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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 26 Maggio 2008 ore 15,00
Paragrafo n. 12
DELIBERAZIONE (Giunta: proposta e urgenza) 2008-02629
PROGETTO "ABIT-AZIONI". COSTITUZIONE E APPROVAZIONE DI ASSOCIAZIONE TEMPORANEA DI SCOPO (A.T.S.) E APPROVAZIONE CONVENZIONE CON IL MINISTERO DELLA SOLIDARIETA' SOCIALE.
Interventi

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Passiamo all'esame della proposta di deliberazione n. mecc. 200802629/19, presentata
dalla Giunta Comunale in data 13 maggio 2008, avente per oggetto:
"Progetto 'Abit-azioni'. Costituzione e approvazione di Associazione Temporanea di
Scopo (ATS) e approvazione Convenzione con il Ministero della Solidarietà Sociale".

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Comunico che in data 25/05/2008 le competenti Commissioni hanno rimesso il
provvedimento in Aula.
La parola all'Assessore Borgione.

BORGIONE Marco (Assessore)
La proposta di deliberazione, di per sé, è semplicemente la costituzione di un'ATS,
quindi non ha nulla di particolare. Quello che, però, volevo sottolineare - e l'abbiamo
già anche illustrato in Commissione - è la necessità di procedere e di sperimentare
nuove forme di gestione del fenomeno, anche relativo al nomadismo degli stranieri, che
non trova più risposte nelle azioni che storicamente erano messe in campo, cioè quelle
delle aree di sosta.
Molti enti locali si stanno confrontando su proposte innovative di gestione del
fenomeno del nomadismo, tra le quali anche quelle relative alle politiche abitative.
Voglio dire subito e sottolineare con forza che il progetto che la Città di Torino ha
presentato in risposta ad un bando del Ministero, non tende, come ho sentito dire, a
togliere la casa ai cittadini torinesi, ma vuole essere un progetto alternativo alla casa
popolare, per evitare di intaccare le liste di attesa dei cittadini torinesi e ricercare, sul
mercato privato della locazione, nuove forme di incontro tra domanda e offerta
abitativa. Attraverso il progetto che è stato presentato non si pagano gli affitti alle
persone individuate. I nuclei familiari dovranno avere caratteristiche tali da
rappresentare indicatori di un processo di inclusione sociale in corso e saranno
individuati dai servizi sociali, con i quali hanno già attivato un percorso di integrazione
sociale e di integrazione scolastica dei figli, hanno già seguito dei corsi di formazione o
di inserimento al lavoro e hanno già una loro capacità reddituale. La difficoltà che ci
presentano è quella di riscontrare una disponibilità all'affitto di abitazioni private.
Il progetto che abbiamo presentato al Ministero - non l'oggetto della proposta di
deliberazione che è la costituzione dell'ATS - si compone di 4 fasi. La prima fase sarà
quella di individuare i nuclei, che all'inizio saranno non più di una cinquantina. La
seconda fase sarà quella di trovare le abitazioni sul mercato privato della locazione. La
terza fase sarà quella di accompagnare all'agenzia LOCARE la domanda e l'offerta, per
attivare quei meccanismi che, normalmente, l'agenzia mette in atto a tutela dei
proprietari degli immobili. La quarta fase sarà quella, nel caso si verificassero delle
intolleranze o delle difficoltà, di poter mettere in campo anche una mediazione
interculturale e una gestione dei conflitti.
Volevo solo precisare che ho usato 3 minuti per poter inquadrare il tema, perché le cose
che, nel frattempo, abbiamo avuto modo di ascoltare andavano in direzione
completamente diversa.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Ravello.

RAVELLO Roberto Sergio
Probabilmente l'Assessore si sarà appuntato alcune delle domande che gli sono state
rivolte in Commissione giovedì mattina e confesso che mi sarei aspettato che
approfittasse dell'occasione del dibattito per fornire qualche risposta, perché non basta
rimettersi alla decisione di un Presidente di Commissione - con il quale, tra l'altro, mi
sono chiarito - che, anche a causa della confusione che molto spesso regna in
Commissione, si è lasciato prendere la mano e ha chiuso la seduta prima ancora che si
aprisse il dibattito e che si desse la possibilità all'Assessore di rispondere alle nostre
domande.
Mi sarei aspettato qualche cosa di più nell'illustrazione di questo progetto e di questa
proposta di deliberazione, perché non è sufficiente dire che si tratta della costituzione di
un'Associazione Temporanea di Scopo. Perché non è solo quello, Assessore!
La costituzione dell'Associazione Temporanea di Scopo tra la Città di Torino e i tre
soggetti (che, com'é scritto nella proposta di deliberazione, sono Associazioni non
profit che si riuniscono in un'Associazione Temporanea di impresa) mi suona stonato,
perché - e questa è una delle domande che le ho fatto, Assessore - l'Associazione
Temporanea di impresa nasce (per sua definizione) per favorire i soggetti che, mettendo
le proprie risorse insieme, vogliono produrre profitto.
Innanzitutto, dal punto di vista giuridico, non so se sia contemplabile che associazioni
senza scopo di lucro si riuniscano in un'associazione temporanea di impresa. In secondo
luogo, anche se lo fosse, credo che sia quantomeno inopportuno. O mi si dice
chiaramente che le tre associazioni vogliono approfittare della possibilità data dal
Ministero e usufruire di contributi pubblici per trarre anche un profitto - ma me lo si
dice chiaramente -, oppure credo che non stia né in cielo né in terra un'associazione
temporanea di impresa tra associazioni che non hanno come scopo quello di generare
profitto.
La proposta di deliberazione parla, sostanzialmente, di questo passaggio che, tra l'altro,
l'ha obbligata a passare attraverso il Consiglio Comunale, perché se si fosse trattato solo
della partecipazione ad un bando ministeriale - così com'é stato fatto per un altro
milione di Euro - non ci saremmo trovati qui a discuterne. Avremmo dovuto leggere,
come ci capita ogni mercoledì o giovedì sulla nostra casella di posta elettronica, il
verbale della Giunta dell'ultimo martedì, per prendere atto che, oltre al bando del
milione di Euro che ho citato poco fa, la Città di Torino avrebbe anche partecipato al
bando per altri 750.000 Euro.
Così non è. Non so se sia stato lei a complicarsi la vita, o se si sia trattato di un
passaggio obbligato, fatto sta che, per fortuna, ci troviamo a parlarne, ad approfondire la
questione, a cercare di discutere e capire, nel momento in cui le posizioni sono ormai
acquisite (e direi quasi consolidate), che cosa ci ha spinti a presentare circa 1.040
emendamenti, a manifestare contro questa decisione, a contestare l'Assessore Borgione,
il Sindaco Chiamparino, l'Assessore Tricarico e l'Assessore Curti, che hanno
sottoscritto questa proposta di deliberazione.
Come ho già avuto occasione di spiegarle, Assessore, si tratta di un problema di
approccio che la Giunta, che è la manifestazione di una maggioranza politica che siede
in questo Consiglio Comunale, ha nei confronti del fenomeno dei campi nomadi, dei
nomadi, degli zingari, dei Rom, dei Sinti e di tutti quei soggetti che si trovano a passare,
inizialmente in maniera non stanziale, per il nostro territorio e che, poi, non solo vi si
fermano, ma mettono anche le radici e godono di particolari interventi, talvolta molto
costosi, da parte dell'Amministrazione.
L'approccio tenuto da questa Amministrazione l'ha portata a stravolgere l'ordine delle
priorità ed è questa la ragione più importante, Assessore, che non mi porterà, nemmeno
dopo il dibattito (che spero sia approfondito), a cambiare opinione in merito.
Comprendo che sia un provvedimento spinto dalla solidarietà (che, a mio avviso, è un
grande valore), però ci si è dimenticati che, talvolta, forse non è corretto lasciarsi
trasportare dalla solidarietà senza considerare, con la dovuta attenzione, altri principi e
valori, che hanno, più o meno, la stessa importanza, se non maggiore; mi riferisco al
rispetto della legalità, alla necessità di intervenire per garantire dei fenomeni di decenza,
che, in alcuni campi nomadi (ancor più in quelli abusivi), sono stati chiaramente
dimenticati.
Assessore Borgione, vista la sua grande esperienza, lei conosce sicuramente meglio di
me la realtà torinese; è a conoscenza dello stato e delle condizioni di vita all'interno dei
campi nomadi e sa molto meglio di me quali siano i risultati delle politiche condotte
dall'Amministrazione per la realizzazione di interventi volti all'inclusione,
all'integrazione, al sostegno, alla mediazione, all'intermediazione, alla lotta al degrado,
al disagio e allo sfruttamento minorile. Li conosce meglio di me, ma, alla fine, i dati
parlano chiaro.
I dati sono già stati citati dal Consigliere Ghiglia in occasione delle comunicazioni del
Sindaco: quelli riguardanti la scolarizzazione dei minori che risiedono nei campi
nomadi sono disastrosi, perché un bambino su due non segue come dovrebbe il proprio
percorso di scolarizzazione nella nostra Città. Credo che un risultato che parli del 50%
di successo dimostri un chiaro fallimento e come, evidentemente, siano state spese
male, fino ad oggi, le risorse che si intendeva investire per migliorare le condizioni di
vita dei nomadi e, ovviamente, anche dei cittadini torinesi.
Voi avrete molti argomenti (anche se non so quanto fondati) per risponderci, ma non
starò a sottolineare che è una violenza tentare di trasformare una cultura che ha oggettivi
elementi di tradizione nomade in una cultura stanziale. È una forma di violenza nei
confronti di chi beneficia di interventi volti a questo scopo, così come nei confronti di
chi, in maniera marginale, è poi toccato da decisioni come quella dell'inserimento e
dell'inclusione abitativa di famiglie prese dai campi nomadi.
Le voglio anche ricordare (ma è stato un argomento già accennato in sede di
Commissione) che 800.000 Euro (che, indipendentemente dalla provenienza, è
comunque denaro pubblico) destinati al bene di 50 famiglie, a nostro avviso è una cifra
esorbitante. Stiamo parlando di circa 16.000 Euro per ogni famiglia che verrà toccata da
questo provvedimento, quando, comunque, le famiglie nomadi che, secondo il vostro
punto di vista, avrebbero bisogno di un sostegno sono molte di più.
Stiamo dimenticando anche che l'agenzia LOCARE, strumento che ho avuto modo di
elogiare in Commissione (in quanto fa da cuscino tra l'emergenza abitativa, che
comunque è galoppante nella città di Torino, e la reale disponibilità di alloggi del
patrimonio di ERP), ha bisogno di fondi, risorse e contributi per poter rispondere alle
migliaia di famiglie torinesi che vi si rivolgono per un sostegno, ma alle quali non può
dare un aiuto.
Se non sbaglio, oggi sono solo 3.000 le famiglie che beneficiano dei contributi e del
sostegno del fondo di garanzia di LOCARE a queste si aggiungono 50 famiglie che, con
questa proposta di deliberazione, andate ad infilare in una corsia preferenziale che le
porterà a scavalcare tutti quelli che da LOCARE non hanno potuto ricevere un sostegno
ed un aiuto. Questo è il peccato originale di questa deliberazione.
Credo che ci sia poco da discutere su questa posizione della Giunta e di questa
maggioranza che non possiamo e non potremo mai condividere, per cui attendiamo un
segnale da parte dell'Amministrazione. Vogliamo che facciate tesoro della nostra
opposizione e che vi rendiate conto che, parlo per il mio Gruppo, quando vedremo dei
gesti concreti, volti al ripristino della legalità e allo sgombero di tutti i campi nomadi
abusivi nella città di Torino, saremo anche pronti a discutere su provvedimenti di
sostegno alle famiglie in difficoltà.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Ricordo che un Consigliere per Gruppo ha al massimo 10 minuti a disposizione, gli altri
5 minuti.
La parola al Consigliere Angeleri.

ANGELERI Antonello
Non abbiamo presentato emendamenti a questa proposta di deliberazione tanto dibattuta
sui giornali, ma questo non significa che il mio Gruppo sia favorevole, anzi! Ho voluto
intervenire all'inizio di questo dibattito perché ritengo che quanto scritto dall'Assessore
all'interno della deliberazione strida rispetto alla situazione reale di Torino.
Innanzitutto, abbiamo - e l'ha ricordato il Sindaco in un recente dibattito sui campi
nomadi - una situazione che, a seconda dei punti di vista, può essere considerata
esplosiva o meno. Mi spiego meglio: a Torino sono presenti oltre 2.000 nomadi, di cui
circa 1.100-1.130 in campi nomadi regolari (suddivisi, ovviamente, tra le varie etnie) e
circa 900 nomadi in campi nomadi non autorizzati.
La situazione degli irregolari, a detta del Sindaco, è andata leggermente migliorando
rispetto agli anni precedenti, perché si sarebbe passati da una cifra di circa 1.300 nomadi
a, come dicevo prima, circa 900.
Ho voluto portare queste cifre, perché mi riallaccio alla deliberazione che l'Assessore ci
ha portato in Aula.
Tra l'altro, aggiungo che, come tutti sanno, ed è stato oggetto di polemiche, il campo
nomadi di Via Germagnano è costato al Comune, nel 2004, 3.000.000 di Euro; si sono
costruiti, su circa 11.000 mq., 30 casette con annesso spiazzo per la roulotte. Ebbene,
vorrei che il Consiglio Comunale facesse un sopralluogo in Via Germagnano per vedere
che cosa è rimasto oggi di questi 3.000.000 di Euro che sono stati spesi.
Lo dico per una considerazione, perché altrimenti sembra che, in questo Consiglio
Comunale, qualcuno sia razzista e qualcun altro no. La pongo in modo diverso: c'è chi
legge le deliberazioni e poi le commenta e c'è chi probabilmente è disattento e le
deliberazioni non le legge! Nella deliberazione si dice: "…negli ultimi anni si è
accentuata la tendenza al costituirsi di insediamenti totalmente abusivi in luoghi
marginali o inutilizzati, dove minore è il controllo sociale ed istituzionale". Perché?
Perché non scriviamo in deliberazione - ed è sostanzialmente un'ammissione - queste
cose e non, come dire, interveniamo proprio in situazioni dove sappiamo che la
situazione è al limite della convivenza civile? Tanto è vero che un Presidente di
Circoscrizione della maggioranza, che governa questo Comune (il Presidente del
quartiere, Paola Bragantini) dice che sul giornale è scritto che è impossibile convivere
con bambini che fanno la pipì dal balcone e decine di familiari che usano il cortile come
bivacco! Ha ragione il Presidente del PD delle Vallette, che aggiunge: "E nessuno si
permetta di parlare di razzismo - giustamente - perché è un problema di convivenza
civile. Credo che la scelta del Comune di dare un contributo per affittare le case ai
nomadi sia da rivedere".
Queste dichiarazioni non le sto facendo io in questo momento, sto leggendo una
dichiarazione, mai smentita, di un Presidente di Circoscrizione, che non è uno che
passava di lì per caso!
Nella deliberazione si prosegue: "Tali insediamenti sono di solito abitati stabilmente da
migranti di recentissimo arrivo con caratteristiche di stanzialità, almeno nelle intenzioni,
sensibilmente slegate dal circuito del nomadismo tradizionale inteso, ma fortemente
orientato, al transito sociale verso situazioni più adeguate, sia sotto il profilo economico
con la ricerca di lavoro stabile, sia sotto il profilo logistico con la ricerca di una casa. Si
tratta di veri e propri slums distribuiti lungo le sponde dei fiumi o negli spazi
interstiziali del tessuto urbano".
Poi, si aggiunge: "Nonostante gli esiti positivi raggiunti attraverso tali progetti - si parla
dei progetti "Equal rom cittadini d'Europa" - tuttavia permangono aree problematiche
che richiedono un potenziamento di interventi mirati come, per esempio, l'area
dell'abitare. Questo perché la maggior parte dei rom, sinti e camminanti presenti in città
hanno perso il loro carattere nomade trasformandosi in popolazione stanziale".
Allora, se è cambiato il modo di concepire il nomadismo, devo comprendere forse
meglio perché la città di Torino oggi, con la situazione abitativa che si ha in questa città,
propone una deliberazione di questo genere.
Mi spiego meglio: partecipo insieme ad alcuni miei Colleghi del Consiglio Comunale,
tra cui il Consigliere Ravello, alla Commissione Emergenza Abitativa. Noi, in
Commissione Emergenza Abitativa, verifichiamo più di 3.000 casi all'anno (si tratta di
circa 50 casi la settimana); c'è una carenza (non lo dico, ma vorrei lo dicesse
l'Assessore) di migliaia di abitazioni e noi diciamo "no". Tra l'altro, sono richieste che
prevalentemente arrivano da cittadini extracomunitari, perché oggi la tendenza è quella,
quindi non posso essere tacciato di razzismo: sono molto inferiori le richieste di
cittadini italiani. Ebbene, una situazione in cui LOCARE (lo diceva già il Consigliere
Ravello) è, come dire in, una situazione di difficoltà, perché non ha le disponibilità
economiche, noi che cosa facciamo? Noi diamo retta ad un intervento dell'ex Ministro
per la Solidarietà Sociale, che con un decreto del 12 settembre 2007 dà il la ad una
scelta tipicamente politica che penalizza una situazione come quella della città di
Torino, dove abbiamo un'emergenza abitativa, ancora oggi, che è sotto gli occhi di tutti.
Non voglio sottolineare che i 750.000 Euro che arriveranno, se verrà votata la
deliberazione, mercoledì (mi pare che sia il termine ultimo) da Roma siano soldi da non
utilizzare, ma dico che l'affitto di case popolari ai nomadi sia una cosa, come dice il
Presidente della Circoscrizione, almeno da rivedere, perché il problema è della
convivenza impossibile che già il Presidente citava e che molti di noi verificano, perché
chiamati dalle varie realtà, dove i nomadi regolarmente risiedono. (INTERVENTO
FUORI MICROFONO). Non ho capito.

SINDACO
Non sono case popolari.

ANGELERI Antonello
Ma sto parlando di una scelta politica, Sindaco; di una scelta politica, di 750.000 Euro
che arrivano da Roma e vengono utilizzati, anziché per l'emergenza abitativa, che
quotidianamente, anzi due volte la settimana, il lunedì e il mercoledì, vede portare 50
casi alla settimana, 3.000 casi all'anno e di questi 3.000 casi ci sono situazioni
obiettivamente di difficoltà a cui non sappiamo dare risposta e LOCARE è in una
situazione di difficoltà, perché non ha i fondi per dare la casa ai cittadini residenti di
questa città!

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La invito a concludere.

ANGELERI Antonello
Concludo, chiedendo che, oltre alla riflessione del Presidente della Circoscrizione delle
Vallette, si faccia riferimento alla richiesta che facciamo noi oggi. Perché, in aggiunta a
questo, vorrei citare la deliberazione n. 1817/19 dell'Assessorato alla Assistenza,
perché, anche qui, si verifica una scelta quanto meno singolare dell'Amministrazione
pubblica, perché l'Amministrazione del Comune di Torino destina, in questo caso,
74.500 Euro per il 2008 alla fornitura di biglietti e abbonamenti urbani e suburbani GTT
per utenti inseriti nei progetti gestiti dal Settore stranieri e nomadi. Ora, penso che ogni
commento sia superfluo.
Voglio comunicare che su questa deliberazione, ovviamente, voteremo contro
consapevoli di non essere razzisti, ma di pensarla allo stesso identico modo della vostra
Collega di partito, il Presidente della Circoscrizione delle Vallette.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Tronzano.

TRONZANO Andrea
Premetto la mia ignoranza, nel senso che ignoro alcune cose sulla questione Rom,
perché, purtroppo, il problema Rom è molto ampio e molto difficile da affrontare nella
sua totalità. Ammetto la mia ignoranza, ma, al tempo stesso, faccio chiaramente
riferimento ad un sondaggio che dice che l'81% degli italiani considera i Rom il popolo
meno gradito.
In questo senso, cito altre notizie, relative, naturalmente, ad alcuni sondaggi (i
Consiglieri Ravello e Angeleri mi hanno anticipato con interventi tecnici molto
puntuali). In Italia, l'immagine dello zingaro corrisponde al 92% del campione come
ladro. Sono dati di sondaggi effettuati da due autorevoli studiosi, Arrigoni e Vitale.
Dopodiché, gli italiani hanno una serie di percezioni, come, ad esempio, che non
mandano i bambini a scuola, che commettono piccoli furti e chiedono l'elemosina,
eccetera; questi sono alcuni dati, alimentati da comportamenti più o meno diffusi. Poi,
magari, ci sono alcune credenze, secondo le quali rubano i bambini, che sono nomadi,
sporchi, eccetera. Alcuni di questi dati, naturalmente, non corrisponde sempre alla
verità.
Cito altri due esempi di che cosa chiedono gli italiani, affinché il problema dei Rom
possa essere affrontato in maniera dignitosa e definitiva: il 32% chiede il rispetto delle
leggi; il 26% (e questo è curioso) chiede che comincino a fare qualcosa da soli e
smettano di chiedere agli altri. Poi, ci sono alcune informazioni che vengono dai Rom.
L'Assessore sorride, ma, purtroppo, bisogna anche tener conto di queste considerazioni,
poi è chiaro che ognuno ha le proprie valutazioni. Ad esempio, i Gagè, che non sono
Rom o nomadi, ritengono che il problema dei campi nomadi, in senso lato, sia stato
affrontato senza pensare con i Rom e ai Rom; questa è la valutazione che sia i Rom sia i
Gagè (come li chiamano loro) fanno dei campi nomadi.
Possiamo ancora aggiungere che la legalità è una precondizione necessaria per i
comportamenti virtuosi: questa è la legalità che chiedono gli italiani.
Insomma, fino a quando tutte queste condizioni non saranno rispettate, a mio giudizio,
bisognerà tenere conto di quanto pensano gli italiani. Mettere 750.000 Euro a
disposizione di LOCARE (perché credo che l'indirizzo sia questo) è un affronto ancora
maggiore rispetto ai problemi che, oggi, gli italiani e i torinesi affrontano nel mondo
della casa. Costantemente, come Consiglieri riceviamo persone che con 350, 450, 750,
800 Euro di pensione, di pensione di reversibilità, possibilità di emolumento, di
stipendio, chiamiamoli sussidi o come vogliamo, affrontano il problema dell'affitto
della casa. Purtroppo, se si affidano 750.000 Euro ai nomadi, da utilizzare tramite
LOCARE, sicuramente, a nostro giudizio, lo diceva bene anche il Consigliere Ravello
prima, è un ulteriore affronto che noi facciamo agli italiani, non è una scusante, anzi, è
ancora peggio rispetto a che fosse edilizia agevolata o edilizia popolare.
In più, segnalo due piccoli ed evidenti fatti. A Torino ci sono casi di subaffitto di case,
cioè nomadi che hanno (per dirla in senso lato) una casa, da parte dell'ATC, che
subaffittano ad extracomunitari. Questo succede in Via Fleming n. 6; verificheremo se
sia una situazione reale, però sembra che sia così, che ci sia subaffitto di case. In
secondo luogo, lo diceva bene anche il Consigliere Ravello prima, c'è un utilizzo delle
case in modo non conforme, direi anche illegittimo e, forse, addirittura, illecito, rispetto
ai regolamenti torinesi: ad esempio, dove effettuano la minzione e la defecazione, il
fatto di rispettare tradizioni secolari loro, tipo lo sgozzamento di capre durante i periodi
di festa particolari loro, sono all'ordine del giorno.
Glielo segnalo, Assessore, ma senza polemica, e lo segnalo anche all'Assessore
Borgogno, al Presidente e al Sindaco - fosse qui -, perché, oggettivamente, questo è un
problema che non si può sottacere e non si può non tenere in considerazione nell'ambito
di un'iniziativa di questo genere, che, per carità, in un mondo ideale - e lo dico anche
assolutamente in controtendenza rispetto alla mia parte politica -, un'azione di questo
genere, probabilmente, aiuterebbe l'inserimento di una parte di questo mondo
all'interno della nostra società; forse, oggi, però, credo che sia assolutamente prematuro,
tenendo in considerazione questi dati, che, ripeto, sono incontrovertibili, sono la
sensazione degli italiani, e, in più, la soluzione LOCARE è, a mio giudizio, ancora
peggio del fatto che sia Edilizia Residenziale.
Quindi, assolutamente senza polemica, ma tenendo conto del mondo di oggi e la
situazione che si verifica tutti i giorni, chiedo la possibilità di valutare nuovamente
questa deliberazione, perché 750.000 Euro, anche se derivano da un progetto nazionale
(per carità, derivante dall'iniziativa del Governo Prodi) oggettivamente, sono un insulto
ai cittadini italiani, che, oggi, subiscono queste situazioni, magari non volute da parte
dell'Amministrazione, però, purtroppo, esistenti.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Carossa.

CAROSSA Mario
Siamo al Governo e lo dimostreremo con i fatti in questi anni, perché, a differenza
vostra, non dureremo 2 anni, ma penso sicuramente 5, e poi vedremo! State tranquilli!
Non sono assolutamente d'accordo su questa deliberazione, ma, prima di spiegare il
motivo per cui non sono d'accordo, volevo far notare che preparare gli emendamenti
ostruzionistici ha un suo vantaggio, perché si ha modo di leggere attentamente la
deliberazione, cosa che non so quanti Consiglieri abbiano fatto, soprattutto di quei
banchi.
Mi rivolgo agli Assessori (perché queste deliberazioni sono condivise da tutti gli
Assessori; questa è proposta dall'Assessore Borgione, di concerto con gli Assessori
Curti e Tricarico, ma, sicuramente, sono quelle deliberazioni che, più di altre,
naturalmente, vengono approvate per primo dal Sindaco e, poi, da tutti gli Assessori),
cominciando a far rilevare alcune questioni, soprattutto agli amici Consiglieri di
maggioranza. Nella deliberazione si legge: "Negli ultimi anni si è accentuata la
tendenza al costituirsi di insediamenti totalmente abusivi, in luoghi marginali o
inutilizzati, dove minore è il controllo sociale ed istituzionale. Tali insediamenti sono, di
solito, abitati stabilmente da migranti di recentissimo arrivo.". Tra parentesi, volevo far
notare che non saranno 750.000 Euro, ma più di 800.000 Euro, perché, naturalmente,
non bastavano i soldi dello Stato, doveva dare qualcosa anche il Comune, sicuramente
era obbligato in qualche maniera, perché altrimenti si potrebbe pensare che Torino non
partecipi, giusto? Non si può mica dire che sono solo soldi statali, che, tra l'altro,
ricordo, anche se è già stato detto, sono sempre pubblici. Ribadisco - affinché rimanga a
verbale, per qualche cittadino che, magari, si prenderà la briga di guardare su internet
questa seduta del Consiglio Comunale - che, ogni giorno, vengono spesi soldi pubblici
solamente o per zingari, o per extracomunitari, o per qualcun altro, sicuramente non per
gli italiani. Ad esempio, come ha detto il Consigliere Angeleri, in riferimento ai biglietti
per l'autobus, naturalmente gli italiani devono pagare il biglietto, mentre gli
extracomunitari, poverini, non devono pagarlo; ma questo va bene, sono di nuovo soldi
dello Stato, vero?
Comunque, sempre nella stessa pagina, si dice che, nonostante azioni fatte in questi
anni, pagate dai cittadini torinesi ed italiani, "tuttavia permangono aree problematiche
che richiedono il potenziamento di interventi mirati, quali ad esempio l'area
dell'abitare. Questo perché la maggior parte dei Rom, Sinti e Camminanti presenti in
Città hanno perso il loro carattere nomade, trasformandosi in popolazione stanziale.".
A questo punto, comincio a non capire più, perché prima parliamo di gente che è
arrivata recentemente, poi parliamo di gente che non è più nomade, perché sono anni
che - grazie a voi - vive stabilmente nei campi.
Questi concetti sono solo propedeutici alla discussione che ci sarà più tardi, perché 10
minuti non sono sufficienti per parlare di una deliberazione così vergognosa, pertanto
nel corso della serata svilupperò meglio questi aspetti.
In seconda pagina, si dice: "Si tratta di nuclei conosciuti e già segnalati dall'Ufficio
Nomadismo ed Insediamenti in Emergenza in percorsi positivi di integrazione sociale e
lavorativa...". Quindi, Assessore Borgione, quegli insediamenti costituiti negli ultimi
anni (di cui si parla in prima pagina, alla settima riga), sicuramente non saranno toccati
dai fondi di questa deliberazione, dato che, a pagina 2, si riporta quanto ho appena letto;
pertanto, non possono essere persone appena arrivate, perché o avete il dono di leggere
nel pensiero di chi arriva in città o come potete sapere il percorso che intendono fare?
Questo è un aspetto che svilupperemo dopo, ma è per spiegarvi che avete fatto
un'insalata russa di buonismo per poter giustificare il fatto che state buttando via
750.000 Euro dei nostri soldi.
Nonostante qualche delinquentello lo gridi, non mi sento assolutamente razzista, ma
ritengo che si stia instaurando sempre di più un razzismo al contrario, portato avanti da
gente come voi.
State stanziando 750.000 Euro per circa 50 nuclei familiari, che con i soldi del Comune
arrivano a circa 800.000 Euro, per un totale tra i 15.000 ed i 16.000 Euro a nucleo
familiare, quando per i cittadini italiani LOCARE (che tra l'altro è in difficoltà) stanzia
per un contratto da 3 anni più 2 (contratto di 5 anni) 1.500 Euro al proprietario e, se
l'affitto è inferiore ai 500 Euro, 500 Euro in un'unica soluzione al proprietario e 1.600
Euro una tantum all'inquilino, per un totale di 3.600 Euro a famiglia. A questo punto,
cari signori, sono io il razzista o lo siete voi, che per il nucleo familiare rom stanziate tra
i 15.000 ed i 16.000 Euro, mentre per un nucleo familiare italiano stanziate tra i 3.000
ed i 3.500 Euro? Mi dovete spiegare perché fate questo! (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). Stia tranquillo, Sindaco: prima di tutto lei, nel 2010 (o nel 2011, perché
le vostre lotte intestine non vi hanno ancora permesso di decidere che cosa fare da
grandi), per fortuna se ne andrà! (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Negli anni
nei quali governeremo, ci penseremo noi a togliere queste iniquità, state tranquilli!
Qualcuno dovrebbe spiegare queste scelte, perché non ci devono essere cittadini di Serie
B in quanto italiani e cittadini di Serie A in quanto rom. Questo non deve esistere e non
mi importa nulla se alcuni di questi rom sono italiani, altrimenti dovremmo vedere tutte
le cose abusive che hanno fatto questi rom che voi tanto definite italiani. In qualità di
Consigliere di opposizione, sarà mio compito chiedere tutte le pratiche di edilizia
abusiva aperte dal Comune di Torino su insediamenti fatti dai rom, perché anche su
questo vedo un razzismo al contrario, in quanto se io, italiano, costruisco una baracca,
immediatamente arrivano i Vigili, ma non mi sembra che la macchina comunale sia
altrettanto solerte per quanto riguarda le strutture abusive dei rom. Mi dovreste spiegare
per quale ragione trattate i cittadini italiani peggio di queste persone!
Vedo che il tempo è scaduto e, prima di essere ripreso dal Presidente, interrompo il mio
intervento, ma voglio ricordare che questi sono solo alcuni punti che riprenderò in sede
di dibattito.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Goffi.

GOFFI Alberto
In realtà, molte delle critiche che abbiamo sentito andrebbero rivolte all'ex Presidente
del Consiglio Prodi, che ha stanziato questi soldi pubblici e, dato che ormai i soldi ci
sono (questo è il presupposto fondamentale della deliberazione), a mio giudizio, bisogna
ragionare su come gestirli.
A questo punto, dato che questo denaro è stato stanziato, cerchiamo di gestirlo nel
miglior modo, valutando come le stesse risorse sono state gestite nel resto d'Europa e, a
tal proposito, si può guardare l'esempio della Spagna, dove Zapatero ha stanziato cifre
analoghe per consentire l'integrazione del popolo rom. Bisogna tener conto che in
Spagna dal 10 al 15% degli spagnoli hanno origine gitana, quindi, dovrebbero essere già
integrati in un tessuto sociale. Dopo tre anni dall'inizio di questo esperimento, in una
relazione ministeriale, Zapatero ha detto chiaramente che gran parte degli alloggi
destinati al popolo gitano e rom sono stati verificati e quasi tutti sono risultati
parzialmente distrutti.
Qual è il discrimine tra le regole italiane e quelle spagnole? L'unico discrimine è che il
Governo Prodi, prima di affrontare la destinazione, avrebbe dovuto verificare come
applicare le regole di rispetto della legalità nel momento in cui viene dato un beneficio,
mentre in Spagna tutti coloro che hanno distrutto gli appartamenti sono stati
immediatamente espulsi, perché rei di aver commesso un reato.
La mia critica è sul sistema delle regole italiane, che avrebbe dovuto affrontare prima la
regola da applicare nel caso in cui ci sia la violazione e non dare solo il beneficio. In
questo caso, diamo solo un beneficio, ma non abbiamo previsto, nel caso in cui questo
beneficio venga violato (ad esempio, perché l'alloggio viene distrutto), quale regola
applicare.
Non credo che l'espulsione verrà applicata con la stessa rigidità con la quale è stata
applicata in Spagna e, se è vero - come è vero - che lo stesso Ardito esprime delle forti
perplessità su questa proposta di deliberazione, il sospetto che queste persone non
accettino le nostre regole e non rispettino il beneficio che ne è derivato, francamente, è
alto.
Non possiamo neanche fare della bassa demagogia su un problema che esiste e che non
tocca soltanto la delinquenza; bisogna prendere in considerazione anche altri aspetti che,
credo, siano quelli della pietà.
Credo che qualunque persona (e, quindi, anche qualunque Consigliere Comunale) veda
bambini Rom per la strada, vittime innocenti di un sistema di vita. E, francamente,
pensare che quelle vittime innocenti debbano essere, in qualche modo, colpevolizzate,
mi sembra un atteggiamento che ha poco di responsabile.
Sono partito dalla premessa che, ormai, i soldi ci sono e so che voi, in qualche modo, li
dovete gestire, per cui dico solo una cosa: cercate di far applicare con la massima
rigidità, il principio che chi distrugge deve andare via.
Non possiamo permetterci di aver tolto, in qualche modo, un beneficio agli italiani, per
consentire un sistema di violazione delle regole, a popoli che queste nostre regole non le
apprezzano, così come non apprezzano neanche i sacrifici che gli italiani fanno per
concedere loro determinati impianti e strutture. Sarebbe, davvero, un doppio affronto
non tanto quello di aver concesso, ma quello di aver concesso e vedersi distrutto quanto
è stato dato. Questo è il vero punto sul quale dovremmo riflettere tutti insieme; è facile
fare della demagogia! I bambini sono vittime innocenti di questo sistema e sono vittime
sia che siano italiani, o Rom, o di qualsiasi altra nazionalità!
Se, su questo, qualcuno intende fare demagogia, la faccia pure, magari in qualche sede
di Partito, ma non venga a farla nelle sede istituzionali dove discorsi di questo genere
dovrebbero elevarsi.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Ventriglia.

VENTRIGLIA Ferdinando
Ho sentito cose molto ragionevoli, soprattutto negli interventi dei Consiglieri Angeleri e
Goffi e non ho altri elementi da aggiungere.
Socializzo qualche conclusione che porta a qualche domanda: siamo in presenza del
rischio di configurare una sperequazione ai danni delle famiglie torinesi e italiane, e non
italiane, in situazioni di emergenza abitativa; quindi, già questo rimuove qualsiasi
accenno a possibili critiche verso una posizione che risenta di accenti xenofobi.
La maggior parte, o comunque gran parte delle famiglie che accedono all'emergenza
abitativa sono famiglie non italiane.
Facciamo un'operazione di dubbia utilità, nel senso che - lo ha ricordato, prima, il
Consigliere Goffi - esperienze analoghe, in Paesi che hanno anche una tradizione più
antica e più solida sia dal punto di vista della legalità sia dal punto di vista della
solidarietà, sono fallite.
In Spagna c'è una popolazione Rom tradizionalmente consistente e, avendo subito la
discriminazione durante il regime del Generale Franco, da quando quest'ultimo morì, i
governi Socialisti prima e Popolari dopo, si sono obbligati a garantire, in qualche
maniera, il risanamento di questa piaga, di questo vulnus.
Il trattamento è stato improntato alla massima generosità, abbinata anche a quel
concetto di legalità che è più praticato in Spagna, che in Italia - e i risultati sono quelli
richiamati dal Consigliere Goffi.
Anche a livello locale non c'è tutta questa grande unanimità; il Presidente dell'Istituto è
perplesso, perché non può essere contrario, vista la situazione nella quale si trova.
Perplesso è il massimo dello spettro nel quale si può trovare un Presidente Ardito,
contrario a questa operazione.
Il Presidente della Circoscrizione ha rilasciato dichiarazioni che riflettono,
significativamente, l'accoglienza da parte dei cittadini in quella zona, ma io mi chiedo
se valga la pena fare questa operazione.
Consigliere Goffi, lei afferma: "Dato che i soldi ci sono...", ma non sta scritto da
nessuna parte che, dal momento che i soldi sono disponibili sul Bilancio - Up For Grabs
- si direbbe, il Sindaco è tenuto per forza a fare questo "grab", ovvero, ad accaparrarsi
quello stanziamento! Chi lo ha detto? Sono soldi finalizzati, ma possono anche stare lì e
quando probabilmente ci dovesse essere questa eredità devastante dell'ideologismo
classico da Governo dell'Unione, ci dovesse essere una risposta degli Enti Locali,
potenziali beneficiari, che si configura in un "No", sotto forma di denuncia a questi
fondi - sono fondi che arrecano più danno che vantaggio -, probabilmente, questo
danaro che si renderebbe di nuovo disponibile, potrebbe essere impegnato diversamente.
Non è come una lotteria, o un fondo a termine, per cui, o riscuoti questo denaro adesso,
o sparisce e va in Svizzera, o finisce ad un privato. Certo, non servirà a costruire alloggi
per i Rom, per i nomadi barrastanziali, ma potrà finire, ad esempio, nell'ambito delle
misure che il Governo ha già annunciato di voler promuovere sul nuovo Piano Casa, che
riguarda cittadini italiani e stranieri che "vogliono essere cittadini".
Non vorrei che ancora, in questo caso, come in tanti, ma tanti altri casi, in cui, un
Governo - che sia il Governo Berlusconi, o i Governi Amato, D'Alema, o Prodi - mette
a disposizione risorse a spot, questa Amministrazione si precipiti, quale che sia l'esito,
quale che sia la programmazione, quale che sia la pianificazione, a prendere - uso una
provocazione - questi soldi che non ci servono. Anzi, questi soldi ci fanno male, perché
cosa avremmo guadagnato, caro Sindaco, caro Assessore, se tra 3, o 5 anni, scoprissimo
che 750.000 Euro sono serviti per costruire un ghetto di quelli che Zapatero non vuole
più?
Allora, abbiamo fatto un buon affare, o non è meglio, forse, considerare questi soldi
come un vaso di Pandora? Una cosa bella da vedere, ma se poi la apri, la utilizzi? Dà
alla stura una serie di problemi di difficile soluzione.
I casi citati dai Consiglieri Carossa e Tronzano, per esempio, li vediamo tutti i giorni.
Sono casi di difficile convivenza con questo tipo di persone. E noi, con questi soldi,
costruiamo, come è scritto bene in deliberazione, una tipica zona grigia dove, in realtà,
questo processo viene, in qualche maniera, consacrato; al di fuori di una gabbia certa,
anche con garanzie di quelle che chiedeva il Consigliere Goffi, le minime richieste per
la cittadinanza.
Perché ci deve essere discriminazione positiva per i Rom, mentre, invece, ad altre etnie
come, ad esempio, ad un marocchino, ad un albanese, ad un senegalese, imponiamo,
invece, giustamente, gli stessi obblighi e diamo quel poco che, normalmente, si dà ai
cittadini italiani?
Francamente, credo che questa sia un'operazione a perdere e - lo voglio dire
provocatoriamente - penso che questa città, nel medio-lungo periodo, perderebbe di
meno rinunciando a questi soldi, di quanto non perderà, se vi ostinerete ad approvare
l'operazione, in quanto darà luogo ad un altro di quei punti neri, di quegli scenari di
disordine urbano endemico, irrisolvibile, che costerà molto di più rimediare di quanto ci
è costato a costruire.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Passiamo all'analisi dell'accorpamento degli emendamenti dal n. 1 al n. 6.
Gli emendamenti originali, dal n. 1 al n. 6, sono inseriti nel presente verbale
all'appendice degli emendamenti respinti, codificati sequenzialmente dal n. al
n. .
Qual è il parere della Giunta?

BORGIONE Marco (Assessore)
Il parere della Giunta è negativo.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'accorpamento degli
emendamenti dal n. 1 al n. 6:
IL CONSIGLIO COMUNALE
rilevato che in merito a tali emendamenti sono stati acquisiti i pareri di regolarità tecnica e di
regolarità contabile;
procede alla votazione nei modi di Regolamento.
Dichiarano di non partecipare al voto i Consiglieri Angeleri Antonello, Goffi Alberto, Lonero
Giuseppe, Mina Alberto, Ravello Roberto Sergio, Scanderebech Federica e Ventriglia Ferdinando.
Risultano assenti dall'Aula, al momento della votazione, i Consiglieri Bonino Gian Luigi, Bussola
Cristiano, Cantore Daniele, Carossa Mario, Coppola Michele, Gandolfo Salvatore, Ghiglia
Agostino, Salti Tiziana e Tronzano Andrea.
Dichiarano voto contrario, oltre al Presidente Castronovo Giuseppe ed al Sindaco Chiamparino
Sergio, i Consiglieri Buquicchio Andrea, Calgaro Marco, Cassano Luca, Cassiani Luca, Centillo
Maria Lucia, Cerutti Monica, Cugusi Vincenzo, Cuntrò Gioacchino, Cutuli Salvatore, Ferrante
Antonio, Ferraris Giovanni Maria, Galasso Ennio Lucio, Gallo Domenico, Gallo Stefano, Genisio
Domenica, Gentile Lorenzo, Giorgis Andrea, Grimaldi Marco, Lavolta Enzo, Levi-Montalcini Piera,
Lo Russo Stefano, Lospinuso Rocco, Moretti Gabriele, Olmeo Gavino, Porcino Gaetano, Rattazzi
Giulio Cesare, Salinas Francesco, Sbriglio Giuseppe, Silvestrini Maria Teresa, Tedesco Giuliana,
Troiano Dario e Zanolini Carlo.
Il Presidente dichiara respinto l'accorpamento degli emendamenti con il seguente risultato:
PRESENTI E VOTANTI 34
VOTI FAVOREVOLI /
VOTI CONTRARI 34

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Passiamo all'analisi dell'accorpamento degli emendamenti dal n. 7 al n. 1395.
Gli emendamenti originali, dal n. 7 al n. 1395, sono inseriti nel presente verbale
all'appendice degli emendamenti respinti, codificati sequenzialmente dal n. al
n. .
Qual è il parere della Giunta?

BORGIONE Marco (Assessore)
Il parere della Giunta è negativo.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'accorpamento degli
emendamenti dal n. 7 al n. 1395:
IL CONSIGLIO COMUNALE
rilevato che in merito a tali emendamenti sono stati acquisiti i pareri di regolarità tecnica e di
regolarità contabile;
procede alla votazione nei modi di Regolamento.
Dichiarano di non partecipare al voto i Consiglieri Angeleri Antonello, Lonero Giuseppe, Ravello
Roberto Sergio, Scanderebech Federica e Ventriglia Ferdinando.
Risultano assenti dall'Aula, al momento della votazione, i Consiglieri Bonino Gian Luigi, Carossa
Mario, Coppola Michele, Gandolfo Salvatore, Ghiglia Agostino, Goffi Alberto, Mina Alberto e Salti
Tiziana.
Dichiarano voto favorevole i Consiglieri Bussola Cristiano, Cantore Daniele e Tronzano Andrea.
Dichiarano voto contrario, oltre al Presidente Castronovo Giuseppe ed al Sindaco Chiamparino
Sergio, i Consiglieri Buquicchio Andrea, Calgaro Marco, Cassano Luca, Cassiani Luca, Centillo
Maria Lucia, Cerutti Monica, Cugusi Vincenzo, Cuntrò Gioacchino, Cutuli Salvatore, Ferrante
Antonio, Ferraris Giovanni Maria, Galasso Ennio Lucio, Gallo Domenico, Gallo Stefano, Genisio
Domenica, Gentile Lorenzo, Giorgis Andrea, Grimaldi Marco, Lavolta Enzo, Levi-Montalcini Piera,
Lo Russo Stefano, Lospinuso Rocco, Moretti Gabriele, Olmeo Gavino, Porcino Gaetano, Rattazzi
Giulio Cesare, Salinas Francesco, Sbriglio Giuseppe, Silvestrini Maria Teresa, Tedesco Giuliana,
Troiano Dario e Zanolini Carlo.
Il Presidente dichiara respinto l'accorpamento degli emendamenti con il seguente risultato:
PRESENTI E VOTANTI 37
VOTI FAVOREVOLI 3
VOTI CONTRARI 34
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