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CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 200800294/02, presentata in data 18 gennaio 2008, avente per oggetto: "Centri sociali? Chi sono e chi paga?" CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Risponde l'Assessore Viano. VIANO Mario (Assessore) La questione, non fosse altro che per i molti rinvii che ho chiesto, è complicata, nel senso che non è semplice raccogliere tutte le informazioni che gli interpellanti hanno sollecitato. Tuttavia, con alcune cautele che dirò subito, credo di essere in grado di fornire informazioni complete. Le cautele sono le seguenti: abbiamo acquisito i nominativi dei soggetti a cui sono intestate le utenze (in particolare, quelle elettriche ed idriche); naturalmente, gli Enti ci hanno rappresentato tutte le loro preoccupazioni in tema di riservatezza e tutela della privacy. Per questo motivo, non procederò alla lettura, ma fornirò questa nota scritta, che elenca i nomi degli intestatari dei contratti e, naturalmente, riporta anche il richiamo alle norme in materia di tutela della riservatezza e della privacy, in modo che sia chiaro ed esplicito che le informazioni vengano fornite ai Consiglieri che le hanno richieste, i quali, però, devono trattarle responsabilmente, nei limiti consentiti. Lo sottolineo perché su questi argomenti bisogna essere cauti. Le questioni poste essenzialmente si riferivano agli immobili tuttora occupati (e di ciò abbiamo dato conto), alla situazione delle utenze attivate, al fatto che l'Amministrazione Comunale ne risultasse titolare (e, quindi, se ne assumesse l'onere o meno) e a quali soggetti fossero intestate quelle che, invece, non risultavano a carico dell'Amministrazione Comunale. In questo senso, credo che le note rispondano esaurientemente. Darei una rapida lettura della prima nota, che non cita i nomi, ma fornisce un quadro abbastanza generale; per quanto riguarda, invece, la seconda, la consegnerei direttamente, ribadendo l'importanza che se ne faccia un uso appropriato. Tra le questioni poste dagli interpellanti, era richiesto quali interventi siano stati attuati dall'ASL, dalla Polizia Municipale e dai Vigili del Fuoco; la nota precisa: "Il Corpo di Polizia Municipale ha riferito che le attività di sgombero degli immobili occupati dai cosiddetti centri sociali, nonché di identificazione degli occupanti, rientrano nella sfera delle attribuzioni delle forze di polizia di Stato, cui competono le operazioni di salvaguardia, dell'ordine e della sicurezza pubblica. Il Corpo di Polizia Municipale concorre alle attività dei servizi interforze, pianificati e coordinati dal Tavolo Tecnico sotto la direzione del Questore. In tale ambito, il Corpo stesso ha eseguito attività di vigilanza esterna degli edifici; delle operazioni compiute viene tenuta traccia da parte delle forze di polizia, coordinatrici degli interventi". Riferiscono, quindi, che hanno svolto funzioni di supporto, non dirette. "L'ASL 1, Struttura igiene del territorio, ha dichiarato che i centri sociali non sono oggetto di alcuna autorizzazione e, pertanto, non rientrano nelle attività programmate di competenza. Il Servizio può, eventualmente, essere chiamato ad intervenire in materia igienico-sanitaria solo su richiesta degli Enti o su esposti dei cittadini. Agli atti risulta una sola richiesta in tal senso, nel 1998, a seguito di un'interrogazione da parte di alcuni Consiglieri Regionali. In particolare, relativamente ai locali siti in Via Revello 3 e 5, si evidenza che con una deliberazione della Giunta Comunale del 23 novembre 1995 è stata approvata l'assegnazione a titolo gratuito dell'immobile all'Associazione Areazione, rappresentata dal signor Salvatore Comino - in questo caso è un contratto con l'Amministrazione Comunale -, affinché assumesse la custodia dell'edificio e si accollasse le spese per le utenze e quanto connesso all'utilizzo. In tal senso, nel 1995 era stato sottoscritto un apposito atto di impegno, disciplinante diritti e obblighi del custode. Ad oggi, i Vigili del Fuoco non hanno ancora fatto pervenire notizie scritte, però, mi si riferisce, in una nota di poco fa, che hanno anticipato, telefonicamente, il contenuto di una loro futura comunicazione che dichiarerebbe di non aver effettuato controlli tra il 2005 ed oggi - questo è il periodo indicato - e di non poter rispondere, sollecitamente, su anni antecedenti (questo vale per le comunicazioni dei soggetti terzi). Relativamente alle utenze elettriche ed idriche degli stabili, attualmente occupati, la situazione, invece, è la seguente: in Via Alessandria n. 12 risulta un contratto di utenza elettrica intestato a privato - nella nota altra è fornita l'intestazione - attivato nel novembre 1996 al piano terra. L'utenza idrica è ancora intestata al Comune, ma, ad oggi, continuano a pervenire fatture relative al solo mantenimento della presa - non vengono pagate, ma i fondi corrispondenti sono accantonati e fanno cumulo. Non ci sono prelievi e come ciò possa avvenire me lo chiedo anche io; tuttavia, così è - a meno non siano abusivi - questo, ovviamente, non sono in grado di dirlo, perché l'Ente, in tal senso, non ci ha segnalato alcuna anomalia. Le spese non pagate, ma accantonate, ammontano a circa 60 Euro e rappresentano il fisso per la presa. In Corso Regina Margherita n. 47, invece, risulta un contratto di utenza elettrica ed idrica intestato a privati - riportato nell'altra nota. Stessa cosa vale per le Arcate Murazzi n. 25 e n. 27 - anche qui, indicato nell'altra nota. In Via Revello n. 3 e n. 5, per quanto riguarda la fornitura di acqua potabile, i contatori sono stati volturati, nel luglio 1998, all'associazione per l'energia elettrica: "Areazione" - l'indicazione del contraente è contenuta - il contatore è stato volturato nel gennaio 1996 - e, anche qui, è data l'informazione dell'intestatario. In Via Passo Buole n. 47 risulta un contratto di utenza elettrica intestato a privato dal 1998 - sempre riportato nella nota in oggetto -, inoltre risulta un'utenza idrica intestata ad altro privato. In Via Stradella n. 185 - ora sgombrato -- risulta un contatore elettrico da 3 KW dismesso nel 2005; era intestato a privato, ma è stato disattivato, quindi non c'è più utenza elettrica. L'utenza idrica risulta ancora intestata al Comune ed è stata richiesta la rimozione del contatore all'ex AEM. Ad oggi, continuano a pervenire fatture relative al solo mantenimento della presa - che non vengono pagate - anche perché non è stato dato adempimento alla rimozione del contatore. In ogni caso, si tratta di bollette che riportano la pura spesa relativa al contatore, dell'entità di circa 40 Euro annui. Le fatture non vengono pagate, anche perché non si è ancora provveduto alla rimozione del contatore, così come richiesto. Questo, sostanzialmente, è il quadro utenti. I nominativi sono riportati sul documento a mie mani; lo consegno all'interpellante nei termini che dicevo prima. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Ghiglia. GHIGLIA Agostino La nostra è un'indagine conoscitiva; mentre lei parlava, mi sono venuti in mente altri approfondimenti che chiederemo nelle prossime settimane. La sua risposta mi ha dato modo di constatare, ancora una volta, come a Torino esista, di fatto, una Repubblica autonoma dei centri sociali, che fanno quello che vogliono, in totale disprezzo e spregio di tutte le Leggi e di tutte le normative che i normali esseri umani, lavoratori e lavoratrici, imprenditori e imprenditrici, i commercianti e le commercianti torinesi, sono obbligati, invece, a seguire. (INTERVENTO FUORI MICROFONO) Cittadine e cittadini, come direste voi! Però c'è una Repubblica autonoma, semiautarchica, che è quella dei centri sociali occupati abusivamente, che fa, sostanzialmente, ciò che vuole. Addirittura, esistono utenze che, come diceva l'Assessore, risultano allacciate, ma non consumano. Pensate che, in questi centri sociali, spesso, si svolgono feste, concerti, attività di open-bar - chiamiamole così. Risulta strano, allora, credere che non vi sia l'erogazione, ad esempio, dell'acqua potabile. È vero che quando qualcuno va ad un open-bar, difficilmente, chiede un bicchiere di acqua potabile! Ma è anche vero che, normalmente, l'acqua serve. Ciò che, invece, dimostra ulteriormente l'inazione di tutte le Istituzioni nei confronti di questo tema, è che non ci siano i necessari controlli. Un qualsiasi cittadino sottoposto ad accertamenti dai Vigili Urbani, o dall'ASL, dovrebbe dire: "Non si viene a casa mia, perché, prima di farlo, dovreste assicurarmi quella parità di doveri e di diritti che viene concessa ai centri sociali". Vede, Assessore, quella che ho qui presentato non è la mia prima interrogazione. Quel Consigliere regionale, al quale si riferiva lo stralcio del 1998, ero sempre io. È dal 1994 che presento interrogazioni ed interpellanze con poco successo, chiedendo lo sgombero dei centri sociali! Non ci sono quasi mai riuscito, ma io insisto, perché sono anche io "tachiss". Loro rimangono dentro, io cerco di farli cacciare; chissà che un giorno non riesca a vincere io! A parte questo, che i Vigili del Fuoco non intervengano, che i Vigili Urbani, come sempre, rispondano: "Noi partecipiamo solo al Nucleo Interforze. Chiedete alla Polizia" e che l'ASL dica: "A noi che importa? Possono organizzare concerti, può cadere il tetto, l'impianto elettrico non è sicuramente a norma; occupano il centro più di 300 persone, ma se non siamo chiamati, mica dobbiamo intervenire!", è davvero sconcertante. Magari, poi, sono tutti sempre pronti a chiudere il locale "X", perché la bocchetta di aerazione si era bloccata!. Non esiste che si occupino stabili pubblici illegalmente - ma questo lo abbiamo detto fino alla nausea - e trovo davvero fastidioso che esista questa Repubblica extra, nella quale, a Torino, si fa quello che si vuole, perché nessuno controlla e le Istituzioni fanno le scimmiette: non vedono, non guardano e non parlano. Per assicurarsi che cosa, alla fine? Non si sa. Forse, la tranquillità, perché, qualcuno, un tempo, diceva: "Beh, però, se sgomberiamo uno di questi centri, chissà dove andranno gli occupanti!" Per carità! Allora, concediamogliene uno, come hanno fatto a Milano, a Leoncavallo. Hanno fatto una deportazione in periferia, anzi, in mezzo ai campi, perché non bisogna disturbare neanche le periferie. Là gli occupanti del centro trovano il proprio sfogo: si drogano, bevono, organizzano le mostre - fanno pure cultura, dicono loro -, ma almeno non disturbano nessuno e, soprattutto, permettono di vivere in una situazione di ordinaria legalità. Non credo esistano paragoni di una simile mancanza di azione da parte di altre Pubbliche Amministrazioni; quindi, d'ora in avanti, cambieremo metodo. Visto che, in passato, avevo presentato un paio di esposti contro l'Amministrazione Comunale, perché consentiva l'occupazione di questi stabili, d'ora in avanti, modificheremo gli obiettivi. Presenteremo esposti mirati contro le varie Istituzioni competenti per materia: le ASL, il Corpo dei Vigili Urbani, o il Corpo dei Vigili del Fuoco. Ognuno per le proprie competenze! Non è possibile che esistano, a Torino, dei posti in cui non venga rispettata la legge della normalità. Questo noi continuiamo a non tollerarlo e continueremo a denunciarlo. In ogni caso, ringrazio per la risposta. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Ghiglia. GHIGLIA Agostino Scusi, Presidente, ma ho notato soltanto adesso che l'ENI S.p.A., finora, non ha voluto fornire informazioni e ha chiesto al Settore notizie in merito alla normativa legittimante la comunicazione dei dati. VIANO Mario (Assessore) (Intervento fuori microfono). GHIGLIA Agostino Come facciamo per l'integrazione? VIANO Mario (Assessore) Dato che ho fornito delle note scritte, farò avere agli interpellanti l'integrazione scritta... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). All'ENI è stata fornita la normativa di riferimento sulla quale aveva richiesto notizie, in modo tale che, nel fornire dati di carattere personale, risulti perfettamente rispettosa della legge. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) L'Assessore Viano fornirà al Consigliere Ghiglia l'integrazione della sua risposta all'interpellanza. L'interpellanza è discussa. |