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CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 200801829/02, presentata in data..., avente per oggetto: "Corpo di sciatteria municipale: Vigili 'coatti' in servizio permanente effettivo". CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola all'Assessore Borgogno. BORGOGNO Giuseppe (Assessore) L'interpellanza - esclusi tutti gli aspetti più di colore, anche divertenti, che contraddistinguono sempre le interpellanze del Consigliere Ventriglia - si riferisce essenzialmente a questioni che riguardano, oltre ad alcuni comportamenti, la cura della persona. Ho raccolto qualche dato e ho potuto verificare che il Comando ha fatto già alcune raccomandazioni. In particolare, attorno a questi argomenti, ce n'è una del 2002, che poi è stata reiterata, la n. 71, che raccomandando alcune norme, fa, però, rilevare, implicitamente, che nel Regolamento organico di servizio dei Vigili Urbani della Città di Torino del 1979, ci sono pochi aspetti su cui poter poggiare queste raccomandazioni. Questi aspetti, in particolare, riguardano l'articolo 7, lettera b), in cui è sancito il divieto di fumare in pubblico in momenti particolari di servizio, e l'articolo 22, in cui è disciplinato l'uso della divisa, vietando di apportare modifiche alla divisa o indossare oggetti o indumenti non in prescrizione. D'altra parte, sul piano formale, non aiuta, rispetto all'argomento in questione, nemmeno il codice di comportamento dei dipendenti pubblici. Tuttavia, ho potuto verificare che, nonostante queste assenze "normative", sono state fatte e vengono fatte regolarmente queste raccomandazioni (la prima delle quali, appunto, è la n. 71 del 2002) e sono queste le ragioni che negli ultimi mesi, tenuto conto che questo Regolamento è decisamente molto datato (1979), hanno portato il Comando, tra la fine dello scorso anno e l'inizio di questo, a lavorare alla completa revisione del Regolamento del Corpo di Polizia Municipale, prendendo in esame non solo questi aspetti, ma anche altri. Credo che si tratti di episodi non così frequenti che, comunque, non siano nel tono medio del comportamento della Polizia Municipale di Torino. Tuttavia, condotte di questo genere (ove possibile, cioè sulla base di quanto esiste oggi e sulla base di quanto esisterà con il nuovo Regolamento) vanno perseguite anche sul piano disciplinare. C'è, quindi, un lavoro per fare una revisione del Regolamento del Corpo di Polizia Municipale. Io, però, ripeto, credo che il tono medio del Corpo di Polizia Municipale di Torino sia decisamente più alto a che i casi non siano così diffusi. Ciò di cui ci siamo preoccupati in questi due anni è di fare in modo, pur con tutte le difficoltà del caso, che gli appartenenti alla Polizia Municipale di Torino lavorino il meglio possibile e nelle condizioni migliori possibili. Credo che il lavoro che abbiamo fatto in questi due anni abbia prodotto qualche risultato anche visibile: impiego concreto per avere più personale adibito ai servizi di istituto e meno al lavoro di ufficio. E' ovvio che tutto questo non mi porti a sottovalutare gli aspetti che sono citati nell'interpellanza. Sono aspetti che vanno considerati, registrati e modificati. Lo strumento per farlo è la revisione del Regolamento. In ogni caso, in attesa del nuovo Regolamento, che dovrà prendere in esame anche questi aspetti che non sono presenti nel vecchio Regolamento, quando ci sono gli elementi per farlo, credo che si debba intervenire anche nella situazione attuale. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Ventriglia. VENTRIGLIA Ferdinando Parto dalla traccia scritta di raccomandazioni. Come si insegna nell'esegesi delle fonti della Storia, quando si trovano delle raccomandazioni o delle prescrizioni reiterate, significa che il fenomeno esiste e che le prescrizioni non hanno un effetto apprezzabile, tant'è che vengono reiterate. Paradossalmente, la norma che proibisce, persegue, condanna o censura un comportamento è indice del fatto che quel comportamento c'è, è attivo e visibile. Quindi, mi rassicura poco che siano state emesse, perché significa che quanto citato nell'interpellanza che abbiamo presentato - che, per carità, pur con alcuni elementi di colore, riflette dati, aspetti, episodi e condotte effettivamente riscontrati - è ben presente al Comando. Se queste raccomandazioni ci sono state e se, come riferito, nelle more di un nuovo Regolamento dei Vigili queste condotte andrebbero, comunque, disincentivate e, dove si riproducessero, perseguite, verrebbe da chiedersi se il Comando abbia fatto queste cose. E' evidente che si tratti di una sparuta minoranza di persone che non hanno il senso compiuto del valore della loro presenza agli occhi dei cittadini e che compromettono, in pochi, quel sacrificio in più che fanno tutti gli altri appartenenti al Corpo di Polizia Municipale, così come fanno i nostri uscieri e i nostri dipendenti, che è quello di dedicare, per chi non ha attenzione per queste cose, un po' più di cura alla persona e di vestirsi in maniera un po' più scomoda di come si vorrebbe, mettendo un'uniforme. Però, sono comportamenti che, limitati a pochi, sono visibili e danno quel tipo di immagine che tende a riflettersi su tutto il Corpo. Quindi, se le raccomandazioni ci sono, sono giusto raccomandazioni, perché a queste non sono seguiti provvedimenti. Tra le figure umane di questo quadretto di Bosch in versione "Polizia Municipale", ho dimenticato di citare i Vigili col piercing, perché ho visto anche questo! Per carità, se è limitato a parti coperte dai vestiti, è un affare privato, se, però, si riflette su parti che sono esposte, ci si chiede se si ha di fronte una persona pronta per il party di Halloween, che dice "faccio il Vigile col piercing", invece che un agente di Polizia Municipale. Fuori di battuta, però, Assessore, temo che ci sia un ritardo nell'affrontare questi aspetti, un ritardo anche di tipo culturale, dovuto al fatto che quel Regolamento scaturisce da un periodo in cui, probabilmente, si reagiva con un eccessivo formalismo. Gli anni '70 sono un periodo di scardinamento di alcuni schemi, di alcuni linguaggi, di alcune impostazioni, ereditati... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Il piercing non c'era: si era abituati ad una Polizia Municipale diversa; quindi non mi sorprende - anzi, forse è un fatto di saggezza - il fatto che sia lasciato a prescrizioni molto ampie. Ciò che chiedo all'Assessore, vedendo che, per primo, ha riconosciuto il fatto che non si tratti di episodi inventati, ma di episodi che realmente esistono (tant'è che si riflettono nelle raccomandazioni) è che, nelle more del Regolamento, vigili sul piano organizzativo, esecutivo e disciplinare a che non si producano questi episodi, in modo tale che il Corpo di Polizia Municipale non abbia a trarne un danno agli occhi dei cittadini, per colpa di alcune persone alle quali tutto ciò che si chiede è uno sforzo minimo nella cura della persona, non per quello che sono nel privato, ma per quello che rappresentano agli occhi dei cittadini. Credo che, consentendo oggi alle Forze dell'Ordine di vestire in maniera disordinata, diamo un massaggio sbagliato, rispetto al valore che vogliamo restituire ed anche al rispetto per le Istituzioni. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) L'interpellanza è discussa. |