Cittą di Torino

Consiglio Comunale

Cittą di Torino > Consiglio Comunale > VERBALI > Torna indietro

Estratto dal verbale della seduta di Mercoledì 2 Aprile 2008 ore 15,00
Paragrafo n. 20
DELIBERAZIONE (Giunta: proposta e urgenza) 2007-09636
REGOLAMENTO DI POLIZIA URBANA. MODIFICHE PARZIALI. APPROVAZIONE.
Interventi

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
Passiamo all'esame della proposta di deliberazione n. mecc. 200709636/103, presentata dalla Giunta Comunale in data 27 dicembre 2007, avente per oggetto:
"Regolamento di Polizia Urbana. Modifiche parziali. Approvazione".
della proposta di deliberazione n. mecc. 200706118/02, presentata dai Consiglieri Ghiglia, Ravello, Galasso e Ventriglia in data..., avente per oggetto:
"Regolamento di Polizia Urbana. Introduzione dell'art. 7 bis. Approvazione".
della proposta di mozione n. mecc. 200705669/02, presentata dal Consigliere Carossa in data 30 agosto 2007, avente per oggetto:
"Modifica al Regolamento di Polizia Urbana".
e della proposta di mozione n. mecc. 200800960/02, presentata dal Consigliere Scanderebech in data 28 febbraio 2008, avente per oggetto:
"Modifica del Regolamento della Polizia Urbana, come deterrente per i venditori abusivi".

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
Comunico che, per quanto riguarda la proposta di deliberazione n. mecc. 200709636/103, in data 07/03/2008 le competenti Commissioni hanno rimesso il provvedimento in Aula e che, per quanto riguarda la proposta di deliberazione n. mecc. 200706118/02, in data 07/03/2008 le competenti Commissioni e la Conferenza dei Capigruppo hanno rimesso il provvedimento in Aula.
Ricordo al Consiglio che, in precedenza, abbiamo votato una proposta di mozione che accorpava gli emendamenti presentati e che alla proposta di mozione n. mecc. 200800960/02 è stato presentato un emendamento.
La parola, per l'illustrazione, all'Assessore Borgogno.

BORGOGNO Giuseppe (Assessore)
Questa proposta di deliberazione è il frutto di una discussione molto ampia, che si è svolta nelle Commissioni Consiliari, ma anche nelle Circoscrizioni, addirittura prima della stesura del provvedimento. Infatti, abbiamo provato a raccogliere in questo testo vari elementi, sia quelli emersi da una discussione iniziata nel mese di settembre, che altri che sono contenuti, addirittura, nelle mozioni collegate (ad esempio, la mozione presentata dal Consigliere Carossa ed una parte di un provvedimento presentato dal Gruppo di Alleanza Nazionale). Mi preme sottolinearlo soprattutto per i Consiglieri dell'opposizione.
Lo dico con soddisfazione: nella discussione nelle Circoscrizioni, questa deliberazione, in alcuni casi, ha incontrato addirittura il voto favorevole dell'opposizione, il che vuol dire che una dialettica c'è stata.
È un testo che si lega in modo molto netto alla deliberazione che abbiamo appena approvato; prima c'erano due testi, il Regolamento di Polizia Urbana e quello relativo all'occupazione di Suolo Pubblico, che presentavano tra loro varie contraddizioni, che abbiamo provato a pulire e a coordinare.
Abbiamo provato ad elaborare dei testi (uso la parola testi perché vale anche per il Regolamento appena approvato), che rendessero più facile sia la comprensione che l'applicazione. Chi poi dovrà utilizzare questi regolamenti per intervenire e sanzionare avrà dei testi che sono certamente più chiari dei precedenti e meno anacronistici, tanto è vero che vengono prese in esame alcune fattispecie che fanno parte della vita cittadina di questi anni, mentre nei vecchi testi quelle stesse fattispecie erano piuttosto antiche (come "straccivendoli"...), insomma, francamente, era da rifare.
Essendo intervenuti più volte negli anni passati con modiche parziali, adesso è giunto il momento invece di intervenire sul corpo del Regolamento, così come, ricordo, annunciammo a settembre in una riunione del Tavolo per la Sicurezza, che si è riunito alcune volte nell'anno passato a Palazzo Civico.
È un testo che tiene assieme vari elementi, che prova, sulla base di questa discussione e a seconda del peso e del giudizio delle nostre convinzioni - perché aveva ragione il Consigliere Ravello quando diceva, se non sbaglio, che questo testo rappresenta anche una lettura della città -, a dare un equilibrio a comportamenti e temi su cui si deve innestare il divieto e la sanzione, con altri, laddove è possibile, sui quali invece si può innestare un meccanismo di regolamentazione, con l'impegno, ovviamente, a farlo valere.
In linea generale il senso di questo lavoro è questo, ma lo abbiamo discusso davvero a lungo ed anche il numero cospicuo di emendamenti presentati mi fa pensare che almeno una parte di questo Consiglio lo abbia letto.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Ravello.
Le ricordo che il Regolamento, per la presentazione della sua proposta di deliberazione, le assegna fino a 20 minuti, trattandosi di variazione di un Regolamento.

RAVELLO Roberto Sergio
Devo dire che finalmente si arriva alla discussione di un documento presentato dal nostro Gruppo ormai diversi mesi fa, che nasceva come risposta (a nostro avviso, molto più tempestiva di quella arrivata dall'Amministrazione) all'esplosione di un disagio evidentemente accumulato dai cittadini, non solo torinesi, di fronte al ripetersi, alla presenza e al radicamento di attività e fenomeni che oggettivamente arrecano disturbo e disagio ai cittadini.
Come l'Assessore ricorderà, infatti, la polemica nacque ormai sul finire dell'estate scorsa, quando un Sindaco evidentemente più illuminato del nostro, il Sindaco di Firenze (che, non a caso, è il Presidente nazionale dell'ANCI) decise di intervenire per rispondere a manifestazioni di disagio che arrivano dai suoi concittadini, cioè decise finalmente di fare quello che molti sindaci spesso non fanno: rispondere a un bisogno della città che loro amministrano.
Il Sindaco di Firenze decise di emettere diverse ordinanze attraverso le quali vietò l'attività di lavavetri agli angoli delle strade e, se non ricordo male, su tutto il territorio cittadino.
Allora chiedemmo che la Città di Torino si adeguasse, arrivasse a riconoscere il merito del Sindaco di Firenze, credendo non fosse cosa difficile, considerata anche l'affinità politica e partitica tra il nostro Sindaco e quello di Firenze.
La Città di Torino promise, per bocca del Sindaco, un intervento rapido e tempestivo per far fronte a questo evidente malessere, per cercare di contrastare questi fenomeni che - Assessore, lei lo sa sicuramente molto bene - toccano la città dall'aulico centro alla più dimenticata periferia.
Rispose tardivamente, promettendo delle misure che sono arrivate, ma molto edulcorate rispetto a quelle emanate nella Città di Firenze, vietando per i soli tempi previsti da una ordinanza del Sindaco, le attività in prossimità di cimiteri e ospedali... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Lo ripeto non tanto per lei, quanto per i Consiglieri, che sicuramente hanno bisogno di raccogliere gli elementi necessari per esprimere, attraverso il voto, il giudizio sostanziale sul nostro provvedimento.. Fu quindi un intervento a nostro avviso molto limitato, che non si dimostrò affatto sufficiente a rimuovere alla radice il problema ed i fenomeni connessi.
Tra l'altro, è giusto ricordare, dato che suscitò molte polemiche - perché ci sono alcune proposte che lasciano il segno (le parole sono pietre e sono ancora più pesanti se pronunciate dal Sindaco di una città come quella di Torino) -, che si arrivò persino a proporre l'istituzione di un albo per assumere i lavavetri che operavano nella nostra città.
Divenne facile fare una polemica su un argomento tanto debole e, devo dire la verità, che si è dimostrato anche profondamente offensivo, non tanto nei confronti della minoranza consiliare, di Alleanza Nazionale, che chiedeva interventi seri su questo tema, quanto nei confronti di tutta la città, in particolare nei confronti dei disoccupati iscritti nelle liste del collocamento e degli stessi immigrati, perché in quel periodo era facile cadere in un ragionamento logico che portava automaticamente a vedere il lavavetri come un immigrato, molto spesso extracomunitario, quando non sempre era così, anche se questo immagino che tutti lo sappiano bene.
La proposta si dimostrò offensiva anche nei confronti dei tanti stranieri regolari che fanno fatica, al pari dei cittadini italiani, a trovare un lavoro, un'occupazione, a poter mantenere se stessi e le loro famiglie, a potersi integrare attraverso una professione e un lavoro.
Credo che, forse, nell'elenco delle "sparate" del nostro Sindaco, questa si dimostrò fra le peggiori e fortunatamente non si diede seguito ad una proposta di questo tipo, ma arrivò la proposta dell'Assessore Borgogno, del quale e al quale tutto si può dire tranne che non sia uno degli Assessori che più di tutti lavora. Purtroppo, però, a volte, è meglio non lavorare , piuttosto che lavorare così, Assessore.
Propose una serie di provvedimenti che ci lasciarono di stucco, perché, superato lo scoglio delle discussioni nelle Circoscrizioni e approfondito il tema, al di là della facciata e di una serie di modifiche proposte, dietro il titolo, nascondevano, alla fine, l'applicazione dei principi, un po' più annacquati, che fu lo stesso Sindaco a sostenere, perché non si predispose un Albo in cui potessero iscriversi solo i lavavetri certificati, quelli con l'attestato rilasciato non si sa da chi.
Si giunse a proporre un Albo per i mestieri di strada, contemplando un registro per i medesimi.
Tanto torneremo sull'argomento e sicuramente, a giudicare dalla faccia dell'Assessore, avrò capito male, per cui - noi di destra, i pochi rimasti, siamo duri di comprendonio - penderò dalle sue labbra quando mi rispiegherà tutto ciò, ma se non ricordo male si parlò di tutti i mestieri di strada racchiusi in un registro ad hoc.
La serie di proposte presentate dall'Assessore Borgogno, a nostro avviso, non si dimostrano adeguate alle necessità, espresse non solo da noi e dai nostri elettori, perché basta fare un giro della città per rendersene conto.
Non basta nemmeno ricordare che, nella nostra città, il numero di incroci regolati da impianti semaforici stia diminuendo in favore delle rotonde, perché si arrivò addirittura a dire che il fenomeno dei lavavetri era in netta diminuzione, dato che nella città si stavano diffondendo a macchia d'olio le rotonde. Avendo considerato inutili, quasi una beffa nei nostri confronti, le proposte di modifica dell'Assessore Borgogno al Regolamento di Polizia Urbana, acquisisce ancora maggiore importanza la proposta di deliberazione, presentata dal nostro Gruppo, che sto per illustrare.
La nostra proposta, diversamente da una delle tante mozioni che abbiamo presentato sull'argomento, dopo un'attenta lettura e dopo la constatazione della carenza di un passaggio relativo alla contemplazione, tra le attività vietate, di quella di lavavetri e di parcheggiatore abusivo, propone una modifica strutturale al Regolamento di Polizia Urbana. Per cui, molto semplicemente - l'Assessore lo sa -, abbiamo proposto, attraverso questa modifica del Regolamento di Polizia Urbana, l'aggiunta, nel paragrafo dedicato alle attività vietate, dell'art. 7 bis, che recita: "Comma 1. A tutela dell'incolumità pubblica e del decoro urbano, è vietato l'esercizio dell'attività di 'lavavetri' sulle carreggiate e agli angoli delle strade. Comma 2. Chiunque venga colto nell'esercizio di tale attività o in circostanze tali da poter esser facilmente ricondotto alla suddetta attività, subisce l'immediato sequestro delle attrezzature utilizzate per lo svolgimento dell'attività e delle somme indebitamente riscosse e incorre in sanzioni amministrative da un minimo di 675 Euro ad un massimo di 2.500 Euro e , in casi di recidiva, viene allontanato, anche con l'uso della forza, dagli Agenti di Polizia Municipale".
Assessore, le chiedo un minuto di particolare attenzione, perché il Comandante del Corpo di Polizia Municipale, il dottor Famigli, interpellato al riguardo, considera non accoglibile, esprimendo parere non favorevole, questo comma (relativo all'allontanamento coattivo del lavavetri, se sorpreso recidivamente ad esercitare la sua attività), "... in quanto l'uso della forza non può essere codificato in assenza dei presupposti di legge fissati dal Codice Penale".
Peccato che, nella proposta di modifica al Regolamento di Polizia Urbana da lei presentata e poc'anzi illustrata, si fa riferimento a - non so se c'è una definizione ad hoc - quei personaggi (immagino che lo siamo stati un po' tutti) che si recano nelle biblioteche per studiare e creano disturbo della quiete all'interno della biblioteca, quindi rendendo più difficile, per chi sta in biblioteca con la volontà di assolvere ai suoi doveri di studente, tale attività.
Nella modifica al Regolamento di Polizia Urbana da lei proposta si richiede addirittura il pugno di ferro nei confronti di questi personaggi che creano un così grave disagio alla comunità e si prevede - questo sono sicuro di ricordarlo bene - il loro allontanamento coattivo.
Innanzitutto, le chiedo - e mi aspetto delle risposte - per quale ragione l'allontanamento coattivo non sia possibile, poiché non codificato dal Codice Penale, nei confronti di un lavavetri o di un parcheggiatore abusivo sorpreso per l'ennesima volta a condurre tale attività, e invece sia permesso nei confronti del classico disturbatore da biblioteca. Mi sembra molto strano e devo dire che non ne capisco nemmeno l'utilità, a meno che (ma sinceramente non immagino che si sia arrivati a tanto) la Giunta di Torino non ritenga più dannosi per la società coloro i quali disturbano all'interno delle biblioteche rispetto a parcheggiatori abusivi che taglieggiano, a lavavetri abusivi che minacciano e che, molto spesso, reagiscono malamente (è capitato anche al sottoscritto) ai dinieghi degli automobilisti che rifiutano le loro prestazioni. Non se ne capisce la ragione!
Mi ritengo molto distante rispetto a lei, dal punto di vista culturale, nella mia formazione, nel mio percorso, e credo che questo sia assolutamente naturale: è il bello della democrazia; ma non immaginavo che questa distanza culturale portasse un amministratore eletto in un partito di centrosinistra a ritenere molto più pericolosi, dal punto di vista del disagio sociale, i disturbatori nelle biblioteche rispetto ai lavavetri e ai parcheggiatori abusivi!
Sto dicendo spesso, nell'ultimo periodo, che non posso dire di averle viste tutte, ma tutto mi aspettavo, tranne che le nostre differenze culturali ci portassero a vedere il mondo in maniera così profondamente diversa!
Disturbatore nelle biblioteche lo sono stato anch'io, me ne assumo la piena responsabilità, Assessore; a questo punto, visto il Regolamento che lei ci propone, me ne devo pentire, sperando che questa norma non abbia valore retroattivo! Però, ricordo che quelli come me, che comunque arrivarono alla fine del loro percorso di studi pur disturbandosi a vicenda e pur disturbando i tanti che invece, diversamente da noi, volevano studiare in tutta tranquillità all'interno della Biblioteca Civica, non si sono mai sentiti dei delinquenti, Assessore. Mi aspetto che lei non veda in questa maniera i tanti giovani che, magari in mezzo a otto ore di faticoso studio, cercano di infilare qualche battutina qua e là, o qualche commento su qualche bella ragazza che ha la ventura di entrare nella biblioteca nella quale loro studiano!
C'é un nostro Collega in Sala Rossa - non voglio fare nomi -, che frequentava con me la stessa Biblioteca, che era un mago in questo, e se io sono stato colpevole di questo reato, le assicuro, Assessore, lui lo è molto più di me, e forse una norma di questo tipo non basta a reprimerne gli atteggiamenti!
Detto questo, procedo "Comma 3. A tutela dell'incolumità pubblica e del rispetto della legalità e della sicurezza, è vietato l'esercizio dell'attività di "parcheggiatore abusivo" ovunque svolto sul territorio comunale, nei parcheggi pubblici a raso, in barriera e in quelli in struttura, ancorché gestiti da GTT. Comma 4. "Chiunque svolga la suddetta attività di 'parcheggiatore abusivo' incorre in una sanzione amministrativa, così come disciplinato dal Codice della Strada, e subisca il sequestro delle somme indebitamente riscosse. Gli agenti di Polizia Municipale hanno comunque la facoltà di allontanare, anche con l'uso della forza, i recidivi dai luoghi in cui abitualmente svolgono la loro attività illecita".
È chiaro che dal testo proposto emerga l'approccio che Alleanza Nazionale non ha mai nascosto di avere nei confronti di questa problematica, ed è altrettanto chiaro che il vostro approccio sia diverso. Spero, però, nel nome di un'azione che sia quanto più condivisa per il bene della collettività, che si voti secondo coscienza anche questo provvedimento, ritenendo che, quanto da noi proposto intervenga in maniera più dura rispetto a quanto proposto dalla Giunta nei confronti di questi fenomeni. Rendendomi conto di questo, credo che comunque ormai la città abbia dovuto sopportare per troppo tempo parcheggiatori abusivi e lavavetri.
Assessore, lei sicuramente sarà - è un suo obbligo d'ufficio - un attento lettore della rassegna stampa che ogni giorno ci viene consegnata e sicuramente, se così è, avrà avuto modo di notare, nella sua lunga esperienza, prima come Consigliere Comunale, ora come Assessore, quanti siano i fenomeni di violenza nei confronti di cittadini torinesi che nascono da lavavetri e da parcheggiatori abusivi.
È proprio per questo che riteniamo che ora sia il tempo di agire e che sia già passato troppo tempo da quando il Sindaco iniziò questo giro di parole con una sua promessa iniziale, ormai più di sei, sette mesi fa.
Non è una prerogativa della destra, o almeno non vogliamo ritenere che sia così.
Diversamente dalla sinistra, abbiamo sempre sospettato che la destra amasse più che analisi sociologiche, approfondimenti o tante parole, l'azione!
Crediamo che, per amministrare una Città, sia prioritario muoversi in questa direzione, piuttosto che analizzare fenomeni che non fanno altro che danneggiare l'intera comunità.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Carossa.

CAROSSA Mario
Ringrazio il Consigliere Ravello, perché nel suo intervento ha espresso anche diverse mie opinioni riguardo a questa proposta di deliberazione che si voterà fra pochi minuti.
Dal momento che avevo presentato una proposta di mozione sugli orari dei cortili, ponendo dei quesiti, volevo esprimere la mia insoddisfazione su un punto di questa deliberazione.
Nei cortili e nelle aree scoperte delle abitazioni private, è previsto che il regolamento di condominio possa disporre limitazioni al diritto di cui sopra, all'interno delle fasce orarie 8-10 (va bene), 13-15 (va benissimo), 22-8. La mia insoddisfazione è legata proprio a quest'ultima fascia, e su questo chiedo spiegazione all'Assessore, nel senso che ritengo che dalle 22 alle 8 non debba essere il regolamento di condominio ad imporre il silenzio e la quiete, ma debba essere una cosa naturale, perché, se un regolamento di condominio, per sua carenza, non pone limitazioni, ci si può sentire liberi di disturbare di notte.
Non entro nel merito del resto della deliberazione, su cui si è già riccamente e lungamente espresso il Consigliere Ravello.
Il dibattito dei lavavetri è un dibattito vecchio che, partendo dalla Città di Firenze, si scatenò in tutta Italia; lo stesso dibattito oggi accende nuovamente le discussioni in tutta Italia, partendo sempre da Firenze, che riguarda un giro di vite che vede coinvolti falsi accattoni, mendicanti e quant'altro.
Il Sindaco, oggi dichiara (come al solito) che bisogna colpire a monte le organizzazioni che lucrano su questi finti o meno finti mendicanti, dimenticandosi sempre (il risultato si vede nelle vie di Torino) che forse bisognerebbe cominciare semplicemente a sanzionare e allontanare chi fa queste attività sulla strada; andiamo sotto i portici di Via Roma per tanti giorni della settimana e vediamo una serie di mendicanti, di accattoni e di altri soggetti che, secondo me (non mi spaventa dirlo), delegittimano tutto il lavoro fatto dal Comune, dai Vigili Urbani e da altre forze di Polizia, per cercare di mantenere un decoro nella nostra città.
Non sono d'accordo con questo Regolamento di Polizia Urbana e con il modo con cui vengono sempre trattate le questioni concernenti il decoro e la sicurezza in questa città. Si vuole sempre ed esclusivamente cercare di colpire altre persone, senza andare a fare un'opera di pulizia.
C'è un Regolamento molto lungo e modifiche di Regolamento altrettanto lunghe; non so come verranno applicate alcune di queste norme, come quella che discute e contesta le emissioni sonore provenienti dall'interno delle macchine, molto evidenziata dai giornali cittadini. Vedo già i potenti mezzi della Polizia Municipale (sempre così solerti a misurare i decibel dei locali notturni che disturbano i cittadini) andare a misurare al volo le auto che passano con gli stereo a tutto volume! Vedremo, Assessore, come farete queste cose!
Dal mio punto di vista, sarebbe meglio evitare di scrivere queste cose in un Regolamento nuovo (questo è un mio parere personalissimo), perché voglio vedere come andrete a contestare agli automobilisti di passaggio la violazione di una norma del genere!
Non entro nel merito di altre cose, come per esempio quella delle tende di plastica e dei Nuclei Decoro (abbiamo già avuto anche occasione di parlarne), che vanno a colpire, magari, la vecchietta che ha la tenda di nylon al balcone, dimenticandosi di guardare ben altre cose che accadono nelle vie centrali della nostra bella città!
Le modifiche ad un Regolamento di Polizia Urbana, secondo me, devono partire in altre maniere; devono partire soprattutto con un discorso da buon padre di famiglia di voler preservare la nostra bella città.
Questo a me non sembra venga fatto con queste modifiche, e quindi il mio voto sarà contro questa proposta di deliberazione.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola, per una breve replica, all'Assessore Borgogno.

BORGOGNO Giuseppe (Assessore)
Vorrei far notare al Consigliere Ravello che l'attività di parcheggiatore abusivo noi la vietiamo, non la consentiamo.
Abbiamo dichiarato vietate quelle attività esplicitamente citate dal Codice della Strada come attività vietate, cioè il parcheggiatore abusivo e il meccanico di strada.
L'attività del lavavetri è un'attività che non può svolgersi in contrasto col Codice della Strada, e infatti la inseriamo come attività tipica che, tra quelle che possono svolgersi in contrasto con il Codice della Strada, ha questa peculiarità.
Queste soluzioni permettono in entrambi i casi di comminare le sanzioni accessorie, oltre a quelle previste dal Codice della Strada.
Nella stesura della modifica di questo Regolamento, abbiamo usato come timone, né più né meno, quanto è contenuto nel Codice della Strada.
Noi ci siamo dedicati tanto nel 2007, prima della vicenda di Firenze, quanto nel 2008, al contrasto del fenomeno dei parcheggiatori abusivi. Le cito qualche dato.
Dal 2007 fino a marzo 2008: 975 violazioni amministrative accertate (multe da 625 Euro); 670 pattuglie impegnate nel contrasto al fenomeno dei parcheggiatori abusivi, in particolare - e lo vedrà tra poco - quando mettono in atto comportamenti estorsivi o violenti.
I comportamenti che lei ha citato, taglieggiamento e minaccia, sono reati penali che esistono a prescindere da qualunque Regolamento, con il quale non si può dichiarare reato ciò che non è reato, né derubricare a qualcos'altro ciò che è reato.
La minaccia, il taglieggiamento, la violenza, l'estorsione sono reati penali e naturalmente fanno parte dell'attività di contrasto della Polizia Municipale, ma anche - se avete letto i giornali - di Polizia e Carabinieri, perché l'impegno contro questo fenomeno lo abbiamo chiesto anche alle altre forze dell'ordine, non lo abbiamo affidato soltanto alla Polizia Municipale (anche se questi sono dati della Polizia Municipale).
I controlli dei parcheggiatori abusivi in zona ospedali sono stati 394; quelli in altre zone sono stati 162; le notizie di reato sono state 127 (quelle soltanto riferibili alla Polizia Municipale); gli arresti, dovuti ad attività estorsiva o ad atti di violenza privata manifesti (individuati grazie all'uso delle telecamere che abbiamo installato in alcuni luoghi e in applicazione dell'ordinanza nel periodo 1 novembre-Feste natalizie), sono stati 39.
A me, francamente, non pare un bilancio irrilevante.
Si aggiungano 365 persone identificate, 5 sequestri giudiziari e 255 sequestri amministrativi; che rappresentano anche il ricavato dell'attività svolta illecitamente.
Ho fatto un'indagine (sapete che mi piace sempre fare i confronti) e non ho trovato, in realtà simili alla nostra, risultati altrettanto apprezzabili, posto che noi - come ho detto già l'anno scorso -, ci siamo concentrati in particolare su quel fenomeno, che nella nostra città ha una valenza particolarmente delicata per i temi della sicurezza urbana. Tuttavia, quell'attività è vietata, così come l'attività di meccanico di strada e quella di lavavetri, che è citata come tipica attività in contrasto con il Codice della Strada e quindi non può essere svolta.
Le ordinanze di cui il Consigliere Ravello ha parlato (quelle della scorsa estate) non hanno avuto un grande successo, checché ne dicano i giornali; le azioni giudiziarie che sono seguite alle ordinanze sono state, praticamente, tutte archiviate.
Noi invece ci siamo mossi su una linea diversa, che prevede il presidio delle zone, l'utilizzo di strumenti tecnologici di controllo in alcune aree più sensibili, meta DI persone più deboli e fragili, ottenendo degli ottimi risultati.
È un lavoro che continuerà e, come lei sa, perché ne abbiamo parlato più volte, a questo compito è dedicato anche un nucleo di Polizia Municipale in condivisione con le forze di Polizia; sono stati ottenuti alcuni importanti risultati nella zona degli ospedali e in Piazza Albarello, cioè i fatti di cronaca più recenti che conoscete tutti.
Non proponiamo il registro dei mestieri di strada, ma il registro dei cosiddetti "operatori del proprio ingegno", per distinguerli da un'altra categoria. Gli operatori del proprio ingegno - tra l'altro, questa categoria è prevista dalla legge sul commercio - sono coloro i quali vendono ciò che essi stessi producono; pagano il suolo pubblico, ma non la licenza commerciale, e per poter operare devono essere iscritti a quel registro, dimostrando di essere operatori del proprio ingegno.
Questo è uno degli esempi più classici che spiegano come si possa rendere più semplice il lavoro della Polizia Municipale, quando, trovandosi in una festa di via, si riesce a distinguere chi non ha la licenza commerciale da chi ce l'ha, verificare se uno è operatore del proprio ingegno o se non lo è e non ha la licenza commerciale, nel qual caso c'è una sanzione aggiuntiva. Il commercio illegale è vietato dalle leggi dello Stato, non lo derubrichiamo noi a qualcosa di diverso.
Per quanto riguarda la questione dei cortili, ci sono delle norme generali che vanno oltre i Regolamenti, per cui il disturbo della quiete pubblica è sanzionato non dal nostro Regolamento, ma da norme di rango superiore.
Essendo aree private, è bene che l'utilizzo dei cortili sia regolamentato dai condomini.
Quando si produce un fastidio della quiete pubblica, allora si entra in un'altra fattispecie, non prevista dal Regolamento, ma contenuta in norme generali.
In relazione al problema dei mendicanti, innanzitutto l'accattonaggio non è più reato dal '99, per cui chi svolge quel tipo di attività - ho letto oggi sui giornali -, lungo la strada, sulle strisce pedonali o allungandosi sul marciapiede (il marciapiede è strada, secondo il Codice della Strada), è comunque sanzionabile ai sensi del Codice della Strada e viene allontanato.
Quindi, c'è già il Codice della Strada che ci salva da questo punto di vista, ma vorrei far notare un'ultima cosa: vi sono 200 emendamenti, una discussione che è iniziata a settembre,ma né durante la discussione, né negli emendamenti, si registra un argomento, un'azione che ruoti attorno a questo tema, il che significa che, nella sensibilità non solo della Giunta, ma di tutti, a Torino, diversamente forse da Firenze, questo non è un problema così evidente.
Firenze è una città turistica, nettamente più di Torino, ha un centro molto piccolo, è verosimile che ci siano molte persone che svolgono questa attività in un'area molto più piccola e quindi, forse, questo ha determinato una reazione. Tuttavia, esiste il Codice della Strada che permette di sanzionare questi comportamenti, ma nei 200 emendamenti nulla si è visto e quindi significa che questa è una sensibilità condivisa.
In riferimento alle biblioteche, Consigliere Ravello, non avevo visto il parere del Comandante Famigli. Un conto è qualcuno che invita ad uscire dalla biblioteca, altro è un parcheggiatore abusivo - ho letto questi dati sulla base di ciò che dice il Codice della Strada -, che, a maggior ragione, se fa quell'attività commettendo atti illeciti (estorsione, taglieggiamento, violenza privata), viene allontanato, così come dopo essere stato sanzionato, il lavavetri viene allontanato, anzi, gli viene anche sequestrato lo strumento con cui... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Sì, però, nella pratica quotidiana accade questo: gli vengono sequestrati il secchiello e lo spazzolone, così come al parcheggiatore abusivo, sanzione accessoria, viene sequestrato anche il ricavato dell'attività illecita, che è tale non perché lo dice il nostro Regolamento, ma perché lo dice una legge dello Stato, cioè il Codice della Strada, da cui abbiamo preso uno degli elementi che poi abbiamo trasferito nel nostro Regolamento.
Per il resto, abbiamo l'ambizione di provare a regolamentare alcune attività; crediamo che si possa farlo e che si debba distinguere - questo era uno dei limiti della discussione di fine estate - tra attività che hanno un impatto pesante sulla sicurezza e sul decoro urbano da attività di carattere diverso; mettere insieme queste cose significa non avere una percezione della realtà, contrastare male i fenomeni più pericolosi e criminalizzarne altri che lo sono molto meno. In sostanza, alla fine, si fa un pasticcio che alza soltanto la soglia dell'intolleranza, che è nemica della sicurezza.
Copyright © Comune di Torino - accesso Intracom Comunale (riservato ai dipendenti)