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COPPOLA Michele (Vicepresidente) Riprendiamo l'esame della proposta di deliberazione n. mecc. 200709636/103, presentata dalla Giunta Comunale in data 27 dicembre 2007, avente per oggetto: "Regolamento di Polizia Urbana. Modifiche parziali. Approvazione". COPPOLA Michele (Vicepresidente) Ricordo che ora analizzeremo gli emendamenti (che si riferiscono esclusivamente al provvedimento presentato dalla Giunta), così come accorpati dalla mozione precedentemente approvata. Passiamo all'analisi dell'accorpamento degli emendamenti dal n. 1 al n. 104. Gli emendamenti originali, dal n. 1 al n. 104, sono inseriti nel presente verbale all'appendice degli emendamenti respinti, codificati sequenzialmente dal n. al n. . La parola, per l'illustrazione, al Consigliere Ravello. RAVELLO Roberto Sergio Non è affatto semplice cercare d'illustrare oltre 100 emendamenti in 6 minuti, ancor più quando - non posso nasconderlo - si tratta, in buona parte, di emendamenti volti a manifestare un diritto dell'opposizione, ovvero quello all'ostruzionismo, nei confronti di un provvedimento che non ci ha davvero lasciato altre alternative, dal momento che non è migliorabile. Esistono alcuni provvedimenti sui quali è possibile intervenire nel merito, cercando di migliorarli attraverso gli emendamenti, magari, tentando di smussare gli aspetti nei confronti dei quali si rimane più perplessi, ma - mi spiace, Assessore - non è questo il caso. Mi sono davvero confuso - ha ragione -, perché l'Albo non è stato istituito per i mestieranti di strada, bensì per gli operatori del proprio ingegno; però, il problema non è tanto la sua istituzione, quanto piuttosto che, nel primo caso, cioè nelle attività di servizio, viene contemplata e, dunque, si andrà a legalizzare (in netta controtendenza rispetto a quanto venne fatto a Firenze pochi mesi or sono, rispetto a ciò che inizialmente, prima ancora di parlare di un'apposita lista del collocamento, disse lo stesso Sindaco della Città di Torino, e rispetto alle prime reazioni anche di questa maggioranza) l'attività dei lavavetri, quando non sarà espletata agli incroci delle strade, solo se sulla carreggiata. Allora, Assessore - ricordo che gliel'accennai già in sede di Commissione -, quando un lavavetri, reso edotto magari da qualche Sindacato vicino a qualche Partito (che riuscirà a fargli comprendere questo passaggio, affatto irrilevante), arriverà a comprendere che gli sarà permesso posizionarsi in un'area di servizio ed affiancarsi alla pompa di benzina per lavare i vetri delle macchine che passano, vorrà dire che, a quel punto, sarete voi a dover spiegare ai gestori delle stazioni di servizio, ai benzinai, che è loro consentito! Questo accadrà, senza che costoro abbiano alcuna autorizzazione di occupazione del suolo pubblico o siano iscritti ad alcun registro, senza che siano stati sottoposti ad alcuna verifica dei requisiti, anche solo, quando si tratti di cittadini stranieri extracomunitari, circa la regolarità del loro soggiorno sul territorio cittadino! Poi, per quanto riguarda le attività artistiche di strada, negli oltre 100 emendamenti che sto provando ad illustrare, si propone la cassazione dell'intero capitolo, poiché il fatto di permettere a "...giocolieri, mimi, danzatori, burattinai, saltimbanchi, skaters, suonatori, musicisti, ritrattisti, body artists - tatuatori all'henné - o similari, writer..." di svolgere la propria attività in spazi che, seppure regolamentati dal Comune, sono pur sempre attività oggi non ufficialmente permesse al di fuori di spazi già concessi dal Comune, significa fare una rivoluzione culturale, cioè far passare il messaggio che possa esercitare la propria attività chiunque voglia imbrattare il portone di casa mia o di tanti altri cittadini torinesi, come chiunque voglia deturpare le vie del centro, come pure chiunque voglia riempire di schizzi i portici di Torino (per la riqualificazione dei quali, peraltro, la Città ha investito tanto e, da un certo punto di vista, forse troppo) con i suoi spray. Ebbene, ribadisco che permettere di esercitare le proprie attività a tutti questi soggetti, pur derubricandoli a writer, significa far cadere un muro, anche formale e culturale, al quale probabilmente dobbiamo il fatto che finora non si siano diffuse a macchia d'olio! Mi permetto di dire, quindi, che dovreste andare a spiegarlo anche allo stesso Sindaco che prima ci ha mostrato alcune foto, nelle quali, per l'ennesima volta, era fatto oggetto di accuse e minacce da parte di qualcuno, che adesso non sarà più considerato un "autonomo vandalo", bensì "writer"! Perciò, signor Sindaco, vada a dirlo all'Assessore Borgogno, anziché venire a chiederci se siamo stati noi a fare le scritte sui muri, accusandola di essere amico o sostenitore del sionismo, perché è stato un writer, che è un'attività contemplata fra le attività artistiche di strada nel nuovo Regolamento di Polizia Urbana! Riteniamo che ciò ci giustifichi nella nostra azione ostruzionistica, rispetto a questo provvedimento, che - ribadisco - è impensabile migliorare, visto che è semplicemente da cassare, dalla prima all'ultima parola! COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Carossa. CAROSSA Mario Voglio solamente specificare il mio parere sugli emendamenti, sperando che non me ne vogliano i Colleghi d'opposizione, ma serve anche a chiarire il motivo per il quale non ero d'accordo con la relativa mozione d'accorpamento, in quanto m'impedisce di esercitare pienamente il mio ruolo di Consigliere. Non sono d'accordo né con l'emendamento n. 1, in cui si chiede di sostituire le parole "di adeguare" con "d'adeguare", né con l'emendamento n. 7 (sarà un caso, ma quelli su cui non concordo, finora, sono firmati dall'UDC), in cui si chiede di sostituire, dopo la parola "sicurezza", la "e" con "ed", e neppure con l'emendamento n. 10, in cui si chiede di sostituire il termine "recante" con il termine "che reca". Invece, sono d'accordo con i seguenti emendamenti: il n. 2, nel quale si chiede di sostituire la parola "adeguare" con "adattare"; il n. 3, nel quale si chiede di sostituire la parola "vigenti" con le parole "in vigore"; il n. 4, in cui si chiede di sostituire la parola "vigenti" con la parola "attuali"; il n. 5, in cui si chiede di sostituire la parola "esigenze" con la parola "necessità"; il n. 6, in cui si chiede di sostituire la parola "esigenze" con la parola "richieste"; il n. 8, in cui si chiede di sostituire la parola "esaminata" con la parola "analizzata"; il n. 9, nel quale si chiede di sostituire la parola "esaminata" con la parola "considerata"; il n. 11, in cui si chiede di sostituire la parola "determina" con la parola "prevede"; il n. 12, in cui si chiede di sostituire la parola "in luogo" con la parola "al posto". Credo che il tempo a mia disposizione non sarà sufficiente per tutti gli emendamenti, ma non importa. Sono favorevole all'emendamento n. 13... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Chiedo scusa, Presidente, perché ho solo tre minuti? COPPOLA Michele (Vicepresidente) Sì, Consigliere Carossa. È come se intervenisse soltanto su un emendamento e, essendo già stato quell'emendamento, illustrato dal Consigliere Ravello, lei interviene soltanto nel merito, per 3 minuti. Io le lascio ancora un minuto, perché... CAROSSA Mario No, no. Non voglio assolutamente essere accusato dal Consigliere Giorgis di non seguire il Regolamento. COPPOLA Michele (Vicepresidente) Qual è il parere della Giunta sull'accorpamento di emendamenti dal n. 1 al n. 104? BORGOGNO Giuseppe (Assessore) Il parere della Giunta è negativo. COPPOLA Michele (Vicepresidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'accorpamento degli emendamenti dal n. 1 al n. 104: (Presenti 31 Favorevoli 2 contrari 29) La proposta di accorpamento è respinta. COPPOLA Michele (Vicepresidente) Comunico, per il verbale, che il voto del Consigliere Salinas non è stato registrato, perché la tessera non ha funzionato. L'emendamento n. 105, presentato dall'Assessore Borgogno, recita: COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola, per l'illustrazione, all'Assessore Borgogno. BORGOGNO Giuseppe (Assessore) Questo emendamento raccoglie i pareri delle Circoscrizioni. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione... CAROSSA Mario (Intervento fuori microfono). CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Ho chiesto se c'erano interventi; nessuno ha risposto... CAROSSA Mario (Intervento fuori microfono). CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Consigliere Carossa, lei stava parlando con un altro Consigliere. Per favore, era lei disattento! Ho guardato l'Aula e nessuno ha alzato la mano per chiedermi la parola! Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 105: Presenti 30, Favorevoli 30. L'emendamento n. 105 è approvato. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Passiamo all'analisi dell'accorpamento degli emendamenti dal n. 106 al n. 111 (escluso il n. 108). Gli emendamenti originali, dal n. 106 al n. 111 (escluso il n. 108), sono inseriti nel presente verbale all'appendice degli emendamenti respinti, codificati sequenzialmente dal n. al n. . La parola al Consigliere Ravello. RAVELLO Roberto Sergio Vorrei rimarcare un concetto già espresso; quello secondo il quale, di fronte a questa proposta della Giunta, non abbiamo avuto altre soluzioni, se non quella dell'ostruzionismo, perché, signor Presidente e Assessori, la spinta dell'Amministrazione Comunale, della maggioranza e, quindi, della Giunta, nei confronti della necessaria soluzione di alcuni problemi che toccano tutti, è troppo "annacquata". Il bisogno che l'Amministrazione ritiene di avere raccolto è avvenuto, o attraverso convinzioni sbagliate, a monte, oppure, l'errore è a valle e sta nella predisposizione di queste misure volte a rispondere al bisogno richiamato poco fa. Ritorno su un passaggio, Assessore Borgogno, perché non era presente, durante un mio intervento precedente e non ho avuto modo di esprimerle il mio profondo disappunto nei confronti del fatto che con questo provvedimento voi, in realtà, permetterete a tutti coloro ai quali volete farci credere di voler vietare l'attività - cito, come esempio, i lavavetri -, di esercitarle. So di aver già detto queste cose, ma le ripeto a beneficio dell'Assessore Borgogno... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, non ha sentito, perché c'era la porta chiusa, ma giova ribadire questo principio, perché questo è un punto imprescindibile per la nostra attività di controllori e, talvolta, anche di oppositori del vostro agire. Ripeto che vorrò proprio vedere l'Assessore - le segnalazioni che giungono quotidianamente ai nostri Gruppi, da parte di cittadini che si lamentano di alcune questioni che, evidentemente, nella città non vanno come dovrebbero andare, già lo fanno supporre -, quando si lamenterà nei corridoi, perché dovrà andare a rispondere, ai gestori delle aree di servizio e di rifornimento - non escludo che possa capitare immediatamente dopo l'approvazione di questo provvedimento -, della presenza di lavavetri che esercitano la propria attività tranquillamente, nel pieno rispetto dei Regolamenti Comunali in materia, tra l'altro, facendo anche una sorta di concorrenza sleale. Infatti, a chi di noi non è mai capitato, nel momento in cui si sia recato in un'area di servizio per il rifornimento di carburante, di farsi anche pulire il parabrezza dell'automezzo e, conseguentemente, di aver lasciato pure una mancia al giovanotto che, nel pieno rispetto della legalità, esercitava simile attività? Invece, attraverso l'approvazione del nuovo Regolamento, con queste modifiche al Regolamento di Polizia Urbana, l'Assessore permetterà una concorrenza sleale, all'interno delle stesse aree di servizio, dove si esercita la medesima attività! Le attività di servizio non possono essere considerate attività regolamentari, se non contemplano anche un'iscrizione alla Camera dell'Industria, se non comportano tutta una serie di autorizzazioni e permessi obbligatori per il privato, comune cittadino. Perché, dunque, liberare i lavavetri dal peso - molto spesso insopportabile, per il cittadino comune - della burocrazia? Perché istituire delle caste - mi rendo conto del paradosso, ma è davvero così - di persone che potranno esercitare attività che, al cittadino comune, rispettoso e timorato delle leggi, non sono concesse? Perché, invece, si permetterà ad altri di poterle espletare, in barba a tutte le leggi in materia? Credete di prenderci per il naso, ma, anziché contrastare certi fenomeni, voi li legalizzate, perché, in due parole, proprio questa è la sostanza: li legalizzate! Di fatto, legalizzate attività, come quella dei lavavetri, che prima non erano permesse: è proprio questo che non possiamo accettare e che risulta intollerabile! Peraltro, Assessore Borgogno, siccome si tratta di attività che erano già vietate, in questo caso andate semplicemente a richiamare quanto già previsto dal Codice della Strada, visto che prescrivete che il lavavetri non possa esercitare tale attività sulla strada; poiché ciò è già previsto dal Codice della Strada, Assessore, mi domando che senso abbia inserirlo in un Regolamento, se non vi è la volontà di tagliare alla radice questo fenomeno di degrado sociale! A questo punto, appare evidente che, da parte sua e della Giunta, non esista la volontà e che, in tutti questi mesi (fra l'altro, dopo il clamoroso fallimento del Patto per la sicurezza, firmato in pompa magna in questo palazzo, alla presenza del Viceministro Minniti), abbiate continuato a prendere in giro i cittadini torinesi! CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'accorpamento degli emendamenti dal n. 106 al n. 111 (escluso il n. 108): Presenti 27, Contrari 27. L'accorpamento degli emendamenti dal n. 106 al n. 111 (escluso il n. 108) è respinto. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Passiamo all'analisi dell'emendamento n. 108. L'originale dell'emendamento n. 108 è inserito nel presente verbale all'appendice degli emendamenti respinti, codificato con il n. . La parola al Consigliere Levi-Montalcini. LEVI-MONTALCINI Piera Non ricordo se questo emendamento riguardi gli artisti di strada o i venditori delle opere del proprio ingegno, comunque, la ratio è la stessa: il mio emendamento intende semplicemente richiamare l'attenzione sul fatto che la regola secondo la quale gli uni non possano sostare in una stessa zona oltre un'ora, e gli altri oltre due ore per poi doversi spostare di 300 metri i primi e di 500 metri i secondi, non sia solo di difficile applicazione, ma soprattutto di difficile controllo. Non ho voluto indicare alternative a quanto qui stabilito, ma penso che un altro tipo di Regolamento potrebbe servire a normare in modo che il controllo da parte degli addetti, suppongo i Vigili Urbani, sia più facile. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Ravello. RAVELLO Roberto Sergio Vorrei sostenere l'emendamento presentato dal Consigliere Levi-Montalcini, perché ha perfettamente ragione: nessuno è stato in grado di spiegarci come s'intenderà andare a verificare che chi stia prestando una data attività in un determinato luogo, trascorso un certo periodo di tempo, andrà a farlo in un raggio superiore a "x" metri. Considerato che la città di Torino non è un campo di calcio, mi risulta difficile pensare che si possano istituire figure, quali gli arbitri, che vadano a contare, con il contapassi, la distanza in cui è stata accertata la presenza di un individuo che stia prestando una data attività, prima in un momento e poi nel momento successivo, una volta trascorse le ore necessarie. Perciò, anticipando il contenuto dell'emendamento successivo, che avrò modo di spiegare meglio dopo, considerando comunque i limiti fissati da questo Regolamento, chiediamo, quantomeno, per sicurezza, di allungarli; per esemplificare, penso a Via Garibaldi, molto spesso oggetto delle attenzioni da parte dei colleghi Consiglieri, i quali presentano interpellanze o interrogazioni per la nutrita presenza di venditori che inizio a sospettare non siano più abusivi, poiché viene loro concesso di espletare le proprie attività nella massima libertà, a pochi passi dal palazzo del Municipio! Credo che porre un limite al loro spostamento di soli 300 metri sia troppo poco, perché le attività commerciali, che inevitabilmente subiranno una pur piccola concorrenza, nell'arco di 300 metri subiranno comunque l'influenza della concorrenza esercitata dai mestieranti che sosteranno in loro prossimità. Spiegherò dopo i contenuti del nostro emendamento sull'applicabilità del controllo relativo a questa norma. Non posso che esprimere gli stessi dubbi del Consigliere Levi-Montalcini, quindi voterò a favore di questo emendamento. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola all'Assessore Borgogno. BORGOGNO Giuseppe (Assessore) Come abbiamo già discusso in Commissione, il nostro intento è quello di regolamentare questo tipo di attività. Per regolamentarle dobbiamo darci degli strumenti. In questo caso, lo strumento è la durata in un certo luogo di un'attività e lo spostamento dell'attività medesima dopo un determinato tempo. Faremo in modo che le pattuglie a piedi, che si muovono in particolare nella zona centrale, dedichino attenzione a questo fatto, dato che questo fenomeno si presenta soprattutto in centro. Se questo emendamento passasse, la Polizia Municipale, che dovrebbe prendersi carico di questo nuovo compito, non avrebbe alcuno strumento per chiedere a qualcuno di allontanarsi da dov'è. Ovvero, succederebbe esattamente ciò che tutti temono e cioè l'insediarsi di un'attività, che quindi non sarebbe più provvisoria e precaria, ma diventerebbe stabile in alcuni punti della città. Questo noi vorremmo evitarlo, pertanto, il parere della Giunta è negativo. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 108: Presenti 28, Favorevoli 7, Astenuti 1, Contrari 20. L'emendamento n. 108 è respinto. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Passiamo all'analisi dell'emendamento n. 112. L'originale dell'emendamento n. 112 è inserito nel presente verbale all'appendice degli emendamenti respinti, codificato con il n. . Il parere della Giunta è negativo. La parola al Consigliere Carossa. CAROSSA Mario Questo è uguale a quello di prima. Effettivamente, con questo Regolamento creiamo una nuova mansione che dovrebbe svolgere il Vigile, che non so cos'altro ancora debba fare! Il Vigile deve accertare se gli ambulanti stiano nello stesso posto per un determinato periodo, oppure si spostino frequentemente. Questo esempio mette in evidenza l'inapplicabilità di questo Regolamento! Ma voi volete che sia così, proprio perché è rivolto ad alcune persone che svolgono quelli che voi chiamate "mestieri" (tra virgolette). Quindi, non volete che ci sia quantomeno una parvenza di ordine nelle vie cittadine! Come è stato accennato prima, viene da pensare a Via Garibaldi troppe volte trasformata in un suk. A voi va bene così! Il Regolamento che state portando avanti rispecchia ciò che voi volete che diventi questa città. Respingete emendamenti che secondo me sono di buonsenso e li respingete senza un minimo di discussione, come si è visto prima con la votazione; vorrei che questa volta venisse ripetuta. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Ravello. RAVELLO Roberto Sergio Vorrei ribadire alcuni concetti su questo aspetto specifico delle modifiche del Regolamento di Polizia Urbana. Assessore, non lo farei se all'opposizione fosse consentito di discutere nel merito (quindi, senza una mozione di accorpamento dei suoi emendamenti) in maniera più approfondita ogni singolo emendamento. Invece, dovendo fare di necessità virtù, non mi resta che approfittare del tempo a disposizione per la discussione sull'emendamento presentato dal Consigliere Levi-Montalcini. Ribadisco che una misura di questo tipo è di difficile - se non di impossibile - attuazione, rischiando anche di diventare una delle tante norme previste dai molti Regolamenti comunali (che toccano qualunque argomento possa essere incontrato nella vita di un uomo) e disattese alla luce del sole. Ha ragione il Consigliere Carossa: come si può pensare di chiedere al Corpo di Polizia Municipale (già impegnato in molteplici attività che molto spesso si accavallano, già nell'occhio del ciclone per ogni fenomeno che riguardi, poi, lo scatenarsi di qualche polemica, molto spesso anche politica), a chi cerca di fare al meglio il proprio mestiere (tra l'altro, molto spesso, tra mille sacrifici, in condizioni di effettiva ed evidente difficoltà) di aggiungere alle sue mansioni anche quella di contare i metri entro i quali è consentita un'attività di servizio? Assessore, è impensabile! Ho già le interrogazioni pronte, per conoscere i risultati del servizio di controllo delle distanze delle attività di servizio. Penso sia anche offensivo nei confronti della dignità di un Corpo, che cerca di fare un lavoro difficile, molto spesso nella globale disattenzione da parte di quasi tutte le forze politiche, che è fatto oggetto di moltissime critiche, perché diventa il capro espiatorio di molte delle mancanze che non sono imputabili ad esso, ma lo sono più a lei, Assessore, all'Amministrazione e alla Giunta in generale. Come si può pensare di chiedere a questo Corpo di accettare ulteriori compiti, fra l'altro, oggettivamente di difficilissima attuazione? CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La Giunta conferma il proprio parere negativo. Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 112: Presenti 28, Contrari 19, Favorevoli 8, Astenuti 1. L'emendamento n. 112 è respinto. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Passiamo all'analisi dell'emendamento n. 113. L'originale dell'emendamento n. 113 è inserito nel presente verbale all'appendice degli emendamenti respinti, codificato con il n. . RAVELLO Roberto Sergio Mi risulta che vi sia anche l'emendamento n. 109. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La mozione di accorpamento prevede l'accorpamento degli emendamenti dal n. 106 al n. 111 compreso, escluso l'emendamento n. 108. RAVELLO Roberto Sergio Chiedo scusa, Presidente. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Quindi, riprendiamo l'analisi dell'emendamento n. 113. La parola, per l'illustrazione, al Consigliere Ravello. RAVELLO Roberto Sergio L'emendamento n. 113 chiede di sopprimere il primo alinea del comma 2 dell'art. 20, in quanto contempla il problema che abbiamo trattato finora; praticamente, si chiede di abrogare la norma secondo la quale sarebbe concesso esercitare l'attività di commercio itinerante "...nello stesso luogo per una durata non superiore ad un'ora, trascorsa la quale l'attività dovrà essere spostata di almeno 500 metri lineari". I problemi, in questo caso, sono su diversi piani, ma ricordo che il primo è legato soprattutto alla difficoltà, per qualunque soggetto la Giunta intenda individuare, di esercitare un controllo attento circa il rispetto delle distanze; anzi, a tale proposito, e assolutamente senza alcuna intenzione di scherzare da parte mia, vorrei chiedere all'Assessore se intenda dotare di metri il Corpo di Polizia Municipale. Quindi, siccome mi fa capire che la risposta sarebbe negativa, vorrei che mi dicesse come crede che le persone deputate a compiere tali verifiche potranno operare, senza disporre di strumenti adeguati. Con i passi, Assessore? Allora, viene facile pensare che vi sarà una marea di ricorsi, poiché, come sa benissimo, visto che la natura è stata poco generosa con noi due in fatto di altezza, purtroppo, il nostro passo non corrisponderebbe certamente a quello del Consigliere Sbriglio o dello stesso Assessore Curti; quindi, la lunghezza dei nostri passi, ovviamente, risulterebbe inferiore rispetto a quella di persone che, grazie al cielo, sono più dotate di noi in tal senso! Mi perdoni se la descrivo così, ma mi sembra veramente ridicolo prevedere una norma, in base alla quale si debba provvedere ad accertare la distanza per la prestazione di qualunque attività, stabilendo, a monte, distanze che nessuno potrà andare a verificare! Si potrebbe realizzare solo attraverso un adeguato strumento di misurazione delle distanze, poiché, come lei potrà ben capire, i metri dotati di una certa lunghezza arrivano a misurare fino a 30-50 metri, dopodiché, diventa molto difficile poterli trasportare; perciò, provo solamente ad immaginare quel povero soggetto al quale sarà assegnato l'ingrato compito di dover misurare fino a 500 metri, magari, dotato di carriola con tanto di nastrino centimetrato, che dovrà fare davvero uno dei lavori più ingrati che la mente umana abbia mai pensato! Siccome non è così, Assessore, vorrei mi dicesse a che cosa serva questa norma, o se invece stia pensando di poter verificare, attraverso un controllo satellitare, la distanza rispetto alla quale un commerciante itinerante è stato fino a due ore prima! Vorrei che evitassimo di appesantire i nostri regolamenti con norme che - si sa già, a priori - saranno disattese, dall'inizio alla fine. Ritengo che l'Assessore debba farlo, a beneficio non solo suo (per risparmiarsi una serie di atti ai quali dovrà venire a rispondere, con i quali le si chiederà il risultato di questa grande azione di controllo), ma anche di quel povero malcapitato che eventualmente avrà il compito di contare fino a 500 passi; invece, potrebbe dedicarsi a fare cose molto più utili per la città, risparmiando a tutti una spesa inutile, nonché un sacrificio indubbiamente evitabile. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Carossa. CAROSSA Mario Tralascio quanto detto dal Sindaco fuori verbale, ma voglio ricordarlo, perché trovo veramente assurdo pensare di poter chiedere ai Vigili Urbani di fare 500 passi per controllare uno di questi abusivi! Il problema, caro Assessore e cari Consiglieri di maggioranza, è che volete trasformare Torino in una città nella quale sia possibile fare tutto e nessuno debba essere controllato, e voi, soprattutto, sarete i colpevoli di questo, poiché è impensabile che i Vigili Urbani - geometri, perché ormai dovremo chiamarli così - possano controllare le persone che vendono per le vie cittadine, verificando il tempo di stazionamento in un luogo e se si siano allontanate dei metri previsti, dopo un'ora o due, a seconda di quanto stabilito dal Regolamento! È impensabile, come voi sapete benissimo, ed è proprio questo che è grave! L'Assessore, con la sua Giunta e la sua maggioranza, vuole trasformare la città di Torino, più di quanto non lo sia già, in una città nella quale tutti possano fare ciò che vogliono, qualsiasi cosa, senza esser sottoposti ad alcun controllo; purtroppo, lo sapete benissimo, ma io non ci sto affatto! Perciò, anche se non ho scritto neppure uno di questi emendamenti, resto qui a tenervi compagnia insieme all'amico Ravello; solamente per questo motivo, perché la trasformazione di questa città in una città del Bengodi, per chi se ne infischia delle regole, vi sia perlomeno costata una qualche fatica! È questo il discorso, perché l'Assessore sa benissimo che nessuno potrà fare questi controlli! Il fatto di scrivere che i Vigili dovranno controllare se, nello stesso luogo, per una durata non superiore ad un'ora, l'attività sarà stata spostata di almeno 500 metri lineari, significa dire, al venditore ambulante di turno, che "può fare quello che cappero vuole"! E lo sapete, lo sapete benissimo! (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Non raccolgo assolutamente, Assessore. Veramente, cari signori, almeno voi, rendetevi conto che state trasformando Torino in questo! Vi va bene? D'accordo; tanto, direte che non v'importa, avete una maggioranza formidabile! Attenzione, però, perché, se non ci fosse stato il Sindaco e i due che sono passati oggi, sareste stati già sotto; ma fa lo stesso! CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Ferraris. FERRARIS Giovanni Maria Sono un po' stupito di ciò che si sta dicendo, perché credo che stiamo confondendo quanto viene scritto; infatti, non si tratta di controllare, bensì di rispettare alcune regole, che, poi, qualcuno è deputato a controllare. Invece, se si pensa che dobbiamo togliere le persone deputate a controllare, allora, eliminiamo ogni regola e viviamo in anarchia! Questo è quanto ho appreso adesso e da questi ultimi discorsi. Non posso accettarlo, perché, se si accetta una situazione del genere, significa che le Leggi dello Stato Italiano non servono più a niente. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 113: Presenti 29, Favorevoli 1, Contrari 28. L'emendamento n. 113 è respinto. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Per quanto riguarda l'emendamento n. 114, presentato dai Consiglieri Ravello e Ghiglia, ha chiesto di intervenire il Consigliere Ravello. RAVELLO Roberto Sergio Ho bisogno di un chiarimento relativo al parere sfavorevole formulato dagli Uffici, perché si fa riferimento all'art. 4, comma 2, del Decreto Legislativo n. 114. Se il Presidente me lo consente, mi riservo di intervenire eventualmente dopo la spiegazione della Giunta, per il tempo che mi resta a disposizione. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Va bene, Consigliere Ravello. È intervenuto per 30 secondi, quindi avrà a disposizione ancora 5 minuti e 30 secondi. La parola all'Assessore Curti. CURTI Ilda (Assessore) Il Decreto Legislativo n. 114 del 1998, cosiddetto Decreto Bersani, che regolamenta e riforma le attività commerciali di servizio, elimina il Testo Unico di Pubblica Sicurezza del 1936, che normava i mestieri girovaghi e che agli artt. nn. 121 e 124 individuava gli operatori del proprio ingegno come coloro che potevano svolgere la loro attività itinerante, con una semplice autorizzazione della Questura. Poi, normava anche altre questioni. Il Decreto Legislativo n. 114 del 1998, riformando tutto l'impianto del commercio e delle autorizzazioni, elimina il Testo Unico di Pubblica Sicurezza, quindi gli articoli nn. 121 e 124, ma mantiene la figura dell'operatore del proprio ingegno, definendo, nel Testo Legislativo, l'operatore del proprio ingegno come colui che, producendo opere del proprio ingegno, può, previa autorizzazione di occupazione di Suolo Pubblico, svolgere la sua attività senza avere la licenza commerciale. Quindi, il parere tecnico negativo degli Uffici, quindi anche della Giunta, dipende dal fatto che l'emendamento, prevedendo l'autorizzazione commerciale per gli operatori del proprio ingegno, andrebbe in contrasto con l'impianto legislativo nazionale. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Ravello. RAVELLO Roberto Sergio Ringraziando l'Assessore per la spiegazione, ritiro l'emendamento n. 114. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) L'emendamento n. 114 è ritirato. Passiamo all'analisi dell'accorpamento degli emendamenti dal n. 115 al n. 117. Gli emendamenti originali, dal n. 115 al n. 117, sono inseriti nel presente verbale all'appendice degli emendamenti respinti, codificati sequenzialmente dal n. al n. . La parola al Consigliere Ravello. RAVELLO Roberto Sergio Questi emendamenti fanno parte, invece, di quel gruppo di emendamenti chiaramente ostruzionistici. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Chiedo scusa. Consigliere Giorgis, possiamo permettere al Consigliere Ravello di continuare? Grazie. RAVELLO Roberto Sergio Grazie, Presidente. Spero che, nel corso della discussione, qualche Consigliere, magari particolarmente illuminato, si renda conto che questo è un pacco di modifiche e che modifichi, quindi, la propria intenzione di voto (talvolta può capitare, non c'è niente di strano), unendosi al "no" della minoranza a questa serie di provvedimenti. Abbiamo ritenuto di infarcire gli emendamenti più di sostanza con emendamenti che cercassero non tanto di bloccare la prosecuzione dei lavori, quanto di dare la possibilità di studiare con attenzione questa serie di modifiche ai Consiglieri che non hanno potuto farlo, perché impegnati in altri uffici. Quindi, il nostro è quasi un atto di generosità nei confronti di chi, magari, non ha potuto o non ha trovato il tempo (a volte succede, perché è impegnativo fare il Consigliere Comunale, se lo si fa bene) di leggere gli emendamenti. Quindi, il nostro intento era quello di dare anche ai Consiglieri la possibilità, approfittando di questi pochi minuti concessi per la discussione, di leggere con maggiore attenzione quanto contenuto in queste modifiche, che non sono altro che una forma di legalizzazione di attività che, invece, la comunità torinese avrebbe voluto che si vietassero: parcheggiatori abusivi (argomento che non affronto, perché ci sono già le Leggi Nazionali), lavavetri, suonatori, mendicanti, cioè i cosiddetti, da voi, operatori del proprio ingegno, che, comunque, creano anche fastidio ai cittadini, che, legittimamente, chiedono solo di potere passeggiare con tranquillità per le strade della città o che la loro chiacchierata tra amici, nel corso di una cena, non venga interrotta dal continuo passaggio di venditori di fiori, suonatori di fisarmoniche, soggetti che, voi lo dimenticate, molto spesso sono sfruttati! Il nostro intento non è quello di condurre una guerra senza quartiere al povero suonatore di fisarmonica o di violino, che comunque crea disagio nelle vie del centro, ma è quello di porre un argine, bloccando e impedendone l'attività, a tutto quel sottobosco di illegalità che ruota attorno a questi soggetti, e che voi colpevolmente sottovalutate! Ho un'ANSA di poche ore fa, nella quale si dice che "Il Sindaco Chiamparino - interpellato riguardo all'ennesimo provvedimento dell'Assessore Cioni di Firenze, che voi conoscete sicuramente meglio di me, perché sta dalla vostra parte - non ha dubbi: per affrontare il fenomeno bisogna colpire le organizzazioni che stanno dietro ai finti storpi piuttosto che ai finti mendicanti; non esiste il singolo bisognoso - aggiunge il Sindaco - ma organizzazioni che usano i singoli.". Dice una sacrosanta verità, emersa chiaramente quando, in occasione delle Olimpiadi Invernali del 2006, da un giorno all'altro, tutti questi soggetti, dai lavavetri, ai parcheggiatori abusivi, passando per i venditori di rose, sono scomparsi per poi riapparire, quasi miracolosamente, il giorno dopo la fine delle Olimpiadi. È evidente che vi sia un'organizzazione criminale che lavora alle loro spalle ed è evidente che regolamentare le attività di questi soggetti non significa altro che dar loro ossigeno. Se vogliamo fare un'analisi più attenta ed approfondita della questione, non si tratta solo di punti di vista, ma il problema è che a voi evidentemente questi particolari sono sfuggiti. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Carossa. CAROSSA Mario Questi emendamenti sono sicuramente ostruzionistici, ma l'emendamento n. 117 entra molto nel merito, perché chiede la soppressione dei primi tre alinea del secondo comma dell'art. 24, con i quali si eliminerebbe l'intera impalcatura di questo articolo. Torno all'art. 22 - l'art. 24 è uguale - per dire che questa è tutta una finzione, perché i Vigili Urbani non potranno mai fare un controllo serio seguendo il Regolamento che intendete approvare questa sera. Mi era sfuggito che, secondo l'art. 22, oltre al controllo della durata del tempo e dei metri lineari di distanza, i Vigili dovranno anche controllare se le opere che si stanno vendendo siano opere dell'ingegno di chi le vende; quindi, dovranno anche assicurarsi che il chillum (naturalmente, molto di moda nella città che voi volete) sia stato fatto da chi lo sta vendendo e non ad Hong Kong. Quindi, secondo questo Regolamento, il Vigile Urbano dovrebbe controllare anche che ciò che si sta vendendo sia stato fatto da chi lo vende. Nell'art. 24 torniamo di nuovo sul discorso che le attività artistiche (musicali, teatrali, figurative, espressive, eccetera) non possono occupare lo stesso posto per più di 2 ore e, a esibizione finita, debbano spostarsi a non meno di 200 metri lineari di distanza. Ripeto, perché rimanga a verbale, che non accetto questo modo di operare, perché nessuno potrà mai controllare una cosa del genere! Prima il Sindaco diceva scherzando che la distanza sarà misurata a passi, ma poi ci ritroveremo nella situazione in cui il venditore ambulante, o l'artista di strada, farà ricorso contro la lunghezza dei passi del malaugurato Vigile Urbano. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Ricordo al Consiglio Comunale che il parere della Giunta è negativo. Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'accorpamento degli emendamenti dal n. 115 al n. 117: Presenti 27, Contrari 26, Favorevoli 1 L'accorpamento degli emendamenti è respinto. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) L'emendamento n. 118, presentato dagli Assessori Curti e Borgogno, recita: CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola all'Assessore Borgogno. BORGOGNO Giuseppe (Assessore) Questo emendamento recepisce un giusto suggerimento pervenuto in sede di Commissione dal Consigliere Levi-Montalcini e che noi abbiamo trasformato in un emendamento per rendere più chiaro il contenuto del testo che riguarda la diffusione e la collocazione di pieghevoli informativi e pubblicitari. Approfitto di questo mio intervento per dire al Consigliere Carossa che gli operatori del proprio ingegno sono previsti della Legge Bersani e che noi, in questo modo, li regolamentiamo. Inoltre, Consigliere Ravello, durante le Olimpiadi, non solo le persone di cui parlava nel suo intervento non erano sparite, ma, per sfatare un altro mito, in quel periodo il numero dei reati è nettamente aumentato nella nostra città e non per colpa dell'Amministrazione, ma per un fatto naturale: c'era più gente, quindi, si commettevano più reati. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Ravello. RAVELLO Roberto Sergio La questione è molto interessante e merita grande attenzione da parte di tutti ed ogni tanto, al di là delle battute e delle risatine con cui, giustamente, accompagniamo un lavoro che non è sempre troppo piacevole, si fa cenno ad argomenti che, più di altri, dovrebbero essere approfonditi. Assessore, dato che non fui il solo ad accorgermi di qualcosa che aveva una particolare evidenza, le chiedo quali siano gli elementi a sua disposizione per aver considerato che i fenomeni di cui stiamo parlando non si siano ridotti nel periodo delle Olimpiadi... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, Assessore, è lei che mi ha chiamato in causa su questo argomento! Sono profondamente interessato alla questione, perché penso che capire questi meccanismi rappresenti il primo passo per risolvere il problema e visto che evidentemente o lei o io questi meccanismi non li abbiamo ancora capiti, perché abbiamo due visioni nettamente contrapposte, vorrei avere degli elementi in più per comprendere quali sono la posizione e l'analisi più corrette a tal riguardo. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Anche se non l'ho fatto prima, vi pregherei di considerare la mia non una disattenzione, ma semplicemente un atto di cortesia istituzionale e pregherei i Consiglieri, durante i loro interventi, di restare nel merito degli emendamenti in discussione. In questo caso, non è stato così e mi rendo conto che sia stato l'Assessore ad aprire la stura intervenendo direttamente, però, per il prosieguo della discussione, vi pregherei di restare nell'ambito di quanto indicato dall'emendamento che stiamo trattando. Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 118: Presenti 29, Favorevoli 29. L'emendamento n. 118 è approvato. |