Città di Torino

Consiglio Comunale

Città di Torino > Consiglio Comunale > VERBALI > Torna indietro

Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 10 Marzo 2008 ore 15,00
Paragrafo n. 18
DELIBERAZIONE (Giunta: proposta e urgenza) 2007-05084
VARIANTE PARZIALE N. 164 AL P.R.G., AI SENSI DELL'ART. 17, COMMA 7 DELLA L.U.R., CONCERNENTE L'AMBITO 8.18/3 SPINA 2, PORTA SUSA - ADOZIONE.
Interventi

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Passiamo all'esame congiunto della proposta di deliberazione n. mecc. 200705084/09,
presentata dalla Giunta Comunale in data..., avente per oggetto:
"Variante parziale n. 164 al PRG, ai sensi dell'art. 17, comma 7 della LUR,
concernente l'ambito 8.18/3 Spina 2, Porta Susa - Adozione"
della proposta di mozione n. mecc. 200800224/02, presentata dai Consiglieri Angeleri e
Carossa in data 16 gennaio 2008, avente per oggetto:
"Una linea d'indirizzo unica per la realizzazione delle grandi costruzioni in città"
della proposta di mozione n. mecc. 200801413/02, presentata dai Consiglieri... in data..,
avente per oggetto:
"Accompagnamento alla deliberazione mecc. 200805084/09 definizione delle linee di
trasformazione urbana e partecipazione"
e della proposta di mozione n. mecc. 200801418/02, presentata dai Consiglieri Ghiglia,
Ravello e Galasso in data 10 marzo 2008, avente per oggetto:
"Accompagnamento alla deliberazione n. mecc. 200705084/09 - Piano di sviluppo della
Città e individuazione di un'area urbana in cui concentrare le nuove tendenze
costruttive".

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola all'Assessore Viano, per l'illustrazione della deliberazione.

VIANO Mario (Assessore)
L'illustrazione completa è già stata condotta, a più riprese, in Commissione; mi pare
utile, comunque, richiamare i contenuti essenziali di questa ulteriore variante, ribadendo
che si colloca sul tronco della variante adottata ed approvata tra la fine del 2005 e
l'inizio 2006, che rappresenta l'atto amministrativo fondamentale per quanto riguarda la
vicenda degli edifici alti.
Peraltro,l'iter di quell'atto fondamentale si è svolto in una fase a ridosso della
consultazione elettorale, avvenuta qualche mese dopo e che ha avuto l'esito che tutti
conosciamo. Credo, quindi, che questo elemento sia significativo, per testimoniare il
fatto che, su quella vicenda, un pronunciamento popolare c'è stato, seppure in maniera
indiretta, successivamente all'assunzione dell'atto. Naturalmente, non era specifico, in
quanto riguardava l'amministrazione che aveva presentato ed approvato quell'atto, ma
comunque mi pare un dato significativo.
Tornando alla variante in oggetto, devo sinteticamente richiamarne i contenuti, che sono
di carattere normativo e che attengono a tre elementi specifici, cioè due parametri ed un
allegato tecnico.
Il primo parametro è quello dell'altezza: viene confermata un'altezza di 150 metri al
netto dei volumi tecnici.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Posso chiedere alla Giunta di permettere all'Assessore Viano di proseguire
nell'illustrazione della deliberazione?
Prosegua, Assessore Viano.

VIANO Mario (Assessore)
Il primo contenuto di carattere normativo attiene alle modalità di conteggio dell'altezza.
Si dice che l'altezza massima ammissibile rimane fissata nei 150 metri di cui all'atto
deliberativo di inizio 2006, in cui, ai fini della verifica del rispetto di questo parametro
(così come peraltro avviene già, ma con una limitazione, in forza del Regolamento
Edilizio vigente), non sono conteggiati i volumi tecnici realizzati in copertura, al di
sopra dell'ultimo solaio fruibile. In base a quanto stabilito dal Regolamento Edilizio,
quei volumi tecnici (l'altezza delle velature, eccetera) non possono eccedere
complessivamente il 15% dell'altezza nominale dell'edificio.
Noi adottiamo lo stesso criterio, con la modifica - e questo è il contenuto specifico della
variante - dell'ammissione della possibilità di collocare questi volumi tecnici non
soltanto in copertura (quindi come cappello, come coronamento dell'edificio), ma
ammettendo anche la possibilità di distribuire i volumi nello sviluppo dell'altezza.
Questi volumi tecnici includono, altresì, i maggiori spessori di solaio finalizzati al
miglioramento del comportamento energetico dell'edificio.
Questa è la prima modifica normativa.
La seconda modifica normativa attiene alle modalità di verifica del rispetto della SLP
massima ammissibile (SLP, ovvero superficie lorda di pavimento massima
ammissibile).
Si dice che, siccome l'incidenza dei connettivi verticali ed orizzontali, in edifici con
questa tipologia e di queste caratteristiche, è molto elevata, tenuto conto della normativa
regionale in materia di regolamento edilizio e quindi di parametri unificati di
riferimento, si è adottata la superficie utile netta come riferimento superficiario
ordinario, non per disincentivare la realizzazione, ma, al contrario, per promuovere la
realizzazione di sistemi di connettivi verticali ed orizzontali che non fossero penalizzati
(nel senso che non fossero, poi, ridotti o artificiosamente contenuti per non consumare
SLP).
Abbiamo, allora, introdotto - e la questione é stata oggetto di un'ampia discussione in
sede di Commissione - la modalità di conteggio della SLP, assumendo che sia
corrispondente alla superficie utile netta nei fatti, ovvero la superficie direttamente
fruibile al netto dei connettivi, incrementata di un valore percentuale fisso del 15%.
Questo, al fine di tenere conto di un'incidenza ordinaria dei connettivi.
L'ultimo contenuto specifico di variante di modifica rispetto alla procedura riguarda la
pubblicazione dell'atto che, peraltro, è stato assunto in sede di adozione della variante
del 2006 (cioè di quell'atto che, dal punto di vista formale ma anche sostanziale, si
intitola "Analisi di compatibilità ambientale") e che è adeguato alla normativa vigente,
ovvero alla Legge Regionale n. 20/1998.
È vero che, nel frattempo, il Codice dei Beni Ambientali ha introdotto la cosiddetta
VAS, Valutazione Ambientale e Strategica, ma è altrettanto vero che, per interventi di
una certa portata, l'applicazione di questa normativa è, di fatto, subordinata all'adozione
di una serie di provvedimenti regionali, che disciplinano concretamente le modalità
applicative che non sono ancora state adottate, quelle che la Regione sta valutando in
questa fase, ma di cui non può essere retroattivamente richiesta l'applicazione all'atto
vero e fondamentale sul tema delle altezze e degli impatti, quello approvato a cavallo tra
il 2005 e il 2006.
In ogni caso, noi pubblichiamo l'atto di analisi di compatibilità ambientale. Lo
pubblichiamo ancora, in questa fase di adozione, in modo da sottoporlo, attraverso la
pubblicità, alle osservazioni di tutti coloro che ne hanno interesse e che possono, quindi,
sottoporre all'attenzione del Consiglio quei rilievi che saranno oggetto di discussione
specifica, in fase di approvazione, attraverso l'esame delle osservazioni e l'illustrazione
delle controdeduzioni di accoglimento o di rigetto delle stesse osservazioni.
C'è una volontà, quindi, di assoggettare a pubblicità, e quindi a consultazione, anche
quest'atto, che era stato assunto ad integrazione del documento del 2006, ma solo nella
fase di approvazione, e che, quindi, non era stato soggetto a pubblicazione. In questo
modo, suppliamo a quella carenza dell'atto integrativo avvenuta in fase di approvazione.
Sostanzialmente, questi sono i contenuti, la cui illustrazione più dettagliata è stata
condotta in sede di Commissione.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Levi-Montalcini.

LEVI-MONTALCINI Piera
Personalmente, ricuso l'appunto del Consigliere Cantore circa il lungo lavoro svolto
dalla Commissione: secondo me, è stato un lavoro proficuo, che ci ha permesso di
capire meglio, ma che ha determinato in noi una maggiore insicurezza nel prendere la
decisione, perché è proprio nel momento in cui si cominciano a valutare più da vicino
gli effetti di una costruzione con questi volumi (perché si parla di volumi, anche se
l'Assessore, ogni volta, mi riprende) che l'incertezza aumenta.
Per quanto riguarda i punti salienti della deliberazione, così come ci sono stati appena
illustrati, vorrei chiedere all'Assessore di precisare meglio la misura della superficie
lorda di pavimento totale.
Il suo modo di esprimersi, infatti, spesso non è comprensibile. Se si dice che, dalla
superficie lorda di pavimento concessa (50.000 metri quadri), si deducono i connettivi
(che possono anche essere maggiori del 15% concesso), sembra quasi che qualcuno
possa togliersi dei metri quadri. Suppongo che questo non sia vero.
In definitiva, la SLP concessa sarà di 57.500 metri quadrati.
Vorrei che questo fosse confermato, in modo che tutti lo sappiano e vorrei sapere anche
come verranno conteggiate le vele, cosa di cui non si parla.
Nella specifica della scheda di Piano c'è scritto che non si dà un limite alle vele, mentre
penso che un valore a queste, che avranno senz'altro un impatto visivo, bisognerà porlo,
in modo che, anche su questo, si voti con cognizione di causa.
Mi permetto, invece, di fare una richiesta: cercare di trovare una formula, a partire da
quando sarà finito il grattacielo e per tempi lunghi, che vincoli adesso la proprietà
(questa o altre che cambieranno nel tempo), a dedicare alla manutenzione una cautela ed
un'attenzione assolutamente diversa da quella che viene richiesta per gli edifici di
altezza cosiddetta normale, in quanto i grattacieli ( compresi quelli che saranno costruiti
anche dopo), essendo visibili da tutti i punti della città, se fossero mal tenuti, non
sarebbero certamente un vanto, ma un sintomo vistoso di degrado, anche qualora fosse
l'unico punto di degrado di Torino.
(Intervento fuori microfono). Lucidateli sovente, non come i "gianduiotti", che hanno
sofferto per non essere stati lucidati e, purtroppo, un'opera anche bella può diventare
brutta, se lasciata deperire.
In conclusione, devo dire che la mia valutazione su questa proposta di deliberazione è
contrassegnata da grande incertezza, perché fatto il primo grattacielo, se resterà solo,
sarà un disastro. Ce ne vorranno degli altri; quindi, stiamo dando una svolta che, come
tale, deve essere valutata in maniera molto approfondita.
Infine, insieme alla valutazione urbanistica dei futuri sviluppi, chiedo che venga fatta
una valutazione di ciò che già esiste sul mercato e di come si possa essere più attrattivi
per fare in modo che quello che esiste non resti vuoto e che quello che si costruirà
rimanga a pieno anche in futuro.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Gallo Domenico.

GALLO Domenico
Una precisazione rispetto a quanto ha compreso il Sindaco nel mio precedente
intervento. Ho sottomano il mio intervento dattiloscritto e, solitamente, sono una
persona che pesa le parole prima di pronunciarle. Ho fatto autocritica rispetto al mio
voto favorevole sulla Variante n. 124, riconoscendo a me stesso di aver sbagliato, in
quel frangente, per motivi che non sto qui a descrivere.
Ho anche detto: "Sono stato poco attento alle conseguenze, alle criticità di una scelta.
Non ho valutato l'importanza dell'impatto ambientale, l'incidenza sugli aspetti
paesaggistici".
Sì, ho sbagliato ed ora voglio contribuire, chiedendo un referendum, a creare un clima
di prudenza e di massima attenzione, prima di far mettere "Le mani sulla città", - e non
faccio riferimento a quello che lei ha pensato, signor Sindaco -, poi, ognuno lo interpreti
come crede. Io faccio riferimento alla mia onestà intellettuale.
"Torino ha una struttura antica e, prima di toccarla, occorre prudenza e attenzione",
come ha detto la dottoressa Pittarello. Era quello il mio riferimento!
Detto questo, che ho voluto precisare, poi, per dovere di cronaca, ognuno può pensare
come crede.
Credo che la cosa più grave sia che noi, oggi, decidiamo su questa Variante n. 164 in
assenza di un piano paesaggistico, che non dipende dal Consiglio Comunale, perché
manca una Legge di tutela del paesaggio. Questo è l'aspetto di fondo di un
ragionamento che abbiamo cercato di fare in questi mesi.
Il grattacielo dell'architetto Piano è ad un soffio da Corso Vittorio, mentre quello della
Regione é più alto del Belvedere di Cavoretto.
L'errore di fondo di questo modo di procedere è il seguente: anziché valutare e
indirizzare la forma urbana della città in base alle sue caratteristiche storiche, la si lascia
crescere in altezza senza un piano complessivo e senza una revisione del Piano
Regolatore.
Questa è la critica di fondo che abbiamo fatto in queste settimane, ma non per questo
chi è critico rispetto ad un modo di procedere sia contro lo sviluppo e il progresso, o
appartenga ad una forza conservatrice semplicemente perché analizza in maniera
diversa il futuro della città.
Ritengo che le trasformazioni urbanistiche debbano essere previste non sulla base di
spinte di gruppi economici (assolutamente legittimi), ma nel rispetto della storia della
città, del suo ambiente e degli equilibri del territorio.
Abbiamo approvato, nel '94, il Piano Regolatore in cui si delineava e si descriveva il
modello di città e la forma del suo sviluppo. Il limite di 100 metri di altezza delle due
torri, UNI1 e UNI2, non nasceva così per caso, ma era il risultato di una visione
complessiva dell'assetto urbano - Assessore Viano, credo che questo me lo debba
riconoscere! - ed era il frutto di un progetto di insieme, attraverso uno studio sulle
prospettive e sulle proporzioni degli edifici.
C'é stato uno studio dietro a quella metratura, a quei cento metri di altezza; condivisibile
o meno, era questa la filosofia del Piano Regolatore.
Con le Varianti 124 e 164 il cambio delle proporzioni modifica qualcosa, come le due
torri assolutamente fuori scala nel contesto di Torino. Mi sembra che questo sia un dato
evidente.
Non stiamo parlando più della stessa cosa, perché anche chi ha votato la Variante n.
124, votava un'altra cosa, rispetto alla Variante n. 164 di questa sera. Sono due cose
diverse, non solo per l'altezza, che è superiore!
Credo che bisognerebbe spiegare perché i 100 metri per le due torri non bastano più!
Io non l'ho ancora capito, francamente!
Non credo che sia per fare un ristorante e l'asilo nido. Sarebbe la semplificazione di un
argomento molto complesso e la cosa più incomprensibile e non condivisibile è il fatto
che la Città debba adeguarsi alla volontà di altri e non gli altri alle prescrizioni del Piano
Regolatore.
Ecco perché credo che la decisione di questa sera segnerà un precedente. Noi non
potremo più dire di no a nessun altro operatore economico che proponga edifici di
quell'altezza.
Credo che queste considerazioni dovrebbero, per lo meno, indurre in futuro - perché
ormai è certo che il grattacielo Intesa-Sanpaolo sarà votato questa sera - ad una pausa di
riflessione per porre fine a questa logica del caso per caso. Mi sembra un ragionamento
anche fondato e razionale e non sconvolgente, né rivoluzionario.
C'è bisogno di una pausa di riflessione per avere una nuova fase di studio e di revisione
del Piano Regolatore. È per questo che ritenevamo importante la partecipazione
democratica dei cittadini, credendo che fosse un fatto naturale, non improprio, che
questa sera, il Consiglio Comunale dovesse approvare il referendum, perché questo si
rivolge al futuro, a come deve essere impostata e ridisegnata la città!
Credo che la discussione sul grattacielo Intesa-San Paolo (favorevoli o contrari, sulla
base dell'altezza) sia stata fuorviante e banale.
La questione è sui veri problemi insiti nell'opera: l'impatto ambientale, la tutela del
paesaggio e le ricadute economiche sulla città. Non siamo di fronte ad una pregiudiziale
ideologica.
Abbiamo sempre sostenuto che Torino ha la sua storia, la sua conformazione e
dimensione umana, le sue montagne, un contorno urbanistico di grande valore storico e
culturale in cui i grattacieli rischiano, così come si sta facendo, di inserirsi come un
corpo estraneo all'attuale disegno della città.
"Torino ha una struttura antica: prima di toccarla, occorre prudenza e attenzione". Sì,
prima di metterci le mani in quel modo, occorrerebbe pensarci!
Credo che questo sia uno dei punti di sostanza su cui non abbiamo ricevuto adeguate
spiegazioni, perlomeno, siccome quelle ricevute in Commissione non mi hanno
convinto, resto con il dubbio se il percorso normativo, da questo punto di vista, sia stato
o meno lineare.
Perciò, ritornando al problema dell'impatto ambientale, lo studio effettuato dal
Politecnico non ci sembra sufficiente, poiché quella relazione ha delle lacune, visto che
stiamo parlando di due torri e non di una. Infatti, mi sembra che quello studio d'impatto
ambientale sia stato fatto su una torre, mentre ve ne saranno due; quindi, è evidente che
nella zona non si recheranno "solamente" 3.900 lavoratori, ma di più, e questo inciderà
sicuramente sui livelli della mobilità e della qualità della vita nella zona medesima.
Le stesse Circoscrizioni 3 e 4 hanno espresso parere sfavorevole, e non perché siano dei
pazzi o degli estremisti, ma perché è proprio il territorio a dire "no", poiché quell'opera
avrà ripercussioni sul tessuto del territorio.
Quindi, le valutazioni d'impatto ambientale appaiono estremamente carenti, ma mi
preoccupa anche un altro aspetto, come cittadino, che riguarda le ricadute economiche;
infatti, l'assenza di un piano industriale da parte di Intesa-Sanpaolo non ci ha permesso
di comprendere che cosa avverrà nel futuro e quali saranno le ricadute positive
sull'economia della città.
Ad oggi, teoricamente, quel grattacielo dovrebbe collocare 2.500 lavoratori, ma che
cosa avverrà fra cinque anni, quando scadrà il vincolo? Abbiamo garanzie al riguardo?
Quando scadrà il vincolo, il Sanpaolo manterrà quel tipo di posizione?
Personalmente, non posso che esternare la mia preoccupazione ed esprimere le mie
perplessità al riguardo. Spero che esista un patto fra galantuomini, per cui il Sanpaolo
rispetterà quel tipo di destinazione e che, dopo i cinque anni, non farà altro, e lo auspico
veramente, come persona e come cittadino, prima che come politico.
Credo che occorrano serie garanzie su questo piano e che la Città debba farsi carico di
tali problemi, così come il Sindacato, il quale non è stato assolutamente coinvolto
sull'operazione del grattacielo.
Infine, credo che un aspetto importante sia anche quello del paesaggio, che è stato non
solo trascurato, ma anzi ignorato, secondo me, quasi non costituisse un problema.
Ebbene, ritengo che sia un fatto grave e, almeno dal mio modestissimo punto di vista,
che nessuna operazione economica dovrebbe essere messa in campo, qualora non fosse
rispettosa dell'ambiente e del paesaggio.
Questo grattacielo incide sul paesaggio, s'introduce come elemento di disturbo su un
panorama che ha una sua peculiarità ed un suo fascino, e questo avviene, come ho detto
prima, in assenza di una legge regionale di tutela del paesaggio.
Non sto inventando nulla, perché queste mie considerazioni sono confermate dai
rendering che ci hanno fatto vedere i progettisti, in particolare, quello che simula la
visione del panorama dalla collina e la veduta del grattacielo da Corso Vittorio. Ebbene,
dal mio punto di vista, sono due brutte immagini, ma capisco che siano comunque
elementi superficiali, perché ognuno può pensarla come crede; tuttavia, ritengo che, su
questo aspetto, il Consiglio Comunale si assumerà una grande responsabilità, come noi,
del resto, quando esprimeremo il voto contrario.
So che ci assumiamo una grande responsabilità, e non è certamente a cuor leggero che
voterò contro la proposta di deliberazione che stiamo esaminando stasera, perché penso
che il territorio di Torino, in qualche modo, andrebbe salvaguardato per il suo futuro, e
queste sono le ragioni per cui chiediamo tanta prudenza, prima di andare avanti e di
giungere a decisioni irreversibili.
Credo che Intesa-Sanpaolo potesse realizzare tranquillamente un proprio villaggio, un
edificio prestigioso, senza alcun bisogno di costruire un grattacielo, così com'è
avvenuto per l'Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, dove, su un'area
abbandonata di proprietà dei Savoia, è stato realizzato un villaggio stupendo - chi
conosce l'Università di Pollenzo potrà sicuramente testimoniare come l'edificio e le
strutture siano veramente belli -; avrebbe potuto farlo in altri modi, che avrebbero
comunque dato lustro al Sanpaolo-Intesa, fuori da simbolismi che, dal mio punto di
vista, non hanno alcun significato importante.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Cerutti.

CERUTTI Monica
Sulla proposta di Variante, che presumibilmente sarà adottata questa sera (ovviamente,
se otterrà i voti necessari), abbiamo già discusso molto in Commissione, e devo dire
che, su un simile argomento e su altri analoghi, effettivamente, gli elementi di carattere
tecnico e politico s'intrecciano in modo difficile da dirimere, poiché non è semplice
stabilire quale sia il confine fra le questioni tecniche e il punto da cui poi possano partire
le decisioni politiche.
Sebbene io non voglia sempre rifarmi a quanto detto dal Sovrintendente, dottoressa
Pittarello, tuttavia, in Commissione lei aveva richiamato il fatto che i politici debbano
indubbiamente assumere delle decisioni, ma sempre se in possesso di dati tecnici precisi
su cui poterle basare; in questo caso, credo che tali dati tecnici precisi non esistano.
Poi, senza soffermarmi sulla questione paesaggistica (quindi, sul fatto che non esista
questo piano complessivo, come denunciato dalla stessa Sovrintendente), che, come ho
già ricordato nell'intervento sul referendum, riguarda un elemento importante, un bene
comune, com'è ribadito dall'articolo 9 della Costituzione, vorrei invece affrontare
maggiormente le questioni ambientali.
In Commissione, l'esame della relazione di compatibilità ambientale, redatta per la
Variante n. 124 (che, come ha già ricordato il Consigliere Gallo, aveva innalzato i due
edifici a torre di Porta Susa da 100 a 150 metri), ha messo in evidenza la complessità di
un atto che è stato approvato alla fine del mandato della scorsa Amministrazione -
l'Assessore ha ricordato il voto favorevole nella campagna elettorale -, però, vi era già
attenzione alla successiva campagna elettorale, quando abbiamo approvato quella
Variante eravamo nel periodo olimpico, e devo dire che, se lui considera il voto
favorevole in campagna elettorale come un elemento positivo, io invece credo che le
interpretazioni possano essere del tutto soggettive, poiché neppure la tanto citata Piazza
San Carlo, da parte del Sindaco (che viene considerato un elemento positivo della
passata Amministrazione, mentre ha visto alcuni Consiglieri della sinistra assumere una
posizione contraria), può essere considerato un elemento del voto così positivo alle
amministrative.
Peraltro, fra coloro i quali si sono presentati con il Sindaco, vi era anche chi non
sosteneva quel parcheggio e, poi, rispetto alla valutazione di quest'ultimo, vorrei
ricordare che dobbiamo distinguere la pedonalizzazione dal parcheggio in sé; infatti, ci
tengo a ribadire in quest'Aula che tutti sostengono la pedonalizzazione, che,
sicuramente, è un intervento molto positivo ed apprezzato dai torinesi, mentre ben
diversa è la questione del parcheggio, che, come abbiamo potuto verificare non più tardi
della scorsa settimana, risulta ancora poco utilizzato.
Tornando alla Variante odierna, ma anche alla n. 124, che, come giustamente ricordava
l'Assessore Viano, è l'elemento centrale, la stessa dottoressa Pittarello ha detto, in
Commissione, che essa avrebbe potuto essere non parziale ma strutturale. Penso che si
debba tener conto di questa considerazione; proprio perché non si tratta di un puro
aggiustamento nella fase attuativa, com'è una Variante parziale, sarebbe stato
necessario sottoporre quella Variante (appunto, la n. 124) ad un iter di approvazione ben
più complesso e partecipato.
Il discutibile escamotage di qualificarla come sostanziale, senza alcun riferimento
legislativo che ne definisca le caratteristiche nel merito, se non la necessità dell'analisi
di compatibilità ambientale, come prescritto dall'articolo 20 della Legge Regionale n.
40/1998, così come ricordato, richiama alla relazione di compatibilità ambientale, la cui
superficialità, però, è emersa nel corso dell'esame svolto, appunto, in Commissione.
Ho ricordato - ma ci tengo a farlo anche in quest'Aula - che 21 pagine (rispetto al totale
di 60) sono dedicate alla qualità dell'aria della città di Torino (con i dati delle
centraline) e che vi sono anche alcune inesattezze (ad esempio, il numero di addetti
delle torri); perciò, è stato proposto un correttivo, ma molto contenuto, per così dire, in
quanto non tiene conto di tutto il restante traffico indotto (rappresentato, ad esempio, dai
fornitori di servizi all'interno delle due torri) e neppure del fatto che la futura sede della
Provincia insisterà sulla medesima area.
Abbiamo posto anche delle questioni per quanto riguarda la falda acquifera, che è stata
esaminata molto superficialmente in questa relazione.
La Variante n. 124, vorrei ricordarlo, non è stato oggetto di un confronto pubblico, pur
essendo classificata come Variante sostanziale, perché è stata allegata alla Variante n.
124 all'approvazione e non all'adozione, per cui è mancata la partecipazione a cui
abbiamo fatto riferimento già nella passata discussione e che in qualche modo continua
a non essere richiesta da questo Consiglio Comunale, dato che è stata bocciata la
proposta di referendum.
Secondo il nuovo Codice dell'Ambiente, che ha ricordato l'Assessore, è previsto, per
zone di importanza storica, culturale o archeologica, lo svolgimento di una verifica di
assoggettabilità, che comporterebbe come minimo tre mesi per decidere se fare o meno
la VAS (Valutazione Ambientale Strategica) o la VIA (Valutazione Impatto
Ambientale).
Certamente Intesa - Sanpaolo non potrebbe dare inizio ai lavori prima che la Variante n.
164, seguita questa procedura, venisse poi approvata dal Consiglio Comunale.
L'Assessore Viano, a questo proposito, ha fatto riferimento alla norma transitoria che è
effettivamente prevista nel Codice dell'Ambiente, secondo il quale le Regioni adeguano
il proprio ordinamento alle disposizioni del presente Decreto Legislativo entro 12 mesi
dalla sua entrata in vigore.
In mancanza di norme vigenti regionali, trovano diretta applicazione le norme di cui al
presente Decreto.
Se abbiamo, in questo momento, come unico riferimento l'articolo 20 della LR n. 40 del
1998 - non leggerò tutti i punti -, vorrei ricordare che l'allegato F di tale Legge prevede
che l'analisi di compatibilità ambientale contenga tutta una serie di informazioni, di cui
ben 7 punti non sono previsti in questa relazione di compatibilità ambientale: il
contenuto del piano o del programma e i suoi obiettivi principali; le caratteristiche
ambientali di tutte le aree che possono essere significativamente interessate; qualsiasi
problema ambientale rilevante ai fini del piano o del programma; gli obiettivi di tutela
ambientale, di cui all'articolo 20, perseguiti nel piano o nel programma; i prevedibili
impatti ambientali significativi e la valutazione critica complessiva delle ricadute
positive e negative sull'ambiente; le alternative considerate in fase di elaborazione del
piano o del programma; le misure previste per impedire, ridurre e, ove è possibile,
compensare gli impatti ambientali significativi derivanti dall'attuazione del piano o del
programma.
Tutte queste cose francamente in questa relazione non le ho lette; mi saranno sfuggite,
ma forse non sono presenti.
Fermo restando che non condividiamo la deroga alle regole vigenti - come illustrato
dall'Assessore -, rispetto al calcolo dell'altezza dei due edifici e dei volumi
corrispondenti, perché costituiscono un precedente inquietante nel rapporto con i privati.
Crediamo, rispetto a questa deroga, che aver parlato di sperimentazione di una
normativa (il modo con cui l'Assessore ha qualificato questa Variante all'interno della
Commissione) non sia accettabile per una modifica così significativa dell'assetto urbano
del centro torinese.
Non accettiamo neanche la retorica dello sviluppo, del quale saremmo, in quanto
Sinistra, frenatori.
Si dice che Torino rischi di perdere l'opportunità di investimenti di Intesa-Sanpaolo e,
di conseguenza, di altri ipotetici imprenditori.
Oltre ad aver dimostrato che non vi sono, al momento, impegni precisi sul nostro
territorio di questo gruppo, che risulta attualmente sbilanciato su Milano (tra l'altro,
considerazione condivisa dalle Organizzazioni Sindacali audite in Commissione), non
accettiamo la logica dello sviluppo come valore in sé, da prendere comunque, senza
poterlo qualificare. Alla politica del "fare" contrapponiamo una politica del "cosa e
come fare".
In questo senso, credo che, per tutti questi motivi, non ci potrà essere un voto
favorevole da parte della Sinistra Arcobaleno a questa adozione di Variante.
Sicuramente ritorneremo nel merito dell'approvazione della Variante n. 164 e siamo
seriamente preoccupati che questa Amministrazione non voglia entrare nel merito
tecnico di una modifica così importante per Torino e non voglia neanche far partecipare
la cittadinanza.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Carossa .

CAROSSA Mario
Dopo l'intervento che ha fatto il Consigliere Cerutti ci sarebbe poco da dire.
È stato un intervento molto tecnico, per cui faccio un plauso per come è stata
approfondita la questione della Variante, ma tra tutte queste valutazioni assolutamente
condivisibili o comunque da prendere in considerazione di fronte ai poteri economici,
sono in disaccordo solo su una cosa: di queste cose non importa niente a nessuno!
Lo dico, non a caso, rivolto verso i banchi della Giunta e del Sindaco.
Fin da subito mi sono dichiarato assolutamente critico verso questa Variante, che nasce
- effettivamente è vero -, in diversi l'hanno già detto, dall'approvazione, in assoluta
sordina, della Variante n. 124. Questa, penso è l'unica cosa su cui concordiamo stasera.
Dopodiché, ho visto chi aveva votato quella Variante e chi no. L'ho detto prima: un
plauso all'attuale Presidente del Consiglio.
Non mi stupisce invece il voto che era stato dato allora e che forse verrà dato adesso dal
Gruppo dei Verdi, perché non mi sono stupito quando ha approvato la Variante n. 124 e
non mi stupisco che lo stesso Gruppo - naturalmente parlo politicamente - non approvi
nemmeno più un referendum. Non mi stupisco nemmeno che a questo punto il Gruppo
dei Verdi approvi una Variante come questa. Ormai non mi stupisco più quasi di nulla.
Mi sono schierato subito contro questa Variante, perché ritengo che sia assolutamente
devastante dal punto di vista urbanistico.
Ho sentito dire diverse cose, da chi diceva "no" a questa Variante: "no" a questo
grattacielo, non solo a questo - personalmente, di Intesa-Sanpaolo non me ne può
fregare di meno -, ma sicuramente "no" a tutti gli altri grattacieli che verranno costruiti
in questa città, se questa Variante verrà approvata.
La Variante n. 164 naturalmente costituisce un apripista verso la costruzione di tutti gli
altri grattacieli, perché in futuro come si potrà dire "no", per esempio, al grattacielo
della Regione al Lingotto, al grattacielo in Corso Marche o a quella vergogna che è la
torre di 70 metri all'ex ISVOR in Corso Dante.
Ho sentito dire diverse cose, sia sui giornali, sia "de visu", contro chi, come il
sottoscritto, era contrario a questa Variante, dai pregiudizi ideologici a essere contro la
modernità.
Non ho ancora capito cosa voglia dire essere moderno o essere antico, se fare grattacieli
(che hanno smesso persino di fare negli Stati Uniti e che stanno facendo solo più in
Asia) voglia dire essere moderno o retrò.
Ho un'altra concezione: modernità significa vivere meglio una città, sapere che si
costruisce un grattacielo e che questo è vincolato per almeno vent'anni a dare lavoro e a
portarci i lavoratori del gruppo Sanpaolo, mentre invece è vincolato a questa funzione
per una durata assolutamente ridicola di soli 5 anni.
Vorrei sapere se significa essere moderno o meno il fatto di chiedere a Salza quanti
dipendenti porteranno in questo grattacielo e sentirsi rispondere: "Mah,
1500,2000,2500.." come se i dipendenti - d'altronde è il loro modo di pensare -, fossero
noccioline!
Mi domando veramente se il fatto di essere contrari a questa Variante e, di conseguenza,
ai grattacieli, significhi essere moderni o antiquati, perché davvero non so se cercare di
preservare il paesaggio che ci hanno lasciato i nostri avi sia poi così sbagliato!
Perché non dobbiamo provare veramente a salvaguardare l'ambiente della nostra città?
Non dovremmo farlo, caro Assessore, solamente per questioni di danaro? È soltanto di
questo che si tratta; infatti, è solamente per quei 22 milioni di Euro che mancano alle
casse di questa Città!
Siccome siete voi ad averla portata su questa china, sapete benissimo che non salvate
l'economia della Città con i 22 milioni di Euro che incasserete dagli oneri della
costruzione del grattacielo; semplicemente, ritarderete la débâcle completa di questa
Città, ma solo di qualche tempo e - oserei dire - neppure di qualche anno!
Mi sono domandato a lungo, in questi mesi, se il fatto di essere contrari a questo
grattacielo potesse essere tanto sbagliato, e sono giunto alla conclusione che non sbaglio
affatto a dire "no" ai grattacieli, perché non risolviamo il problema della vivibilità -
anzi, l'aggraviamo -, dell'economia di questa Città, ma ci limitiamo semplicemente a
traslarlo - peraltro, solo leggermente - nel tempo!
Il Consigliere Cerutti l'ha citato prima, e io stesso posso dire che, in questo periodo, ho
sentito diverse osservazioni riguardanti il traffico, i flussi di traffico ed i maggiori mezzi
che transiteranno nella zona; però, tutte queste considerazioni sono rimaste inascoltate,
perché non ve ne importa assolutamente nulla!
Sinceramente, devo dire che sto intervenendo, adesso… (INTERVENTI FUORI
MICROFONO). Mi permetto di dire, con tutto il rispetto che nutro nei confronti del
Consigliere Olmeo, che non lo considero superiore agli altri componenti del Consiglio
Comunale… (INTERVENTI FUORI MICROFONO). Sapete, è inutile che tentiate
d'interrompermi, perché me ne infischio e continuo a parlare!
Veramente, non sapevo neppure se fare o meno quest'intervento, perché ero abbastanza
demoralizzato, soprattutto da quanto è avvenuto prima nella discussione sul referendum,
poiché il fatto di ascoltare determinate osservazioni, da parte di alcuni Gruppi
rappresentati in quest'Aula, mi ha veramente demoralizzato, e non come Consigliere
Comunale, ma proprio come cittadino di Torino!
Spero solamente che i cittadini comprendano sempre più da chi siano guidati e
governati, ovvero, da persone che, a torto o ragione, antepongono il potere economico a
tutto il resto, e ritengo che ciò non sia giusto, né per una Città né per i cittadini torinesi!

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Zanolini.

ZANOLINI Carlo
Siccome sono stato tirato in causa, dunque, per un fatto personale, vorrei fare subito una
premessa, permettendomi di replicare al Consigliere Carossa che, se un Collega del
Gruppo dei Verdi aveva precedentemente votato in un senso, non è detto che io debba
votare necessariamente in un altro o nello stesso senso, poiché, con il tempo, le cose
cambiano e, quindi, bisogna valutarle di volta in volta.
Vorrei far rimarcare tre aspetti che, secondo me, riguardano la deliberazione e,
precisamente, quello ideologico, quello tecnico e quello politico.
Innanzitutto, posso affermare che non siamo ideologicamente contrari ai grattacieli, ma
li riteniamo anacronistici, antimoderni, facenti parte di un'architettura degli anni passati
che solamente adesso si vuole scimmiottare in questa città.
Personalmente, condivido molte delle affermazioni del Consigliere Gallo, il quale ha
posto dubbi sulla sostenibilità ambientale. Ritengo che, forse, ciò che toccherà
maggiormente la cittadinanza sarà il carico antropico di quei grattacieli, perché, in
quella zona, confluirà tantissima popolazione; quindi, siamo molto critici su questo
punto.
Qualcuno ha scritto che i grattacieli sorgeranno come funghi, e riteniamo che ciò non
sarà bello, per Torino, come non lo è stato il fatto che siano davvero sorti come funghi,
ad esempio, i quartieri di speculazione edilizia, voluti da cooperative di vari colori,
come quelli di Via Livorno e Via Cigna.
Simili brutture, "ecomostri", che stanno causando criticità ambientali e disservizi ben
peggiori dei 22,5 metri di altezza in più di un grattacielo, sono passati in quest'Aula
senza suscitare alcun clamore e approvati, peraltro, da coloro i quali ora si
scandalizzano per questi 22,5 metri in più! Nessun comitato e quasi nessun professore
universitario è insorto per contestarli, e adesso sono lì!
Noi siamo per un progetto di città, nel quale si possa accettare anche la progettazione
dei cosiddetti edifici a torre, ma solamente dopo una seria programmazione urbanistica,
magari con un piano dei grattacieli, a patto che si garantiscano sicurezza e sostenibilità
ambientale ed energetica; perciò, ho firmato quella mozione di accompagnamento che
può andare in questa direzione, cioè quella di una programmazione della città anche sui
grattacieli.
Il secondo aspetto riguarda gli aspetti tecnici di questa deliberazione, ovvero quello
economico, di Bilancio, e quello urbanistico.
Per quanto concerne il Bilancio, qualora la deliberazione e la Variante non fossero
approvate, i committenti potrebbero desistere dall'opera e ciò causerebbe un ammanco
di Bilancio che, secondo quanto abbiamo potuto sentire - se è vero - corrisponde a circa
30 milioni di Euro. L'Assessore al Bilancio ha tremato, quando i suoi compagni di
Partito hanno mostrato l'intenzione di bloccare la deliberazione, o, perlomeno, questa è
stata la mia impressione, probabilmente soggettiva.
Rispetto alla questione urbanistica, la frittata è già stata fatta, perché si è stravolto il
piano di Cagnardi (che prevedeva due torri di 100 metri, alla fine della Spina 2, a guisa
di porte, con, in prospettiva, una terza torre di 100 metri, a fare da contraltare ai volumi
geometrici del nuovo Politecnico), come ha fatto giustamente osservare qualche
Consigliere e com'è stato messo in evidenza, su "La Stampa" di domenica, anche
dall'architetto Bettini.
Chi, nella precedente tornata amministrativa, ha approvato il superamento dei 100 metri
dei due edifici, che poi erano 80, ha già contribuito a stravolgere un preciso disegno
urbanistico ed architettonico, e mi fa piacere che qualcuno in quest'Aula abbia
accennato al fatto che, forse, sia stato approvato senza averne sufficientemente
considerato la reale importanza.
È inutile negarlo: il grattacielo di Renzo Piano, sicuramente bello in sé, ha sovvertito
l'idea di Cagnardi, dunque, potrebbe diventare brutto e insignificante rispetto al
contesto. Questa è la mia opinione, non solo personale, ma anche dei professionisti che
mi stanno consigliando.
Infine, vi è l'aspetto politico, quello più importante nella questione, in quanto porterà a
decidere sul da farsi.
In Commissione, ho votato - e me ne assumo la responsabilità - perché questa proposta
di deliberazione arrivasse in Aula, affinché, dopo diversi mesi di discussione (nel corso
dei quali è stata approfonditamente esaminata ogni possibile questione), i torinesi
potessero capire chiaramente le posizioni dei vari Consiglieri eletti, riguardo alla
sopraelevazione del Sanpaolo, dal momento che - sia chiaro a tutti - è proprio di questo
che si sta parlando.
Quindi, dev'essere chiaro ai cittadini che non si discute sul fatto se sia opportuno o
meno realizzare il grattacielo, bensì di una sopraelevazione di 22,5 metri rispetto ad un
progetto che è già stato deliberato dal Consiglio della precedente tornata amministrativa,
peraltro, anche con i voti di qualcuno che adesso vorrebbe far slittare, sine die, la
discussione e il voto in Aula. Invece, io sostengo che il cittadino torinese abbia il diritto
di sapere e capire la posizione del Partito per il quale ha votato, dopo un dibattito
trasparente; cioè, deve sapere chi voti a favore e chi voti contro, senza tergiversare,
continuando a prendere in giro i cittadini, nonostante ogni questione sia già stata
approfondita in Commissione.
Normalmente, il cittadino viene a conoscenza delle notizie (in questo caso, riguardanti i
lavori del Consiglio), attraverso la lettura del giornale.
Ma che cosa hanno letto i cittadini, alcuni giorni fa, su un quotidiano, a firma di una
giornalista importante?
In un passaggio virgolettato (quindi, suppongo che riporti le dichiarazioni degli
interessati), la giornalista scrive che i partiti comunisti e la Sinistra Democratica hanno
accettato il compromesso con il Sindaco, che oggi permette loro di votare contro la
deliberazione e, contemporaneamente, di rimanere in maggioranza - e io aggiungerei "di
mantenere le loro posizioni" -, in cambio dell'accettazione di un futuro referendum
all'acqua di rose, come quello che ci era stato proposto sul futuro assetto urbanistico,
eccetera, che lascerà il tempo che trova (peraltro, abbiamo visto che non è passato e per
quello io ho votato contro), perché molto farraginoso ed anche perché non sappiamo…
(INTERVENTO FUORI MICROFONO).
No, invece, sono i giornalisti ad informarci, visto che, purtroppo, è grazie a loro che
vengo a conoscenza delle notizie, in quanto talvolta non le posso sapere né dagli
Assessori, né dal Sindaco, perché c'era scritto: "...altrimenti, si va tutti a casa".
In tal modo, le grandi battaglie di principio, le invalicabili linee del Piave, sinora
sostenute a piè fermo, vengono superate, come per incanto, con un accordo sottobanco,
e il cittadino, prima messo in guardia contro una scelta tanto gravida di conseguenze,
ora viene a sapere che può stare tranquillo e che il grattacielo si farà.
Chi voterà "no" sembrerà duro e puro, ma, in realtà, con accordi sotterranei, si sarà
garantita la sopravvivenza in maggioranza; quindi, citando Shakespeare, "molto rumore
per nulla"!
Mi dispiace, cari Colleghi, ma non ritengo che sia questo il modo di rappresentare
quanti ci hanno eletti, e non credo che, con questi comportamenti, possiamo pensare di
riavvicinare il cittadino alla politica.
Non voglio rimanere con il cerino in mano, spararle grosse e minacciare il voto
contrario, e, contemporaneamente, barattare la garanzia di rimanere in maggioranza e in
Giunta. A noi non piace, non ci stiamo, e ci rifiuteremo di partecipare ad una votazione
che suggelli un modo poco chiaro di fare politica, che noi, affatto incollati alla poltrona,
non condividiamo e non intendiamo assolutamente avallare.
Votatevela pure la sopraelevazione del grattacielo!

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Angeleri.

ANGELERI Antonello
Il mio pensiero è già stato espresso, con dovizia di particolari, nella proposta di mozione
che abbiamo presentato ben due mesi fa in Commissione, dov'è stata discussa
ampiamente e, purtroppo - ribadisco - bocciata; oggi, è all'esame dell'Aula con un
emendamento, che definirei sostanziale, che la vede in linea - guarda caso - con la
mozione presentata successivamente dalla maggioranza e con quella presentata anche
dal Gruppo di Alleanza Nazionale.
Ci fa piacere che pure i Colleghi, insieme alla mozione che ho presentato con il
Consigliere Carossa, pensino di poter eventualmente ragionare in un modo un po'
diverso - mi permetta, Assessore - da quello con cui si è operato finora.
Non voglio citare una cifra diversa dalla realtà, ma mi pare che siamo intorno alla
centosettantesima Variante; ebbene, l'Assessore sa come la pensi e so anche di non dire
cose assolutamente nuove, cioè di ripetermi, ma ho una visione della città strutturata
diversamente, quindi, da un punto di vista urbanistico, non mi sembra corretto
affrontare incombenze e strutturazioni di questo tipo a colpi di Variante.
Pur non essendo fondamentalmente contrario alla realizzazione dei grattacieli, tuttavia
sono convinto che la soluzione migliore sarebbe quella di realizzare (come abbiamo
scritto, appunto, nella nostra proposta di mozione) un'area nella quale concentrare
queste costruzioni, dotandola di tutti i servizi necessari, come peraltro accade in tutte le
altre città europee. Perciò, non si suggerisce e non s'inventa alcuna nuova soluzione -
non abbiamo scoperto l'acqua calda -; semplicemente, pensiamo che, al di là del
dibattito, della discussione, del coinvolgimento di tutti gli attori interessati in
quest'importante partita (questione ripresa dalla mozione di accompagnamento della
maggioranza), non si debba prestare attenzione soltanto all'aspetto dell'altezza (che,
sebbene importante, è solo "un" aspetto), ma, per esempio, anche a quello della
sicurezza, questione che appare solamente collaterale e, invece, non lo è affatto.
Ma non pensate a cosa comporti, sotto l'aspetto del traffico, dell'infrastrutturazione in
generale e dei servizi, costruire una struttura tanto imponente in una parte della città e
concentrare in quella zona migliaia e migliaia di cittadini torinesi?
Non voglio essere scortese nei confronti delle altre città, ma, ad esempio, Napoli, che ha
strutturato una sua parte nella zona finanziaria, ha dei grossi problemi dal punto di vista,
appunto, della strutturazione, perché alcuni servizi non arrivano in quelle zone e vi sono
dei problemi, poiché, non essendo stati pensati, non vi sono diversi importanti servizi
che, invece, devono necessariamente esserci, quando si affrontino cambiamenti
strategici come quelli di costruire in verticale, anziché in orizzontale.
Quindi, come ho già detto, sono favorevole ad uno sviluppo di Torino che veda
costruzioni elevate in altezza, anziché in orizzontale, e penso che, in qualche modo, ciò
significhi veramente tutelare l'ambiente, tuttavia, bisogna farlo in modo organico,
perché, Assessore, non penso che si possa costruire una Variante sulla base delle
esigenze di qualcuno o di una parte della città.
Credo, invece, che se ne debbano governare costruzione e sviluppo, certamente,
coinvolgendo anche le parti oggi particolarmente interessate alla costruzione del
grattacielo; però, gli attori principali di quest'iniziativa dobbiamo essere noi -
Istituzione, Comune - e, se non è possibile perché i tempi tecnici non ce lo consentono,
occorre rivedere il Piano Regolatore della Città, facendo il possibile, cercando di
coinvolgere (l'abbiamo chiesto nella nostra proposta di mozione) gli attori principali e
fornire, non solo alla cittadinanza, ma soprattutto a noi amministratori, visto che spetta a
noi assumere le decisioni, avvalendoci di tecnici esperti, una serie di valutazioni utili a
farci comprendere quale possa essere la direzione della città da oggi ai prossimi dieci,
venti o trent'anni.
Penso che questo significhi agire responsabilmente, attraverso una politica di buonsenso
che finora mi pare, obiettivamente, sia un po' mancata.
Sono contento che il Sindaco, in qualche modo, abbia valutato positivamente che vi è
stato un ravvedimento, poiché, con la mozione di accompagnamento che ci presenta, c'è
obiettivamente un ravvedimento; lo valuteremo con estrema attenzione, quando
entreremo nel merito e nel dettaglio delle singole decisioni, perché questa Variante, così
com'è oggi, non ci convince.
In questo senso, mi sembra che la nostra sia una posizione di correttezza e controllo,
come dev'essere una posizione di controllo quella di chi stia dall'altra parte dei banchi
della maggioranza, ossia in minoranza.
Vigileremo con estrema attenzione e saremo molto attenti al dibattito che scaturirà
all'interno della II Commissione, quindi, guarderemo ai tempi che si è data la mozione
presentata dai Capigruppo di minoranza, incalzandoli e sollecitando nuovamente quanto
abbiamo già sollecitato, insieme al Consigliere Carossa, lo scorso 16 gennaio, cioè -
ripeto - esattamente due mesi fa.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Ravello.

RAVELLO Roberto Sergio
Cercherò di essere breve, perché non vorrei annoiare troppo l'Assessore, che ha già
avuto modo di sentire me e i Colleghi che mi hanno preceduto, più e più volte, in sede
di Commissione.
Vorrei, mettere, finalmente - oso dire -, una pietra sopra all'argomento, chiudere, una
volta per tutte, esplicitando la posizione del mio Gruppo nei confronti di questa
Variante. E partirò da un'osservazione che, a mio avviso, dimostra chiaramente quanto,
alla base di quasi tutti i "No" che si sono elevati nei confronti di questa Variante, ci
siano ragioni sostanzialmente, fondamentalmente e profondamente ideologiche.
Non ho mai visto levarsi, infatti, da parte di tutte le varie sinistre dai vari colori che
comprendono l'arcobaleno che le raffigura, tutta questa serie di opposizioni tanto
convinte e tanto preparate nei confronti di moltissime altre e ben più evidenti brutture
che costellano il patrimonio della nostra città.
Allora, mi chiedo dove fossero tutte queste sinistre, più o meno colorate, quando si
edificavano palazzacci, in giro per la città. Non ho bisogno che il Sindaco me lo
suggerisca, perché so bene che queste sinistre erano già tutte in questa Sala e,
comunque, hanno approvato, con il silenzio, tutte le Varianti che hanno anticipato
questa. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, ma è giusto riconoscere che c'è
"No" e "No" - il Consigliere Carossa sa difendersi da solo, quindi non c'è bisogno che
intervenga io -, però se c'è una persona che, in maniera coerente, ogni volta che può, da
quando siede all'interno di questo Consiglio, leva il suo "No" contro qualunque atto di
questa Amministrazione, teso, magari anche senza volerlo - talvolta può capitare - a
svendere parte del nostro patrimonio urbanistico-architettonico, è proprio il Consigliere
Carossa.
Altri, invece, hanno portato avanti, per mesi, un ragionamento che, tra l'altro, si è anche
attorcigliato su se stesso, perché siamo arrivati a ripeterci le stesse cose, siamo arrivati
quasi a chiedere l'audizione, addirittura, dei platani piantati lungo Corso Inghilterra,
perché non si sapeva più chi invitare in Commissione!
Siamo arrivati a santificare il parere della Sovrintendente alle Belle Arti, che non
costituisce alcuna forma di vincolo nei confronti di questa Variante e che, come da lei
riconosciuto, non si basava su conoscenze tecniche, perché ha confessato, lei stessa, di
non possederle. Si è ripetuta e susseguita una serie di dibattiti che, a mio avviso, ha
dimostrato, ogni volta di più, che, alla base del "No", le ragioni erano ben diverse da
quella della tutela del paesaggio!
Ho temuto che per gli interlocutori di questa Amministrazione, ma anche - non posso
non sottolinearlo - per gli interlocutori di questa maggioranza - le sinistre
"arcobalenate" compongono la vostra maggioranza, Assessore e signor Sindaco -, le
pregiudiziali fossero altre e che si trattasse di una forma di appiattimento culturale che li
ha portati a stabilizzarsi in epoche più che remote, quando i nostri avi si vestivano
ancora con le pelli di leopardo, che hanno portato ad assumere posizioni che, a mio
avviso - e lo voglio sperare - rischiano di compromettere lo stesso sviluppo della città.
Non penso che lo sviluppo e la crescita di Torino passino necessariamente
dall'approvazione di questa Variante. Sarebbe un eccesso. Tuttavia, sono assolutamente
convinto che lo sviluppo di questa città, la crescita di Torino e la riscoperta di una
vocazione ormai perduta, passi anche attraverso l'approvazione di questa Variante,
perché contemporaneamente all'edificazione del primo grattacielo cadrebbe anche un
tabù, che è quello che vede Torino come una città, finora, assolutamente priva di edifici
a torre.
Non si può pensare che un edificio di questo genere, costruito con tecniche
all'avanguardia, non possa comportare una serie di risparmi - tra i quali quello
energetico, ambientale ed economico - e che, di conseguenza, questa serie di risparmi
possa attrarre investitori ed operatori economici non necessariamente nazionali che, di
conseguenza, una volta insediatisi sul territorio, potrebbero creare nuove opportunità
professionali, nuove opportunità economiche e nuove opportunità di sviluppo, anche
culturale!
Non si può pensare e non si può omettere un particolare, a mio avviso, fondamentale,
imprescindibile: il grattacielo della Regione Piemonte comporterà un risparmio annuo,
alle casse pubbliche, di 13 milioni di Euro. Allora, come si può pensare di sostenere il
"No" alla costruzione di un edificio di quel tipo, quando la stessa costruzione di quel
palazzo si potrebbe finanziare automaticamente con il solo risparmio del denaro
pubblico che la Regione Piemonte investe in affitti per i suoi Uffici?
Bisogna guardare il problema nella sua complessità ed è per questo che il Gruppo di
Alleanza Nazionale assumerà una posizione, come dichiarato fin dall'inizio, di assoluta
responsabilità.
Con tutto il rispetto, signor Sindaco, dal punto di vista politico, non mi fa piacere farle
una cortesia! Non mi fa piacere permettere che, con i nostri voti, lei non cada.
È da qualche ora che ci si fa un po' di conti in giro per i banchi, ma la maggioranza,
guardatela come volete, adesso, non ce l'avete!
Per averla, avete bisogno anche di noi. Allora, se per altri atti, mai sarei arrivato a
sostenerla, è proprio per questo senso di responsabilità che ci ha spinti, fin dall'inizio, a
prendere questa posizione, che voteremo "Sì" a questa Variante.
Ci aspettiamo che, al nostro senso di responsabilità - con il quale sosteniamo
l'approvazione della Variante n. 164 -, il signor Sindaco, questa Giunta e questa
maggioranza, rispondano con un'identica responsabilità e prendano, finalmente e
definitivamente, le distanze da quella sinistra che ha decretato, oggi più che mai, la
definitiva morte della maggioranza, eletta due anni fa.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Cassano.

CASSANO Luca
Chiederei, al Consigliere Ravello, di verificare anche che cosa i suoi Colleghi di
Circoscrizione abbiano votato nelle due Circoscrizioni che hanno espresso parere
contrario alla Variante n. 164 (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Le chiedo
soltanto di poterlo fare. Per prassi, mi rivolgo alla Presidenza!

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
Magari, conferite tra voi, privatamente, dopo; secondo me, può essere più utile.

CASSANO Luca
Con molto piacere. Non ripeterò gli aspetti tecnici sui quali i Consiglieri Cerutti e Gallo
Domenico sono intervenuti.
Sicuramente, il dibattito di questi mesi, a Torino, è stato stimolante per la politica, ma
anche per la società civile, per la cultura e per l'ambientalismo e speravamo che, dopo
questo dibattito, il naturale sbocco fosse una consultazione diffusa sul territorio. Così
non è stato. Lo pensavamo anche perché l'unico modo per sopperire alle modalità con
cui il Consiglio Comunale votò la Variante n. 124 è stato quello di restituire la delega e
la rappresentanza negata, in parte, ai colleghi Consiglieri che votarono quella
deliberazione nel 2006, in un clima sicuramente complesso.
Lo dico, non perché ritenga quella decisione illegittima, ma perché, probabilmente, non
si ebbero allora - neppure per chi propose quella deliberazione e quella Variante n. 124 -
stravolgimenti negli assetti urbanistici della nostra città.
Lo strumento migliore, forse, era quello di ripartire da zero sulla crescita verticale della
nostra città.
Intanto, tranquillizzo anche i Consiglieri che si sono dimenati su questo. Lo hanno detto
i Colleghi, in precedenza: "Il danno per le casse comunali, in caso di mancata
realizzazione, non ci lascia indifferenti".
Noi ci sentiamo convintamente partecipi di questa Giunta e i nostri Assessori, con
responsabilità, tentano di contribuire al governo di questa città.
È evidente, però, che vorremmo precisare che i soldi incassati dal Comune - e sarebbero
potuti essere di più, sicuramente di più, se non avessimo fatto e concesso modalità di
calcolo particolari, a questo soggetto -, riguardavano i diritti edificatori e le volumetrie e
non sicuramente le altezze.
La domanda spontanea, che oggi emerge da questo dibattito, è quale sarà
l'atteggiamento e se sarà un atteggiamento disponibile anche nei confronti dei futuri
privati che intendono realizzare grattacieli a Torino. Il futuro di Sanpaolo-Intesa - molti
Consiglieri sono intervenuti su questo - è certamente importante. Non crediamo che la
scelta del grattacielo sia secondaria rispetto agli investimenti della banca su Torino.
Abbiamo qualche preoccupazione, invece, rispetto al mantenimento del vincolo per un
dato periodo di tempo, così come il Consigliere Cerutti ha detto.
Non è un caso, colleghi Consiglieri, che - lo scrivevano i quotidiani giovedì scorso - le
richieste di uscita anticipata dalla banca siano superiori ai piani che il Gruppo Intesa-
Sanpaolo ha fatto su Torino. Evidentemente, al di là della scelta del grattacielo, se così
tanti dipendenti chiedono l'uscita anticipata, la permanenza e il futuro della banca non
destano le certezze che alcuni Consiglieri hanno manifestato oggi in Aula.
Probabilmente, con le organizzazioni sindacali dovremmo cominciare a discutere anche
di questo.
Questa Variante stravolge il centro di Torino con un manufatto - forse molti Consiglieri
non lo sanno - che sarà all'incirca il doppio della torre di Piazza Castello. Provate ad
immaginare quale possa essere l'impatto di quella torre nell'immaginario della nostra
città. Evidentemente, siamo troppo sensibili a questo aspetto! Non ci sentiamo garantiti
da una scelta che rappresenterà sicuramente un precedente, sia nella forma che nella
sostanza, per le future trasformazioni urbanistiche.
Per stile avrei preferito non replicare al Consigliere Zanolini. Capisco il suo imbarazzo,
d'altronde, dopo avere firmato, nei mesi scorsi, appelli contro questo grattacielo, è più
che comprensibile l'imbarazzo nel dover giustificare un cambio di rotta. Capisco un po'
meglio, dopo il suo intervento, che l'aspirazione o l'ambizione a far parte della Giunta
possa far compiere gesti disperati. Ascrivo il suo intervento semplicemente alla
categoria "gesti disperati". Le chiedo, Consigliere Zanolini, di essere coerente fino in
fondo e di votare a favore. D'altronde, dopo aver votato contro il referendum,
convergere anche sulla Variante n. 164 potrebbe aprire le magnifiche porte del Partito
Democratico, verso il quale cammina a grandi passi.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Goffi.

GOFFI Alberto
Sarei tentato di intervenire nella discussione tutta domestica della sinistra, ma penso che
il problema sia più importante che le liti domestiche. Ho sentito delle critiche, alcune di
carattere tecnico - che sono state poste dalla Sinistra Arcobaleno, come dal Consigliere
Carossa -, altre di carattere diverso. Distinguiamole, perché credo che sia opportuno fare
chiarezza. Per quanto riguarda il carattere tecnico, credo che, come ho già detto prima, i
tecnici abbiano il dovere di armonizzare un progetto nell'ambito di una città, renderlo
armonico con il contesto storico e credo che i tecnici che sono stati impiegati in questa
vicenda siano di tale professionalità indiscussa, per cui, se non ci fidiamo di loro, non ci
fidiamo di nessuno, neanche del proprio medico.
Per quanto riguarda il conto economico, il Consigliere Carossa ha detto che questo
progetto, in realtà, risolve quelli che sono i problemi economici. Io pongo un problema
diverso: il conto economico della città di Torino in quanto popolazione. Noi abbiamo
una situazione che mi preoccupa - e che credo preoccupi tutti i Consiglieri seri e
responsabili di questa Amministrazione - che è l'emergenza povertà.
Non so se la realizzazione del grattacielo del San Paolo risolverà anche problemi
economici. Credo sia una opportunità di crescita e di lavoro per la città. Questo lo dico
con altrettanta chiarezza, perché è innegabile che ci sarà uno slancio economico (che
vorrà dire lavori di costruzione, vorrà dire prospettiva occupazionale), poi non so quanto
di questo ricada e risolva tutti i problemi.
È possibile che non riusciamo a cogliere questa opportunità? È possibile che non ci
occupiamo delle 130 mila famiglie che hanno ricevuto quest'anno i pacchi alimentari di
cui, forse, anche una sinistra responsabile dovrebbe occuparsi? È possibile che facciamo
finta di niente quando il 40% dei torinesi dice di trovarsi in una condizione di povertà
rispetto l'anno precedente? Se questo argomento non interessa alla Sinistra Arcobaleno,
interessa a me, al mio partito e, credo, a gran parte dei Consiglieri responsabili di questa
Sala.
Cerchiamo, per un attimo, di lasciare le liti domestiche da cui sono partito e di cercare
di fare un ragionamento per la città. Anche rischioso, anche responsabile, ma dobbiamo
farlo, perché, in questo momento, il malessere che si è diffuso in questa città, forse è
superiore alla crisi economica reale di questa città. La crisi di malessere è molto più
pericolosa della crisi industriale, perché porta ad una situazione di stagnazione o di non
riduzione. Non aspettiamoci che lo Stato risolva questi problemi: da sempre, i torinesi
hanno risolto da soli i problemi. Basta citare l'esempio della sicurezza e delle volanti: il
problema è stato risolto dal Comune di Torino in quanto Ente, non dallo Stato. Questo è
un atto vergognoso ed è esemplificativo di come stiamo operando!
Quando a marzo arriverà la relazione trimestrale, ci accorgeremo che siamo a crescita
zero, che il tesoretto tanto sventolato non esiste e che non arriveranno i fondi per
risolvere il problema dell'emergenza povertà. Togliamocelo dalla testa!
Se questo progetto è antecedente alla fusione IMI-Sanpaolo Intesa, oggi, a maggior
ragione, dobbiamo porci il problema di questa costruzione, perché abbiamo due rischi:
il primo è il depotenziamento, dopo la fusione, della città di Torino a favore di Milano;
il secondo è il mantenimento di una centralità che l'istituto deve mantenere su questa
città. Siete sicuri che dicendo "no" a questa costruzione, sia mantenuta la centralità di
un istituto? Non so quanto sarà la ricaduta economica in termini occupazionali, però so,
certamente, che non avremo grandi possibilità di mantenere la centralità dell'istituto
sulla città.
C'è un ultimo aspetto che credo sia importante. La vicenda delle Olimpiadi ha
dimostrato che oggi la competizione tra le città è la vera competizione. Non c'è più la
competizione tra gli Stati, ma una competizione tra città: infatti, li chiamano "marketing
territoriali", perché le competizioni avvengono all'interno della città. Torino, per uscire
da questa situazione di emergenza deve dare un segnale di grande ottimismo alla città,
di grande realizzazione di opere importanti, perché questo ha certamente un effetto
importante anche dal punto di vista psicologico. Noi dobbiamo arrivare ad avere a
Torino un marchio di tecnologia e di innovazione, per venderlo come un prodotto in
tutto il Mondo. Questo è quello che stiamo discutendo questa sera, non è solo la
costruzione del grattacielo e l'impatto che potrà avere. È il futuro di questa città!
(INTERVENTO FUORI MICROFONO). Noi non siamo in vendita, tant'è che io non
ho ambizioni di Giunta, a differenza di qualcuno di voi. Però, vi dico con molta
chiarezza che, in questo momento, sarebbe anche opportuno fare politica responsabile.
Dato che lei lo ha citato lo dico chiaramente: per mesi ho visto circolare una notizia non
vera e cioè che l'UDC, su questo punto, è contrario. L'UDC è a favore sia a livello
Regionale che a livello cittadino. Parlo anche a titolo di Segretario Regionale, così
risolviamo ogni problema!
È ora di inaugurare in questa città una nuova fase. Sono più preoccupato delle vicende e
degli affanni giornalieri della gente che sta fuori da quest'Aula, che delle beghe
politiche che possono nascere.
Con il coraggio, l'orgoglio e l'autorevolezza (spero di poterlo dire) voglio che si
inauguri una nuova fase in questo Consiglio Comunale.
In quest'Aula ci saranno non una, ma due opposizioni; la nostra sarà un'opposizione
responsabile, che valuterà, di volta in volta, le proposte e i progetti e li voterà
indipendentemente dagli accordi politici; forse se non facciamo tutti insieme questo
sforzo di responsabilità anche un di fantasia e di responsabilità, non ne usciremo e la
disaffezione per la politica aumenterà, non si ridurrà.
L'UDC fa questo sforzo e proprio per questo, questa sera, voterà a favore.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Cantore.

CANTORE Daniele
Ringrazio il Consigliere Goffi per questo passaggio finale, ma mi permetto di dirgli che,
in questi due anni, c'è stata un'opposizione costruttiva e di un certo tipo in Consiglio
Comunale. Non è colpa sua: non era ancora presente, e i giornali non hanno dato, forse,
la dovuta rilevanza a queste notizie.
Rivolgendomi soprattutto a lei, signor Sindaco, vorrei dire che questa sera portiamo una
decisione molto sofferta (a differenza di altri Gruppi, anche di opposizione, che
prendono la cosa più a cuor leggero): sinceramente, ci siamo trovati molte volte,
all'interno del nostro Gruppo su posizioni diverse.
Abbiamo consultato anche il nostro Partito, come penso sia naturale per ogni Gruppo; la
decisione di questa sera (vorrei dirlo con grande chiarezza, perché non ho peli sulla
lingua e non amo i commenti di corridoio) non è dovuta alla pruderie di qualche
Consigliere circa la captatio benevolentiae del Presidente Salza, (come Gruppo
Consiliare, non siamo interessati a questo) visto che in questi giorni, sono stati riportati
sui giornali e si sentono nei corridoi discorsi che riguardano le nomine e il fatto che
Forza Italia potrebbe ambire ad un posto nel Comitato di Gestione della Fondazione
Sanpaolo, mi assumo la responsabilità del Gruppo Consiliare (non so cosa pensi il
Partito, ma poco me ne importa), e dichiaro che per quanto ci riguarda, non abbiamo
queste velleità.
La nostra posizione è frutto di un dibattito sereno e franco all'interno del Gruppo
Consiliare e daremo voto favorevole a questa Variante parziale.
In Commissione e attraverso gli organi di informazione abbiamo già detto che questo
dibattito sui grattacieli c'è parso quasi epocale; sembra che si debba costruire la nuova
Mole Antonelliana, ma non è così.
Personalmente ritengo che Torino, come tutto il mondo, possa avere o non avere i
grattacieli e il dibattito non deve essere né ideologico, né pregiudiziale.
In questo caso il grattacielo esiste già; andiamo a votare una Variante che ne modifica
l'altezza (c'è un problema di skyline, ma non voglio addentrarmi su questo), non
decidiamo se fare o no il grattacielo. Il percorso del grattacielo è già avviato e solo gli
sprovveduti non sono a conoscenza che Sanpaolo, già ieri, se avesse voluto, avrebbe
potuto iniziare i lavori. C'è, invece, un problema di incompatibilità con il progetto ed è
per questo che è stato rimandato.
A questo proposito, vorremo chiedere due cose all'Assessore e una al Sindaco. Con la
dovuta prudenza, perché non viviamo tra le nuvole, siamo convinti che Sanpaolo sia
stata inglobata da Intesa (lo diciamo da tempo); c'è stato uno sforzo, che riconosciamo,
delle autorità amministrative cittadine, provinciali e regionali e delle forze politiche per
mantenere la centralità di Torino, ma sembra non bastare, perché Milano, come sempre
(l'abbiamo già verificato con Unicredit), vuole farla da padrona, chiediamo quindi che
questo grattacielo non dico riequilibri (perché usare il termine "riequilibrio" vorrebbe
dire stare sulle nuvole; quello che è andato è andato, quello che si è riuscito a tenere
abbiamo tenuto e devo dire che c'è stato un impegno corale), ma che si vada verso un
riequilibrio su quanto è stato detto diverse volte anche in Commissione, cioè che questo
grattacielo "serva" (mi permetta di usare questo termine) per partire con la banca del
territorio e dei territori (che era l'idea del direttore Modiano, quando era ancora
Sanpaolo) e soprattutto, vorrei lanciare un'altra ipotesi: quella di Fideuram (su
Fideuram si sta ragionando, a livello di banca), che potrebbe rappresentare un buon
punto a favore di Torino. Potrei citare altre situazioni per chiedere un impegno politico
e amministrativo, perché Torino possa ridiventare centrale all'interno di Intesa-
Sanpaolo, o comunque, se non centrale ( forse ho usato un termine eccessivo), non
abbia la marginalità che oggi percepiamo.
È inutile dire e ripetere che il grattacielo vuol dire posti di lavoro.
Chiediamo una cosa molto importante all'Assessore Viano (peraltro io condivido la
proposta di mozione del Collega Giorgis): noi chiediamo che, finita questa vicenda della
Variante, noi vorremmo prefigurare un Piano Regolatore, ma ci rendiamo conto che
oggi sarebbe come "stare sulle nuvole".
Sappiamo che si può, invece, accedere ad una revisione del Piano Regolatore, anche se i
tempi sono medi e lunghi; allora chiediamo (questo per dire al Consigliere Goffi che
l'abbiamo già fatto altre volte: quando c'è una mozione intelligente della maggioranza,
non abbiamo difficoltà a dire che è intelligente ed a votarla) che però si smetta con le
Varianti parziali anche se, con estrema obiettività, Assessore non ne do un giudizio
negativo complessivo, perché alcune di esse sono state utili per lo sviluppo della Città.
Ritengo che anche lei ne sia consapevole e convinto che si debba passare da queste
continue Varianti parziali ad una visione più organica e anche più prospettiva.
Allora, chiediamo che si vada a questa revisione del Piano Regolatore e come viene
detto nella proposta di mozione, si inizi a discutere su un suo documento preparatorio.
Le nostre posizioni sono queste. Mi auguro che, superato questo scoglio quasi epocale
dei grattacieli, si possa nel rispetto dei ruoli, ragionare tutti insieme sul futuro della
città.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Giorgis.

GIORGIS Andrea
Ho già parlato prima della proposta di mozione e quindi non ritorno sull'importanza che
ha per noi questo atto che accompagna la Variante n. 164.
Mi limito soltanto a riprendere l'importanza che ha un atto del Consiglio Comunale che
chiede alla Giunta di predisporre un primo quadro di indirizzo, che rappresenti un modo
organico, di carattere generale e sistematico, per affrontare le trasformazioni urbane e
prefiguri anche una modalità, tutta da inventare e da costruire, per rendere possibile una
partecipazione (prima non l'ho detto, ma vorrei che fosse chiaro) pensata anche per
rendere la città consapevole delle trasformazioni che si stanno realizzando e quindi,
orgogliosa di prendere parte ad uno sviluppo che, mi auguro, lascerà un segno positivo.
La nostra richiesta di attivare un processo di partecipazione che veda il territorio, le
competenze, le esperienze e le intelligenze, è anche pensato per rendere i cittadini
consapevoli di come la loro città non sia ferma, ma, anzi, sia una città in continua
trasformazione.
Sulla proposta di deliberazione è stato detto in alcuni interventi, con molta onestà - che
io apprezzo -, che il documento non ha ad oggetto la costruzione del grattacielo.
La deliberazione che ci accingiamo ad approvare ha ad oggetto una sopraelevazione
rispetto ai 150 metri previsti e questa sopraelevazione va considerata all'interno di una
faticosa (ed io giudico apprezzabile) trattativa che è stata intrapresa tra il soggetto
privato e la Città, che ha visto, alla fine un progetto che prevede un piano superiore
accessibile a tutti i cittadini e quindi, in questo senso, finalizzato allo svolgimento di
una funzione pubblica e un piano terra anch'esso di carattere, potremmo dire, pubblico.
Quindi, un progetto che, da un punto di vista più simbolico (se si vuole ironizzare
sull'importanza che ha l'accessibilità da parte di tutti i cittadini dalla terrazza al
ristorante) che pratico, rappresenta un investimento di un privato che non realizza
un'opera esclusivamente fruibile da sé stesso, ma realizza un'opera che ha l'ambizione -
ed io capisco che quel tipo di privato abbia anche quell'ambizione - di presentarsi come
credibile, come un soggetto che dà fiducia; è nella specificità della sua attività di
intrapresa generare fiducia, mi pare quindi normale che abbia questo obiettivo, che è il
risultato però - sia chiaro - di una serrata trattativa che si è svolta tra l'Amministrazione
cittadina e la proprietà.
Credo che con questo atto noi certifichiamo la condivisione di questa trattativa che si è
aperta tra la Città e la proprietà. Quindi, votando a favore, è come se riconoscessi
all'opera della Giunta un risultato soddisfacente nel contesto dato, sia chiaro. Il contesto
dato è un contesto nel quale la proprietà avrebbe potuto, come è stato riconosciuto da
molti interventi, realizzare immediatamente un edificio e quella realizzazione sarebbe
stata ad esclusivo uso privato.
Noi non saremmo qui oggi a discutere su quanto siamo, secondo il Consigliere Gallo,
democratici, perché quella costruzione era già realizzabile un anno e mezzo fa; noi oggi
non saremmo qui a dividerci tra coloro che sono sensibili al paesaggio e coloro che sono
insensibili, perché se non ci fosse stata questa serrata trattativa, noi avremmo già visto
realizzato un edificio di soli 150 metri ("soli" tra virgolette) di esclusivo utilizzo privato
e quindi noi oggi ci saremmo anche risparmiati questa discussione. Tuttavia, così non è
avvenuto e io credo che per la città sia stato bene ciò che è accaduto.
Certo, mi rimane un po' di amarezza per l'incapacità di resistere alla tentazione del
clima elettorale e quindi di marcare differenze e sensibilità che sopraggiungono nel
momento in cui si tratta di chiedere ai cittadini un voto sul quadro nazionale, ma tant'è,
fa parte di quegli aspetti accidentali che la dinamica politica democratica porta quasi
sempre con sé.
Chiudo esprimendo anche un apprezzamento per quegli interventi dell'opposizione che
pur non sono stati richiesti. Lo voglio dire con molta chiarezza, non c'è stata nessuna
richiesta da parte di questa maggioranza di "soccorso azzurro" o "soccorso bianco"; non
c'è stata prima, non c'è stata durante e non c'è adesso! (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). Nessuna richiesta di soccorso.
Questa maggioranza, pur con tutte le sue articolazioni, è una maggioranza in grado di
portare a compimento un impegno assunto negli anni passati e quindi una maggioranza
in grado di corrispondere a quella aspettativa di fiducia che i cittadini hanno avanzato e
che gli operatori privati avanzano perché è difficile parlare di città che attrae
investimenti, di città che cresce e di città che si sviluppa se non si è in grado di
soddisfare quella aspettativa di compimento dei progetti che noi abbiamo interesse che
cresca nei confronti di una Amministrazione capace di governare gli investimenti, ma
soprattutto di attrarli e quindi di rivolgerli all'interesse pubblico.
A questa aspettativa questa maggioranza è in grado di corrispondere indipendentemente
dall'atteggiamento che l'opposizione terrà. Questo lo voglio dire con molta chiarezza.
Nel contempo, però, bisogna distinguere tra quell'opposizione che non ha perso
l'occasione per infilarsi nelle difficoltà e nelle contraddizioni di una maggioranza che si
trovava ad affrontare in un clima elettorale un passaggio delicato e quell'opposizione,
invece, che è stata capace di resistere alla tentazione di fare pura tattica d'Aula e si è
pronunciata invece sul merito delle proposte che oggi andiamo ad approvare.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola all'Assessore Viano.

VIANO Mario (Assessore)
Intervengo per dire che su alcuni aspetti tecnici, in particolare quelli sollevati dal
Presidente della II Commissione, ovvero le modalità di conteggio della SLP, confermo
che (come è detto in modo assolutamente, a me pare di poter dire, inequivoco) la SLP è
da verificare sui 50.000 metri quadrati e la SLP utile deve stare al di sotto di questo
limite, almeno nella misura pari al 15% della stessa, perché il resto è impegnato dai
connettivi verticali e orizzontali.
In ogni caso, in termini generali (e mi pare che questa questione possa essere affrontata
nel dettaglio in quella sede), dobbiamo mettere in conto che ci sarà ulteriormente, al di
là del passaggio di approvazione, un esame del Piano Urbanistico Esecutivo, in cui tutte
le questioni dei parcheggi, degli sviluppi progettuali di dettaglio in rapporto agli spazi
pubblici, eccetera, verranno sia esaminati in maniera puntuale dal punto di vista
progettuale, sia disciplinati dal punto di vista della Convenzione.
In quell'occasione sarà possibile quindi approfondire il dettaglio sulla base di un
progetto, perché ora il progetto è illustrativo dell'ipotesi di lavoro, ma non è un atto sul
quale questa Variante si appoggi formalmente, ovvero non approva quel progetto, ma è
semplicemente la modifica delle regole (quelle che ho detto all'inizio) per consentire di
assumere l'impostazione della distribuzione dei volumi tecnici nello sviluppo
dell'altezza, non soltanto concentrati a costituire un cappello dell'edificio.
Un'ultima considerazione, che potrà essere ripresa certamente dal Sindaco, riguarda il
dibattito generale del quale , in molti interventi, c'è stata un'esplicita sollecitazione,
anche attraverso la condivisione della mozione presentata dal Consigliere Giorgis. Da
tempo abbiamo concordato sulla necessità di arrivare alla definizione di un documento
politico di indirizzo che espliciti la materia in maniera formale, non perché a nostro
modo di vedere non ci sia un senso generale o una coerenza, ma per rivendicarla ed
esplicitarla fino in fondo e farne oggetto di un confronto, di un dibattito, di una
valutazione che non si fermi all'Aula Consiliare, ma possa anche trovare occasioni per
accogliere sollecitazioni, osservazioni e rilievi che possono utilmente essere messi a
frutto nella definizione conclusiva del documento stesso.
A questo abbiamo lavorato da qualche tempo e quindi la settimana scorsa l'ho
presentato in Giunta per una discussione che faremo a breve e subito dopo lo proporrò
alla discussione dell'Aula.
Quindi, entro il mese di marzo, ragionevolmente potremo avviare una discussione,
inevitabilmente, su tutti i temi che sono stati richiamati a più riprese, ma, in generale,
alla necessità di ricostruire senso e coerenza all'azione dell'Amministrazione in fatto
urbanistico dovrebbe corrispondere anche il dibattito che deve coinvolgere tutte le parti
politiche e sociali.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Sindaco.

SINDACO
Non intervengo solamente per rispetto del Consiglio, pur essendo questo dovuto
(peraltro, trattandosi di una deliberazione molto importante e significativa, lungamente
all'attenzione del Consiglio e dell'opinione pubblica, apparirebbe strano se se ne
concludesse l'esame senza un intervento da parte mia), ma anche perché, al di là di
questo aspetto istituzionale e non formale, nel corso della discussione sono emerse
almeno tre questioni (alcune esplicitamente richiamate con un quesito rivolto al
Sindaco), sulle quali non posso esimermi dall'intervenire.
Innanzitutto, non ho nulla da aggiungere rispetto a quanto accennato dall'Assessore
Viano al termine del suo intervento; peraltro, è proprio quanto espresso nella proposta
di mozione che sarà presentata e che mi auguro sarà votata da tutto il Consiglio.
Invece, vorrei aggiungere, rispondendo al Consigliere Angeleri a proposito del
ravvedimento, che esso è di tipo operoso, e non avulso dalla realtà.
Ci stiamo accorgendo, cioè, che, a dispetto di quanti dipingono la città come una specie
di Sodoma e Gomorra, vi è notevole e significativo interesse, da parte di operatori
privati (non tanto e non solo nel campo immobiliare, ma anche in quello economico-
industriale e dei servizi avanzati), che però s'innesca strettamente con le dinamiche
urbanistiche d'insediamento, sulla città, tale da metterci nelle condizioni (anche per
offrire a questi interlocutori maggiori certezze, perché non piacerebbe a nessun
operatore dover procedere con una negoziazione singola e specifica) di dover procedere
ad una rivisitazione, di aprire una nuova fase nel vissuto del Piano Regolatore Generale
approvato nel 1995.
Quest'esigenza è nata dalla consapevolezza che, proprio perché vi è interesse, proprio
perché sarebbe sbagliato lasciarlo cadere, oppure, in qualche misura, confinarlo in una
logica di negoziazioni specifiche che rischiano di non offrire un quadro sufficiente di
certezze, bisogna veramente che il Piano Regolatore viva una nuova fase. Peraltro,
credo che quest'esigenza, emersa da più parti, trovi uno spazio specifico nella proposta
di mozione; quindi, mi permetterei di dire che il vero peso politico di quanto il
Consiglio si appresta a votare stia più nella mozione che non nell'approvazione della
Variante, che, in fondo, com'è già stato abbondantemente detto, riguarda la
sopraelevazione d'un intervento già previsto e approvato.
Poi, tenete conto che ci avviciniamo a metà della tornata amministrativa e, anche per
questo, è necessario cominciare ad impostare una nuova fase, la quale permetta, su un
piano come quello urbanistico che si nutre necessariamente di tempi medio-lunghi, di
cominciare a guardare oltre la scadenza amministrativa, in modo da non far coincidere
dinamiche che riguardano gli interessi ed il vissuto reali della città con altre che, invece,
hanno a vedere solo con la politica.
Per quanto riguarda il Sanpaolo, rivolgendomi in particolare al Consigliere Cantore, il
quale sollecitava una mia considerazione in tal senso, devo dire che - inutile
nasconderlo, poi, ognuno può vedere il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto - è
indubitabile che esista l'esigenza di un bilanciamento o, quantomeno, di un
consolidamento di un equilibrio; tralascio - non è questo il luogo - ogni discussione che
coinvolgerebbe la Compagnia, tuttavia, non è casuale che, nella discussione, questo - si
sa benissimo - sia uno o, forse, l'elemento più pregnante, portato a sostegno
dell'insediamento dei nuovi organismi.
Questa è proprio la questione che mi pare più rilevante.
Se è vero che esiste un'esigenza anche solo di consolidamento di un equilibrio - io
penso, di un bilanciamento -, proviamo ad immaginare come lo si potrebbe ottenere se,
sul fatto che ha subito avuto un carattere simbolico, sollecitati a questo dall'opinione
pubblica di tutte le parti, il Consiglio Comunale dicesse che non si fa: appare
perfettamente evidente che sarebbe come consegnare, con mani e piedi legati, coloro i
quali devono e dovranno trattare le questioni che il Consigliere ha citato, condannandoli
alla debolezza e all'impotenza.
Quindi, di per sé, è chiaro che il grattacielo non rappresenti automaticamente il
ribilanciamento - diciamo le cose come stanno -, però, ha una valenza simbolica tanto
forte che, invece, è un punto imprescindibile per raggiungere quest'obiettivo, che
ritengo corrisponda agli interessi della Città.
Poi, sono lieto che il Consigliere Goffi abbia citato un aspetto (peraltro, ripreso anche
da altri Colleghi), ovvero quello del rapporto fra ciò e lo sviluppo e il rapporto fra lo
sviluppo e la povertà, che non è qualcosa da scoprire solamente di fronte ad una
relazione della Caritas, nella quale si dica che esiste una situazione critica, perché non
dimentichiamo mai che, se la torta dell'economia decresce o non si allarga, si può
inventare qualsiasi tipo di welfare ed esercitarsi nei modelli più innovativi, ma, alla fine,
le risorse da distribuire sono insufficienti.
Quindi, mi rendo conto che non sia l'aspetto principale, però, si tratta di un aspetto
collaterale di grande rilievo, che non bisogna affatto sottovalutare, in un momento in cui
le difficoltà economiche generali sono tali da indurci a mettere in campo tutti gli
antidoti e i meccanismi in grado di contrastare gli effetti di una crisi industriale ed
economica che è sempre più alle porte.
Infine, vorrei fare una considerazione politica, perché, come ha già detto il Consigliere
Giorgis, non vi è alcun cambio di maggioranza; una maggioranza, con le sue
articolazioni anche vivaci, esiste e c'è, stasera. Tuttavia (il Consigliere Giorgis l'ha
rilevato, ma mi permetto di ribadirlo), vi è un fatto nuovo, che vorrei non sfuggisse a
nessuno: credo che, in questo Consiglio, sia la prima volta che, in modo tanto esplicito,
le varie forze politiche votano, guardando prima a quello che, secondo la loro visione,
rappresenta l'interesse della città, piuttosto che agli schieramenti politici cui
appartengono.
Mi sembra che, sul piano politico, si tratti di un dato denso di rilievo e di considerazioni
tutte positive per la Città.
concernente l'Ambito 8.18/3 Spina 2, Porta Susa - Adozione"
Copyright © Comune di Torino - accesso Intracom Comunale (riservato ai dipendenti)