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CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 200801672/02, presentata in data 25 marzo 2008, avente per oggetto: "Italia 150: no ai soldi buttati! Smentire subito la spesa di 10 milioni di Euro per una mostra!" CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Risponde l'Assessore Alfieri. ALFIERI Fiorenzo (Assessore) Quest'interpellanza riprende diversi passaggi di un articolo apparso lo scorso 15 marzo su "Il Riformista", a firma di Francesco Bonami, direttore artistico di una Fondazione per l'arte contemporanea di Torino. È comprensibile che, alla base dell'articolo di Bonami, ci sia un ragionamento del tipo: "È sbagliato organizzare la mostra di Goldin, perché sarebbe meglio usare quelle risorse per sostenere realtà come la mia Fondazione". Concetto peraltro ripreso nella sostanza dall'interpellanza, nel passaggio in cui dice: "La provinciale vicenda 'Guggenheim a Torino' - fortunatamente conclusasi con un nulla di fatto - aveva fatto credere che gli scarsi fondi erogati per la cultura avrebbero finalmente visto come principali beneficiari le realtà più dinamiche e creative del nostro territorio". Tuttavia, pur avendo la massima considerazione per il lavoro della Fondazione di cui è direttore Bonami, credo sia mio dovere, in questa sede, consigliare agli interpellanti di fare distinzione tra situazioni completamente diverse e che non possono essere in alcun modo confuse tra di loro. All'inizio dell'attuale tornata amministrativa ebbi modo di dichiarare, in diverse occasioni, che il Comune non avrebbe più sostenuto le cosiddette grandi mostre, contrariamente a quanto nel frattempo andava annunciando l'Assessore Sgarbi per Milano, poiché sarebbero venuti a maturazione nuovi musei (Palazzo Madama, Museo d'Arte Orientale, Museo dell'Automobile, la stessa Venaria Reale) e, quindi, le nostre grandi mostre sarebbero state i nostri musei. Dopodiché i rappresentanti delle categorie del turismo, albergatori in testa, vennero dal Sindaco, dall'Assessore Altamura e da me a spiegare che le ricadute di manifestazioni commerciali o sportive non vengono quasi avvertite dagli alberghi e che la stessa cosa vale per gli stessi nuovi musei, in quanto, superato il momento della curiosità iniziale, anch'essi non costituiscono un'attrazione confrontabile con quella di una grande mostra, perché quest'ultima ha come caratteristica strutturale di durare per un tempo limitato e, quindi, di costituire un'occasione che non può essere colta in altro momento. Bisogna riconoscere che i dati sul movimento turistico del 2007, significativamente inferiori a quelli dell'anno precedente malgrado l'apertura di Palazzo Madama e l'inaugurazione di Venaria, non sembrano dare torto agli albergatori. Davanti a questa insistente presa di posizione, ho ritenuto mio dovere affrontare gli inevitabili attacchi dei puristi e di chi pensa: "Quei soldi il Comune dovrebbe darli a me", per venire incontro alle richieste degli operatori del turismo. Bonami, che non ha mai nascosto la sua contrarietà nei confronti di un operatore come Marco Goldin, vorrebbe nel suo articolo smascherare i falsi miti della "ricaduta economica", del "ritorno di immagine", dello "sbigliettamento record" (espressioni che si trovano anche nell'interpellanza) relativamente ad iniziative di questo genere. E' comprensibile che Bonami, per l'attività che fa, sia del tutto indifferente al fatto che una mostra venga giudicata anche dal numero di visitatori e dalla ricaduta sul sistema turistico; capisco meno che i Consiglieri Comunali possano restare indifferenti di fronte agli oltre 300.000 biglietti staccati in occasione della mostra su "Gli Impressionisti e la neve" (che, secondo gli interpellanti, "non sarà certamente ricordata per il successo registrato") e alle precise richieste delle categorie del turismo. E consiglio in particolare al Consigliere Carossa di informarsi su quanto sta avvenendo nella città di Verona, dove il Sindaco, del suo stesso Partito, attratto da quanto avvenuto in questi ultimi anni nella vicina città di Brescia, ha arruolato, guarda caso, proprio Marco Goldin per un programma pluriennale di grandi mostre. Ho portato con me una pagina de La Repubblica di ieri, in cui viene propagandata la mostra organizzata da Goldin a Verona, che si svolgerà dal 19 settembre 2008 al 15 febbraio 2009, una mostra dedicata al Museo del Louvre, che costa 10 milioni di Euro e che si farà in una città di 250.000 abitanti come Verona. Conosco il costo, perché questa mostra era stata proposta a Torino e faceva parte del primo progetto Goldin (antecedente a questo di due anni), che consiste appunto nell'ospitare, una volta all'anno, grandi musei del mondo, a partire dal Louvre, così come avverrà a Verona dal mese di settembre. Per quanto riguarda le cifre, voglio precisare che "Gli Impressionisti e la neve" non hanno fruito affatto di un finanziamento pubblico di 6 milioni di Euro, ma hanno visto la metà di quella cifra a carico di Linea d'Ombra di Marco Goldin e l'altra metà distribuita tra la Compagnia di San Paolo, la Regione Piemonte, il TOROC (trattandosi di una mostra avvenuta nell'ambito delle Olimpiadi, un anno prima) e il Comune di Torino. Anche per la mostra in questione le cifre sono molto diverse da quelle riportate da Francesco Bonami. Il costo previsto era di 7 milioni, di cui la metà a carico di Linea d'Ombra. Il Comune aveva ipotizzato un contributo di un milione per sé e si era proposto di coprire il resto con sponsorizzazioni. Linea d'Ombra si era impegnata a restituire 1 Euro per ogni visitatore. Che cosa ha a che fare questo quadro economico con i 10 milioni di cui parlano gli interpellanti? Sono stato proprio io, molto prima di aver preso visione di questa interpellanza, a richiedere al Sindaco e al Collega Altamura un'ulteriore riflessione su questa iniziativa, dal momento che, con la situazione di bilancio nella quale ci troviamo quest'anno, diventava sempre più arduo immaginare di poter assicurare alla Fondazione Musei, che era in trattativa con Marco Goldin, il contributo comunale previsto. Avevo avvertito Goldin del ripensamento in atto e qualche giorno fa il Sindaco gli ha comunicato di persona che, data la situazione finanziaria del nostro Comune, non era più possibile per noi avere la certezza di poter mantenere il nostro impegno. La mostra proposta da Goldin era di ottima qualità e di forte interesse per noi, perché avrebbe messo a confronto l'epoca in cui a Torino si faceva l'Unità d'Italia con la rivoluzione artistica in corso a Parigi, città di riferimento più di ogni altra con la Torino di allora. Ci sarebbero state tutte le condizioni per sposare la qualità con la quantità, come ebbi modo di spiegare in un articolo apparso su La Stampa lo scorso 20 febbraio, a dimostrazione che si trattava di iniziativa portata con scopi molto chiaramente identificati e non certo di soppiatto. In quell'articolo dicevo, e ribadisco in questa occasione, che bisogna saper ragionare lucidamente quando si parla di iniziative culturali che vogliono ottenere forte ricaduta turistica. Bisogna sapere fin dall'inizio che possono non piacere a certi ambienti culturali, ma bisogna anche chiedersi come mai siano così diffuse in Italia (a Milano, ma non solo) e soprattutto all'estero. Un Assessore alla Cultura è molto tentato di compiacere gli ambienti con cui ha più a che fare ogni giorno. Io, però, prima di essere nominato Assessore alla Cultura, mi sono occupato di commercio, di turismo e soprattutto di pianificazione strategica e quindi è difficile, per me, chiudermi nella torre eburnea dello snobismo culturale, mentre sento doveroso contribuire, per quanto possibile, a finalità più complessive, anche a rischio di essere attaccato da chi mi sta più vicino. Continuo a pensare che quella mostra sarebbe stata un'iniziativa utile per Torino, a un anno dalle Celebrazioni del 2011, e mi rammarico che la situazione finanziaria in cui ci troviamo ci impedisca di realizzarla. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Coppola. COPPOLA Michele E' sempre un piacere ascoltare l'Assessore Alfieri, del quale mi considero un simpatico amico, tuttavia, quando si è costretti a disquisire nel merito, accade che le questioni politiche prendano il sopravvento sull'amicizia o sui rapporti personali: in questo caso, non vorrei proprio che accadesse. Devo, però, dire la verità: politicamente, la risposta dell'Assessore Alfieri mi lascia perplesso. Io stesso ho ricevuto una lettera, da parte di un rappresentante di albergatori, in cui si sosteneva che l'interpellanza presentata da me e dal Consigliere Carossa era, a tutti gli effetti, un atto ostile verso la città, perché il beneficio di una mostra importante come quella del signor Goldin sarebbe stata un'occasione unica ed irripetibile per vedere gli alberghi pieni e le strade affollate di turisti. Ne approfitto, visto che lo stesso Assessore lo dice nella sua risposta, per dire che faccio fatica a considerare ben rappresentati gli albergatori, quando si sostiene che le manifestazioni commerciali e sportive non sono quasi avvertite dagli alberghi e che, addirittura, gli stessi nostri nuovi musei non sono né uno strumento né la calamita per attrarre visitatori in città. Questa è una considerazione che mi preoccupa, perché è chiaro che la mostra nasce e muore in una circostanza temporale ridotta e quindi ha un'esplosione (alcuni direbbero un'"erezione") di visitatori in quel periodo, non come un museo, che ha una vita più lunga e più ampia e che, di conseguenza, spalma su un arco temporale maggiore il numero dei visitatori. Voglio ricordare che noi siamo estimatori della Reggia di Venaria, che consideriamo un esperimento importante e che, sui giornali di ieri, è considerata, congiuntamente al Museo Egizio (che mi auguro di vedere presto rinnovato, dopo un forte ritardo che purtroppo siamo costretti a registrare), un'ulteriore calamita di visitatori e turisti in città. L'Assessore Alfieri, che ha voluto rispondere al giornalista Bonami (che noi stessi abbiamo citato nell'interpellanza tra virgolette, ma questo l'Assessore si è dimenticato di dirlo), non ha, però, voluto cogliere il significato della nostra interpellanza. Noi abbiamo registrato l'assenza di un progetto guida. Quando si fa, come dicono gli inglesi, "cerises peaking" (quando, cioè, si comprano le fragole ritenute migliori), scegliendo una mostra o un'altra, nella difficile situazione finanziaria in cui ci troviamo, si corre il rischio di sedersi e di guardare che cosa offre il mercato. Sappiamo tutti che il mercato è costoso e che, se è vero che a Verona o in altre città Goldin è apprezzato, non più tardi di 15 giorni fa, su La Stampa, si leggeva che, al Ministero, iniziano a sorgere dubbi sulla necessità sempre maggiore di trovare risorse per organizzare mostre non significativamente interessanti in termini di conto economico. A proposito della mostra su "Gli Impressionisti e la neve", è vero che le risorse non erano pubbliche, ma se l'Assessore volesse compiere uno sforzo ulteriore, potrebbe dire, congiuntamente a me e al Consigliere Carossa, che la donazione al TOROC di palazzine di proprietà del Comune per sanare un debito (considerando TOROC una Fondazione di diritto pubblico) e le risorse provenienti dalla Città, dalla Regione o dalla Compagnia di San Paolo (che, ha ragione lei, non è un ente di diritto pubblico) rappresentano risorse pubbliche, che si sarebbero potute destinare al territorio per realizzare altri interventi. Ahimè, queste diventano iniziative di carattere economico, che, francamente, non sono paragonabili alle posizioni e alle politiche culturali della nostra Città, dagli anni '70 ad oggi: quante volte si è parlato di chi, in quegli anni, governava le politiche culturali della Città, per cui le buone idee avevano bisogno di poche risorse per andare avanti. Non insisto sull'argomento in questo momento, perché avremmo bisogno di un dibattito con la Sala Rossa piena, in modo da poter capire in che direzione guardi la Città e come si voglia dare fiato, energia e gambe a nuove politiche culturali che non siano politiche di acquisto di iniziative nate altrove. Vorremmo che le intelligenze del territorio tornassero ad essere fervide e la nostra città fosse culla di iniziative proprie, perché, purtroppo, continuiamo a registrare una scarsa volontà di dare fiato e gambe alle idee nate nel nostro territorio. Prima dicevo che le buone idee costano poco, quindi, dovremmo solo mettere coloro che le hanno nella condizione di correre un po' di più, ma - lo dico con rammarico -, purtroppo, in queste circostanze abbiamo registrato una capacità a comprare sul mercato che è comoda solo per chi riceve le risorse pubbliche e poi le destina ai propri fini. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Carossa. CAROSSA Mario Il Consigliere Coppola ha espresso sicuramente meglio di me anche il mio pensiero, però vorrei ricordare all'Assessore Alfieri che il Sindaco Tosi, prima di invitare Goldin ad allestire una mostra, ha chiuso l'unico campo nomadi presente a Verona. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) L'interpellanza è discussa. |