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COPPOLA Michele (Vicepresidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 200801970/02, presentata in data 7 aprile 2008, avente per oggetto: "Proroga a tempo determinato, valutazione per la stabilizzazione dei mesi di lavoro svolti in Enti Pubblici diversi dal Comune, indizione di concorsi pubblici mirati" COPPOLA Michele (Vicepresidente) Risponde l'Assessore Borgogno. BORGOGNO Giuseppe (Assessore) La norma a cui si riferisce il Consigliere Gallo, in realtà, ha un'interpretazione certa ed è quella dell'Amministrazione di Torino e di altre Amministrazioni italiane: ovvero, nell'anno solare, dopo l'entrata in vigore della legge, può svolgere un incarico a tempo determinato per più di tre mesi soltanto chi abbia sottoscritto un contratto per una durata ben superiore ai tre mesi, cioè soltanto quelli che hanno firmato un contratto di questo genere prima dell'entrata in vigore della legge. Ma, qualora, nell'anno solare successivo all'entrata in vigore della legge, queste persone abbiano prestato servizio a tempo determinato per oltre tre mesi, quel contratto non può essere nuovamente rinnovato in quell'anno solare, eccetto - come poi abbiamo visto, perché ne abbiamo discusso in Commissione - in un caso, ovvero quello del Sistema Educativo, perché una successiva interpretazione, con un Decreto del Governo arrivato a pochi giorni dalla scadenza elettorale, ha assimilato le norme che riguardano le scuole materne a gestione comunale alle norme che riguardano le scuole materne a gestione statale. Per il momento è l'unica eccezione. Tutto questo, come è noto, ha creato una serie di problemi che attraverso l'impegno e la fantasia degli Uffici, si stanno tentando di risolvere. In ogni caso questo è un vincolo. Per quanto riguarda le stabilizzazioni, come ho già detto in altre occasioni, intendiamo procedere anche quest'anno (naturalmente, per quanto sia possibile) con le stabilizzazioni di personale che abbia un contratto di formazione lavoro in scadenza e di personale che abbia contratti a tempo determinato tuttora in corso e che fosse in servizio al 1° gennaio e che negli ultimi 5 anni abbia maturato almeno 36 mesi di servizio anche non continuativo. Stiamo valutando come procedere, perché quest'anno coloro che hanno i requisiti per essere stabilizzati sono molti di meno dell'anno scorso, durante il quale abbiamo battuto il record italiano con 670 stabilizzazioni in totale. Quest'anno, ci sono alcune situazioni particolari. Per esempio, nella discussione che si è aperta con lo Stato per il passaggio allo stesso della gestione delle scuole materne gestite da noi, in questo caso, e soltanto in questo caso, bisogna fare una valutazione più attenta sulla stabilizzazione degli insegnanti di scuola materna. Quindi, intendiamo procedere in questo modo: sulla base di un accordo con le Organizzazioni Sindacali dello scorso maggio, ci siamo dati una priorità che riguarda il personale che ha svolto i 36 mesi interamente nel nostro Ente. Questo perché abbiamo ritenuto che si sia trattato di un rapporto di lavoro con un contenuto anche formativo maturato all'interno del nostro Ente, dando quindi garanzie rispetto al modo di lavorare, al luogo nel quale queste persone hanno lavorato, eccetera, e che questa professionalità valesse la pena di tenerla, in primo luogo, all'interno della nostra Amministrazione. Per quanto riguarda invece coloro i quali abbiano svolto 36 mesi negli ultimi 5 anni, ma in enti diversi, abbiamo fatto una scelta di priorità, perché la legge lo rende possibile. Tuttavia, nelle scorse settimane mi è capitato di essere interpellato su una proposta di alcune Organizzazioni Sindacali circa la possibilità di istituire presso la Prefettura un albo di tutti coloro che abbiano maturato i 36 mesi di servizio, seppure in diversi enti. Io mi sono dichiarato d'accordo, perché, se ci fossero le risorse, sarebbe utile poter attingere anche da quell'elenco. Questo permetterebbe, inoltre, delle stabilizzazioni mirate, cioè di cercare all'interno di quell'elenco quali siano le professionalità, le caratteristiche o il tipo di personale che potrebbe servire. Quindi, come Amministrazione ci siamo dichiarati favorevoli e mi risulta che altrettanto abbia fatto la Provincia (non so la Regione: poi, vedremo cosa succederà). Infine, per quanto riguarda l'ultimo punto, non si tratta di una situazione semplice perché è collegata alla situazione del Bilancio (che finalmente abbiamo chiuso). Comunque, siamo in una situazione che rende indispensabile (per varie ragioni, sia di costruzione generale del Bilancio, sia rispetto ai parametri del patto di stabilità interno), ridurre le spese del personale negli anni futuri, sapendo che c'è un nuovo contratto e poi ci sarà il contratto integrativo. Quindi, attraverso una riorganizzazione della macchina piuttosto corposa e cospicua, dovremmo lavorare per attingere a nuove risorse dalle stabilizzazioni e tentare (io penso con un accordo con le Organizzazioni Sindacali) di lavorare di più sulla mobilità interna. Questi sono i tre step che abbiamo di fronte per le ragioni che dicevo. La possibilità, invece, di concorsi pubblici mirati mi sembra in questo momento assai complicata; altro è la possibilità di stabilizzazioni mirate di personale che ha svolto 36 mesi in più enti, compreso il nostro. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Gallo Domenico. GALLO Domenico Rispetto alla questione evidenziata nel primo punto dell'interpellanza, Assessore, posso dire di aver letto bene la circolare e, da quanto vi è scritto, non so proprio come possa essere interpretata diversamente. Certamente, prendendo atto dell'interpretazione magari di altri Comuni, non metto in discussione quella del Comune di Torino, però la circolare parla molto chiaramente, è davvero molto precisa: per tutti quei rapporti di lavoro sorti anteriormente all'entrata in vigore della Legge Finanziaria 2008, sostanzialmente, dovrebbero essere previste delle proroghe. Al di là di questo, pur rispettando la scelta, credo che si tratti di un'interpretazione non precisa - mi permetto di dire così, perché l'italiano è una lingua molto complessa e contemporaneamente semplice -, poiché mi sembra che la frase appena letta non lasci dubbi interpretativi; comunque, non essendo questa la sede più opportuna per poter argomentare, magari, avremo altri momenti di approfondimento. Per quanto riguarda il secondo punto, accolgo con soddisfazione la proposta di stilare un elenco di tutti i lavoratori in possesso del requisito dei 36 mesi, anche nel caso in cui abbiano svolto lavori al di fuori della nostra Amministrazione, perché ritengo sia positiva e che vada anche a favore di una soluzione mirata in base alle necessità di organico del nostro Comune. Rispetto al terzo punto, sono perfettamente a conoscenza dei problemi di Bilancio (come tutti, peraltro); tuttavia, penso che, quando assumiamo a termine o utilizzando altre forme contrattuali, la nostra Amministrazione debba comunque sostenerne le spese e che l'utilizzo dei contratti a termine o di quelli atipici (previsti dalle leggi dello Stato) lasci sempre spazio ad una precarietà del lavoro che mi pare stiamo cercando di superare insieme, come Amministrazione Comunale. Quindi, la proposta di concorsi mirati va vista in quest'ottica, ovvero quella di cercare di ottenere una soluzione definitiva rispetto alle necessità della pianta organica, attraverso concorsi che non si potranno fare domattina, sicuramente, ma appena le condizioni economiche della nostra Amministrazione lo consentiranno. Pertanto, si tratta di un auspicio, più che di una proposta immediata, altrimenti, la strada sarà sempre quella di avere lavoratori da stabilizzare. Credo che i contratti a termine costituiscano un rapporto di lavoro come tutti gli altri, però, essendo a termine, appunto, non garantiscono il futuro e, magari, si richiede pure il diploma o la laurea, cioè, le selezioni sono sempre molto impegnative. In questi anni, i cittadini torinesi non sono stati messi tutti sullo stesso piano - ma nessuno ne ha colpa, perché si tratta di scelte che sono state fatte -, tantissimi lavoratori si ritrovano a non poter accedere ai contratti di formazione e lavoro per aver superato i 32 anni d'età anche solo di 1 giorno; invece, il concorso, mirato in base alle necessità dell'Amministrazione, credo che andrebbe nella direzione di risolvere definitivamente il problema degli organici del nostro Comune: questo è l'obiettivo. Penso che la decisione non debba essere adottata quest'anno, ma sia possibile farlo nel corso dei tre anni che ancora rimangono prima della conclusione del nostro mandato, di questa tornata amministrativa, poiché ritengo che pensare ad un concorso mirato in base alle necessità dell'Amministrazione sia un atto dovuto nei confronti di quei cittadini che finora si sono visti escludere la possibilità di essere impiegati presso la nostra Amministrazione. Quindi, sono favorevole a ritornare un po' al vecchio, perché penso che non tutto il vecchio sia negativo, anzi, esistono degli aspetti positivi, che occorre ripresentare e riproporre. Credo che uno di questi sia il concorso pubblico, perché permette la partecipazione di tutti i cittadini in possesso dei requisiti richiesti e soprattutto perché questo sistema andrebbe nella direzione di poter risolvere definitivamente il problema degli organici del Comune, altrimenti, andremo avanti così per tanti anni, ritrovandoci a dover affrontare annualmente le medesime difficoltà di dover confermare dei contratti o trovare strategie per poter stabilizzare i lavoratori. Perciò, Assessore, ripropongo la discussione su questo tema, perché non è chiusa, e, secondo me, da parte sua, oggi, sarebbe un errore politico, che certamente i nostri cittadini non apprezzeranno, rispondere che non si faranno mai più concorsi pubblici in Comune. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola all'Assessore Borgogno, per una breve replica. BORGOGNO Giuseppe (Assessore) Naturalmente, ho detto che lo escludo, nell'immediato, ma spero che si possa fare qualcosa nel corso di questi tre anni. Prima, però, ho dimenticato di precisare che, quando si parla di riduzione delle spese di personale e riorganizzazione delle risorse interne, significa (certamente nel 2009) ricorrere meno all'impiego di personale con contratti atipici (in particolare, lavoratori interinali, ma anche tempi determinati), sia per la ragione citata dall'interpellante, sia per un ovvio motivo di risparmio, sia perché - mi permetto di dirlo - quest'azione di riorganizzazione (peraltro, già iniziata l'anno scorso, ma prosegue), fra i tanti, deve anche porsi l'obiettivo di riportare ognuno al proprio posto. Infatti, quando troppi interinali svolgono il lavoro di un tempo determinato e troppi tempi determinati svolgono il lavoro di personale instabile, c'è qualcosa che non funziona, quindi, ci stiamo lavorando, e uno degli obiettivi è anche questo, oltre a quello di riduzione per quanto riguarda quel tipo di contratti. COPPOLA Michele (Vicepresidente) L'interpellanza è discussa. |