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CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Sindaco. SINDACO Per quanto riguarda la morte della persona detenuta al Centro di Permanenza Temporanea, non ho molto da aggiungere a quanto è già ufficialmente noto, perché, da una parte, vi è la versione che mi è stata confermata poco tempo fa dal Prefetto, quindi quella ufficiale, che avete conosciuto attraverso i giornali, secondo la quale ci sarebbero stati contatti tra gli addetti alla Sanità presso il CPT, prima, attorno alle 9.00, poi, attorno alle 23.00, e, successivamente, non c'è stato più alcun contatto e alcuna richiesta di intervento fino al mattino, quando, purtroppo, la persona è stata trovata deceduta. Ci sono, al contrario, testimonianze di altri detenuti che riferiscono una versione diversa. La Procura della Repubblica ha ritenuto di aprire un'inchiesta, ordinando un'autopsia. Credo che non ci sia altro da dire; seguiamo l'evoluzione dell'inchiesta della Procura e, se dovessero emergere comportamenti colposi, omissivi, di qualunque tipo, è ovvio che, secondo le regole vigenti in qualsiasi luogo (sia esso di detenzione o meno), se ci sono dei colpevoli, questi dovranno essere perseguiti. Quindi, seguiamo attentamente l'evolvere della situazione, ma senza far diventare questo episodio un caso politico, perché mi pare che tutto questo, con la discussione sul CPT, sul prolungamento o meno del periodo di detenzione delle persone (su cui ognuno ha le proprie idee), non c'entri assolutamente nulla. In merito alla questione della visita del Sottosegretario Davico, da una parte, lo ringrazio nuovamente per l'attenzione che ha voluto prestare, così come il Ministro Maroni, perché - credo non casualmente - la richiesta di incontro è avvenuta circa mezz'ora dopo che avevo fatto una dichiarazione ANSA, in cui chiedevo al Ministro Maroni una risposta alla richiesta fatta da me e dal Presidente della Provincia Saitta che, anche a Torino, si insediasse il Commissario straordinario per la gestione della situazione dei campi nomadi. Durante l'incontro, abbiamo fatto un quadro molto dettagliato (che il Sottosegretario ha apprezzato, e l'ha detto pubblicamente) sulla situazione dei vari campi nomadi, autorizzati e non autorizzati, sulla presenza di minori e non, di persone che lavorano, e così via. Il Sottosegretario Michelino Davico ha avuto modo di dirci (era presente anche il Presidente Saitta) che, allo stato, la figura del Commissario è ancora impregiudicata, nel senso che, se non sbaglio, domani o dopodomani, dovrebbe esserci una riunione per definirne compiutamente lo status e le eventuali risorse da appostare specificamente per quello scopo. Infatti, noi abbiamo ribadito la richiesta del Commissario, che però non era finalizzata tanto all'avere la figura in sé del Commissario, ma all'avere la città considerata in caso, per questa questione specifica della gestione dei campi nomadi, vi fosse uno stanziamento di risorse specifico e utilizzabile (ovviamente, in rapporto al peso che il fenomeno ha nella nostra città, rispetto ad altre) e ove si decidesse di assegnare delle funzioni straordinarie, che consentissero di intervenire più efficacemente di quanto si possa intervenire coi poteri ordinari. Il Sottosegretario ci ha garantito che ci sarà attenzione su questi aspetti e si è impegnato ad organizzare al più presto un incontro tra il sottoscritto ed il Ministro Maroni. Inoltre, ha ribadito l'impegno del Ministro Maroni a istituire nuovamente il Tavolo delle Città Metropolitane. Pertanto, penso di poter dire che il Governo segue con attenzione la situazione della nostra città, ma che non ha ritenuto vi siano quei segnali di emergenza che, invece, ha rilevato in altre città, come Milano, Roma e Napoli, in considerazione di episodi ben precisi avvenuti in quest'ultimo periodo che hanno indotto il Governo a dare un segnale, prima di tutto simbolico, con la propria presenza; cosa che non ha ritenuto di dover fare a Torino, segno di una valutazione diversa e meno preoccupata della questione nomadi nella nostra città. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Ghiglia. GHIGLIA Agostino Ringrazio il Sindaco per aver ceduto alla richiesta di comunicazioni, anche se devo dire che avrei tenuto disgiunti i due temi, perché, secondo me, la tragedia di una morte in un CPT non ha nulla a che fare con la questione più generale dell'ordine pubblico a Torino e dico en passant che non condivido il fatto che vogliate risparmiare i tempi sulle cose serie, ma i Capigruppo sicuramente hanno deciso ciò che era meglio per tutti noi e per il dibattito. Sindaco, ogni settimana di più merita anche il mio plauso per la sua incredibile duttilità e polimorfismo; lei è veramente… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Una faccia tosta, l'ha detto lei! Lei è veramente poliforme! Giano Bifronte le fa un baffo! Quando ho chiesto il Commissario, lei ha detto che a Torino il Commissario non serviva; dopo due giorni ha detto che il Commissario serviva e si è portato dietro anche il buon Saitta, che bisogna farlo parlare su qualcosa, perché l'anno prossimo ci sono le elezioni provinciali e bisogna dargli un po' di platea; poi il Sottosegretario Davico, appena entrato in carica, ha detto che per il momento il Governo non ritiene che a Torino serva il Commissario, ma noi la pensiamo in maniera assolutamente opposta e lo dico anche per una questione di coerenza: siamo stati i primi a chiederlo e riteniamo che sia giusto che a Torino ci sia. È evidente che non possiamo sempre fare paragoni con realtà assolutamente diverse. Il fatto che a Napoli e a Roma la situazione sia peggiore è dovuto anche ad una questione di proporzioni: Torino è una città decisamente più piccola rispetto ad altre realtà e quindi è evidente… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Rispetto a Roma ed ai problemi di Napoli, ma non vorrei allargare troppo il discorso. Secondo noi, il Commissario sarebbe stato utile e non soltanto per avere dei poteri straordinari. Speriamo che il Governo ci ripensi o che la situazione migliori a tal punto da non renderlo più necessario. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, non ho nessun potere, chiedo le cose e valgo uno… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Si, facevo critiche a Pisanu, si figuri se non le faccio a Maroni; sono convintissimo e quindi continuo a farle, ma non importa chi vince o chi perde, l'importante è che il problema si risolva, perché vorrei che in questa città ci fosse qualcuno che sanzionasse, ad esempio, il cattivo uso che si fa dei fondi pubblici sul tema nomadi. Voi, ad una nostra interrogazione, avete risposto che il 50% dei bambini che frequentano i campi nomadi non sono scolarizzati e questo sarebbe causa di esclusione delle famiglie dai campi, ma nessuno ne ha mai cacciata neanche una e questo Regolamento vige da circa 15 anni! Per non parlare di tutti i soldi che vengono investiti - si fa per dire - in mediazioni culturali inesistenti, nel combattere lo sfruttamento minorile, la prostituzione e la descolarizzazione, o in questo fantomatico Nucleo Nomadi dei Vigili Urbani che non abbiamo mai capito a che cosa serva, piuttosto che in un'attività seria e continua per combattere lo sfruttamento di bambini nomadi nelle strade: attività che, oggettivamente, non esiste e basta girare per le strade per accorgersene! Quindi, riteniamo che un Commissario ad acta per controllare quello che non fate sulla questione nomadi sia indispensabile, anche perché non è che questa posizione, Sindaco, vi assolva, perché avete delle competenze: i quattro campi nomadi di Torino, la cui sorveglianza è demandata a voi (all'Assessore Borgogno e alle squadre della Polizia Municipale), sono in sovrannumero cronico, vedono fiorire come funghi (soprattutto adesso che piove) microinsediamenti abusivi e vedono una situazione nomadi a Torino che non è assolutamente normale, tant'è che i torinesi non sono così convinti né soddisfatti e se il Governo dice una cosa, non è che le sue responsabilità dirette vengano meno! Quindi, lei, anche con la legge attuale, senza superpoteri, senza la nocciolina di Super Pippo, dovrebbe consentire un migliore controllo dei campi, una regolamentazione stringente e rigorosa degli accessi, dei tempi di permanenza della scolarizzazione dei bambini, ma anche soltanto del controllo delle automobili di questi nuclei a reddito zero che viaggiano su macchine fuori serie che costano centinaia di migliaia di Euro! Questi sono tutti compiti che, con la legge ed i Regolamenti vigenti, senza inventarsi nulla di nuovo, l'Amministrazione Comunale potrebbe fare. È per questo che la ringrazio per le comunicazioni e credo che ci sarà un Tavolo sulla Sicurezza presso il quale, con maggiori particolari, probabilmente ci potrà illustrare l'attività della Città sul tema sicurezza e sulla questione nomadi, però, riteniamo che, ad oggi, il problema sia ben lungi dall'essere affrontato e, soprattutto, risolto. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Zanolini. ZANOLINI Carlo Vorrei solo fare un commento sulla tragedia avvenuta nel CPT, perché ci piacerebbe che i CPT non fossero una zona franca, in cui non si sa che cosa succeda all'interno o perlomeno che la Città non ne sia cosciente. Secondo il mio modesto parere, la Città dovrebbe interagire con i CPT, poiché, da un lato, essi insistono sul territorio cittadino e, dall'altro, sono funzionali, nel bene e nel male, all'organizzazione della società comunale; pertanto, penso che, sia come amministratori che come cittadini, dovremmo essere maggiormente informati su quanto capita all'interno di questi centri. Ritengo che ci debba essere maggiore trasparenza e mi riferisco in particolare al fatto che - anche se ci penserà la Magistratura - bisognerà capire che cosa sia accaduto a questa persona, perché può anche darsi che sia deceduta per cause non prevedibili, però lo vorremmo sapere. Il dramma della morte di una persona è grandissimo, ma ricordo che nell'estate di due anni fa è avvenuta un'altra tragedia - anche se non paragonabile a questa -, che riguardava l'abbattimento degli alberi presenti in quell'area. Si trattava di alberi secolari, che non solo avevano una funzione estetica, ma durante l'estate servivano anche per riparare dal sole cocente coloro che erano trattenuti nel CPT. All'epoca, ad una mia domanda, era stato risposto che quella era zona franca, che il Comune non poteva intervenire ed i cittadini che avevano visto l'abbattimento di questi alberi secolari avevano protestato, chiedendoci, come al solito, che cosa stesse succedendo. Secondo me, bisognerebbe cercare di dialogare maggiormente per capire che cosa succeda all'interno del CPT sia nell'interesse della Città, sia per chi è trattenuto al suo interno ed anche nell'interesse dell'ambiente che, purtroppo, in quella zona è pessimo. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Gallo Domenico. GALLO Domenico Innanzitutto, mi permetto di esprimere un sentimento d'umana pietà per la morte di quest'uomo, perché comunque stiamo parlando di un uomo, con la sua storia drammatica, di cui non conosciamo nulla. Perciò, come giustamente diceva il Sindaco, ritengo che, prima di esprimere un giudizio, occorra attendere gli esiti dell'autopsia per poter valutare l'accaduto; sicuramente, sarà la Magistratura a dover fare chiarezza e, qualora vi fossero dei responsabili, dovranno essere individuati e perseguiti. Ho fatto questa premessa, perché m'interessava precisare che non esiste alcuna volontà di farne un caso politico, signor Sindaco, però vi è una questione politica aperta, cioè la vicenda dei CPT. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). È aperta a prescindere, infatti, ma ci tenevo a precisarlo. Siamo di fronte ad un drammatico episodio, che credo dimostri la disumanità di un luogo, comunque, di detenzione, perché questo è. Noi auspicavamo, invece, una diversa configurazione e funzione dei CPT, cosicché potessero diventare una sorta di centro di servizi per i temi dell'immigrazione. Ho detto che si tratta di una vicenda politica aperta, anche alla luce delle nuove posizioni del Governo Berlusconi, il quale si pronuncerà sulla vicenda con disegni di legge, a partire dal reato d'immigrazione clandestina; quindi, sulla base di questa novità, vorremmo comprendere quale possa essere la funzione dei CPT. Siccome il reato d'immigrazione clandestina prevede che la persona colta in flagrante finisca in carcere, a quel punto, credo sia dimostrata l'inutilità dei CPT e vorrei anche capire quante carceri occorreranno nel nostro Paese e quante migliaia di processi dovranno essere svolti su questo tema, nei tribunali italiani. Ebbene, vedremo che cosa accadrà, come verificheremo se questo modo di procedere - peraltro discutibile, dal mio semplice e modesto punto di vista - porterà tutti ad essere più sicuri, oppure se toglierà risorse importanti per interventi più efficaci (quali, ad esempio, il rafforzamento delle forze dell'ordine e il loro coordinamento per controllare il territorio), o se mancheranno risorse per i progetti di riqualificazione delle aree. Non vorrei che tutta quest'operazione legislativa, poi, possa spostare risorse verso una situazione che - credo - potrebbe diventare incontrollabile. Alla luce di quanto detto, non comprendo neppure l'allungamento dei termini di detenzione fino a 18 mesi, poiché renderanno sicuramente ingestibili strutture di quel tipo; inoltre, per quanto riguarda la vicenda dei Rom, penso che, anche in questo caso, lo stesso Governo abbia riconosciuto che a Torino non esista un'emergenza, contrariamente a quanto affermato dal Consigliere Ghiglia. Staremo a vedere; da parte mia, penso che non siamo di fronte ad un'emergenza, ma che si stia ingigantendo un problema che certamente esiste, con tutte le sue difficoltà e le sue complicazioni, ma che dev'essere affrontato, secondo me, con misure ordinarie e senza ricorrere all'uso della forza. Lo stesso Governo - ribadisco - ha riconosciuto prima che non esiste, a Torino, una situazione di emergenza. Abbiamo discusso sul tema dei Rom qualche settimana fa e, in quell'occasione, mi sono permesso di dire che ritengo che la vicenda possa essere gestita con la creazione di piccoli nuclei familiari, i quali potrebbero essere più controllati e più facilmente gestibili, anziché concentrare tutti in campi molto numerosi. Penso che debba prevalere il buonsenso, senza ingigantire l'allarmismo che già regna nelle città italiane, perché alcuni episodi accaduti dimostrano proprio come il pericolo di un'esagerazione sul tema possa portare a situazioni di xenofobia, come dimostrato anche da ciò che è accaduto ieri, a Roma. Quanto è avvenuto a Roma, infatti, ha dimostrato chiaramente che l'allarmismo può provocare situazioni molto pericolose che, poi, diventeranno incontrollabili anche per il Governo nazionale; quindi, da questo punto di vista, invito alla riflessione pure i Colleghi dell'opposizione: non gettate benzina sul fuoco, poiché credo che possa essere pericoloso anche per voi! CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Cantore. CANTORE Daniele Fortunatamente, signor Sindaco, è arrivato il Sottosegretario agli Interni, Michelino Davico! Premetto che, così come non abbiamo fatto sconti al Governo nei confronti del quale lei si riconosceva, non lo faremo neppure nei confronti del nostro. Ci fa piacere che, sabato, il Sottosegretario agli Interni Michelino Davico sia venuto a Torino ed abbia detto alcune cose, ma vorrei riportare il Sindaco su un altro ragionamento, al quale non può sfuggire: innanzitutto, dobbiamo considerare le esigenze della nostra città - quindi, l'interlocuzione con il Governo, di qualsiasi colore sia, dev'essere seria e, se necessario, anche dura - e non ci servono Ministri o Sottosegretari che vengano a tranquillizzarci. Noi, Consigliere Gallo, non abbiamo l'abitudine di buttare la benzina sul fuoco, ma nemmeno ci servono - dico in generale - Sottosegretari o Ministri, i quali vengano a dirci che va tutto bene e, soprattutto, signor Sindaco, non ci piace che anche lei si compiaccia di un Sottosegretario che, forse - è sempre ipotetico -, arrivando da Cuneo, non ha ben presente la situazione torinese. (INTERVENTI FUORI MICROFONO). Io e molti Colleghi non veniamo da Cuneo. Lei, però, avrebbe potuto spiegargliela, perché, 15 giorni fa, ha chiesto più poteri o, in alternativa, il Commissario anche a Torino; siccome l'ha dichiarato sugli organi di informazione torinesi ed in televisione, non riesco a capire come mai, in questi giorni, si sia ricreduto. Voglio spiegarmi meglio: anche noi siamo consapevoli che, probabilmente, la situazione di Torino sia un po' diversa da quella di Roma, Napoli e Milano, però, non vorremmo ricadere in una situazione, già vista con governi di diverso colore politico, per cui Torino venga considerata di serie B. Questo è il vero problema che, peraltro, lei stesso aveva fatto trasparire nelle sue dichiarazioni. Di fronte ad un Ministro degli Interni, il quale diceva: "Vogliamo affrontare l'emergenza di Milano, Roma e Napoli", lei aveva detto: "Non vogliamo essere esclusi da questa partita, perché, se non c'è emergenza - l'ha ripetuto sugli organi di informazione in questi giorni -, siamo in una situazione borderline e allora vogliamo ricevere la stessa attenzione da parte del Governo". Chiediamo che ciò avvenga. Non ci bastano le parole, per dire che Torino non è come le altre città! Non vorremmo arrivare alla situazione limite; invece, vorremmo che, stavolta, questo Governo - e lo dico al Governo che mi rappresenta politicamente - sia efficace ed efficiente e non dimentichi (com'è avvenuto in passato) la città di Torino, poiché, se è vero che non siamo ancora oltre la soglia, ci siamo comunque vicini, come ci hanno dimostrato gli episodi che si sono verificati! Perciò, signor Sindaco, ritengo che non si possa chiudere la vicenda "Commissario sì- Commissario no" solamente con l'incontro di sabato con il Sottosegretario agli Interni, perché riteniamo che debba essere approfondita. Peraltro, le garanzie che le sono state date riguardano un Tavolo per la Sicurezza che, finora, è stato disatteso. Ho visto con piacere che lei ne ha convocato un altro a livello locale, insieme al Prefetto; in quella sede, potremo verificare - glielo dico io - sia quanto non ha fatto il precedente Governo, sia le intenzioni di questo Governo, ed io, in quanto rappresentante del Gruppo Forza Italia-Popolo della Libertà, la invito ad incalzare il Governo (in occasione del Tavolo per la Sicurezza, che mi pare sia stato fissato per il 6 giugno) e a venirci poi a riferire le risposte che quest'ultimo intende fornire, non solo sul commissariamento (sentendo il Primo Ministro e il Ministro Maroni), ma anche sulla prosecuzione del Patto per la Sicurezza, stipulato ormai un anno e mezzo or sono. Mi pare che, per quanto riguarda i CPT, non vi sia molto da aggiungere a quanto scritto e detto in questi giorni. Ritengo necessaria una doppia attenzione su questo problema, nei confronti di coloro i quali si trovano nei centri d'accoglienza, innanzitutto, internamente - e non glielo dico con falso buonismo, ma con vera umanità, alla quale non può sottrarsi alcuna forza politica -, perché ritengo che le persone ospitate al loro interno debbano essere trattate come tali, contrariamente a quanto mi era parso alcuni anni fa, in occasione di un sopralluogo che avevo fatto, sebbene ora vi sia stato un enorme cambiamento e non vi siano più le baracche, bensì le case; poi, credo che il problema non debba essere risolto solamente da noi, ma che, su questa vicenda specifica, indagherà la Magistratura. Invece, è sul ruolo dei Centri di Permanenza Temporanea e di accoglienza che dobbiamo fare una riflessione. Infatti, lei ha detto che, forse, 18 mesi sono troppi e 2 mesi, probabilmente, pochi. Quindi, potremmo ragionare su un lasso di tempo che permetta, innanzitutto, di individuare le persone - cosa molto difficile - e, contemporaneamente, dare loro una dignitosa accoglienza, soprattutto considerando che, come ho detto prima, oggi non esistono più alibi, poiché vi è stata una ristrutturazione tanto importante da imporre che le persone accolte siano trattate come tali e non diversamente. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Goffi. GOFFI Alberto Sulla questione dei centri di accoglienza, concordo con l'impostazione del Consigliere Cantore circa il fatto che occorra rivedere i tempi; ad esempio, mi pare che la Spagna, sebbene abbia una legislazione tutta diversa dalla nostra, preveda 30 giorni per i centri di accoglienza. Quindi, innanzitutto, bisogna affrontare il tema sulla legislazione e poi adattarlo al centro di accoglienza. Invece, per quanto riguarda la questione dell'ordine pubblico, ero già particolarmente confuso dalla comunicazione del Sindaco, ma, dopo l'intervento del Consigliere Cantore, lo sono ancora di più, perché vorrei solamente capire di che cosa si stia parlando, cioè se esista o meno una vera emergenza Rom, poiché, francamente, non l'ho proprio capito. Il Sindaco - mi permetta una battuta - ha avuto un atteggiamento schizofrenico: prima ha detto "Commissari sì", poi "Commissari no". Sinceramente, devo dire che l'emergenza o c'è, oppure non c'è affatto. Il Sindaco ha incontrato il Sottosegretario Davico, cuneese, ma l'altro Sottosegretario, a sua volta cuneese, Crosetto - evidentemente, a Cuneo le comunicazioni non funzionano tanto bene, probabilmente c'è qualche problema nelle linee telefoniche -, qualche giorno fa ci ha detto che manderà l'Esercito a Torino. Se così è, significa che esiste un problema emergenza, quindi, Torino va ricompresa nelle ipotesi di commissariamento delle altre città; invece, se Torino non ha una situazione di emergenza, è legittimo pensare che non vi sia il commissariamento, ma è altrettanto legittimo ritenere che non ci debba essere la necessità di mandare l'Esercito a Torino. Perciò, forse, bisognerebbe chiarire questo aspetto con il Governo, perché, se non si parlano a Cuneo, vengono da noi a dirci anche cose leggermente diverse! Pertanto, vorrei sapere quale sia l'impostazione che il Governo intende dare (cioè, se Torino meriti di affrontare l'emergenza oppure no, perché, dalle dichiarazioni e dalle manifestazioni dei due Sottosegretari, mi pare non esista una linea comune) e, poi, se ritenga che l'emergenza esista veramente, a Torino, poiché, in tal caso, sarebbe interesse di tutto il Consiglio Comunale - e su questo convengo con quanto detto dal Consigliere Cantore - chiedere non solo il commissariamento, ma anche l'Esercito. Però, spetta al Sindaco chiarirci quest'aspetto della reale esistenza di un'emergenza; poi, cerchiamo d'informare il Governo, il quale dovrà comunicare al proprio interno e successivamente riferire le decisioni che intenderà adottare a Torino. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Cerutti. CERUTTI Monica Le questioni oggetto della comunicazione del Sindaco s'inseriscono entrambe in un clima d'intolleranza culturale che una buona politica dovrebbe contrastare, anziché alimentare. Ci tengo a sottolinearlo, poiché mi sembra che, comunque, le due questioni siano di per sé abbastanza diverse e sia tuttavia necessario, per gli amministratori di sinistra, non rincorrere la destra su questi temi ed anche sulle soluzioni che quest'ultima propone, e contemporaneamente non sottrarsi dal considerare il fatto che il tema della sicurezza - o, per meglio dire, della percezione d'insicurezza - sia certamente una priorità da affrontare per tutti. La risposta più semplice è quella di un maggiore presidio delle forze dell'ordine, perché vorrei sottolineare come le paure si concentrino tutte nel "diverso", in questo momento rappresentato dalla persona straniera. La sinistra dovrebbe fornire delle soluzioni e cercare risposte diverse, sapendo che è necessario ricreare un senso di comunità a partire dagli italiani, promuovendo politiche d'inclusione delle persone migranti; tengo a precisare che non uso questo termine a caso, perché credo che gli italiani dovrebbero ricordarsi di un loro recente passato, nel quale, in qualche modo - sarà magari banale ricordarlo -, sono stati a loro volta "migranti". Le risposte emergenziali non hanno un'efficacia e, anzi, contribuiscono a rendere più aspro questo clima. Quindi, sulla questione "Commissario sì-Commissario no", devo dire che, leggendo il successivo resoconto giornalistico, la posizione del Sindaco non è risultata molto chiara, forse, non è stato chiaro ciò che avrebbe desiderato; adesso, sappiamo che il Commissario non vi sarà e, chiaramente, ben vengano gli stanziamenti, come ha detto adesso in Aula, proprio perché questi ultimi sono sicuramente utili, considerando che, stando a quanto si è detto, l'emergenza non esiste. L'altra questione (che purtroppo va ad inserirsi in un clima che definirei proprio di "caccia alle streghe") riguarda questa tragedia, che, come ricordato dal Consigliere Gallo, è una tragedia umana, che abbiamo ritenuto fosse comunque importante riprendere in Aula, nonostante sia chiaro che il Sindaco non possa fornire indicazioni sulle modalità con le quali sia avvenuta; tuttavia, credo che il Consiglio Comunale non debba sottrarsi al ruolo di vigilanza che, comunque, le Istituzioni devono svolgere all'interno di una struttura quale il CPT, che, come qualcuno ha detto, non deve neppure essere privata anche di una certa attenzione al necessario rispetto dei diritti delle persone. Infatti, non dobbiamo dimenticare che, all'interno di queste strutture, sono ospitate delle persone! La Magistratura farà i dovuti approfondimenti, però, siamo preoccupati che questa tragedia (avvenuta, peraltro, a pochi giorni dall'inaugurazione dell'ampliamento) avvenga nel clima succitato. Oggi, leggiamo sui giornali che i clandestini sono sempre bugiardi, ma ritengo che questo non faccia bene; invece, ci chiediamo se Hassan Nejl - è bene ricordare che questa persona aveva un nome ed un cognome - potesse essere salvato. Certamente, la tragedia sarebbe potuta capitare anche in ospedale, ma questa persona non è mai arrivata, in ospedale, e dovremmo comunque tenerlo presente. È importante, dunque, che i testimoni dell'accaduto non vengano allontanati dalla struttura, ma vengano utilizzate le registrazioni delle telecamere, visto che sono presenti all'interno del CPT e, conseguentemente, avranno registrato l'accaduto. Quindi, in questo senso, certamente, non è un compito nostro - il Sindaco ha detto che non si tratta di un caso politico -, ma ritengo che la politica debba occuparsi, invece, del rispetto dei diritti all'interno di tali strutture ed anche che la sinistra, comunque, non possa sottrarsi a questo tema. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Centillo. CENTILLO Maria Lucia Ringrazio sia il Sindaco per aver proceduto alla comunicazione, sia i Consiglieri per aver avanzato questa richiesta, e, per lasciare spazio ai Colleghi del Gruppo che desiderino intervenire, cercherò di essere molto sintetica. Voglio concentrarmi sulla prima parte della comunicazione, precisamente, quella riguardante il Centro di Permanenza Temporanea. Sono assolutamente d'accordo sul fatto che non si debba fare di questo un caso politico, ma credo che, di fronte a un decesso e ad una situazione che indubbiamente richiede la massima chiarezza possibile, politicamente abbiamo il dovere morale di andare fino in fondo. Quindi, penso che non sia solo necessario conoscere ciò che dirà la Magistratura, ma è indispensabile una presenza della Città per fare completa chiarezza su questo caso. È assolutamente necessario approfondire tutti gli elementi che riguardano questa vicenda che è avvenuta in una struttura pubblica, in seguito - immagino - ad una forte sofferenza da parte della persona deceduta; infatti, vi sarebbe dovuta essere una maggiore assistenza a questa persona, per cui, almeno dal mio punto di vista, vi è un dubbio molto forte, sul quale bisogna fare chiarezza. In una struttura pubblica credo che debbano essere garantite condizioni di assistenza coerenti con quanto previsto dalla legge; la Legge Bossi-Fini prevede che anche ai clandestini vengano garantite le cure urgenti ed essenziali. Ciò dovrebbe avvenire, a maggior ragione, in una città modello come Torino, nella quale sia il Sindaco che il Governo stesso riconoscono di non riscontrare condizioni di emergenza. Probabilmente è proprio il "sistema Torino", questo nostro modello, che ci porta a governare, tra mille contraddizioni, i flussi ed i problemi (che, peraltro, in queste settimane, stanno crescendo) che emergono da questa situazione particolare; è inquietante la situazione per quanto riguarda l'approccio e la considerazione delle persone straniere che vivono e lavorano nella nostra città. Mi vorrei soffermare su quello che è sempre stato l'esempio che noi abbiamo voluto portare e che, oggi, ho sentito richiamare persino dal Presidente della Camera, Fini: la capacità di coniugare solidarietà e legalità. Credo che si debba continuare con questo spirito, ma bisogna fare assolutamente in modo che le dichiarazioni che riguardano i diritti umani dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, della stessa Unione Europea e della nostra Costituzione non abbiano confini o stop legati a zone off limits. Per ciò che mi riguarda il Centro di Permanenza Temporanea di Corso Brunelleschi non deve avere nessuno di questi limiti. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Ventriglia. VENTRIGLIA Ferdinando L'intervento del Consigliere Cerutti mi ha fatto un po' effetto, perché mi sembrava di essere tornato indietro, ai miei primi mesi in questo Consiglio Comunale, quando esistevano già problemi di questa natura a Torino e i linguaggi erano identici; sembra quasi che non se ne sia parlato, che non siano intervenute riforme legislative, che non ci siano stati Ministri di Governo (anche del partito del quale la Collega ha fatto parte) che abbiano proseguito, in qualche maniera, in questa visione di governo del fenomeno dell'immigrazione clandestina irregolare. Si fa riferimento a testimoni, a telecamere, quasi che si debba andare a controllare chissà quali sevizie questa vittima potrebbe aver subito. Ma non voglio parlare di questo, voglio parlare del problema dei nomadi. Due o tre settimane fa, il Sindaco, in quest'Aula, ci ha rassicurati... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, lo so che lei è come Napoleone e può fare diverse cose contemporaneamente; d'altra parte, ci siamo anche scambiati, credo come regalo, "Lezioni napoleoniche" di Ernesto Ferrero, quindi... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Certo, non è sordo, ma, normalmente, quando si parla, a maggior ragione in un'Aula, ci si riferisce alla persona; se, poi, lei vuole uscire, posso anche riferirmi alla funzione in astratto. Come dicevo, il Sindaco ci ha rassicurato sul fatto che non intendeva cedere o permettere che si cedesse alla tentazione, all'indomani dell'insediamento del nuovo Governo, di attribuire tutti i problemi al livello nazionale (come se, avendo vinto il centrodestra le elezioni, i problemi fossero del Governo e di natura legislativa). Ci rassicurò in questo senso, però vedo che, obiettivamente anche un po' per colpa di un coordinamento che deve migliorare all'interno del Governo, sostanzialmente siamo giunti ad una situazione non molto diversa, anche se con modalità nuove e più sottili. Infatti, prima lei chiede il Commissario e i poteri speciali, parla di una situazione borderline che può sfociare in emergenza; alla prima apertura (magari conseguente anche ad una situazione che, dovendo tenere d'occhio la situazione nazionale, obiettivamente non vede Torino come la prima trincea - dove la battaglia è più aspra -, ma, certamente, come un'area comunque problematica), lei si inserisce, approfitta dell'assist per dire che in realtà va tutto bene. Alle richieste di carattere operativo e normativo, lei risponde che si è già provveduto, che la situazione è sotto controllo, che l'Amministrazione svolge il suo lavoro presentando dei dati e chiedendo di non essere più disturbato. In realtà, il suo compito sarebbe di collaborare con il Governo senza allarmismi, ma senza neanche approfittare di una fase ancora di insediamento per derogare a quello che è il suo dovere, cioè di rappresentare la situazione così com'é e, soprattutto, su una linea che sia credibile. Non è possibile che lei, in due settimane, passi dalla quasi emergenza alla situazione sotto controllo, perché questo non aiuta. È, comunque, sempre una sua facoltà, Sindaco, nell'ambito delle numerose competenze a lei attribuite in questo campo, proporre soluzioni innovative, migliorare e portare risultati superiori. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Non so se siamo a corto di argomenti, ma lei, a volte, ce ne ruba talmente tanti, che, effettivamente, può capitare che lo siamo, come ha notato la sua Collega. È giusto non drammatizzare la situazione, ma non bisogna neanche ignorare i problemi, perché lei, in passato, lo ha fatto e, poi, ha recuperato la situazione in maniera un po' spregiudicata e spericolata, grazie ad una stampa a volte anche straordinariamente compiacente, che pubblica sue dichiarazioni diametralmente in contrasto da un giorno dall'altro. Il fatto è che, poi, però i problemi si incancreniscono e si presentano più gravi di quanto non fossero in principio. Le chiediamo, quindi, nell'interlocuzione con il Governo, oltre a quanto affermato nell'intervento del Capogruppo Cantore prima, di mantenere una linea che non sia soltanto a beneficio della tutela della sua immagine, ma tenga conto anche delle situazioni di fatto e delle realtà che lei ha il dovere di rappresentare al Governo, essendo quelle che lei conosce meglio. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Carossa. CAROSSA Mario Devo ammettere che non ho potuto ascoltare gli interventi precedenti dei miei Colleghi, perché partecipavo al presidio che abbiamo organizzato per protestare contro lo stanziamento di 750.000 Euro per le case ai nomadi. Ma ne riparleremo più tardi. Sono sempre sincero, per cui non negherò il mio imbarazzo, perché è pacifico. Da tutta questa situazione sembra emergere che il Sindaco Chiamparino ha operato benissimo e che a Torino non vi sono problemi. Non è proprio così, è stata una forzatura! Il Sottosegretario Davico, con il quale (come lei sa) mi sono incontrato subito dopo il vostro colloquio, ha effettivamente detto queste cose, ma anche - e non solo - per un motivo. Ripercorriamo questa vicenda: appena il Ministro Maroni ha parlato della questione dei poteri straordinari ai Prefetti e del Commissario straordinario, lei ha dichiarato che non era d'accordo, salvo, dopo due o tre giorni, dichiarare che anche Torino voleva il Commissario straordinario con poteri speciali. Probabilmente ha pensato che fosse la solita uscita dei membri della Lega, che, magari, dopo un giorno, cambiano idea. Le voglio, però, ricordare, Sindaco, che, così come siamo bravi o abbastanza bravi o cerchiamo di essere bravi a fare l'opposizione, cerchiamo di essere altrettanto bravi quando siamo al Governo. Tutto quanto dichiarato dal Ministro Maroni andrà avanti con il Decreto Legge, con la proposta di Legge e quant'altro; perciò, quando ha capito che non si trattava di una boutade, stando alle dichiarazioni comparse su "La Stampa", ritengo che il Sindaco abbia cambiato idea, affermando che anche Torino vuole il Commissario straordinario. Il Sottosegretario agli Interni Davico, il quale conosce abbastanza la situazione di Torino, anche perché gli è stata illustrata precedentemente - nelle settimane scorse e non nei giorni scorsi! - dal Partito, è venuto subito - voglio che tutti ne siano consapevoli -, dando effettiva dimostrazione di una volontà di dialogare che non c'era mai stata con nessun altro Governo, e penso che il Sindaco - chiedo scusa se non l'ho sentito - gliene abbia dato o, comunque, gliene darà atto. Poi, è ovvio che i numeri non siano così grandi rispetto alle altre città ed è altrettanto ovvio che, a fronte di altre situazioni, con numeri più importanti - mi permetterei di usare questo termine -, il Governo abbia deciso immediatamente di mandare un Commissario straordinario, appunto, in altre città, mentre abbia chiesto di tenere sotto osservazione la situazione di Torino, per poi concordare eventuali passi successivi. Penso che questo significhi dimostrare che si vuole governare bene, indipendentemente dai colori politici, che ritengo il primo compito di chi governa. Bisogna anche dire che, con deliberazioni come quella che volete andare ad approvare, non si aiuta il dibattito, poiché non è ovvio che non ci potremmo trovare d'accordo, e non si tratta del Sottosegretario Davico, perché è il Partito che lo dice, e lei, Sindaco, sa perfettamente che, da noi, il Partito conta ancora molto, a differenza di altri posti! Perciò, come ho detto prima in sede di Conferenza dei Capigruppo, reputo questo dibattito abbastanza inutile, poiché avrei ritenuto più opportuno discuterne successivamente, magari, dopo aver visto dei fatti, da ambo le parti. Approfitto comunque di quest'intervento per ringraziare il Sindaco, il quale, anche se non l'ha detto, ha accolto il mio consiglio dello scorso lunedì ed è andato a trovare il Ministro Bossi. Sono veramente contento che sia andato a parlare con il Ministro Bossi e anche con gli altri Ministri, certamente, e chissà che non si riesca davvero a fare qualcosa di buono per l'Italia! COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Cassano. CASSANO Luca Come già detto dai Consiglieri Domenico Gallo e Cerutti, non credo che la morte di un uomo possa lasciare indifferente quest'Aula, tanto più quando la persona in oggetto appartenga ad una categoria o ad un gruppo sociale che, nelle ultime settimane, dall'insediamento del nuovo Governo ad oggi, è stata oggetto di una campagna di aggressione, discriminazione e violenza che imbarbarisce il nostro Paese ed i cui risultati, purtroppo, sono evidenti anche nelle nostre città. Naturalmente, in questo contesto ci affidiamo agli esiti dell'autopsia e non pretendiamo di sostituirci ai rilievi ed alle osservazioni che, dal punto di vista tecnico-scientifico, certamente spettano ad altri; tuttavia, non possiamo fare a meno di reagire di fronte allo strumento del CPT, a come sarà ed è concepito anche nel decreto appena approvato dal Governo, sempre più come un fortino invalicabile e inavvicinabile. L'aumento della detenzione massima possibile, che peraltro è oggetto di osservazione e critiche, da parte non solo dell'Unione Europea, ma anche di oltre 200 Organizzazioni Non Governative, sicuramente aumenterà l'impenetrabilità di strutture concepite come delle piccole Guantanamo, purtroppo, e ciò non può che spaventarci. Non vorremmo arrivare a pensare, signor Sindaco, che altri episodi possano essersi verificati all'interno della struttura di Corso Brunelleschi e che questa morte sia diventata una notizia per un fatto casuale, perché, se così fosse, saremmo di fronte a una struttura che non solo non è in grado di svolgere la funzione purtroppo attribuitale dalla Legge Bossi-Fini, ma che diventa anche pericolosa per la vita degli immigrati, i quali devono malauguratamente esservi detenuti. Pensiamo anche all'equazione (che, in molti casi, abbiamo potuto leggere o ascoltare, in questi giorni, dai mezzi di comunicazione) secondo cui il clandestino sarebbe un criminale e, in quanto tale, in un disegno d'imbarbarimento della nostra nazione, non gli appartengono né il diritto alla salute e, dunque, al soccorso di fronte ad una malattia banale (tale parrebbe quella per la quale è morto l'immigrato in questo weekend, cioè la polmonite), né quelli inalienabili, appunto perché, sulla base di un'equazione che il reato di clandestinità vorrebbe riconoscere, è un criminale. Avevamo auspicato un superamento di queste strutture, nei due anni del Governo Prodi, invece, purtroppo, il Disegno di Legge Amato-Ferrero è morto con la legislatura ormai volta al termine; sicuramente, però, è un sentimento d'angoscia e preoccupazione sempre più crescente quello che ci coglie nel sapere che, non solo le strutture saranno mantenute, ma che aumenterà anche la loro funzione, all'interno di un contesto sulle leggi dell'immigrazione sempre più restrittivo. Il Consigliere Cerutti ha già detto che sarebbe potuto succedere tranquillamente anche in un ospedale e, se fosse stato così, saremmo ugualmente venuti a chiedere conto di un dibattito necessario a quest'Aula, anche per far confrontare la politica su un contesto sociale che sta mutando, nel nostro Paese, nelle ultime settimane, e che ci preoccupa parecchio. Inoltre, anche sui giornali si parla di un miglioramento della vivibilità del Centro di Corso Brunelleschi, citando ad esempio i nuovi televisori, che indicano condizioni all'apparenza decisamente più agevoli; invece, noi crediamo che la vivibilità di un luogo non si possa misurare dal comfort accessorio o percepito, quanto piuttosto dalla possibilità che le persone che vi rimangono possano essere trattate come tali e, quindi, accedere ai diritti inalienabili dell'uomo. In questo senso, ritengo indifendibile la scelta di quanti negano l'ingresso, anche ad autorità come i Consiglieri Regionali, in strutture quali il CPT, che invece avrebbero bisogno di essere - nella migliore delle ipotesi, secondo me - chiuse e ripensate, ma, se non altro, quantomeno accessibili, in modo da non alimentare un clima di assenza e di imperscrutabilità delle strutture, per consentirci di non avere sospetti, pure in situazioni come questa morte avvenuta. Infine, signor Sindaco, vorrei avanzare una richiesta, sempre riguardo alla possibilità di rendere visitabili ed accessibili tali strutture: abbiamo appreso dai giornali (non essendo stati invitati, ma comunque non ci saremmo andati) che, dal 14 maggio, la struttura di Corso Brunelleschi è stata ampliata; ebbene, le chiedo se lei abbia avuto modo di visitare la nuova struttura, se sia stato invitato all'inaugurazione dell'ampliamento e se, in qualità di primo cittadino della città, le sia stato possibile visitarla, poiché credo che, dal dibattito odierno, potrebbe anche giungere questo segnale, ovvero, quello di allargare la possibilità di visitare la struttura, per renderla più trasparente, a cominciare dai Consiglieri Comunali, nonché appunto dalla sua autorità. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Lonero. LONERO Giuseppe Intervengo per manifestare l'apprezzamento del Partito che rappresento per la mancata nomina del Commissario a Torino, in merito alla questione dei Rom. Siamo contenti che ciò non sia avvenuto, e non perché siamo convinti che a Torino il problema non esista, ma perché siamo convinti, invece, che sia sbagliata la politica dei Commissari nelle grandi città per risolvere questo problema; quindi, il nostro apprezzamento verso la mancata nomina del Commissario a Torino fa il paio con il mancato apprezzamento della nomina dei Commissari annunciata, invece, a Milano, a Roma e a Napoli. Questo, semplicemente perché riteniamo che, quando vi sia un'emergenza, in qualche modo essa venga generata dalla mancata applicazione di comportamenti e norme esistenti e dal mancato utilizzo di poteri che Sindaci, Prefetti e Questori già possiedono; inoltre, crediamo che occorra far lavorare - e bene - quanti hanno la competenza e la funzione di governare il territorio, dando loro la possibilità di adoperarsi affinché quest'emergenza non insorga o, qualora ciò avvenisse, fosse risolta. Quindi, il nostro atteggiamento generale, che bisogna applicare in concreto a livello locale, su Torino, è quello di dire "no ai Commissari", incrementando piuttosto le forze dell'ordine e le loro dotazioni, dando altresì la possibilità di lavorare a Prefetti, Questori e Sindaci, applicando le normative già esistenti per risolvere il problema della sicurezza. Tuttavia, sono anche intervenuto perché ritengo non sia possibile rimanere inerti e silenti davanti ad alcune affermazioni fatte dalla Sinistra radicale; in particolare, rivolgendomi al Consigliere Cerutti, vorrei dire che dissento completamente dal suo voler unire il problema degli immigrati clandestini a quello degli emigranti italiani, semplicemente perché, quando emigravano, gli italiani avevano la certezza di trovare un posto di lavoro nel luogo prescelto, mentre ciò non accade (perlomeno, quasi mai), in Italia, con gli stranieri. La differenza sta proprio in questo; poi, se tra coloro i quali emigravano alla ricerca di un posto di lavoro, vi erano anche persone con intenzioni ben diverse, ovviamente si tratta di un'eccezione che non conferma la regola. Per quanto riguarda l'orientamento sui CPT, continuo a notare che la posizione della Sinistra radicale ha soprattutto una tendenza a fare azioni ed affermazioni di natura prettamente demagogica, le quali servono solamente a cavalcare l'emotività suscitata da eventi gravi come quelli accaduti nei giorni scorsi, dimenticando o non prendendo neppure in considerazione che simili eventi possano anche esser frutto di banale fatalità, cosa che, negli interventi dei Consiglieri che mi hanno preceduto, non viene nemmeno lontanamente contemplata. Perciò, quando si parla di imbarbarimento, ritengo vero che, in Italia, vi sia un latente imbarbarimento, che è generato, però, dal mancato rispetto delle leggi, originato dal venir meno del senso dello Stato e del vivere civile, e, stando a quanto abbiamo letto stamattina sui giornali, è derivato dal fatto d'incitare alla ribellione - cosa assolutamente inaccettabile - gli ospiti del CPT. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Galasso. GALASSO Ennio Lucio Intendo fare qualche breve considerazione, perché ritengo che, spesso, sulla materia, vi sia un eccesso di emotività - l'ho rilevata anche nel corso di questo dibattito, seppur espressa con modi assolutamente garbati -, che non ci consente di cogliere completamente la natura del problema. Quindi, se posso permettermi di dirlo, ritengo che si debbano affrontare questi temi con maggiore professionalità ed avere sempre un quadro generale da esaminare in modo organico sotto il profilo legislativo per poi discendere su quello amministrativo, dal quale devono conseguentemente derivare condotte ed atteggiamenti sul piano sociale ed eventualmente giudiziario. Si è parlato anche di imbarazzo, e penso che questo possa esserci soltanto nella misura in cui non si ponga soverchia attenzione alla differenza che intercorre fra l'ideale ed il reale; infatti, la capacità del legislatore o dell'amministratore sta nel comporre, misurare e tradurre, appunto, l'ideale in reale. In queste circostanze emergono due atteggiamenti, ovvero una sottolineatura della legalità, peraltro sacrosanta, ed una sottolineatura dei problemi umanitari, altrettanto sacrosanta; ebbene, anziché porre i due problemi in conflitto fra loro e viverli quindi in modo conflittuale, questi due aspetti dovrebbero ricevere arricchimento l'uno dall'altro. Se ci poniamo con quest'atteggiamento - come sostanzialmente emerge negli interventi di tutti i Colleghi, anche se, recitando a soggetto, ognuno sottolinea più l'uno che l'altro aspetto -, si finisce per impoverire sempre il secondo elemento del problema, mentre, appunto, i due aspetti devono vivere coralmente. Queste sono le considerazioni di ordine generale che desideravo fare. Quindi, sul piano della sicurezza non bisogna abbassare la guardia, perché, come avevo sottolineato già alcuni mesi fa, seppure non esista l'emergenza nemmeno nei suoi aspetti acuti, è pur vero che, quando si sia al limite dell'emergenza, si corra comunque il rischio di una capitolazione e, dunque, di una degenerazione della situazione generale. Perciò, siccome è pacifico che motivi seri di criticità esistano anche nella nostra città, sotto questo aspetto dobbiamo essere particolarmente attenti e vigili e, soprattutto, saper prevenire i problemi, poiché giocare sempre di rimessa - mutuando una metafora calcistica - non sempre può giovare. Infine, per quanto riguarda la questione della morte del giovane al CPT di Corso Brunelleschi, è evidente che esista un'insopprimibile esigenza di veder tutelate delle persone, ma contemporaneamente di fare in modo che tutta la società possa vivere in modo più corale ed armonioso. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Sindaco, per la replica. SINDACO Riprendendo proprio la parte generale dell'intervento del Consigliere Galasso, penso che il modo per cercare di coniugare maggiormente i termini legalità e solidarietà, forse, sia quello per cui ognuno di noi faccia mente locale sul fatto che la campagna elettorale è finita; ciò, a parer mio, seppure non garantisca automaticamente, pur tuttavia aiuta. Sulle risposte al dibattito in merito alla questione CPT, dobbiamo essere e siamo impegnati a garantire la dignità della persona, ovunque questa si trovi, ovvero in una situazione di detenzione, oppure di ricovero, o di normale e libera vita nella città. So benissimo - e l'impegno al riguardo non manca -, ad esempio, che la Conferenza dei Capigruppo ha audito la direttrice della Casa Circondariale Lorusso e Cutugno, quando, non molto tempo or sono, si sono verificati i due tragici atti di autolesionismo, anche se, a dire il vero, non mi risulta alcuna richiesta di comunicazioni in Aula. So benissimo che, attraverso altre forme di controllo, quando ci sono stati casi da verificare - ci tengo davvero a sottolinearlo - di cosiddetta malasanità, vi sono stati interessamenti in ambiti settoriali specifici, ma non richieste di comunicazioni in Aula. Quindi, garantendo quest'impegno, la mia sensazione è che, quando si tocca la questione dei CPT, vi sia un sovraccarico di ideologizzazione o, se preferite, di politicizzazione del problema, che lo colloca in una dimensione un po' diversa e lo carica di significati politici; invece, secondo me, bisognerebbe distinguere questi ultimi dall'impegno necessario a garantire la dignità delle persone che vivono una condizione di detenzione amministrativa, la quale deve pur tuttavia essere dignitosa, non solo per quegli aspetti di fondo citati prima dal Consigliere Cassano, ma anche perché ritengo sia sempre meglio che pure gli aspetti un po' di contorno, per così dire, siano migliori di quelli precedentemente esistenti. Poi, colgo l'occasione per dire che non mi risulta alcuna inaugurazione, ma semplicemente un progressivo utilizzo delle nuove strutture (che non sono ancora completate) ed il contemporaneo abbandono di quelle vecchie. Inoltre, non ritengo opportuno inaugurare il nuovo CPT; semmai, se lo si riterrà utile, si potrà anche stabilire che una delegazione visiti la struttura, una volta completata, per verificarne il nuovo funzionamento. Quindi, mi premeva semplicemente sottolineare che, quando si parla del CPT, vi è - perlomeno, così mi pare - un sovraccarico di politicizzazione che certamente non aiuta; a tale proposito, senza voler andare a rivangare, desidero solamente ricordare il dibattito sulla questione, affrontata con il Prefetto Sottile, circa il cosiddetto raddoppio della modernizzazione. Certamente, il CPT, come il carcere, è un luogo che nessuno vorrebbe esistesse, perché tutti desidereremmo vivere in una società in cui non ve ne fosse bisogno; però, se non avessimo fatto quell'operazione, non esisterebbero neppure i miglioramenti che vi sono stati, per quanto riguarda alcune condizioni di base, proprio rispetto alla vita in quel luogo. In questo senso, probabilmente, depotenziando la politicizzazione del problema, si può rafforzare l'azione per migliorare concretamente le condizioni di vita di quanti si trovano a dover vivere in quella condizione, al di là delle visioni che ogni Partito ha, poi, sul loro ruolo ed utilità. Per quanto riguarda l'altra questione, vorrei solamente precisare che ho sempre detto - a tale proposito, rimando al mio dibattito televisivo con il Sindaco Alemanno, nel corso della trasmissione "Matrix" - di ritenere sbagliata la misura del Commissario e la stessa questione di Napoli (dove è fallita una gestione commissariale lunga 14 anni) conferma questo mio punto di vista. Certamente, il tema dei rifiuti è diverso da quello dei nomadi, ma, per certi aspetti, è persino più facile di quest'ultimo, poiché il cittadino comune dovrebbe avere, comunque, la percezione della necessità che occorra pur mettere da qualche parte il rifiuto che ciascuno di noi produce. Perciò, considerando il fallimento della gestione commissariale a Napoli sul tema dei rifiuti, voglio proprio vedere quale sarà il Commissario che riuscirà nel suo intento, qualora decidesse di fare, ad esempio, due campi nomadi (uno nel posto "x", l'altro nel posto "y"), senza aver prima raggiunto un'intesa con i cittadini del luogo! Spero sia chiaro - perché bisogna dire le cose come stanno, senza nascondersi dietro un dito - che, nel sentire comune dei cittadini, purtroppo, l'opinione pubblica considera questo tema, se non alla stregua, comunque, per certi aspetti, peggio di un impianto per lo smaltimento dei rifiuti! Però, quando ho visto che il Governo optava per i Commissari, ho subito aggiunto - senza contraddirmi - che, se quella era la strada scelta da questo Governo per mettere a disposizione risorse, mi sarei iscritto e quindi avrei iscritto la Città, perché, invece, le risorse servono - e rimando al Patto per la Sicurezza firmato un anno fa, in cui è tutto scritto, nero su bianco - per la gestione della razionalizzazione e dell'ammodernamento dei campi nomadi. Spero che sia sufficientemente chiaro: non vi è assolutamente alcuna contraddizione e l'aspetto positivo nella visita del Sottosegretario Davico consiste nel fatto che abbia garantito che esiste un'attenzione del Governo sugli aspetti sostanziali della questione, al di là delle forme che potranno essere decise operativamente, tenendo conto della situazione reale della Città e delle esigenze operative esistenti. Siete al Governo, siete maggioranza, perciò, attuate le forme di pressione e d'iniziativa che ritenete necessarie! Peraltro, il Viceministro della Difesa è di Marene, il Sottosegretario agli Interni abita fra l'uscita dell'autostrada e Bra; insomma, possono anche percorrere 3 chilometri ciascuno, darsi appuntamento al casello dell'autostrada e mettersi d'accordo! Oggi, il Generale Crosetto è stato nuovamente smentito, infatti, il Ministro Maroni ha ribadito (l'ho visto poc'anzi) che non s'impiega l'Esercito in funzione di ordine pubblico e, da parte mia, concordo con il Ministro; però, dal momento che siete al Governo e siete in maggioranza, visto che esiste un impegno a seguire e a rispondere sulle questioni di sostanza, riguardanti appunto le risorse per affrontare il problema dei nomadi, penso che ci si possa anche aiutare, a prescindere dal fatto che si rientri o meno sopra o sotto la soglia! Il Tavolo per la Sicurezza, fissato per il 6 giugno, servirà esattamente a questo: facciamo pressioni, in modo tale che anche Torino abbia le condizioni per poter affrontare, in una logica di cooperazione che qui c'è sempre stata, un problema che richiede strategie di lungo periodo e che non si risolve con la logica secondo la quale "schiocco le dita e tutto è fatto". Questo è il mio impegno, ma mi sembra sia pure quello del Ministero degli Interni; quindi, credo che esistano tutte le condizioni sulle quali dobbiamo vigilare per governare insieme, positivamente, un problema indubbiamente difficile. |