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CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 200704385/02, presentata in data 29 giugno 2007, avente per oggetto: "Dormitorio per clandestini costato 9 miliardi di lire ai torinesi" CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Viano. VIANO Mario (Assessore) L'interpellanza fa riferimento, al di là dell'ironia, all'immobile acquistato dalla Città nel 1998 - come ben ricapitolato nella premessa - ex FIMIT, sito in Via Rossetti n. 34, concesso in comodato gratuito all'Università e poi rimasto inerte, in attesa di un recupero a riuso, ormai da molti anni. Quindi, devo assolutamente riconoscere che, in questo caso (viste, poi, le sollecitazioni che, a suo tempo, l'Università ci aveva rivolto affinché acquisissimo), non eravamo proprio entusiasti. Si trattava di un'opportunità interessante, perché l'attività produttiva che era insediata, in parte, si trasferiva, ma, comunque, nel complesso cessava in maniera gestita. La proprietà era rappresentata da una persona molto ragionevole e responsabile, che ci offrì l'acquisto di quell'area che, in termini generali, interessava la Città per la sua collocazione a ridosso dell'argine (e, quindi, del Po) e ad integrazione della Manifattura Tabacchi, su una porzione di territorio che la Città non intendeva perdere per le sue potenzialità di valorizzazione di attività di tempo libero e di fruizione naturalistica certamente importanti. L'operatore ci prospettò una situazione per cui, se alla Città fosse interessato l'acquisto, avrebbe ceduto molto volentieri; diversamente, avrebbe risposto a sollecitazioni che provenivano da operatori di attività produttive per insediarne altre. Eravamo indubbiamente preoccupati che l'insediamento di nuove attività potesse irrigidire, bloccare e congelare la situazione nello stato d'uso industriale, che, nella prospettiva che riferivo, auspicabilmente avremmo dovuto superare. Ribadisco, tuttavia, che non procedemmo all'acquisto a cuor leggero. L'Università aveva programmi di ricollocazione di attività e corsi di studi dell'area umanistica (in forte espansione di domanda), ma a queste grandi rassicurazioni non seguirono atti, anche in relazione al fatto che l'Università ci comunicò di riscontrare che l'accesso alle risorse finanziarie (e i contributi che, in questo senso, potevano venire dalle fondazioni bancarie) aveva posto la questione in termini alternativi tra l'area Italgas e l'area Manifattura Tabacchi e che, infine, l'Università aveva propeso per l'area Italgas, perché le urgenze legate alle Facoltà di Giurisprudenza e Scienze Politiche erano ancora maggiori. Ho ricordato questi elementi per dare un po' conto del fatto che, a suo tempo, non sia stato un acquisto a cuor leggero, anche in presenza di prospettive che parevano interessanti (anche se, nei fatti, non si sono dimostrate affidabili). Dopodiché, abbiamo assistito all'inerzia di cui si è detto. In ultimo, da un anno e mezzo a questa parte (il termine è un po' approssimativo, perché la nota non fornisce ulteriori particolari), è maturata, in maniera conclusiva (a questo punto, mi permetto di essere ottimista), un'ipotesi che prevede il recupero di questa struttura per l'insediamento della Scuola Universitaria Interfacoltà in Scienze Motorie (SUISM), che, come sapete, svolge la propria attività in Piazza Bernini all'interno di immobili di proprietà regionale. Con la Regione vi è un'intesa per cui quell'immobile può essere messo in gioco, dal punto di vista del valore patrimoniale, per finanziare la riqualificazione della nuova sede. Quell'area, vista la sua estensione, potrebbe essere utilizzata per espandere e sviluppare in modo più razionale l'attività della SUISM, che, peraltro, è riconosciuta non solo a livello nazionale, e quindi rappresenta una risorsa importante per la Città non solo dal punto di vista formativo, ma, in termini generali, anche economico. Questo è lo stato dell'arte ed è questa la ragione per cui non abbiamo revocato il comodato all'Università, ma, viceversa, sollecitiamo una conclusione delle definizioni preliminari per l'attivazione dell'intervento. Le attività propedeutiche prevedono la costituzione di un soggetto partecipato da Università, Città di Torino (la quale apporterebbe il patrimonio, ma non opererebbe al finanziamento dell'opera) e Regione (che, invece, apporterebbe il valore della dismissione patrimoniale degli immobili che ospitano attualmente la Scuola); il resto verrebbe attivato a debito e, quindi, finanziato in seguito (auspicabilmente, attraverso un project). Qualche minuto fa ho richiesto telefonicamente ulteriori informazioni e mi risulta che sarà Finpiemonte a gestire questa operazione. Infatti, la messa in gioco di queste risorse patrimoniali per la quota parte di finanziamento pubblico e la pubblicazione di un bando per la ricerca di un soggetto privato che, da un lato, valorizzi questa risorsa patrimoniale regionale e, dall'altro, apporti risorse proprie dietro il pagamento di un corrispettivo (com'è avvenuto per l'insediamento realizzato in Via Nizza per le Bioscienze), porrebbe a carico della Scuola Universitaria Interfacoltà in Scienze Motorie un onere per un certo numero di anni, al termine del quale, però, la titolarità di tutto l'immobile passerebbe nella disponibilità del soggetto misto Regione-Comune-Università. Questo è il quadro. Per quanto riguarda l'inerzia e gli usi impropri dell'area (in rapporto ai quali sollecitiamo sistematicamente l'Università), qualche iniziativa è stata assunta (che, certo, nel tempo, si è rivelata insufficiente), ma ritengo che non vi sia inerzia. Comunque, complessivamente, la situazione è questa. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Carossa. CAROSSA Mario Avrei sicuramente preferito avere delle date più certe, ma comprendo che l'Assessore non possa fornirle. Ho presentato questa interpellanza nel giugno dell'anno scorso e non ho mai chiamato l'Assessore in Aula per rispondere, perché, nonostante fossero stati pubblicati diversi articoli su alcuni quotidiani cittadini, speravo che la questione subisse un'ulteriore accelerazione. Purtroppo, dopo circa un anno, ho deciso di chiamarla, non avendo più ricevuto alcuna notizia dei vari progetti. Quanto riportato dall'Assessore non può che farmi piacere, anche se ribadisco che avrei preferito avere delle date più certe. Come mia abitudine, prima di presentare interpellanze del genere, mi reco sul posto; si tratta di circa 40.000 metri quadrati e la situazione che ho trovato era davvero molto brutta: persone che occupavano quell'area vivendo in situazioni di degrado vergognoso, oltre alla delinquenza, naturalmente. Sicuramente lei è al corrente di questi fatti, perché, ogni tanto, si procede a degli sgomberi, ma, finché non viene fatto qualcosa di serio dal punto di vista dell'edilizia, non si potrà risolvere nulla. Mi ritengo soddisfatto della risposta; tuttavia, come è mia abitudine, mi riserverò di controllare questa situazione e sperare che non capiti nulla, perché, da quanto ho capito, bisognerà fare una Variante di Piano per valorizzare gli edifici della Regione per riuscire a recuperare… VIANO Mario (Assessore) (Intervento fuori microfono). CAROSSA Mario No, su Manifattura no, però là bisognerà fare una Variante di Piano, valorizzarli, spostare la valorizzazione su Manifattura. Auspico che ciò avvenga nel più breve tempo possibile, perché una Facoltà universitaria di quel genere sarebbe l'ideale, considerando proprio lo spazio dove sarà ubicata. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) L'interpellanza è discussa. |