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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 10 Marzo 2008 ore 15,00
Paragrafo n. 4
INTERPELLANZA 2007-04385
?DORMITORIO PER CLANDESTINI COSTATO 9 MILIARDI DI LIRE AI TORINESI? PRESENTATA DAL CONSIGLIERE COMUNALE CAROSSA IN DATA 29 GIUGNO 2007.
Interventi

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 200704385/02, presentata in data
29 giugno 2007, avente per oggetto:
"Dormitorio per clandestini costato 9 miliardi di lire ai torinesi"

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola, per la risposta, all'Assessore Viano.

VIANO Mario (Assessore)
L'interpellanza fa riferimento, al di là dell'ironia, all'immobile acquistato dalla Città nel
1998 - come ben ricapitolato nella premessa - ex FIMIT, sito in Via Rossetti n. 34,
concesso in comodato gratuito all'Università e poi rimasto inerte, in attesa di un
recupero a riuso, ormai da molti anni.
Quindi, devo assolutamente riconoscere che, in questo caso (viste, poi, le sollecitazioni
che, a suo tempo, l'Università ci aveva rivolto affinché acquisissimo), non eravamo
proprio entusiasti.
Si trattava di un'opportunità interessante, perché l'attività produttiva che era insediata,
in parte, si trasferiva, ma, comunque, nel complesso cessava in maniera gestita. La
proprietà era rappresentata da una persona molto ragionevole e responsabile, che ci offrì
l'acquisto di quell'area che, in termini generali, interessava la Città per la sua
collocazione a ridosso dell'argine (e, quindi, del Po) e ad integrazione della Manifattura
Tabacchi, su una porzione di territorio che la Città non intendeva perdere per le sue
potenzialità di valorizzazione di attività di tempo libero e di fruizione naturalistica
certamente importanti.
L'operatore ci prospettò una situazione per cui, se alla Città fosse interessato l'acquisto,
avrebbe ceduto molto volentieri; diversamente, avrebbe risposto a sollecitazioni che
provenivano da operatori di attività produttive per insediarne altre.
Eravamo indubbiamente preoccupati che l'insediamento di nuove attività potesse
irrigidire, bloccare e congelare la situazione nello stato d'uso industriale, che, nella
prospettiva che riferivo, auspicabilmente avremmo dovuto superare. Ribadisco, tuttavia,
che non procedemmo all'acquisto a cuor leggero.
L'Università aveva programmi di ricollocazione di attività e corsi di studi dell'area
umanistica (in forte espansione di domanda), ma a queste grandi rassicurazioni non
seguirono atti, anche in relazione al fatto che l'Università ci comunicò di riscontrare che
l'accesso alle risorse finanziarie (e i contributi che, in questo senso, potevano venire
dalle fondazioni bancarie) aveva posto la questione in termini alternativi tra l'area
Italgas e l'area Manifattura Tabacchi e che, infine, l'Università aveva propeso per l'area
Italgas, perché le urgenze legate alle Facoltà di Giurisprudenza e Scienze Politiche
erano ancora maggiori.
Ho ricordato questi elementi per dare un po' conto del fatto che, a suo tempo, non sia
stato un acquisto a cuor leggero, anche in presenza di prospettive che parevano
interessanti (anche se, nei fatti, non si sono dimostrate affidabili). Dopodiché, abbiamo
assistito all'inerzia di cui si è detto.
In ultimo, da un anno e mezzo a questa parte (il termine è un po' approssimativo, perché
la nota non fornisce ulteriori particolari), è maturata, in maniera conclusiva (a questo
punto, mi permetto di essere ottimista), un'ipotesi che prevede il recupero di questa
struttura per l'insediamento della Scuola Universitaria Interfacoltà in Scienze Motorie
(SUISM), che, come sapete, svolge la propria attività in Piazza Bernini all'interno di
immobili di proprietà regionale. Con la Regione vi è un'intesa per cui quell'immobile
può essere messo in gioco, dal punto di vista del valore patrimoniale, per finanziare la
riqualificazione della nuova sede. Quell'area, vista la sua estensione, potrebbe essere
utilizzata per espandere e sviluppare in modo più razionale l'attività della SUISM, che,
peraltro, è riconosciuta non solo a livello nazionale, e quindi rappresenta una risorsa
importante per la Città non solo dal punto di vista formativo, ma, in termini generali,
anche economico.
Questo è lo stato dell'arte ed è questa la ragione per cui non abbiamo revocato il
comodato all'Università, ma, viceversa, sollecitiamo una conclusione delle definizioni
preliminari per l'attivazione dell'intervento.
Le attività propedeutiche prevedono la costituzione di un soggetto partecipato da
Università, Città di Torino (la quale apporterebbe il patrimonio, ma non opererebbe al
finanziamento dell'opera) e Regione (che, invece, apporterebbe il valore della
dismissione patrimoniale degli immobili che ospitano attualmente la Scuola); il resto
verrebbe attivato a debito e, quindi, finanziato in seguito (auspicabilmente, attraverso un
project).
Qualche minuto fa ho richiesto telefonicamente ulteriori informazioni e mi risulta che
sarà Finpiemonte a gestire questa operazione. Infatti, la messa in gioco di queste risorse
patrimoniali per la quota parte di finanziamento pubblico e la pubblicazione di un bando
per la ricerca di un soggetto privato che, da un lato, valorizzi questa risorsa patrimoniale
regionale e, dall'altro, apporti risorse proprie dietro il pagamento di un corrispettivo
(com'è avvenuto per l'insediamento realizzato in Via Nizza per le Bioscienze), porrebbe
a carico della Scuola Universitaria Interfacoltà in Scienze Motorie un onere per un certo
numero di anni, al termine del quale, però, la titolarità di tutto l'immobile passerebbe
nella disponibilità del soggetto misto Regione-Comune-Università. Questo è il quadro.
Per quanto riguarda l'inerzia e gli usi impropri dell'area (in rapporto ai quali
sollecitiamo sistematicamente l'Università), qualche iniziativa è stata assunta (che,
certo, nel tempo, si è rivelata insufficiente), ma ritengo che non vi sia inerzia.
Comunque, complessivamente, la situazione è questa.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Carossa.

CAROSSA Mario
Avrei sicuramente preferito avere delle date più certe, ma comprendo che l'Assessore
non possa fornirle.
Ho presentato questa interpellanza nel giugno dell'anno scorso e non ho mai chiamato
l'Assessore in Aula per rispondere, perché, nonostante fossero stati pubblicati diversi
articoli su alcuni quotidiani cittadini, speravo che la questione subisse un'ulteriore
accelerazione. Purtroppo, dopo circa un anno, ho deciso di chiamarla, non avendo più
ricevuto alcuna notizia dei vari progetti.
Quanto riportato dall'Assessore non può che farmi piacere, anche se ribadisco che avrei
preferito avere delle date più certe. Come mia abitudine, prima di presentare
interpellanze del genere, mi reco sul posto; si tratta di circa 40.000 metri quadrati e la
situazione che ho trovato era davvero molto brutta: persone che occupavano quell'area
vivendo in situazioni di degrado vergognoso, oltre alla delinquenza, naturalmente.
Sicuramente lei è al corrente di questi fatti, perché, ogni tanto, si procede a degli
sgomberi, ma, finché non viene fatto qualcosa di serio dal punto di vista dell'edilizia,
non si potrà risolvere nulla.
Mi ritengo soddisfatto della risposta; tuttavia, come è mia abitudine, mi riserverò di
controllare questa situazione e sperare che non capiti nulla, perché, da quanto ho capito,
bisognerà fare una Variante di Piano per valorizzare gli edifici della Regione per
riuscire a recuperare…

VIANO Mario (Assessore)
(Intervento fuori microfono).

CAROSSA Mario
No, su Manifattura no, però là bisognerà fare una Variante di Piano, valorizzarli,
spostare la valorizzazione su Manifattura.
Auspico che ciò avvenga nel più breve tempo possibile, perché una Facoltà universitaria
di quel genere sarebbe l'ideale, considerando proprio lo spazio dove sarà ubicata.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
L'interpellanza è discussa.
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