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Estratto dal verbale della seduta di Giovedì 22 Maggio 2008 ore 18,30
Paragrafo n. 12
DELIBERAZIONE (Giunta: proposta e urgenza) 2008-02342
INDIRIZZI PER L'ESERCIZIO 2008 IN TEMA DI TRIBUTI LOCALI, TARIFFE, RETTE, CANONI ED ALTRE MATERIE SIMILI.
Interventi

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Passiamo all'esame congiunto della proposta di deliberazione n. mecc. 200802342/24, presentata dalla Giunta Comunale in data..., avente per oggetto:
"Indirizzi per l'esercizio 2008 in tema di tributi locali, tariffe, rette, canoni ed altre materie simili"
e della proposta di mozione n. mecc. 200800722/02, presentata dai Consiglieri Tronzano e Cantore in data..., avente per oggetto:
"Coefficienti di calcolo della TARSU. Applicare quelli del DPR 158/1999 per le utenze non domestiche".

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Comunico che in data 14/5/2008 la competente Commissione ha rimesso il provvedimento in Aula.
L'Assessore non intende illustrare la proposta di deliberazione.
La parola al Consigliere Tronzano, per l'illustrazione della proposta di mozione.
Informo il Consigliere che dispone di dieci minuti, anche se, ovviamente, essendo una discussione congiunta, interverrà non soltanto sulla proposta di mozione, ma anche sulla deliberazione.

TRONZANO Andrea
Cercherò di essere il più chiaro possibile, intervenendo nel più breve tempo possibile.
Il primo assunto - elementare ed ovvio - da cui voglio partire è che la TARSU è troppo elevata. Il secondo assunto che mi preme sottolineare riguarda le grandi responsabilità dell'AMIAT.
Presidente, non pretendo l'ascolto: vorrei soltanto sentire la mia voce.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Non è lei che non deve pretendere l'ascolto, sono i Consiglieri che, se anche decidono di non prestarle attenzione, non devono disturbarla! Si può anche non ascoltare, ma occorre, perlomeno, farlo senza disturbare!

TRONZANO Andrea
Ritengo che la TARSU dipenda moltissimo dall'AMIAT: credo, cioè, che, dalla gestione complessiva del bilancio dell'AMIAT, derivi una TARSU più o meno elevata. Voglio, quindi, porre l'attenzione sulla gestione del bilancio da parte dell'AMIAT.
In questo senso, allora, che cosa dico? Dico che, dopo aver letto la relazione tecnica del 2007 che abbiamo avuto in visione, riteniamo indispensabile (lo ripeto soprattutto per l'Assessore Passoni) rivalutare i coefficienti di calcolo della parte variabile e della parte fissa della TARSU.
Noi abbiamo il dovere di applicare i coefficienti, minimo e massimo, stabiliti dal Decreto Legislativo n. 158/99. Oggi, invece, che cosa facciamo? Supponiamo una misurazione dei rifiuti. Infatti, poiché la misurazione non è stata effettuata puntualmente, non sappiamo quanta immondizia sia conferita negli appositi bidoni dalle categorie commerciali, ma supponiamo una misurazione sugli indici dell'IPLA (che sono precedenti al Decreto appena citato). In altre parole, applichiamo, per la parte fissa e per la parte variabile, i coefficienti di calcolo dell'IPLA, anziché quelli previsti dal Decreto Legislativo n. 158/99.
In questo caso, allora, che cosa succede? Succede che alcuni coefficienti - non tutti - siano calcolati in una misura straordinariamente superiore rispetto all'indice minimo e massimo dei coefficienti stabiliti dal Decreto Legislativo n. 158/99.
Vi faccio alcuni esempi.
Nel settore dei rifiuti non domestici notiamo aumenti della TARSU del 20-25%, o del 2%, in ogni caso aumenti sproporzionati rispetto a quello che, secondo noi, dovrebbe essere. Ad esempio, agli alberghi con ristorante (per i quali il Decreto n. 158/99 prevede un valore di KD - cioè il coefficiente della parte variabile della TARSU - tra 9.85 e 13.45), la nostra città applica il coefficiente 17.33. Questo significa che l'aumento, per il 2007, è stato del +15.4%. Per quanto riguarda il KC (cioè la parte fissa, che dovrebbe oscillare tra 1.20 e 1.64), Torino applica il coefficiente 2.11. Si potrebbe anche dire (e molti l'hanno detto) che gli alberghi con ristorante producono più rifiuti, ma si tratta comunque di un elemento non è desunto da dati oggettivi, ma da dati presuntivi: è su questo aspetto che dobbiamo porre attenzione.
Un altro esempio è rappresentato da ristoranti, pizzerie e mense aziendali.
A queste attività, a Torino, viene applicato il coefficiente KD 85.56 (secondo quanto previsto dal Decreto n. 158/99, invece, tale coefficiente dovrebbe variare tra 45.67 e 78.97): l'aumento è, quindi, del 20%.
L'ultimo esempio, il più eclatante rispetto a Comuni limitrofi a Torino (che, dopo aver perso i ricorsi, si sono dovuti adeguare a questi coefficienti ed è per questo motivo che siamo disponibili a tutelare gli interessi dei commerciali che lo riterranno opportuno, andando avanti al TAR ed, eventualmente, anche al secondo grado del Consiglio di Stato e alla Cassazione), riguarda i banchi all'aperto di alimentari, i banchi ambulanti, per i quali abbiamo assistito ad aumenti del 20%, con adeguamenti stratosferici: si applica, infatti, un coefficiente KD 147, quando il Decreto stabilisce un coefficiente variabile da 28.70 a 56.78.
Noi l'abbiamo aumentato a 147!
Ai Colleghi, che naturalmente possono non essere informati sull'argomento, preciso che il coefficiente serve a moltiplicare, quindi, come moltiplicatore del totale dei rifiuti; cioè, considerando parte fissa e parte variabile e moltiplicando, si ottiene la TARSU.
Molto umilmente, ma fermamente, chiediamo ai Colleghi un'attenta valutazione su tali argomenti, che riteniamo fondatissimi (infatti, come ho già detto, alcuni Comuni della Provincia, fra i quali Collegno, hanno dovuto adeguarsi per evitare di dover pagare successivamente), poiché, attraverso questa mozione, può oggettivamente cambiare anche il calcolo della TARSU, in particolare per le categorie non commerciali, e questo è un altro aspetto importante che aggiungiamo, ossia che eventuali modificazioni nell'applicazione dei coefficienti per le utenze commerciali non debbano avere ripercussioni su quelle non commerciali, quindi, la deliberazione non deve prevedere un aumento della TARSU per i cittadini comuni, come tutti noi.
Poi, oltre a chiedere l'utilizzo dei coefficienti del DPR n. 158/1999, sottoponiamo alla vostra attenzione - mi rivolgo pure all'Assessore Altamura - un modo che potrebbe servire anche a risparmiare, in particolare, se la raccolta rifiuti fosse effettuata nelle aree mercatali riorganizzando il deposito dei rifiuti, senza utilizzare, ad esempio, società terze, che vadano a pulirle successivamente; per esemplificare, se a Porta Palazzo permettiamo - giustamente, anche per comodità - che i commercianti gettino i rifiuti a terra e, poi, mandiamo una squadra a pulire, ciò ovviamente incide sui costi e fa lievitare la TARSU.
Spero di esser stato chiaro, perché mi premeva spiegare i motivi per i quali abbiamo presentato questa mozione, nella quale abbiamo rappresentato (affinché possa essere un indirizzo a favore della Giunta) uno dei modi attraverso i quali, secondo noi, si riuscirebbe a risparmiare sulla TARSU.
Sottopongo alla vostra attenzione il voto positivo sulla mozione, poiché, a nostro giudizio, potrebbe veramente consentire - e non lo dico a beneficio solo di una parte, bensì di tutto il Consiglio Comunale e dei cittadini - un ricalcolo di questa TARSU, senza costringere l'opposizione - e, in particolare, i commercianti che vorranno farlo - a ricorrere al TAR, con il rischio di ritrovarci (magari, fra sei-sette anni) in Cassazione a vincere, dovendo poi restituire tutto il denaro precedentemente pagato in maniera superiore a quanto previsto.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Carossa.

CAROSSA Mario
Vorrei ringraziare il Consigliere Tronzano, per aver preparato una mozione che ritengo davvero molto ben articolata ed approfondita; ovviamente, l'ho letta ed ora ho anche avuto modo di ascoltare attentamente l'intervento del Collega, pertanto ritengo che la Giunta, in primis, ed anche l'Aula dovrebbero veramente tenerne conto.
Capisco perfettamente che al Sindaco, soprattutto, non interessi ciò che potrebbe capitare a questa città o all'Amministrazione fra sei o sette anni, perché sarà sicuramente in altri lidi, e capisco altrettanto perfettamente che alla maggioranza possa importare molto poco (anzi, nulla, vedendo l'attenzione che vi hanno dedicato) di quanto si ritroveranno a dover pagare i commercianti, però, ritengo che tale mozione avrebbe davvero meritato di essere approfondita.
Invece, ho imparato che, probabilmente, il tentativo di studiare determinate questioni, per riuscire ad aprire un dialogo costruttivo con la maggioranza che amministra questa città, è assolutamente tempo sprecato! Penso che l'Assessore risponderà su questo punto, ma, di fronte ad una mozione simile (che comunque approfondisce molto bene determinati argomenti, in maniera davvero ben articolata), mi lascia veramente alquanto perplesso il fatto che non si sia avuta neppure lontanamente l'idea di provare ad applicarla, quantomeno in parte; di conseguenza, ho imparato - eventualmente, andrò avanti su questa strada - che, forse, bisogna trovare altre strade per riuscire a "disturbare il manovratore".
Sicuramente, si dice che bisogna cercare di avere un rapporto il più cordiale possibile, che, naturalmente, rimane a livello personale con tutti voi, ma certamente non dal punto di vista politico, e questa ne è l'ennesima prova!
Spero che, nella sua replica, l'Assessore mi contraddica nella maniera più assoluta, e ne sarei veramente contento, innanzitutto, per il lavoro del Consigliere Tronzano, poi, soprattutto, per i commercianti, perché non dobbiamo dimenticare che sono già in difficoltà, in una città che si sta sempre più trasformando in una "città vetrina", "città eventi", mentre di concreto, purtroppo, ha sempre meno!

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola all'Assessore Passoni, per la replica.

PASSONI Gianguido (Assessore)
La mozione, sulla quale si è data disponibilità di discutere in Commissione, al di là dei lavori e della loro tempistica, affronta un tema assolutamente serio, e dobbiamo dare atto al Consigliere di averlo analizzato anche con una certa cognizione di causa.
Pur tuttavia, alcuni punti dell'impegnativa sono di fatto operanti dall'Amministrazione Comunale, nei Regolamenti e nelle indicazioni tariffarie che la Città adotta, pertanto, la loro assunzione sarebbe pleonastica, oppure non del tutto corretta.
Il tema del DPR n. 158/1999 non è se sia o meno obbligatorio osservare un minimo o un massimo (che sono contenuti nel Decreto stesso), ma se si possa disapplicare il minimo e il massimo, come il Decreto stabilisce, qualora si sia ricorsi a sistemi di misurazione contestualizzata quali-quantitativa, in cui la misurazione puntuale del carico di trattamento del rifiuto prodotto produca un Kd, cioè un coefficiente rilevante, che sia scientificamente calcolato.
Mi permetto anche di fare una considerazione: se il DPR n. 158/1999, che appunto risale al 1999, fissava un minimo ed un massimo non indicizzato, non sono tanto sicuro che, oggi, quella soglia minima e massima, quantificata 9 anni fa, sarebbe congrua rispetto al costo di smaltimento di quei rifiuti.
Quindi, nel 2002 l'Amministrazione ha scelto di contestualizzare, di specificare puntualmente il Kd applicato e, conseguentemente, di applicarlo alla normativa adottata dalla Città stessa sulle categorie che sono state indicate; pertanto, non credo che la Città operi incrementi irragionevoli o immotivati, ma che, magari senza particolare entusiasmo e, naturalmente, secondo criteri che cerca di oggettivizzare, rispetto all'applicazione, operi gli incrementi contenuti nelle relazioni tecniche e nelle motivazioni che la Città assume.
Perciò, nel 2008 gli incrementi sono dettati da questo criterio; peraltro, la copertura e la percentuale raggiungono quest'anno un livello consistente, ma non ancora pari al 100%.
I sistemi di misurazione puntuale e oggettiva sono effettuati da anni - ribadisco -, da parte dell'Amministrazione, con diversificazione, proprio al fine di determinare il coefficiente Kd in modo puntuale, ed effettivamente noi otteniamo dall'AMIAT relazioni tecniche che supportino (com'è stato anche chiesto nel parere del Segretario Generale) quest'interpretazione ed applicazione della norma, che naturalmente rimane quella datata, ma resta quella n. 158/1999.
Alla luce di quanto sopra, la riorganizzazione della raccolta dei rifiuti delle aree mercatali non viene fatta secondo criteri di sufficienza o meno, e non sempre esiste una relazione causale tra come viene effettuata la raccolta e l'abbandono dei rifiuti; poi, vorrei dire che il fatto di giustificare l'abbandono dei rifiuti dicendo che "il sistema di raccolta non è efficiente" mi sembra un po' come girare il cannocchiale dalla parte sbagliata.
Invece, credo che, proprio in considerazione del carico di lavoro, la Città dimostri una certa attenzione al servizio fornito ad aree mercatali tanto sensibili, attraverso un sistema di raccolta che (su tutti, tranne che sul mercato di Porta Palazzo), per quanto riguarda l'organico, prevede la raccolta puntuale con il cassonetto, banco per banco, e due-tre passaggi al giorno per quanto riguarda gli imballaggi.
Infine, vorrei fare una considerazione politica: giustamente, lei ha detto che si pensa di tutelare interessi anche legittimi - ci mancherebbe - di categorie che esprimono una sofferenza rispetto ad un sistema.
Però, la invito ad una riflessione di natura politica, nel senso lato del termine: in questi giorni, il TAR Lazio ha dato ragione al ricorso di Confedilizia sul decentramento catastale ai Comuni; tale ricorso, che protegge interessi legittimi costituzionalmente tutelati - voglio essere molto chiaro, ci mancherebbe, quindi, tutela interessi legittimi di una categoria -, naturalmente rallenta il procedimento, che i Comuni stanno attuando, di riclassificazione catastale.
Per esemplificare, un giorno potrebbe anche succedere che, nel momento in cui si sgrava l'ICI, ma si esentano gli A1, i castelli e le ville, magari, quel rallentamento del riclassamento dei fabbricati permette di togliere l'ICI, anche nel riclassamento rallentato, a quei castelli e ville che in Italia non sono classati correttamente.
Quindi, vi è sempre un interesse legittimo da tutelare (che naturalmente la Costituzione garantisce), rappresentato dagli interessi confederativi, di parte e quant'altro, ed anche un interesse generale; ebbene, la Città cerca di mediare e perequare gli interessi esistenti nella società.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Con la replica dell'Assessore, il dibattito è terminato; quindi, possiamo passare alle dichiarazioni di voto sulla proposta di deliberazione.
La parola al Consigliere Tronzano.

TRONZANO Andrea
Colgo l'occasione della dichiarazione di voto, per sottolineare anche alcuni passaggi del mio precedente intervento, perché, in questo caso, la colpa non è della Città, semmai, la Città è inefficace nella scelta dei dirigenti dell'AMIAT, perché, da questi ultimi, dalla loro gestione complessiva dei bilanci, dipende la TARSU che successivamente pagheranno i cittadini; quindi, in questo caso, la colpa della TARSU non è della Città, bensì dell'AMIAT, in senso lato.
Poi, devo dire che non mi risultano calcoli puntuali sui rifiuti conferiti e che, effettivamente, mi rivolgevo a Porta Palazzo, poiché è l'unico luogo nel quale non vi siano i cassonetti - questo è vero -, ma lì potremmo risparmiare già qualcosa.
Perciò, la dichiarazione di voto sulla deliberazione è negativa e, nel caso in cui la nostra mozione non fosse approvata (lo ripeto anche per il Capogruppo, che comunque è informato, Daniele Cantore), qualora i commercianti lo richiedessero, ci attiveremmo per tutelare i loro interessi legittimi.
Sebbene il ragionamento dell'Assessore sia condivisibile, purtroppo o per fortuna, siamo in una democrazia e, di conseguenza, in qualche maniera, gli interessi del tutto legittimi vanno tutelati, anche se rallentano il processo di uno Stato che, forse, oggi è troppo presente nella società italiana ed anche se, probabilmente, qualche ricorso perso da parte di Città, Province, Comuni e Stato, magari, conviene a tutti, per rallentare un po' il peso della burocrazia in senso generale.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Chiedo scusa, ma ho commesso un errore, perché la richiesta di dichiarazioni di voto avrebbe dovuto essere fatta dopo l'esame degli emendamenti, così come risultano accorpati dopo l'approvazione della mozione n. mecc. 200802958/02.
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