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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 7 Aprile 2008 ore 15,00
Paragrafo n. 23
DELIBERAZIONE (Giunta: proposta e urgenza) 2008-00551
SALVAGUARDIE E GARANZIE A FAVORE DEI GIOVANI CHE INTENDANO ACQUISTARE UN ALLOGGIO ATTRAVERSO L'ACCENSIONE DI UN MUTUO.
Interventi

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
Riprendiamo l'esame della seguente proposta di deliberazione n. mecc. 200800551/104, presentata dalla Giunta Comunale in data 12 febbraio 2008, avente per oggetto:
"Salvaguardie e garanzie a favore dei giovani che intendano acquistare un alloggio attraverso l'accensione di un mutuo"

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
Passiamo all'analisi dell'emendamento n. 1.
L'originale dell'emendamento n. 1 è inserito nel presente verbale all'appendice degli emendamenti respinti, codificato con il n. .
La parola al Consigliere Ravello, per l'illustrazione.

RAVELLO Roberto Sergio
Questo emendamento chiede che sia modificata la deliberazione nel passaggio ove si prevede l'intervento del Comune, quindi il passaggio di proprietà dall'acquirente al Comune dopo i primi 10 anni.
Chiediamo che si dia un tempo maggiore, fino a 20 anni, per verificare che chi ha acceso un mutuo per l'acquisto dell'immobile, non possa più pagarne le rate.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola all'Assessore Tricarico.

TRICARICO Roberto (Assessore)
Al di là dei ruoli che oggi ci trovano contrapposti (maggioranza e il Gruppo di opposizione del Consigliere Ravello), consideriamo lodevole l'intento di prolungare fino a 20 anni la possibilità di garantire il giovane che intende accedere alla proprietà della prima casa. Tuttavia, per ragioni di Bilancio e, soprattutto, per non appesantire troppo l'impegno dell'Amministrazione nei confronti del sistema con il quale intendiamo trattare per raggiungere un rateo conveniente, pensiamo che il limite di 10 anni sia sufficiente, perché ricordiamo che, essendo un rateo a tasso fisso, è nei primi 10 anni la parte in cui gli interessi incidono maggiormente.
Pertanto, il parere della Giunta è negativo.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 1:
presenti 36, favorevoli 7, contrari 29.
L'emendamento n. 1 è respinto.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
Passiamo all'analisi dell'emendamento n. 2.
L'originale dell'emendamento n. 2 è inserito nel presente verbale all'appendice degli emendamenti respinti, codificato con il n. .
C'è un parere sfavorevole sulla regolarità tecnica, per assenza di copertura finanziaria: "Le misure di cui alla deliberazione in oggetto sono finanziate con fondi ricevuti dalla vendita del patrimonio ERP, ai sensi della Legge n. 560 del 1993 e sono vincolati all'inserimento nel patrimonio di ERP stesso (attraverso nuove costruzioni o acquisto di immobili), oppure alla manutenzione straordinaria sul patrimonio esistente. L'eventuale concessione a riscatto a favore del mutuatario inadempiente dell'immobile acquisito dal Comune escluderebbe la possibilità di utilizzare i fondi di cui alla citata Legge n. 560 del 1993 e presupporrebbe ricorso a fondi propri del Comune attualmente non presenti sui relativi capitoli di Bilancio.".
Questa è la motivazione legata al parere sfavorevole.
La parola al Consigliere Ravello.

RAVELLO Roberto Sergio
So bene che l'Assessore conosce le ragioni che ci hanno spinto alla presentazione di questo emendamento, per cui non ruberò troppo tempo. Affinché rimanga agli atti, vorrei spiegare al Consiglio quale sia lo spirito con il quale abbiamo presentato questo emendamento.
Questo spirito nasce da una esigenza, da una spinta che non sbaglio (sono sicuro di non sbagliare) a definire anche culturale del nostro ambiente e del nostro partito, quella secondo la quale sarebbe bene che dall'ottica e dal principio, quasi fine a se stesso, del diritto alla casa si facesse un salto in avanti e si aprissero gli occhi di fronte alla possibilità di trasformarlo in diritto alla proprietà di una casa.
Questo per garantire la stabilità, per permettere in particolare al giovane, che è il soggetto al quale questa deliberazione si rivolge, di poter trasformare ciò che altrimenti sarebbe un canone a fondo perduto per il pagamento di un affitto in un versamento per poter poi, una volta raggiunto il valore dell'immobile periziato dai Civici Uffici Tecnici, permetterne il riscatto.
Ripeto, l'Assessore già più di una volta, con la consueta disponibilità, ci ha spiegato le ragioni che impediscono un passaggio di questo tipo (e sarà poi chiarito con la mozione di accompagnamento che illustrerò tra breve), ma crediamo che comunque resti in piedi la necessità di intervenire in quest'ottica e in questa direzione.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola all'Assessore Tricarico.

TRICARICO Roberto (Assessore)
Quest'emendamento, così come altri presentati dal Gruppo di Alleanza Nazionale, configura un impianto ulteriore rispetto a quello contenuto nel provvedimento; sostanzialmente, si vorrebbe spingere oltre il senso di questa proposta di deliberazione, fino al punto di consentire comunque al giovane la permanenza nella propria abitazione anche nel caso d'inadempienza, che sarebbe poi sostituita, con il riconoscimento del canone a riscatto.
Tuttavia, questa formula, che eventualmente potremmo prendere in considerazione, non può oggi essere oggetto di un parere amministrativo favorevole; so, però, che è stata presentata una mozione di accompagnamento a questa deliberazione che chiede le necessarie modifiche legislative.
È evidente che, nel momento in cui respingiamo questo emendamento (e gli altri che si presentano nella medesima forma), siamo invece favorevoli alla proposta di mozione proposta dal Consigliere Ravello e dal Gruppo di Alleanza Nazionale.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
L'emendamento ha i pareri sfavorevoli sulla regolarità tecnica e contabile.
Il parere della Giunta è negativo.
Pongo in votazione l'emendamento n. 2:
(respinto con il medesimo esito dell'emendamento n. 1).

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
L'emendamento n. 3, presentato dagli Assessori Levi e Tricarico, recita:

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 3:
presenti 37, favorevoli 35, astenuti 1, contrari 1.
L'emendamento n. 3 è approvato.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
Passiamo all'analisi dell'emendamento n. 4.
L'originale dell'emendamento n. 4 è inserito nel presente verbale all'appendice degli emendamenti respinti, codificato con il n. .
Qual è il parere della Giunta?

TRICARICO Roberto (Assessore)
Il parere della Giunta è negativo.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 4:
presenti 35, contrari 32, favorevoli 2, astenuto 1.
L'emendamento n. 4 è respinto.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
Passiamo all'analisi dell'emendamento n. 5.
L'originale dell'emendamento n. 5 è inserito nel presente verbale all'appendice degli emendamenti respinti, codificato con il n. .
Il parere della Giunta è negativo.
Pongo in votazione l'emendamento n. 5:
(respinto con il medesimo esito)

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
Passiamo all'analisi dell'emendamento n. 6.
L'originale dell'emendamento n. 6 è inserito nel presente verbale all'appendice degli emendamenti respinti, codificato con il n. .
Qual è il parere della Giunta?

TRICARICO Roberto (Assessore)
Il parere della Giunta è negativo.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
Pongo in votazione l'emendamento n. 6:
(respinto con il medesimo esito)

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
Passiamo all'analisi dell'emendamento n. 7.
L'originale dell'emendamento n. 7 è inserito nel presente verbale all'appendice degli emendamenti respinti, codificato con il n. .
Il parere della Giunta è negativo.
Pongo in votazione l'emendamento n. 7:
(respinto con il medesimo esito)

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
Passiamo all'analisi dell'emendamento n. 8.
L'originale dell'emendamento n. 8 è inserito nel presente verbale all'appendice degli emendamenti respinti, codificato con il n. .
Anche questo emendamento ha i pareri sfavorevoli sulla regolarità tecnica e contabile.
Il parere della Giunta è negativo.
Pongo in votazione l'emendamento n. 8:
(respinto con il medesimo esito)

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
L'emendamento n. 9, presentato dal Consigliere Lonero, è identico all'emendamento n. 10, presentato dal Consigliere Carossa.
Li trattiamo congiuntamente, con votazioni separate.
La parola al Consigliere Lonero.

LONERO Giuseppe
Credo che lo scopo di questo emendamento sia facilmente comprensibile: tende a ribadire quello che, a nostro avviso, come Partito La Destra, dev'essere un criterio generale, cioè favorire i cittadini italiani, laddove si spendono risorse pubbliche, prima di ogni altro cittadino.
Di conseguenza, abbiamo proposto di lasciare, come requisito per l'accesso ai benefici, la dicitura "cittadinanza italiana", rinunciando a tutte le altre possibilità.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Carossa.

CAROSSA Mario
Come ho già detto in Commissione, ribadisco che si tratta di una deliberazione valida; tuttavia, come giustamente riferito dall'Assessore, è anche una deliberazione di sperimentazione: per questo motivo, come Lega Nord, ho presentato quest'emendamento, che discutiamo a quello proposto dal Consigliere de La Destra Lonero. Trattandosi, infatti, di una deliberazione sperimentale, ritenevo che fosse più giusto e corretto agevolare al massimo i giovani italiani, e soltanto gli italiani.
I fondi sono limitati, le risorse sono sempre più limitate (ma non devo dirlo io): per questo ritenevo che fosse corretto, in una deliberazione che - ribadisco - ritengo valida, agevolare solamente i giovani italiani. Naturalmente, questo non comportava l'esclusione a priori di qualsiasi altro giovane: per me sarebbe stato molto più valido prevedere di fare una deliberazione soltanto per i giovani italiani e, solamente nel caso in cui non si fosse raggiunto il numero sufficiente di richieste nel bando da parte di giovani italiani, dare la possibilità di accesso anche ai giovani provenienti da altri Paesi, compresi i Paesi extracomunitari.
Mi sembrava, e mi sembra, un discorso assolutamente normale, tipico del buon padre di famiglia: mi permetta, Assessore, ma il buon padre, prima, valuta se ha la possibilità di spendere per i propri figli, e dopo, se gli rimangono dei soldi, aiuta anche gli estranei alla propria famiglia.
Mi sembra una questione di buon senso, non razzistica, anche se ritengo che non sarà accettata dalla maggioranza.
Le differenze esistenti tra la maggioranza ed una parte dell'opposizione sono anche queste. Per me, sono differenze fondamentali.
Credo che, più andrà avanti il discorso dei fondi limitati, più i torinesi (e non solo loro) si accorgeranno di avere bisogno di amministratori che, da buoni padri di famiglia, prima pensino ai figli propri e, poi, soltanto nell'eventualità che rimanga qualcosa, ai figli che provengono da altri Stati.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
Qual è il parere della Giunta?

TRICARICO Roberto (Assessore)
Il parere della Giunta è negativo, sia sull'emendamento n. 9, sia sull'emendamento n. 10.
Per quanto riguarda l'emendamento n. 11...

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
Lo trattiamo dopo.

TRICARICO Roberto (Assessore)
L'emendamento n. 11 ci aiuta a capire perché diamo parere negativo all'emendamento n. 9 e all'emendamento n. 10.
L'emendamento n. 11 è stato oggetto di una discussione in Commissione.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
Assessore, mi scusi se l'interrompo.
Consigliere Grimaldi, lei è così bravo a rimproverare la Presidenza ogni volta che la Presidenza si distrae: mi regala il piacere di rimproverarla adesso, che fa amabilmente i fatti suoi? Grazie.

TRICARICO Roberto (Assessore)
Infatti, in quella sede, ci è stato chiesto d'introdurre la carta di soggiorno, anziché il permesso di soggiorno, quale titolo per partecipare, se straniero, a questo bando.
La carta di soggiorno restringe enormemente il campo degli stranieri che possono partecipare al bando, ma, soprattutto, facendo riferimento ad un lungo periodo di permanenza nel nostro Paese, viene rilasciata a persone che, lavorando, attraverso il pagamento delle tasse e dei diversi tributi concorrono a formare le risorse comunali messe in campo per sostenere questo genere di provvedimenti.
Quindi, ci sembra doveroso permettere che quanti partecipano con il pagamento delle tasse, attraverso il proprio lavoro, con le trattenute dell'IRPEF, possano beneficiare di eventuali provvedimenti di tale natura.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
Non essendoci altre richieste d'intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 9:
presenti 38, contrari 32, favorevoli 6.
L'emendamento n. 9 è respinto.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
Passiamo all'analisi dell'emendamento n. 10, che era identico all'emendamento n. 9 e che abbiamo trattato congiuntamente.
L'originale dell'emendamento n. 10 è inserito nel presente verbale all'appendice degli emendamenti respinti, codificato con il n. .
Non essendoci richieste d'intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 10.
L'emendamento n. 10 è respinto con lo stesso esito del precedente.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
L'emendamento n. 11, presentato dall'Assessore Tricarico, recita:

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
L'emendamento è già stato illustrato dal precedente intervento dell'Assessore.
Non essendoci richieste d'intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 11:
presenti 35, favorevoli 31, astenuti 4.
L'emendamento n. 11 è approvato.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
Per quanto riguarda l'emendamento n. 12, ha chiesto la parola il Consigliere Ravello.

RAVELLO Roberto Sergio
Ritengo doveroso spendere pochi secondi per illustrarlo, poiché il contenuto è sostanzialmente identico a quello precedentemente discusso e appena approvato, per il quale ringrazio l'Assessore, perché ha effettivamente raccolto nostre istanze presentate in Commissione.
Vorrei soltanto far presente che potrei definirlo prosaicamente un "emendamento paracadute", nel senso che la priorità, anche a nostro avviso e non solo dei Gruppi della Lega Nord e del Consigliere Angeleri, restava e resta quella di garantire formule che facilitino i cittadini italiani all'accesso a questa serie di misure.
Non essendo stato approvato l'emendamento precedente, che, nel caso, avrebbe comportato la decadenza stessa dell'emendamento, abbiamo voluto premunirci predisponendo quest'emendamento paracadute, prevedendo quindi una misura che garantisse la residenza stabile sul nostro territorio, quantomeno, ai cittadini stranieri.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
In realtà, il Consigliere Ravello si riferiva all'emendamento n. 9 e non al precedente, che era il n. 11, peraltro, approvato dall'Aula.
Perciò, Consigliere, ritira l'emendamento n. 12?

RAVELLO Roberto Sergio
Sì, Presidente.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
L'emendamento n. 12 è ritirato.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
Passiamo all'analisi dell'emendamento n. 13.
L'originale dell'emendamento n. 13 è inserito nel presente verbale all'appendice degli emendamenti respinti, codificato con il n. .
Il parere tecnico è sfavorevole, in quanto "potrebbero non ricorrere i requisiti previsti dalla Legge n. 46/1995 per l'accesso all'ERP indispensabili per la concessione in locazione dell'alloggio in caso di subentro da parte del Comune".
La parola al Consigliere Ravello, per l'illustrazione.

RAVELLO Roberto Sergio
Con quest'emendamento, chiediamo semplicemente che, al punto 5, nella parte relativa ai requisiti per l'accesso ai benefici previsti dalla deliberazione, laddove si prevede la non titolarità dei diritti di proprietà, usufrutto, eccetera, venga aggiunto che la non titolarità è prevista a titolo esclusivo dal partecipante al bando, e non più genericamente.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
Qual è il parere della Giunta?

TRICARICO Roberto (Assessore)
Il parere della Giunta è negativo, per ragioni tecniche.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
Non essendoci altre richieste d'intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 13:
presenti 38, favorevoli 6, contrari 32.
L'emendamento n. 13 è respinto.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
L'emendamento n. 14, presentato dall'Assessore Tricarico, recita:

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Angeleri.

ANGELERI Antonello
Ringrazio l'Assessore, il quale ha accolto questa fra le varie sollecitazioni ricevute e ha presentato l'emendamento come Giunta.
Siccome esso fa riferimento ad una rendita catastale molto bassa - l'Assessore sa bene che l'abbiamo sperimentato diverse volte, in Commissione Emergenza Abitativa -, succede che molte persone non siano destinatarie di un alloggio di ERP, perché magari comproprietarie di un rudere nel territorio italiano.
Ritengo che ciò non sia equo, come abbiamo già detto in Commissione, quindi, ringrazio l'Assessore per aver accolto la sollecitazione.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Non essendoci altre richieste d'intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 14:
presenti 33, favorevoli 33.
L'emendamento n. 14 è approvato.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
Per quanto riguarda l'emendamento n. 15, è decaduto, in quanto approvato l'emendamento n. 14.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
L'emendamento n. 16, presentato dall'Assessore Tricarico, recita:

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola all'Assessore Tricarico.

TRICARICO Roberto (Assessore)
Per gli Uffici, volevo precisare che nell'emendamento n. 16 c'è scritto "sostituire il punto 6", ma è evidente che, per ragioni che si possono facilmente intuire, si intende "sostituire al punto 6".

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 16:
presenti 34, favorevoli 32, astenuti 2.
L'emendamento n. 16 è approvato.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Passiamo all'analisi dell'emendamento n. 17.
L'originale dell'emendamento n. 17 è inserito nel presente verbale all'appendice degli emendamenti respinti, codificato con il n. .
La parola al Consigliere Lonero.

LONERO Giuseppe
Presidente, anche per questo emendamento l'obiettivo è rimarcare alcune proposte politiche che, come partito, sosteniamo e ribadiamo anche in questo consesso.
Riteniamo che, per quanto riguarda tutti i benefici, laddove si parli di coppie, sia bene specificare che per coppie si debba intendere un'unione formata da un uomo ed una donna.
Per quanto riguarda il caso specifico, quindi, chiediamo che dopo il termine "coppie" sia aggiunto il termine "eterosessuale", perché, così come ribadito dalla Costituzione, riteniamo che la coppia debba essere composta da due persone di genere diverso.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Qual è il parere della Giunta?

TRICARICO Roberto (Assessore)
Il parere della Giunta è negativo.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 17
presenti 36, favorevoli 5, astenuti 1, contrari 30.
L'emendamento n. 17 è respinto.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Passiamo all'analisi dell'emendamento n. 18.
L'originale dell'emendamento n. 18 è inserito nel presente verbale all'appendice degli emendamenti respinti, codificato con il n. .
La parola al Consigliere Ravello.

RAVELLO Roberto Sergio
Il senso e lo scopo di questo emendamento sono identici a quelli dell'emendamento precedente; cambia solo l'utilizzo dei termini.
Vorrei rubarvi pochi secondi per motivare la presentazione di un emendamento con il quale si chiede che, nell'individuazione della rosa di requisiti necessari per l'accesso, si consideri al pari di tutti gli altri il fatto che, in caso di coppie, queste siano composte da individui di sesso diverso. Non lo chiediamo semplicemente per mettere un dito nella piaga di questo centrosinistra torinese che, anche di recente, si è trovato a dover discutere su alcuni modi ed alcune differenze di vedute, tra componenti della stessa Giunta, sulla necessità di predisporre misure che facilitino ed incentivino coppie che siano fertili. Non chiediamo tanto, ma non vorremmo nemmeno riporre in essere le condizioni che, proprio pochi giorni fa, hanno portato ad un confronto molto acceso in sede di IV Commissione.
Chiediamo solo che si tenga in considerazione che al concetto di abitazione è legato, credo a doppio filo, il concetto di famiglia e che, proprio per assecondare il principio secondo cui è necessario intervenire non solo per favorire le giovani generazioni, ma soprattutto per favorire il ricambio generazionale in una città ed in una Nazione che sta sempre più invecchiando, si consideri un punto di merito per i nuclei familiari composti da un uomo ed una donna, senza escludere necessariamente altre tipologie di coppie. Questo credo che sia non tanto un ragionamento politico, quanto un ragionamento di buonsenso, che mi aspetto che la Giunta possa prendere nella giusta considerazione.
In conclusione, vorrei aggiungere che questa proposta nasce anche dagli ultimi slanci scaturiti da un illustre candidato del Partito Democratico, il Generale Del Vecchio, che credo abbia una concezione identica alla nostra sulla necessità di favorire misure atte a sostenere la famiglia.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Centillo.

CENTILLO Maria Lucia
Non voglio cadere in nessuna provocazione data dall'ultimo intervento, ma voglio solo ribadire il dibattito che c'è stato in sede di Commissione e i riferimenti alla nostra Costituzione ed anche allo Statuto della Città che, relativamente ad ogni genere di discriminazione, ci mettono nelle condizioni di superarla, perché il nostro mandato di Amministratori consiste anche nel non accettare alcun tipo di discriminazione.
In questa direzione, ricordo al Consigliere Lonero che non mi risulta che la Costituzione parli di coppia eterosessuale, ma di famiglia e nella proposta di deliberazione è specificato... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Presidente, non solo il Consigliere confonde la famiglia con la coppia...

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Consigliere Lonero, la invito a non interrompere il Consigliere Centillo! (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Consigliere Lonero, non le consento... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Per cortesia, Consigliere Lonero, vuole interrompersi? (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Consigliere Lonero, la invito a tacere, altrimenti sarò costretto ad un richiamo formale! (INTERVENTO FUORI MICROFONO).

CENTILLO Maria Lucia
Presidente, mi pare che l'intervento si qualifichi da solo nei toni e nel metodo!

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Consigliere Lonero, la richiamo formalmente! (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Secondo richiamo formale. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Vuole allontanarsi dall'Aula?

CENTILLO Maria Lucia
Presidente, se il Consigliere non mi lascia parlare, abbandono l'Aula.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Consigliere Centillo, non è lei che deve allontanarsi dall'Aula. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Consigliere Lonero, per favore!
La parola al Consigliere Centillo.

CENTILLO Maria Lucia
Richiamo tutti i Consiglieri al rispetto del nostro Statuto e della Costituzione Italiana.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Ricordo che il parere della Giunta è negativo.
Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 18:
Presenti 35, contrari 29, favorevoli 5.
L'emendamento è respinto.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
L'emendamento n. 19, presentato dall'Assessore Tricarico, recita:

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Angeleri.

ANGELERI Antonello
Tra tante cose che si sentono in quest'Aula che, ovviamente - mi riferisco all'emendamento precedente -, non possono vederci favorevoli, ringrazio l'Assessore per avere accettato ancora una vota una delle nostre sollecitazioni, volte verso una direzione comune, ormai, a tutte le banche; ovvero, quella di finanziare totalmente il costo dell'acquisto della prima casa, piuttosto che, com'era consuetudine, non più dell'80% dell'importo complessivo - che, in questo caso, con l'approvazione dell'emendamento, verrebbe meno.
Noi voteremo favorevolmente, perché abbiamo segnalato la cosa in Commissione e ci fa piacere che la Giunta e l'Assessore abbiano accolto favorevolmente la nostra proposta.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Ravello.

RAVELLO Roberto Sergio
Non si può negare che, anche in questo caso, Assessore, resta - ma lo dirò poi meglio nella dichiarazione di voto - una deliberazione monca in quanto è venuta meno, anche da parte della Giunta, la consapevolezza di voler favorire il riferimento all'emendamento precedente, quello sulle coppie eterosessuali, che voleva favorire alcune persone piuttosto che altre. Questo fa sì che la deliberazione resti monca; però, non si può non riconoscere che, in questo caso - non sarebbe la prima volta e ne prendiamo atto con sincera soddisfazione -, lei abbia raccolto alcune delle nostre sollecitazioni; pertanto, voteremo a favore di questo emendamento.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Giorgis.

GIORGIS Andrea
Mi aggiungo per ultimo, all'apprezzamento per il lavoro dell'Assessore.
Del resto, mi sembra che la Commissione, tutta insieme, abbia segnalato l'opportunità di questo emendamento che la Giunta, come già in altre occasioni, di fronte ad una Commissione che vedeva più forze politiche richiedere integrazioni, accorgimenti e correzioni, li ha recepiti. Un ringraziamento, quindi, all'Assessore, per questo emendamento e colgo l'occasione anche per sottolineare la fermezza con la quale ha resistito a questa ondata omofobica che, in quest'Aula, è stata trattata con leggerezza.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 19:
presenti 31, favorevoli 31.
L'emendamento è approvato.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
L'emendamento n. 20 decade, in quanto è stato approvato l'emendamento n. 19.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
L'emendamento n. 21, presentato dai Consiglieri Ghiglia e Ravello, recita:

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Ravello, per l'illustrazione.

RAVELLO Roberto Sergio
Chiederei un po' di attenzione su questo passaggio, perché tra le caratteristiche del mutuo che potranno permettere al richiedente di accedere ai benefici di questa proposta di deliberazione, viene considerata, come percentuale di incidenza del mutuo, rispetto al reddito, la quota del 40%.
Guardi, sono pronto ad un dibattito costruttivo, però, abbiamo ritenuto che, oggi come oggi, in particolare, considerate le caratteristiche dei richiedenti che, molto spesso, sono persone giovani, senza particolari certezze economiche, né professionali - parliamo, magari, di lavoratori atipici e non penso di poterlo escludere, anzi - chiediamo che l'incidenza del rateo sul reddito sia ridotta al 30%; questo perché, oggi, credo sia abbastanza frequente che il rateo del mutuo incida in maniera particolarmente significativa su un reddito e, nel caso di redditi non certi e, soprattutto, non particolarmente elevati, l'incidenza del 40%, a mio avviso, diventa abbastanza naturale. Diventa forse, ancora di più eccezionale, vista l'evoluzione del sistema socio-economico attuale, il fatto che il mutuo possa incidere sino al 30%.
Spero di essermi spiegato, Assessore. Noi chiediamo semplicemente che si allarghino un po' le maglie dei requisiti e che si abbassi l'incidenza del rateo del mutuo sul soggetto richiedente.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Qual è il parere della Giunta su questo emendamento?

TRICARICO Roberto (Assessore)
Il parere della Giunta è negativo per due motivi: innanzitutto, noi vogliamo responsabilizzare chi accetta di aderire a questo "strumento" e, quindi, chiediamo che possa esprimere una capacità di reddito che noi abbiamo individuato nel 40%, come limite massimo. Se io guadagno 1000 Euro, non posso impegnarne più di 400. Se venisse approvato questo emendamento - secondo me, pensato in modo diverso, ma scritto in questo modo, sembra voler dire altro - indicando come tetto non superabile il 30% del reddito, significa che ho una capacità di accensione del mutuo inferiore rispetto a quanto mette a disposizione questa proposta di deliberazione.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 21:
presenti 34, favorevoli 4, contrari 30.
L'emendamento n. 21 è respinto.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
L'emendamento n. 22, presentato dall'Assessore Tricarico, recita:

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 22:
presenti 32, favorevoli 31, astenuto 1.
L'emendamento è approvato.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Passiamo all'analisi dell'emendamento n. 23.
L'originale dell'emendamento n. 23 è inserito nel presente verbale all'appendice degli emendamenti respinti, codificato con il n. .
Qual è il parere della Giunta?

TRICARICO Roberto (Assessore)
Il parere della Giunta è negativo.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 23:
presenti 35, favorevoli 4, contrari 31.
L'emendamento n. 23 è respinto.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Ravello.

RAVELLO Roberto Sergio
Come ho già anticipato, questa proposta di deliberazione ha il merito (sul quale immagino non si possa discutere) di avere aperto gli occhi su uno stato di cose. Infatti, la Giunta (in particolare, gli Assessori Tricarico e Levi) ha finalmente proposto qualcosa di concreto per cercare di andare incontro ad esigenze sempre più sentite e per adeguare il sistema (che dovrebbe regolare le risposte ai fabbisogni e alle necessità) ad una realtà che, nel corso degli anni (dopo un'evoluzione anche abbastanza repentina, soprattutto nell'ultimo periodo), si è dimostrata in grande cambiamento.
Questa proposta di deliberazione, però, rimane monca, come ho detto poco fa, e, pur rendendoci conto dei limiti posti dal Legislatore al riguardo, ritenevamo che fosse giunto il momento di intervenire, per cercare di trasformare il semplice diritto alla casa, che è stato il motivo caratterizzante, per tutte le Amministrazioni Locali, della politica degli anni Settanta, Ottanta e Novanta (e che ha portato, poi, alla locazione di Stato), nel diritto alla proprietà della casa.
Anticipando il merito della nostra mozione di accompagnamento, è opportuno che anche la Città di Torino, che ha un suo titolo, un suo ruolo, un suo prestigio ed un suo merito, in questo caso specifico, intervenga presso chi di competenza per cercare di predisporre o per fare in modo che vengano predisposte o modificate le normative attualmente vigenti, affinché anche le città che si trovano, poi, a dover gestire quotidianamente le emergenze abitative e il disagio socio-economico, abbiano la possibilità di farlo partendo da un principio diverso, appunto, quello del diritto alla proprietà della casa e non più al solo diritto alla casa.
Più nel dettaglio, vi sono, poi, alcune questioni che continuano a lasciarci perplessi e sulle quali siamo intervenuti con la presentazione di emendamenti. Gli Assessori sono stati disponibili, perché, per quanto riguarda la modifica di alcuni passaggi di questa deliberazione, ne hanno condiviso il principio, ma resta fermo il fatto che, a mio avviso, non si può, in alcun caso, sostenere un provvedimento che metta sullo stesso piano coppie di identico sesso rispetto a coppie eterosessuali.
Queste ultime hanno bisogno di un alloggio non tanto per avere un tetto sotto il quale rifugiarsi e poter guardare tranquillamente la televisione, ma soprattutto per mettere su famiglia e per fare in modo che, in particolare nella città di Torino - ma, comunque, nell'Italia intera -, non si vada verso una deriva di calo demografico e di bisogno di immigrazione; ci sono nazioni, più illuminate della nostra, che si stanno rendendo conto di questo problema.
Assessore, è su questo passaggio fondamentale che non si può transigere, perché, al di là delle battute e delle polemiche (infatti, non mi sento mosso, nella maniera più assoluta, da spirito omofobico, ma, semplicemente, da istanze di buon senso), basta mantenere il contatto con la realtà per rendersi conto che questo è ciò di cui hanno bisogno i cittadini torinesi; sicuramente non hanno bisogno di una forma di legittimazione delle coppie di fatto, ancor più se omosessuali.
Riconosco con sincerità il merito della Giunta, perché è stato svolto un grande lavoro ed, effettivamente, penso che questo possa essere un primo passo verso la soluzione, forse, del problema del nuovo Millennio; sicuramente non è sufficiente, per cui ci asterremo nella votazione della deliberazione.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Angeleri.

ANGELERI Antonello
Vorrei intervenire su questa proposta di deliberazione, perché mi sembra che l'Assessore Tricarico stia svolgendo un buon lavoro; ma, pur riconoscendogli di aver svolto un buon lavoro all'interno dell'Assessorato alla Casa, non posso negare che questa sia una deliberazione monca.
È pur vero che nell'impegnativa si approva tutta una serie di condizioni e di regole che abbiamo discusso ed, in parte, emendato, ma il vero problema sta nella seconda parte (che è quella che ci interessa di più, dal punto di vista delle condizioni economiche), che viene demandata ad un successivo provvedimento. Su questa parte, quindi, non possiamo esprimere un giudizio, perché l'individuazione delle banche per l'accensione del mutuo ed il relativo convenzionamento (nonché il successivo impegno di spesa) vengono demandati. È questa la parte che manca e, a mio parere, è una questione di sostanza.
Tornando alla prima parte della deliberazione, ci sono alcuni aspetti che ci hanno lasciato perplessi. Non voglio ripetere le perplessità già espresse dal Consigliere Ravello in Aula, ma certamente il segnale che arriva dall'approvazione dei requisiti per l'accesso ai benefici di questa deliberazione va nella direzione, ancora una volta, di privilegiare, in particolare, una certa area di persone, a scapito di coloro i quali, residenti in questa città, hanno delle difficoltà.
Quando, al punto 3), si parla di residenza a Torino da almeno un anno dalla data di pubblicazione del bando, è evidente che ci sentiamo di contestare la scelta, assolutamente legittima, di questa Giunta, così come abbiamo, in maniera costruttiva (come ha riconosciuto anche l'Assessore), segnalato alcuni aspetti, che, poi, sono stati accolti e fatti propri dalla Giunta e dall'Assessore, come dimostrato dalle precedenti votazioni degli emendamenti.
È ovvio che l'aspetto principale rimane quello che ha segnalato il Consigliere Ravello. Penso che l'Istituzione, nel rispetto della Costituzione, in un Paese come il nostro, debba rispettare il valore della famiglia, inteso non nell'accezione più ampia del termine, ma nell'accezione corretta del termine.
In questo senso, non mi sento (lo dico con dispiacere) di votare a favore della deliberazione, quindi mi asterrò dal voto, condividendo lo spirito di partenza.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere al Consigliere Carossa.

CAROSSA Mario
Mi spiace di non poter votare favorevolmente questa deliberazione. Il mio voto sarà di astensione, anche se questa è una deliberazione valida sotto molti punti di vista e rappresenta l'inizio di un percorso corretto e giusto per cercare almeno di alleviare i problemi dei nostri giovani sulla casa. Tuttavia, alcuni punti, già citati da alcuni Consiglieri di minoranza, impediscono che il Gruppo Lega Nord possa votare favorevolmente questa deliberazione.
Pertanto, il mio sarà un voto di astensione, sperando che siano i giovani italiani, il più possibile, ad usufruire di questi benefici. Spero che i nostri soldi vadano ai nostri giovani, perché non vorrei fossero dimenticati decenni di versamenti fatti dai nostri operai ed impiegati per le case popolari, dal momento che i soldi per queste operazioni provengono dalla loro vendita.
Questi soldi non sono stati devoluti dagli immigrati, che sono in Italia soltanto da pochi anni.
Non voglio dilungarmi su questo argomento, ma non voglio nemmeno citare le dichiarazioni provenienti dall'Inghilterra, perché sarebbe troppo facile intervenire solo su quello che è apparso su La Stampa pochi giorni fa; l'Inghilterra ha senz'altro più problemi di immigrazione rispetto a noi, anche perché è da molto più tempo che quel fenomeno si presenta sul suo territorio. Alcune dichiarazioni ribadiscono che l'immigrazione non sia quella risorsa che troppi di voi sbandierano. Sono spese! Questo temo verrà dimostrato anche da questa deliberazione. Anche se spero di no, come dicevo prima.
Avrei voluto presentare un altro emendamento, con il quale chiedevo di eliminare il punto 3 dai requisiti. Ritenevo che la residenza a Torino da almeno un anno fosse un requisito con poco senso, mi permetto di dire. So che in questo modo vado in contrasto con i Colleghi di minoranza, ma non si può essere d'accordo sempre e su tutto!
Ritengo che per i giovani non ci debbano essere limiti. Che limiti ci devono essere, per chi abita a Venaria, nel poter venire a Torino? Secondo me è assurdo!
Tuttavia questo emendamento non l'ho presentato, essendo quasi sicuro che lo avreste bocciato. Chiedevo che questo bando fosse aperto solo agli italiani, per limitare quantomeno i danni, non accettando nella nostra città extracomunitari che provengano dalla Provincia di Torino. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Non accolgo battute fatte da persone che al momento della votazione devono nascondersi. Credevo e speravo di poter dare questo contributo proprio per favorire il maggior numero di giovani italiani.
Assessore, l'unica mia speranza è che questa sia una sperimentazione. Spero che, con il passare del tempo, questa sperimentazione avverrà in maniera diversa, magari per le risorse sempre più scarse, oppure grazie ai cittadini torinesi.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione la proposta di deliberazione così emendata:
presenti 37, favorevoli 31, astenuti 6.
La proposta di deliberazione è approvata.
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