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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 10 Marzo 2008 ore 15,00
Paragrafo n. 8
INTERPELLANZA 2008-00568
"SOSTEGNO AI RIFUGIATI E MIOPIA SOLIDARISTICA" PRESENTATA DAI CONSIGLIERI COMUNALI RAVELLO, GHIGLIA E GALASSO IN DATA 31 GENNAIO 2008.
Interventi

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 200800568/02, presentata in data
31 gennaio 2008, avente per oggetto:
"Sostegno ai rifugiati e miopia solidaristica"

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola, per la risposta, all'Assessore Borgione.

BORGIONE Marco (Assessore)
Nell'interpellanza venivano poste una serie di domande. Provo a rispondere
puntualmente, magari velocemente; se poi saranno necessari degli approfondimenti,
sono disponibile.
Rispetto alle modalità di formulazione della proposta, c'è stata una lettera a firma di
parecchi Consiglieri di maggioranza (Silvestrini, Cassano, Castronovo, Ferrante, Gallo,
Cerutti, Cugusi, Grimaldi e Salinas), che nel frattempo è stata trasformata in mozione,
che è arrivata in Commissione giovedì scorso. Penso che siano gli stessi firmatari della
mozione discussa giovedì in Commissione.
La proposta non è che sia stata accolta, ma ha ribadito un ragionamento che si stava già
facendo in sede di Assessorato, quindi non è stata attuata tanto come indirizzo del
Consiglio Comunale, ma come verifica delle proposte di una maggioranza disponibile a
ragionare.
Le associazioni del "Tavolo rifugio" sono parecchie. Provo a elencarle velocemente:
Cooperativa sociale "Progetto tenda", Cooperativa sociale "Il riparo", il Sermig, l'ASGI
(Associazione Studi Giuridici Immigrazione), l'Associazione "Franz Fanon",
Cooperativa sociale "Parella", la Caritas, Ufficio Pastorale di Emigranti, la Chiesa
Evangelica Valdese, l'Associazione "La tenda", il Gruppo Abele, la Croce Rossa
Italiana (comitato provinciale), Amnesty International (sezione Piemonte e Valle
d'Aosta), l'Associazione "Mosaico", Azione per i Rifugiati e l'Arci. Queste sono le
associazioni che compongono il "Tavolo rifugio".
Il lavoro delle associazioni del "Tavolo rifugio" individuerà le famiglie disponibili e i
volontari con azioni mirate di sensibilizzazione.
Le associazioni dovranno garantire la valutazione di idoneità dei volontari a
intraprendere l'esperienza di accoglienza residenziale. Resta il compito di monitorare
l'intervento in corso, corrispondendo ad ogni famiglia, ad ogni volontario, un rimborso
spese previsto per l'accoglienza, per un massimo di 300 Euro al mese. Una parte del
contributo dato all'associazione sarà trattenuto da questa per il percorso di
accompagnamento.
Non si tratta di un'attività solidaristica, perché per i richiedenti asilo e rifugiati c'è un
obbligo di legge in tema di accoglienza.
In relazione allo stato della palazzina di Via Paganini, leggo una nota della Direzione
Patrimonio: "L'immobile in oggetto si presenta esteriormente in buono stato di
conservazione, senza situazioni di evidente degrado e criticità dal punto di vista
strutturale. Sulle superfici delle facciate si riscontra la presenza di scritte e disegni
realizzati con vernici sintetiche. Per quanto riguarda lo stato di conservazione dei locali,
tenuto conto della perdurante occupazione, non è possibile fornire indicazioni. Dalle
informazioni raccolte presso gli Uffici tecnici competenti, non risulta che siano stati
effettuati interventi manutentivi di sorta. Per quanto riguarda l'impianto di
riscaldamento, la Divisione conferma che è sospesa l'erogazione".
Non corrisponde al vero che "...la Città sarebbe intervenuta nel ripristino
dell'allacciamento del riscaldamento, dell'impianto fognario e… abbia fornito agli
occupanti letti a castello e generi alimentari". La Città - questo è un promemoria
dell'Assessore Borgogno - non ha fornito né generi alimentari, né attrezzature di altro
tipo, ivi comprese brandine.
Segnaliamo soltanto che c'è stata un'iniziativa del Consiglio Regionale, che avrebbe
attivato la Protezione Civile, ma di questo non abbiamo riscontro. Non risultano
interventi eseguiti o commissionati dalla Città sugli impianti elettrici e idrici dello
stabile. È stato invece eseguito un intervento di spurgo del tombino posto all'esterno
dello stabile, che è un intervento sulla pubblica via.
Per quanto concerne il fatto che "… (l'Amministrazione sia) a conoscenza del
coinvolgimento nelle attività di sostegno alla popolazione rifugiata di individui
protagonisti di episodi oggetto di indagini da parte della Magistratura", posso dire che
non ne siamo a conoscenza, però è stata inviata comunicazione a Prefettura e Questura
rispetto all'occupazione, e ci risulta che questa modalità di monitoraggio la stiano
facendo loro.
Infine, in riferimento alla volontà di "…procedere al ritiro della deliberazione in
oggetto… stornando le risorse stanziate per finanziare progetti di sostegno alle famiglie
che hanno in carico anziani non autosufficienti o persone con handicap intellettivi
gravi", mi sento di dire che questo non è nell'intenzione dell'Amministrazione, anche
perché non si tratta di una attività di tipo solidaristico, ma riferita ad una categoria di
persone tutelata dalla legge nazionale, per la quale i fondi impegnati arrivano
direttamente dal Ministero degli Interni.
Abbiamo attivato questo servizio sperimentale non con risorse comunali, ma con fondi
trasferiti direttamente dal Ministero e ci sembra opportuno tentare questa
sperimentazione, anche per verificare quali siano gli esiti che la medesima potrà
produrre.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Ravello.

RAVELLO Roberto Sergio
Avrei diverse cose da dirle, Assessore, ma inizio da quella che mi lascia più perplesso.
È difficile non cogliere un legame tra questa deliberazione di Giunta e l'occupazione
della Sala Carpanini avvenuta nello scorso mese di dicembre. La prova sta nel fatto che
- come da lei riferito -, nella narrativa della deliberazione, la proposta alla quale fate
richiamo è stata formulata, per una strana casualità, dall'intero Gruppo della Sinistra
Arcobaleno.
Di conseguenza, le mie perplessità nascono del fatto che, per una Istituzione come il
Consiglio Comunale, la cui attività deve essere continuamente riferita ai richiami e ai
dettami dei Regolamenti e dello Statuto, in questa occasione, una deliberazione di
Giunta nasca da una proposta informale consegnata alla Giunta e nemmeno, per
conoscenza, ai Capigruppo o a qualunque altro organo.
È stata seguita questa prassi e, anche se è stata depositata in Commissione la proposta di
mozione, le faccio notare che è stata discussa forse poco più di una settimana fa, a
distanza di 1 mese e mezzo circa dall'approvazione di questa deliberazione. Quindi è
arrivata in un momento successivo, diventando, a mio avviso, ormai superflua, perché la
Giunta ha seguito, ancora prima dell'approvazione di un atto di indirizzo da parte del
Consiglio Comunale, quegli indirizzi scritti, prima che nella mozione, in una lettera
presentata dalla Sinistra Arcobaleno.
Non credo che sia normale questo metodo di lavoro e io, come Consigliere Comunale,
mi sento mortificato nel mio ruolo, perché non mi è stata data la possibilità di
partecipare alla predisposizione di un atto che nasce dietro la volontà di far fronte ad
una situazione di criticità, se non di emergenza.
Per quanto riguarda le associazioni che compongono il Tavolo rifugio le chiederei, se è
possibile, uno scritto che mi elenchi i nominativi dei responsabili, dei rappresentanti
legali, del Presidente e dei componenti del Direttivo delle associazioni, perché questa è
la richiesta dell'interpellanza. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Bastano anche
i nominativi dei rappresentanti legali, per ora. Sarà mia cura eventualmente chiedere le
integrazioni in un momento successivo.
Per quanto riguarda la selezione delle famiglie coinvolte in questo progetto, Assessore,
lei dice che non nasce da un'ottica solidaristica, però - non ho il testo sottomano, ma
ricordo bene, perché quel passaggio mi colpì -, nella parte narrativa della sua
deliberazione, si scrisse che, in ragione della forte tradizione dell'ottica solidaristica alla
quale la città era profondamente legata, nasceva questa iniziativa. Per cui, si metta
d'accordo con quanto lei stesso ha contribuito a scrivere!
Mi pare di capire che, lasciando in mano alle associazioni la possibilità di scegliere
quali famiglie potranno accogliere in casa un rifugiato, il Comune di Torino non
eserciterà alcuna forma di controllo sul rifugiato e sulle famiglie che lo accoglieranno.
Adesso le faccio un conto. Lei mi dice che di questi 96.000 Euro, 300 Euro al mese
verranno destinati come rimborso spese alla famiglia che accoglierà il rifugiato, per cui,
avendo il progetto una durata di 6 mesi, se non ricordo male, ogni rifugiato parteciperà
alla spesa complessiva di 1.800 Euro. Contando 96.000 Euro diviso 20 - che è il numero
massimo di rifugiati che verranno accolti, almeno in questa prima fase sperimentale del
progetto -, il costo complessivo per rifugiato sarà di quasi 5.000 Euro.
Dato che lei ha detto che la parte restante sarà destinata alle associazioni, sono portato a
pensare ad una cosa: coloro che godranno maggiormente dei contributi erogati dal
Comune saranno le associazioni, non le famiglie che accoglieranno un rifugiato, perché
5.000 Euro meno 1.800 Euro fa 3.200 Euro!
Se 1.800 Euro vanno al rifugiato e alla famiglia che accoglie il rifugiato, i restanti 3.200
Euro vanno all'associazione. È evidente che ci sia una sproporzione nella destinazione
di queste risorse.
Per quanto riguarda la situazione della palazzina di Via Paganini, le chiedo per quale
ragione, a fronte di un'evidente azione illecita quale l'occupazione abusiva di un bene
pubblico, non ne sia stato ancora richiesto lo sgombero.
Personalmente condivido la necessità di far fronte al preciso bisogno di dare un
sostegno ai richiedenti asilo, ancor più se questo è garantito attraverso risorse statali e
ministeriali, ma quando questo sostegno viene dato passando attraverso associazioni che
speculano sulla tragedia di persone in attesa del riconoscimento dello stato di asilo o di
rifugiati, allora mi sembra evidente che ci sia qualcosa che non va, Assessore.
Chi deve trarre vantaggio, infatti, non sono quelle associazioni che cavalcano una
tragedia e che, cavalcando questa tragedia, arrivano ad occupare le sale del Consiglio
Comunale ed immobili della collettività, che arrivano a guadagnare (questo è quello che
accadrà), grazie allo stanziamento di contributi che, poi, saranno, loro a gestire. In
questo modo, non credo si possa far fronte ad un dramma, nei confronti del quale lei ha
dimostrato di voler porre particolare attenzione.
Mantengo, quindi, la richiesta di ritirare la deliberazione, soprattutto per il fatto che non
nasce da un atto di indirizzo di questo Consiglio Comunale, e la invito, Assessore, a
cercare di attuare, insieme all'intero Consiglio Comunale, un dialogo che porti ad
individuare la misura migliore e più adatta per far fronte a questo problema.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola all'Assessore Borgione, per una breve replica.

BORGIONE Marco (Assessore)
La replica non sarà molto breve, trattandosi di quattro punti molto importanti.
Vorrei che non si facesse confusione.
Non è che, attraverso questa deliberazione, la Città di Torino ha attivato la prima
esperienza di accoglienza di richiedenti asilo e rifugiati, perché la nostra città, insieme
ad Ivrea, Chiesanuova e Alice Bel Colle, è una delle quattro realtà del Piemonte che ha
sottoscritto con il Ministero degli Interni la convenzione del Sistema di Protezione
Richiedenti Asilo e Rifugiati (SPRAR). Questo avviene, dunque, da tempo immemore,
perché è un atto di indirizzo che il Consiglio Comunale, a suo tempo, ha dato e che ci ha
portato, a novembre, ad avere 148 posti di accoglienza, attivati tramite il sistema di
protezione, ed una lista d'attesa di 152 nominativi.
Trattandosi, quindi, soltanto di un potenziamento, con ulteriori venti posti, di un sistema
già sperimentato e di cui l'indirizzo è espresso ogni anno ed è contenuto nella relazione
previsionale e programmatica, non è necessario un indirizzo specifico da parte del
Consiglio Comunale. Per attivare questi processi, infatti, sarebbe sufficiente una
determinazione dirigenziale (ma si è voluto dare una rilevanza di Giunta), a meno che il
Consiglio Comunale non revochi questi indirizzi e stabilisca di non continuare questa
modalità di accoglienza, rimettendo tutta la questione in discussione.
Non c'è contraddizione tra solidarismo, che rappresenta una situazione di storia e di
tradizione culturale della nostra città, e una forma di accoglienza che, di fatto, diviene
obbligatoria, cioè l'abbinamento di un'apertura e di una sensibilità ad un'attività che,
rispetto ai richiedenti asilo e ai rifugiati, è prevista dalla legge.
Il Consigliere sa che coloro che richiedono questo status o sono dotati di permesso di
soggiorno a scopi umanitari oppure, addirittura, hanno il permesso di soggiorno per
rifiutati, se viene riconosciuta la loro condizione. Ricordo che, mentre il permesso
umanitario dura due anni, il permesso per i rifugiati consente di stare sul nostro
territorio cinque anni.
Per quanto riguarda la questione finanziaria, Consigliere Ravello, non confonda i
numeri: si tratta di venti posti attivati ogni sei mesi di accoglienza, quindi 120 posti
attivati nel semestre. Moltiplicando 120 per i 400 Euro previsti in deliberazione, si
ottiene un totale di 48.000 Euro a semestre, quindi 96.000 Euro all'anno.
I 400 Euro sono divisi in questo modo: 300 Euro per chi accoglie e 100 per
l'associazione che si occupa dell'accompagnamento sociale.
Il discorso economico presentato dal Consigliere Ravello, quindi, è completamente
invertito.
La mia ultima precisazione riguarda la richiesta di sgombero: il giorno successivo
all'occupazione della palazzina (non ricordo con precisione quando sia avvenuto, mi
pare i primi giorni di dicembre), il Sindaco ha scritto alla Prefettura e alla Questura,
segnalando la situazione dell'immobile occupato e richiedendone lo sgombero.
Posso consegnare al Consigliere il foglio su cui compaiono i nomi dei rappresentanti
legali.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
L'interpellanza è discussa.
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