di Bilancio e dalle carenze nelle politiche abitative, che alimentano spesso una guerra tra esclusi (l'abbiamo visto anche ieri nel dibattito sulla deliberazione presentata dai tre Assessori della Giunta). Nondimeno, ci preoccupano il futuro di ATC e la gestione del patrimonio pubblico di alloggi, piombato nell'attualità con gli articoli dei giornali in questi giorni, anche in vista del rinnovo della convenzione con ATC. Sul tema delle Partecipate, invece, mi sento di dissentire dal Consigliere Goffi, che propone la vendita di buona parte delle Società Partecipate e delle partecipazioni del Comune, per fare cassa. La centralità del ruolo pubblico del nostro Comune e dei cittadini torinesi nel capitale di aziende, come GTT, è ancora un valore aggiunto da non disperdere. Mi associo anche io - termino - ai ringraziamenti per gli Uffici coinvolti in questa manovra di Bilancio, agli Assessori presenti quest'oggi e all'Assessore Passoni. Al Presidente Cuntrò va il nostro riconoscimento nell'avere garantito le prerogative del Consiglio nella gestione della Commissione, sia alla maggioranza che all'opposizione. Infine, permettetemi di fare un ringraziamento non retorico e non formale all'opposizione di questo Consiglio, non per il ridotto numero degli emendamenti che ci troveremo a discutere e a votare nelle prossime ore, ma per avere consentito a noi tutti di approfondire materie ed argomenti di Bilancio interessanti, su cui diversamente sarebbe prevalsa la voglia di approvare un po' distrattamente e nel minore tempo possibile la Manovra Economica 2008. Grazie. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Cantore. CANTORE Daniele Avrei voluto intervenire dopo il Presidente Cuntrò; mi permetto di farlo prima e le chiedo scusa in anticipo. Volevo collegarmi a quanto detto dal Consigliere Cassano. Mi pare che, quest'anno, da parte dell'opposizione, ci sia un'inversione di atteggiamento, che ritengo molto importante. È vero, nei 250 emendamenti che abbiamo presentato ci sono alcuni emendamenti ostruzionistici, però ce ne sono altri che, invece, entrano del merito. Ricordo Bilanci degli anni scorsi, dove, in realtà, c'era una corsa verso gli emendamenti ostruzionistici, e mi pare che questo cambiamento di atteggiamento dell'opposizione vada nella direzione non solo di un nuovo clima in Consiglio Comunale, ma anche di un rapporto diverso tra opposizione e maggioranza. Fermo restando che noi siamo opposizione e voi siete maggioranza, non c'è nessuno intento, mi pare da ambedue le parti, di giungere al cosiddetto "inciucio", tra virgolette, però penso che una nuova dialettica e anche un'opposizione che si sforza (anche se con difficoltà, non solo di capacità - voglio essere franco -, ma anche di conoscenza e, nello stesso tempo, in alcuni casi, con difficoltà politica) di essere propositiva, penso che sia un elemento di arricchimento della Sala Rossa. Ritengo che, Consigliere Carossa, l'Assessore Passoni sia, comunque, da ringraziare, perché nelle sue Relazioni (ormai, noi ne abbiamo vissute mi pare due, se non tre) non ci sono solo delle aree di conti e numeri, ma vengono sempre arricchite da dotte citazioni. Non dico questo in modo ironico, però mi pare anche un modo diverso di affrontare il tema del Bilancio, che, molte volte, invece, dimostra davanti a sé una certa aridità. Sono d'accordo con il Consigliere Carossa che, invece, nel merito non possiamo ringraziarlo e nemmeno essere d'accordo. Nonostante l'abbiano già fatto molto bene i Colleghi che mi hanno preceduto, voglio brevemente ricordare alcune cose, che sono già note, per poi arrivare, se mi permette, ad una provocazione finale. Questo Bilancio esce con un notevole indebolimento dell'equilibrio economico: il Comune, di nuovo quest'anno, come negli altri anni, raggiunge l'equilibrio economico grazie alle spese correnti; si vuole che, in una sana gestione del Bilancio, l'equilibrio economico non venga raggiunto con le spese correnti, ma che questa gran parte delle entrate venga destinata ad investimenti. Come ha già ricordato il Consigliere Ventriglia, ciò non avviene in questo Bilancio: abbiamo gli oneri di urbanizzazione di Euro 57.000.000, l'avanzo di Amministrazione del 2007 di Euro 20.000.000, le plusvalenze da dismissioni patrimoniali di Euro 40.000.000. Insomma, tutte queste voci, ma, soprattutto, quelle degli oneri di urbanizzazione (che ci rendiamo conto siano aumentate grazie al grattacielo del Sanpaolo, e non voglio dare una valutazione né negativa né positiva, ma dire che noi abbiamo votato a favore di questo insediamento), che dovrebbero andare ad investimenti, in realtà, servono per sanare il Bilancio e portarlo ad equilibrio. Riteniamo che questo non sia corretto, soprattutto in termini così crescenti. Vorrei ricordarle che l'avanzo derivante dall'Esercizio del 2006, nel corso del 2007 è stato quasi totalmente applicato al finanziamento delle spese correnti, pari al 94,1%. Solo il 5,9% è andato ad investimenti. Penso che questo la dica lunga sul fatto che c'è, obiettivamente, uno squilibrio (penso che lo possiate riconoscere anche voi). Mi rendo conto delle difficoltà che ci sono nella gestione dell'Amministrazione Comunale, quindi anche nella gestione della spesa corrente, però, obiettivamente, un equilibrio diverso, forse, renderebbe più praticabile questa città. Vorrei anche ricordare che questi oneri di urbanizzazione, che, quest'anno, si sono incrementati, arrivando a Euro 57.000.000, sono impiegati per l'intera entità a finanziare la spesa corrente; lo scorso anno, invece, solo il 75% degli oneri di urbanizzazione sono andati sulla spesa corrente e il rimanente 25% è andato sugli investimenti. Possiamo ricordare - lo facciamo ogni anno - anche l'aumento dell'indebitamento da parte del Comune. Vorrei ricordare all'Assessore che, quest'anno, c'è un maggiore indebitamento di Euro 105.000.000; infatti, tra rimborsare i prestiti per Euro 1.066.000.000 e stipulare nuovi prestiti per Euro 1.171.000.000, c'è una differenza di Euro 105.000.000, e questo aumento dell'indebitamento (e ogni anno, ovviamente, c'è un incremento) comporta ad ogni cittadino, compresi i bambini, un debito di 3.289 Euro per prestiti che il Comune dovrà rimborsare nei prossimi anni. Mi rendo conto che questa possa essere una cantilena rievocata ogni anno, ma di fatto questo aumento dell'indebitamento ricade sui singoli cittadini. C'è anche un costante aumento degli oneri finanziari, che mi pare corrisponda al 10,68% (quindi un altro elemento negativo), ma soprattutto - e su questo abbiamo presentato emendamenti di merito -, abbiamo verificato che c'è stata una riduzione della spesa sulla sicurezza e sulla funzione della Polizia Locale pari al 3,8% (i nostri emendamenti tentano di rimediare a questa riduzione), una spesa per gli investimenti relativi al turismo ridotta del 35,98% e, se non erro, gli interventi sul piano sociale vengono addirittura dimezzati con un taglio del 47,65%. Arriviamo all'annosa e ripetuta problematica delle multe. So che ogni anno disquisiamo se l'aumento delle multe serva a far cassa o a coprire la spesa corrente, ma sta di fatto che, quest'anno, ogni cittadino paga 74 Euro di multe. Mi è stato spiegato - voglio farne tesoro, perché le polemiche sterili non servono - che l'aumento di quest'anno comprende anche un recupero di multe precedenti non ancora pagate e quindi va a coprire un eventuale mancato introito di multe degli anni precedenti, ma sta di fatto che in questa città rimane l'immagine che la Polizia Municipale venga utilizzata solo per fare multe. Sono convinto che non sia così e devo fare un plauso all'opera della Polizia Municipale, sia sul piano della sicurezza (nonostante la scarsa dotazione di mezzi in passato), sia per quanto riguarda il nucleo speciale che interviene sui campi nomadi. Devo dire che ci sono stati degli interventi molto qualificati, però il sentire collettivo dei nostri concittadini è che, di fatto, la Polizia Municipale si occupi solo delle multe. Penso che questo non sia solo percepito e che sia importante dare un'immagine diversa, facendo in modo che gli introiti dalle sanzioni (perché non ci sono solo multe che riguardano la viabilità o il traffico, ma sanzioni più in generale) non vadano, come sempre, a coprire solo la spesa corrente, ma che si possano avere anche degli importanti investimenti in tema di sicurezza all'interno della città. Il Consigliere Ventriglia ha già citato il problema dei grandi investimenti e delle grandi opere che paiono non esserci in questo Bilancio, ma, dopo questo breve excursus, arrivo alla mia provocazione. Assessore, in questo Bilancio, che quest'anno non è riuscito a portare a base zero, come si era ripromesso negli anni passati, fotografiamo, da una parte, una contrazione della spesa sulla sicurezza, sulle situazioni sociali e sull'immagine della città (questi sono i capitoli più importanti che ho citato) e, dall'altra, un mantenimento della spesa corrente e della spesa in conto capitale per quanto riguarda la cultura. Non voglio fare una polemica ad personam, perché non ho niente contro l'Assessore Alfieri e non vorrei essere male interpretato, ma non comprendo come mai, di fronte a questa situazione difficile, di lacrime e sacrifici, del Comune di Torino (come di tutti gli Enti Locali in Italia), lei, Assessore, non abbia fatto una scelta netta. Voglio spiegarmi con grande chiarezza e, anche se potrà sembrare strano che questa proposta arrivi dai banchi di Forza Italia, penso che, essendo il nostro un partito popolare, si possano anche proporre delle scelte che vadano in questa direzione. Siamo in una situazione di difficoltà e condivido quanto detto dal Consigliere Carossa sugli sprechi e non voglio ritornarci, ma facciamo una scelta: non dico che si debba tagliare la cultura e non ritengo che la cultura sia inutile, anzi, ha fatto fare dei passi in avanti alla città, ma proprio da lei, Assessore, ci aspettavamo una scelta più netta che obbligasse tutti gli Assessori ad un "dimagrimento", ma soprattutto coloro che non intervenivano direttamente sulla situazione di difficoltà dei nostri concittadini. È vero che, per quanto forse non in modo eccessivo, viviamo comunque in una situazione di insicurezza e quindi è importante investire sulla sicurezza. Penso che questo aspetto sia ormai nel sentire comune; addirittura i sondaggi di Mannheimer per "Porta a porta" dimostrano quanto questo sia sentito, ma non voglio dare troppa autorevolezza a questi sondaggi. Assessore, c'è una situazione sociale di difficoltà; continuiamo a dirci che non si riesce ad arrivare a fine mese, che per molte famiglie è difficile mandare i bambini a scuola: allora, interveniamo in questa direzione o riteniamo che questi problemi non esistano e continuiamo sull'impostazione precedente? Penso che un ulteriore taglio alla Cultura potesse essere fatto, mentre qualcuno ha detto che l'Assessore competente avrebbe addirittura aumentato la sua dotazione e in questo vedo una contraddizione: se dobbiamo fare sacrifici, chiediamo alla Giunta e a tutto il Consiglio di farli; non teniamo due velocità, nel senso che chiediamo dei sacrifici, magari interveniamo sul turismo (anche questa mi pare una contraddizione, perché si è sempre detto che dovevamo continuare la vicenda olimpica nel postolimpico, ma questo non sta avvenendo) e lasciamo che esistano ancora delle manifestazioni, delle associazioni che hanno ricevuto il contributo dell'Amministrazione Comunale che per quest'anno potrebbero essere superate, per riproporre questi finanziamenti il prossimo anno. Vedo la contraddizione, signor Sindaco, anche nell'impostazione dell'operato della Giunta: mi rendo conto che sia difficile far dimagrire gli Assessori, ma qualche volta è opportuno imporsi. Mi rendo conto che la mia sia una provocazione politica ed amministrativa: non si riesce a far dimagrire gli Assessori e a dare le priorità che sono convinto lei, Assessore, per la sua appartenenza politica, abbia in mente e che in parte posso condividere, ma allora faccia un Bilancio a base zero, consideri solo le spese obbligatorie per ogni Assessorato e, dato che in questi anni ci avete abituato a fare tante fondazioni - tema già affrontato - non dico di farne un'altra, ma creiamo un fondo che rimanga a disposizione della Giunta e del Consiglio Comunale. Sono consapevole che a questo fondo si potrà attingere solo con delle variazioni di Bilancio, ma questo darebbe anche un maggior ruolo al Consiglio Comunale; inoltre, questo fondo diventerebbe un fondo di rotazione: alias, Assessore e Sindaco, confrontandovi con il Consiglio Comunale, garantireste le spese obbligatorie e ogni volta ci proporreste su quale settore intendete investire. Quello sarebbe veramente un Bilancio a base zero, che veramente farebbe dimagrire tutti gli Assessori, perché potrebbero disporre nulla più del necessario per le spese obbligatorie e insieme, nella logica che il Sindaco da anni auspica di un contributo e di un confronto all'interno del Consiglio Comunale, potremmo alleggerire il Sindaco e l'Assessore Passoni dell'incombenza di dire "no" a qualche Assessore, perché potremmo farlo tutti insieme in Consiglio Comunale. Mi rendo conto che possa essere una provocazione, ma non la vedo lontanissima dal modo di pensare dell'Assessore Passoni che, magari, qui non potrà esprimere nella sua completezza, perché deve far capo ad una maggioranza, ma certamente, se si vuole un Bilancio a base zero per affrontare i veri bisogni della nostra città, penso che si debba seguire, se non questa, comunque, una strada simile a questa. COPPOLA Michele (Vicepresidente) Dichiaro concluso il dibattito generale sul Bilancio. |