| Interventi |
CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Passiamo alla discussione congiunta dell'interpellanza n. mecc. 200802282/02, presentata in data 22 aprile 2008, avente per oggetto: "Abusivismo edilizio in sponda destra del Po (Pilonetto-Fioccardo)" e dell'interpellanza n. mecc. 200801888/02, presentata in data 3 aprile 2008, avente per oggetto: "Cantiere edile sito in Corso Moncalieri n. 348" CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Viano. VIANO Mario (Assessore) Trattandosi di argomenti strettamente amministrativi, gli Uffici mi hanno preparato una nota dettagliata a cui darei lettura, partendo dalla situazione sulla quale entrambe le interpellanze si soffermano, mentre, per la parte finale della mia risposta, farò riferimento soltanto all'interpellanza n. mecc. 200802282/02, che riguarda anche altri interventi edilizi. La questione posta da entrambe le interpellanze riguarda gli abusi edilizi relativi al numero civico 348 di Corso Moncalieri. Gli Uffici mi segnalano che esistono diverse situazioni. La prima è relativa all'insediamento storico della società Vivai Erba, per la quale sono state rilevate e segnalate all'Autorità Giudiziaria (ricordo che l'abuso edilizio va segnalato all'Autorità Giudiziaria), in data 22/10/2007, opere abusive consistenti in modifiche interne ed esterne, realizzazioni di intercapedine e vano tecnico, ricostruzione di un servizio igienico. Tutto ciò è oggetto di pratica di conservazione ai sensi dell'articolo 36 del DPR 380 del 2001, tuttora in corso d'istruttoria presso gli uffici del Settore Permessi di Costruire. Da notizie ufficiose, sembra che ci siano alcuni problemi ad accedere alla richiesta di conservazione integrale di alcune parti, perché non è ancora conclusa questa fase istruttoria, mentre non ce ne sarebbero per altre parti. A questo proposito, mi posso impegnare per iscritto con una comunicazione diretta per dar conto dell'esito finale della fase istruttoria riguardante la pratica di conservazione. Per quanto riguarda l'insediamento storico della società Vivai Erba, da verifiche con la Polizia Municipale, non risultano ulteriori opere in corso di esecuzione. Un'altra situazione è relativa all'area in Corso Moncalieri 348, sul lato spondale del fiume Po: in particolare, si tratta dell'area compresa tra la scuola elementare e Corso Moncalieri 346, indicativamente all'altezza della discoteca "Il Patio". In quella porzione vi è un'estesa area in cui un tempo era presente un impianto sportivo attualmente in disuso. Su quell'area erano presenti alcuni fabbricati funzionali all'attività sportiva per i quali, con pratica protocollo del 1995, in capo alla società Geraldina, era stato chiesto il condono edilizio definito con il rilascio della concessione in sanatoria n. 1.825 del 24/10/2007. In sostanza, la situazione è sanata in forza della normativa sul condono edilizio dei fabbricati funzionali all'attività sportiva realizzati a suo tempo dalla società Geraldina. Questa sanatoria è avvenuta in occasione della presentazione della DIA in capo alla subentrata società Rogimi per la risistemazione e riattivazione dell'impianto sportivo. Quindi, per un verso è stata rilasciata la concessione di sanatoria e per l'altro, nella stessa data, è stata presentata una dichiarazione di inizio attività - DIA - in capo alla società Rogimi, subentrata alla società Geraldina. A questo punto, vi è un elemento di complicazione del tutto singolare, del quale devo, tuttavia, dar conto e prendere atto: contestualmente al ripristino del suddetto impianto sportivo (sulla base della DIA della società Rogimi), la Città di Torino procedeva alla risistemazione della parte spondale del fiume per consentire il passaggio della pista ciclabile e, in quella circostanza, nella fase di pulizia dell'area - il termine "pulizia" mi sembra persino morbido - erroneamente venivano demoliti i fabbricati presenti sull'area di proprietà della società Rogimi, impedendo, di fatto, il loro ripristino. La società Rogimi, pertanto, in relazione alla DIA sopra citata e relativa autorizzazione in subdelega ai sensi dell'articolo 13 della Legge Regionale 20 del 1989, ha potuto procedere soltanto alla risistemazione superficiale dell'area e, per la ricostruzione dei fabbricati demoliti, ha presentato in data 15/01/2008 la richiesta di permesso di costruire in fase di istruttoria presso gli uffici del Settore Permessi di Costruire. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Non so che cosa ci fosse; qui si parla genericamente di edifici, ma se volete la documentazione fotografica, la produrremo. In data 29/12/2006, perveniva agli uffici di Vigilanza Edilizia una segnalazione di presunte opere abusive, ma il tecnico, in sede di sopralluogo, rilevava che si trattava di opere propedeutiche alla realizzazione di quanto previsto nella DIA presentata nel 2007; quindi, non si configuravano a tutti gli effetti come opere abusive, ma solo come attività preliminare e propedeutica. Questo per quanto riguarda la parte Geraldina-Rogimi, mentre diversa ancora è la situazione sul lotto adiacente, di proprietà della società LOCAT, subentrata alla società Vivai Erba, sul quale insisteva una tettoia a struttura metallica aperta, in origine funzionale all'attività vivaistica. In data 27 settembre 2007, la società LOCAT ha presentato un'istanza di permesso di costruzione (come da Protocollo Edilizio 2007/1/13541) - per la manutenzione straordinaria del fabbricato - di due piani fuori terra che, in realtà, non esistevano sul lotto di proprietà. Esisteva una tettoia metallica, aperta. Tra dicembre 2007 e febbraio 2008, la suddetta Società, in assenza del permesso - visto che non si partiva da un edificio di tal fatta - ha effettuato la totale demolizione della tettoia e ha proceduto alla ricostruzione di un nuovo fabbricato a due piani fuori terra, ad uso spogliatoio, diverso, in dimensioni e destinazione, rispetto alla struttura preesistente - che era, appunto, una tettoia aperta. In data 20 febbraio 2008, l'Ufficio Vigilanza Edilizia ha effettuato un sopralluogo congiunto con il Corpo di Polizia Municipale e, rilevata la totale irregolarità dell'intervento, l'immobile è stato sottoposto a sequestro giudiziario preventivo e segnalato all'Autorità Giudiziaria. Allo stato attuale, le opere risultano sospese, in attesa dell'esito del procedimento giudiziario in corso ed è in fase di adozione ordinanza di demolizione del fabbricato in questione". Questa è la risposta relativa ai numeri 246 e 248. Completo la mia risposta con gli altri punti proposti dall'interpellanza presentata dai Consiglieri Cugusi, Cerutti e Ferrante. I primi due punti si sovrapponevano a quelli dell'interpellanza di cui abbiamo appena parlato. Il terzo punto, invece, fa riferimento alla concessionaria Suzuki di Corso Moncalieri 308. La nota preparata dagli Uffici recita: "Il fabbricato occupato dalla concessionaria auto Suzuki è stato oggetto di condono edilizio secondo il Protocollo n. 1986/11/31054, definito con concessione in sanatoria n. 40/2001 per 'Basso fabbricato ad uso commerciale', già oggetto di licenza precaria n. 151/1958 - quindi, aveva una licenza precaria datata- e di successiva autorizzazione edilizia n. 246/2001, per 'Manutenzione straordinaria di edificio ad uso commerciale', intervento di miglioramento richiesto dalla Regione Piemonte in sede di rilascio del nullaosta ai sensi dell'art. 32 della Legge 47/85 (Legge sul condono edilizio)". In buona sostanza, in sede di condono edilizio, la Regione, che ha la competenza sui beni ambientali - si tratta, infatti, di un ambito sottoposto alla tutela ambientale -, aveva richiesto di eseguire delle opere che migliorassero l'aspetto della struttura e, in questo senso, è stata presentata e rilasciata autorizzazione edilizia per manutenzione straordinaria di edificio ad uso commerciale, formalmente condonato nel 2001. Si dà, altresì, conto del sopralluogo. "Effettuato sopralluogo da parte dei tecnici di vigilanza edilizia, risulta che l'immobile è conforme all'ultimo progetto autorizzato e non vi è presenza di nuove costruzioni sul fronte di Corso Moncalieri, salvo gazebo di natura provvisoria, posizionati nell'area a cortile prospettante la strada privata sul retro - ma queste non sono opere edilizie. Le opere citate nell'interpellanza (tettoie e bassi fabbricati) si riferiscono al numero civico 310, dove è insediata un'altra concessionaria d'auto. La situazione di irregolarità di questo immobile - quella, appunto, del civico 310 - è nota agli Uffici dal 2004, anno in cui si è provveduto a segnalare, a tutti gli Enti competenti, la situazione di abuso. Queste segnalazioni saranno integrate con le opere recenti rilevate durante l'ultimo sopralluogo, consistenti in tettoie ad uso riparo autoveicoli - per dirla brutta, è un recidivo senza ritegno - In relazione al suddetto immobile, risulta tuttora, in corso d'istruttoria, la pratica di condono edilizio del 1995 per tettoia ad uso commerciale, mentre è in fase di rilascio provvedimento di diniego per la pratica del 2005, relativamente alla conservazione di tamponamento di tettoia aperta in lamiera grecata coibentata adibita a deposito, assistenza e vendita auto con manufatto murario in Phoroton..." - qui leggo tra virgolette la denominazione della pratica di conservazione (INTERVENTO FUORI MICROFONO); nella nota è scritto il n. 310, ve ne lascio copia, dopodiché, se necessario, approfondiremo l'argomento in Commissione - "... inserimento di nuove putrelle a rinforzo della struttura. Sul prospetto principale, il tamponamento è stato completato con vetrine in alluminio anodizzato di colore argento e cristalli; sul lato ovest del fabbricato sono stati aperti due vasistas in alluminio anodizzato ad altezza di 2,80 m. dal piano di campagna. A seguito della formalizzazione del citato provvedimento di diniego, sarà adottata ordinanza di demolizione" - perché è irregolare, non sanato e non sanabile. Arriviamo al punto 4 della nota degli Uffici: "L'immobile occupato dalla ditta Automek è stato oggetto di Concessione in Sanatoria n. 161/2007 per 'Realizzazione di basso fabbricato, ad uso commerciale, in sostituzione della licenza precaria n° 663/64" - allora andavano di moda le licenze precarie - e di recente permesso di costruire n° 132/2007 per 'modifiche interne in basso fabbricato, ad uso commerciale, consistente in realizzazione di servizi igienici, realizzazione di murature di controfodera per la realizzazione di cassavuota, rifacimento di serramenti esterni già esistenti, rivestimento di muratura a vista ed intonaco, posa di zoccolo in pietra e realizzazione di rampe d'accesso disabili', intervento di miglioramento richiesto dalla Regione Piemonte in sede di rilascio del nullaosta, ai sensi dell'art. 32 della Legge 47/85 (Legge sul condono edilizio)" - insomma, la ragione-pretesto è che la Regione chiede di migliorarne l'aspetto. "Il fabbricato in questione si sviluppa nella parte retrostante Corso Moncalieri, verso il fiume, e non vi è la presenza di alcuna nuova costruzione sul fronte prospettante la strada, a meno di alcuni gazebo, di natura provvisoria, che non costituiscono fronte edilizio" - anche qui, direi al civico 306. "Effettuato il sopralluogo, risultano per l'intervento in corso, di cui al permesso sopraccitato (il n. 132/2007) alcune difformità rispetto alle opere autorizzate, riguardanti il mantenimento della muratura perimetrale preesistente, atteso che, come dichiarato dal progettista architetto Ines Puzzo, presente all'atto del sopralluogo, trattandosi di strutture in cattivo stato di conservazione, durante le operazioni di risistemazione, l'impresa è riuscita a mantenere soltanto le strutture portanti in blocchi, procedendo con un'operazione di 'cuci-scuci', alla sostituzione dei tamponamenti ammalorati" - questa è la motivazione -. "Per tali difformità, l'Ufficio sta procedendo all'applicazione delle sanzioni previste dalla normativa regionale e comunale". Al Punto 5 ci viene chiesto se siano al corrente che anche altri spazi adiacenti stiano gradualmente trasformando il deposito per vendita. "Sulle aree adiacenti ai civici segnalati, è da tempo che gli uffici della Vigilanza Edilizia, in collaborazione con il Corpo di Polizia Municipale, operano mediante segnalazione all'Autorità Giudiziaria e alla Regione Piemonte e provvedimenti sanzionatori per le irregolarità edilizie rilevate" - è una plaga caratterizzata in modo diffuso da questi fenomeni e, quindi, in modo generico, si pensa di avere la situazione sotto controllo, procedendo con le denunce all'Autorità Giudiziaria. In merito al sesto quesito ("se infine tali interventi non vengano a costituire ostacolo alla fruizione pubblica della fascia fluviale e agli interventi di riqualificazione in corso d'opera in capo al Settore Verde Pubblico"), il Settore Verde Pubblico non mi ha risposto direttamente, però posso dire che gli Uffici dell'Edilizia si riferiscono ad aree di proprietà privata, quindi anche per quanto riguarda tutti gli abusi, che generalmente comunque non interferiscono con gli sbocchi a fiume (attraverso Corso Moncalieri) previsti dai progetti del Settore Verde Pubblico. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Ringrazio l'Assessore, anche per la completezza dell'esposizione, mentre adesso interverranno gli interpellanti, ovviamente, ciascuno rispetto alla propria interpellanza. La parola al Consigliere Carossa. CAROSSA Mario Ho ascoltato attentamente anche le risposte relative agli altri numeri civici e ho notato con piacere come si possano verificare tanti problemi in soli 200 metri, ma, siccome non intendo fare classifiche sulla gravità, perché non è questo il mio compito, resterò nell'ambito della mia interpellanza. Lei, Assessore, ha detto alcune cose - lo dico molto chiaramente e penso che sia d'accordo anche il Consigliere Angeleri, il quale presumo vorrà intervenire - sul numero civico 348, rispetto alle quali riteniamo che occorra andare veramente a fondo. Ripeto che non è mia intenzione stilare classifiche e che gli altri casi non riguardano la nostra interpellanza, ma, di fronte a questa sequenza di fatti assolutamente preordinati - mi permetto di dire, perché secondo me sono tali -, non posso fare a meno di ritenere che fossero in malafede; cioè, ripensando a quanto accaduto a proposito della tettoia, sono già partiti dichiarando di voler fare una cosa, mentre sapevano bene di presentare documenti falsi - voglio essere molto chiaro, anche se avrei desiderato usare altri termini -, perché, a mio avviso, è questo l'unico termine appropriato: sono partiti, consapevolmente e volontariamente, per fare dei falsi; erano in malafede, poiché sapevano bene ciò che facevano e dove volessero arrivare. Prima abbiamo sorriso, Assessore, proprio perché sorridevamo tutti, ma immagino che anche lei, in realtà, non sorrida affatto. Non riesco a credere che una ditta, che sta eseguendo delle pulizie, seppur robuste, lungo la sponda del Po, abbia potuto demolire dei fabbricati privati; personalmente, non so che cosa vi fosse esattamente in quel luogo (comunque, sono in possesso di un rilievo aerofotogrammetrico scala 1:1000), perciò ho detto che bisognerebbe vedere e che chiederemo di andare veramente a fondo della vicenda, perché, quando è troppo, è troppo! Quindi, noi non crediamo - penso di potermi associare - che sia capitata una cosa simile e riteniamo che occorra verificare che cosa sia realmente accaduto, anche perché - e parlo in qualità di geometra, non da Consigliere -, qualora si fosse trattato di fabbricati "importanti", per così dire, qualunque deficiente - scusate il termine, ma è per esemplificare - di una qualsiasi ditta, che faccia manutenzione lungo le rive del Po, certamente non sarebbe andato a demolirli! D'altronde, se non fossero stati importanti - come penso -, mi fa specie che avessero ottenuto il permesso, se non attraverso documenti falsi - lo dico chiaramente, a verbale -, su condono della Regione. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Non era un condono? Lei non ha detto che erano condonati, quei fabbricati poi demoliti? Se non erano condonati, allora erano abusivi e, quindi, stiano pure giù: chiuso l'argomento. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Che cosa significa "consolidati"? CUGUSI Vincenzo (Intervento fuori microfono) ...che erano già preesistenti e c'era qualche permesso. CAROSSA Mario Prima del 1942, come impone la normativa... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Allora, andiamo a vedere sui rilievi aerofotogrammetrici del trentennio a partire dal 1939-1940, che furono realizzati da "buonanima", che esistono ancora e che sono anche ben precisi! Mi fa davvero specie questa demolizione, inorridisco - però, non vorrei esagerare -, perché mi pare proprio che vi sia qualcosa di poco chiaro; anzi, sicuramente, non è affatto chiaro! Senza contare, poi, che, nel rilievo aerofotogrammetrico in scala 1:1000, si vedevano dei pendii, di fianco alla scuola, che invece sono stati assolutamente riempiti, nonché una strada realizzata al posto di un parziale sentiero! Inoltre, il rilievo da satellite conferma quanto rilevato in quello scala 1:1000, mentre, come ben sappiamo, hanno realizzato un riempimento importante, una strada d'accesso importante della larghezza di 4-5-6 metri circa; quindi, bisognerà verificare anche questi altri aspetti. Pertanto, se l'Assessore è d'accordo, vorrei veramente andare a fondo sulla questione della demolizione di questi fabbricati da parte di una ditta incaricata dal Comune di eseguire pulizie spondali, magari, anche con l'ausilio dei suoi Uffici; altrimenti, ci vedremo costretti a fare le opportune ricerche per conto nostro. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola all'Assessore Viano. VIANO Mario (Assessore) Richiamo rapidamente quanto letto, ovvero che, in occasione della concessione in sanatoria alla Società Geraldina - perché la Società Geraldina, a suo tempo, aveva presentato domanda di condono edilizio su quell'area, relativamente a quei fabbricati... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Sì, erano baracche. CAROSSA Mario Scusi se interloquisco, ma, se fossero state baracche, non avrebbero dato i nullaosta. VIANO Mario (Assessore) Probabilmente erano baracche, questo sì. Quindi, era stato richiesto il condono edilizio, definito con il rilascio della concessione in sanatoria - a questo punto, bisognerà andarla a controllare e verificare - n. 1825 del 24/10/2007 (dunque, è recente), e, in tale occasione, era stata presentata la DIA, per la risistemazione e riattivazione dell'impianto sportivo. Poi, sarebbe avvenuta questa demolizione "accidentale", tra virgolette, in proprio, in seguito alla quale è stata presentata (in data 15/01/2008) richiesta di permesso di costruzione (ovvero, di ricostruzione), attualmente in fase d'istruttoria presso gli Uffici del Settore Permessi di Costruzione. Certamente, m'impegno a fornire tutta la documentazione e le informazioni che riuscirò a reperire al riguardo, in particolare per quanto riguarda questa parte, ovvero, la domanda di condono, la concessione in sanatoria, la presentazione della DIA, la documentazione di supporto del fatto che le demolizioni sarebbero avvenute accidentalmente (infatti, vi sarà la relazione del direttore lavori che darà conto di tutto ciò) e la nuova richiesta di concessione. Perciò, mi assumo l'impegno a raccogliere puntualmente e mettere insieme tutti questi elementi, nonché a condurre gli approfondimenti, soprattutto considerando che, poiché la richiesta di permesso di costruire è in fase d'istruttoria presso gli Uffici, probabilmente questo non è stato ancora rilasciato e, quindi, potremmo ancora riuscire a capire fino in fondo. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Cugusi. CUGUSI Vincenzo Volevo acquisire, se è possibile, la relazione degli Uffici. Mi limito soltanto ad accennarvi - affronteremo meglio l'argomento in un'altra interpellanza - che sulla sponda destra e frontalmente, la gelateria, disco-bar "Re Sole", veramente non va; insomma, si tratta di una questione alquanto complicata. Cominciamo, invece, adesso, dai Vivai Erba e, nello specifico, dalla questione della tettoia. Lei ha riferito, Assessore, di una costruzione abusiva, poi sequestrata e per la quale è stata emessa un'ordinanza di demolizione. Le assicuro che i lavori di edificazione sono ancora in corso; sono andato questa mattina sul posto e ho visto personalmente gli operai che lavorano sia in area Geraldina sia nell'area LOCAT Vivai Erba. Assessore, mandi pure la Guardia Civica (o chi per essa), perché stanno continuando a lavorare (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Mi riservo, comunque, di chiedere un sopralluogo della Commissione competente, unitamente ai funzionari che hanno redatto gli atti che lei, prima, ha letto. Mi sembrano un po' "pinocchietti". Tornando alla questione relativa all'area Geraldina, c'è stato un passaggio di proprietà alla Ruggimi; poi, c'è stato questo incidente della demolizione di fabbricati da parte della ditta che eseguiva i lavori - che sono stati anche già fatti - della pista ciclabile. Ricordo che, mi sembra nel 2004, sono andato a vedere quest'area con un mio amico, perché avevano detto che, forse, volevano fare una beauty-farm in riva al Po (per questo siamo andati a vedere l'area). Ricordo bene che c'erano reti e pali arrugginiti che delimitavano un campo da tennis, poi c'erano dei vecchi gabbiotti di servizi igienici - non ricordo se fossero in legno, o in lamiera - e, forse, una pedana per gli spettatori; non c'erano, che mi ricordi, dei fabbricati. Le chiedo, allora, se sia possibile avere anche la successione dei permessi edilizi - tra sanatorie e richieste di condono -al fine di recuperare un po' di legalità . Le volevo dire anche un'altra cosa, a proposito dell'area Geraldina: è vero che gli interventi sono stati eseguiti in un'area privata, però, sono, comunque, in area fluviale. La strada di 4 metri, della quale parlava il Consigliere Carossa, funge da accesso all'area, da Corso Moncalieri - una volta la "Geraldina" era una enclave senza alcuna uscita sul suddetto Corso. Ma, mentre le piste ciclabili ed i percorsi realizzati dal Comune sono conformi alle norme sull'area parco, in quell'area, invece, è stato fatto un battuto di cemento, poi ricoperto di altro cemento - bisognerà anche verificare la conformità di quest'opera. Della tettoia dell'edificio dei Vivai Erba si è già detto; rimane la questione relativa ai civici 306 e 308 di Corso Moncalieri. Per il civico 306 è stata richiesta una DIA, concessa in data 20 marzo 2007, come scritto nella nota: "per modifiche interne ed esterne ad un locale ad uso commerciale". Lei ha detto, Assessore Viano, che si prevedeva di adibire questa costruzione a servizi igienici e ad altro ancora. Questi servizi igienici, secondo me, li stanno realizzando e voglio vedere le date, perché quando sono andato personalmente sul posto, l'intonaco era ancora fresco. Stiamo parlando di almeno 1.000 metri cubi perpendicolari alla sponda del fiume! Voglio capire esattamente questi provvedimenti di sanatoria della Regione: invitano a costruire ulteriori metri cubi in riva al Po? Insomma, non capisco come funzioni! Riferendomi, poi, all'area retrostante i numeri civici in esame, ritengo che anche il concessionario Suzuki, quello più prospiciente al Po, necessiti di un sopralluogo: ci sono un'autofficina e un autolavaggio. Non so, per esempio, dove vadano a finire gli oli esausti; oggi, è pieno di pozzanghere di oli neri! Assessore, mandi chi ritiene più opportuno ad effettuare un controllo e a scattare, magari, delle fotografie, ai fini di valutare la situazione contingente e ribadisco la richiesta di un intervento della Commissione Comunale, un sopralluogo da farsi unitamente ai tecnici che hanno redatto questi atti, per capire esattamente che cosa hanno visto. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Prima di darle la parola, Assessore, il Consigliere Angeleri voleva aggiungere un particolare, sempre che sia d'accordo. ANGELERI Antonello Grazie, Presidente, per aver derogato al Regolamento. Ci tengo ad esprimere una considerazione, una battuta che non è diretta all'Assessore, perché non è mio uso e costume utilizzare questi argomenti per la lotta politica. Dico soltanto che se fossimo prima del 1993 e al suo posto ci fosse stato, per esempio, il sottoscritto, non sarebbe nemmeno arrivata, in quest'Aula, un'interpellanza su questo! Non lo dico a lei, Assessore! Vorrei proprio che cogliesse lo spirito per il quale, oggi, esprimo questa considerazione: in questo Paese, in questa città, esistono due pesi e due misure - ripeto, non lo dico a lei -, perché non è possibile ancora una situazione di questo tipo, dopo le cose che lei ci ha riferito! Capisco che non sia lei a fare i sopralluoghi, o i controlli del caso e che la responsabilità oggettiva sia dei Dirigenti e dei Funzionari. Non è possibile, però, che, in questo Paese, le cose funzioni in questo modo! Presidente, ci tenevo ad esprimere questa considerazione, perché volevo che rimanesse agli atti. CAROSSA Mario (Intervento fuori microfono). CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Consigliere Carossa, non posso darle la parola, altrimenti trasformiamo la discussione in un dibattito. Dica quanto ritiene, all'Assessore, fuori verbale. La parola all'Assessore Viano. VIANO Mario (Assessore) Possiamo procedere in questo modo: ufficializzare l'assegnazione del sopralluogo alla Commissione. Naturalmente, convocherò tutti i tecnici che, per un verso, o per l'altro, sono coinvolti nella vigilanza e nel rilascio. In questo modo prenderemo contezza di quanto sta accadendo e cercheremo di capire, fino in fondo, le ragioni dei comportamenti tenuti. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Trasferiamo gli argomenti delle due interpellanze appena discusse, alla VI e alla II Commissione, con l'invito ad effettuare, in collaborazione con gli Uffici, i sopralluoghi necessari per far sì che, sia gli uni sia gli altri, possano rendersi conto dell'attuale realtà dei fatti in quella zona della città. Le interpellanze sono discusse. |