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CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Sindaco, per le comunicazioni. SINDACO Desidero, anzitutto, dare alcune informazioni: come già sapete, il tavolo per la sicurezza convocato, nel nostro Comune, lunedì 5 maggio alle ore 12, riprenderà a discutere, in generale e più ampiamente, il tema della sicurezza. La campagna elettorale, infatti, è ormai finita ed è necessario, per tutti, come si dice "passare dalle parole ai fatti" (ed ogni riferimento al possibile Sottosegretario Cota è puramente voluta). Colgo, inoltre, l'occasione per preannunciare che è mia intenzione convocare il tavolo per la sicurezza con una cadenza mensile, augurandomi che tutte le forze politiche vi partecipino, come in passato, perché credo che questo sia il modo migliore per mantenere desta l'attenzione sulle varie questioni, tra cui rientra, in qualche modo, anche quella sollevata dal Consigliere Goffi (tra l'altro, credo che l'indulto non abbia avuto il grande effetto che si proponeva, se attualmente, in carcere, il numero di detenuti supera di 300 unità il limite consentito). Ricordo che il Prefetto, anche su nostra sollecitazione, ha ritenuto di dover convocare, per venerdì, uno specifico incontro sulla questione nomadi, al quale immagino parteciperanno anche la Regione, la Provincia e le Forze dell'Ordine. Oggi, dunque, parlerò soltanto della questione nomadi, perché la questione della sicurezza sarà affrontata tra una settimana, alla presenza del nuovo Prefetto. La questione nomadi nella nostra città (poi vi fornirò le cifre) riguarda una situazione che definisco appena sotto la soglia dell'emergenza, ma è una soglia che, talvolta, viene superata, cioè quando esplodono fatti legati alla difficoltà di convivenza tra differenti etnie (così com'è accaduto la settimana scorsa) e al tipo di attività che molte di queste persone svolgono (che, spesso, sono svolte al limite della legalità e che li portano ad affrontare i problemi fra di loro in termini non sempre legali). Si tratta di situazioni di tensione che possono emergere anche per il degrado che quasi tutte queste realtà, in qualche modo, vivono. Purtroppo, infatti, i dati ci dicono che, sia la situazione dei campi autorizzati, sia quella dei campi non autorizzati, è una situazione che presenta particolari elementi di criticità al loro interno, tanto per il numero di presenze, quanto per le condizioni. Tutto ciò può determinare, quindi, di volta in volta (come finora è accaduto prevalentemente all'interno delle popolazioni che compongono questi aggregati, autorizzati o no, ma specialmente quelli non autorizzati), tensioni e criticità che possono manifestarsi anche all'esterno delle realtà stesse. Peraltro, quotidianamente, riceviamo tutti segnalazioni molto significative dai cittadini che abitano nei pressi di queste realtà che, evidentemente, vivono con apprensione, spesso con tensione, gli effetti delle attività di questi insediamenti. Dobbiamo affrontare e gestire questa situazione. In questi anni (volevo darvi dei dati: come dicevo prima, la campagna elettorale è finita, ammesso che io l'abbia mai iniziata), l'obiettivo nostro è stato cercare di tenere il più possibile sotto controllo questa realtà che in minima parte dipende da noi, perché - - questo va detto -, c'è un problema a monte che riguarda le modalità di gestione delle diverse fasi (che hanno coinvolto tutti i Governi) dell'ingresso della Romania nell'Unione Europea, la sua preparazione e la sua gestione sia prima che dopo, sia a livello europeo che a livello nazionale e questo ha contribuito a rendere indubbiamente molto più critica la situazione, aumentando la pressione su tutte le città, benché Torino abbia una situazione critica, ma al di sotto di quella di altre città. Per cui, indubbiamente, questo è ciò che sta sullo sfondo e fino a quando questa situazione non verrà ricondotta ad una gestione più equilibrata (cosa che credo sia molto difficile, perché un conto è affrontarla per tempo, altro è affrontarla adesso, un conto è prenderla per la testa e altro è prenderla per la coda quando ormai gli effetti si sono dipanati), quello che possiamo fare è cercare di garantire il massimo controllo possibile e ricondurre ad un'accettabile fisiologia un fenomeno che probabilmente si poteva evitare che arrivasse a questi eccessi. Circoscrivo il problema, perché c'è un dato globale, che riguarda non solo Torino, che non possiamo affrontare con i nostri strumenti: non sta a noi espellere la gente - ammesso che questa sia la strada - non sta a noi fare degli accordi con la Romania che permettano, come è stato fatto in altri casi (penso all'Albania e al Marocco), la reciprocità nel controllo dei flussi alle frontiere e via discorrendo, sempre ammesso che, stante lo status di comunitari, questo valga nei confronti di un Paese, appunto, comunitario, allo stesso modo di come era valso nei confronti dell'Albania a suo tempo. Quindi, all'interno di questo scenario, il nostro obiettivo è cercare di tenere sotto controllo e ridurre gradualmente questo tipo di pressione. La situazione attuale è la seguente: 300 persone in Corso Unione Sovietica (Sinti piemontesi); 350 in Strada dell'Aeroporto (prevalentemente di etnia slava); circa 110 presenze in Via Lega (Sinti piemontesi); circa 187 in Via Germagnano (il campo è quello che spostammo dall'Arrivore, prevalentemente Rom bosniaci) e circa 183 (prevalentemente Rom rumeni) sono quelli dell'emergenza freddo Basse di Stura, che è un campo autorizzato, ma di transito (proprio in queste ore è in corso la sua chiusura). Il totale di queste persone autorizzate è di circa 1.130 unità, ma se togliamo i 183 dell'emergenza freddo, si riduce a 950 unità. Se andiamo, invece, agli insediamenti non autorizzati o spontanei (non c'è più quello in Strada del Portone e non dimentichiamo che lì c'era un insediamento di parecchie centinaia di persone fino a non molti mesi fa), vi sono circa 35-37 persone sia nell'area della Continassa, al confine con Druento, sia in Via Reiss Romoli; vi sono poi nel complesso di Via Germagnano (cioè attorno al campo autorizzato) circa 300 presenze; sulla sinistra dello Stura, in Lungo Stura Lazio, circa 184 presenze e una trentina nell'area dove c'era stato un incendio (che non si è mai capito se volontario o meno), adiacente all'ex Alfa Romeo, in Via Botticelli. Totale: circa 600 presenze (601 ad essere pignoli). Facendo una stima per eccesso possiamo comunque dire che, in confronto con lo scorso anno, in cui le presenze autorizzate erano 1.300, queste sono diminuite di almeno 4-500 unità nel corso dell'anno. Non sono in grado di essere puntuale, perché ovviamente non posso escludere che a queste 600 unità, che sono in qualche modo censite, se ne debbano aggiungere altre, che possiamo stimare attorno alle 250. Quindi, da 1.300 persone censite lo scorso anno, siamo passati a circa 900, in parte censite e in parte stimate, quest'anno, con una diminuzione di circa 400, cioè circa un terzo delle presenze non autorizzate. Questi sono i dati, proprio perché la discussione non avvenga solo sulle parole. Tutto questo è avvenuto seguendo le strade che sono già state oggetto di dibattito pubblico e sulle quali intenderemo continuare, salvo un punto specifico legato all'episodio della scorsa settimana, che non so, perché c'è un'indagine in corso, se ha a che vedere anche con la vicenda drammatica di questa notte (se si è o è stato bruciato, non sono in grado di dirlo). La strada che stiamo seguendo è quella che definirei degli interventi selezionati, da contrapporre a quella che chiamo, per semplificazione, delle esibizioni muscolari. Interventi selezionati vuol dire avere un intervento congiunto del settore sociale insieme al settore dei Vigili Urbani, affiancato dalle forze dell'ordine (Polizia di Stato e Carabinieri) con l'obiettivo di cercare di dare una risposta alle diverse situazioni che si trovano quando si va a vedere che cosa c'è. Semplificando, troviamo due situazioni tipiche. Una è quella della famiglia nella quale gli adulti lavorano (a volte anche con regolare visto turistico o permesso di soggiorno) e i figli vanno a scuola e quindi c'è una situazione che può piacere o non piacere, ma che richiede una risposta sociale e di integrazione; dato che questa difficilmente si può dare in poco tempo (questo è un tema da portare attraverso il Tavolo per la sicurezza all'attenzione del Parlamento e del Governo), sarebbe utile avere strutture transitorie di accoglienza che permettano di dare una risposta precaria, parziale negli strumenti e limitata nel tempo, ma che consenta di dare un'accoglienza laddove ci sono ragioni umanitarie o sociali che impongano e richiedano questa presenza. Poi, naturalmente, c'è l'altro fronte (lì di farina da fare ostie non ce n'è tantissima), in cui ci sono molte persone che vivono con attività ai margini o immerse nell'illegalità per cui, in quel caso, bisogna intervenire con i mezzi che la legge dà per procedere o alle espulsioni o, in caso di reati più gravi e comprovati, con i provvedimenti che la legge impone. Abbiamo operato su questa strada e credo che la diminuzione di 400 unità sia esattamente il frutto di ciò, nel senso che non un'azione di mera esibizione muscolare, di rivoltamento di zolle con le ruspe, ma un intervento selezionato e selettivo, abbia permesso di ridurre in modo abbastanza significativo la pressione. Naturalmente, questa pressione non è sufficiente perché, mentre una mano la riduce, l'altra continua a mantenerla alta. La difficoltà maggiore sta nella mancanza di una struttura d'appoggio, che permetta di gestire situazioni di questo genere come, per fare un esempio, quella di Basse di Stura. Questa struttura d'appoggio dovrebbe ospitare in modo decoroso (e non stabilmente), chi, per ragioni sociali ed umanitarie, abbia necessità di accoglienza. Questo ci permetterebbe di intervenire in modo più determinato in situazioni di degrado, come quella contingente. Nel quadro attuale c'è un elemento in più e noi intendiamo continuare su questa strada; per essere chiaro: 600 sono i nomadi in regola, 300, invece, quelli non autorizzati. Su questo, con i tempi e le modalità che concorderemo con il Prefetto, con il Questore, o con altre autorità di Polizia, avremo modo di confrontarci. Noi, intanto, continueremo ad operare come vi ho appena detto, cioè, con questa logica degli interventi selezionati, consapevoli che, chiaramente, non avendo a disposizione strutture d'appoggio, diventa più difficile fornire risposte significative. Inoltre, queste manifestazioni di degrado si spostano: spariscono da una zona, per ricomparire da un'altra parte (questo anche a causa di controlli che avvengono a posteriori e che dovrebbero essere, invece, preventivi). Una struttura di appoggio potrebbe, quindi, permettere un maggior controllo. In questo contesto c'è un dato in più che abbiamo visto nel recente scontro. Abbiamo la netta sensazione che molte famiglie - parlo in questi termini, perché non ho elementi di indagine per affermarlo con maggior sicurezza - vivano ai margini della legalità. Il Prefetto ha già raccolto i dossier relativi a queste famiglie e sta valutando se esistono le condizioni per procedere all'espulsione, ai sensi dell'unica parte approvata del pacchetto sicurezza - mi riferisco al Decreto Amato - che prevede l'ingiunzione del decreto di espulsione del Prefetto che deve essere validato, se non sbaglio, dal Magistrato ordinario. Mi auguro che le valutazioni del Prefetto corrispondano alla sensazione percepita - naturalmente nel rispetto della Legge e nel rispetto di un giudizio che, a ragione, viene dato dalla magistratura ordinaria. A tutto questo si aggiunge - non so se questi interventi siano in capo al Prefetto - che, per quanto a mia conoscenza, potranno essere annunciati a breve, in un senso, o nell'altro, interventi relativi a quelle realtà che prevedono l'espulsione, ai sensi del Decreto Amato. Si tratterebbe, in fondo, di continuare con interventi già attuati negli anni scorsi, su quell'area che conta la presenza di circa 850-900 persone le quali vivono nei campi non autorizzati. Infine, un intervento più limitato - che, tra l'altro, mi dicono stia procedendo, in queste ore, molto ordinatamente -, riguarda la fine dell'emergenza freddo in Basse di Stura dove, tra l'altro, anche grazie al lavoro svolto precedentemente, una parte già abbastanza significativa di questi nomadi, sarà volontariamente riaccompagnata in Romania. Stiamo parlando di qualche decina di soggetti, su un totale di 180 persone; questo sta a significare anche che il lavoro svolto, sta portando a, seppur piccolo, qualche risultato. Questa è la situazione e queste sono le linee lungo le quali intendiamo muoverci e che presenteremo al Prefetto. Non voglio imporre una struttura di transito da nessun'altra parte, dico soltanto che, se si avverte l'esigenza di una o più strutture facilmente controllabili - più piccole sono e meglio è - aggiungo anche: meno sono vicine all'area metropolitana, meglio è. Questa dislocazione potrebbe avere un effetto deterrente, poiché molte delle "attività" praticate dai nomadi sono legate al contesto urbano; pertanto, se si vuole diradare la pressione sulle aree metropolitane, bisogna riuscire ad avere strutture un po' più lontane. Questo può essere utile, anche se non risolutivo. Credo di aver fornito, in questo modo, un quadro informativo sufficiente e di aver indicato quali siano le linee di azione, sia quelle che dipendono direttamente da noi sia quelle che dipendono dalle autorità governative - come il Prefetto -, nonché quelle che dipendono dalle autorità di Polizia e che verificheremo negli incontri annunciati all'inizio. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Ho iscritti a parlare i Consiglieri Carossa, Cantore, Ventriglia e Goffi. Ricordo ai Consiglieri che si è deciso di concedere al massimo 8 minuti per Gruppo. La parola al Consigliere Carossa. CAROSSA Mario Ogni tanto si torna a parlare della questione "nomadi-zingari". Se ne parla per un po' di giorni, poi tutto torna come prima, almeno qui, nella città di Torino. Non ho capito, però, a quale città - se non Roma - si riferisse il Sindaco, quando ha pronunciato la frase: "Ci sono città che stanno peggio di noi". Sicuramente a Roma (almeno fino ad oggi): le cose miglioreranno anche lì e andremo a verificarle. Non so che cosa intendiate fare dopo, perché - come dicevo - se ne parla per un po' di giorni, poi basta. E' anni che continuate a ripetere le stesse cose! Cerchiamo di non fare una politica "bla bla bla". Il problema continua a esplodere periodicamente e, nonostante questa politica (che voi ritenete valida), il problema permane. Ritengo che esista una sola soluzione a questo problema (qualche Sindaco, naturalmente del mio Partito, lo sta già dimostrando nelle città in cui governa): la chiusura dei campi nomadi. Ma a voi, un'idea del genere, non verrà mai in mente! Lei stesso, signor Sindaco, sostiene che buona parte di queste persone vivono al limite della legalità e che è meglio tenerle lontane, perché, se troppo vicine alle città, possono dare fastidio - lo ammette anche lei. Signori, l'unica soluzione è chiudere i campi nomadi, ma non soltanto quelli non autorizzati! Questo non lo farete in ogni caso! Ricordo all'Assessore Borgogno, che è da circa un anno e mezzo che presento interpellanze riguardanti la sponda sinistra dello Stura dove, malgrado tutto, continua ad esserci un degrado indescrivibile - e questo lei lo sa! Ogni volta, mi si dice: "Ce n'erano 250. Adesso ce ne sono 180". La volta dopo, magari, ce ne sono 220! Naturalmente, non ho la possibilità di verificare questi dati e comincio a pensare che neanche voi abbiate la possibilità di farlo così dettagliatamente! Ritengo, come dicevo, che esista il modo per risolvere il problema ed è quello di chiudere i campi nomadi. Non so se l'Onorevole Cota farà il Sottosegretario - è più facile, però, che diventi Capogruppo alla Camera -, però dico una cosa: so che cosa farà la Lega. Farà in modo che i Sindaci abbiano più potere. I Sindaci non potranno più tirarsi indietro e trincerarsi dietro la scusa - e lo sottolineo -, di non poter intervenire. Dovranno intervenire e a quel punto dovrà, Sindaco, rispondere ai cittadini torinesi e dire: "Voglio intervenire per risolvere il problema nomadi" o "Non voglio intervenire e continuare a fare finta". L'unica cosa che so è che la Lega spingerà, affinché i Sindaci abbiano più poteri. Vedremo, anche se del futuro non c'è mai certezza: c'era qualcuno che era sicuro di vincere le elezioni anche a Roma, ma mi sembra che stia succedendo un po' il contrario (come a Orbassano, tra l'altro). Termino ma almeno vi ricordo tutte le cose così belle che stanno capitando in questi giorni e in queste ore... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Dico soltanto, Sindaco, che non credo a questi Tavoli della sicurezza, infatti non tutte le forze politiche vi hanno partecipato e io continuerò, salvo ordini contrari dai vertici, a non parteciparvi. È un anno, un anno e mezzo, che continuano ad esserci questi Tavoli e non hanno portato, per il cittadino comune, assolutamente a nulla. Se andasse a Porta Palazzo ogni tanto, senza scorta, si accorgerebbe subito che questi Tavoli non hanno portato assolutamente a nulla! Quindi continuerò a non parteciparci. Ritengo - perché voglio anche essere propositivo - che questo sia un problema che deve essere affrontato a livello nazionale. Sarebbe stupido dire "E' tutta colpa di Chiamparino". In parte lo è, ma non completamente: è colpa di questa politica del buonismo portata avanti soprattutto dagli esponenti del suo partito e dai suoi sodali... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Non bisogna rendere attrattive le nostra città a queste persone: è questo il punto fondamentale. Non so se andrò contro i dettami del mio Partito (ma è lo stesso, perché quando bisogna ragionare, ritengo che sia necessario farlo al di là dei colori e dei partiti di appartenenza), dicendo che l'unica strada per le grandi città, come Torino, dovrebbe essere quella che non ci devono essere campi nomadi, se non un campo di transito; non, come volete fare voi - e lo sottolineo -, che volete lasciare i campi nomadi regolari esistenti, quelli abusivi su cui non siete intervenuti e in aggiunta a questi, introdurre i campi di transito. No! Ci deve essere soltanto un campo di transito, ben controllato dalla Città, dagli amministratori, che sia effettivamente un campo di transito e null'altro! Proprio per rispettare - banalizzo, ma è la verità - le volontà di questi signori che si reputano nomadi. Quindi, Sindaco, se si reputano nomadi, è giusto che stiano una settimana per rifocillarsi, riposarsi e quant'altro, per poi riprendere la loro strada. Questo è il massimo di apertura che ritengo si possa avere verso il problema dei nomadi. Chiedo scusa se ho sforato; purtroppo, di questi argomenti si parla ogni tanto, poi cadono nel dimenticatoio, infine si riprendono. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Cantore. CANTORE Daniele Intanto voglio ringraziare il Sindaco per la convocazione del Tavolo della sicurezza - di cui, peraltro, avevamo già fatto richiesta la scorsa settimana -, a cui parteciperemo. Vorrei fare un'annotazione che non c'entra col dibattito: penso, signor Sindaco, che questo Tavolo debba prendere atto del fallimento del patto sottoscritto tra lei e il Governo Prodi sulla sicurezza. Lei, peraltro, lo ha già preannunciato agli organi di informazione, per cui mi auguro che questo Tavolo serva proprio per prendere atto di questo fallimento, che è stato anche il fallimento del Governo Prodi alle elezioni. Bisogna dirlo con estrema chiarezza: questo era un Tavolo che aveva portato molto entusiasmo e convinto diverse forze politiche a partecipare (e ad avere, noi stessi, dei ripensamenti, salvo poi ritornare), ma l'incontro con il Viceministro Minniti certamente non è da ricordare in modo positivo, perché quanto è stato detto in questo incontro successivamente non è stato mantenuto. Vorrei, in relazione alla mia comunicazione, farle notare (forse, nell'argomentare l'ha dimenticato, ma non volutamente, dicendo che ne avrebbe parlato) che qui siamo di fronte non solo ad una situazione di regolari ed abusivi, alla quale arriverò, ma ad un fatto molto grave che è capitato... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Vorrei sollevare questo problema alla vostra attenzione, perché ritengo che quanto è avvenuto giovedì notte, signor Sindaco e Assessori competenti, non sia la fine di una vicenda, ma potrebbe essere l'inizio di una situazione molto grave (per questo ho parlato di Far West) di una guerra tra clan, che potrebbe essere un'ulteriore ferita alla nostra Città. Quindi, penso che su questa vicenda, e ancor più su quello che è avvenuto questa notte (la persona che si è bruciata o che è stata bruciata, sulle rive del fiume) sia importante prestare la nostra attenzione. Apro una parentesi: dobbiamo dire con chiarezza che la Magistratura deve rivedere, ovviamente in relazione alle normative di legge, il suo atteggiamento nei confronti di queste situazioni. A quanto mi risulta, due di queste persone, che hanno aggredito il rom nel campo di Via Germagnano, dovevano stare in carcere, ma invece, non erano nelle patrie galere. Non voglio disquisire su una vicenda che non ci riguarda, ma, certamente, dobbiamo prestare attenzione anche a questo aspetto. Aggiungo (mi pare doveroso farlo, anche se dai banchi dell'opposizione) un ringraziamento per l'opera del Corpo dei Vigili Urbani che staziona in quella zona e delle forze dell'ordine in quei giorni, perché penso che sia stata un'opera delicata e molto importante affinché non avvenisse di peggio in quella zona. Lei, giustamente, ha riportato quanto è stato fatto in questi mesi. Potrei dire che siamo d'accordo di procedere con interventi selezionati e sul fatto che si individui un campo di transito e non di sosta, come mi pare abbia invece accennato l'Assessore Borgogno (anche se forse ci sono state delle incomprensioni sugli organi di informazione). Il campo di transito, sono d'accordo con il Consigliere Carossa, dovrebbe essere, in realtà, l'unico campo per permettere a queste persone di avere una dimora, pur transitoria. Aggiungo, con grande fermezza (lo dico non solo per i cittadini di Torino, ma per noi, amministratori e soprattutto per la sua Giunta), Sindaco, che sia venuto il momento, non delle ruspe o della muscolatura, ma di un atto significativo nei confronti dei nostri cittadini. Voglio spiegarmi meglio. Non voglio addentrarmi nelle situazioni di illegalità o meno, che sono oggetto del vaglio della Magistratura, degli organi inquirenti e delle forze dell'ordine, ma, Sindaco e Assessori, c'è un discrimine basilare: ci sono i campi regolari (sui quali possiamo essere d'accordo o meno), ma ci sono gli insediamenti abusivi, che incidono soprattutto nella zona di Via Germagnano e ritengo che, senza le ruspe, l'allontanamento degli abusivi da questi campi - tra virgolette "regolari" -, debba essere fatto subito. Successivamente, andremo a disquisire se sia opportuno tenere i regolari o se, come diciamo io e il Consigliere Carossa, ci voglia un campo unico di transito, ma, Sindaco: gli abusivi, via! Mettiamoci d'accordo con le forze dell'ordine e cacciamo questi abusivi da queste zone. Mi rendo conto che esista anche una situazione di vasi comunicanti - non siamo degli sprovveduti -, ma le assicuro che abbiamo bisogno di dare alla città un segnale, per cui, comunque, all'interno di tale vicenda e di queste comunità, al di là del fatto che si debba o meno essere ospitali e solidali, vi è una situazione di abusivismo palese, di cui lei stesso ha citato i numeri: la somma corrisponde a 600... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Sì, più i 300 che sono stati... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, parlavo dei 600 abusivi... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Esatto, in tutto; di fatto, in quelle zone critiche sono 600, perché gli altri sono un po' sparsi in altre zone, secondo quanto ho recepito dalla relazione del Sindaco. Penso che, soprattutto in Via Germagnano, occorra un atto che non sia di forza - non le ruspe, per intenderci -, ma significativo, di autorevolezza e non di autoritarismo, che sgomberi gli abusivi da Via Germagnano. Credo che i nostri concittadini, specialmente dopo i fatti di giovedì notte e di stanotte, si aspettino questo, ed è proprio ciò che le chiedo, ben sapendo che non è facilissimo e che non è il caso di andare con le ruspe o portarli via; però, ritengo che un atto di allontanamento degli abusivi, coordinato dalle forze dell'ordine ed il corpo dei Vigili Urbani, sarebbe un importante atto simbolico ed un segnale nei confronti della città, non solo nel merito, ma anche (come quando si parla della sicurezza percepita o reale) nella situazione d'insicurezza percepita. Inoltre, le chiedo che, oltre al tavolo per la sicurezza - so che non devo chiederlo a lei, ma so anche che incontrerà il Prefetto in questi giorni -, vi sia anche un comitato per la sicurezza, nel quale peraltro sia possibile affrontare i temi da lei portati all'ordine del giorno, ovvero nel senso dell'eventuale insediamento - su cui concordo - di un campo (che io definisco di transito) fuori dall'area metropolitana, anche se non dobbiamo nasconderci (anzi, dobbiamo dircelo con grande franchezza e serenità) che pure lì si verificherà lo stesso problema avvenuto per le discariche, cioè che nessuno lo vorrà. Infine, le chiedo se, di fronte a tale situazione, a questi atti avvenuti e che hanno veramente e profondamente colpito i nostri concittadini, oltre alle situazioni d'insicurezza che già esistono quotidianamente, non ritenga opportuno che una parte del Consiglio Comunale e della Giunta, il Sindaco ed i Capigruppo vadano a compiere delle verifiche. L'altro giorno mi sono permesso di avvicinarmi all'area di Via Germagnano, ma ho capito che, "uti singulo", non sarebbe servito a nulla e, oltretutto, non sarebbe stato opportuno; forse, un "sopralluogo" - permettetemi questo termine, ovviamente, tra virgolette - di una delegazione della Giunta e del Consiglio Comunale, oltre a permetterci di constatare direttamente la situazione, potrebbe essere anche significativo nei confronti della popolazione e di coloro i quali vivono lì, non più gli abusivi - mi auguro -, ma quanti, per ora, sono ritenuti regolari. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Ventriglia. VENTRIGLIA Ferdinando Vorrei soltanto fare una sottolineatura a quanto è già stato detto nel merito. Non mi sono tanto piaciute alcune insistenze del Sindaco, specialmente in apertura del suo intervento, con riferimenti alla campagna elettorale e alle interviste, perché hanno dato un po' l'impressione che, adesso, la tendenza della sua Amministrazione sarà quella di chiedere al Governo quanto non ha chiesto sotto il governo Prodi, peraltro, con un tono che non usava quando il governo Prodi non concedeva quanto richiesto, quando il Sindaco si distinse anche in una polemica con il Sindaco di Milano, che, di fronte a un diniego poi seguito invece a un investimento più consistente rispetto a quanto fu dato a Torino, assunse iniziative di una protesta più clamorosa. Ebbene, di tutto abbiamo bisogno, fuorché di un Sindaco che, in maniera altrettanto strumentale di certe dichiarazioni magari un po' sopra le righe (ma rientrano anche nello stile, poi, forse, è per farsi intendere meglio dai cittadini), utilizza istanze, presentate come aree e momenti di collaborazione istituzionale, per usarle con argomenti e finalità di carattere elettorale o di contrasto e resistenza politica al Governo e alla maggioranza che lo sostiene. Non che io creda il Sindaco disponibile a infilarsi in un'operazione a perdere, come sarebbe quella del Partito Democratico, se si mettesse a fare al Governo la guerra sulla sicurezza che non ha fatto al suo Governo per 2 anni, ma lo dico, perché sarebbe al di sotto di quanto il Sindaco, pur impopolare nel suo schieramento, ha detto, chiesto e promesso da quando è stato eletto. Però, siccome so che esiste questa tentazione, cioè quella di attribuire le proprie insufficienze (che, magari, sono anche la causa di qualche risultato elettorale non particolarmente brillante) ad altri... (INTERVENTO FUORI MICROFONO) ...In generale, magari, un po' meno; però, caro Sindaco, per essere chiari, esiste la tentazione di dire: "Avete vinto, quindi, adesso è ora di passare dalle parole ai fatti"... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, lei ha usato questa espressione: "...di passare dalle parole ai fatti". La tentazione è fisiologica, nelle fila degli sconfitti, e abbiamo visto questo comportamento - un po' sciocchino, irresponsabile e non produttivo per nessuno - in tanti anni in cui, al governo della Regione, vi era il centrodestra, per cui certe Commissioni di quest'Amministrazione sono state impegnate, in servizio permanente ed effettivo, a far guerra alla Regione Piemonte, con continue aperture di fronti polemici e l'attribuzione alla Regione di competenze e responsabilità che non erano sue, talvolta neppure sotto il profilo istituzionale e ordinamentale. Perciò, chiediamo che il Sindaco dia un chiarimento su questo, perché lo crediamo convintamente al di sopra di queste cose, però, siccome questa tentazione - ripeto - è fisiologica, esiste e l'abbiamo vista in essere ed in opera, non vorremmo che, poi, si iniziasse una giostra di questo genere, che magari va avanti per la tornata amministrativa, poiché è certamente il modo da manuale per non affrontare i problemi, perché significherebbe comodamente spogliarsi delle proprie responsabilità - passate e, soprattutto, future -, in termini d'impegno e collaborazione con le forze dell'ordine e con i poteri dello Stato, dicendo: "Va beh, ha vinto Berlusconi, faccia lui; è colpa di Berlusconi". Poi, il suo riferimento sulla Legge Bossi-Fini è vero: "La Bossi-Fini è insufficiente... Noi siamo stati i primi a dirlo...". Però, perché trascura il fatto, che ormai è di dominio pubblico, che vi è stata un'applicazione differente di questa Legge, specialmente dal punto di vista delle espulsioni, con tanto di circolare del Ministro Amato, che è stato uno dei primi provvedimenti da quando Prodi vinse le elezioni? Una legge va anche applicata! Perché ha trascurato di dire, per esempio, che, ad un certo punto, si fu costretti ad attribuire i provvedimenti sull'espulsione al giudice di pace, poiché si sollevavano continuamente eccezioni di natura costituzionale e di carattere operativo e procedurale, da parte di ampi settori della Magistratura? Quindi, cerchiamo di non trincerarci dietro una battuta e un modo di fare battute che, però, rivelano una pigrizia mentale e politica, alla quale riteniamo lei non sia soggetto. Attenzione, perché la tendenza a questo filone c'è! Bisogna riconoscere le cose, anche le proprie responsabilità ed i propri errori, e mettersi a collaborare, in buonafede, anziché dire "Piove, governo ladro!", siccome piove - dal giorno in cui c'è Berlusconi, il meteo è girato al peggio -, mentre prima c'era un bel sole! CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Goffi. GOFFI Alberto Vorrei passare da una protesta, che è anche diffusa fra i cittadini torinesi, a qualche proposta, dato che - non me ne vorrà l'amico Carossa -, qualche giorno fa, il Consigliere Cantore parlava del Far West. Innanzitutto, non penso che la risposta al Far West sia il Far West, cioè credo che, su un tema tanto delicato, scoppiato perché in qualche modo è "scappata la mano" sull'argomento (non oggi, ma qualche anno fa), sia difficile banalizzare e dire che mandiamo le ruspe (se fosse così facile, secondo me, l'Amministrazione troverebbe il denaro per inviarle); poi, non sono neppure convinto che il problema sicurezza, al quale il Sindaco ha accennato all'inizio del suo intervento, si possa risolvere con le ronde, da quelle "Padane" a quelle di "Forza Nuova", a Roma. Invece, io sono per un concetto un po' più alto (se possibile) della giustizia, ovvero, quello del rispetto della legge. La legge fornisce definizioni molto chiare per quanto riguarda i nomadi: dice che i nomadi, per definizione, non devono stazionare, non devono mendicare e certamente non devono delinquere (e questo è assolutamente certo). Le difficoltà che incontrano le forze dell'ordine e la Magistratura nell'affrontare questo problema sono molteplici: la prima difficoltà da superare è la lingua, soprattutto nel momento degli interrogatori; la seconda è istituire un censimento, perché alcune situazioni sono perfettamente integrate e altre non lo sono assolutamente e quindi non possono essere trattate sullo stesso piano. Innanzitutto, penso che il compito del Consiglio Comunale sia quello di cercare di risolvere insieme questo problema. In primo luogo, chiederei al Sindaco, se è possibile, di costituire un gruppo interforze, organizzato a inquadrare questo che è un fenomeno a sé rispetto ad altri: un gruppo interforze costituito dai Carabinieri, dalla Polizia e dalla Polizia Municipale magari, attraverso il Comitato per la sicurezza, coordinato anche da un magistrato, perché la Magistratura ha gli stessi problemi che incontrano le forze dell'ordine per contrastare questo fenomeno. Secondo. Questo gruppo deve cominciare a fare quello che oggi manca, cioè un censimento reale delle situazioni, che non riguarda solo quelle autorizzate e quelle non autorizzate, ma i clandestini e coloro che non delinquono abitualmente. Penso quindi sia necessario fare la fotografia reale di coloro che oggi permangono in quella zona. Terzo. Il fenomeno può essere anche tamponato con punti di appoggio o di transito. Chiederei al Sindaco di fare una valutazione di gestione quantomeno provinciale, perché non si può pensare che il Comune di Torino scarichi su altri Comuni della provincia in un modo, non voglio dire arbitrario, ma che rischia di diventarlo. Quindi, il Comune di Torino, dato che ha la responsabilità di essere il Comune Capoluogo, si faccia promotore di una iniziativa di gestione del fenomeno a carattere assolutamente provinciale, per cercare di trovare una soluzione. Mi rendo conto che troveremo le stesse difficoltà che ci sono in materia di discariche, però il problema va comunque affrontato, secondo me, ad un livello un po' più alto. Credo che esista un terzo ordine di problemi, che è quello delle dotazioni. Oggi dobbiamo contrastare un'emergenza di sicurezza diffusa; abbiamo il problema dei rom che è scoppiato in questi giorni (anche se è sempre esistito), quindi credo sia interesse di tutto il Consiglio Comunale (e penso che non sia campagna elettorale) chiedere al Governo, dando anche forza alla posizione del Sindaco, dotazioni maggiori di risorse e mezzi. Non si può pensare che il Consiglio Comunale non dica oggi di combattere questa battaglia se non insieme al Sindaco, in modo assolutamente unito; non credo che queste siano posizioni ideologiche, perché i problemi delle Aree Metropolitane sono quelli delle Aree Metropolitane e non di altri! Il Governo dovrà affrontare il problema delle Aree Metropolitane indipendentemente dalle posizioni politiche di chi le governa. Credo che sia interesse di tutto il Consiglio Comunale dare forza a questa richiesta che il Sindaco fa al Governo di dotazioni di mezzi che riguardano non solo la sicurezza e le forze dell'ordine, ma aggiungo, le carceri, perché anche queste sono problema che rischia di diventare un'emergenza, anche se mi auguro che questo non avvenga. Infine, mi permetto di dire che, secondo me, la tolleranza zero è l'applicazione rigorosa della legge. La legge oggi fornisce tutti gli strumenti: basta applicarla e che occorra fare qualche aggiustamento nel Comitato della sicurezza. Credo che la costituzione di questo gruppo interforze, specializzato nell'affrontare il fenomeno e coordinato dal Magistrato, possa essere una risposta in grado di dare risultati nell'immediato. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Vuole prendere la parola l'Assessore Borgogno, per facilitare il dibattito con alcune risposte, visto che le domande sono già molte? BORGOGNO Giuseppe (Assessore) Per quanto riguarda la questione che poneva il Consigliere Cantore (e cioè il rischio di una guerra fra clan), questa mattina è stato presentato al Prefetto un dossier che riguarda le famiglie coinvolte in questa vicenda. Alla redazione di questo dossier hanno contribuito anche i Vigili Urbani del Nucleo nomadi, che - ci tengo a dirlo - hanno fatto da soli, non soltanto adesso, ma anche in questi anni, un lavoro notevole. Quindi, la proposta del Consigliere Goffi, in questo senso, è forse da raccogliere, perché il Nucleo nomadi è altamente specializzato ed è l'unico a Torino che abbia quel tipo di specializzazione tra le forze di polizia ed è uno dei pochi in Italia tra le forze di Polizia Municipale. Tuttavia, è stato consegnato questo dossier il cui scopo è capire se, sulla base del Decreto Amato, ci siano gli elementi per procedere alle espulsioni coattive. Come ho detto prima, secondo me, i Vigili Urbani hanno agito bene per le possibilità che ci sono. Vi do un'altra informazione: nell'ultimo mese, per esempio, una pattuglia solo ed esclusivamente del Nucleo nomadi lavora 24 ore su 24 per monitorare tutte queste situazioni, che ha lavorato facendo anche - permettetemi di dirlo -, talvolta, troppe parti in commedia, perché ai Vigili Urbani di Torino del Nucleo nomadi capita di fare gli agenti della Polizia Municipale, gli assistenti sociali, i consulenti, eccetera. È davvero un lavoro particolare, ma il fatto che loro facciano troppe parti in commedia ci porta ad affrontare un altro argomento su cui parlerò brevemente dopo. Campo di sosta o campo di transito? Per uscire da questo dubbio, il problema è il seguente: a Torino ci sono quattro campi nomadi autorizzati e in nessuno di questi c'è un cittadino di origine romena, ma il grande flusso migratorio (che chiamiamo "nomadismo" anche se non si tratta di nomadi, perché, come ha detto il Sindaco, si mescolano tanti elementi) riguarda i cittadini di origine romena. Ammesso che le strutture organizzate possano servire a gestire una fase di emergenza, una di queste strutture, dedicata ai cittadini di origine romena (altrimenti, ci sono conflitti etnici, eccetera), a noi pare indispensabile per governare l'emergenza. Peraltro, è un anno che poniamo alla Provincia e alla Prefettura questo tema, che abbiamo ripreso anche in questi giorni, come, per esempio dieci giorni fa dal Prefetto. Questo è necessario per poter fare un lavoro selettivo, che è un lavoro di controllo e di presidio, quindi è un lavoro sul problema, ma anche nel problema, perché, come abbiamo visto, c'è chi denuncia e chi taglieggia, c'è chi lavora e chi delinque, ci sono bambini che studiano, e ce ne sono tanti (se in questi giorni foste andati a vedere il campo dell'emergenza freddo o anche Lungo Stura Lazio ve ne sareste accorti) e ci sono i bambini sfruttati anche dai loro genitori. Noi dobbiamo avere delle strutture che ci offrano anche la possibilità, in modo molto più semplice, di fare emergere i primi e sanzionare i secondi, di tutelare i primi e colpire i secondi. Così è un po' difficile. Via Germagnano è figlia di interventi di sgombero di aree. Se non si fa quest'altra operazione, ma si va avanti solo con la politica dello sgombero, inevitabilmente, questo fenomeno si riduce nei numeri - meno male, ma non è sufficiente, perché stiamo discutendo di qualcosa che dimostra che si è rotto un equilibrio e, quindi, bisogna intervenire, riproponendo un equilibrio positivo -, ma sposta il fenomeno e non consente di intervenire sul fenomeno. Intervenire sul fenomeno significa - lo dico con molta chiarezza - che queste cose non possono essere gestite unicamente con strumenti di polizia, ma servono anche gli strumenti tipici dell'intervento. Per rispondere al Consigliere Goffi, quei numeri che avete sentito prima quasi sempre corrispondono ad un nome, un cognome, una fotografia e un luogo in cui è presente quella persona. Quindi, la riduzione dei numeri ha permesso anche di fare questo tipo di lavoro, curato sempre dal Nucleo Nomadi. Le città del Veneto hanno lo stesso problema, ma sgomberano i campi e spostano il problema altrove. Il Consigliere Carossa propone di cancellare tutti i campi di sosta. Vediamo, poi, cosa ne pensa l'Unione Europea, che tutela le minoranze, quindi è materia che va studiata con attenzione. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Gallo Domenico. GALLO Domenico Condivido l'intervento del Sindaco, perché credo che, a differenza di altri, abbia argomentato in maniera molto prudente e cauta, prendendo atto, lui stesso, della complessità del problema della sicurezza. Credo che il problema dei campi nomadi non si risolva con le prove di forza, o tanto meno con l'uso delle ruspe, come qualcuno in questi giorni ha ipotizzato. Per rispondere al Consigliere Ventriglia, credo sia giusto che il Sindaco si rivolga al nuovo Governo, così come ha fatto con il vecchio Governo. Fino a quando non ci saranno i Sindaci "sceriffi", con poteri straordinari in tema di ordine pubblico, credo che la questione dell'ordine pubblico sia di competenza del Ministero degli Interni, quindi del Governo Nazionale. Siccome non abbiamo avuto risposte adeguate dal Governo Prodi, auspico che queste risposte adeguate vengano dal nuovo Governo. Mi sembra che sia una normale presa di posizione, soprattutto per le argomentazioni del centrodestra rispetto ai temi della sicurezza e dell'ordine pubblico. Francamente, come cittadino, prima che come politico, sono curioso di vedere come il centrodestra risponderà ai temi della sicurezza e dell'ordine pubblico. Spero che questo Governo dia risposte efficienti, risolutive e, soprattutto, mantenga i temi dominanti della campagna elettorale fatta dal centrodestra. Credo che occorra individuare delle soluzioni equilibrate - ed è difficile -, partendo proprio dalla complessità del problema. Credo che la risposta data dall'Onorevole Roberto Cota stamattina sui giornali, e cioè che solo le ruspe risolveranno il problema, sia una risposta sbagliata sia sul piano politico che su quello umano, perché smantellando i campi non smantelliamo le persone, a meno che non si voglia smantellare proprio le persone! Non mi sembra che eliminare un luogo equivalga ad eliminare le persone. Spero che nessuno, compreso l'Onorevole Cota, abbia in mente questo. Smantellando le baracche e liberando i campi, restano le persone con la loro complessità, restano i delinquenti, le donne incinte e i bambini. Quando ho avuto l'onore di presiedere la IV Commissione sono andato diverse volte al campo nomadi. Sono stato in Strada dell'Arrivore e in Via Germagnano. In Strada dell'Arrivore ho visto delle condizioni di vita al limite della sopportabilità: bambini nudi e sporchi, baracche impressionanti. In quei campi c'erano i furbi, ma abbiamo visto anche innocenti, persone non attrezzate neanche a difendersi, come i bambini. Invito il Consigliere Silvestrini, Presidente della IV Commissione, a fare un sopralluogo per capire bene le condizioni di vita anche di un campo moderno come quello di Via Germagnano, perché l'Amministrazione Comunale di Torino vi ha compiuto un'operazione molto importante. È stato costruito il campo nomadi di Via Germagnano, che è un prodotto moderno, per dare anche a quelle persone la possibilità di vivere nelle condizioni migliori. Alcune famiglie hanno sfruttato quell'occasione, altre no! Quel campo nomadi - che, tra l'altro, ha pochi anni - è ormai in condizioni quasi disastrose, perché, probabilmente, queste persone hanno difficoltà ad integrarsi e ad accettare delle regole di convivenza quali noi vorremmo. E' difficile ed è questa la complessità! Credo che la strada non sia quella delle ruspe e credo che il Sindaco abbia fatto un ragionamento pacato, prudente. Quella di individuare un'area extraurbana è una proposta su cui lavorare. Il Consigliere Cantore diceva prima che queste persone sono come una discarica: nessuno li vuole, è questa la complessità! A meno che non si proponga la soppressione di queste persone, perché, altrimenti, rimarrebbe tutto il problema nella sua drammatica umanità. Avrei un'idea molto semplice, ma è difficile da realizzare: si potrebbero organizzare campi nomadi per piccoli nuclei di persone che vivono insieme, che sarebbero facilmente gestibili e controllabili dalle forze dell'ordine. Non credo che le forze dell'ordine stiano facendo quello che dovrebbero fare. Credo che controllare poco più di mille persone non sia così difficile. Li vediamo spesso intervenire sulla base dell'emergenza - e fanno bene a farlo -, ma li vorrei costantemente impegnati. Non vedo il nostro territorio, nella sua complessità, controllato. Vedo questo come un problema! Mancherà benzina alle auto, mancherà il coordinamento tra le diverse forze dell'ordine, ma non vedo, ogni giorno, il nostro territorio, a prescindere dai campi nomadi, controllato in maniera capillare. Non so da cosa nasca questo problema, forse da questioni organizzative. Quindi invito a riflettere e ad essere presenti al tavolo che si terrà il 5 maggio: invito anche la Lega Nord, perché è una questione seria. Non penso che ci sia qualcuno di noi che bluffi, anche perché sarebbe sciocco farlo su questioni del genere. Ormai le elezioni sono state fatte. Ha vinto un'alleanza politica ed è ovvio che ci riferiamo a quella! Voglio capire se per affrontare questi problemi saranno adottati metodi democratici, perché diversamente basterebbe lanciare una bomba in un campo per risolvere il problema. Sto facendo un discorso paradossale, per dire che il problema è difficile e complesso. Mi auguro che il nuovo Governo mantenga le promesse elettorali e su queste questioni dia risposte concrete ai cittadini. Per quanto riguarda il Comune di Torino, la linea indicata dal Sindaco, a mio avviso, sia l'unica possibile e praticabile, ma all'interno di un impegno collegiale, perché possono cambiare i metodi, ma la sicurezza rimane un tema di tutti. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Ricordo ai Consiglieri Galasso e Buquicchio che dispongono di 8 minuti ciascuno. La parola al Consigliere Galasso GALASSO Ennio Lucio L'intervento del Consigliere Gallo mi ha riportato alla memoria un pensiero di Remo Bodei che ho letto l'altro giorno su il Sole 24 Ore, che evidenziava come, anche in tempo di pace, si sia costretti ad applicare un'obliqua logica di guerra. Questo per dire che, anche in una situazione di pace e serenità, dobbiamo avere chiari gli strumenti della fermezza per poter risolvere le situazioni critiche che si determinano. Gli interventi equilibrati di coloro che mi hanno preceduto debbono dare ulteriore forza al Sindaco. Non dobbiamo rilassarci perché non si è avuta una polemica accesa: questa non c'è stata, perché l'introduzione del suo intervento ha colto oggettivamente le situazioni critiche che ci sono e che impongono una presa di posizione ferma. Il termine "abusivo" non si può ritenere un termine debole. Dobbiamo intervenire, perché con interventi autorevoli si dà una risposta alla cittadinanza, ma allo stesso tempo si dà una risposta anche a coloro che pur, non essendo cittadini, intendono comportarsi correttamente. Sul piano della sicurezza e dell'ordine pubblico, si opera sempre su due terreni, che sono, da un lato, il rispetto della legalità e degli strumenti di cui si deve disporre, e dall'altro, non meno importante, il messaggio di autorevolezza che si dà e che fa capire che bisogna rispettare le regole. I sopralluoghi e i controlli chiesti (sul punto vi è una proposta di mozione del Consigliere Sbriglio, che sarà affrontata nei prossimi giorni) evidenziano che dobbiamo fare in modo che l'intervento degli interpreti istituzionali sia vigoroso, che non vuol dire fuori dalle righe, ma vuol dire fermezza come elemento di convinzione, prima ancora che di intervento materiale. Finora si è operato in un certo modo: si è constatata qual è la situazione, che presenta aspetti di maggiore drammaticità; a fronte di questa nuova situazione, occorre che ci venga sottoposto un piano chiaro, che studi gli elementi nuovi. Uno di questi è sicuramente il coordinamento e l'utilizzazione razionale delle forze di Polizia Municipale di cui si dispone, però è importante - insisto su questo - che la Città abbia una voce forte! Chi delinque sappia che non vi è più buonismo né tolleranza, ma non nel senso di asprezza fuori da certi alvei, che pure debbono guidare ed aiutare nell'educazione di chi vuole essere educato. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Buquicchio. BUQUICCHIO Andrea Il discorso che si è posto riguarda l'esistenza o meno dei cosiddetti campi di stazionamento o di transito (penso che sia più corretto parlare di transito). E' ovvio che la risposta non possa essere che essere positiva. Su questo argomento ci sono tre posizioni. Una, che appartiene esclusivamente alla Lega, estremamente radicale, di intransigenza e di intolleranza estrema ed anche - mi consenta il Consigliere Carossa - un po' xenofoba. C'è poi una seconda posizione, che definirei non totalmente opposta a quest'ultima, perché si è modificato il pensiero da parte di alcuni Consiglieri della coalizione, che, in passato, ritenevano, magari, che il semplice problema dovesse ascriversi all'elemento integrazione. La terza posizione, che mi appartiene totalmente e che rappresenta la parte maggioritaria, è riassumibile nelle parole del Sindaco, che ritiene che si debba agire, ma con un certo criterio. Qual è il criterio? Secondo alcuni, il criterio è "sgomberare", altri però dicono: "Guardate che lì ci sono persone che delinquono e persone che non delinquono". Come individuiamo il discrimine in questo ambito? Qual è il limite della tolleranza a cui il Consigliere Goffi faceva riferimento e cioè il ripristino della legalità? Nel momento in cui abbiamo colpito chi delinque (e dobbiamo farlo, il Sindaco l'ha sempre fatto); a questa Amministrazione come ad altre, sia pure di centrosinistra, credo che non si possa attribuire alcuna responsabilità. Diversa è, invece, la responsabilità ascrivibile ai livelli di Governo. Non mi presto al gioco del Consigliere Ventriglia che dice: "Non scarichiamo sul nuovo Governo le responsabilità, perché avreste dovuto far pressione sul vostro". Il Sindaco ha fatto pressione con forza in passato, anche sul Governo uscente, e mi auguro che con la stessa forza continui a farlo su questo. Voglio cercare di comprendere con voi quale debba essere il limite dell'intervento. Non possiamo sgomberare i campi, perché è vero che possono essere campi abusivi, ma il paradosso della sicurezza sta nel fatto che, nel momento in cui ci imbattiamo in gente che non delinque o che non abbiamo avuto la capacità di sorprendere nell'atto delinquenziale (ai fini del diritto è la stessa cosa), come ci comportiamo? Subentra l'aspetto umanitario, che alla maggioranza di questa Aula appartiene (probabilmente ad altri no), che ci suggerisce di trovare delle soluzioni non radicali e soprattutto non xenofobe, ma equilibrate. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Cerutti. CERUTTI Monica Non posso che esprimere apprezzamento per l'intervento del Sindaco che, anche in questo caso, come in dibattiti precedenti sul tema della sicurezza, non ha portato avanti atteggiamenti "muscolari" richiesti dalle forze del centrodestra e nonostante si sia parlato di sgomberi con le ruspe e di tolleranza zero anche da parte di Sindaci di centrosinistra (ad esempio, è sufficiente ricordare alcune iniziative del Sindaco di Bologna, Cofferati), il nostro Sindaco se ne è distinto. Il suo intervento dà riscontro di un'attività continuativa dell'Amministrazione indipendente dall'attenzione mediatica, la quale ha un atteggiamento carsico proprio perché pone il tema della sicurezza come priorità dell'agenda politica ciclicamente ed in corrispondenza di alcuni eventi tragici, che sicuramente bisogna registrare, ma che falsano il dibattito. I fatti accaduti che hanno spinto il Consigliere Cantore a richiedere le comunicazioni del Sindaco non sono certamente da sottovalutare, però l'unica risposta che si può dare è, come ha detto il Sindaco nel suo intervento, quella degli interventi selezionati. In un'ottica propositiva, vorrei fare alcune puntualizzazioni, innanzitutto, nella distinzione fra stanziamenti regolari ed irregolari riguardo ai campi autorizzati (per i quali, tra l'altro, nella scorsa tornata amministrativa, abbiamo modificato il Regolamento), perché forse sarebbe bene avere un maggiore presidio sul tema della legalità e su questa bisognerebbe avere un maggiore intervento anche da parte di alcune strutture dell'Amministrazione, in particolare della struttura nomadi, della quale chiediamo un maggiore impegno. Sappiamo che più Assessorati hanno la competenza nel merito e se per quanto riguarda la Polizia Municipale, come è stato ricordato, c'è già stato un grosso lavoro, forse, sarebbe opportuno un maggiore impegno da parte degli altri Assessorati, perché è importante che queste strutture continuino a funzionare bene e non vengano smantellate, come richiesto da alcuni Consiglieri dell'opposizione. Per quanto riguarda i campi non regolari, lo scorso anno avevamo chiesto una pianificazione a livello provinciale e la Città di Torino ha risposto con Basse di Stura, che è rientrata nell'emergenza freddo e come tale non poteva che essere una risposta parziale. Riteniamo più che mai necessaria una pianificazione a livello provinciale, in modo che si possa parlare di uno o più campi di transito che, man mano, possano eliminare le presenze irregolari che rendono difficile la convivenza. Se la Città di Torino è da sola nel rispondere a questa esigenza, si rischia che le risposte siano concentrate soprattutto in alcune zone, in particolare nella periferia Nord, dove la convivenza fra cittadini torinesi e presenze irregolari risulta essere sempre più complessa (aspetto da non sottovalutare). Non credo che sia necessario aggiungere altro a quanto già detto dai Colleghi intervenuti prima di me, ma vorrei ribadire che questo coordinamento provinciale è fondamentale per evitare la politica dello scaricabarile, che in passato aveva visto, per esempio, il Comune di Borgaro assumere un atteggiamento non positivo. Un coordinamento provinciale non può essere un'azione portata avanti soltanto da questa Amministrazione, ma il Comune di Torino, in qualità di Comune capoluogo, deve farsi promotore di una richiesta incisiva in questa direzione, affinché ci sia un intervento strutturale e possa continuare questa azione nel tempo senza essere condizionata soltanto da determinati eventi che, in ogni caso, non bisogna sottovalutare. Quindi, bisogna dare l'idea che a questo problema si possano dare risposte più strutturali. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Angeleri. ANGELERI Antonello Mi spiace che il dibattito sia stato spezzato in due, perché ritengo che, per la risposta da parte dell'Assessore, sarebbe stato utile il contributo di tutti i Consiglieri, comunque non è colpa né del Sindaco né dell'Assessore, ma di chi presiedeva prima. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, la ringrazio molto. Mi sembra che risulti che questo Consiglio Comunale sia diviso tra Consiglieri di serie A e Consiglieri di serie B, ma non importa. Detto questo ed in attesa che il Sindaco abbia i poteri di ordine pubblico (poteri, forse, più muscolari), in questo momento penso sia importante fare una riflessione sulla risposta rispetto alla situazione che possiamo governare, ossia i poteri che oggi ha il Sindaco. Rispetto a questo, però, penso che, quale persona sensibile che ha raccolto un discreto numero di voti in questa città, il Sindaco riesca a cogliere un passaggio fondamentale (per cui oggi siamo qui a discutere per l'ennesima volta di sicurezza in questo anno) e dato che ha parlato di passare dalle parole ai fatti, è giusto anche percepire che c'è una cittadinanza che non parla più con il tono di chi è fortemente preoccupato, ma che, soprattutto in alcune zone della città, è al limite dell'esasperazione rispetto ad alcune situazioni che verifichiamo e di cui oggi parliamo. Questo è un dato che sicuramente il Sindaco avrà potuto cogliere, recandosi proprio laddove vi sono maggiori difficoltà e allora penso che il cittadino si aspetti un'inversione di tendenza da parte sua. Sindaco, quando auspica che il Prefetto vada verso l'espulsione di alcune realtà è perché anche lei si rende conto di un clima di illegalità diffusa che deve essere bloccato. I cittadini ci chiedono nulla più che di ritornare ad un rispetto delle regole; non ci chiedono un trattamento di particolare favore nei confronti delle zone maggiormente a rischio, ma solo il rispetto delle regole e, vista la situazione del Bilancio e i poteri a disposizione del Sindaco, anch'io, come hanno già fatto i Consiglieri Carossa e Cantore, devo dire che sono favorevole ad un unico campo di transito, che sarebbe più controllabile, perché renderebbe più facile l'identificazione. Rispetto a questo, quindi, chiedo che da parte del Sindaco, ci sia una reazione rispetto ad una situazione che non è di oggi: il problema dei nomadi è nato con delle precise scelte nel 1975, all'epoca del Sindaco Novelli; siamo nel 2008, quindi, parliamo di 33 anni fa. Si tratta di una situazione di cui oggi discutiamo perché c'è un'emergenza, perché è accaduto un fatto grave, ma che quotidianamente viene percepita. Qualche settimana fa, ad esempio, parlavamo con l'Assessore Borgogno della situazione di Via Germagnano e della difficile convivenza tra il canile e i campi nomadi; discutevamo delle stesse situazioni di cui stiamo parlando oggi e ricordo che nel mio intervento dissi di stare attenti che non capitasse qualcosa di più grave. Allora, vuol dire che questa situazione non "risale" ad oggi e che necessita una presa di posizione netta da parte del Sindaco; posizione che può assumere per i poteri che lui stesso ha. E' una questione di volontà politica, che deve vedere, necessariamente, nel recupero del rispetto delle regole, ciò che si aspettano i cittadini di questa città. Lei parlava, signor Sindaco, dei campi nomadi autorizzati, ma ci sono una serie di realtà - lei, questo lo sa bene e noi siamo l'Istituzione che dovrebbe far rispettare le regole - che autorizzate non sono. E' proprio nei confronti di queste realtà che bisogna intervenire, tenendo presente tutte le sfaccettature - ci mancherebbe altro! Non si vuole scatenare una guerra! Nessuno dice questo. I cittadini, però, attendono una risposta. La prego, signor Sindaco, cerchi di darla, perché, se i dibattiti rimangono all'interno di quest'Aula, con un interesse anche abbastanza scarso, come si vede dalla non presenza di molti Colleghi, penso che non abbiano nessun effetto. Se quanto lei dice è vero: "Dalle parole si deve passare ai fatti", allora, provveda immediatamente. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Bonino. BONINO Gian Luigi Ribadisco e sottolineo in questo dibattito estremamente importante - condivido appieno quanto detto dal Sindaco nella sua comunicazione -, che si tratta di un problema estremamente complesso e delicato che grava non tanto sulle spalle del Comune che sì, si fa carico dell'assistenza, il più delle volte, soprattutto nei confronti dei più deboli, quanto su chi si occupa della salvaguardia dell'ordine pubblico: il Prefetto e le forze dell'ordine. Credo, signor Sindaco, che, al di là dei dati che ci ha fornito sui campi regolari e su quelli irregolari, sia importante - ed è quello che la popolazione più si aspetta - far presente al Tavolo della sicurezza, in modo particolare con il Prefetto, ma, soprattutto dialogando con il nuovo Governo, che sono le forze dell'ordine a dover intervenire laddove vengano compiuti atti criminali. E' questo che alla popolazione pesa di più. Per quanto riguarda i campi nomadi, poi, una loro collocazione più periferica potrebbe essere sicuramente un deterrente, ma a patto che in questo venga coinvolta non soltanto l'area comunale in senso stretto, ma tutta l'area metropolitana che gravita intorno alla prima cintura della città di Torino. Il problema dell'accoglienza e dell'assistenza dei più deboli e a rischio - i bambini e le donne, per intenderci -, com'è successo per l'emergenza freddo, non deve essere "scaricato" soltanto sul Comune di Torino! E' un problema che va condiviso tra tutti i più grandi Comuni della cintura con la relativa assunzione di responsabilità. Spesso, invece, c'è la tendenza, da parte della "cintura", a scaricare le responsabilità alla grande città. Questo è il primo elemento da prendere in considerazione. Il secondo, lo ripeto e lo sottolineo - già lei, signor Sindaco, lo ha detto -: va incentivato l'intervento delle forze dell'ordine nei confronti, soprattutto, di chi delinque! In più di un caso abbiamo avuto la dimostrazione concreta che le "attività" di questi nomadi non sono sicuramente da prendere come esempio. Questo è il punto dolente di questa situazione ed è soltanto la punta dell'iceberg, quella che vede la cittadinanza e sulla quale si focalizza la sua attenzione negativa. Noi dobbiamo assumerci le responsabilità che ci competono, ma, soprattutto, dobbiamo esortare il nuovo Governo e le forze dell'ordine a porre una maggiore attenzione, sotto questo profilo. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Cassano. CASSANO Luca Abbiamo apprezzato le parole con le quali il Sindaco, nell'intervista e nel dibattito, oggi, in Aula, è intervenuto sul tema "Nomadi". Crediamo che, in una fase politica e sociale così complessa - come, purtroppo, altri Sindaci hanno fatto in questi mesi e in questi anni - sia molto più facile lasciarsi prendere la mano da istinti repressivi e da soluzioni che parlano al ventre delle paure collettive di cui la nostra società, purtroppo, va riempiendosi. Lo diceva il Sindaco: "Gli sgomberi in diretta tv non appartengono e non sono mai appartenuti alla cultura della nostra città" e, in tal senso, le parole udite, oggi, in Aula, ci confortano. Testimoniano un atteggiamento, sicuramente responsabile, degli Amministratori torinesi nel leggere e nel tentare di dare risposte complesse ad un fenomeno così articolato, come quello delle popolazioni nomadi e del loro insediamento all'interno delle aree urbane, laddove, invece, altri Sindaci, hanno preferito confinare il problema alle cinte della loro città, pensando di poter scaricare su altre realtà urbane, metropolitane, questo stesso fenomeno. Un fenomeno su cui, sicuramente, i mezzi di informazione hanno una responsabilità enorme - lo diceva già il Consigliere Cerutti, in precedenza. Basti pensare che nell'intervista odierna e nel reportage di oggi, su "La Stampa", viene annoverato, tra i campi abusivi, un insediamento storico, come quello di Corso Unione Sovietica, a ridosso della tangenziale, che, invece, è un campo regolare. Anche nella definizione, quindi, delle aree abusive, c'è una distorsione della realtà. Quello è un campo regolare da oltre vent'anni e viene annoverato tra gli abusivi. La strada da percorrere, quindi, è quella di garantire e potenziare il lavoro tra Istituzioni coinvolte ed Enti, come diceva anche l'Assessore Borgogno, non soltanto al fine di individuare spazi ed aree in cui collocare queste persone - stiamo parlando di persone e molti Colleghi qui, oggi, lo hanno dimenticato; qualcuno, addirittura, citava la modalità con la quale si individuano le discariche! Io credo che, non soltanto per educazione, ma anche per buonsenso e tatto, bisognerebbe evitare paragoni di questo tipo -, ma anche per verificare il reale lavoro svolto dagli Uffici, in questo caso del nostro Comune, su quei Settori - penso, ad esempio, all'ufficio Nomadi del Comune di Torino - per i quali, probabilmente, occorrerebbe pensare ad un incremento di personale. Ho poi una domanda rispetto al concorso interno del Comune di Torino, per l'individuazione dei responsabili delle aree sosta, sul quale non ho sentito, negli interventi né del Sindaco, né dell'Assessore Borgogno, notizie circa lo stato di avanzamento che, invece, sarebbe utile sapere. Rispetto all'effetto dissuasivo che potrebbe avere un'area fuori dal contesto urbano, io ho delle perplessità, signor Sindaco, ma soltanto per un motivo: lei ha citato la necessità di garantire interventi sociali che agevolino l'integrazione di queste popolazioni. Proprio a questo proposito, credo sia utile considerare il disagio che un'area eccessivamente lontana dal contesto urbano, potrebbe determinare nel favorire l'integrazione di coloro i quali potrebbero essere aiutati in questo processo - pensiamo, per esempio, a quei ragazzini che intendono frequentare la scuola, Istituzione che può garantire loro un certo senso di continuità. Ritengo si debba proseguire nel lavoro tra Enti, con la Provincia, le associazioni coinvolte e la Prefettura. Certo è - ma non è una polemica nei suoi confronti, Sindaco - che i continui avvicendamenti avvenuti in Prefettura negli ultimi mesi non agevolano la conoscenza di un fenomeno che necessita di tempo per essere compreso e condiviso. Il fatto che, da gennaio ad oggi, si sia insediato il terzo Prefetto, pone tutti coloro i quali lavorano in questo settore nella condizione di dover, nuovamente, condividere le informazioni ed intavolare riunioni di coordinamento tra Enti. Per quanto riguarda il tavolo della sicurezza, abbiamo ricevuto poc'anzi la convocazione del Sindaco e assicuro che parteciperemo; comunico, invece, già da oggi, l'impossibilità dei nostri parlamentari ad essere presenti alla riunione stessa. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Giorgis. GIORGIS Andrea Il tema politico dei nomadi e dei campi nomadi è uno dei più insidiosi per ogni Amministrazione e per ogni forza politica. È uno di quei classici temi sui quali è forte la tentazione di semplificare e, quindi, di dare risposte ad effetto. Sono esattamente quelle che ho sentito in quest'Aula da quasi tutta l'opposizione, perché chiedere a gran forza lo sgombero è una risposta ad effetto, molto semplice e produttiva di pressoché nessuna conseguenza significativa. Ritengo che questo tipo di risposta (lo sgombero e il "gridare" all'insicurezza) bene esprima lo spirito del tempo ed il modo attraverso il quale, oggi, la politica è tentata di governare la complessità. Infatti, siamo di fronte ad un classico esempio di problema particolarmente complesso. Ho apprezzato sia l'intervento del Sindaco, che quello dell'Assessore Borgogno, che hanno insistito sulla necessità di distinguere tra nomadi: nomadi storicamente insediati in alcuni campi (come quello di Via Lega) e situazioni nelle quali, invece, nei campi non vi sono nomadi; ad esempio, quello presente sulla sponda sinistra della Stura, di fronte alla FIAT Iveco, certamente non è regolare, ma non si può classificare come un insediamento di nomadi. Quindi, vi sono, quanto meno, tre diverse tipologie: nomadi stanziali, che da molti anni sono inseriti nel contesto cittadino e che da generazioni mandano i figli a scuola (il campo di Via Vistrorio-Via Lega ne è un classico esempio), nomadi che, invece, sono tuttora prevalentemente nomadi e, poi, immigrati che, per semplificazione e per ignoranza, consideriamo nomadi, ma che, in realtà, non erano nomadi nel loro Paese e non lo sono neanche nel nostro. Non è semplice riuscire a governare questa vicenda complessa, perché richiede, innanzitutto, un atteggiamento volto alla sua conoscenza reale e, quindi, a non semplificare e a confrontarsi con la pluralità della situazione (e, di conseguenza, con la pluralità degli interventi). Credo che, non fosse altro per contrastare (come si deve sempre) uno spirito del tempo particolarmente intenso, sia necessario ribadire ciò che da sempre noi di centrosinistra abbiamo affermato: l'importanza che venga rispettata, con forza, ogni tipo di regola giuridica. Lo abbiamo sempre detto, sia quando riguardava le multe degli italiani (mentre, invece, da altre parti si chiedeva di non considerare gli accertamenti delle telecamere come una violazione), sia quando abbiamo chiesto di sanzionare i cosiddetti passeggeri non in regola sugli autobus; quindi, lo possiamo richiedere, a testa alta, anche nei confronti delle illegalità più gravi, che sono quelle che si traducono in reati o, comunque, in comportamenti lesivi della sicurezza degli altri cittadini. Nel contempo, per quanto riguarda la richiesta di rispetto della legalità (che è un atteggiamento anche culturale, di chi si sente in dovere di tenere conto degli altri), non sempre il centrodestra è stato in grado di dare lezioni, perché, se pensiamo a come sono stati governati i processi di violazione delle regole - al di là di una certa ciclica ondata di populismo e di un ciclico "gridare" all'insicurezza -, c'è stata molto poca attenzione in particolar modo alla legalità che, poi, definisce le condizioni economiche nel nostro Paese. Personalmente, non voglio essere reticente e non voglio temere quello che è il sentire diffuso (che la stampa, oggi, tende ad amplificare), per cui chiedo con forza, per esempio, all'Assessorato ai Servizi Sociali di proseguire in quella meritoria opera di attenzione verso i soggetti più deboli, che, prima di tutto, sono persone. Mi riferisco ai bambini e agli inserimenti scolastici, oppure agli inserimenti lavorativi e al difficile e faticoso compito attraverso il quale si trasformano condizioni di marginalità - che non sono di nomadismo -, in condizioni di integrazione. Lo chiedo, oggi, nel momento in cui il nostro Paese, anche nella capitale, sembra aver risposto alle sirene di quella facile legalità fatta di sgomberi, che, purtroppo, anche il centrosinistra, nei momenti forse meno opportuni, ha dimostrato di voler perseguire (peraltro, senza grandi risultati). Probabilmente, la vicenda dei nomadi è così difficile da affrontare che ci consente anche di elevare un po' il confronto politico. Infatti, il centrosinistra non è stato premiato laddove ha ceduto allo spirito del tempo e, in maniera sbrigativa, ha seguito la scorciatoia dello sgombero immediato (nel mentre, invece, si erano appena attivate politiche di inserimento). Ritengo che si debba trarne un insegnamento! La Città di Torino, con fatica e anche in controtendenza rispetto al sentire diffuso che viene alimentato ed esasperato, ha dimostrato che, nel medio periodo, se riusciremo a tenere la barra dritta e ad insistere nella scommessa del difficile governo della cosa pubblica, potrà dare i suoi frutti un atteggiamento serio e capace di resistere alle paure dei cittadini (che non definisco immotivate, ma che devono avere risposte non semplificate e non demagogiche). COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Zanolini. ZANOLINI Carlo Ho apprezzato le parole del Sindaco, che ha dimostrato come la politica sui nomadi e sui campi nomadi attuata nella nostra città sia stato il massimo risultato che un'Amministrazione di centrosinistra potesse ottenere. Come diceva il Consigliere Giorgis, si è tenuto conto soprattutto delle persone e si è fatto, a mio giudizio, il massimo possibile. Abbiamo apprezzato molto quanto è stato realizzato per affrontare l'emergenza freddo; infatti, è stato un intervento molto utile, che ha tenuto conto delle necessità delle persone e degli individui. Evidentemente, però, qualcosa non ha funzionato. Questi incidenti di percorso gravissimi che si sono verificati dovrebbero farci riflettere nuovamente sul modo con cui ci si avvicina al problema dei nomadi. Come è stato detto, esistono nomadi che lo sono per necessità e altri che, invece, lo sono per scelta o per cultura. Forse, sarebbe interessante cercare di capire e di avere un approccio diverso. Mi domando se siano proprio necessari i campi nomadi. Ogni volta che si è cercato di concentrare una criticità, non si è risolta; portare degli individui a vivere in un ghetto non ha mai creato miglioramenti in questi individui. Forse, trovare altre sistemazioni, ad esempio, inserire alcune microfamiglie nell'ambito di altre realtà abitative sarebbe meglio. Certamente, sarebbe molto difficile inserire queste persone in condomini dove abitano persone che non sono nomadi. Però, varrebbe la pena pensare ad altre strade, perché, secondo me, la soluzione dei campi nomadi non è il modo corretto per affrontare il problema del nomadismo, tanto più che i campi nomadi sono ubicati, come i canili, dove ci sono le discariche. Cioè, invece di rivalutare una certa qualità degli esseri umani, si cerca di ghettizzarli in luoghi sicuramente degradati. Quindi, mi piacerebbe che qualche Assessore ripensasse un modo diverso. Adesso esiste questo progetto del Comune sulla politica della casa: è l'occasione giusta per pensare di smantellare i campi nomadi e inserire, ad esempio, alcune famiglie in queste case cosiddette popolari che vengono realizzate. Probabilmente, si riuscirebbe a controllare meglio la bassa scolarità dei nomadi, perché, se vogliamo che questi nomadi (che lo sono per scelta) riescano ad inserirsi, integrarsi e ad interagire con la popolazione italiana e torinese, è necessario partire dalla scuola, perché, se non frequentano la scuola, non riusciranno mai a capire come è la società. Quindi, basta con i campi nomadi! Cerchiamo di inserire le famiglie nomadi in condomini, con la futura politica della casa che verrà fatta. Queste sono le idee mie. Non sono uno specialista in questo campo, ma ho avuto parecchio a che fare con i nomadi, dal punto di vista sanitario: sono persone che non rispettano assolutamente alcuna regola della salute, neanche la più elementare. Quindi, è necessario fare in modo che queste persone comincino ad avvicinarsi alla nostra cultura, e l'unico modo affinché ciò avvenga è integrarle in piccoli nuclei e farle interagire con la gente comune. Non ghettizzarle in un campo vicino alla discarica e ai canili. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Ferraris. FERRARIS Giovanni Maria Cercherò di sintetizzare al massimo. Dopo tutto ciò che è stato detto oggi, è piuttosto complicato esprimere considerazioni aggiuntive. Evidentemente, ci sono punti di vista equilibrati, che ritengo vadano nella strada, proposta dal Sindaco, del dialogo e anche dell'analisi di che cosa si potrà fare in futuro, e altre posizioni, invece, più estreme (non voglio dire per forza estremiste), un po' più radicali, più dure, nei confronti di questi soggetti, che io credo siano più sventurati di noi. Al di là del fatto che qualcuno abbia fatto la battuta che, siccome sono nomadi, passano e se ne vanno, credo siano da considerare sventurati anche rispetto a chi sta seduto in quest'Aula. Comunque, qualcuno che li consideri e li rappresenti nelle loro istanze deve esserci; credo che questa Amministrazione lo stia dimostrando, nel bene e, certe volte, nelle difficoltà e nei disagi evidenziati. Si è parlato di canili di fronte a questi centri, che evidentemente possono essere oggetto di singolari attenzioni, anche non legittime, da parte di alcuni soggetti, che può anche darsi che escano da questi campi o che, magari, siano avventizi. Certamente, la cultura della solidarietà e dell'assistenza non deve confondersi con l'assistenzialismo tout court; credo che i passaggi fatti dall'Assessore negli anni siano orientati nella prima versione, quindi non nell'assistenzialismo fine a se stesso. Bisogna, però, comprendere che queste fasce deboli hanno bisogno, oltre che di integrazione, anche di maggiore formazione, quindi, di conoscere la legalità e i principi che si fondono sul rispetto degli altri, così come di loro stessi, perché, poi, alcune azioni che sono emerse sui quotidiani non sono buone: sono cattivi gesti che, però, si riversano anche su loro stessi e sulle loro famiglie. È evidente che il processo sia molto lento e molto lungo. Non credo che un Comune che abbia questo problema e che stia faticando negli anni per cercare di risolverlo, anche, in qualche modo, emarginando le situazioni più degradate che penalizzano anche la città, possa fare tutto da solo; servono leggi, occorrono, sicuramente, revisioni di leggi (perché negli anni devono essere continuamente discusse e verificate); è necessaria la buona volontà degli Organi regionali a incidere laddove sia possibile e, infine, l'applicazione di queste leggi a livello locale. In assenza di queste, credo che la nostra Città abbia già fatto tanto. COPPOLA Michele (Vicepresidente) Non ci sono altri Consiglieri che intendono intervenire. La parola al Sindaco. SINDACO Ho utilizzato molto tempo nell'introduzione, quindi sarò molto breve. Mi pare che la discussione, tutto sommato, sia stata molto pacata e abbastanza convergente - almeno, a me così è parso - e, dato che non penso che questo sia dovuto a cambiamenti repentini di opinione dovuti ai cambiamenti di giacca di alcuni nella funzione nazionale, credo che questo possa essere visto come un apprezzamento per il lavoro che abbiamo svolto. Tra l'altro, mi ha fatto piacere il riconoscimento del Consigliere Cantore nei confronti del lavoro dei Vigili e al quale, ovviamente, mi associo. Con l'occasione (visto che non l'ho fatto prima), ringrazio gli Assessori Borgogno, Borgione, Curti e i loro collaboratori, perché il lavoro che è stato fatto (anche se insufficiente rispetto alla dimensione del problema), comunque, si vede. Infatti, l'Assessore Borgione, prima, mi ha comunicato che la chiusura del campo nomadi di Basse di Stura sta procedendo regolarmente e restano, praticamente, soltanto più l'area di transito e 5 famiglie; significa che resta circa un terzo del totale degli ospiti (forse, anche meno) e che c'è un lavoro che si vede. Quindi, considero questo apprezzamento come una sorta di riconoscimento del nostro lavoro, oltre che della consapevolezza crescente della complessità del problema. La prima questione che è stata giustamente posta (meglio essere chiari su questo) mi pare sia quella dell'atteggiamento verso il Governo. Non è mia intenzione fare lo "sciocchino", per riprendere l'espressione del Consigliere Ventriglia; il mio atteggiamento sarà, come ha rilevato qualcuno, lo stesso mostrato nei confronti del Governo Prodi. Infatti, ho convocato il Tavolo per la sicurezza ed è mia intenzione convocarlo periodicamente, per garantire a tutti la possibilità di una verifica. Chiederò, attraverso quel tavolo, non solo al Governo, ma anche ad altre Istituzioni, di misurarsi con alcune questioni. Impronte digitali: ovviamente, con la Legislatura è finito anche il Disegno di Legge, quindi dobbiamo pensare se ripresentarlo; potere ai Sindaci: io, intanto, mi accontenterei di alcuni poteri di deroga sugli interventi di recupero edilizio obbligatorio e di riqualificazione urbana finalizzata alla sicurezza urbana. Se qualcuno vuol fare di più, vedremo; l'importante è che questo "far di più" non sia semplicemente un modo per scaricare il problema - mi sia consentito -, perché è anche troppo facile dare poteri, senza però accompagnarli a strumenti e risorse, e poi dire "Adesso, il potere di polizia è dei sindaci", quando non è vero. Ribadisco, comunque, che non voglio fare la critica alle intenzioni; se arriverà di più, valuteremo. Qualche Consigliere ha parlato di risorse, e questo è un tema fondamentale, perché, per compiere interventi di riqualificazione urbana finalizzata alla sicurezza, oltre ai poteri in deroga per poter intervenire, non in tre anni (come richiederebbe tutta la procedura per il risanamento edilizio obbligatorio), bensì in tre mesi, anch'esse sono necessarie. C'è differenza, rispetto al messaggio che si dà ai cittadini; se vi sono risorse, è anche meglio, per questo e altri interventi. Poi, in merito alla questione del campo transito che è stata posta in Aula, stasera, e rispetto alla quale ho sentito almeno tre proposte diverse, devo dire che il caso non riguarda tanto il Governo, se non tramite il Prefetto, come ruolo di coordinamento. Innanzitutto, il Gruppo della Lega ha proposto di chiudere tutti i campi - regolari o non regolari, autorizzati o non autorizzati -, prevedendo solo un campo transito. Ovviamente, si tratta di una proposta legittima, ma fino ad un certo punto, perché, come il Consigliere Carossa sa bene, i campi cosiddetti "autorizzati" sono previsti da leggi regionali, da principi fatti propri dall'Unione Europea e dal nostro stesso Regolamento; quindi, bisogna essere coerenti, perché, se si parla di rispettare le regole, noi dobbiamo essere i primi a farlo, anche se poi si possono cambiare, però, deve valere per tutte! Poi, se ho capito bene la sua posizione, il Consigliere Cantore, prendendo atto della necessità di uno o più campi transito (anche piccoli), ha posto soprattutto il problema dei campi non autorizzati; invece, il Consigliere Angeleri ha proposto una soluzione onnicomprensiva, ma a parer mio non realizzabile. Il Gruppo Sinistra Arcobaleno, poi, mi è sembrato - non mi preoccupa - abbastanza in sintonia, come peraltro il Consigliere Giorgis, con le posizioni che avevo espresso io, ma che sono venute anche dagli altri Gruppi. Mi preme essere chiaro, su questo tema: ritengo necessarie una o più aree di transito, perché questo serve a gestire il processo di progressiva riduzione della presenza di campi abusivi o non legali nella nostra città. Quindi, porrò il problema al Prefetto, perché giustamente venga gestito su scala provinciale, com'è stato detto da molti, ma, se mi fate credito di un po' di buonsenso, ciò era già nelle mie intenzioni, poiché è ovvio che debba essere gestito da altri, non potrebbe essere altrimenti, anche se non sarà semplice, sebbene, da parte mia, avrei anche qualche idea, ma non le esprimo, per evitare che possa aprirsi una guerra inframetropolitana. Perciò, questo sarà il mio atteggiamento verso il Governo, cioè quello di portare avanti tali richieste senza alcuna strumentalizzazione; se il Governo, poi, farà di più, se andrà nella direzione che mi sembra giusta e risolverà i problemi, sarò il primo ad applaudire. Penso che, quando si governa, sia più facile accorgersi che i problemi sono complessi e non semplificabili, diversamente da quanto avviene in campagna elettorale, dove è più facile semplificare. Infine, sono sostanzialmente d'accordo con il Consigliere Cantore sulla necessità di dare un segnale duplice, ai cittadini, di rispetto sia della legge sia di quei principi umanitari che, in qualche modo, stanno persino al di sopra delle leggi, nel senso che le permeano tutte. Questo è quanto ho cercato di dire, quando ho parlato di interventi selezionati, ma si possono anche chiamare diversamente. Ben sapendo che ognuno ha le proprie responsabilità, al Prefetto proporrò due tipi di segnale. Innanzitutto, chiederò di verificare attentamente se, nelle vicende che hanno interessato il campo nomadi di Via Germagnano la scorsa settimana, vi siano gli estremi perché quelle persone e quelle famiglie siano oggetto di espulsione ai sensi del Decreto Amato, e questo sarebbe un segnale, indubbiamente forte, di rispetto della legge. Poi, come ho già detto nell'introduzione, ma lo ribadisco, credo che, per quanto riguarda la parte abusiva di Via Germagnano, siamo giunti ad una soglia del tutto simile a quella raggiunta l'estate scorsa, all'incirca un anno fa, sulla sponda destra della Stura, sulla quale siamo intervenuti in due fasi (nella prima, per mantenere gli impegni e liberare il campo dell'Arrivore; nella seconda, per liberare il resto della sponda destra, che, sebbene sia libera, è un po' straripata da altre parti, compresa Via Germagnano); quindi, siccome si è ormai giunti ad una soglia con le stesse caratteristiche, ritengo necessario predisporre un intervento, con i medesimi criteri di rispetto della legge e dei valori umanitari propri della nostra comunità, che possa dare un segnale forte, ai cittadini, in tal senso. Questa sarà la mia proposta al Prefetto, perché a nessuno sfugge che si tratti d'interventi da coordinare con le forze dell'ordine, tenendo anche conto delle diverse situazioni esistenti nella nostra città, sulle quali la responsabilità dev'essere condivisa insieme a coloro i quali, poi, hanno la responsabilità diretta dell'operatività, in interventi simili. COPPOLA Michele (Vicepresidente) Le comunicazioni sono concluse. |