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CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 200802496/02, presentata in data 6 maggio 2008, avente per oggetto: "'Sfratto' agli immobili commerciali di proprietà del Comune?" I sottoscritti Consiglieri Comunali, PRESO ATTO CHE - a diversi negozianti, tra cui molte attività storiche, è arrivata una missiva dall'Assessore al Patrimonio della Città di Torino dove venivano informati che la convenzione con Palazzo Civico era in scadenza e non sarebbe stata rinnovata; - l'Amministrazione comunale ha pensato bene di mettere "l'affitto all'asta" chi è disposto a offrire di più si aggiudica i locali, il precedente occupante ha diritto di prelazione ma deve essere disposto a pagare quanto il vincitore della gara; - così facendo non si tiene in considerazione anni di lavoro, non si tiene in considerazione la sorte economica e occupazionale di queste imprese e rappresenta un evidente segno di totale disinteresse da parte dell'Amministrazione; INTERPELLANO Il Sindaco e l'Assessore competente per sapere: 1) chi è il diretto responsabile del bando degli affitti; 2) come mai non si è tenuto in considerazione anni di fattiva collaborazione tra l'Amministrazione e i locatari degli immobili; 3) se non è il caso di aprire un tavolo di trattative tra il Comune e i negozianti per trovare equa e risolutiva soluzione sulla diatriba degli affitti. F.to Mario Carossa Michele Coppola Andrea Tronzano CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Viano. VIANO Mario (Assessore) Nella mia risposta, procederei in questo modo: anzitutto, darei lettura di una nota tecnica (di cui potrò fornire copia, ove richiesto) predisposta dalla Direzione Patrimonio, almeno nelle parti che mi paiono più significative in proposito, tralasciando tutto il resto, che è di maggiore dettaglio; dopodiché darei conto dell'atteggiamento tenuto, degli incontri avuti con le categorie insieme all'Assessore Altamura e dell'intesa sul percorso da seguire. La nota tecnica mi pare focalizzare bene il tema dal punto di vista amministrativo e giuridico. La nota precisa che la responsabilità del bando (e, in generale, della gestione) è posta in capo alla struttura della Divisione Patrimonio, in particolare al Settore Contratti Attivi - Amministrazione. Vi esporrò, poi, le motivazioni specifiche del comportamento tenuto, che è un comportamento burocratico (dato dalla struttura, in autonomia, ma un'autonomia dovuta, trattandosi di attività gestionale), un comportamento che si è ritenuto di esercitare per le ragioni già esposte, di cui darò lettura. Il Settore Contratti Attivi -Amministrazione della Divisione Patrimonio ha il compito di gestire il patrimonio immobiliare della Città di Torino, anche dando in locazione o in concessione i locali destinati ad attività commerciali, nel rispetto dei principi di trasparenza, concorrenza e pubblicità previsti per ogni proprietario pubblico. In sostanza, ogni soggetto pubblico proprietario è tenuto al rispetto dei principi generali di funzionamento delle Pubbliche Amministrazioni. Per effetto di detti principi, a differenza del proprietario privato, la Pubblica Amministrazione proprietaria di immobili non può scegliere i propri inquilini attraverso contrattazioni dirette, ma può farlo attraverso procedure obbligatorie di evidenza pubblica, considerate dalla legge e dalle numerose sentenze emanate dai Giudici, ivi compresa la Corte dei Conti, unico strumento idoneo a garantire non solo il migliore valore di mercato di un immobile da dare in concessione o locazione, ma anche e prioritariamente a parità di condizioni a tutti i possibili interessati. Nella sostanza, questa è la motivazione; dopodiché vi sono messe a punto più specifiche sui comportamenti, di cui leggerete diffusamente, se lo vorrete. Noi abbiamo incontrato i rappresentanti della categoria e abbiamo richiamato, ovviamente, soprattutto per la mia parte, questi principi generali che non possono, in via ordinaria, essere derogati, fatto salvo il perseguimento di specifici obiettivi di politica commerciale. Per questo motivo, l'incontro è avvenuto alla presenza dell'Assessore al Commercio, perché, in quanto amministratore - consentitemi l'espressione - di un patrimonio pubblico, devo rifarmi ai principi richiamati nella nota tecnica. Certamente, nel commercio, si possono fare politiche di sostegno di certi tipi di attività (e non di certi soggetti) di protezione rispetto a situazioni di mercato che possono vedere alcune categorie in una posizione di relativa debolezza: si possono, cioè, fare politiche attive anche attraverso la gestione del patrimonio. Significa che si possono introdurre esplicitamente ulteriori regole, volte a perseguire questi obiettivi di tutela; ma, dal versante strettamente patrimoniale, è evidente che i criteri richiamati siano quelli che devono guidare il comportamento della Amministrazione. Quindi, abbiamo incontrato gli operatori o, almeno, le rappresentanze, ed abbiamo concordato che avremmo condotto un'analisi puntuale delle singole situazioni, fra virgolette, "in scadenza", poiché, certamente, uno dei problemi non trascurabili è dato proprio dal fatto che sia configurabile quella come scadenza valida agli effetti di una gestione ricondotta alla locazione commerciale (quindi, con una vigenza del contratto di "6 più 6") e, poi, avremmo anche valutato in specifico le modalità possibili per tutelare le singole situazioni, ovviamente, dal punto di vista della categoria merceologica, non in termini soggettivi, appunto perché vi è un problema di concorrenza, di trasparenza, di garanzia di possibilità d'accesso ai contratti con la Pubblica Amministrazione (in questo caso, di locazione) da parte di tutti, cioè bisogna garantire a tutti la possibilità di accedere a questi contratti con l'Amministrazione, naturalmente, attraverso l'evidenza pubblica. Perciò, per esaminare questi aspetti dei contratti in scadenza, per così dire, abbiamo concordato di procedere ad un lavoro dettagliato da condurre insieme alle categorie, in esito al quale ci riserviamo di assumere determinazioni con un valore, appunto, più squisitamente politico, legato all'attività dell'Assessorato al Commercio. L'ultimo incontro a cui ho presenziato risale ad una decina di giorni fa, perché i precedenti erano avvenuti soltanto con l'Assessore al Commercio, mentre poi abbiamo allargato la questione, le competenze sulle quali far convergere il lavoro d'istruttoria, che è partito in sede tecnica e di cui potremo dar conto nelle prossime settimane o, al massimo, entro il mese di giugno. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Consigliere Carossa, prego... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Il tempo a disposizione è di 5 minuti, ma complessivamente. La parola al Consigliere Carossa. CAROSSA Mario Io userei 5 secondi. Devo rivolgerle i miei complimenti, Assessore, perché lei riesce sempre a parlare 5 minuti. Sfido chiunque, in quest'Aula, a ripetere; personalmente, ho capito poco, ma non importa. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). È una mancanza mia, Assessore. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Ha capito perfettamente, Assessore. Lei ha la capacità di parlare 5 minuti, dicendo poco o nulla; ma non importa, perché anche questo rientra nel gioco politico, e va bene così! Comunque, sono indignato. Sicuramente, parleranno più approfonditamente i miei Colleghi. Voglio solamente ricordare una lettera, datata 2 aprile, nella quale si dice al proprietario di un bar - peraltro, conosciamo benissimo la situazione di questa categoria e tutte le difficoltà che sta attraversando -, cioè ad una persona che ha un'attività: "La Città di Torino, nel corso dei prossimi mesi, metterà a bando gli immobili di proprietà comunale, compreso quello in oggetto..." - quindi, il luogo nel quale quella persona sta lavorando - "...ci metteremo in contatto, per dare disponibilità per gli orari dei sopralluoghi". Voglio sottolineare che questa lettera è stata inviata, prima di qualsiasi incontro, a persone comuni, che si limitano semplicemente a lavorare, quindi, non sono né Rom né altro; anzi, se si fosse trattato di Rom o quant'altro, si sarebbe dovuto "concertare", invece, nel caso di queste persone, si è pensato bene di inviare una lettera - gettandole nel panico -, facendo poi gli incontri come Assessorato! Ebbene, io contesto questo modo di agire e ritengo che non si debbano mandare nel panico le persone che lavorano onestamente! Perciò, la prossima volta vorrei che, prima, provaste a fare un incontro con le associazioni di categoria e che, solamente dopo, inviaste giustamente la lettera, perché si tratta di un vostro diritto-dovere. Per quanto riguarda l'accenno alle scadenze contrattuali, chiedo subito (però, bisognerà vedere se siano d'accordo o meno) che si possa andare in Commissione, partendo da questo spunto, per capire tutte le varie scadenze degli esercizi commerciali di proprietà del Comune e riuscire così ad avere un quadro il più completo possibile. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Coppola. COPPOLA Michele Forse, per ricostruire un certo clima utile al percorso che dobbiamo intraprendere, sarebbe stato più funzionale iniziare dicendo: "Evidentemente, la lettera scritta è da inserire nell'elenco che gli amministratori o l'Amministrazione compiono...". Infatti, è impensabile scegliere un comportamento simile, perché - ce lo siamo detti molte volte -, in questa Città, in passato, i rapporti con i rappresentanti delle categorie (fra l'altro, nell'ambito del settore presieduto dall'Assessore Altamura) sono sempre stati positivi ed i dialoghi continuativi, quindi, una simile modalità è incomprensibile. Tuttavia, siccome siamo sempre disponibili ad affiancare l'Amministrazione nel migliorare gli errori registrati, le dico che il percorso più utile, probabilmente, è quello di andare in Commissione (infatti, chiederemo al Presidente di rinviarla in I o I più III Commissione, perché lasciamo che siano gli Uffici a scegliere in base alla competenza più corretta), per affiancare l'Amministrazione nell'iter che ci troviamo davanti. Infatti, non vorremmo che, ad un certo punto, vi fossero accelerazioni o cambiamenti di orientamento e neppure dover leggere sui giornali che le gare ad evidenza pubblica saranno fatte proprio per cercare nuovi operatori e mandare a casa, scalzandoli dalle loro attività storiche, operatori che, invece, crediamo debbano rimanere in quegli esercizi, nelle location che occupano attualmente. Sono d'accordo con lei, con il ragionamento fatto l'altro giorno, in Commissione Bilancio: bisogna trovare un giusto compromesso fra le esigenze di chi si occupa di commercio e quelle di chi deve far quadrare i conti con il Patrimonio; tuttavia, credo che, nella fattispecie, quest'esigenza si debba realizzare nel rispetto di chi ha una storia, in questa Città, poiché si tratta di esercizi commerciali che, certamente, non sono né grandi catene né operatori internazionali, ma rappresentano anche la storia e la tradizione della nostra città. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Tronzano. TRONZANO Andrea Io, al contrario del Consigliere Carossa, credo di aver capito l'assenza di indirizzi in ciò che la Giunta dirà ai funzionari, nel senso che mi sembra curioso (per la verità, "curioso" è il termine più morbido che mi viene in mente) che gli Assessori al Patrimonio e al Commercio non sapessero dei comportamenti tenuti dai funzionari nelle loro qualità e nelle loro funzioni di gestione. Oggettivamente, infatti, mi sembra incredibile che un indirizzo del genere (nel quale si dismette o comunque si razionalizza, per così dire, un patrimonio comunale) non sia stato sottoposto al vaglio degli Assessori, prima di assumere certi comportamenti, peraltro con atti ufficiali, come la lettera spedita ai commercianti in tal senso coinvolti. Perciò, non sono assolutamente soddisfatto della risposta dell'Assessore Viano; naturalmente, lo dico con tutto il rispetto per l'"ignoranza" (fra virgolette) amministrativa, che talvolta può anche causare errori nelle nostre valutazioni, ma, in questo caso, pensiamo di non essere assolutamente in tali condizioni, anzi, crediamo di avere idee ben chiare, al punto che sposo perfettamente la valutazione del Consigliere Coppola circa il rinvio dell'interpellanza in Commissione, poiché ritengo che meriti un approfondimento. Innanzitutto, per capire quando è avvenuto il passaggio tra locazione e concessione (se così è avvenuto) per questo tipo di locali, perché questo, a mio giudizio, è dirimente; in secondo luogo (questo è assolutamente importante e bisogna capirlo), quali saranno gli indirizzi che la Giunta intenderà dare, come dice l'Assessore, in questa assunzione di determinazioni politiche in esito al lavoro di dettaglio. Questo è altrettanto importante, perché senza queste valutazioni la discussione in Commissione sarebbe alquanto infruttifera. Inoltre (e lo sottolineo a beneficio di tutti), oltre ai principi stabiliti dalla Costituzione, dalla Legge n. 241, citati dall'Assessore, io ne cito ancora un altro, quello di leale collaborazione, che credo questa Amministrazione ogni tanto si dimentica, entrando a piedi giunti su passaggi già sanciti da contratti, magari modificandoli; faccio un esempio specifico: l'aumento dell'ICI dell'1‰ sulle locazioni sociali (diciamo così, in maniera impropria), quindi si interviene retroattivamente su determinazioni che sono già state assunte dai commercianti che hanno consentito loro di lavorare in maniera serena, tranquilla e trasparente, pensando anche di lavorare per i propri figli e il futuro. Entrando così a piedi giunti su una situazione come quella che si sta verificando nella Città di Torino mi sembra oggettivamente rompere questo rapporto di leale collaborazione. Pertanto, credo sia giusto, Presidente, rinviare in Commissione questa discussione, valutare con attenzione il rapporto di leale collaborazione, valutare con attenzione la locazione-concessione e soprattutto, a mio giudizio, ritirare la deliberazione o, perlomeno, cercare di intervenire sui locali sfitti prima di agire su quelli che in realtà sono già in contratto di locazione. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Ovviamente, non ho problemi a che l'argomento venga rinviato in Commissione, quindi non la interpellanza in sé, ma inviteremmo il Presidente della I Commissione di concerto con il Presidente della III, a calendarizzare una discussione su questo argomento a partire dalle domande che sono state poste nell'interpellanza e, magari, utilizzando anche la memoria, che mi pare l'Assessore Viano abbia già fatto pervenire agli interpellanti. Quindi, riprendere la discussione in I più III Commissione. In questo modo ci sarà ovviamente la possibilità di una migliore organizzazione dei lavori e con tempi più adeguati alla necessaria disamina della questione ed una eventuale ricerca di una soluzione. La parola all'Assessore Viano. VIANO Mario (Assessore) L'unica precisazione che vorrei fare è che non c'è alcuna deliberazione: si è trattato di comportamenti ordinariamente ispirati ai criteri generali a cui si attengono gli Uffici nello svolgimento delle ordinarie procedure. Quindi non c'è alcun atto deliberativo né da sospendere nell'efficacia né da revocare. Al termine della fase dedicata alla discussione delle interpellanze dell'adunanza odierna, il Presidente CASTRONOVO Giuseppe ha accertato, a mezzo del Segretario, l'esistenza del numero legale. Verificata l'esistenza del numero legale, il Presidente ha dichiarato aperta la seduta, alla quale sono intervenuti, oltre la Presidente CASTRONOVO Giuseppe, al Vicepresidente COPPOLA Michele ed al Sindaco CHIAMPARINO Sergio, i Consiglieri: ANGELERI Antonello BONINO Gian Luigi BUQUICCHIO Andrea BUSSOLA Cristiano CALGARO Marco CANTORE Daniele CAROSSA Mario CASSANO Luca CASSIANI Luca CENTILLO Maria Lucia CERUTTI Monica CUGUSI Vincenzo CUNTRÒ Gioacchino CUTULI Salvatore FERRANTE Antonio FERRARIS Giovanni Maria GALASSO Ennio Lucio GALLO Domenico GALLO Stefano GANDOLFO Salvatore GENISIO Domenica GENTILE Lorenzo GHIGLIA Agostino GIORGIS Andrea GOFFI Alberto GRIMALDI Marco LAVOLTA Enzo LEVI-MONTALCINI Piera LO RUSSO Stefano LONERO Giuseppe LOSPINUSO Rocco MINA Alberto MORETTI Gabriele OLMEO Gavino PORCINO Gaetano RATTAZZI Giulio Cesare RAVELLO Roberto Sergio SALINAS Francesco SALTI Tiziana SBRIGLIO Giuseppe SCANDEREBECH Federica SILVESTRINI Maria Teresa TEDESCO Giuliana TROIANO Dario TRONZANO Andrea VENTRIGLIA Ferdinando ZANOLINI Carlo In totale, con il Presidente, il Vicepresidente ed il Sindaco, n. 50 presenti, nonché il Vicesindaco DEALESSANDRI Tommaso e gli Assessori: BORGIONE Marco - BORGOGNO Beppe - CURTI Ilda - DELL'UTRI Michele - LEVI Marta - PASSONI Gianguido - SARAGNESE Luigi - TRICARICO Roberto. Risulta assente il Consigliere: MAURO Massimo. Con la partecipazione del Segretario Generale REPICE dr. Adolfo. SEDUTA PUBBLICA |