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CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Passiamo all'esame congiunto della proposta di deliberazione n. mecc. 200705084/09, presentata dalla Giunta Comunale in data..., avente per oggetto: "Variante parziale n. 164 al PRG, ai sensi dell'art. 17, comma 7 della LUR, concernente l'ambito 8.18/3 Spina 2, Porta Susa - Adozione" della proposta di mozione n. mecc. 200800224/02, presentata dai Consiglieri Angeleri e Carossa in data 16 gennaio 2008, avente per oggetto: "Una linea d'indirizzo unica per la realizzazione delle grandi costruzioni in città" della proposta di mozione n. mecc. 200801413/02, presentata dai Consiglieri... in data.., avente per oggetto: "Accompagnamento alla deliberazione mecc. 200805084/09 definizione delle linee di trasformazione urbana e partecipazione" e della proposta di mozione n. mecc. 200801418/02, presentata dai Consiglieri Ghiglia, Ravello e Galasso in data 10 marzo 2008, avente per oggetto: "Accompagnamento alla deliberazione n. mecc. 200705084/09 - Piano di sviluppo della Città e individuazione di un'area urbana in cui concentrare le nuove tendenze costruttive". CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola all'Assessore Viano, per l'illustrazione della deliberazione. VIANO Mario (Assessore) L'illustrazione completa è già stata condotta, a più riprese, in Commissione; mi pare utile, comunque, richiamare i contenuti essenziali di questa ulteriore variante, ribadendo che si colloca sul tronco della variante adottata ed approvata tra la fine del 2005 e l'inizio 2006, che rappresenta l'atto amministrativo fondamentale per quanto riguarda la vicenda degli edifici alti. Peraltro,l'iter di quell'atto fondamentale si è svolto in una fase a ridosso della consultazione elettorale, avvenuta qualche mese dopo e che ha avuto l'esito che tutti conosciamo. Credo, quindi, che questo elemento sia significativo, per testimoniare il fatto che, su quella vicenda, un pronunciamento popolare c'è stato, seppure in maniera indiretta, successivamente all'assunzione dell'atto. Naturalmente, non era specifico, in quanto riguardava l'amministrazione che aveva presentato ed approvato quell'atto, ma comunque mi pare un dato significativo. Tornando alla variante in oggetto, devo sinteticamente richiamarne i contenuti, che sono di carattere normativo e che attengono a tre elementi specifici, cioè due parametri ed un allegato tecnico. Il primo parametro è quello dell'altezza: viene confermata un'altezza di 150 metri al netto dei volumi tecnici. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Posso chiedere alla Giunta di permettere all'Assessore Viano di proseguire nell'illustrazione della deliberazione? Prosegua, Assessore Viano. VIANO Mario (Assessore) Il primo contenuto di carattere normativo attiene alle modalità di conteggio dell'altezza. Si dice che l'altezza massima ammissibile rimane fissata nei 150 metri di cui all'atto deliberativo di inizio 2006, in cui, ai fini della verifica del rispetto di questo parametro (così come peraltro avviene già, ma con una limitazione, in forza del Regolamento Edilizio vigente), non sono conteggiati i volumi tecnici realizzati in copertura, al di sopra dell'ultimo solaio fruibile. In base a quanto stabilito dal Regolamento Edilizio, quei volumi tecnici (l'altezza delle velature, eccetera) non possono eccedere complessivamente il 15% dell'altezza nominale dell'edificio. Noi adottiamo lo stesso criterio, con la modifica - e questo è il contenuto specifico della variante - dell'ammissione della possibilità di collocare questi volumi tecnici non soltanto in copertura (quindi come cappello, come coronamento dell'edificio), ma ammettendo anche la possibilità di distribuire i volumi nello sviluppo dell'altezza. Questi volumi tecnici includono, altresì, i maggiori spessori di solaio finalizzati al miglioramento del comportamento energetico dell'edificio. Questa è la prima modifica normativa. La seconda modifica normativa attiene alle modalità di verifica del rispetto della SLP massima ammissibile (SLP, ovvero superficie lorda di pavimento massima ammissibile). Si dice che, siccome l'incidenza dei connettivi verticali ed orizzontali, in edifici con questa tipologia e di queste caratteristiche, è molto elevata, tenuto conto della normativa regionale in materia di regolamento edilizio e quindi di parametri unificati di riferimento, si è adottata la superficie utile netta come riferimento superficiario ordinario, non per disincentivare la realizzazione, ma, al contrario, per promuovere la realizzazione di sistemi di connettivi verticali ed orizzontali che non fossero penalizzati (nel senso che non fossero, poi, ridotti o artificiosamente contenuti per non consumare SLP). Abbiamo, allora, introdotto - e la questione é stata oggetto di un'ampia discussione in sede di Commissione - la modalità di conteggio della SLP, assumendo che sia corrispondente alla superficie utile netta nei fatti, ovvero la superficie direttamente fruibile al netto dei connettivi, incrementata di un valore percentuale fisso del 15%. Questo, al fine di tenere conto di un'incidenza ordinaria dei connettivi. L'ultimo contenuto specifico di variante di modifica rispetto alla procedura riguarda la pubblicazione dell'atto che, peraltro, è stato assunto in sede di adozione della variante del 2006 (cioè di quell'atto che, dal punto di vista formale ma anche sostanziale, si intitola "Analisi di compatibilità ambientale") e che è adeguato alla normativa vigente, ovvero alla Legge Regionale n. 20/1998. È vero che, nel frattempo, il Codice dei Beni Ambientali ha introdotto la cosiddetta VAS, Valutazione Ambientale e Strategica, ma è altrettanto vero che, per interventi di una certa portata, l'applicazione di questa normativa è, di fatto, subordinata all'adozione di una serie di provvedimenti regionali, che disciplinano concretamente le modalità applicative che non sono ancora state adottate, quelle che la Regione sta valutando in questa fase, ma di cui non può essere retroattivamente richiesta l'applicazione all'atto vero e fondamentale sul tema delle altezze e degli impatti, quello approvato a cavallo tra il 2005 e il 2006. In ogni caso, noi pubblichiamo l'atto di analisi di compatibilità ambientale. Lo pubblichiamo ancora, in questa fase di adozione, in modo da sottoporlo, attraverso la pubblicità, alle osservazioni di tutti coloro che ne hanno interesse e che possono, quindi, sottoporre all'attenzione del Consiglio quei rilievi che saranno oggetto di discussione specifica, in fase di approvazione, attraverso l'esame delle osservazioni e l'illustrazione delle controdeduzioni di accoglimento o di rigetto delle stesse osservazioni. C'è una volontà, quindi, di assoggettare a pubblicità, e quindi a consultazione, anche quest'atto, che era stato assunto ad integrazione del documento del 2006, ma solo nella fase di approvazione, e che, quindi, non era stato soggetto a pubblicazione. In questo modo, suppliamo a quella carenza dell'atto integrativo avvenuta in fase di approvazione. Sostanzialmente, questi sono i contenuti, la cui illustrazione più dettagliata è stata condotta in sede di Commissione. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Levi-Montalcini. LEVI-MONTALCINI Piera Personalmente, ricuso l'appunto del Consigliere Cantore circa il lungo lavoro svolto dalla Commissione: secondo me, è stato un lavoro proficuo, che ci ha permesso di capire meglio, ma che ha determinato in noi una maggiore insicurezza nel prendere la decisione, perché è proprio nel momento in cui si cominciano a valutare più da vicino gli effetti di una costruzione con questi volumi (perché si parla di volumi, anche se l'Assessore, ogni volta, mi riprende) che l'incertezza aumenta. Per quanto riguarda i punti salienti della deliberazione, così come ci sono stati appena illustrati, vorrei chiedere all'Assessore di precisare meglio la misura della superficie lorda di pavimento totale. Il suo modo di esprimersi, infatti, spesso non è comprensibile. Se si dice che, dalla superficie lorda di pavimento concessa (50.000 metri quadri), si deducono i connettivi (che possono anche essere maggiori del 15% concesso), sembra quasi che qualcuno possa togliersi dei metri quadri. Suppongo che questo non sia vero. In definitiva, la SLP concessa sarà di 57.500 metri quadrati. Vorrei che questo fosse confermato, in modo che tutti lo sappiano e vorrei sapere anche come verranno conteggiate le vele, cosa di cui non si parla. Nella specifica della scheda di Piano c'è scritto che non si dà un limite alle vele, mentre penso che un valore a queste, che avranno senz'altro un impatto visivo, bisognerà porlo, in modo che, anche su questo, si voti con cognizione di causa. Mi permetto, invece, di fare una richiesta: cercare di trovare una formula, a partire da quando sarà finito il grattacielo e per tempi lunghi, che vincoli adesso la proprietà (questa o altre che cambieranno nel tempo), a dedicare alla manutenzione una cautela ed un'attenzione assolutamente diversa da quella che viene richiesta per gli edifici di altezza cosiddetta normale, in quanto i grattacieli ( compresi quelli che saranno costruiti anche dopo), essendo visibili da tutti i punti della città, se fossero mal tenuti, non sarebbero certamente un vanto, ma un sintomo vistoso di degrado, anche qualora fosse l'unico punto di degrado di Torino. (Intervento fuori microfono). Lucidateli sovente, non come i "gianduiotti", che hanno sofferto per non essere stati lucidati e, purtroppo, un'opera anche bella può diventare brutta, se lasciata deperire. In conclusione, devo dire che la mia valutazione su questa proposta di deliberazione è contrassegnata da grande incertezza, perché fatto il primo grattacielo, se resterà solo, sarà un disastro. Ce ne vorranno degli altri; quindi, stiamo dando una svolta che, come tale, deve essere valutata in maniera molto approfondita. Infine, insieme alla valutazione urbanistica dei futuri sviluppi, chiedo che venga fatta una valutazione di ciò che già esiste sul mercato e di come si possa essere più attrattivi per fare in modo che quello che esiste non resti vuoto e che quello che si costruirà rimanga a pieno anche in futuro. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Gallo Domenico. GALLO Domenico Una precisazione rispetto a quanto ha compreso il Sindaco nel mio precedente intervento. Ho sottomano il mio intervento dattiloscritto e, solitamente, sono una persona che pesa le parole prima di pronunciarle. Ho fatto autocritica rispetto al mio voto favorevole sulla Variante n. 124, riconoscendo a me stesso di aver sbagliato, in quel frangente, per motivi che non sto qui a descrivere. Ho anche detto: "Sono stato poco attento alle conseguenze, alle criticità di una scelta. Non ho valutato l'importanza dell'impatto ambientale, l'incidenza sugli aspetti paesaggistici". Sì, ho sbagliato ed ora voglio contribuire, chiedendo un referendum, a creare un clima di prudenza e di massima attenzione, prima di far mettere "Le mani sulla città", - e non faccio riferimento a quello che lei ha pensato, signor Sindaco -, poi, ognuno lo interpreti come crede. Io faccio riferimento alla mia onestà intellettuale. "Torino ha una struttura antica e, prima di toccarla, occorre prudenza e attenzione", come ha detto la dottoressa Pittarello. Era quello il mio riferimento! Detto questo, che ho voluto precisare, poi, per dovere di cronaca, ognuno può pensare come crede. Credo che la cosa più grave sia che noi, oggi, decidiamo su questa Variante n. 164 in assenza di un piano paesaggistico, che non dipende dal Consiglio Comunale, perché manca una Legge di tutela del paesaggio. Questo è l'aspetto di fondo di un ragionamento che abbiamo cercato di fare in questi mesi. Il grattacielo dell'architetto Piano è ad un soffio da Corso Vittorio, mentre quello della Regione é più alto del Belvedere di Cavoretto. L'errore di fondo di questo modo di procedere è il seguente: anziché valutare e indirizzare la forma urbana della città in base alle sue caratteristiche storiche, la si lascia crescere in altezza senza un piano complessivo e senza una revisione del Piano Regolatore. Questa è la critica di fondo che abbiamo fatto in queste settimane, ma non per questo chi è critico rispetto ad un modo di procedere sia contro lo sviluppo e il progresso, o appartenga ad una forza conservatrice semplicemente perché analizza in maniera diversa il futuro della città. Ritengo che le trasformazioni urbanistiche debbano essere previste non sulla base di spinte di gruppi economici (assolutamente legittimi), ma nel rispetto della storia della città, del suo ambiente e degli equilibri del territorio. Abbiamo approvato, nel '94, il Piano Regolatore in cui si delineava e si descriveva il modello di città e la forma del suo sviluppo. Il limite di 100 metri di altezza delle due torri, UNI1 e UNI2, non nasceva così per caso, ma era il risultato di una visione complessiva dell'assetto urbano - Assessore Viano, credo che questo me lo debba riconoscere! - ed era il frutto di un progetto di insieme, attraverso uno studio sulle prospettive e sulle proporzioni degli edifici. C'é stato uno studio dietro a quella metratura, a quei cento metri di altezza; condivisibile o meno, era questa la filosofia del Piano Regolatore. Con le Varianti 124 e 164 il cambio delle proporzioni modifica qualcosa, come le due torri assolutamente fuori scala nel contesto di Torino. Mi sembra che questo sia un dato evidente. Non stiamo parlando più della stessa cosa, perché anche chi ha votato la Variante n. 124, votava un'altra cosa, rispetto alla Variante n. 164 di questa sera. Sono due cose diverse, non solo per l'altezza, che è superiore! Credo che bisognerebbe spiegare perché i 100 metri per le due torri non bastano più! Io non l'ho ancora capito, francamente! Non credo che sia per fare un ristorante e l'asilo nido. Sarebbe la semplificazione di un argomento molto complesso e la cosa più incomprensibile e non condivisibile è il fatto che la Città debba adeguarsi alla volontà di altri e non gli altri alle prescrizioni del Piano Regolatore. Ecco perché credo che la decisione di questa sera segnerà un precedente. Noi non potremo più dire di no a nessun altro operatore economico che proponga edifici di quell'altezza. Credo che queste considerazioni dovrebbero, per lo meno, indurre in futuro - perché ormai è certo che il grattacielo Intesa-Sanpaolo sarà votato questa sera - ad una pausa di riflessione per porre fine a questa logica del caso per caso. Mi sembra un ragionamento anche fondato e razionale e non sconvolgente, né rivoluzionario. C'è bisogno di una pausa di riflessione per avere una nuova fase di studio e di revisione del Piano Regolatore. È per questo che ritenevamo importante la partecipazione democratica dei cittadini, credendo che fosse un fatto naturale, non improprio, che questa sera, il Consiglio Comunale dovesse approvare il referendum, perché questo si rivolge al futuro, a come deve essere impostata e ridisegnata la città! Credo che la discussione sul grattacielo Intesa-San Paolo (favorevoli o contrari, sulla base dell'altezza) sia stata fuorviante e banale. La questione è sui veri problemi insiti nell'opera: l'impatto ambientale, la tutela del paesaggio e le ricadute economiche sulla città. Non siamo di fronte ad una pregiudiziale ideologica. Abbiamo sempre sostenuto che Torino ha la sua storia, la sua conformazione e dimensione umana, le sue montagne, un contorno urbanistico di grande valore storico e culturale in cui i grattacieli rischiano, così come si sta facendo, di inserirsi come un corpo estraneo all'attuale disegno della città. "Torino ha una struttura antica: prima di toccarla, occorre prudenza e attenzione". Sì, prima di metterci le mani in quel modo, occorrerebbe pensarci! Credo che questo sia uno dei punti di sostanza su cui non abbiamo ricevuto adeguate spiegazioni, perlomeno, siccome quelle ricevute in Commissione non mi hanno convinto, resto con il dubbio se il percorso normativo, da questo punto di vista, sia stato o meno lineare. Perciò, ritornando al problema dell'impatto ambientale, lo studio effettuato dal Politecnico non ci sembra sufficiente, poiché quella relazione ha delle lacune, visto che stiamo parlando di due torri e non di una. Infatti, mi sembra che quello studio d'impatto ambientale sia stato fatto su una torre, mentre ve ne saranno due; quindi, è evidente che nella zona non si recheranno "solamente" 3.900 lavoratori, ma di più, e questo inciderà sicuramente sui livelli della mobilità e della qualità della vita nella zona medesima. Le stesse Circoscrizioni 3 e 4 hanno espresso parere sfavorevole, e non perché siano dei pazzi o degli estremisti, ma perché è proprio il territorio a dire "no", poiché quell'opera avrà ripercussioni sul tessuto del territorio. Quindi, le valutazioni d'impatto ambientale appaiono estremamente carenti, ma mi preoccupa anche un altro aspetto, come cittadino, che riguarda le ricadute economiche; infatti, l'assenza di un piano industriale da parte di Intesa-Sanpaolo non ci ha permesso di comprendere che cosa avverrà nel futuro e quali saranno le ricadute positive sull'economia della città. Ad oggi, teoricamente, quel grattacielo dovrebbe collocare 2.500 lavoratori, ma che cosa avverrà fra cinque anni, quando scadrà il vincolo? Abbiamo garanzie al riguardo? Quando scadrà il vincolo, il Sanpaolo manterrà quel tipo di posizione? Personalmente, non posso che esternare la mia preoccupazione ed esprimere le mie perplessità al riguardo. Spero che esista un patto fra galantuomini, per cui il Sanpaolo rispetterà quel tipo di destinazione e che, dopo i cinque anni, non farà altro, e lo auspico veramente, come persona e come cittadino, prima che come politico. Credo che occorrano serie garanzie su questo piano e che la Città debba farsi carico di tali problemi, così come il Sindacato, il quale non è stato assolutamente coinvolto sull'operazione del grattacielo. Infine, credo che un aspetto importante sia anche quello del paesaggio, che è stato non solo trascurato, ma anzi ignorato, secondo me, quasi non costituisse un problema. Ebbene, ritengo che sia un fatto grave e, almeno dal mio modestissimo punto di vista, che nessuna operazione economica dovrebbe essere messa in campo, qualora non fosse rispettosa dell'ambiente e del paesaggio. Questo grattacielo incide sul paesaggio, s'introduce come elemento di disturbo su un panorama che ha una sua peculiarità ed un suo fascino, e questo avviene, come ho detto prima, in assenza di una legge regionale di tutela del paesaggio. Non sto inventando nulla, perché queste mie considerazioni sono confermate dai rendering che ci hanno fatto vedere i progettisti, in particolare, quello che simula la visione del panorama dalla collina e la veduta del grattacielo da Corso Vittorio. Ebbene, dal mio punto di vista, sono due brutte immagini, ma capisco che siano comunque elementi superficiali, perché ognuno può pensarla come crede; tuttavia, ritengo che, su questo aspetto, il Consiglio Comunale si assumerà una grande responsabilità, come noi, del resto, quando esprimeremo il voto contrario. So che ci assumiamo una grande responsabilità, e non è certamente a cuor leggero che voterò contro la proposta di deliberazione che stiamo esaminando stasera, perché penso che il territorio di Torino, in qualche modo, andrebbe salvaguardato per il suo futuro, e queste sono le ragioni per cui chiediamo tanta prudenza, prima di andare avanti e di giungere a decisioni irreversibili. Credo che Intesa-Sanpaolo potesse realizzare tranquillamente un proprio villaggio, un edificio prestigioso, senza alcun bisogno di costruire un grattacielo, così com'è avvenuto per l'Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, dove, su un'area abbandonata di proprietà dei Savoia, è stato realizzato un villaggio stupendo - chi conosce l'Università di Pollenzo potrà sicuramente testimoniare come l'edificio e le strutture siano veramente belli -; avrebbe potuto farlo in altri modi, che avrebbero comunque dato lustro al Sanpaolo-Intesa, fuori da simbolismi che, dal mio punto di vista, non hanno alcun significato importante. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Cerutti. CERUTTI Monica Sulla proposta di Variante, che presumibilmente sarà adottata questa sera (ovviamente, se otterrà i voti necessari), abbiamo già discusso molto in Commissione, e devo dire che, su un simile argomento e su altri analoghi, effettivamente, gli elementi di carattere tecnico e politico s'intrecciano in modo difficile da dirimere, poiché non è semplice stabilire quale sia il confine fra le questioni tecniche e il punto da cui poi possano partire le decisioni politiche. Sebbene io non voglia sempre rifarmi a quanto detto dal Sovrintendente, dottoressa Pittarello, tuttavia, in Commissione lei aveva richiamato il fatto che i politici debbano indubbiamente assumere delle decisioni, ma sempre se in possesso di dati tecnici precisi su cui poterle basare; in questo caso, credo che tali dati tecnici precisi non esistano. Poi, senza soffermarmi sulla questione paesaggistica (quindi, sul fatto che non esista questo piano complessivo, come denunciato dalla stessa Sovrintendente), che, come ho già ricordato nell'intervento sul referendum, riguarda un elemento importante, un bene comune, com'è ribadito dall'articolo 9 della Costituzione, vorrei invece affrontare maggiormente le questioni ambientali. In Commissione, l'esame della relazione di compatibilità ambientale, redatta per la Variante n. 124 (che, come ha già ricordato il Consigliere Gallo, aveva innalzato i due edifici a torre di Porta Susa da 100 a 150 metri), ha messo in evidenza la complessità di un atto che è stato approvato alla fine del mandato della scorsa Amministrazione - l'Assessore ha ricordato il voto favorevole nella campagna elettorale -, però, vi era già attenzione alla successiva campagna elettorale, quando abbiamo approvato quella Variante eravamo nel periodo olimpico, e devo dire che, se lui considera il voto favorevole in campagna elettorale come un elemento positivo, io invece credo che le interpretazioni possano essere del tutto soggettive, poiché neppure la tanto citata Piazza San Carlo, da parte del Sindaco (che viene considerato un elemento positivo della passata Amministrazione, mentre ha visto alcuni Consiglieri della sinistra assumere una posizione contraria), può essere considerato un elemento del voto così positivo alle amministrative. Peraltro, fra coloro i quali si sono presentati con il Sindaco, vi era anche chi non sosteneva quel parcheggio e, poi, rispetto alla valutazione di quest'ultimo, vorrei ricordare che dobbiamo distinguere la pedonalizzazione dal parcheggio in sé; infatti, ci tengo a ribadire in quest'Aula che tutti sostengono la pedonalizzazione, che, sicuramente, è un intervento molto positivo ed apprezzato dai torinesi, mentre ben diversa è la questione del parcheggio, che, come abbiamo potuto verificare non più tardi della scorsa settimana, risulta ancora poco utilizzato. Tornando alla Variante odierna, ma anche alla n. 124, che, come giustamente ricordava l'Assessore Viano, è l'elemento centrale, la stessa dottoressa Pittarello ha detto, in Commissione, che essa avrebbe potuto essere non parziale ma strutturale. Penso che si debba tener conto di questa considerazione; proprio perché non si tratta di un puro aggiustamento nella fase attuativa, com'è una Variante parziale, sarebbe stato necessario sottoporre quella Variante (appunto, la n. 124) ad un iter di approvazione ben più complesso e partecipato. Il discutibile escamotage di qualificarla come sostanziale, senza alcun riferimento legislativo che ne definisca le caratteristiche nel merito, se non la necessità dell'analisi di compatibilità ambientale, come prescritto dall'articolo 20 della Legge Regionale n. 40/1998, così come ricordato, richiama alla relazione di compatibilità ambientale, la cui superficialità, però, è emersa nel corso dell'esame svolto, appunto, in Commissione. Ho ricordato - ma ci tengo a farlo anche in quest'Aula - che 21 pagine (rispetto al totale di 60) sono dedicate alla qualità dell'aria della città di Torino (con i dati delle centraline) e che vi sono anche alcune inesattezze (ad esempio, il numero di addetti delle torri); perciò, è stato proposto un correttivo, ma molto contenuto, per così dire, in quanto non tiene conto di tutto il restante traffico indotto (rappresentato, ad esempio, dai fornitori di servizi all'interno delle due torri) e neppure del fatto che la futura sede della Provincia insisterà sulla medesima area. Abbiamo posto anche delle questioni per quanto riguarda la falda acquifera, che è stata esaminata molto superficialmente in questa relazione. La Variante n. 124, vorrei ricordarlo, non è stato oggetto di un confronto pubblico, pur essendo classificata come Variante sostanziale, perché è stata allegata alla Variante n. 124 all'approvazione e non all'adozione, per cui è mancata la partecipazione a cui abbiamo fatto riferimento già nella passata discussione e che in qualche modo continua a non essere richiesta da questo Consiglio Comunale, dato che è stata bocciata la proposta di referendum. Secondo il nuovo Codice dell'Ambiente, che ha ricordato l'Assessore, è previsto, per zone di importanza storica, culturale o archeologica, lo svolgimento di una verifica di assoggettabilità, che comporterebbe come minimo tre mesi per decidere se fare o meno la VAS (Valutazione Ambientale Strategica) o la VIA (Valutazione Impatto Ambientale). Certamente Intesa - Sanpaolo non potrebbe dare inizio ai lavori prima che la Variante n. 164, seguita questa procedura, venisse poi approvata dal Consiglio Comunale. L'Assessore Viano, a questo proposito, ha fatto riferimento alla norma transitoria che è effettivamente prevista nel Codice dell'Ambiente, secondo il quale le Regioni adeguano il proprio ordinamento alle disposizioni del presente Decreto Legislativo entro 12 mesi dalla sua entrata in vigore. In mancanza di norme vigenti regionali, trovano diretta applicazione le norme di cui al presente Decreto. Se abbiamo, in questo momento, come unico riferimento l'articolo 20 della LR n. 40 del 1998 - non leggerò tutti i punti -, vorrei ricordare che l'allegato F di tale Legge prevede che l'analisi di compatibilità ambientale contenga tutta una serie di informazioni, di cui ben 7 punti non sono previsti in questa relazione di compatibilità ambientale: il contenuto del piano o del programma e i suoi obiettivi principali; le caratteristiche ambientali di tutte le aree che possono essere significativamente interessate; qualsiasi problema ambientale rilevante ai fini del piano o del programma; gli obiettivi di tutela ambientale, di cui all'articolo 20, perseguiti nel piano o nel programma; i prevedibili impatti ambientali significativi e la valutazione critica complessiva delle ricadute positive e negative sull'ambiente; le alternative considerate in fase di elaborazione del piano o del programma; le misure previste per impedire, ridurre e, ove è possibile, compensare gli impatti ambientali significativi derivanti dall'attuazione del piano o del programma. Tutte queste cose francamente in questa relazione non le ho lette; mi saranno sfuggite, ma forse non sono presenti. Fermo restando che non condividiamo la deroga alle regole vigenti - come illustrato dall'Assessore -, rispetto al calcolo dell'altezza dei due edifici e dei volumi corrispondenti, perché costituiscono un precedente inquietante nel rapporto con i privati. Crediamo, rispetto a questa deroga, che aver parlato di sperimentazione di una normativa (il modo con cui l'Assessore ha qualificato questa Variante all'interno della Commissione) non sia accettabile per una modifica così significativa dell'assetto urbano del centro torinese. Non accettiamo neanche la retorica dello sviluppo, del quale saremmo, in quanto Sinistra, frenatori. Si dice che Torino rischi di perdere l'opportunità di investimenti di Intesa-Sanpaolo e, di conseguenza, di altri ipotetici imprenditori. Oltre ad aver dimostrato che non vi sono, al momento, impegni precisi sul nostro territorio di questo gruppo, che risulta attualmente sbilanciato su Milano (tra l'altro, considerazione condivisa dalle Organizzazioni Sindacali audite in Commissione), non accettiamo la logica dello sviluppo come valore in sé, da prendere comunque, senza poterlo qualificare. Alla politica del "fare" contrapponiamo una politica del "cosa e come fare". In questo senso, credo che, per tutti questi motivi, non ci potrà essere un voto favorevole da parte della Sinistra Arcobaleno a questa adozione di Variante. Sicuramente ritorneremo nel merito dell'approvazione della Variante n. 164 e siamo seriamente preoccupati che questa Amministrazione non voglia entrare nel merito tecnico di una modifica così importante per Torino e non voglia neanche far partecipare la cittadinanza. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Carossa . CAROSSA Mario Dopo l'intervento che ha fatto il Consigliere Cerutti ci sarebbe poco da dire. È stato un intervento molto tecnico, per cui faccio un plauso per come è stata approfondita la questione della Variante, ma tra tutte queste valutazioni assolutamente condivisibili o comunque da prendere in considerazione di fronte ai poteri economici, sono in disaccordo solo su una cosa: di queste cose non importa niente a nessuno! Lo dico, non a caso, rivolto verso i banchi della Giunta e del Sindaco. Fin da subito mi sono dichiarato assolutamente critico verso questa Variante, che nasce - effettivamente è vero -, in diversi l'hanno già detto, dall'approvazione, in assoluta sordina, della Variante n. 124. Questa, penso è l'unica cosa su cui concordiamo stasera. Dopodiché, ho visto chi aveva votato quella Variante e chi no. L'ho detto prima: un plauso all'attuale Presidente del Consiglio. Non mi stupisce invece il voto che era stato dato allora e che forse verrà dato adesso dal Gruppo dei Verdi, perché non mi sono stupito quando ha approvato la Variante n. 124 e non mi stupisco che lo stesso Gruppo - naturalmente parlo politicamente - non approvi nemmeno più un referendum. Non mi stupisco nemmeno che a questo punto il Gruppo dei Verdi approvi una Variante come questa. Ormai non mi stupisco più quasi di nulla. Mi sono schierato subito contro questa Variante, perché ritengo che sia assolutamente devastante dal punto di vista urbanistico. Ho sentito dire diverse cose, da chi diceva "no" a questa Variante: "no" a questo grattacielo, non solo a questo - personalmente, di Intesa-Sanpaolo non me ne può fregare di meno -, ma sicuramente "no" a tutti gli altri grattacieli che verranno costruiti in questa città, se questa Variante verrà approvata. La Variante n. 164 naturalmente costituisce un apripista verso la costruzione di tutti gli altri grattacieli, perché in futuro come si potrà dire "no", per esempio, al grattacielo della Regione al Lingotto, al grattacielo in Corso Marche o a quella vergogna che è la torre di 70 metri all'ex ISVOR in Corso Dante. Ho sentito dire diverse cose, sia sui giornali, sia "de visu", contro chi, come il sottoscritto, era contrario a questa Variante, dai pregiudizi ideologici a essere contro la modernità. Non ho ancora capito cosa voglia dire essere moderno o essere antico, se fare grattacieli (che hanno smesso persino di fare negli Stati Uniti e che stanno facendo solo più in Asia) voglia dire essere moderno o retrò. Ho un'altra concezione: modernità significa vivere meglio una città, sapere che si costruisce un grattacielo e che questo è vincolato per almeno vent'anni a dare lavoro e a portarci i lavoratori del gruppo Sanpaolo, mentre invece è vincolato a questa funzione per una durata assolutamente ridicola di soli 5 anni. Vorrei sapere se significa essere moderno o meno il fatto di chiedere a Salza quanti dipendenti porteranno in questo grattacielo e sentirsi rispondere: "Mah, 1500,2000,2500.." come se i dipendenti - d'altronde è il loro modo di pensare -, fossero noccioline! Mi domando veramente se il fatto di essere contrari a questa Variante e, di conseguenza, ai grattacieli, significhi essere moderni o antiquati, perché davvero non so se cercare di preservare il paesaggio che ci hanno lasciato i nostri avi sia poi così sbagliato! Perché non dobbiamo provare veramente a salvaguardare l'ambiente della nostra città? Non dovremmo farlo, caro Assessore, solamente per questioni di danaro? È soltanto di questo che si tratta; infatti, è solamente per quei 22 milioni di Euro che mancano alle casse di questa Città! Siccome siete voi ad averla portata su questa china, sapete benissimo che non salvate l'economia della Città con i 22 milioni di Euro che incasserete dagli oneri della costruzione del grattacielo; semplicemente, ritarderete la débâcle completa di questa Città, ma solo di qualche tempo e - oserei dire - neppure di qualche anno! Mi sono domandato a lungo, in questi mesi, se il fatto di essere contrari a questo grattacielo potesse essere tanto sbagliato, e sono giunto alla conclusione che non sbaglio affatto a dire "no" ai grattacieli, perché non risolviamo il problema della vivibilità - anzi, l'aggraviamo -, dell'economia di questa Città, ma ci limitiamo semplicemente a traslarlo - peraltro, solo leggermente - nel tempo! Il Consigliere Cerutti l'ha citato prima, e io stesso posso dire che, in questo periodo, ho sentito diverse osservazioni riguardanti il traffico, i flussi di traffico ed i maggiori mezzi che transiteranno nella zona; però, tutte queste considerazioni sono rimaste inascoltate, perché non ve ne importa assolutamente nulla! Sinceramente, devo dire che sto intervenendo, adesso… (INTERVENTI FUORI MICROFONO). Mi permetto di dire, con tutto il rispetto che nutro nei confronti del Consigliere Olmeo, che non lo considero superiore agli altri componenti del Consiglio Comunale… (INTERVENTI FUORI MICROFONO). Sapete, è inutile che tentiate d'interrompermi, perché me ne infischio e continuo a parlare! Veramente, non sapevo neppure se fare o meno quest'intervento, perché ero abbastanza demoralizzato, soprattutto da quanto è avvenuto prima nella discussione sul referendum, poiché il fatto di ascoltare determinate osservazioni, da parte di alcuni Gruppi rappresentati in quest'Aula, mi ha veramente demoralizzato, e non come Consigliere Comunale, ma proprio come cittadino di Torino! Spero solamente che i cittadini comprendano sempre più da chi siano guidati e governati, ovvero, da persone che, a torto o ragione, antepongono il potere economico a tutto il resto, e ritengo che ciò non sia giusto, né per una Città né per i cittadini torinesi! COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Zanolini. ZANOLINI Carlo Siccome sono stato tirato in causa, dunque, per un fatto personale, vorrei fare subito una premessa, permettendomi di replicare al Consigliere Carossa che, se un Collega del Gruppo dei Verdi aveva precedentemente votato in un senso, non è detto che io debba votare necessariamente in un altro o nello stesso senso, poiché, con il tempo, le cose cambiano e, quindi, bisogna valutarle di volta in volta. Vorrei far rimarcare tre aspetti che, secondo me, riguardano la deliberazione e, precisamente, quello ideologico, quello tecnico e quello politico. Innanzitutto, posso affermare che non siamo ideologicamente contrari ai grattacieli, ma li riteniamo anacronistici, antimoderni, facenti parte di un'architettura degli anni passati che solamente adesso si vuole scimmiottare in questa città. Personalmente, condivido molte delle affermazioni del Consigliere Gallo, il quale ha posto dubbi sulla sostenibilità ambientale. Ritengo che, forse, ciò che toccherà maggiormente la cittadinanza sarà il carico antropico di quei grattacieli, perché, in quella zona, confluirà tantissima popolazione; quindi, siamo molto critici su questo punto. Qualcuno ha scritto che i grattacieli sorgeranno come funghi, e riteniamo che ciò non sarà bello, per Torino, come non lo è stato il fatto che siano davvero sorti come funghi, ad esempio, i quartieri di speculazione edilizia, voluti da cooperative di vari colori, come quelli di Via Livorno e Via Cigna. Simili brutture, "ecomostri", che stanno causando criticità ambientali e disservizi ben peggiori dei 22,5 metri di altezza in più di un grattacielo, sono passati in quest'Aula senza suscitare alcun clamore e approvati, peraltro, da coloro i quali ora si scandalizzano per questi 22,5 metri in più! Nessun comitato e quasi nessun professore universitario è insorto per contestarli, e adesso sono lì! Noi siamo per un progetto di città, nel quale si possa accettare anche la progettazione dei cosiddetti edifici a torre, ma solamente dopo una seria programmazione urbanistica, magari con un piano dei grattacieli, a patto che si garantiscano sicurezza e sostenibilità ambientale ed energetica; perciò, ho firmato quella mozione di accompagnamento che può andare in questa direzione, cioè quella di una programmazione della città anche sui grattacieli. Il secondo aspetto riguarda gli aspetti tecnici di questa deliberazione, ovvero quello economico, di Bilancio, e quello urbanistico. Per quanto concerne il Bilancio, qualora la deliberazione e la Variante non fossero approvate, i committenti potrebbero desistere dall'opera e ciò causerebbe un ammanco di Bilancio che, secondo quanto abbiamo potuto sentire - se è vero - corrisponde a circa 30 milioni di Euro. L'Assessore al Bilancio ha tremato, quando i suoi compagni di Partito hanno mostrato l'intenzione di bloccare la deliberazione, o, perlomeno, questa è stata la mia impressione, probabilmente soggettiva. Rispetto alla questione urbanistica, la frittata è già stata fatta, perché si è stravolto il piano di Cagnardi (che prevedeva due torri di 100 metri, alla fine della Spina 2, a guisa di porte, con, in prospettiva, una terza torre di 100 metri, a fare da contraltare ai volumi geometrici del nuovo Politecnico), come ha fatto giustamente osservare qualche Consigliere e com'è stato messo in evidenza, su "La Stampa" di domenica, anche dall'architetto Bettini. Chi, nella precedente tornata amministrativa, ha approvato il superamento dei 100 metri dei due edifici, che poi erano 80, ha già contribuito a stravolgere un preciso disegno urbanistico ed architettonico, e mi fa piacere che qualcuno in quest'Aula abbia accennato al fatto che, forse, sia stato approvato senza averne sufficientemente considerato la reale importanza. È inutile negarlo: il grattacielo di Renzo Piano, sicuramente bello in sé, ha sovvertito l'idea di Cagnardi, dunque, potrebbe diventare brutto e insignificante rispetto al contesto. Questa è la mia opinione, non solo personale, ma anche dei professionisti che mi stanno consigliando. Infine, vi è l'aspetto politico, quello più importante nella questione, in quanto porterà a decidere sul da farsi. In Commissione, ho votato - e me ne assumo la responsabilità - perché questa proposta di deliberazione arrivasse in Aula, affinché, dopo diversi mesi di discussione (nel corso dei quali è stata approfonditamente esaminata ogni possibile questione), i torinesi potessero capire chiaramente le posizioni dei vari Consiglieri eletti, riguardo alla sopraelevazione del Sanpaolo, dal momento che - sia chiaro a tutti - è proprio di questo che si sta parlando. Quindi, dev'essere chiaro ai cittadini che non si discute sul fatto se sia opportuno o meno realizzare il grattacielo, bensì di una sopraelevazione di 22,5 metri rispetto ad un progetto che è già stato deliberato dal Consiglio della precedente tornata amministrativa, peraltro, anche con i voti di qualcuno che adesso vorrebbe far slittare, sine die, la discussione e il voto in Aula. Invece, io sostengo che il cittadino torinese abbia il diritto di sapere e capire la posizione del Partito per il quale ha votato, dopo un dibattito trasparente; cioè, deve sapere chi voti a favore e chi voti contro, senza tergiversare, continuando a prendere in giro i cittadini, nonostante ogni questione sia già stata approfondita in Commissione. Normalmente, il cittadino viene a conoscenza delle notizie (in questo caso, riguardanti i lavori del Consiglio), attraverso la lettura del giornale. Ma che cosa hanno letto i cittadini, alcuni giorni fa, su un quotidiano, a firma di una giornalista importante? In un passaggio virgolettato (quindi, suppongo che riporti le dichiarazioni degli interessati), la giornalista scrive che i partiti comunisti e la Sinistra Democratica hanno accettato il compromesso con il Sindaco, che oggi permette loro di votare contro la deliberazione e, contemporaneamente, di rimanere in maggioranza - e io aggiungerei "di mantenere le loro posizioni" -, in cambio dell'accettazione di un futuro referendum all'acqua di rose, come quello che ci era stato proposto sul futuro assetto urbanistico, eccetera, che lascerà il tempo che trova (peraltro, abbiamo visto che non è passato e per quello io ho votato contro), perché molto farraginoso ed anche perché non sappiamo… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, invece, sono i giornalisti ad informarci, visto che, purtroppo, è grazie a loro che vengo a conoscenza delle notizie, in quanto talvolta non le posso sapere né dagli Assessori, né dal Sindaco, perché c'era scritto: "...altrimenti, si va tutti a casa". In tal modo, le grandi battaglie di principio, le invalicabili linee del Piave, sinora sostenute a piè fermo, vengono superate, come per incanto, con un accordo sottobanco, e il cittadino, prima messo in guardia contro una scelta tanto gravida di conseguenze, ora viene a sapere che può stare tranquillo e che il grattacielo si farà. Chi voterà "no" sembrerà duro e puro, ma, in realtà, con accordi sotterranei, si sarà garantita la sopravvivenza in maggioranza; quindi, citando Shakespeare, "molto rumore per nulla"! Mi dispiace, cari Colleghi, ma non ritengo che sia questo il modo di rappresentare quanti ci hanno eletti, e non credo che, con questi comportamenti, possiamo pensare di riavvicinare il cittadino alla politica. Non voglio rimanere con il cerino in mano, spararle grosse e minacciare il voto contrario, e, contemporaneamente, barattare la garanzia di rimanere in maggioranza e in Giunta. A noi non piace, non ci stiamo, e ci rifiuteremo di partecipare ad una votazione che suggelli un modo poco chiaro di fare politica, che noi, affatto incollati alla poltrona, non condividiamo e non intendiamo assolutamente avallare. Votatevela pure la sopraelevazione del grattacielo! COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Angeleri. ANGELERI Antonello Il mio pensiero è già stato espresso, con dovizia di particolari, nella proposta di mozione che abbiamo presentato ben due mesi fa in Commissione, dov'è stata discussa ampiamente e, purtroppo - ribadisco - bocciata; oggi, è all'esame dell'Aula con un emendamento, che definirei sostanziale, che la vede in linea - guarda caso - con la mozione presentata successivamente dalla maggioranza e con quella presentata anche dal Gruppo di Alleanza Nazionale. Ci fa piacere che pure i Colleghi, insieme alla mozione che ho presentato con il Consigliere Carossa, pensino di poter eventualmente ragionare in un modo un po' diverso - mi permetta, Assessore - da quello con cui si è operato finora. Non voglio citare una cifra diversa dalla realtà, ma mi pare che siamo intorno alla centosettantesima Variante; ebbene, l'Assessore sa come la pensi e so anche di non dire cose assolutamente nuove, cioè di ripetermi, ma ho una visione della città strutturata diversamente, quindi, da un punto di vista urbanistico, non mi sembra corretto affrontare incombenze e strutturazioni di questo tipo a colpi di Variante. Pur non essendo fondamentalmente contrario alla realizzazione dei grattacieli, tuttavia sono convinto che la soluzione migliore sarebbe quella di realizzare (come abbiamo scritto, appunto, nella nostra proposta di mozione) un'area nella quale concentrare queste costruzioni, dotandola di tutti i servizi necessari, come peraltro accade in tutte le altre città europee. Perciò, non si suggerisce e non s'inventa alcuna nuova soluzione - non abbiamo scoperto l'acqua calda -; semplicemente, pensiamo che, al di là del dibattito, della discussione, del coinvolgimento di tutti gli attori interessati in quest'importante partita (questione ripresa dalla mozione di accompagnamento della maggioranza), non si debba prestare attenzione soltanto all'aspetto dell'altezza (che, sebbene importante, è solo "un" aspetto), ma, per esempio, anche a quello della sicurezza, questione che appare solamente collaterale e, invece, non lo è affatto. Ma non pensate a cosa comporti, sotto l'aspetto del traffico, dell'infrastrutturazione in generale e dei servizi, costruire una struttura tanto imponente in una parte della città e concentrare in quella zona migliaia e migliaia di cittadini torinesi? Non voglio essere scortese nei confronti delle altre città, ma, ad esempio, Napoli, che ha strutturato una sua parte nella zona finanziaria, ha dei grossi problemi dal punto di vista, appunto, della strutturazione, perché alcuni servizi non arrivano in quelle zone e vi sono dei problemi, poiché, non essendo stati pensati, non vi sono diversi importanti servizi che, invece, devono necessariamente esserci, quando si affrontino cambiamenti strategici come quelli di costruire in verticale, anziché in orizzontale. Quindi, come ho già detto, sono favorevole ad uno sviluppo di Torino che veda costruzioni elevate in altezza, anziché in orizzontale, e penso che, in qualche modo, ciò significhi veramente tutelare l'ambiente, tuttavia, bisogna farlo in modo organico, perché, Assessore, non penso che si possa costruire una Variante sulla base delle esigenze di qualcuno o di una parte della città. Credo, invece, che se ne debbano governare costruzione e sviluppo, certamente, coinvolgendo anche le parti oggi particolarmente interessate alla costruzione del grattacielo; però, gli attori principali di quest'iniziativa dobbiamo essere noi - Istituzione, Comune - e, se non è possibile perché i tempi tecnici non ce lo consentono, occorre rivedere il Piano Regolatore della Città, facendo il possibile, cercando di coinvolgere (l'abbiamo chiesto nella nostra proposta di mozione) gli attori principali e fornire, non solo alla cittadinanza, ma soprattutto a noi amministratori, visto che spetta a noi assumere le decisioni, avvalendoci di tecnici esperti, una serie di valutazioni utili a farci comprendere quale possa essere la direzione della città da oggi ai prossimi dieci, venti o trent'anni. Penso che questo significhi agire responsabilmente, attraverso una politica di buonsenso che finora mi pare, obiettivamente, sia un po' mancata. Sono contento che il Sindaco, in qualche modo, abbia valutato positivamente che vi è stato un ravvedimento, poiché, con la mozione di accompagnamento che ci presenta, c'è obiettivamente un ravvedimento; lo valuteremo con estrema attenzione, quando entreremo nel merito e nel dettaglio delle singole decisioni, perché questa Variante, così com'è oggi, non ci convince. In questo senso, mi sembra che la nostra sia una posizione di correttezza e controllo, come dev'essere una posizione di controllo quella di chi stia dall'altra parte dei banchi della maggioranza, ossia in minoranza. Vigileremo con estrema attenzione e saremo molto attenti al dibattito che scaturirà all'interno della II Commissione, quindi, guarderemo ai tempi che si è data la mozione presentata dai Capigruppo di minoranza, incalzandoli e sollecitando nuovamente quanto abbiamo già sollecitato, insieme al Consigliere Carossa, lo scorso 16 gennaio, cioè - ripeto - esattamente due mesi fa. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Ravello. RAVELLO Roberto Sergio Cercherò di essere breve, perché non vorrei annoiare troppo l'Assessore, che ha già avuto modo di sentire me e i Colleghi che mi hanno preceduto, più e più volte, in sede di Commissione. Vorrei, mettere, finalmente - oso dire -, una pietra sopra all'argomento, chiudere, una volta per tutte, esplicitando la posizione del mio Gruppo nei confronti di questa Variante. E partirò da un'osservazione che, a mio avviso, dimostra chiaramente quanto, alla base di quasi tutti i "No" che si sono elevati nei confronti di questa Variante, ci siano ragioni sostanzialmente, fondamentalmente e profondamente ideologiche. Non ho mai visto levarsi, infatti, da parte di tutte le varie sinistre dai vari colori che comprendono l'arcobaleno che le raffigura, tutta questa serie di opposizioni tanto convinte e tanto preparate nei confronti di moltissime altre e ben più evidenti brutture che costellano il patrimonio della nostra città. Allora, mi chiedo dove fossero tutte queste sinistre, più o meno colorate, quando si edificavano palazzacci, in giro per la città. Non ho bisogno che il Sindaco me lo suggerisca, perché so bene che queste sinistre erano già tutte in questa Sala e, comunque, hanno approvato, con il silenzio, tutte le Varianti che hanno anticipato questa. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, ma è giusto riconoscere che c'è "No" e "No" - il Consigliere Carossa sa difendersi da solo, quindi non c'è bisogno che intervenga io -, però se c'è una persona che, in maniera coerente, ogni volta che può, da quando siede all'interno di questo Consiglio, leva il suo "No" contro qualunque atto di questa Amministrazione, teso, magari anche senza volerlo - talvolta può capitare - a svendere parte del nostro patrimonio urbanistico-architettonico, è proprio il Consigliere Carossa. Altri, invece, hanno portato avanti, per mesi, un ragionamento che, tra l'altro, si è anche attorcigliato su se stesso, perché siamo arrivati a ripeterci le stesse cose, siamo arrivati quasi a chiedere l'audizione, addirittura, dei platani piantati lungo Corso Inghilterra, perché non si sapeva più chi invitare in Commissione! Siamo arrivati a santificare il parere della Sovrintendente alle Belle Arti, che non costituisce alcuna forma di vincolo nei confronti di questa Variante e che, come da lei riconosciuto, non si basava su conoscenze tecniche, perché ha confessato, lei stessa, di non possederle. Si è ripetuta e susseguita una serie di dibattiti che, a mio avviso, ha dimostrato, ogni volta di più, che, alla base del "No", le ragioni erano ben diverse da quella della tutela del paesaggio! Ho temuto che per gli interlocutori di questa Amministrazione, ma anche - non posso non sottolinearlo - per gli interlocutori di questa maggioranza - le sinistre "arcobalenate" compongono la vostra maggioranza, Assessore e signor Sindaco -, le pregiudiziali fossero altre e che si trattasse di una forma di appiattimento culturale che li ha portati a stabilizzarsi in epoche più che remote, quando i nostri avi si vestivano ancora con le pelli di leopardo, che hanno portato ad assumere posizioni che, a mio avviso - e lo voglio sperare - rischiano di compromettere lo stesso sviluppo della città. Non penso che lo sviluppo e la crescita di Torino passino necessariamente dall'approvazione di questa Variante. Sarebbe un eccesso. Tuttavia, sono assolutamente convinto che lo sviluppo di questa città, la crescita di Torino e la riscoperta di una vocazione ormai perduta, passi anche attraverso l'approvazione di questa Variante, perché contemporaneamente all'edificazione del primo grattacielo cadrebbe anche un tabù, che è quello che vede Torino come una città, finora, assolutamente priva di edifici a torre. Non si può pensare che un edificio di questo genere, costruito con tecniche all'avanguardia, non possa comportare una serie di risparmi - tra i quali quello energetico, ambientale ed economico - e che, di conseguenza, questa serie di risparmi possa attrarre investitori ed operatori economici non necessariamente nazionali che, di conseguenza, una volta insediatisi sul territorio, potrebbero creare nuove opportunità professionali, nuove opportunità economiche e nuove opportunità di sviluppo, anche culturale! Non si può pensare e non si può omettere un particolare, a mio avviso, fondamentale, imprescindibile: il grattacielo della Regione Piemonte comporterà un risparmio annuo, alle casse pubbliche, di 13 milioni di Euro. Allora, come si può pensare di sostenere il "No" alla costruzione di un edificio di quel tipo, quando la stessa costruzione di quel palazzo si potrebbe finanziare automaticamente con il solo risparmio del denaro pubblico che la Regione Piemonte investe in affitti per i suoi Uffici? Bisogna guardare il problema nella sua complessità ed è per questo che il Gruppo di Alleanza Nazionale assumerà una posizione, come dichiarato fin dall'inizio, di assoluta responsabilità. Con tutto il rispetto, signor Sindaco, dal punto di vista politico, non mi fa piacere farle una cortesia! Non mi fa piacere permettere che, con i nostri voti, lei non cada. È da qualche ora che ci si fa un po' di conti in giro per i banchi, ma la maggioranza, guardatela come volete, adesso, non ce l'avete! Per averla, avete bisogno anche di noi. Allora, se per altri atti, mai sarei arrivato a sostenerla, è proprio per questo senso di responsabilità che ci ha spinti, fin dall'inizio, a prendere questa posizione, che voteremo "Sì" a questa Variante. Ci aspettiamo che, al nostro senso di responsabilità - con il quale sosteniamo l'approvazione della Variante n. 164 -, il signor Sindaco, questa Giunta e questa maggioranza, rispondano con un'identica responsabilità e prendano, finalmente e definitivamente, le distanze da quella sinistra che ha decretato, oggi più che mai, la definitiva morte della maggioranza, eletta due anni fa. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Cassano. CASSANO Luca Chiederei, al Consigliere Ravello, di verificare anche che cosa i suoi Colleghi di Circoscrizione abbiano votato nelle due Circoscrizioni che hanno espresso parere contrario alla Variante n. 164 (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Le chiedo soltanto di poterlo fare. Per prassi, mi rivolgo alla Presidenza! COPPOLA Michele (Vicepresidente) Magari, conferite tra voi, privatamente, dopo; secondo me, può essere più utile. CASSANO Luca Con molto piacere. Non ripeterò gli aspetti tecnici sui quali i Consiglieri Cerutti e Gallo Domenico sono intervenuti. Sicuramente, il dibattito di questi mesi, a Torino, è stato stimolante per la politica, ma anche per la società civile, per la cultura e per l'ambientalismo e speravamo che, dopo questo dibattito, il naturale sbocco fosse una consultazione diffusa sul territorio. Così non è stato. Lo pensavamo anche perché l'unico modo per sopperire alle modalità con cui il Consiglio Comunale votò la Variante n. 124 è stato quello di restituire la delega e la rappresentanza negata, in parte, ai colleghi Consiglieri che votarono quella deliberazione nel 2006, in un clima sicuramente complesso. Lo dico, non perché ritenga quella decisione illegittima, ma perché, probabilmente, non si ebbero allora - neppure per chi propose quella deliberazione e quella Variante n. 124 - stravolgimenti negli assetti urbanistici della nostra città. Lo strumento migliore, forse, era quello di ripartire da zero sulla crescita verticale della nostra città. Intanto, tranquillizzo anche i Consiglieri che si sono dimenati su questo. Lo hanno detto i Colleghi, in precedenza: "Il danno per le casse comunali, in caso di mancata realizzazione, non ci lascia indifferenti". Noi ci sentiamo convintamente partecipi di questa Giunta e i nostri Assessori, con responsabilità, tentano di contribuire al governo di questa città. È evidente, però, che vorremmo precisare che i soldi incassati dal Comune - e sarebbero potuti essere di più, sicuramente di più, se non avessimo fatto e concesso modalità di calcolo particolari, a questo soggetto -, riguardavano i diritti edificatori e le volumetrie e non sicuramente le altezze. La domanda spontanea, che oggi emerge da questo dibattito, è quale sarà l'atteggiamento e se sarà un atteggiamento disponibile anche nei confronti dei futuri privati che intendono realizzare grattacieli a Torino. Il futuro di Sanpaolo-Intesa - molti Consiglieri sono intervenuti su questo - è certamente importante. Non crediamo che la scelta del grattacielo sia secondaria rispetto agli investimenti della banca su Torino. Abbiamo qualche preoccupazione, invece, rispetto al mantenimento del vincolo per un dato periodo di tempo, così come il Consigliere Cerutti ha detto. Non è un caso, colleghi Consiglieri, che - lo scrivevano i quotidiani giovedì scorso - le richieste di uscita anticipata dalla banca siano superiori ai piani che il Gruppo Intesa- Sanpaolo ha fatto su Torino. Evidentemente, al di là della scelta del grattacielo, se così tanti dipendenti chiedono l'uscita anticipata, la permanenza e il futuro della banca non destano le certezze che alcuni Consiglieri hanno manifestato oggi in Aula. Probabilmente, con le organizzazioni sindacali dovremmo cominciare a discutere anche di questo. Questa Variante stravolge il centro di Torino con un manufatto - forse molti Consiglieri non lo sanno - che sarà all'incirca il doppio della torre di Piazza Castello. Provate ad immaginare quale possa essere l'impatto di quella torre nell'immaginario della nostra città. Evidentemente, siamo troppo sensibili a questo aspetto! Non ci sentiamo garantiti da una scelta che rappresenterà sicuramente un precedente, sia nella forma che nella sostanza, per le future trasformazioni urbanistiche. Per stile avrei preferito non replicare al Consigliere Zanolini. Capisco il suo imbarazzo, d'altronde, dopo avere firmato, nei mesi scorsi, appelli contro questo grattacielo, è più che comprensibile l'imbarazzo nel dover giustificare un cambio di rotta. Capisco un po' meglio, dopo il suo intervento, che l'aspirazione o l'ambizione a far parte della Giunta possa far compiere gesti disperati. Ascrivo il suo intervento semplicemente alla categoria "gesti disperati". Le chiedo, Consigliere Zanolini, di essere coerente fino in fondo e di votare a favore. D'altronde, dopo aver votato contro il referendum, convergere anche sulla Variante n. 164 potrebbe aprire le magnifiche porte del Partito Democratico, verso il quale cammina a grandi passi. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Goffi. GOFFI Alberto Sarei tentato di intervenire nella discussione tutta domestica della sinistra, ma penso che il problema sia più importante che le liti domestiche. Ho sentito delle critiche, alcune di carattere tecnico - che sono state poste dalla Sinistra Arcobaleno, come dal Consigliere Carossa -, altre di carattere diverso. Distinguiamole, perché credo che sia opportuno fare chiarezza. Per quanto riguarda il carattere tecnico, credo che, come ho già detto prima, i tecnici abbiano il dovere di armonizzare un progetto nell'ambito di una città, renderlo armonico con il contesto storico e credo che i tecnici che sono stati impiegati in questa vicenda siano di tale professionalità indiscussa, per cui, se non ci fidiamo di loro, non ci fidiamo di nessuno, neanche del proprio medico. Per quanto riguarda il conto economico, il Consigliere Carossa ha detto che questo progetto, in realtà, risolve quelli che sono i problemi economici. Io pongo un problema diverso: il conto economico della città di Torino in quanto popolazione. Noi abbiamo una situazione che mi preoccupa - e che credo preoccupi tutti i Consiglieri seri e responsabili di questa Amministrazione - che è l'emergenza povertà. Non so se la realizzazione del grattacielo del San Paolo risolverà anche problemi economici. Credo sia una opportunità di crescita e di lavoro per la città. Questo lo dico con altrettanta chiarezza, perché è innegabile che ci sarà uno slancio economico (che vorrà dire lavori di costruzione, vorrà dire prospettiva occupazionale), poi non so quanto di questo ricada e risolva tutti i problemi. È possibile che non riusciamo a cogliere questa opportunità? È possibile che non ci occupiamo delle 130 mila famiglie che hanno ricevuto quest'anno i pacchi alimentari di cui, forse, anche una sinistra responsabile dovrebbe occuparsi? È possibile che facciamo finta di niente quando il 40% dei torinesi dice di trovarsi in una condizione di povertà rispetto l'anno precedente? Se questo argomento non interessa alla Sinistra Arcobaleno, interessa a me, al mio partito e, credo, a gran parte dei Consiglieri responsabili di questa Sala. Cerchiamo, per un attimo, di lasciare le liti domestiche da cui sono partito e di cercare di fare un ragionamento per la città. Anche rischioso, anche responsabile, ma dobbiamo farlo, perché, in questo momento, il malessere che si è diffuso in questa città, forse è superiore alla crisi economica reale di questa città. La crisi di malessere è molto più pericolosa della crisi industriale, perché porta ad una situazione di stagnazione o di non riduzione. Non aspettiamoci che lo Stato risolva questi problemi: da sempre, i torinesi hanno risolto da soli i problemi. Basta citare l'esempio della sicurezza e delle volanti: il problema è stato risolto dal Comune di Torino in quanto Ente, non dallo Stato. Questo è un atto vergognoso ed è esemplificativo di come stiamo operando! Quando a marzo arriverà la relazione trimestrale, ci accorgeremo che siamo a crescita zero, che il tesoretto tanto sventolato non esiste e che non arriveranno i fondi per risolvere il problema dell'emergenza povertà. Togliamocelo dalla testa! Se questo progetto è antecedente alla fusione IMI-Sanpaolo Intesa, oggi, a maggior ragione, dobbiamo porci il problema di questa costruzione, perché abbiamo due rischi: il primo è il depotenziamento, dopo la fusione, della città di Torino a favore di Milano; il secondo è il mantenimento di una centralità che l'istituto deve mantenere su questa città. Siete sicuri che dicendo "no" a questa costruzione, sia mantenuta la centralità di un istituto? Non so quanto sarà la ricaduta economica in termini occupazionali, però so, certamente, che non avremo grandi possibilità di mantenere la centralità dell'istituto sulla città. C'è un ultimo aspetto che credo sia importante. La vicenda delle Olimpiadi ha dimostrato che oggi la competizione tra le città è la vera competizione. Non c'è più la competizione tra gli Stati, ma una competizione tra città: infatti, li chiamano "marketing territoriali", perché le competizioni avvengono all'interno della città. Torino, per uscire da questa situazione di emergenza deve dare un segnale di grande ottimismo alla città, di grande realizzazione di opere importanti, perché questo ha certamente un effetto importante anche dal punto di vista psicologico. Noi dobbiamo arrivare ad avere a Torino un marchio di tecnologia e di innovazione, per venderlo come un prodotto in tutto il Mondo. Questo è quello che stiamo discutendo questa sera, non è solo la costruzione del grattacielo e l'impatto che potrà avere. È il futuro di questa città! (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Noi non siamo in vendita, tant'è che io non ho ambizioni di Giunta, a differenza di qualcuno di voi. Però, vi dico con molta chiarezza che, in questo momento, sarebbe anche opportuno fare politica responsabile. Dato che lei lo ha citato lo dico chiaramente: per mesi ho visto circolare una notizia non vera e cioè che l'UDC, su questo punto, è contrario. L'UDC è a favore sia a livello Regionale che a livello cittadino. Parlo anche a titolo di Segretario Regionale, così risolviamo ogni problema! È ora di inaugurare in questa città una nuova fase. Sono più preoccupato delle vicende e degli affanni giornalieri della gente che sta fuori da quest'Aula, che delle beghe politiche che possono nascere. Con il coraggio, l'orgoglio e l'autorevolezza (spero di poterlo dire) voglio che si inauguri una nuova fase in questo Consiglio Comunale. In quest'Aula ci saranno non una, ma due opposizioni; la nostra sarà un'opposizione responsabile, che valuterà, di volta in volta, le proposte e i progetti e li voterà indipendentemente dagli accordi politici; forse se non facciamo tutti insieme questo sforzo di responsabilità anche un di fantasia e di responsabilità, non ne usciremo e la disaffezione per la politica aumenterà, non si ridurrà. L'UDC fa questo sforzo e proprio per questo, questa sera, voterà a favore. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Cantore. CANTORE Daniele Ringrazio il Consigliere Goffi per questo passaggio finale, ma mi permetto di dirgli che, in questi due anni, c'è stata un'opposizione costruttiva e di un certo tipo in Consiglio Comunale. Non è colpa sua: non era ancora presente, e i giornali non hanno dato, forse, la dovuta rilevanza a queste notizie. Rivolgendomi soprattutto a lei, signor Sindaco, vorrei dire che questa sera portiamo una decisione molto sofferta (a differenza di altri Gruppi, anche di opposizione, che prendono la cosa più a cuor leggero): sinceramente, ci siamo trovati molte volte, all'interno del nostro Gruppo su posizioni diverse. Abbiamo consultato anche il nostro Partito, come penso sia naturale per ogni Gruppo; la decisione di questa sera (vorrei dirlo con grande chiarezza, perché non ho peli sulla lingua e non amo i commenti di corridoio) non è dovuta alla pruderie di qualche Consigliere circa la captatio benevolentiae del Presidente Salza, (come Gruppo Consiliare, non siamo interessati a questo) visto che in questi giorni, sono stati riportati sui giornali e si sentono nei corridoi discorsi che riguardano le nomine e il fatto che Forza Italia potrebbe ambire ad un posto nel Comitato di Gestione della Fondazione Sanpaolo, mi assumo la responsabilità del Gruppo Consiliare (non so cosa pensi il Partito, ma poco me ne importa), e dichiaro che per quanto ci riguarda, non abbiamo queste velleità. La nostra posizione è frutto di un dibattito sereno e franco all'interno del Gruppo Consiliare e daremo voto favorevole a questa Variante parziale. In Commissione e attraverso gli organi di informazione abbiamo già detto che questo dibattito sui grattacieli c'è parso quasi epocale; sembra che si debba costruire la nuova Mole Antonelliana, ma non è così. Personalmente ritengo che Torino, come tutto il mondo, possa avere o non avere i grattacieli e il dibattito non deve essere né ideologico, né pregiudiziale. In questo caso il grattacielo esiste già; andiamo a votare una Variante che ne modifica l'altezza (c'è un problema di skyline, ma non voglio addentrarmi su questo), non decidiamo se fare o no il grattacielo. Il percorso del grattacielo è già avviato e solo gli sprovveduti non sono a conoscenza che Sanpaolo, già ieri, se avesse voluto, avrebbe potuto iniziare i lavori. C'è, invece, un problema di incompatibilità con il progetto ed è per questo che è stato rimandato. A questo proposito, vorremo chiedere due cose all'Assessore e una al Sindaco. Con la dovuta prudenza, perché non viviamo tra le nuvole, siamo convinti che Sanpaolo sia stata inglobata da Intesa (lo diciamo da tempo); c'è stato uno sforzo, che riconosciamo, delle autorità amministrative cittadine, provinciali e regionali e delle forze politiche per mantenere la centralità di Torino, ma sembra non bastare, perché Milano, come sempre (l'abbiamo già verificato con Unicredit), vuole farla da padrona, chiediamo quindi che questo grattacielo non dico riequilibri (perché usare il termine "riequilibrio" vorrebbe dire stare sulle nuvole; quello che è andato è andato, quello che si è riuscito a tenere abbiamo tenuto e devo dire che c'è stato un impegno corale), ma che si vada verso un riequilibrio su quanto è stato detto diverse volte anche in Commissione, cioè che questo grattacielo "serva" (mi permetta di usare questo termine) per partire con la banca del territorio e dei territori (che era l'idea del direttore Modiano, quando era ancora Sanpaolo) e soprattutto, vorrei lanciare un'altra ipotesi: quella di Fideuram (su Fideuram si sta ragionando, a livello di banca), che potrebbe rappresentare un buon punto a favore di Torino. Potrei citare altre situazioni per chiedere un impegno politico e amministrativo, perché Torino possa ridiventare centrale all'interno di Intesa- Sanpaolo, o comunque, se non centrale ( forse ho usato un termine eccessivo), non abbia la marginalità che oggi percepiamo. È inutile dire e ripetere che il grattacielo vuol dire posti di lavoro. Chiediamo una cosa molto importante all'Assessore Viano (peraltro io condivido la proposta di mozione del Collega Giorgis): noi chiediamo che, finita questa vicenda della Variante, noi vorremmo prefigurare un Piano Regolatore, ma ci rendiamo conto che oggi sarebbe come "stare sulle nuvole". Sappiamo che si può, invece, accedere ad una revisione del Piano Regolatore, anche se i tempi sono medi e lunghi; allora chiediamo (questo per dire al Consigliere Goffi che l'abbiamo già fatto altre volte: quando c'è una mozione intelligente della maggioranza, non abbiamo difficoltà a dire che è intelligente ed a votarla) che però si smetta con le Varianti parziali anche se, con estrema obiettività, Assessore non ne do un giudizio negativo complessivo, perché alcune di esse sono state utili per lo sviluppo della Città. Ritengo che anche lei ne sia consapevole e convinto che si debba passare da queste continue Varianti parziali ad una visione più organica e anche più prospettiva. Allora, chiediamo che si vada a questa revisione del Piano Regolatore e come viene detto nella proposta di mozione, si inizi a discutere su un suo documento preparatorio. Le nostre posizioni sono queste. Mi auguro che, superato questo scoglio quasi epocale dei grattacieli, si possa nel rispetto dei ruoli, ragionare tutti insieme sul futuro della città. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Giorgis. GIORGIS Andrea Ho già parlato prima della proposta di mozione e quindi non ritorno sull'importanza che ha per noi questo atto che accompagna la Variante n. 164. Mi limito soltanto a riprendere l'importanza che ha un atto del Consiglio Comunale che chiede alla Giunta di predisporre un primo quadro di indirizzo, che rappresenti un modo organico, di carattere generale e sistematico, per affrontare le trasformazioni urbane e prefiguri anche una modalità, tutta da inventare e da costruire, per rendere possibile una partecipazione (prima non l'ho detto, ma vorrei che fosse chiaro) pensata anche per rendere la città consapevole delle trasformazioni che si stanno realizzando e quindi, orgogliosa di prendere parte ad uno sviluppo che, mi auguro, lascerà un segno positivo. La nostra richiesta di attivare un processo di partecipazione che veda il territorio, le competenze, le esperienze e le intelligenze, è anche pensato per rendere i cittadini consapevoli di come la loro città non sia ferma, ma, anzi, sia una città in continua trasformazione. Sulla proposta di deliberazione è stato detto in alcuni interventi, con molta onestà - che io apprezzo -, che il documento non ha ad oggetto la costruzione del grattacielo. La deliberazione che ci accingiamo ad approvare ha ad oggetto una sopraelevazione rispetto ai 150 metri previsti e questa sopraelevazione va considerata all'interno di una faticosa (ed io giudico apprezzabile) trattativa che è stata intrapresa tra il soggetto privato e la Città, che ha visto, alla fine un progetto che prevede un piano superiore accessibile a tutti i cittadini e quindi, in questo senso, finalizzato allo svolgimento di una funzione pubblica e un piano terra anch'esso di carattere, potremmo dire, pubblico. Quindi, un progetto che, da un punto di vista più simbolico (se si vuole ironizzare sull'importanza che ha l'accessibilità da parte di tutti i cittadini dalla terrazza al ristorante) che pratico, rappresenta un investimento di un privato che non realizza un'opera esclusivamente fruibile da sé stesso, ma realizza un'opera che ha l'ambizione - ed io capisco che quel tipo di privato abbia anche quell'ambizione - di presentarsi come credibile, come un soggetto che dà fiducia; è nella specificità della sua attività di intrapresa generare fiducia, mi pare quindi normale che abbia questo obiettivo, che è il risultato però - sia chiaro - di una serrata trattativa che si è svolta tra l'Amministrazione cittadina e la proprietà. Credo che con questo atto noi certifichiamo la condivisione di questa trattativa che si è aperta tra la Città e la proprietà. Quindi, votando a favore, è come se riconoscessi all'opera della Giunta un risultato soddisfacente nel contesto dato, sia chiaro. Il contesto dato è un contesto nel quale la proprietà avrebbe potuto, come è stato riconosciuto da molti interventi, realizzare immediatamente un edificio e quella realizzazione sarebbe stata ad esclusivo uso privato. Noi non saremmo qui oggi a discutere su quanto siamo, secondo il Consigliere Gallo, democratici, perché quella costruzione era già realizzabile un anno e mezzo fa; noi oggi non saremmo qui a dividerci tra coloro che sono sensibili al paesaggio e coloro che sono insensibili, perché se non ci fosse stata questa serrata trattativa, noi avremmo già visto realizzato un edificio di soli 150 metri ("soli" tra virgolette) di esclusivo utilizzo privato e quindi noi oggi ci saremmo anche risparmiati questa discussione. Tuttavia, così non è avvenuto e io credo che per la città sia stato bene ciò che è accaduto. Certo, mi rimane un po' di amarezza per l'incapacità di resistere alla tentazione del clima elettorale e quindi di marcare differenze e sensibilità che sopraggiungono nel momento in cui si tratta di chiedere ai cittadini un voto sul quadro nazionale, ma tant'è, fa parte di quegli aspetti accidentali che la dinamica politica democratica porta quasi sempre con sé. Chiudo esprimendo anche un apprezzamento per quegli interventi dell'opposizione che pur non sono stati richiesti. Lo voglio dire con molta chiarezza, non c'è stata nessuna richiesta da parte di questa maggioranza di "soccorso azzurro" o "soccorso bianco"; non c'è stata prima, non c'è stata durante e non c'è adesso! (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Nessuna richiesta di soccorso. Questa maggioranza, pur con tutte le sue articolazioni, è una maggioranza in grado di portare a compimento un impegno assunto negli anni passati e quindi una maggioranza in grado di corrispondere a quella aspettativa di fiducia che i cittadini hanno avanzato e che gli operatori privati avanzano perché è difficile parlare di città che attrae investimenti, di città che cresce e di città che si sviluppa se non si è in grado di soddisfare quella aspettativa di compimento dei progetti che noi abbiamo interesse che cresca nei confronti di una Amministrazione capace di governare gli investimenti, ma soprattutto di attrarli e quindi di rivolgerli all'interesse pubblico. A questa aspettativa questa maggioranza è in grado di corrispondere indipendentemente dall'atteggiamento che l'opposizione terrà. Questo lo voglio dire con molta chiarezza. Nel contempo, però, bisogna distinguere tra quell'opposizione che non ha perso l'occasione per infilarsi nelle difficoltà e nelle contraddizioni di una maggioranza che si trovava ad affrontare in un clima elettorale un passaggio delicato e quell'opposizione, invece, che è stata capace di resistere alla tentazione di fare pura tattica d'Aula e si è pronunciata invece sul merito delle proposte che oggi andiamo ad approvare. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola all'Assessore Viano. VIANO Mario (Assessore) Intervengo per dire che su alcuni aspetti tecnici, in particolare quelli sollevati dal Presidente della II Commissione, ovvero le modalità di conteggio della SLP, confermo che (come è detto in modo assolutamente, a me pare di poter dire, inequivoco) la SLP è da verificare sui 50.000 metri quadrati e la SLP utile deve stare al di sotto di questo limite, almeno nella misura pari al 15% della stessa, perché il resto è impegnato dai connettivi verticali e orizzontali. In ogni caso, in termini generali (e mi pare che questa questione possa essere affrontata nel dettaglio in quella sede), dobbiamo mettere in conto che ci sarà ulteriormente, al di là del passaggio di approvazione, un esame del Piano Urbanistico Esecutivo, in cui tutte le questioni dei parcheggi, degli sviluppi progettuali di dettaglio in rapporto agli spazi pubblici, eccetera, verranno sia esaminati in maniera puntuale dal punto di vista progettuale, sia disciplinati dal punto di vista della Convenzione. In quell'occasione sarà possibile quindi approfondire il dettaglio sulla base di un progetto, perché ora il progetto è illustrativo dell'ipotesi di lavoro, ma non è un atto sul quale questa Variante si appoggi formalmente, ovvero non approva quel progetto, ma è semplicemente la modifica delle regole (quelle che ho detto all'inizio) per consentire di assumere l'impostazione della distribuzione dei volumi tecnici nello sviluppo dell'altezza, non soltanto concentrati a costituire un cappello dell'edificio. Un'ultima considerazione, che potrà essere ripresa certamente dal Sindaco, riguarda il dibattito generale del quale , in molti interventi, c'è stata un'esplicita sollecitazione, anche attraverso la condivisione della mozione presentata dal Consigliere Giorgis. Da tempo abbiamo concordato sulla necessità di arrivare alla definizione di un documento politico di indirizzo che espliciti la materia in maniera formale, non perché a nostro modo di vedere non ci sia un senso generale o una coerenza, ma per rivendicarla ed esplicitarla fino in fondo e farne oggetto di un confronto, di un dibattito, di una valutazione che non si fermi all'Aula Consiliare, ma possa anche trovare occasioni per accogliere sollecitazioni, osservazioni e rilievi che possono utilmente essere messi a frutto nella definizione conclusiva del documento stesso. A questo abbiamo lavorato da qualche tempo e quindi la settimana scorsa l'ho presentato in Giunta per una discussione che faremo a breve e subito dopo lo proporrò alla discussione dell'Aula. Quindi, entro il mese di marzo, ragionevolmente potremo avviare una discussione, inevitabilmente, su tutti i temi che sono stati richiamati a più riprese, ma, in generale, alla necessità di ricostruire senso e coerenza all'azione dell'Amministrazione in fatto urbanistico dovrebbe corrispondere anche il dibattito che deve coinvolgere tutte le parti politiche e sociali. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Sindaco. SINDACO Non intervengo solamente per rispetto del Consiglio, pur essendo questo dovuto (peraltro, trattandosi di una deliberazione molto importante e significativa, lungamente all'attenzione del Consiglio e dell'opinione pubblica, apparirebbe strano se se ne concludesse l'esame senza un intervento da parte mia), ma anche perché, al di là di questo aspetto istituzionale e non formale, nel corso della discussione sono emerse almeno tre questioni (alcune esplicitamente richiamate con un quesito rivolto al Sindaco), sulle quali non posso esimermi dall'intervenire. Innanzitutto, non ho nulla da aggiungere rispetto a quanto accennato dall'Assessore Viano al termine del suo intervento; peraltro, è proprio quanto espresso nella proposta di mozione che sarà presentata e che mi auguro sarà votata da tutto il Consiglio. Invece, vorrei aggiungere, rispondendo al Consigliere Angeleri a proposito del ravvedimento, che esso è di tipo operoso, e non avulso dalla realtà. Ci stiamo accorgendo, cioè, che, a dispetto di quanti dipingono la città come una specie di Sodoma e Gomorra, vi è notevole e significativo interesse, da parte di operatori privati (non tanto e non solo nel campo immobiliare, ma anche in quello economico- industriale e dei servizi avanzati), che però s'innesca strettamente con le dinamiche urbanistiche d'insediamento, sulla città, tale da metterci nelle condizioni (anche per offrire a questi interlocutori maggiori certezze, perché non piacerebbe a nessun operatore dover procedere con una negoziazione singola e specifica) di dover procedere ad una rivisitazione, di aprire una nuova fase nel vissuto del Piano Regolatore Generale approvato nel 1995. Quest'esigenza è nata dalla consapevolezza che, proprio perché vi è interesse, proprio perché sarebbe sbagliato lasciarlo cadere, oppure, in qualche misura, confinarlo in una logica di negoziazioni specifiche che rischiano di non offrire un quadro sufficiente di certezze, bisogna veramente che il Piano Regolatore viva una nuova fase. Peraltro, credo che quest'esigenza, emersa da più parti, trovi uno spazio specifico nella proposta di mozione; quindi, mi permetterei di dire che il vero peso politico di quanto il Consiglio si appresta a votare stia più nella mozione che non nell'approvazione della Variante, che, in fondo, com'è già stato abbondantemente detto, riguarda la sopraelevazione d'un intervento già previsto e approvato. Poi, tenete conto che ci avviciniamo a metà della tornata amministrativa e, anche per questo, è necessario cominciare ad impostare una nuova fase, la quale permetta, su un piano come quello urbanistico che si nutre necessariamente di tempi medio-lunghi, di cominciare a guardare oltre la scadenza amministrativa, in modo da non far coincidere dinamiche che riguardano gli interessi ed il vissuto reali della città con altre che, invece, hanno a vedere solo con la politica. Per quanto riguarda il Sanpaolo, rivolgendomi in particolare al Consigliere Cantore, il quale sollecitava una mia considerazione in tal senso, devo dire che - inutile nasconderlo, poi, ognuno può vedere il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto - è indubitabile che esista l'esigenza di un bilanciamento o, quantomeno, di un consolidamento di un equilibrio; tralascio - non è questo il luogo - ogni discussione che coinvolgerebbe la Compagnia, tuttavia, non è casuale che, nella discussione, questo - si sa benissimo - sia uno o, forse, l'elemento più pregnante, portato a sostegno dell'insediamento dei nuovi organismi. Questa è proprio la questione che mi pare più rilevante. Se è vero che esiste un'esigenza anche solo di consolidamento di un equilibrio - io penso, di un bilanciamento -, proviamo ad immaginare come lo si potrebbe ottenere se, sul fatto che ha subito avuto un carattere simbolico, sollecitati a questo dall'opinione pubblica di tutte le parti, il Consiglio Comunale dicesse che non si fa: appare perfettamente evidente che sarebbe come consegnare, con mani e piedi legati, coloro i quali devono e dovranno trattare le questioni che il Consigliere ha citato, condannandoli alla debolezza e all'impotenza. Quindi, di per sé, è chiaro che il grattacielo non rappresenti automaticamente il ribilanciamento - diciamo le cose come stanno -, però, ha una valenza simbolica tanto forte che, invece, è un punto imprescindibile per raggiungere quest'obiettivo, che ritengo corrisponda agli interessi della Città. Poi, sono lieto che il Consigliere Goffi abbia citato un aspetto (peraltro, ripreso anche da altri Colleghi), ovvero quello del rapporto fra ciò e lo sviluppo e il rapporto fra lo sviluppo e la povertà, che non è qualcosa da scoprire solamente di fronte ad una relazione della Caritas, nella quale si dica che esiste una situazione critica, perché non dimentichiamo mai che, se la torta dell'economia decresce o non si allarga, si può inventare qualsiasi tipo di welfare ed esercitarsi nei modelli più innovativi, ma, alla fine, le risorse da distribuire sono insufficienti. Quindi, mi rendo conto che non sia l'aspetto principale, però, si tratta di un aspetto collaterale di grande rilievo, che non bisogna affatto sottovalutare, in un momento in cui le difficoltà economiche generali sono tali da indurci a mettere in campo tutti gli antidoti e i meccanismi in grado di contrastare gli effetti di una crisi industriale ed economica che è sempre più alle porte. Infine, vorrei fare una considerazione politica, perché, come ha già detto il Consigliere Giorgis, non vi è alcun cambio di maggioranza; una maggioranza, con le sue articolazioni anche vivaci, esiste e c'è, stasera. Tuttavia (il Consigliere Giorgis l'ha rilevato, ma mi permetto di ribadirlo), vi è un fatto nuovo, che vorrei non sfuggisse a nessuno: credo che, in questo Consiglio, sia la prima volta che, in modo tanto esplicito, le varie forze politiche votano, guardando prima a quello che, secondo la loro visione, rappresenta l'interesse della città, piuttosto che agli schieramenti politici cui appartengono. Mi sembra che, sul piano politico, si tratti di un dato denso di rilievo e di considerazioni tutte positive per la Città. concernente l'Ambito 8.18/3 Spina 2, Porta Susa - Adozione" |