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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 7 Aprile 2008 ore 15,00
Paragrafo n. 4
INTERPELLANZA 2008-01511
"IL COMUNE DI TORINO E LE POLITICHE OCCUPAZIONALI DI SITAF" PRESENTATA DAI CONSIGLIERI COMUNALI CERUTTI E CASSANO IN DATA 14 MARZO 2008.
Interventi

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 200801511/02, presentata in data 14 marzo 2008, avente per oggetto:
"Il Comune di Torino e le politiche occupazionali di SITAF"

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola, per la risposta, al Vicesindaco.

DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco)
Come i Consiglieri sanno, la SITAF anni fa ha costituito delle Società di scopo per eseguire direttamente alcune attività ritenute strategiche dalla Società, come la manutenzione delle opere civili e degli impianti, l'ideazione ed il mantenimento dei portali termografici disposti all'imbocco del Frejus e del Monte Bianco, l'ideazione e mantenimento del centro di supervisione dell'autostrada.
Le Società citate nell'interpellanza in oggetto, possedute al 100% dalla SITAF, svolgono le loro attività in un rapporto interorganico con SITAF, che consente da, un lato, una gestione coerente con le finalità della Concessionaria e, dall'altro, una maggiore specializzazione ed efficienza del personale.
In tale scenario, quindi, l'allocazione nelle Società controllate di personale SITAF, e viceversa, non solo "non mette fuori mercato lavoratori del contratto autostradale" che anzi migliorano e finalizzano la loro formazione, ma consente inoltre, come già detto, un'ottimizzazione delle risorse ed una conseguente riduzione dei costi.
In particolare:
- il distacco temporaneo del personale SITALFA e non il trasferimento, che sotto il profilo contrattuale è, ovviamente, tutt'altra cosa, è stato concordato con le Organizzazioni Sindacali di categoria Edili con specifico accordo e ha consentito, tra l'altro, di salvaguardare le prospettive occupazionali della suddetta SITALFA (controllata al 100% da SITAF), nell'attuale situazione di drastica riduzione delle commesse. Le stesse Organizzazioni Sindacali hanno formalmente ribadito lo stretto legame con la sicurezza/viabilità che proviene dalla conoscenza della costruzione e della manutenzione;
- l'ipotesi di trasferimento di otto tecnici del settore impianti alla TECNOSITAF (controllata anch'essa al 100% da SITAF), legato sempre al processo di specializzazione ed ottimizzazione delle risorse e delle attività, consente a detto personale di partecipare attivamente al progetto di rinnovo di parte dell'impiantistica affidato a TECNOSITAF e, contestualmente, di essere, quindi, anche formati specificatamente sugli impianti che la SITAF, e quindi conseguentemente la TECNOSITAF, sarà chiamata a manutenere.
È infine opportuno precisare che, in un'ottica di condivisione di tali processi, l'ipotesi sopra descritta è stata inserita, come argomento di discussione, prima all'interno di un'ipotesi di accordo sottoscritto in data 25 febbraio 2008 da tutte le Organizzazioni Sindacali presenti in azienda e successivamente all'interno di un accordo sottoscritto dalle Organizzazioni Sindacali CISL, UIL e UNIONQUADRI in data 10 marzo 2008, con l'esclusione, quindi, dal punto di vista della siglatura di questo accordo del 25 febbraio, di CGIL, UGL e SLA.
Si era anche detto: "Le parti si impegnano a porre in essere tutto quanto in loro potere per addivenire, entro il 30 aprile 2008, ad una soluzione condivisa in relazione al trasferimento di personale tra le società controllate al 100% da SITAF, fermo restando le tutele del vigente CCNL.". Cioè, interpretandone in senso, è stato sostanzialmente rimandato il tema del trasferimento ad un'intesa quadra.
Le Organizzazioni Sindacali CGIL e UGL, non firmatarie dell'accordo, hanno proclamato uno sciopero il giorno 12 marzo. L'Organizzazione Sindacale SLA ha indetto un referendum, ma tutte e due le iniziative non hanno visto un'adesione particolarmente forte da parte del personale. Quindi, da parte della Direzione di SITAF, si ritiene che, al di là del fatto che l'accordo non è stato siglato da tutti, ci sia una condivisione sostanziale da parte dei lavoratori e che ci sia un problema da risolvere possibilmente con un accordo quadro che regolamenti i processi di trasferimento oppure, come invece si è detto nel primo caso, di distacco temporaneo.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Cerutti.

CERUTTI Monica
Ringrazio il Vicesindaco per la risposta.
È chiaro che il senso di questa interpellanza non è quello di entrare in dinamiche sindacali da parte del Consiglio Comunale, perché sappiamo che le competenze sono diverse, quindi, quanto compete ai Sindacati non compete sicuramente un organismo di controllo e di indirizzo quale è il Consiglio Comunale.
Ho registrato con attenzione i particolari riportati dal Vicesindaco. A me risultano alcuni dati un po' diversi, soprattutto rispetto a questa condivisione da parte dei lavoratori su questo tipo di spostamenti, così come mi risulta che lo sciopero del 12 marzo abbia avuto un'ampissima partecipazione. Avremo modo di approfondire in seguito. Tra l'altro, oggi abbiamo anche la deliberazione sui patti parasociali, nella quale il Vicesindaco si è impegnato e ha presentato un emendamento nell'obiettivo di continuare a seguire anche l'aspetto occupazionale, mantenendone i livelli.
La nostra preoccupazione riguarda il fatto che, se verranno mantenuti i livelli occupazionali, vi possano essere questi trasferimenti che rendano i lavoratori più deboli e fuori mercato. A questo punto, avendo informazioni diverse, proverei ancora ad approfondire la questione dal nostro punto di vista; dopodiché, ci riserviamo di capire come vada il lavoro all'interno del patto parasociale e di comprendere meglio come sia possibile dare un nostro indirizzo, come soggetto pubblico. Infatti, il senso di questa interpellanza è quello di non voler interferire nella contrattazione sindacale, ma dare un senso al fatto che se SITAF è ancora a maggioranza pubblica (in particolare, la Città di Torino ne possiede il 10,6%, e, con Provincia e ANAS, abbiamo un 51% delle azioni), allora noi riteniamo che anche le politiche occupazionali debbano risentire del fatto che esista una maggioranza pubblica e, in questo senso, perciò dovremmo avere un'attenzione, oltre che al servizio offerto, oltre che alle tariffe, anche all'occupazione utilizzata.
Quindi, questi passaggi, da una controllata all'altra, che, in qualche modo, comunque, non sembrano abbassare i reali costi dell'azienda e, invece, abbiano come risultato quello di mettere fuori mercato i lavoratori, credo che non vadano nella direzione di un'azienda a maggioranza pubblica.
Adesso il Consigliere Cassano interverrà per la sua parte, ma io, a questo punto, non chiederei di approfondire l'interpellanza in Commissione. Ci riserviamo, però, di capire successivamente come si proceda rispetto anche al patto parasociale e quali siano le evoluzioni, ripetendo che non ci sembra che esista questa condivisione da parte dei lavoratori di questi trasferimenti, infatti lo sciopero ha avuto un buon risultato, quindi, logicamente, vorremmo poi verificare quali potranno essere i contenuti dell'accordo quadro.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Cassano.

CASSANO Luca
Ringrazio l'Assessore per le risposte forniteci, però, credo che, come ricordava il Consigliere Cerutti (che ringrazio, per la prima parte della discussione dell'interpellanza), la valutazione degli esiti di uno sciopero e di un referendum non competa all'Amministrazione Comunale, tanto più che la domanda sull'effettiva riuscita dello sciopero (peraltro, ci risulta che esso abbia avuto una buona adesione da parte dei lavoratori) non era inserita fra i quesiti dell'interpellanza.
Sicuramente, l'Assessore non è il diretto responsabile di questi processi, ma, dalle sue risposte (forse, per mia disattenzione), non riesco a cogliere la motivazione preminente e reale per la quale vengano attivati questi processi di terziarizzazione; sicuramente, però, nascono due preoccupazioni, sia rispetto alla natura economica del trattamento sottoposto a questi lavoratori, sia rispetto alla loro classificazione contrattuale, posto che il contratto di partenza ricada fra le categorie di lavori usuranti, quindi, sarebbe interessante capire se, nella nuova tipologia contrattuale, vi sia un'indennità legata alla tipologia di lavoro, non facilissimo e sicuramente a rischio, che li faccia rientrare nelle categorie di lavoratori impegnati in mansioni usuranti, determinanti anche ai fini della maturazione dei benefici pensionistici.
Come diceva il Consigliere Cerutti, in generale, i processi di esternalizzazione e di terziarizzazione delle aziende partecipate hanno spesso prodotto, anche in questa città, un evidente peggioramento delle condizioni dei lavoratori e un controllo sempre meno stringente da parte del Comune stesso, il quale riveste un ruolo non secondario nel mantenimento, sia dei livelli occupazionali, sia della qualità del lavoro somministrato da parte delle aziende controllate o partecipate del Comune.
Certamente, l'attenzione da parte dell'Amministrazione deve rimanere alta, tanto più che si tratta di un'azienda (oggi, peraltro, il Consiglio Comunale tratterà un argomento collegato) che sta attraversando una fase di riassetto, dal punto di vista azionario, non indifferente per quanto riguarda il ruolo del Comune di Torino.
Nelle prossime settimane, valuteremo come approfondire la situazione dei lavoratori ed anche come procedere.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Vicesindaco, per la replica.

DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco)
Le motivazioni di questi processi vanno ricercate nella drastica riduzione delle commesse, per la parte riguardante l'edilizia, mentre l'altra parte è legata al fatto che si sta avviando un progetto di rinnovo dell'impiantistica, per il quale avranno bisogno di otto tecnici, se ho capito bene la risposta ricevuta, che si dovranno poi occupare della manutenzione.
Da parte mia, posso prenderne atto, ma vorrei anche fare un approfondimento, perché è evidente che i trasferimenti di società controllate (a maggior ragione se si detiene il 100%) hanno senso, sia nel caso di operazioni di specializzazione (come per i tecnici), sia nel caso di problemi occupazionali.
Nella mia carriera, per quanto riguarda il problema occupazionale, ho sempre cercato un accordo di gruppo; ovvero, prima di assumere provvedimenti quali riduzioni del personale o collocazione in cassa integrazione, ho sempre verificato se la società controllata avesse o meno la capacità di assorbire queste persone, e credo che, solitamente, tutti i lavoratori siano d'accordo su un'ipotesi di questo genere.
Quindi, prima dell'incontro con la SITAF, vorrei fare un approfondimento anche informale con le Organizzazioni Sindacali, in modo da capire se il problema sia rappresentato dalla regolamentazione di questa materia e, qualora lo fosse, penso che sarebbe meglio regolamentarla al più presto ed affrontarla altrettanto rapidamente fra le parti; a quel punto, si potrà pure affrontare la discussione sul caso singolo, ma inserito in un quadro già concordato.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
L'interpellanza è discussa.
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