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Estratto dal verbale della seduta di Venerdì 9 Maggio 2008 ore 15,00
Paragrafo n. 11

Relazione dell’Assessore Passoni sulla proposta di deliberazione mecc. 2008 02344/024 avente ad oggetto: "Bilancio di Previsione 2008. Relazione previsionale e programmatica. Bilancio pluriennale per il triennio 2008 – 2010. Approvazione"
Interventi

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
Come concordato in Conferenza dei Capigruppo, quest'oggi si terrà solo la relazione dell'Assessore Passoni, per cui non seguirà alcun dibattito in risposta; l'approfondimento inizierà, invece, la prossima settimana in ogni singola Commissione competente per materia.
La parola, per l'illustrazione della relazione, all'Assessore Passoni.

PASSONI Gianguido (Assessore)
Le riforme del sistema finanziario pubblico e le riforme dell'amministrazione coinvolgono sempre di più il Bilancio, il quale non esaurisce solo a livello statale l'indirizzo ed il controllo della finanza pubblica, ma riverbera i suoi effetti anche e soprattutto in ambito locale; esso è atto di organizzazione, di cui è precisa la funzione di dotare gli uffici dei mezzi necessari a consentirne l'attività e, quindi, è visto come un complesso di atti di destinazione.
Nel sistema tradizionale riflesso nelle previsioni costituzionali, il Bilancio si presenta come tipico atto di organizzazione e come atto di indirizzo, con la funzione di distribuire le risorse nel quadro della definizione di un equilibrio complessivo.
Il Bilancio sottoposto all'approvazione del Consiglio Comunale ha dovuto coniugare esigenze contrapposte: da una parte, l'esigenza di programmare in modo serio e con obiettivi di ampio respiro l'attività dell'Ente e, dall'altra, la necessità di dimensionare gli obiettivi alle reali risorse finanziarie che si renderanno concretamente disponibili nel triennio 2008-2010.
L'esigenza di programmare scelte di medio periodo si scontra con un sistema ancora dominato da elementi di incertezza economico-finanziaria. Il quadro di finanza locale è, infatti, ancora lontano da un assestamento che lo ridisegni su basi solide e stabili nel tempo. Stiamo vivendo il completamento del grande progetto di rinnovamento della Città: si sono concretizzate le opere olimpiche o connesse all'evento stesso; la capacità del nostro Ente di affrontare con slancio questa fase si è dimostrata appieno. I risultati sono sotto gli occhi di tutti. Torino è una città profondamente rinnovata. Ora siamo nella fase di consolidamento strutturale di questa grande trasformazione.
Tra la fine del 2007 e i primi mesi del 2008, si sono acuite le tensioni sui mercati finanziari internazionali e il quadro economico mondiale è peggiorato. Negli Stati Uniti, l'attività economica è fortemente rallentata: agli effetti della crisi del mercato delle abitazioni, si stanno aggiungendo quelli di condizioni finanziarie più restrittive per famiglie e imprese. Il commercio mondiale cresce, comunque, a ritmi ancora sostenuti, grazie all'espansione delle economie emergenti. I prezzi dell'energia e delle materie alimentari hanno registrato nuovi, significativi aumenti. I rincari hanno alimentato l'inflazione nei paesi importatori, condizionando l'orientamento delle politiche monetarie e incidendo negativamente sul reddito disponibile e sui consumi.
Le previsioni della Banca Centrale Europea, rese note in marzo, fissano, per la crescita del PIL dell'area Euro nel 2008, un valore centrale pari all'1,7%, in ribasso rispetto alla previsione di dicembre. Le più recenti valutazioni dell'FMI indicano un tasso di crescita dell'1,4%. Il quadro internazionale resta, tuttavia, sfavorevole e molto incerto. L'inflazione al consumo, in graduale aumento nell'area dallo scorso autunno, ha raggiunto, secondo stime preliminari, il 3,5% in marzo. In questo contesto, la Banca Centrale Europea ha mantenuto i tassi ufficiali invariati al 4%, adoperandosi, anche di concerto con le altre maggiori banche centrali, per fornire adeguata liquidità al sistema finanziario.
In Italia, numerosi indicatori qualitativi e quantitativi suggeriscono che la fase di debolezza ciclica in atto dal quarto trimestre del 2007 si protrarrà nel 2008, portando il ritmo di crescita produttiva su valori al di sotto del potenziale, già basso nel confronto internazionale. Secondo la Banca d'Italia, nel 2007 i consumi delle famiglie italiane sono aumentati dell'1,4%, sostenuti da un'analoga crescita del reddito disponibile dopo un biennio di stagnazione. Oltre la metà dell'incremento del reddito è riconducibile a quello dell'occupazione, in presenza però di retribuzioni lorde unitarie invariate in termini reali. Nella seconda metà del 2007, tuttavia, si è registrato un deterioramento sia delle condizioni del mercato del lavoro (con un calo dell'occupazione nel quarto trimestre rispetto al trimestre precedente) sia dei consumi.
Gli importanti rinnovi contrattuali siglati tra la fine del 2007 e l'inizio del 2008 si traducono quest'anno in un'accelerazione delle retribuzioni unitarie di fatto; nel 2009 la crescita delle retribuzioni dovrebbe tornare sui livelli moderati degli ultimi anni. L'indebitamento delle famiglie italiane cresce, ma rallenta. Gli oneri per il servizio del debito hanno raggiunto l'8% circa del reddito disponibile.
Su altro fronte, le imprese stanno rallentando l'accumulazione di capitale fisico. Lo scorso anno, gli investimenti sono cresciuti di poco più dell'1%, quelli in macchine e attrezzature si sono fermati. La sostanziale stagnazione degli investimenti sta proseguendo quest'anno, come segnalano gli indicatori basati sulle valutazioni degli imprenditori riguardo alle prospettive di domanda e al livello di capacità utilizzata.
Si stima che la redditività operativa delle imprese sia scesa nell'ultima parte del 2007. Si sarebbe anche ridotto l'autofinanziamento, determinando un aumento del fabbisogno finanziario nonostante la stasi degli investimenti. Il credito bancario alle imprese cresce a ritmi elevati. L'indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche è, invece, diminuito nel 2007 di 1,5 punti percentuali, all'1,9% del PIL, riportandosi sui livelli del biennio 1999-2000. La spesa per investimenti è tornata ad aumentare, anche se ad un ritmo inferiore a quello del prodotto; quella per interessi è salita dal 4,6 al 5,0% del PIL, riflettendo in larga parte l'aumento dei tassi all'emissione occorso nell'ultimo biennio. Il debito pubblico nazionale è sceso dal 106,5 al 104,0% del PIL, riportandosi sul livello del 2004. In marzo, il Governo - uscente - ha rivisto al rialzo la stima dell'indebitamento netto per il 2008, dal 2,2 al 2,4% del PIL. Il disavanzo corretto per gli effetti del ciclo e delle misure transitorie peggiorerebbe di 0,6 punti percentuali di PIL rispetto al 2007.
Gli analisti economici prevedono un 2008 meno brillante per il nostro Paese: l'Euro forte e la crisi delle maggiori economie internazionali, sbocco principale delle merci italiane, sono fra i responsabili di questo rallentamento. Lo scenario che si sta delineando non favorirà la ripresa dei consumi delle famiglie, ancora debole.
Dando uno sguardo all'economia locale, possiamo osservare che l'anno appena terminato è stato positivo non solo per il Piemonte, ma anche per la provincia di Torino che, grazie ai buoni risultati dell'industria manifatturiera e dei servizi, è ritornata a crescere. Secondo le stime elaborate da Unioncamere, nel 2007 il PIL regionale è aumentato del 2,1%, più della media nazionale. Nel 2008 il tasso di crescita dovrebbe rallentare e fermarsi all'1,3%. Si attende, infatti, un ridimensionamento del comparto edile che, negli ultimi anni, aveva trainato l'economia della regione e, in particolare, dell'area torinese a seguito dell'evento olimpico.
A dinamiche globali e nazionali si saldano fenomeni locali come quelli del nostro territorio, caratterizzato da una profonda trasformazione, da una transizione demografica con l'inesorabile invecchiamento della popolazione e l'immigrazione comunitaria ed extracomunitaria a mitigare il calo demografico, da una fase economica che si prospetta difficile; le migliori chances sono nel rinnovato tessuto economico composto da un mix di funzioni, manifatturiere tradizionali affiancate in modo complementare da nuove e rinnovate funzioni terziarie e ricettive che rappresentano una ricetta di successo che ha saputo coniugare, negli anni delle Olimpiadi, investimenti tanto sui settori tradizionali, quanto sulle nuove vocazioni di sviluppo della Città. L'intervento sulle aree Mirafiori e Politecnico, il nuovo polo dell'energia Iride e le nuove potenziali alleanze, Torino Wireless e l'ICT, le nuove sinergie tra GTT e Atm Milano, unite alle occasioni di vetrina della Città, nuove e vecchie, ne sono l'esempio.
In una città diversa rispetto a quella di dieci anni fa, devono convivere bisogni nuovi: una città solidale, con servizi di welfare efficienti e ancora più accessibili; una città "produttiva", di beni e servizi, che migliori in qualità e quantità le aspettative occupazionali dei giovani e che contribuisca alla formazione del nostro PIL locale; bisogna coniugare sia la fondamentale funzione redistributiva della ricchezza, sia la spesa pubblica per realizzare investimenti ed occasioni di sviluppo in tutti i settori trainanti.
Quest'anno, un approfondimento a parte merita la dinamica finanziaria, e il Consiglio Comunale ha dimostrato sensibilità a questo delicato tema. Il sistema pubblico e privato italiano, dall'Amministrazione dello Stato passando per le Regioni, le Province, i Comuni e le imprese è ricorso in misura tendenzialmente crescente al mercato del credito ed è pertanto oggettivamente condizionato dall'andamento specifico di questo settore. Per quanto il Comune di Torino nel 2007 abbia conseguito l'obiettivo dichiarato di limitare il ricorso al mercato del credito entro la misura delle quote capitali di mutui restituiti in corso d'anno, di fatto operando una virtuosa inversione di tendenza, resta alta l'attenzione al tema.
La crisi finanziaria sviluppatasi negli Stati Uniti durante l'estate del 2007 ha contagiato sicuramente oggi anche l'Europa. A livello macroeconomico il crollo dei mercati finanziari americani ha portato un'ondata di debolezza anche sul mercato azionario europeo. Negli Stati Uniti dall'inizio della crisi finanziaria la FED (Banca Centrale Americana) ha effettuato già sei manovre di politica monetaria (sette, con quella della settimana scorsa), andando ad abbassare il tasso di sconto di ben tre punti ovvero posizionandosi al 2,25%. Oggi siamo già scesi al 2%.
La politica monetaria della Banca Centrale Europea (BCE) è, invece, incentrata sui problemi inflazionistici che si sono sviluppati, tra l'altro, anche in Italia.
L'aumento dell'inflazione rappresenta un grande ostacolo per la BCE verso un taglio al ribasso del tasso d'interesse oggi al 4,00%, ma i maggiori istituti bancari prevedono almeno un taglio dei tassi d'interesse prima di fine d'anno per circa 0,25%.
La BCE ha lasciato i tassi invariati al 4% nel meeting di aprile e dovrebbe confermare tale scelta anche nel mese di giugno (il meeting è notoriamente bimestrale). Nonostante la crescente pressione inflazionistica, un rialzo dei tassi d'interesse al momento andrebbe escluso alla luce dell'attuale livello raggiunto dalla valuta europea nei confronti delle principali valute estere e del contesto macroeconomico, per il momento molto instabile. Gli ultimi dati macroeconomici provenienti dall'area Euro hanno mostrato, per il momento, segni di prima stabilità.
Tuttavia, come detto, ci attendiamo un rallentamento della crescita economica, sulla scia della recessione in atto negli Stati Uniti d'America.
Per effetto della globalizzazione, la correlazione tra l'economia americana e quella dell'area Euro è cresciuta rispetto al ventennio '80-'90. La recessione negli Stati Uniti dovrebbe far sentire i suoi effetti in Europa durante la seconda metà del 2008. Le persistenti tensioni nel mercato del credito e i problemi di liquidità ancora in atto potrebbero acuire l'atteso rallentamento della crescita. Secondo diversi istituti bancari italiani e la Banca d'Italia, il nostro Paese sembrerebbe meno colpito da tale crisi solo grazie al mercato immobiliare, che sembra avere ancora fondamenti di stabilità.
All'interno della rigida politica monetaria della BCE bisogna in ogni caso sottolineare come il tasso 6 mesi Euribor, di riferimento per il calcolo degli interessi sui mutui/prestiti obbligazionari/derivati contratti/emessi a tasso variabile, sia nuovamente in tensione riportandosi ancora su di un livello superiore al 4,70%.
La maggior parte del movimento si giustifica attraverso la stringente politica monetaria della BCE che avendo visto tassi d'inflazione superiori al 3% si preoccupa di una crescita ulteriore del livello dei prezzi.
A questo bisogna sempre aggiungere la generalizzata carenza di liquidità nel sistema finanziario. Dato il contesto ormai globale all'interno del quale l'amministrazione Comunale si muove, gestendo il suo indebitamento (sia in termini di debito sia in termini di posizioni in derivati) con almeno sei istituti a carattere mondiale, un'analisi puntuale dell'intero debito è stata gestita ed aggiornata dagli Uffici del Comune.
Il motto dell'Amministrazione in materia è "Festina lente" ovvero "Affrettati adagio", un ossimoro che sembra abbia pronunciato l'imperatore Augusto. Ovvero, a volte, occorre essere tempestivi, ma sempre ponderando i propri passi. La strategia prudente di non rinegoziare mutui, ma di rifinanziarne semmai il nozionale, senza aumentare il nozionale oggetto di contratti, ma, anzi, ricorrendo a strutture di semplificazione delle strutture stesse, con maggiori percentuali di tasso fisso e meno esposizione ai rischi del mercato corrisponde oggi alla migliore opzione possibile in questo momento; il contenimento del debito e la tendenza alla sua riduzione sono paletti già conficcati nella gestione 2007.
Estote ergo prudentes sicut serpentes et simplices sicut columbae, ci diceva il Vangelo secondo Matteo, ovvero siate prudenti come serpenti e semplici come colombe. Cercheremo di farne tesoro.
La crisi finanziaria mondiale impone sicuramente all'Ente una maggiore valutazione del rischio controparte, in termini di rating, ed un costante monitoraggio dell'evoluzione dei ratings delle controparti bancarie. Da una breve analisi si può constatare che il Comune beneficerebbe da un ribasso generale dei tassi d'interesse che avverrà, come già evidenziato nell'esposizione riguardo ai mercati, solamente in presenza di minore inflazione.
L'attuale fase di transizione tra un Governo nazionale e l'altro, unitamente ad un quadro di regole ormai costantemente instabili e in evoluzione non aiuta gli Enti nell'ottica di una programmazione pluriennale.
Anche per l'anno 2008 la Legge Finanziaria non lascia certamente intravedere, per le Autonomie Locali, cambiamenti significativi rispetto al recente passato.
Il cambiamento costante e sistematico delle regole con le quali confrontarsi non può non avere effetti e impatti negativi sulla loro operatività; autonomie che devono confrontarsi con uno scenario di riferimento estremamente mutevole, che certamente non favorisce una razionale programmazione impostata secondo una logica di valenza pluriennale (in tale caso, è bene dirlo, il bilancio pluriennale rischia di diventare un esercizio meramente matematico).
La Finanziaria 2007, pur riaprendo lo spazio di autonomia dei Comuni con una impostazione non più tesa al contenimento forzato della spesa, ha inciso e anche nel 2008 continua a incidere pesantemente sui loro bilanci, già colpiti dalle ultime finanziarie.
Il vincolo alla spesa, come era posto nella forma di un tetto massimo sulla spesa precedente, presentava un grosso limite, quello di attribuire un valore positivo alla spesa storica di ogni singolo Ente, senza cioè considerare se tale spesa fosse efficiente o meno; ad un approccio che era incrementale della spesa storica, ora abbiamo sostituito un sistema programmatorio ispirato al cosiddetto budget a base zero. Questo approccio prevede la programmazione delle risorse necessarie senza un condizionamento derivante dalle scelte consolidate nei precedenti bilanci e favorire la responsabilizzazione di ciascun centro di costo e la rivalutazione, anno per anno, degli interventi da realizzare.
Il quadro normativo di riferimento in tema di patto di stabilità interno, innovato dalla Legge Finanziaria 2008 conferma che il Bilancio di previsione degli Enti Locali deve essere approvato iscrivendo le previsioni di entrata e di spesa di parte corrente in misura già tale che, unitamente alle previsioni dei flussi di cassa di entrate e spese in conto capitale, al netto delle riscossioni sia garantito il rispetto già del patto.
In tal modo, la norma obbliga gli Enti ad abbandonare l'esclusivo riferimento alla gestione di competenza per abbracciare anche un riferimento alla gestione di cassa della parte in conto capitale e prevede per il 2008 un saldo misto di competenza e cassa positivo e maggiore del saldo di cassa 2003/2005, con l'opzione, valida solo per il 2008, di poter conseguire in competenza mista o, in alternativa, in termini di cassa e di competenza.
Con l'introduzione della competenza ibrida divengono irrilevanti le movimentazioni di cassa relative alla gestione corrente dell'Ente e la congruità degli obiettivi programmatici rispetto alle previsioni deve essere dimostrata in un apposito prospetto da allegare al Bilancio di previsione e che potrà essere aggiornato in conseguenza di eventuali variazioni al Bilancio in corso d'esercizio.
Il testo della Finanziaria 2008 ripropone il taglio creato nel 2007 in relazione al presunto aumento del gettito ICI derivante dal riclassamento di alcune categorie di immobili (fabbricati ex rurali, corretto classamento dei E1/E9 destinati ad uso commerciale, industriale, ufficio privato, eccetera.).
Il meccanismo contabile purtroppo si basa su un taglio preventivo forfettario, fondato su proiezioni statistiche effettuate dall'Agenzia del Territorio; il taglio opera per l'anno 2007, mentre il prevedibile aumento di gettito ICI dovrebbe verificarsi, per la parte preponderante dell'operazione, solo dal 2008. A regime, i Comuni si assumono il rischio che la proiezione dell'Agenzia non corrisponda alla reale caduta di gettito. Sempre a decorrere dal 2008 i trasferimenti statali sono ulteriormente ridotti di 313 milioni di Euro (nella ripartizione delle risorse si tiene conto del cosiddetto risparmio sui costi della politica) e le suddette riduzioni vengono destinate per 100 milioni di Euro in favore dei piccoli Comuni e di 213 milioni di Euro per l'abolizione dei tickets sanitari.
Venendo al Comune di Torino, la manovra 2008 si è dunque articolata in un contesto difficile a cui si aggiungono altre peculiarità: innanzitutto, la firma dell'atteso contratto del pubblico impiego la cui applicazione comporta maggiori oneri per oltre 30 milioni di Euro, ed in secondo luogo le minori entrate derivanti dai minori trasferimenti per rimborsi IVA sui servizi esternalizzati oltre al minor trasferimento compensativo sul presunto gettito ICI di cui abbiamo detto sopra.
La principale criticità, tuttavia, consisteva nella scelta di soppesare la manovra prevalentemente sulla minore spesa, razionalizzando i costi dell'Ente, più che sulle maggiori entrate. Ed infatti, per le ragioni suddette non si è ritenuto compatibile con il quadro generale l'ipotesi di operare ritocchi verso l'alto delle aliquote IRE, Addizionale o ICI; l'ICI, peraltro, beneficia quest'anno di una consistente agevolazione nazionale contenuta nella Legge Finanziaria 2008 del Governo Prodi, la quale prevede la riduzione dell'1,33 per mille dell'imposta sulla prima casa fino ad un massimo di 200 Euro. Questo beneficio, unito alla nostra scelta dell'anno scorso di aumentare di 132 Euro la detrazione comunale ICI sulla prima casa consentirà quest'anno di rendere quasi neutra l'imposta per migliaia di cittadini torinesi.
Su questo fronte, occorre soffermarsi per una riflessione: per quanto l'ICI possa essere considerata un'imposta non gradita (ma, del resto, quale imposta lo è?), la scelta fatta per il 2008 e il nascente dibattito sulla volontà dichiarata di superare l'imposizione locale sulla prima casa non può non destare qualche preoccupazione. È, infatti, grazie al gettito ICI che tutti i Comuni d'Italia riescono a remunerare i costi per produrre i servizi ai cittadini, di qualunque natura essi siano. Non è indifferente, conoscere se sia garantita la certezza del gettito e la corretta tempistica della riscossione dei trasferimenti compensativi da parte del Ministero. E nell'ipotesi in cui il legislatore si spinga oltre al quadro attuale, sarà fondamentale sapere quale scelta, realmente o formalmente federalista, ne sostituirà le ingenti risorse; i Comuni, infatti, non sono terminali di spesa dispersa, ma piuttosto i veri terminali dello Stato negli investimenti sul territorio, nell'erogazione dei servizi, nel mantenimento del Welfare state e in generale garanti dell'uguaglianza delle persone nel godimento dei propri diritti di cittadinanza.
Nel solco tracciato l'anno scorso il Bilancio di quest'anno ha operato la prosecuzione di quell'impostazione; mantenere quest'anno invariata la pressione fiscale; mantenere il livello di servizi sociali erogati e, laddove si concentra la domanda, espanderla; revisionare le entrate extratributarie (fitti attivi, rendimento del capitale investito, dividendi); contenimento dell'indebitamento e rifinanziamento alle migliori condizioni offerte dal mercato; garantire un buon livello di investimenti aggregati, con risorse proprie e facendo sistema col territorio, proficuamente impiegando le risorse nazionali per i 150 anni dell'Unità d'Italia per opere utili e con una ricaduta positiva di lungo termine; rendere disponibili le entrate da dismissione per finanziare investimenti e estinzione anticipata dei mutui. In questi cenni sono le coordinate del Bilancio 2008.
Entrando nel vivo del dettaglio dei conti aggregati, si può riassumere che il bilancio previsionale 2008 pareggia a 1.363 milioni di Euro, con l'applicazione dell'avanzo di amministrazione presunto di 20 milioni di Euro. In particolare, le entrate tributarie saldano in 517 milioni di Euro, sostanzialmente costanti pur con il decremento dovuto principalmente alla recente normativa relativa alla compartecipazione comunale all'IRE.
Le entrate extratributarie (canoni, concessioni, interessi e fitti attivi, mense e contravvenzioni) ammontano a 421 milioni di Euro, in aumento rispetto agli anni precedenti principalmente per la maggior percentuale di concessioni edilizie applicabili alle manutenzioni prevista nella Legge Finanziaria e per la flessione derivante dalla differente gestione dei servizi cimiteriali; i dividendi crescono a 35 milioni di Euro principalmente per la maggiore redditività della partecipazione in IRIDE.
Sul versante tributario, le linee guida si confermano nel potenziamento del contrasto all'evasione, nella ridistribuzione del prelievo, con l'aumento delle agevolazioni anche per redditi intermedi, e nella riduzione dell'imposizione sulla prima casa.
Innanzitutto va annoverato un sistema di contrasto all'evasione fiscale, aggiornato su recenti opportunità normative, ma soprattutto sulla programmazione di interventi mirati che si possono attuare grazie al sistema dell'interscambio di banche dati nazionali e locali, nonché alla collaborazione della Guardia di Finanza e di un nucleo di vigili specializzati. Il dispositivo DIANA è oggi una realtà operante.
La semplificazione delle procedure di gestione, accertamento e versamento dei tributi compie passi avanti, con l'abolizione della dichiarazione ICI, l'utilizzo del Modello F24 per l'ICI ed in forma compensativa, l'indicazione, già nel 2007, dei dati di versamento ICI sui modelli fiscali (730/modello unico).
Per permettere un sostanziale riequilibrio a vantaggio dell'inquilinato delle agevolazioni in materia di locazioni agevolate viene confermata all'1 per mille l'aliquota ICI per gli immobili con contratti di locazione stipulati con il cosiddetto secondo canale legge 431/98, con la destinazione delle risorse risultanti al sostegno alla locazione. Tale scelta è oggi avallata preventivamente dal nuovo accordo tra proprietà edilizia e sindacati inquilini .
Sul fronte del passaggio da tassa a tariffa rifiuti si conferma, anche per il 2008, la fase di sospensione della normativa di riferimento in attesa dell'attuazione delle disposizioni contenute nel D. Lgs. 152/2006 (cosiddetto Codice Ambientale). La Legge finanziaria, infatti, all'articolo 1 comma 166 ripropone il "congelamento" del regime tributario o tariffario in essere in ciascun comune, il che vuol dire che per Torino, per quest'anno ancora in TARSU, prosegue il processo di tendenziale adeguamento delle tariffe in ottica delle futura copertura integrale dei costi confermata anche dalla disciplina contenuta nel Codice Ambientale. Saranno, quindi, praticati aumenti tariffari differenziati da applicarsi alle varie categorie di utenza in funzione della predetta copertura. Nel 2007 venivano introdotte novità sostanziali sul fronte agevolazioni: veniva considerevolmente esteso il beneficio dello sconto per categorie reddituali. Fino al 2006 infatti, era previsto uno sconto del 50% della Tarsu per le famiglie che fossero comprese nel limite ISEE di euro 11.365. Nel 2007, con l'intento di sgravare anche nuclei famigliari nella fascia superiore a quella già tutelata, l'agevolazione si era articolata fino a proteggere redditi di 22.000 euro (ISEE). Nel 2008 la manovra estende ulteriormente il beneficio di sconto a favore delle famiglie in condizione economica disagiata. Rispetto al 2007, infatti, l'agevolazione reddituale per i nuclei familiari è applicata a fasce ISEE più ampie, articolandosi come segue: fascia 0-13.000=sconto 50% - fascia 13.000-17.000=sconto 30% - fascia 17.000-24.000= sconto 20%. Intanto, i cittadini raggiunti dalla raccolta differenziata porta a porta saranno 334.000 entro il 31.12.2008.
Quest'anno è mantenuta invariata l'aliquota dell'addizionale comunale Ire; tuttavia il Comune intende continuare ad avvalersi della previsione normativa che permette la creazione di una soglia di esenzione. Tale soglia di esenzione, fino al 2006 non esistente, permetterà ai redditi più bassi di non corrispondere più alcun gettito addizionale IRE; l'esenzione verrà alzata a 10.400 euro di reddito, comprendendo, ad esempio, le soglie di redditi di pensione minima, i lavoratori in CIG, in mobilità, alcune forme di precariato e altri redditi medio bassi. Anche su questo si impone una riflessione: sarebbe auspicabile un intervento normativo per rendere modulabile tale esenzione o graduandola per fasce, o diversificandola per tipologia di reddito.
Sugli altri tributi viene soltanto applicato il tasso di inflazione programmata.
L'intento dell'Amministrazione, quindi, è quello di privilegiare azioni di redistribuzione delle agevolazioni/sostegno, garantendo ai ceti deboli l'accesso ai servizi diffusi o a tariffa.
Due note particolarmente positive. La politica di riduzione di entrate di natura straordinaria segna quest'anno una accelerata: il plusvalore applicato scende da 50 a 40 milioni di euro e l'avanzo applicato a preventivo scende da 30 a 20 milioni di euro con un minore ricorso ad entrate straordinarie tra il 2007 e il 2008 del 25%.
Per quanto concerne la spesa, in parte corrente, si rileva un incremento della stessa per il personale dovuta al rinnovo contrattuale, al netto dei pensionamenti e dei contenimenti previsti nel corso dell'anno, la previsione di 245 milioni di euro per l'acquisizione di beni e servizi, in flessione di 10 milioni di euro sul 2007, mentre gli oneri derivanti da interessi e quote capitale dei mutui fin qui contratti ammontano a 257 milioni di euro, in crescita sul 2007 per effetto dell'incremento dei tassi di interesse di mercato. Nel complesso gli oneri derivanti da debito sono il 19% della spesa complessiva.
Siamo stati di fronte ad un trend crescente del debito dell'ultimo quadriennio, fino al 2006, effetto, come detto sopra, della necessità di sviluppare gli investimenti necessari all'evento olimpico e al quadro di grandi opere realizzate negli ultimi anni. "Se vuoi renderti conto del valore del denaro, prova a chiedere un prestito." ha detto Benjamin Franklin.
E' divenuta realtà, oggi, una politica che consenta un contenimento dello stesso. Chi si occupa della cosa pubblica conosce la difficoltà di interpretare scelte complesse come l'equilibrio tra sostegno alla crescita e contenimenti virtuosi della spesa. La risposta non può che essere lasciata ai posteri.
La prosecuzione della razionalizzazione del bilancio corrente, la cui rigidità è in aumento, chiama ad affrontare con serietà una ristrutturazione interna, salvaguardando ed anzi migliorando efficacia della spesa sociale ed efficienza nei servizi resi ai cittadini. Il 2008 dovrà essere anche l'anno della riorganizzazione della macchina comunale.
Per quanto concerne la spesa in conto capitale, il bilancio prevede 545 milioni di investimenti, suddivisi tra 148 milioni di euro per opere pubbliche, 23 milioni per spese degli uffici giudiziari, 87 milioni di manutenzioni straordinarie e 287 di altri investimenti. Il Bilancio degli investimenti continua ad esercitare un ruolo importante sullo sviluppo della città con l'entrata nel piano investimenti dei nuovi straordinari interventi per la ricorrenza dei 150 anni dall'Unità d'Italia, per la quale la città ha articolato su scala pluriennale il programma di interventi previsto nel dossier di candidatura. La ristrutturazione del Mastio della Cittadella, due lotti del Parco Dora e il primo lotto del Parco del Valentino sono i primi interventi significativi che chiudono vecchie ferite urbanistiche come i siti riqualificati delle ferriere fordiste o rilanciano nel terzo millennio siti storici che torneranno a splendere. Altre due significativi siti, in Spina 2 , il complesso delle Nuove, e vicino al passante, l'area Incet, vedranno completare la dotazione di servizi frutto delle trasformazioni urbanistiche degli anni scorsi.
La Pubblica Amministrazione in Italia è stata, purtroppo, in genere, disattenta all'aspetto economico della gestione. Si deve invece registrare un maggiore interesse verso la cura e lo sviluppo delle funzioni amministrative pubbliche aventi finalità di progresso economico sociale, culturale di sicurezza e di tutela ambientale.
Per cercare di rendere più efficiente l'amministrazione locale, si è tentato di incidere su alcuni punti focali: definizione dei diversi gradi di richiesta dell'utenza mediante l'individuazione delle fasce di popolazione di massimo bisogno (piano regolatore sociale, ad esempio); riformulazione funzionale della struttura organizzativa; richiesta di inserimento di nuovi sistemi contabili e di programmazione rivolti al controllo dell'aumento della spesa e responsabilizzazione di risultato da parte degli attore chiave del sistema.
E' giunto il momento dei ringraziamenti; è difficile raccontare in poche parole l'immenso lavoro, tecnico prima che politico, che sta dietro allo strumento di programmazione per eccellenza. La professionalità di persone che, con dedizione, hanno accompagnato il percorso della sua formazione merita un plauso particolare. A tutti loro va il mio ringraziamento per la capacità indiscussa.
L'anno scorso dissi che un Assessore al Bilancio, in tempi di economie, rischia di essere un contemporaneo antipatico, ma speriamo un graditissimo antenato; ora posso dire che il Comune, nel suo complesso e nelle sue articolazioni, dalla Giunta Comunale, cui va il mio particolare ringraziamento, alla Cabina di regia economica presso il Direttore Generale, alla Circoscrizioni, alla civica riprografia per la stampa, passando per l'encomiabile lavoro degli uffici del Consiglio Comunale messi a dura prova dai tempi della politica, ha reagito con professionalità e duttilità alla sfida di un operare quotidiano in cui le risorse non sono scontate: il saper fare, e fare bene, è patrimonio del nostro Ente.
Torino può guardare con fiducia al futuro, puntando su già avviate evocazioni di sviluppo, dalle rinnovate manifatture e l'automotive alle telecomunicazioni, all'aerospazio al design, dalle biotecnologie al turismo, alla cultura.
"La cultura (...) è organizzazione, disciplina del proprio io interiore; ... per la quale si riesce a comprendere il proprio valore storico, la propria funzione nella vita, i propri diritti, i propri doveri", scriveva Antonio Gramsci.
L'ultimazione della prima linea di metropolitana e gli studi per la seconda, il completamento del Passante Ferroviario, il potenziamento della dimensione europea della città sono ulteriori trasformazioni fondamentali.
Bisogna fare i conti con il clima economico difficile, ma con la consapevolezza di avere i numeri e le risorse per farcela. E in tempi difficili per cittadini e famiglie, anche le politiche di welfare state saranno improntate a meglio rispondere alla sfida delle povertà vecchie e nuove, e di quelle fasce della popolazione maggiormente esposte al rischio di scivolare dal benessere alla sola sopravvivenza.
Sostenere e valorizzare la dimensione internazionale della città sarà un obiettivo prioritario da sviluppare anche attraverso l'attiva presenza nelle reti strategiche, l'organizzazione di eventi internazionali, il rafforzamento delle alleanze con altre città e le politiche di cooperazione decentrata e di promozione. Henry Ford sosteneva che "chi smette di fare pubblicità per risparmiare soldi è come se fermasse l'orologio per risparmiare il tempo".
I risultati raggiunti e la realizzazione di questo processo di rinnovamento saranno possibili solo con la consapevolezza delle grandi potenzialità del territorio.
Abbiamo attraversato anni di grandi sfide, ma anche di importanti soddisfazioni: si tratta ora di consolidare i risultati raggiunti e continuare con energia la realizzazione di questo processo di rinnovamento, con la consapevolezza delle grandi potenzialità del territorio. Continueremo ad investire in settori strategici, vedendo nel Centocinquantenario dell'Unità d'Italia del 2011 la prossima grande occasione per la città, ma non la sola. In questo processo di apertura e modernizzazione, risultano indispensabili le infrastrutture di mobilità e il mantenimento di un'elevata cura e qualità urbana.
Un bilancio, in conclusione, è un pianoforte: i tasti iniziano, i tasti finiscono. Sono 88 e non sono infiniti, loro, come le risorse. Sta alla politica, dentro a quegli 88 tasti, fare la musica migliore e la musica possibile è infinita.
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