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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 26 Maggio 2008 ore 15,00
Paragrafo n. 9

Comunicazioni del Sindaco su: "- Morte di Hassan Nejl al CPT di corso Brunelleschi
- colloquio del Sindaco con sottosegretario agli interni Davico"
Interventi

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Sindaco.

SINDACO
Per quanto riguarda la morte della persona detenuta al Centro di Permanenza
Temporanea, non ho molto da aggiungere a quanto è già ufficialmente noto, perché, da
una parte, vi è la versione che mi è stata confermata poco tempo fa dal Prefetto, quindi
quella ufficiale, che avete conosciuto attraverso i giornali, secondo la quale ci sarebbero
stati contatti tra gli addetti alla Sanità presso il CPT, prima, attorno alle 9.00, poi,
attorno alle 23.00, e, successivamente, non c'è stato più alcun contatto e alcuna richiesta
di intervento fino al mattino, quando, purtroppo, la persona è stata trovata deceduta. Ci
sono, al contrario, testimonianze di altri detenuti che riferiscono una versione diversa.
La Procura della Repubblica ha ritenuto di aprire un'inchiesta, ordinando un'autopsia.
Credo che non ci sia altro da dire; seguiamo l'evoluzione dell'inchiesta della Procura e,
se dovessero emergere comportamenti colposi, omissivi, di qualunque tipo, è ovvio che,
secondo le regole vigenti in qualsiasi luogo (sia esso di detenzione o meno), se ci sono
dei colpevoli, questi dovranno essere perseguiti.
Quindi, seguiamo attentamente l'evolvere della situazione, ma senza far diventare
questo episodio un caso politico, perché mi pare che tutto questo, con la discussione sul
CPT, sul prolungamento o meno del periodo di detenzione delle persone (su cui ognuno
ha le proprie idee), non c'entri assolutamente nulla.
In merito alla questione della visita del Sottosegretario Davico, da una parte, lo
ringrazio nuovamente per l'attenzione che ha voluto prestare, così come il Ministro
Maroni, perché - credo non casualmente - la richiesta di incontro è avvenuta circa
mezz'ora dopo che avevo fatto una dichiarazione ANSA, in cui chiedevo al Ministro
Maroni una risposta alla richiesta fatta da me e dal Presidente della Provincia Saitta che,
anche a Torino, si insediasse il Commissario straordinario per la gestione della
situazione dei campi nomadi.
Durante l'incontro, abbiamo fatto un quadro molto dettagliato (che il Sottosegretario ha
apprezzato, e l'ha detto pubblicamente) sulla situazione dei vari campi nomadi,
autorizzati e non autorizzati, sulla presenza di minori e non, di persone che lavorano, e
così via.
Il Sottosegretario Michelino Davico ha avuto modo di dirci (era presente anche il
Presidente Saitta) che, allo stato, la figura del Commissario è ancora impregiudicata, nel
senso che, se non sbaglio, domani o dopodomani, dovrebbe esserci una riunione per
definirne compiutamente lo status e le eventuali risorse da appostare specificamente per
quello scopo. Infatti, noi abbiamo ribadito la richiesta del Commissario, che però non
era finalizzata tanto all'avere la figura in sé del Commissario, ma all'avere la città
considerata in caso, per questa questione specifica della gestione dei campi nomadi, vi
fosse uno stanziamento di risorse specifico e utilizzabile (ovviamente, in rapporto al
peso che il fenomeno ha nella nostra città, rispetto ad altre) e ove si decidesse di
assegnare delle funzioni straordinarie, che consentissero di intervenire più
efficacemente di quanto si possa intervenire coi poteri ordinari.
Il Sottosegretario ci ha garantito che ci sarà attenzione su questi aspetti e si è impegnato
ad organizzare al più presto un incontro tra il sottoscritto ed il Ministro Maroni. Inoltre,
ha ribadito l'impegno del Ministro Maroni a istituire nuovamente il Tavolo delle Città
Metropolitane. Pertanto, penso di poter dire che il Governo segue con attenzione la
situazione della nostra città, ma che non ha ritenuto vi siano quei segnali di emergenza
che, invece, ha rilevato in altre città, come Milano, Roma e Napoli, in considerazione di
episodi ben precisi avvenuti in quest'ultimo periodo che hanno indotto il Governo a
dare un segnale, prima di tutto simbolico, con la propria presenza; cosa che non ha
ritenuto di dover fare a Torino, segno di una valutazione diversa e meno preoccupata
della questione nomadi nella nostra città.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Ghiglia.

GHIGLIA Agostino
Ringrazio il Sindaco per aver ceduto alla richiesta di comunicazioni, anche se devo dire
che avrei tenuto disgiunti i due temi, perché, secondo me, la tragedia di una morte in un
CPT non ha nulla a che fare con la questione più generale dell'ordine pubblico a Torino
e dico en passant che non condivido il fatto che vogliate risparmiare i tempi sulle cose
serie, ma i Capigruppo sicuramente hanno deciso ciò che era meglio per tutti noi e per il
dibattito.
Sindaco, ogni settimana di più merita anche il mio plauso per la sua incredibile duttilità
e polimorfismo; lei è veramente… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Una faccia
tosta, l'ha detto lei! Lei è veramente poliforme! Giano Bifronte le fa un baffo! Quando
ho chiesto il Commissario, lei ha detto che a Torino il Commissario non serviva; dopo
due giorni ha detto che il Commissario serviva e si è portato dietro anche il buon Saitta,
che bisogna farlo parlare su qualcosa, perché l'anno prossimo ci sono le elezioni
provinciali e bisogna dargli un po' di platea; poi il Sottosegretario Davico, appena
entrato in carica, ha detto che per il momento il Governo non ritiene che a Torino serva
il Commissario, ma noi la pensiamo in maniera assolutamente opposta e lo dico anche
per una questione di coerenza: siamo stati i primi a chiederlo e riteniamo che sia giusto
che a Torino ci sia. È evidente che non possiamo sempre fare paragoni con realtà
assolutamente diverse. Il fatto che a Napoli e a Roma la situazione sia peggiore è dovuto
anche ad una questione di proporzioni: Torino è una città decisamente più piccola
rispetto ad altre realtà e quindi è evidente… (INTERVENTO FUORI MICROFONO).
Rispetto a Roma ed ai problemi di Napoli, ma non vorrei allargare troppo il discorso.
Secondo noi, il Commissario sarebbe stato utile e non soltanto per avere dei poteri
straordinari. Speriamo che il Governo ci ripensi o che la situazione migliori a tal punto
da non renderlo più necessario. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, non ho
nessun potere, chiedo le cose e valgo uno… (INTERVENTO FUORI MICROFONO).
Si, facevo critiche a Pisanu, si figuri se non le faccio a Maroni; sono convintissimo e
quindi continuo a farle, ma non importa chi vince o chi perde, l'importante è che il
problema si risolva, perché vorrei che in questa città ci fosse qualcuno che sanzionasse,
ad esempio, il cattivo uso che si fa dei fondi pubblici sul tema nomadi.
Voi, ad una nostra interrogazione, avete risposto che il 50% dei bambini che
frequentano i campi nomadi non sono scolarizzati e questo sarebbe causa di esclusione
delle famiglie dai campi, ma nessuno ne ha mai cacciata neanche una e questo
Regolamento vige da circa 15 anni! Per non parlare di tutti i soldi che vengono investiti
- si fa per dire - in mediazioni culturali inesistenti, nel combattere lo sfruttamento
minorile, la prostituzione e la descolarizzazione, o in questo fantomatico Nucleo
Nomadi dei Vigili Urbani che non abbiamo mai capito a che cosa serva, piuttosto che in
un'attività seria e continua per combattere lo sfruttamento di bambini nomadi nelle
strade: attività che, oggettivamente, non esiste e basta girare per le strade per
accorgersene!
Quindi, riteniamo che un Commissario ad acta per controllare quello che non fate sulla
questione nomadi sia indispensabile, anche perché non è che questa posizione, Sindaco,
vi assolva, perché avete delle competenze: i quattro campi nomadi di Torino, la cui
sorveglianza è demandata a voi (all'Assessore Borgogno e alle squadre della Polizia
Municipale), sono in sovrannumero cronico, vedono fiorire come funghi (soprattutto
adesso che piove) microinsediamenti abusivi e vedono una situazione nomadi a Torino
che non è assolutamente normale, tant'è che i torinesi non sono così convinti né
soddisfatti e se il Governo dice una cosa, non è che le sue responsabilità dirette vengano
meno!
Quindi, lei, anche con la legge attuale, senza superpoteri, senza la nocciolina di Super
Pippo, dovrebbe consentire un migliore controllo dei campi, una regolamentazione
stringente e rigorosa degli accessi, dei tempi di permanenza della scolarizzazione dei
bambini, ma anche soltanto del controllo delle automobili di questi nuclei a reddito zero
che viaggiano su macchine fuori serie che costano centinaia di migliaia di Euro! Questi
sono tutti compiti che, con la legge ed i Regolamenti vigenti, senza inventarsi nulla di
nuovo, l'Amministrazione Comunale potrebbe fare. È per questo che la ringrazio per le
comunicazioni e credo che ci sarà un Tavolo sulla Sicurezza presso il quale, con
maggiori particolari, probabilmente ci potrà illustrare l'attività della Città sul tema
sicurezza e sulla questione nomadi, però, riteniamo che, ad oggi, il problema sia ben
lungi dall'essere affrontato e, soprattutto, risolto.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Zanolini.

ZANOLINI Carlo
Vorrei solo fare un commento sulla tragedia avvenuta nel CPT, perché ci piacerebbe che
i CPT non fossero una zona franca, in cui non si sa che cosa succeda all'interno o
perlomeno che la Città non ne sia cosciente.
Secondo il mio modesto parere, la Città dovrebbe interagire con i CPT, poiché, da un
lato, essi insistono sul territorio cittadino e, dall'altro, sono funzionali, nel bene e nel
male, all'organizzazione della società comunale; pertanto, penso che, sia come
amministratori che come cittadini, dovremmo essere maggiormente informati su quanto
capita all'interno di questi centri. Ritengo che ci debba essere maggiore trasparenza e mi
riferisco in particolare al fatto che - anche se ci penserà la Magistratura - bisognerà
capire che cosa sia accaduto a questa persona, perché può anche darsi che sia deceduta
per cause non prevedibili, però lo vorremmo sapere.
Il dramma della morte di una persona è grandissimo, ma ricordo che nell'estate di due
anni fa è avvenuta un'altra tragedia - anche se non paragonabile a questa -, che
riguardava l'abbattimento degli alberi presenti in quell'area. Si trattava di alberi
secolari, che non solo avevano una funzione estetica, ma durante l'estate servivano
anche per riparare dal sole cocente coloro che erano trattenuti nel CPT. All'epoca, ad
una mia domanda, era stato risposto che quella era zona franca, che il Comune non
poteva intervenire ed i cittadini che avevano visto l'abbattimento di questi alberi
secolari avevano protestato, chiedendoci, come al solito, che cosa stesse succedendo.
Secondo me, bisognerebbe cercare di dialogare maggiormente per capire che cosa
succeda all'interno del CPT sia nell'interesse della Città, sia per chi è trattenuto al suo
interno ed anche nell'interesse dell'ambiente che, purtroppo, in quella zona è pessimo.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Gallo Domenico.

GALLO Domenico
Innanzitutto, mi permetto di esprimere un sentimento d'umana pietà per la morte di
quest'uomo, perché comunque stiamo parlando di un uomo, con la sua storia
drammatica, di cui non conosciamo nulla. Perciò, come giustamente diceva il Sindaco,
ritengo che, prima di esprimere un giudizio, occorra attendere gli esiti dell'autopsia per
poter valutare l'accaduto; sicuramente, sarà la Magistratura a dover fare chiarezza e,
qualora vi fossero dei responsabili, dovranno essere individuati e perseguiti.
Ho fatto questa premessa, perché m'interessava precisare che non esiste alcuna volontà
di farne un caso politico, signor Sindaco, però vi è una questione politica aperta, cioè la
vicenda dei CPT. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). È aperta a prescindere,
infatti, ma ci tenevo a precisarlo.
Siamo di fronte ad un drammatico episodio, che credo dimostri la disumanità di un
luogo, comunque, di detenzione, perché questo è. Noi auspicavamo, invece, una diversa
configurazione e funzione dei CPT, cosicché potessero diventare una sorta di centro di
servizi per i temi dell'immigrazione.
Ho detto che si tratta di una vicenda politica aperta, anche alla luce delle nuove
posizioni del Governo Berlusconi, il quale si pronuncerà sulla vicenda con disegni di
legge, a partire dal reato d'immigrazione clandestina; quindi, sulla base di questa novità,
vorremmo comprendere quale possa essere la funzione dei CPT.
Siccome il reato d'immigrazione clandestina prevede che la persona colta in flagrante
finisca in carcere, a quel punto, credo sia dimostrata l'inutilità dei CPT e vorrei anche
capire quante carceri occorreranno nel nostro Paese e quante migliaia di processi
dovranno essere svolti su questo tema, nei tribunali italiani.
Ebbene, vedremo che cosa accadrà, come verificheremo se questo modo di procedere -
peraltro discutibile, dal mio semplice e modesto punto di vista - porterà tutti ad essere
più sicuri, oppure se toglierà risorse importanti per interventi più efficaci (quali, ad
esempio, il rafforzamento delle forze dell'ordine e il loro coordinamento per controllare
il territorio), o se mancheranno risorse per i progetti di riqualificazione delle aree.
Non vorrei che tutta quest'operazione legislativa, poi, possa spostare risorse verso una
situazione che - credo - potrebbe diventare incontrollabile.
Alla luce di quanto detto, non comprendo neppure l'allungamento dei termini di
detenzione fino a 18 mesi, poiché renderanno sicuramente ingestibili strutture di quel
tipo; inoltre, per quanto riguarda la vicenda dei Rom, penso che, anche in questo caso,
lo stesso Governo abbia riconosciuto che a Torino non esista un'emergenza,
contrariamente a quanto affermato dal Consigliere Ghiglia.
Staremo a vedere; da parte mia, penso che non siamo di fronte ad un'emergenza, ma che
si stia ingigantendo un problema che certamente esiste, con tutte le sue difficoltà e le
sue complicazioni, ma che dev'essere affrontato, secondo me, con misure ordinarie e
senza ricorrere all'uso della forza. Lo stesso Governo - ribadisco - ha riconosciuto prima
che non esiste, a Torino, una situazione di emergenza.
Abbiamo discusso sul tema dei Rom qualche settimana fa e, in quell'occasione, mi sono
permesso di dire che ritengo che la vicenda possa essere gestita con la creazione di
piccoli nuclei familiari, i quali potrebbero essere più controllati e più facilmente
gestibili, anziché concentrare tutti in campi molto numerosi.
Penso che debba prevalere il buonsenso, senza ingigantire l'allarmismo che già regna
nelle città italiane, perché alcuni episodi accaduti dimostrano proprio come il pericolo di
un'esagerazione sul tema possa portare a situazioni di xenofobia, come dimostrato
anche da ciò che è accaduto ieri, a Roma.
Quanto è avvenuto a Roma, infatti, ha dimostrato chiaramente che l'allarmismo può
provocare situazioni molto pericolose che, poi, diventeranno incontrollabili anche per il
Governo nazionale; quindi, da questo punto di vista, invito alla riflessione pure i
Colleghi dell'opposizione: non gettate benzina sul fuoco, poiché credo che possa essere
pericoloso anche per voi!

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Cantore.

CANTORE Daniele
Fortunatamente, signor Sindaco, è arrivato il Sottosegretario agli Interni, Michelino
Davico!
Premetto che, così come non abbiamo fatto sconti al Governo nei confronti del quale lei
si riconosceva, non lo faremo neppure nei confronti del nostro.
Ci fa piacere che, sabato, il Sottosegretario agli Interni Michelino Davico sia venuto a
Torino ed abbia detto alcune cose, ma vorrei riportare il Sindaco su un altro
ragionamento, al quale non può sfuggire: innanzitutto, dobbiamo considerare le
esigenze della nostra città - quindi, l'interlocuzione con il Governo, di qualsiasi colore
sia, dev'essere seria e, se necessario, anche dura - e non ci servono Ministri o
Sottosegretari che vengano a tranquillizzarci.
Noi, Consigliere Gallo, non abbiamo l'abitudine di buttare la benzina sul fuoco, ma
nemmeno ci servono - dico in generale - Sottosegretari o Ministri, i quali vengano a
dirci che va tutto bene e, soprattutto, signor Sindaco, non ci piace che anche lei si
compiaccia di un Sottosegretario che, forse - è sempre ipotetico -, arrivando da Cuneo,
non ha ben presente la situazione torinese. (INTERVENTI FUORI MICROFONO). Io e
molti Colleghi non veniamo da Cuneo.
Lei, però, avrebbe potuto spiegargliela, perché, 15 giorni fa, ha chiesto più poteri o, in
alternativa, il Commissario anche a Torino; siccome l'ha dichiarato sugli organi di
informazione torinesi ed in televisione, non riesco a capire come mai, in questi giorni, si
sia ricreduto.
Voglio spiegarmi meglio: anche noi siamo consapevoli che, probabilmente, la
situazione di Torino sia un po' diversa da quella di Roma, Napoli e Milano, però, non
vorremmo ricadere in una situazione, già vista con governi di diverso colore politico,
per cui Torino venga considerata di serie B.
Questo è il vero problema che, peraltro, lei stesso aveva fatto trasparire nelle sue
dichiarazioni.
Di fronte ad un Ministro degli Interni, il quale diceva: "Vogliamo affrontare
l'emergenza di Milano, Roma e Napoli", lei aveva detto: "Non vogliamo essere esclusi
da questa partita, perché, se non c'è emergenza - l'ha ripetuto sugli organi di
informazione in questi giorni -, siamo in una situazione borderline e allora vogliamo
ricevere la stessa attenzione da parte del Governo".
Chiediamo che ciò avvenga. Non ci bastano le parole, per dire che Torino non è come le
altre città!
Non vorremmo arrivare alla situazione limite; invece, vorremmo che, stavolta, questo
Governo - e lo dico al Governo che mi rappresenta politicamente - sia efficace ed
efficiente e non dimentichi (com'è avvenuto in passato) la città di Torino, poiché, se è
vero che non siamo ancora oltre la soglia, ci siamo comunque vicini, come ci hanno
dimostrato gli episodi che si sono verificati!
Perciò, signor Sindaco, ritengo che non si possa chiudere la vicenda "Commissario sì-
Commissario no" solamente con l'incontro di sabato con il Sottosegretario agli Interni,
perché riteniamo che debba essere approfondita.
Peraltro, le garanzie che le sono state date riguardano un Tavolo per la Sicurezza che,
finora, è stato disatteso. Ho visto con piacere che lei ne ha convocato un altro a livello
locale, insieme al Prefetto; in quella sede, potremo verificare - glielo dico io - sia quanto
non ha fatto il precedente Governo, sia le intenzioni di questo Governo, ed io, in quanto
rappresentante del Gruppo Forza Italia-Popolo della Libertà, la invito ad incalzare il
Governo (in occasione del Tavolo per la Sicurezza, che mi pare sia stato fissato per il 6
giugno) e a venirci poi a riferire le risposte che quest'ultimo intende fornire, non solo
sul commissariamento (sentendo il Primo Ministro e il Ministro Maroni), ma anche
sulla prosecuzione del Patto per la Sicurezza, stipulato ormai un anno e mezzo or sono.
Mi pare che, per quanto riguarda i CPT, non vi sia molto da aggiungere a quanto scritto
e detto in questi giorni.
Ritengo necessaria una doppia attenzione su questo problema, nei confronti di coloro i
quali si trovano nei centri d'accoglienza, innanzitutto, internamente - e non glielo dico
con falso buonismo, ma con vera umanità, alla quale non può sottrarsi alcuna forza
politica -, perché ritengo che le persone ospitate al loro interno debbano essere trattate
come tali, contrariamente a quanto mi era parso alcuni anni fa, in occasione di un
sopralluogo che avevo fatto, sebbene ora vi sia stato un enorme cambiamento e non vi
siano più le baracche, bensì le case; poi, credo che il problema non debba essere risolto
solamente da noi, ma che, su questa vicenda specifica, indagherà la Magistratura.
Invece, è sul ruolo dei Centri di Permanenza Temporanea e di accoglienza che
dobbiamo fare una riflessione.
Infatti, lei ha detto che, forse, 18 mesi sono troppi e 2 mesi, probabilmente, pochi.
Quindi, potremmo ragionare su un lasso di tempo che permetta, innanzitutto, di
individuare le persone - cosa molto difficile - e, contemporaneamente, dare loro una
dignitosa accoglienza, soprattutto considerando che, come ho detto prima, oggi non
esistono più alibi, poiché vi è stata una ristrutturazione tanto importante da imporre che
le persone accolte siano trattate come tali e non diversamente.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Goffi.

GOFFI Alberto
Sulla questione dei centri di accoglienza, concordo con l'impostazione del Consigliere
Cantore circa il fatto che occorra rivedere i tempi; ad esempio, mi pare che la Spagna,
sebbene abbia una legislazione tutta diversa dalla nostra, preveda 30 giorni per i centri
di accoglienza. Quindi, innanzitutto, bisogna affrontare il tema sulla legislazione e poi
adattarlo al centro di accoglienza.
Invece, per quanto riguarda la questione dell'ordine pubblico, ero già particolarmente
confuso dalla comunicazione del Sindaco, ma, dopo l'intervento del Consigliere
Cantore, lo sono ancora di più, perché vorrei solamente capire di che cosa si stia
parlando, cioè se esista o meno una vera emergenza Rom, poiché, francamente, non l'ho
proprio capito.
Il Sindaco - mi permetta una battuta - ha avuto un atteggiamento schizofrenico: prima
ha detto "Commissari sì", poi "Commissari no". Sinceramente, devo dire che
l'emergenza o c'è, oppure non c'è affatto.
Il Sindaco ha incontrato il Sottosegretario Davico, cuneese, ma l'altro Sottosegretario, a
sua volta cuneese, Crosetto - evidentemente, a Cuneo le comunicazioni non funzionano
tanto bene, probabilmente c'è qualche problema nelle linee telefoniche -, qualche giorno
fa ci ha detto che manderà l'Esercito a Torino.
Se così è, significa che esiste un problema emergenza, quindi, Torino va ricompresa
nelle ipotesi di commissariamento delle altre città; invece, se Torino non ha una
situazione di emergenza, è legittimo pensare che non vi sia il commissariamento, ma è
altrettanto legittimo ritenere che non ci debba essere la necessità di mandare l'Esercito a
Torino.
Perciò, forse, bisognerebbe chiarire questo aspetto con il Governo, perché, se non si
parlano a Cuneo, vengono da noi a dirci anche cose leggermente diverse!
Pertanto, vorrei sapere quale sia l'impostazione che il Governo intende dare (cioè, se
Torino meriti di affrontare l'emergenza oppure no, perché, dalle dichiarazioni e dalle
manifestazioni dei due Sottosegretari, mi pare non esista una linea comune) e, poi, se
ritenga che l'emergenza esista veramente, a Torino, poiché, in tal caso, sarebbe interesse
di tutto il Consiglio Comunale - e su questo convengo con quanto detto dal Consigliere
Cantore - chiedere non solo il commissariamento, ma anche l'Esercito.
Però, spetta al Sindaco chiarirci quest'aspetto della reale esistenza di un'emergenza;
poi, cerchiamo d'informare il Governo, il quale dovrà comunicare al proprio interno e
successivamente riferire le decisioni che intenderà adottare a Torino.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Cerutti.

CERUTTI Monica
Le questioni oggetto della comunicazione del Sindaco s'inseriscono entrambe in un
clima d'intolleranza culturale che una buona politica dovrebbe contrastare, anziché
alimentare. Ci tengo a sottolinearlo, poiché mi sembra che, comunque, le due questioni
siano di per sé abbastanza diverse e sia tuttavia necessario, per gli amministratori di
sinistra, non rincorrere la destra su questi temi ed anche sulle soluzioni che quest'ultima
propone, e contemporaneamente non sottrarsi dal considerare il fatto che il tema della
sicurezza - o, per meglio dire, della percezione d'insicurezza - sia certamente una
priorità da affrontare per tutti.
La risposta più semplice è quella di un maggiore presidio delle forze dell'ordine, perché
vorrei sottolineare come le paure si concentrino tutte nel "diverso", in questo momento
rappresentato dalla persona straniera.
La sinistra dovrebbe fornire delle soluzioni e cercare risposte diverse, sapendo che è
necessario ricreare un senso di comunità a partire dagli italiani, promuovendo politiche
d'inclusione delle persone migranti; tengo a precisare che non uso questo termine a
caso, perché credo che gli italiani dovrebbero ricordarsi di un loro recente passato, nel
quale, in qualche modo - sarà magari banale ricordarlo -, sono stati a loro volta
"migranti".
Le risposte emergenziali non hanno un'efficacia e, anzi, contribuiscono a rendere più
aspro questo clima.
Quindi, sulla questione "Commissario sì-Commissario no", devo dire che, leggendo il
successivo resoconto giornalistico, la posizione del Sindaco non è risultata molto chiara,
forse, non è stato chiaro ciò che avrebbe desiderato; adesso, sappiamo che il
Commissario non vi sarà e, chiaramente, ben vengano gli stanziamenti, come ha detto
adesso in Aula, proprio perché questi ultimi sono sicuramente utili, considerando che,
stando a quanto si è detto, l'emergenza non esiste.
L'altra questione (che purtroppo va ad inserirsi in un clima che definirei proprio di
"caccia alle streghe") riguarda questa tragedia, che, come ricordato dal Consigliere
Gallo, è una tragedia umana, che abbiamo ritenuto fosse comunque importante
riprendere in Aula, nonostante sia chiaro che il Sindaco non possa fornire indicazioni
sulle modalità con le quali sia avvenuta; tuttavia, credo che il Consiglio Comunale non
debba sottrarsi al ruolo di vigilanza che, comunque, le Istituzioni devono svolgere
all'interno di una struttura quale il CPT, che, come qualcuno ha detto, non deve neppure
essere privata anche di una certa attenzione al necessario rispetto dei diritti delle
persone. Infatti, non dobbiamo dimenticare che, all'interno di queste strutture, sono
ospitate delle persone!
La Magistratura farà i dovuti approfondimenti, però, siamo preoccupati che questa
tragedia (avvenuta, peraltro, a pochi giorni dall'inaugurazione dell'ampliamento)
avvenga nel clima succitato.
Oggi, leggiamo sui giornali che i clandestini sono sempre bugiardi, ma ritengo che
questo non faccia bene; invece, ci chiediamo se Hassan Nejl - è bene ricordare che
questa persona aveva un nome ed un cognome - potesse essere salvato.
Certamente, la tragedia sarebbe potuta capitare anche in ospedale, ma questa persona
non è mai arrivata, in ospedale, e dovremmo comunque tenerlo presente.
È importante, dunque, che i testimoni dell'accaduto non vengano allontanati dalla
struttura, ma vengano utilizzate le registrazioni delle telecamere, visto che sono presenti
all'interno del CPT e, conseguentemente, avranno registrato l'accaduto.
Quindi, in questo senso, certamente, non è un compito nostro - il Sindaco ha detto che
non si tratta di un caso politico -, ma ritengo che la politica debba occuparsi, invece, del
rispetto dei diritti all'interno di tali strutture ed anche che la sinistra, comunque, non
possa sottrarsi a questo tema.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Centillo.

CENTILLO Maria Lucia
Ringrazio sia il Sindaco per aver proceduto alla comunicazione, sia i Consiglieri per
aver avanzato questa richiesta, e, per lasciare spazio ai Colleghi del Gruppo che
desiderino intervenire, cercherò di essere molto sintetica.
Voglio concentrarmi sulla prima parte della comunicazione, precisamente, quella
riguardante il Centro di Permanenza Temporanea.
Sono assolutamente d'accordo sul fatto che non si debba fare di questo un caso politico,
ma credo che, di fronte a un decesso e ad una situazione che indubbiamente richiede la
massima chiarezza possibile, politicamente abbiamo il dovere morale di andare fino in
fondo.
Quindi, penso che non sia solo necessario conoscere ciò che dirà la Magistratura, ma è
indispensabile una presenza della Città per fare completa chiarezza su questo caso. È
assolutamente necessario approfondire tutti gli elementi che riguardano questa vicenda
che è avvenuta in una struttura pubblica, in seguito - immagino - ad una forte sofferenza
da parte della persona deceduta; infatti, vi sarebbe dovuta essere una maggiore
assistenza a questa persona, per cui, almeno dal mio punto di vista, vi è un dubbio molto
forte, sul quale bisogna fare chiarezza.
In una struttura pubblica credo che debbano essere garantite condizioni di assistenza
coerenti con quanto previsto dalla legge; la Legge Bossi-Fini prevede che anche ai
clandestini vengano garantite le cure urgenti ed essenziali. Ciò dovrebbe avvenire, a
maggior ragione, in una città modello come Torino, nella quale sia il Sindaco che il
Governo stesso riconoscono di non riscontrare condizioni di emergenza.
Probabilmente è proprio il "sistema Torino", questo nostro modello, che ci porta a
governare, tra mille contraddizioni, i flussi ed i problemi (che, peraltro, in queste
settimane, stanno crescendo) che emergono da questa situazione particolare; è
inquietante la situazione per quanto riguarda l'approccio e la considerazione delle
persone straniere che vivono e lavorano nella nostra città. Mi vorrei soffermare su
quello che è sempre stato l'esempio che noi abbiamo voluto portare e che, oggi, ho
sentito richiamare persino dal Presidente della Camera, Fini: la capacità di coniugare
solidarietà e legalità.
Credo che si debba continuare con questo spirito, ma bisogna fare assolutamente in
modo che le dichiarazioni che riguardano i diritti umani dell'Organizzazione Mondiale
della Sanità, della stessa Unione Europea e della nostra Costituzione non abbiano
confini o stop legati a zone off limits.
Per ciò che mi riguarda il Centro di Permanenza Temporanea di Corso Brunelleschi non
deve avere nessuno di questi limiti.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Ventriglia.

VENTRIGLIA Ferdinando
L'intervento del Consigliere Cerutti mi ha fatto un po' effetto, perché mi sembrava di
essere tornato indietro, ai miei primi mesi in questo Consiglio Comunale, quando
esistevano già problemi di questa natura a Torino e i linguaggi erano identici; sembra
quasi che non se ne sia parlato, che non siano intervenute riforme legislative, che non ci
siano stati Ministri di Governo (anche del partito del quale la Collega ha fatto parte) che
abbiano proseguito, in qualche maniera, in questa visione di governo del fenomeno
dell'immigrazione clandestina irregolare. Si fa riferimento a testimoni, a telecamere,
quasi che si debba andare a controllare chissà quali sevizie questa vittima potrebbe aver
subito. Ma non voglio parlare di questo, voglio parlare del problema dei nomadi.
Due o tre settimane fa, il Sindaco, in quest'Aula, ci ha rassicurati... (INTERVENTO
FUORI MICROFONO). No, lo so che lei è come Napoleone e può fare diverse cose
contemporaneamente; d'altra parte, ci siamo anche scambiati, credo come regalo,
"Lezioni napoleoniche" di Ernesto Ferrero, quindi... (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). Certo, non è sordo, ma, normalmente, quando si parla, a maggior
ragione in un'Aula, ci si riferisce alla persona; se, poi, lei vuole uscire, posso anche
riferirmi alla funzione in astratto. Come dicevo, il Sindaco ci ha rassicurato sul fatto che
non intendeva cedere o permettere che si cedesse alla tentazione, all'indomani
dell'insediamento del nuovo Governo, di attribuire tutti i problemi al livello nazionale
(come se, avendo vinto il centrodestra le elezioni, i problemi fossero del Governo e di
natura legislativa). Ci rassicurò in questo senso, però vedo che, obiettivamente anche un
po' per colpa di un coordinamento che deve migliorare all'interno del Governo,
sostanzialmente siamo giunti ad una situazione non molto diversa, anche se con
modalità nuove e più sottili.
Infatti, prima lei chiede il Commissario e i poteri speciali, parla di una situazione
borderline che può sfociare in emergenza; alla prima apertura (magari conseguente
anche ad una situazione che, dovendo tenere d'occhio la situazione nazionale,
obiettivamente non vede Torino come la prima trincea - dove la battaglia è più aspra -,
ma, certamente, come un'area comunque problematica), lei si inserisce, approfitta
dell'assist per dire che in realtà va tutto bene.
Alle richieste di carattere operativo e normativo, lei risponde che si è già provveduto,
che la situazione è sotto controllo, che l'Amministrazione svolge il suo lavoro
presentando dei dati e chiedendo di non essere più disturbato.
In realtà, il suo compito sarebbe di collaborare con il Governo senza allarmismi, ma
senza neanche approfittare di una fase ancora di insediamento per derogare a quello che
è il suo dovere, cioè di rappresentare la situazione così com'é e, soprattutto, su una linea
che sia credibile. Non è possibile che lei, in due settimane, passi dalla quasi emergenza
alla situazione sotto controllo, perché questo non aiuta.
È, comunque, sempre una sua facoltà, Sindaco, nell'ambito delle numerose competenze
a lei attribuite in questo campo, proporre soluzioni innovative, migliorare e portare
risultati superiori. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Non so se siamo a corto di
argomenti, ma lei, a volte, ce ne ruba talmente tanti, che, effettivamente, può capitare
che lo siamo, come ha notato la sua Collega.
È giusto non drammatizzare la situazione, ma non bisogna neanche ignorare i problemi,
perché lei, in passato, lo ha fatto e, poi, ha recuperato la situazione in maniera un po'
spregiudicata e spericolata, grazie ad una stampa a volte anche straordinariamente
compiacente, che pubblica sue dichiarazioni diametralmente in contrasto da un giorno
dall'altro. Il fatto è che, poi, però i problemi si incancreniscono e si presentano più gravi
di quanto non fossero in principio.
Le chiediamo, quindi, nell'interlocuzione con il Governo, oltre a quanto affermato
nell'intervento del Capogruppo Cantore prima, di mantenere una linea che non sia
soltanto a beneficio della tutela della sua immagine, ma tenga conto anche delle
situazioni di fatto e delle realtà che lei ha il dovere di rappresentare al Governo, essendo
quelle che lei conosce meglio.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Carossa.

CAROSSA Mario
Devo ammettere che non ho potuto ascoltare gli interventi precedenti dei miei Colleghi,
perché partecipavo al presidio che abbiamo organizzato per protestare contro lo
stanziamento di 750.000 Euro per le case ai nomadi. Ma ne riparleremo più tardi.
Sono sempre sincero, per cui non negherò il mio imbarazzo, perché è pacifico. Da tutta
questa situazione sembra emergere che il Sindaco Chiamparino ha operato benissimo e
che a Torino non vi sono problemi. Non è proprio così, è stata una forzatura! Il
Sottosegretario Davico, con il quale (come lei sa) mi sono incontrato subito dopo il
vostro colloquio, ha effettivamente detto queste cose, ma anche - e non solo - per un
motivo.
Ripercorriamo questa vicenda: appena il Ministro Maroni ha parlato della questione dei
poteri straordinari ai Prefetti e del Commissario straordinario, lei ha dichiarato che non
era d'accordo, salvo, dopo due o tre giorni, dichiarare che anche Torino voleva il
Commissario straordinario con poteri speciali. Probabilmente ha pensato che fosse la
solita uscita dei membri della Lega, che, magari, dopo un giorno, cambiano idea. Le
voglio, però, ricordare, Sindaco, che, così come siamo bravi o abbastanza bravi o
cerchiamo di essere bravi a fare l'opposizione, cerchiamo di essere altrettanto bravi
quando siamo al Governo.
Tutto quanto dichiarato dal Ministro Maroni andrà avanti con il Decreto Legge, con la
proposta di Legge e quant'altro; perciò, quando ha capito che non si trattava di una
boutade, stando alle dichiarazioni comparse su "La Stampa", ritengo che il Sindaco
abbia cambiato idea, affermando che anche Torino vuole il Commissario straordinario.
Il Sottosegretario agli Interni Davico, il quale conosce abbastanza la situazione di
Torino, anche perché gli è stata illustrata precedentemente - nelle settimane scorse e non
nei giorni scorsi! - dal Partito, è venuto subito - voglio che tutti ne siano consapevoli -,
dando effettiva dimostrazione di una volontà di dialogare che non c'era mai stata con
nessun altro Governo, e penso che il Sindaco - chiedo scusa se non l'ho sentito - gliene
abbia dato o, comunque, gliene darà atto.
Poi, è ovvio che i numeri non siano così grandi rispetto alle altre città ed è altrettanto
ovvio che, a fronte di altre situazioni, con numeri più importanti - mi permetterei di
usare questo termine -, il Governo abbia deciso immediatamente di mandare un
Commissario straordinario, appunto, in altre città, mentre abbia chiesto di tenere sotto
osservazione la situazione di Torino, per poi concordare eventuali passi successivi.
Penso che questo significhi dimostrare che si vuole governare bene, indipendentemente
dai colori politici, che ritengo il primo compito di chi governa.
Bisogna anche dire che, con deliberazioni come quella che volete andare ad approvare,
non si aiuta il dibattito, poiché non è ovvio che non ci potremmo trovare d'accordo, e
non si tratta del Sottosegretario Davico, perché è il Partito che lo dice, e lei, Sindaco, sa
perfettamente che, da noi, il Partito conta ancora molto, a differenza di altri posti!
Perciò, come ho detto prima in sede di Conferenza dei Capigruppo, reputo questo
dibattito abbastanza inutile, poiché avrei ritenuto più opportuno discuterne
successivamente, magari, dopo aver visto dei fatti, da ambo le parti.
Approfitto comunque di quest'intervento per ringraziare il Sindaco, il quale, anche se
non l'ha detto, ha accolto il mio consiglio dello scorso lunedì ed è andato a trovare il
Ministro Bossi. Sono veramente contento che sia andato a parlare con il Ministro Bossi
e anche con gli altri Ministri, certamente, e chissà che non si riesca davvero a fare
qualcosa di buono per l'Italia!

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Cassano.

CASSANO Luca
Come già detto dai Consiglieri Domenico Gallo e Cerutti, non credo che la morte di un
uomo possa lasciare indifferente quest'Aula, tanto più quando la persona in oggetto
appartenga ad una categoria o ad un gruppo sociale che, nelle ultime settimane,
dall'insediamento del nuovo Governo ad oggi, è stata oggetto di una campagna di
aggressione, discriminazione e violenza che imbarbarisce il nostro Paese ed i cui
risultati, purtroppo, sono evidenti anche nelle nostre città.
Naturalmente, in questo contesto ci affidiamo agli esiti dell'autopsia e non pretendiamo
di sostituirci ai rilievi ed alle osservazioni che, dal punto di vista tecnico-scientifico,
certamente spettano ad altri; tuttavia, non possiamo fare a meno di reagire di fronte allo
strumento del CPT, a come sarà ed è concepito anche nel decreto appena approvato dal
Governo, sempre più come un fortino invalicabile e inavvicinabile.
L'aumento della detenzione massima possibile, che peraltro è oggetto di osservazione e
critiche, da parte non solo dell'Unione Europea, ma anche di oltre 200 Organizzazioni
Non Governative, sicuramente aumenterà l'impenetrabilità di strutture concepite come
delle piccole Guantanamo, purtroppo, e ciò non può che spaventarci.
Non vorremmo arrivare a pensare, signor Sindaco, che altri episodi possano essersi
verificati all'interno della struttura di Corso Brunelleschi e che questa morte sia
diventata una notizia per un fatto casuale, perché, se così fosse, saremmo di fronte a una
struttura che non solo non è in grado di svolgere la funzione purtroppo attribuitale dalla
Legge Bossi-Fini, ma che diventa anche pericolosa per la vita degli immigrati, i quali
devono malauguratamente esservi detenuti.
Pensiamo anche all'equazione (che, in molti casi, abbiamo potuto leggere o ascoltare, in
questi giorni, dai mezzi di comunicazione) secondo cui il clandestino sarebbe un
criminale e, in quanto tale, in un disegno d'imbarbarimento della nostra nazione, non gli
appartengono né il diritto alla salute e, dunque, al soccorso di fronte ad una malattia
banale (tale parrebbe quella per la quale è morto l'immigrato in questo weekend, cioè la
polmonite), né quelli inalienabili, appunto perché, sulla base di un'equazione che il
reato di clandestinità vorrebbe riconoscere, è un criminale.
Avevamo auspicato un superamento di queste strutture, nei due anni del Governo Prodi,
invece, purtroppo, il Disegno di Legge Amato-Ferrero è morto con la legislatura ormai
volta al termine; sicuramente, però, è un sentimento d'angoscia e preoccupazione
sempre più crescente quello che ci coglie nel sapere che, non solo le strutture saranno
mantenute, ma che aumenterà anche la loro funzione, all'interno di un contesto sulle
leggi dell'immigrazione sempre più restrittivo.
Il Consigliere Cerutti ha già detto che sarebbe potuto succedere tranquillamente anche
in un ospedale e, se fosse stato così, saremmo ugualmente venuti a chiedere conto di un
dibattito necessario a quest'Aula, anche per far confrontare la politica su un contesto
sociale che sta mutando, nel nostro Paese, nelle ultime settimane, e che ci preoccupa
parecchio.
Inoltre, anche sui giornali si parla di un miglioramento della vivibilità del Centro di
Corso Brunelleschi, citando ad esempio i nuovi televisori, che indicano condizioni
all'apparenza decisamente più agevoli; invece, noi crediamo che la vivibilità di un
luogo non si possa misurare dal comfort accessorio o percepito, quanto piuttosto dalla
possibilità che le persone che vi rimangono possano essere trattate come tali e, quindi,
accedere ai diritti inalienabili dell'uomo.
In questo senso, ritengo indifendibile la scelta di quanti negano l'ingresso, anche ad
autorità come i Consiglieri Regionali, in strutture quali il CPT, che invece avrebbero
bisogno di essere - nella migliore delle ipotesi, secondo me - chiuse e ripensate, ma, se
non altro, quantomeno accessibili, in modo da non alimentare un clima di assenza e di
imperscrutabilità delle strutture, per consentirci di non avere sospetti, pure in situazioni
come questa morte avvenuta.
Infine, signor Sindaco, vorrei avanzare una richiesta, sempre riguardo alla possibilità di
rendere visitabili ed accessibili tali strutture: abbiamo appreso dai giornali (non essendo
stati invitati, ma comunque non ci saremmo andati) che, dal 14 maggio, la struttura di
Corso Brunelleschi è stata ampliata; ebbene, le chiedo se lei abbia avuto modo di
visitare la nuova struttura, se sia stato invitato all'inaugurazione dell'ampliamento e se,
in qualità di primo cittadino della città, le sia stato possibile visitarla, poiché credo che,
dal dibattito odierno, potrebbe anche giungere questo segnale, ovvero, quello di
allargare la possibilità di visitare la struttura, per renderla più trasparente, a cominciare
dai Consiglieri Comunali, nonché appunto dalla sua autorità.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Lonero.

LONERO Giuseppe
Intervengo per manifestare l'apprezzamento del Partito che rappresento per la mancata
nomina del Commissario a Torino, in merito alla questione dei Rom.
Siamo contenti che ciò non sia avvenuto, e non perché siamo convinti che a Torino il
problema non esista, ma perché siamo convinti, invece, che sia sbagliata la politica dei
Commissari nelle grandi città per risolvere questo problema; quindi, il nostro
apprezzamento verso la mancata nomina del Commissario a Torino fa il paio con il
mancato apprezzamento della nomina dei Commissari annunciata, invece, a Milano, a
Roma e a Napoli.
Questo, semplicemente perché riteniamo che, quando vi sia un'emergenza, in qualche
modo essa venga generata dalla mancata applicazione di comportamenti e norme
esistenti e dal mancato utilizzo di poteri che Sindaci, Prefetti e Questori già possiedono;
inoltre, crediamo che occorra far lavorare - e bene - quanti hanno la competenza e la
funzione di governare il territorio, dando loro la possibilità di adoperarsi affinché
quest'emergenza non insorga o, qualora ciò avvenisse, fosse risolta.
Quindi, il nostro atteggiamento generale, che bisogna applicare in concreto a livello
locale, su Torino, è quello di dire "no ai Commissari", incrementando piuttosto le forze
dell'ordine e le loro dotazioni, dando altresì la possibilità di lavorare a Prefetti, Questori
e Sindaci, applicando le normative già esistenti per risolvere il problema della sicurezza.
Tuttavia, sono anche intervenuto perché ritengo non sia possibile rimanere inerti e
silenti davanti ad alcune affermazioni fatte dalla Sinistra radicale; in particolare,
rivolgendomi al Consigliere Cerutti, vorrei dire che dissento completamente dal suo
voler unire il problema degli immigrati clandestini a quello degli emigranti italiani,
semplicemente perché, quando emigravano, gli italiani avevano la certezza di trovare un
posto di lavoro nel luogo prescelto, mentre ciò non accade (perlomeno, quasi mai), in
Italia, con gli stranieri.
La differenza sta proprio in questo; poi, se tra coloro i quali emigravano alla ricerca di
un posto di lavoro, vi erano anche persone con intenzioni ben diverse, ovviamente si
tratta di un'eccezione che non conferma la regola.
Per quanto riguarda l'orientamento sui CPT, continuo a notare che la posizione della
Sinistra radicale ha soprattutto una tendenza a fare azioni ed affermazioni di natura
prettamente demagogica, le quali servono solamente a cavalcare l'emotività suscitata da
eventi gravi come quelli accaduti nei giorni scorsi, dimenticando o non prendendo
neppure in considerazione che simili eventi possano anche esser frutto di banale fatalità,
cosa che, negli interventi dei Consiglieri che mi hanno preceduto, non viene nemmeno
lontanamente contemplata.
Perciò, quando si parla di imbarbarimento, ritengo vero che, in Italia, vi sia un latente
imbarbarimento, che è generato, però, dal mancato rispetto delle leggi, originato dal
venir meno del senso dello Stato e del vivere civile, e, stando a quanto abbiamo letto
stamattina sui giornali, è derivato dal fatto d'incitare alla ribellione - cosa assolutamente
inaccettabile - gli ospiti del CPT.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Galasso.

GALASSO Ennio Lucio
Intendo fare qualche breve considerazione, perché ritengo che, spesso, sulla materia, vi
sia un eccesso di emotività - l'ho rilevata anche nel corso di questo dibattito, seppur
espressa con modi assolutamente garbati -, che non ci consente di cogliere
completamente la natura del problema.
Quindi, se posso permettermi di dirlo, ritengo che si debbano affrontare questi temi con
maggiore professionalità ed avere sempre un quadro generale da esaminare in modo
organico sotto il profilo legislativo per poi discendere su quello amministrativo, dal
quale devono conseguentemente derivare condotte ed atteggiamenti sul piano sociale ed
eventualmente giudiziario.
Si è parlato anche di imbarazzo, e penso che questo possa esserci soltanto nella misura
in cui non si ponga soverchia attenzione alla differenza che intercorre fra l'ideale ed il
reale; infatti, la capacità del legislatore o dell'amministratore sta nel comporre, misurare
e tradurre, appunto, l'ideale in reale.
In queste circostanze emergono due atteggiamenti, ovvero una sottolineatura della
legalità, peraltro sacrosanta, ed una sottolineatura dei problemi umanitari, altrettanto
sacrosanta; ebbene, anziché porre i due problemi in conflitto fra loro e viverli quindi in
modo conflittuale, questi due aspetti dovrebbero ricevere arricchimento l'uno dall'altro.
Se ci poniamo con quest'atteggiamento - come sostanzialmente emerge negli interventi
di tutti i Colleghi, anche se, recitando a soggetto, ognuno sottolinea più l'uno che l'altro
aspetto -, si finisce per impoverire sempre il secondo elemento del problema, mentre,
appunto, i due aspetti devono vivere coralmente.
Queste sono le considerazioni di ordine generale che desideravo fare.
Quindi, sul piano della sicurezza non bisogna abbassare la guardia, perché, come avevo
sottolineato già alcuni mesi fa, seppure non esista l'emergenza nemmeno nei suoi
aspetti acuti, è pur vero che, quando si sia al limite dell'emergenza, si corra comunque il
rischio di una capitolazione e, dunque, di una degenerazione della situazione generale.
Perciò, siccome è pacifico che motivi seri di criticità esistano anche nella nostra città,
sotto questo aspetto dobbiamo essere particolarmente attenti e vigili e, soprattutto, saper
prevenire i problemi, poiché giocare sempre di rimessa - mutuando una metafora
calcistica - non sempre può giovare.
Infine, per quanto riguarda la questione della morte del giovane al CPT di Corso
Brunelleschi, è evidente che esista un'insopprimibile esigenza di veder tutelate delle
persone, ma contemporaneamente di fare in modo che tutta la società possa vivere in
modo più corale ed armonioso.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Sindaco, per la replica.

SINDACO
Riprendendo proprio la parte generale dell'intervento del Consigliere Galasso, penso
che il modo per cercare di coniugare maggiormente i termini legalità e solidarietà, forse,
sia quello per cui ognuno di noi faccia mente locale sul fatto che la campagna elettorale
è finita; ciò, a parer mio, seppure non garantisca automaticamente, pur tuttavia aiuta.
Sulle risposte al dibattito in merito alla questione CPT, dobbiamo essere e siamo
impegnati a garantire la dignità della persona, ovunque questa si trovi, ovvero in una
situazione di detenzione, oppure di ricovero, o di normale e libera vita nella città.
So benissimo - e l'impegno al riguardo non manca -, ad esempio, che la Conferenza dei
Capigruppo ha audito la direttrice della Casa Circondariale Lorusso e Cutugno, quando,
non molto tempo or sono, si sono verificati i due tragici atti di autolesionismo, anche se,
a dire il vero, non mi risulta alcuna richiesta di comunicazioni in Aula.
So benissimo che, attraverso altre forme di controllo, quando ci sono stati casi da
verificare - ci tengo davvero a sottolinearlo - di cosiddetta malasanità, vi sono stati
interessamenti in ambiti settoriali specifici, ma non richieste di comunicazioni in Aula.
Quindi, garantendo quest'impegno, la mia sensazione è che, quando si tocca la
questione dei CPT, vi sia un sovraccarico di ideologizzazione o, se preferite, di
politicizzazione del problema, che lo colloca in una dimensione un po' diversa e lo
carica di significati politici; invece, secondo me, bisognerebbe distinguere questi ultimi
dall'impegno necessario a garantire la dignità delle persone che vivono una condizione
di detenzione amministrativa, la quale deve pur tuttavia essere dignitosa, non solo per
quegli aspetti di fondo citati prima dal Consigliere Cassano, ma anche perché ritengo sia
sempre meglio che pure gli aspetti un po' di contorno, per così dire, siano migliori di
quelli precedentemente esistenti.
Poi, colgo l'occasione per dire che non mi risulta alcuna inaugurazione, ma
semplicemente un progressivo utilizzo delle nuove strutture (che non sono ancora
completate) ed il contemporaneo abbandono di quelle vecchie. Inoltre, non ritengo
opportuno inaugurare il nuovo CPT; semmai, se lo si riterrà utile, si potrà anche
stabilire che una delegazione visiti la struttura, una volta completata, per verificarne il
nuovo funzionamento.
Quindi, mi premeva semplicemente sottolineare che, quando si parla del CPT, vi è -
perlomeno, così mi pare - un sovraccarico di politicizzazione che certamente non aiuta;
a tale proposito, senza voler andare a rivangare, desidero solamente ricordare il dibattito
sulla questione, affrontata con il Prefetto Sottile, circa il cosiddetto raddoppio della
modernizzazione. Certamente, il CPT, come il carcere, è un luogo che nessuno vorrebbe
esistesse, perché tutti desidereremmo vivere in una società in cui non ve ne fosse
bisogno; però, se non avessimo fatto quell'operazione, non esisterebbero neppure i
miglioramenti che vi sono stati, per quanto riguarda alcune condizioni di base, proprio
rispetto alla vita in quel luogo.
In questo senso, probabilmente, depotenziando la politicizzazione del problema, si può
rafforzare l'azione per migliorare concretamente le condizioni di vita di quanti si
trovano a dover vivere in quella condizione, al di là delle visioni che ogni Partito ha,
poi, sul loro ruolo ed utilità.
Per quanto riguarda l'altra questione, vorrei solamente precisare che ho sempre detto - a
tale proposito, rimando al mio dibattito televisivo con il Sindaco Alemanno, nel corso
della trasmissione "Matrix" - di ritenere sbagliata la misura del Commissario e la stessa
questione di Napoli (dove è fallita una gestione commissariale lunga 14 anni) conferma
questo mio punto di vista. Certamente, il tema dei rifiuti è diverso da quello dei nomadi,
ma, per certi aspetti, è persino più facile di quest'ultimo, poiché il cittadino comune
dovrebbe avere, comunque, la percezione della necessità che occorra pur mettere da
qualche parte il rifiuto che ciascuno di noi produce. Perciò, considerando il fallimento
della gestione commissariale a Napoli sul tema dei rifiuti, voglio proprio vedere quale
sarà il Commissario che riuscirà nel suo intento, qualora decidesse di fare, ad esempio,
due campi nomadi (uno nel posto "x", l'altro nel posto "y"), senza aver prima raggiunto
un'intesa con i cittadini del luogo!
Spero sia chiaro - perché bisogna dire le cose come stanno, senza nascondersi dietro un
dito - che, nel sentire comune dei cittadini, purtroppo, l'opinione pubblica considera
questo tema, se non alla stregua, comunque, per certi aspetti, peggio di un impianto per
lo smaltimento dei rifiuti!
Però, quando ho visto che il Governo optava per i Commissari, ho subito aggiunto -
senza contraddirmi - che, se quella era la strada scelta da questo Governo per mettere a
disposizione risorse, mi sarei iscritto e quindi avrei iscritto la Città, perché, invece, le
risorse servono - e rimando al Patto per la Sicurezza firmato un anno fa, in cui è tutto
scritto, nero su bianco - per la gestione della razionalizzazione e dell'ammodernamento
dei campi nomadi.
Spero che sia sufficientemente chiaro: non vi è assolutamente alcuna contraddizione e
l'aspetto positivo nella visita del Sottosegretario Davico consiste nel fatto che abbia
garantito che esiste un'attenzione del Governo sugli aspetti sostanziali della questione,
al di là delle forme che potranno essere decise operativamente, tenendo conto della
situazione reale della Città e delle esigenze operative esistenti.
Siete al Governo, siete maggioranza, perciò, attuate le forme di pressione e d'iniziativa
che ritenete necessarie!
Peraltro, il Viceministro della Difesa è di Marene, il Sottosegretario agli Interni abita fra
l'uscita dell'autostrada e Bra; insomma, possono anche percorrere 3 chilometri
ciascuno, darsi appuntamento al casello dell'autostrada e mettersi d'accordo!
Oggi, il Generale Crosetto è stato nuovamente smentito, infatti, il Ministro Maroni ha
ribadito (l'ho visto poc'anzi) che non s'impiega l'Esercito in funzione di ordine
pubblico e, da parte mia, concordo con il Ministro; però, dal momento che siete al
Governo e siete in maggioranza, visto che esiste un impegno a seguire e a rispondere
sulle questioni di sostanza, riguardanti appunto le risorse per affrontare il problema dei
nomadi, penso che ci si possa anche aiutare, a prescindere dal fatto che si rientri o meno
sopra o sotto la soglia!
Il Tavolo per la Sicurezza, fissato per il 6 giugno, servirà esattamente a questo:
facciamo pressioni, in modo tale che anche Torino abbia le condizioni per poter
affrontare, in una logica di cooperazione che qui c'è sempre stata, un problema che
richiede strategie di lungo periodo e che non si risolve con la logica secondo la quale
"schiocco le dita e tutto è fatto".
Questo è il mio impegno, ma mi sembra sia pure quello del Ministero degli Interni;
quindi, credo che esistano tutte le condizioni sulle quali dobbiamo vigilare per
governare insieme, positivamente, un problema indubbiamente difficile.
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