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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 28 Aprile 2008 ore 15,00
Paragrafo n. 6
INTERPELLANZA 2008-01206
"NOTIZIE SULL'USO DEL CAPANNONE DI BORELLO & MAFFIOTTO UBICATO TRA CORSO SPEZIA E VIA BIZZOZERO" PRESENTATA DAL CONSIGLIERE COMUNALE LONERO IN DATA 28 FEBBRAIO 2008.
Interventi

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 200801206/02, presentata in data 28 febbraio 2008, avente per oggetto:
"Notizie sull'uso del capannone di Borello & Maffiotto ubicato
tra Corso Spezia e Via Bizzozero"

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
Risponde l'Assessore Viano.

VIANO Mario (Assessore)
In primo luogo, rispondo alle domande specifiche relative alla struttura di magazzino che, in effetti, è stata concessa.
Leggo la nota in mio possesso, così evito di dire cose approssimative: "In relazione all'interpellanza ad oggetto: 'Notizie sull'uso del capannone Borello & Maffiotto ubicato tra Corso Spezia e Via Bizzozero'", si specifica che non è stata avviata alcuna attività istruttoria, volta a cedere la rimanente parte dell'ex capannone per l'ampliamento delle attività già insediate nell'ex stabilimento Carpano". E' stato espresso l'interesse, ma non è stata formalmente avviata alcuna procedura per la cessione e per la motivazione che, come spesso accade, è semplice e complessa al tempo stesso.
Noi riteniamo che quell'area territoriale - che include, certamente, l'area Borello & Maffiotto, ma anche il parcheggio in superficie, quello totalmente libero, collocato tra il prolungamento dell'ala nord del Lingotto ed il nuovo insediamento Carpano, che dovrà sorgere sulla porzione dell'ex stabilimento e collegata, peraltro, alla realizzazione dell'albergo - debba essere oggetto di ripensamenti, perché questa grande explanade di auto senza soluzioni di continuità e, obiettivamente, dall'impatto e dall'aspetto certamente non apprezzabile, non può funzionare.
Così non va bene e va rivista.
Noi siamo convinti che, anche in relazione alla disponibilità delle Ferrovie dello Stato, di ridimensionare ulteriormente il sedime dello scalo, occorra ripensare, alla luce di questo elemento - e, quindi, di queste ulteriori aree in gioco - a questa porzione a nord dell'ambito Lingotto - Avio.
Nell'ambito di una prefigurazione generale del completamento dell'insediamento Lingotto - Avio, al vaglio della Conferenza dei Servizi attivata dalla Regione - perché, sicuramente, lo spazio attualmente riscontrabile tra l'edificio storico del Lingotto e il complesso Mercati Generali Dogane è estremamente esteso - le funzioni di servizio ferroviario si stanno progressivamente ridimensionando e ricollocando in posizioni più marginali.
Teniamo conto del grosso investimento fatto, a suo tempo, dalle Ferrovie dello Stato, sullo scalo di Orbassano, per valorizzarlo opportunamente, al di là delle interferenze dovute al coinvolgimento del suddetto scalo nella prospettazione di soluzioni alternative per la Gronda Merci.
Anche in relazione alla notevole estensione di quelle aree, ci paiono opportuni dei ripensamenti in vista dei quali, naturalmente, eviteremo di cedere alcunché.
Pensiamo, piuttosto, che sia bene metterli in gioco nel momento in cui, urbanisticamente, sia ridefinita una loro prospettiva.
"Qualsiasi procedura, volta all'alienazione, dovrà essere preventivamente autorizzata dal Consiglio Comunale e dovrà attenersi alle normali procedure di evidenza pubblica" -. questa è una risposta un po' scontata. Quello che abbiamo fatto, invece, è affittare, con un contratto di breve periodo... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Bene.
L'ultima questione, di carattere più generale, riguarda la destinazione urbanistica dell'ex stabilimento Carpano e dell'ex capannone Borello & Maffiotto.
Intanto, ragioniamo sulla destinazione dell'ex stabilimento Carpano, prevista nel vigente Piano Regolatore e verifichiamo che le attività svolte siano effettivamente coerenti con quelle della società Eataly.
Su questo punto, mi pare che alcuni passaggi significativi siano riscontrabili nella deliberazione di Giunta Comunale con la quale si approvò la realizzazione del parco eno-gastronomico nell'immobile.
Nella deliberazione in oggetto, datata 22 marzo 2005, in particolare, mi pare che l'attività svolta - richiamando il contenuto del provvedimento - fosse individuata in questi termini: "La proposta ha l'obiettivo di promuovere la diffusione di alimenti caratterizzati dall'elevata qualità in un ambiente informale e a prezzi accessibili, coniugando promozione e formazione di una sana ed avanzata cultura alimentare ed attività didattiche e di servizio pubblico saranno rivolte alla collettività. In particolare, le aree didattico-culturali, in senso stretto, occuperanno fisicamente un terzo del complesso e saranno a disposizione delle scuole, secondo termini e modalità da concordare; in più, la Sala Conferenze sarà messa a disposizione, dalla Città, gratuitamente, ogni volta che verrà richiesto".
Ci sono, poi, riferimenti alla pubblicità ed altro ancora.
Ho portato con me la Convenzione che disciplina tutti questi aspetti e, naturalmente, posso lasciarne copia all'interpellante.
Riscontrerà come noi riteniamo che ci si muove entro quel perimetro e come, nell'insieme, abbia offerto un contributo alla valorizzazione di un approccio che, certo, è stato condotto con significati commerciali tutt'altro che trascurabili.
Questo è indubbio, ma, d'altra parte, l'obiettivo era quello di portare avanti un'iniziativa che avesse un significato forte su questo terreno e non comportasse un'alimentazione, in termini gestionali, da parte di risorse pubbliche.
E' un po' fatale che debba trovare, al suo interno, un equilibrio.
In questo caso, ne diamo atto, si tratta di un equilibrio economicamente redditizio; fortunatamente, talvolta, non sono mecenatismi, ma operazioni che hanno una valenza commerciale riconoscibile.
Nell'insieme, gli Uffici (perché, soggettivamente, come amministratore, non ho il compito di verificare puntualmente), che sono stati sollecitati in questo senso, ritengono ricorrano le condizioni per riconoscerlo con la funzione attribuita urbanisticamente.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Lonero.

LONERO Giuseppe
Dato che l'Assessore ha suddiviso in due parti la sua risposta, lo farò anche io nella mia manifestazione di soddisfazione.
Per quanto riguarda la prima parte, sono parzialmente soddisfatto, anche se mi auguro che, nella revisione complessiva dell'area che lei ha anticipato (includendo non soltanto le parti antistanti l'ex stabilimento Carpano e il capannone Borello & Maffiotto, ma anche una parte dello scalo ferroviario, ormai sottoutilizzata) per decidere, eventualmente, l'insediamento di altre attività commerciali, si tengano in considerazione le sofferenze che, attualmente, stanno vivendo le attività commerciali insediate al di fuori di Eataly.
Non si deve trasformare quell'area in un ennesimo centro commerciale, perché, in questo modo, si implementeranno i danni economici che sono già stati inferti alle attività commerciali attualmente insediate. Questo per quanto riguarda il primo aspetto.
Il secondo aspetto riguarda la destinazione urbanistica; mi fa piacere che l'Assessore abbia citato le manifestazioni di interesse e gli intenti riportati nella deliberazione e nella convenzione, ritengo, però, che, almeno parzialmente - a voler essere generosi -, quegli intenti siano stati traditi. Lei sa benissimo (anche se da quello scranno non può ammetterlo) che, di fatto, all'interno di Eataly si svolge una semplice, normale attività commerciale al minuto e di ristorazione (seppur svolta utilizzando prodotti locali, di qualità e di nicchia).
Mi piacerebbe sapere se, a fronte di questo, siano stati corrisposti alla Città gli oneri di urbanizzazione conseguenti; questo argomento sarà oggetto di una successiva indagine ed, eventualmente, in caso di risposta negativa, di una successiva interpellanza.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
L'interpellanza è discussa.
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