| Interventi |
CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 200801726/02, presentata in data 27 marzo 2008, avente per oggetto: "Tesseramento politico all'interno di GTT" CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola, per la risposta, al Vicesindaco. DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco) L'interpellanza pone, sostanzialmente, i problemi del rapporto tra le associazioni e l'adesione ad esse del Presidente e dell'Amministratore Delegato, e se il tesseramento politico non debba essere considerato da parte nostra negativo ai fini della gestione aziendale. Come abbiamo avuto modo di approfondire nelle Commissioni e in questa Aula - anche per le comunicazioni che si sono avute -, GTT è impegnata in un percorso abbastanza importante sia dal punto di vista della riorganizzazione interna che del rapporto con le altre Società presenti sul nostro territorio, al fine di giungere a nuove razionalizzazioni e per affrontare i problemi delle partecipazioni, dirette o indirette, con altre aziende presenti sul territorio regionale (pensiamo ad Asti o ad Alessandria). Siamo impegnati, ed è impegnata la stessa GTT, sull'approfondimento - che in quest'Aula è stato autorevolmente discusso -, dei rapporti con Milano, rispetto alla possibilità di fare alcune cose insieme, e fino a che punto lo si vedrà. L'insieme di queste situazioni comporta un impegno serio da parte - se l'Amministratore Delegato è il Presidente - dell'insieme dei Direttori. In questo senso, anche il rafforzamento che si è avuto con l'inserimento del Direttore Generale credo che vada nella direzione di approntare meglio i problemi sia di gestione ordinaria che del rinnovamento sulla base delle mozioni del Consiglio, in ordine sia ai problemi più generali che al rapporto con le altre aziende. Oggi, il tesseramento segnala in GTT una presenza molteplice di associazioni: di carattere religioso, culturale, politico e sindacale. Non c'è ombra di dubbio che l'Azienda GTT, da questo punto di vista, abbia una presenza che non può che essere ritenuta molto interessante, credo, da tutti noi, perché consente a tutti di esprimere delle opinioni e di impegnarsi rispetto ai diversi temi. Questo è favorito dal fatto che è un'Azienda con un certo numero di dipendenti e che, per fortuna (e speriamo prosegua nel tempo), è presente sul nostro territorio da molto tempo, consentendole questo tipo di organizzazione. La possibilità di aderire a questo tipo di associazione da parte dei vertici aziendali o dei dirigenti, come dicono gli stessi interpellanti, non è quanto si vuole mettere in discussione, anzi lo consideriamo un dato positivo, così come riconosciuto nelle premesse dell'interpellanza. Sicuramente, nel caso in cui queste forme di aggregazione travalicassero il loro fine, dal punto di vista della loro costituzione, creando forme di organizzazione parallele alla struttura aziendale (che mi pare sia la preoccupazione degli interpellanti), potrebbero non solo diventare elementi negativi, ma dovremmo dare seguito alla richiesta di convocare il Presidente, l'Amministratore Delegato e tutto il management aziendale, affinché non si perda di vista la missione che l'Azienda deve avere. In questo senso siamo già intervenuti (e non mi riferisco soltanto alla GTT, ma a tutte le società), perché in casi di questo genere c'è l'impegno, non solo da parte mia, ma anche dell'Assessore Sestero (che cura in particolare il tema della viabilità) e dello stesso Sindaco. Contemporaneamente, il Presidente, che era stato in parte chiamato in causa, in una nota mi comunica che, fermo restando il suo interesse per l'associazione e per i contenuti dell'iniziativa (che, in qualche modo, ha manifestato), ciò non si è mai tradotto, però, nell'atto (che sarebbe rientrato tra i suoi diritti) di un'iscrizione formale all'associazione. Quindi, ammesso che dobbiamo discutere di questo argomento, il fatto in sé non esiste, anche se, in realtà - come abbiamo detto e come dicono gli stessi interpellanti -, non creerebbe alcun problema, ovviamente fintantoché le associazioni non travalichino le loro missioni. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Angeleri. ANGELERI Antonello Ringrazio il Vicesindaco per la risposta, come al solito cortese, ma che non ci convince. Infatti, nella sua risposta dice che se queste associazioni travalicassero il loro fine, creando un'organizzazione parallela all'Azienda, questa sarebbe sicuramente un'azione da colpire in maniera chiara ed evidente. Ritengo però che, per rassicurarci al 100%, dovrebbe dirci se è stata svolta un'indagine e se ci si è informati su quale sia il livello di questa competizione a cui assistiamo, noi amministratori pubblici, attraverso la lettura quotidiana dei giornali. Su questo argomento non c'è sicurezza, infatti lei ha usato il condizionale, ma non è sufficiente, Vicesindaco, perché si tratta di una questione che potremmo definire a due "s": la prima riguarda lo stile, mentre la seconda riguarda la sostanza. Non voglio ripetere in quest'Aula che la vituperata Prima Repubblica, per fortuna, non si avvicinava neanche lontanamente alla Seconda, almeno per quanto riguarda queste situazioni. Anche allora (e ci mancherebbe) alcuni dirigenti erano nominati dalla politica, ma era una questione di stile e non si scendeva a questi livelli. Vorrei che fosse chiaro che consideriamo sacrosanto il diritto - come lei ha ribadito - di iscriversi a qualsiasi associazione nella più totale libertà ed occuparsi di politica; però rimane il dubbio, ancora oggi, dopo la sua risposta, che questa attività possa essere compiuta all'interno di un'Azienda, come GTT, che dovrebbe avere come unico fine quello di erogare un servizio pubblico. Infatti, le prove di forza "interne", di cui siamo venuti a conoscenza tramite i giornali, distraggono dalla corretta gestione dell'Azienda (aspetto che noi, come amministratori pubblici - ma non sto facendo un discorso di parte, mi riferisco agli amministratori pubblici in generale-, vorremmo venisse garantito). Avrei gradito, da parte sua, una presa di posizione un po' più decisa rispetto a quanto, oggi, è venuto a comunicare in Aula. Francamente, non ho letto smentite sui giornali e vorrei che, invece, da parte sua, ci fosse una precisa presa di posizione per evitare che, alla fine, si arrivi ad una situazione che richiami la frase che lei ha citato al termine del suo intervento, cioè che si travalichi l'organizzazione interna dell'Azienda. Per questi motivi non mi ritengo soddisfatto della risposta e mi auguro che la Commissione Controllo di Gestione, quanto prima (visto che so che, in questo momento, non funziona a pieno regime, a seguito delle dimissioni da Presidente del Consigliere Galasso), provveda (qualora non lo faccia il Vicesindaco stesso) a convocare i dirigenti, per avere da loro le rassicurazioni che tutti gli amministratori pubblici aspettavano, con un po' più di fermezza, già oggi dal Vicesindaco. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Coppola. COPPOLA Michele Vicesindaco, immagino il suo imbarazzo, quindi capisco il suo stato d'animo. DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco) (Intervento fuori microfono). COPPOLA Michele Sono dispiaciuto, perché oggi avrei voluto evitare alla Sala Rossa cinque minuti di ilarità e, anziché il Vicesindaco, avrei voluto vedere l'Assessore Passoni ragionare di Bilancio, derivati e indebitamento, ma un cavillo (questa volta non superato dalla creatività del Segretario Generale) ha impedito che l'Aula approfondisse quest'oggi questa tematica e quindi parliamo di un fatto curioso. Parliamo di un fatto curioso che non è più attuale, perché i giornali ne hanno scoperti e denunciati altri, molto più curiosi e, probabilmente, anche rilevanti dal punto di vista penale. Non tocca a me dirlo, ma non è solo il Presidente di GTT che eccede nel manifestare la propria appartenenza partitica, evidentemente, perché dai giornali (ma potrei essere smentito qualora stessi mentendo) emerge che ad eccedere nel manifestare l'appartenenza partitica ci siano anche altri dipendenti e altri impiegati di GTT. Ma se il Vicesindaco (che credo goda della stima di tutta la minoranza), qualche mese fa, ci avesse detto che GTT aveva la necessità di individuare un Direttore Generale (tra l'altro, una persona che a Torino è nota e capace come l'ingegner Razelli), perché il Presidente e l'Amministratore Delegato erano impegnati in una campagna di tesseramento interno, allora avremmo accorciato i tempi e avremmo detto al Vicesindaco di chiudere subito nella nomina del nuovo Direttore Generale! Poi, capisco l'imbarazzo del Vicesindaco, perché sappiamo che lui non si sarebbe mai comportato così e sappiamo che anche altri Presidenti non si sono comportati così. Mi piacerebbe conoscere il pensiero dell'Amministratore Delegato di AMIAT, il dottor Magnabosco, o il pensiero del Presidente di SAGAT, oppure quello del Presidente di IRIDE, oppure ancora quello del Presidente di SMAT (e non sto a fare l'elenco completo delle Aziende partecipate o controllate dalla Città) per verificare insieme a voi se anch'essi ritengano corretto o meno che un Presidente denunci la propria appartenenza politica in maniera così esplicita, facendo propaganda, perché avverte la necessità di dimostrare quanto siano consistenti i propri "muscoli" all'interno dell'Azienda.. Perché, Vicesindaco, il problema è che tutti sappiamo che all'interno di GTT c'è un clima che non è più di collaborazione o di condivisione degli obiettivi, ma è diventato un clima di "muscolo contro muscolo" e a farne le spese sono i cittadini, perché i più importanti manager di un importante e prestigiosa Azienda locale dedicano la maggior parte del tempo alla propaganda e a cercare nuove adesioni. Ahimè, questa pagina non avrebbe dovuto essere scritta da questa Amministrazione! CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Ventriglia. VENTRIGLIA Ferdinando Sarei tentato di ritirare la mia firma da questa interpellanza, perché penso che la sua impostazione non sia efficace: è come se assistessimo ad una gara. Questa non è una gara tra partiti che fanno tessere, perché altrimenti avrebbe ragione il Vicesindaco quando dice che ognuno si può tesserare. Questa è una gara tra due correnti dello stesso partito, la grande famiglia del Partito Democratico, che fanno tessere sotto la direzione, quindi anche sotto la pressione, dei massimi vertici dell'Azienda! Credo, quindi, che non sia inutile scoprire curiose e lontane analogie, data l'ufficialità di questa cosa: pensate al dirigente di GTT che è molto bravo nel fare il suo lavoro e che non si voglia tesserare ad una corrente del Partito Democratico o, spingendomi oltre, pensate a chi si tessera alla corrente sbagliata o a chi, magari, appartiene a una corrente, che però non è la stessa a cui appartiene il suo diretto responsabile operativo, che gli ha detto di farsi la tessera. Vi leggo un estratto da una circolare, molto interessante, del 1° giugno 1938 del Ministro Dino Alfieri, il quale si rivolge ai Prefetti del Regno in questo modo: "Come è noto alle LL.EE. - e in riferimento all'art. 4 della Legge 8 giugno 1925, n. 969 e dell'art. 2 del R.D. 1 aprile 1935 XIII, n. 412 - presso ogni Prefettura debbono tenersi aggiornati i quadri dei nuclei di propaganda in caso di mobilitazione. Non risulta a questo Ministero che detti nuclei siano costituiti presso ogni singola provincia e che siano, ove costituiti, regolarmente tenuti aggiornati. Allo scopo, quindi, di avere presso ogni Prefettura costituiti e sempre aggiornati i nuclei di propaganda in caso di mobilitazione, prego le LL.EE. di volersi attenere scrupolosamente a quanto appresso: 1) Rivedere la costituzione dei nuclei di propaganda estendendoli al fine di una propaganda capillare, e presso gli agglomerati rurali e presso le fabbriche, servendosi eventualmente e dei maestri rurali e di operai intelligenti o di altro personale capace. 2) Compilare e aggiornare, in ogni singola provincia, gli schedari: a) dei conferenzieri e degli oratori, b) dei pubblicisti e degli scrittori, c) dei giornalisti, d) dei periodici (esclusi i quotidiani). 4) Entro il 30 luglio le LL.EE. vorranno trasmettere un rapporto sulla costituzione e sulla efficienza dei nuclei, trasmettendo anche i nominativi di cui alle lettere a) b) c) d), del n. 2 della presente circolare. I nominativi di cui alle lettere a) b) c), debbono essere iscritti al Partito Nazionale Fascista. Sono esenti dall'obbligo dell'iscrizione al Partito Nazionale Fascista i sacerdoti che, eventualmente le LL.EE. ritenessero di dover chiamare a far parte dei nuclei di propaganda.". Certamente, bisogna saper leggere i contesti e contestualizzare, però, come è noto, all'epoca il partito era uno solo; anche qui c'è un solo partito e c'è anche la possibilità di iscriversi ad altri, ma queste erano le modalità di iscrizione ai nuclei di propaganda. Allora, un conto il fatto che si eserciti la libertà per tutti i partiti di fare tesserati che nella vita "borghese" (come si diceva) sono dipendenti di GTT. Altra cosa è quando, per lo stesso partito e solo per quel partito, seppure per due famiglie in concorrenza tra loro, viene il tuo a capo a dirti di farti la tessera. È una forma di pressione ben diversa, come quella che si aprì in Italia dal 1932 al 1933 e che culminò, nel 9 marzo 1937, con un Decreto che rendeva obbligatoria l'iscrizione al Partito Nazionale Fascista per i pubblici dipendenti. Sarebbe interessante, in periodi nei quali partiti unici vanno forte, a destra come a sinistra, per evitare di finire a un partito unico e basta, se qualche giornale magari facesse una radiografia dei dirigenti e del personale di GTT, non per violare la legge sulla privacy scoprendone l'orientamento politico, ma per trovare curiose coincidenze, quali per esempio quelle secondo cui potremmo, magari, scoprire - è un'ipotesi di scuola, per carità, sarei certamente smentito dai fatti - che la maggior parte di quelli che hanno fatto carriera dentro GTT hanno ben precisi collegamenti politici e soprattutto sindacali. Fuor di battuta, credo che le implicazioni non possano essere nascoste, Vicesindaco, né appellandosi a principi generali, né appellandosi ad una contestualizzazione molto ampia della situazione di GTT: all'inizio del suo intervento temevo che volesse spiegare i principi di funzionamento dei tram, perché è partito molto alla larga! Credo che lei abbia il dovere di mettersi nei panni non soltanto del cittadino, che deve ricevere un servizio da esperti e professionisti e non da agenti di propaganda, ma mettersi nei panni di quei dipendenti di GTT soggetti a queste continue pressioni, il cui diritto alla libertà anche di coscienza e di orientamento politico viene oggettivamente leso da una situazione ambientale estremamente difficile, nella quale sarebbe interessante venire a scoprire in dettaglio quali siano le forme di persuasione (non voglio dire "pressione") adottate dai due capifila per fare più tessere alle rispettive correnti. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Ravello. RAVELLO Roberto Sergio Trattandosi della discussione di un'interpellanza, sento il dovere di esprimere, da parte del mio Gruppo, lo stato di profonda insoddisfazione generato dalla risposta fornitaci dal Vicesindaco Dealessandri, la cui ragione mi sembra abbastanza semplice, ma proverò comunque a spiegarla. È emersa una situazione, secondo cui uno strumento della Pubblica Amministrazione, quale un'azienda partecipata, pare esser diventata (peraltro, non dietro denuncia della minoranza, bensì dietro la denuncia di uno stesso illustre membro del Partito Democratico in Piemonte) uno strumento di lotta e definizione di equilibri interni a un Partito che, in questa città, ha la possibilità non solo di amministrare, ma anche e soprattutto di gestire la spartizione e, quindi, di indicare chi andrà a ricoprire posti ed incarichi di sottogoverno all'interno delle aziende nelle quali la Città partecipa. Non mi posso dire soddisfatto, perché, a fronte di questo problema, non mi basta sentir dire, dal Vicesindaco della Città, che la Giunta - in particolare, attraverso lui stesso e l'Assessore Sestero - vigilerà e controllerà che non vi siano ricadute ed ulteriori devianze, rispetto ad un sistema che ci stiamo permettendo di criticare. Non mi posso dire soddisfatto, poiché, manifesto alla mano, leggo che il secondo tra i firmatari è l'Assessore all'Ambiente, avvocato Domenico Mangone; quindi, il ruolo di vigilanza dichiarato dal Vicesindaco viene automaticamente meno nel momento in cui, in calce all'appello, alla piattaforma programmatica di quest'Associazione culturale, "Democrazia, ambiente e mobilità", leggo il nome di uno stesso Assessore della Giunta, oltreché quello - ma è assolutamente legittimo - di un Consigliere Comunale e quello, un po' più preoccupante, dello stesso Presidente dell'Azienda. Poi, Assessore, vorrei segnalare che, già una settimana prima della presentazione di quest'interpellanza generale e precisamente il 19 marzo, fu il Gruppo di Alleanza Nazionale a presentare un'interrogazione per chiedere quali e quanti, tra i firmatari di questo documento, avessero avuto scatti, spostamenti o, magari, avessero fatto qualche balzo in avanti all'interno della pianta organica dell'Azienda, per capire se, effettivamente, all'interno di GTT si sia instaurato un sistema che vada a premiare non tanto gli amici quanto, soprattutto, gli intelligenti. In ragione di questo, attraverso un'interpellanza di cui stiamo aspettando la risposta, ci siamo portati avanti con il lavoro e abbiamo pensato di chiedere che cosa ne fosse stato, negli ultimi tempi, dei signori che hanno sottoscritto quest'appello. Non credo possano bastare, dunque, le motivazioni un po' deboli addotte in quest'Aula dalla Giunta, di fronte al nostro timore, ovvero quello che si sia dato respiro ad un'azienda a partecipazione pubblica, affinché al suo interno s'instaurasse un sistema - assolutamente deviato - nel quale, sulla base di adesione a manifesti programmatici di associazioni vicine a partiti, in particolare, di maggioranza di questa città, potesse venir meno il riconoscimento del merito, in favore di una semplice adesione di parte. Peraltro, cari Colleghi, si propongono obiettivi piuttosto ambiziosi, perché dovete sapere che l'Associazione "Democrazia, ambiente e mobilità" non chiede solamente di partecipare alle decisioni, di contribuire alle scelte sulla mobilità sostenibile in città, ma addirittura si propone di creare un grande e nuovo umanesimo, per cui, in questo senso, mi auguro che l'associazione riesca davvero nell'obiettivo, soprattutto dove molti altri, prima di lei, non ce l'hanno fatta. Perciò, chiederei un approfondimento, magari non in pubblico, ma tale da poter verificare, nome per nome e nel più breve tempo possibile, il destino di tutti questi signori all'interno dell'azienda; oltretutto, siccome l'hanno rivendicato loro stessi, orgogliosamente, in un documento che è pure pubblico, non credo si corra alcun rischio di violare la privacy di chicchessia, quindi, ritengo che non solo sia un nostro diritto, ma anche un suo preciso dovere, Assessore, quello di fornirci le informazioni. Infatti, è giusto fare chiarezza ed altresì giusto cercare di capire se, all'interno dell'azienda, a partecipazione pubblica, vigano ancora criteri che nel privato dovrebbero essere sacrosanti, come quello del merito, oppure se, ormai, ci si debba abituare ad un sistema nel quale sarà solamente l'appartenenza partitica (nemmeno quella politica o ideale) a determinare il futuro di ognuno di noi. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Carossa. CAROSSA Mario Vorrei ricollegarmi all'intervento del Consigliere Ravello, per dire al Vicesindaco (il quale prima ha detto "In futuro, vigileremo") che mi fa veramente specie che non sapeste nulla di tutte queste vicende. Poi, ringrazio il Consigliere Ventriglia, il quale ha letto quel documento del ventennio "famigerato" (naturalmente, non ho usato quest'aggettivo per battuta), ma perlomeno, allora, parlavano di operai "intelligenti", mentre ora parlate di "capitale umano", e devo dire che preferisco il termine "operai intelligenti" a quello attualmente in uso, perché una volta si pensava e si parlava degli operai, mentre adesso pensate e parlate di tutt'altro! Infatti - è inutile girarci intorno -, la questione è che si tratta di una partecipata, la quale è assolutamente infiltrata e naturalmente comandata da un determinato gruppo politico, ed il fatto che un dipendente si trovi di fronte un manifesto, i cui primi firmatari sono Guiati e l'Assessore della Città di Torino, Mangone, dice tutto! Come posso io, dipendente, che magari, per le mie capacità, vorrei provare ad andare avanti in quell'azienda, pensare anche solo lontanamente di non aderire ad un simile manifesto? Ci rendiamo conto, molto crudamente, che il discorso è solamente questo? Come si fa a dire diversamente? Stamattina ho presentato un esposto alla Procura della Repubblica, riguardante il fatto accaduto poco prima delle elezioni - l'ha accennato il Vicepresidente Coppola -, in cui un dipendente GTT ha portato dei volantini, del materiale del Partito Democratico, ad un convegno organizzato dal Partito Democratico stesso, e su questo deve indagare la Magistratura! Venerdì ho presentato un esposto alla Corte dei Conti, sempre in merito a tali vicende, e vi sono anche persone pronte a testimoniare! Non si può venire a dire, Vicesindaco, "Vigileremo... Controlleremo... Faremo...", perché - il fatto è questo - vi è un Partito, nella fattispecie una corrente del Partito Democratico, che cerca di occupare o ha già occupato una partecipata del Comune di Torino, ossia la GTT, e bisogna vedere di risolvere il problema adesso, non di vigilare domani, perché è assolutamente inaccettabile! Prendo davvero a cuore tali questioni, perché è al di fuori della mia cultura politica una simile occupazione dei posti di lavoro, soprattutto perché sono posti di lavoro pubblici e non privati, quindi, di tutti i cittadini, e non dovete scordarvelo, come invece riuscite a fare con troppa facilità! Non dovete pensare che i cittadini torinesi siano assolutamente ciechi; fortunatamente, i cittadini torinesi incominciano ad aprire gli occhi, a capire da chi siano governati, e queste sono solamente una spia del modo in cui governate la città di Torino! Ho detto tutto ciò che volevo, soprattutto - ripeto - con la carta, perché poi è anche giusto scrivere; quindi, chiedo e ho chiesto che la Magistratura indaghi su queste vicende, poiché è impensabile che la Magistratura non indaghi su fatti simili! CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Giorgis. GIORGIS Andrea Innanzitutto, devo ringraziare il Vicepresidente Coppola, perché, con onestà, ha esordito dicendo che, a questo punto, la discussione aveva qualcosa di surreale, e così è. Sinceramente, sono fra coloro i quali hanno preso atto del maggiore interesse per la questione relativa ai derivati, ma oggi siamo ugualmente a discutere, perché il nostro Regolamento ce lo impone, quindi, devo riconoscere l'onestà intellettuale del Vicepresidente, il quale ha detto: "Siamo qui a fare la nostra parte, a dire ciò che dobbiamo dire, ma, in realtà, non c'è niente di cui effettivamente discutere". Effettivamente, è così; insomma, siamo qui, costretti, e in quanto tale recito anch'io la mia parte senza sottrarmi, perché non vorrei mai essere accusato di aver temuto di svolgere il ruolo che ci si aspetta dal Gruppo del Partito Democratico, in quest'Aula. Perciò, farò subito una considerazione di carattere generale, molto banale, proprio ai limiti dell'inutilità, secondo cui un amministratore o dirigente pubblico, il quale faccia pubblica manifestazione di appartenenza politica, non per questo viene meno alla propria credibilità di amministratore pubblico. Non vorrei mai che si arrivasse all'opposto, cioè al punto in cui le tessere di partito, le iscrizioni, le manifestazioni di appartenenza dovessero rimanere rigorosamente celate, poiché sarebbe un passo indietro, anziché in avanti; insomma, non vorrei davvero che questi controlli sugli iscritti, questi controlli approfonditi su coloro i quali hanno aderito, questa "caccia alla tessera", diventasse un modo attraverso il quale, ad un atteggiamento sereno, pubblico e trasparente, facesse seguito invece un atteggiamento tutto discreto e riservato, dove ciascuno ha la tessera e continua ad averla, ma si guarda bene dal dichiararlo. Dico questo, perché la dichiarazione del Vicesindaco - quella per cui ha detto "Verificheremo, controlleremo, vigileremo" - non è stata così scontata, perché proprio questo è il punto, ovvero se, dalla manifestazione di pubblica appartenenza ad una forza politica, discenda una presunzione assoluta di parzialità. Questo è il punto. Allora, dalla dichiarazione pubblica di certe idee, c'è una presunzione assoluta di parzialità? Spero di no! Siccome non c'è e, semmai, la presunzione va ribaltata - è a carico di chi denuncia -, concludo il mio intervento invitando calorosamente l'opposizione a designare il Presidente della Commissione di Controllo della Gestione il più in fretta possibile, poiché esiste una Commissione che, statutariamente, deve proprio verificare il corretto uso delle funzioni pubbliche. Quindi, per cortesia, nominate in fretta il Presidente, vigilate e controllate, perché tutti ne avremmo giovamento. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Lonero. LONERO Giuseppe Penso di dover cominciare, affermando che non sono assolutamente d'accordo con quanto sostenuto dal Capogruppo Giorgis, relativamente al fatto che stasera non ci sarebbe nulla da discutere. Infatti, nel momento in cui si solleva una questione circa una lotta intestina fra i vertici di una società a capitale interamente pubblico, per accaparrarsi il maggior numero di tesserati ad un partito politico che - guarda caso - è quello che esprime proprio i vertici di quella società a capitale interamente pubblico, ebbene, secondo me, qualcosa da discutere c'è, se non altro, per far capire ai cittadini torinesi quale sia il modo con il quale quest'Amministrazione compie, ha compiuto e, se ne avrà la possibilità, continuerà a compiere le lottizzazioni all'interno di queste società a capitale interamente pubblico, che rappresentano un'istituzionalizzazione del clientelismo all'interno di queste società. Sappiamo che i consensi non si acquisiscono sempre con le buone idee ed i buoni programmi, ma anche attraverso legami di dare e avere, e questo è il malcostume che noi combattiamo e intendiamo continuare a combattere; perciò, ci alziamo in piedi e manifestiamo una grande soddisfazione, in quest'Aula, perché finalmente si comincia a parlare di questo anche in Sala Rossa, in modo tale che i cittadini torinesi possano venirne a conoscenza. Verrebbe da chiedersi - in questo, sono d'accordo con il Capogruppo Giorgis - che cosa la Commissione di Controllo della Gestione, attraverso un suo Presidente, caparbio, capace e volenteroso, se svolgesse al meglio il suo compito, riuscirebbe a scoprire all'interno delle altre società a capitale pubblico, di cui l'Amministrazione Comunale di Torino fa parte; poi, verrebbe anche da chiedersi che cosa vi sia da scoprire, a tale proposito, all'interno di AMIAT, di SAGAT, eccetera. Infatti, è difficile pensare che la conservazione del consenso, in questa città e provincia, derivi solamente dal fatto che vi siano buoni amministratori, buone idee o buoni programmi. Ormai siamo cresciuti, sappiamo che questo non è, come la vicenda GTT sta confermando, ed è ora che i cittadini torinesi aprano occhi e orecchie, che ascoltino e leggano, poiché il prossimo anno c'è un'importante scadenza elettorale per la Provincia e, magari, fra tre anni, questa città potrà avere un cambiamento di Amministrazione, che porti anche una nuova ventata all'interno delle società municipalizzate. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Goffi. GOFFI Alberto Non avrei voluto intervenire, Consigliere Giorgis, e non perché consideri inutile l'interpellanza, ma perché considero inutile il risultato che essa potrebbe conseguire, in quanto sono convinto che non cambierà nulla. Lei ha toccato un punto fondamentale, che mi ha portato ad intervenire, cioè la libertà dell'esercizio del diritto associativo. Infatti, il punto è questo: chi lavora alla GTT, oggi, è veramente libero di esercitare il diritto associativo? Francamente, credo che, di fronte ad un'indicazione del genere da parte dei vertici, il dipendente di una società pubblica sia condizionato nell'esercizio del proprio diritto associativo, e non so se si possa parlare di una presunzione assoluta, ma certamente si può parlare di una presunzione relativa, poiché è indiscusso ed indiscutibile che esista un condizionamento reale, legato o meno alla carriera, in ogni caso, esiste, e penso che ciascuna persona di buonsenso possa riconoscerlo. Perciò, ritornando all'utilità o meno dell'interpellanza, al di là degli aspetti giornalistici, il punto è proprio che cosa si possa fare. Il Vicesindaco ha parlato della vigilanza, ma, con simpatia, voglio dirgli che la vigilanza - futura o anche passata -, forse, può tamponare l'interpellanza, ma di fatto produce una prova diabolica, cioè - questo è il punto -, non riuscirà mai a dimostrare se l'esercizio del diritto associativo fosse condizionato o meno. Quindi, le strade serie possono essere solo due: in primo luogo, se ci è chiara l'esistenza di questo condizionamento, la rimozione dei vertici della GTT; in secondo luogo (questa è la soluzione che ho proposto nella mozione, che ci toglierebbe anche da questi fastidi), la cessione di quote di azioni pubbliche, cosicché questi problemi non abbiano più a verificarsi, in futuro. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Cantore. CANTORE Daniele Mi permetto di fare una battuta: c'è la richiesta pressante del Capogruppo Giorgis perché si nomini il nuovo Presidente della Commissione Controllo di Gestione; non vorrei che si volesse questo, con tutto il rispetto per il Consigliere Galasso, perché si pensa di portarlo di nuovo in maggioranza! Inoltre, Consigliere Giorgis, le dico che avrei detto al Vicepresidente di Commissione Tedesco che per domani non siamo pronti, ma avete un autorevole Vicepresidente del PD, quindi chi meglio di lei potrebbe iniziare l'opera di controllo che ha richiesto già in questi giorni? Di rimando mi permetto di fare un'altra sollecitazione (anche al Vicesindaco): se in GTT, invece, di avere due sezioni del PD, arrivaste ad averne una, probabilmente risolveremmo parte dei problemi dei quali stiamo parlando questa sera; con un'unica sezione si eviterebbe la corsa tra le due sezioni e, avendo due anime di provenienza diversa, probabilmente si eviterebbero questi problemi. Il Consigliere Giorgis ha portato una discussione forse surreale ad una discussione reale: il problema non è quello della trasparenza dell'iscrizione - ci mancherebbe -, ma capire se, a fronte di un numero elevato di iscrizioni al PD e di sottoscrizioni di manifesti, queste iscrizioni siano naturali o indotte. Non mi stupirei della seconda ipotesi, perché siamo a questo mondo da tanti anni, ma mi stupisco che non si faccia in modo che questo avvenga nella trasparenza e nella pubblicità, perché penso che non ci sia niente di male nell'iscrizione ad un partito, ma con la discrezione che questo deve comportare e che deve portare all'imparzialità nel ruolo professionale e nelle decisioni. Di questo siamo un po' meno convinti e penso che l'input del Consigliere Goffi sia da portare avanti, perché è necessario fare chiarezza all'interno e, forse, una diminuzione del peso specifico in alcune partecipate del Comune - non parlo in particolare di questa, ma delle partecipazioni in generale, perché potrei citarne alcune nelle quali il Comune potrebbe anche non esserci, ma è una posizione personale - eviterebbe anche questi problemi e questi incidenti di percorso. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Vicesindaco. DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco) Per quanto riguarda GTT, sappiamo tutti qual è la presenza interna, con variazioni nel tema, ma non in questi anni, dal punto di vista sia politico che sindacale e sia per numero di iscrizioni che per numero di partecipazioni. Prima delle elezioni credo che GTT abbia mandato una lettera a tutti i partiti chiedendo di limitare il numero dei rappresentanti di lista e degli scrutatori, perché nei giorni delle consultazioni elettorali penso che circa 800 persone abbiano svolto funzioni di questo tipo con impegno e civiltà. Questo è quanto GTT è storicamente e lo dice chi la conosce da diversi anni e faceva un altro mestiere. Non mi pare che dovessimo discutere di un'eventuale concorrenza tra i due, né vi era il problema di vigilare se questo condizioni l'Azienda in quanto tale, anche perché non credo che siano mai stati denunciati fatti di questo tipo. Credo che il livello di trasparenza con cui si gestiscono le aziende a Torino sia abbastanza noto; dal punto di vista degli indirizzi, discutiamo tutto ciò che si fa all'interno delle aziende. Per cui credo che non sia corretto addossare questioni di condizionamento, sapendo che la maggioranza nomina la maggioranza, che la minoranza siede nel Consiglio di Amministrazione delle più importanti aziende partecipate della Città e che si tratta di nomine di appartenenza. Che cosa dovremmo dire del fatto che in Italia, fra qualche tempo, avremo un Presidente del Consiglio che è anche capo di un'azienda e nominerà grandi aziende, il che di per sé è un condizionamento? Credo che questo non si possa dire né per gli uni né per gli altri e che si debbano verificare i fatti; vi è la disponibilità dei dirigenti nominati dal Consiglio e dal Sindaco e, da parte nostra, a rendere sempre trasparente ogni tipo di azione ed è questo lo spirito con il quale abbiamo lavorato in questi anni e lavoreremo nei prossimi mesi senza nessun timore. Per quanto riguarda la vigilanza, non mi riferivo ad un'eventuale situazione che potrebbe accadere, ma a quanto è stato fatto in passato e che penso dobbiamo continuare a fare, rendendo le nostre aziende consapevoli del fatto che svolgono un servizio per i cittadini e che, innanzitutto, devono rispondere innanzitutto agli indirizzi del Consiglio Comunale. COPPOLA Michele (Vicepresidente) L'interpellanza generale è discussa. |