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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 25 Febbraio 2008 ore 15,00
Paragrafo n. 3
INTERPELLANZA 2007-09286
"RACCOLTA "PORTA A PORTA" IN ZONA PARELLA. PARADOSSI E OPPRESSIONE BUROCRATICA AI DANNI DEI CITTADINI (E PER COMODITA' DI AMIAT)" PRESENTATA DAI CONSIGLIERI COMUNALI VENTRIGLIA E TROIANO IN DATA 5 DICEMBRE 2007.
Interventi

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 200709286/02, presentata in data 5 dicembre 2007, avente per oggetto:
"Raccolta 'porta a porta' in zona Parella. Paradossi e oppressione burocratica ai danni dei cittadini (e per comodità di AMIAT)"

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Risponde l'Assessore Mangone.

MANGONE Domenico (Assessore)
Come ripetiamo sempre, cerchiamo di impostare i lavori sulla raccolta differenziata nel tentativo di personalizzare il servizio; ovviamente, quest'affermazione non va interpretata in senso letterale, ma nel senso che si cerca, nel miglior modo possibile, di venire incontro alle esigenze degli utenti.
A tal fine, nei luoghi in cui si attua la raccolta differenziata, abbiamo investito tre soggetti, che si occupano dei sopralluoghi nelle zone in cui ci vengono segnalate difficoltà, proprio al fine di affrontare la questione e di verificare come sia possibile venire incontro alle persone.
Nell'interpellanza, il Consigliere ritiene, invece, che si siano sacrificate le esigenze dei cittadini per comodità della Città di Torino e di AMIAT.
Per quanto riguarda, innanzitutto, la questione relativa agli orari, vi informo che gli orari comunicati sono i soliti, cioè dalle 14 alle 20; come il Consigliere sa, l'esposizione è a cura degli utenti, per cui non c'è alcuna necessità di lasciare i portoni aperti, in attesa dell'arrivo degli operatori AMIAT. Nel caso, invece, di accessi permanentemente aperti, l'operatore AMIAT (sia con il veicolo, sia a piedi) tratta l'utente come se avesse il cassonetto stradale, per cui è l'operatore stesso che entra, prende il cassonetto e provvede a scaricarlo sul mezzo.
Per quanto riguarda, invece, la raccolta della carta, com'è noto ai cittadini torinesi, il servizio è gestito dalla Cooperativa Arcobaleno: in ogni ingresso vi è un contenitore Cartesio, che viene prelevato dall'operatore e svuotato. In tutta la città la raccolta della carta avviene in questo modo.
Per quanto riguarda il caso specifico di Via Capelli 95, si tratta di un condominio composto da 12 appartamenti che presenta problemi di barriere architettoniche: non essendo, quindi, possibile inserire i cassonetti con le ruote che sono distribuiti in tutto il resto della città, sono stati inseriti piccoli contenitori di volumetria inferiore ai 50 litri per l'organico, il vetro e la carta, sacchi condominiali per la frazione secca non riciclabile e sacchi familiari per la plastica.
L'informazione relativa a 14 contenitori riportata sull'interpellanza è esatta: è necessario precisare, però, che si tratta di quattro bidoncini da 25 litri per la frazione organica, tre bidoncini da 40 litri per il vetro e le lattine, cinque cestini da 50 litri per la carta (quel tipo di cestino che, solitamente, è posizionato negli androni, al di sotto delle cassette della posta) e due trespoli reggisacco per sacchi da 110 litri per la frazione secca non riciclabile.
Ovviamente, è stata fatta questa scelta per rendere agevole lo spostamento dei cassonetti e per evitare ingombri eccessivi nei metri quadri a disposizione dei cortili condominiali.
Anche in questa situazione, quindi, si è cercato di venire incontro alle esigenze degli utenti.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Ventriglia.

VENTRIGLIA Ferdinando
Ringrazio l'Assessore.
Mi fa piacere che le informazioni di cui disponiamo in parte coincidano, ma desidero fare due sottolineature.
La prima riguarda l'accesso degli operatori.
In realtà, Assessore, la invito a non trascurare una condizione (che, in parte, è effettiva, ma in parte è anche psicologica) come quella che caratterizza parte degli insediamenti in città (contraddistinti da una forte presenza di popolazione anziana) e fabbricati e unità abitative che, per loro caratteristica, sono maggiormente esposti ad un tipo più recente di criminalità diffusa.
Ritengo che il tema degli accessi degli operatori sia destinato a riproporsi, alla stessa maniera in cui tutti gli stabili, appartenenti ad una certa tipologia abitativa ed architettonica, hanno aggiunto, negli anni, il sistema di apertura automatizzata con il citofono.
Questo, però, è solamente un esempio, poiché esistono interi quartieri, che non erano previsti in quel senso, nei quali, fino a non moltissimi anni fa, il portone era aperto. In quella zona, in particolare, ma non solo in quella (penso, per esemplificare, a Borgo San Paolo), ricorrono tali condizioni; quindi, credo che, oggettivamente, in alcune circostanze, il libero ingresso - non disciplinato - degli operatori risulti un viatico per ladruncoli o topi di appartamento, i quali possono introdursi più liberamente negli stabili o, perlomeno, così viene percepito dalla popolazione.
Assessore, vorrei che si mettesse nei panni di condomini, anche di una certa età (che, magari, si sono tassati per poter costruire una porta automatizzata o un sistema di videocitofono e quant'altro), i quali devono rinunciare a tutto - pure a questo piccolo accorgimento di sicurezza -, perché "passa l'operatore dell'AMIAT"; quindi, le chiedo un'ulteriore riflessione su questo tema, che crea disagio e mette in difficoltà un'intera categoria di persone.
Poi, per quanto riguarda i contenitori, Assessore, mi fa piacere che le abbiano confermato la veridicità delle nostre informazioni. Abbiamo citato l'esempio di Via Capelli n. 95 per cercare di far intravvedere delle esagerazioni che, poi, diventano paradosso; infatti, seppure comprenda perfettamente l'esigenza di differenziare a seconda delle varie tipologie di rifiuto, mi domando come sia possibile che non percepisca l'aspetto paradossale e quasi risibile, che dà un'impressione burocratica, di quei 14 cassonetti che, per quanto piccoli possano essere, sono stati posizionati in un cortiletto nel quale, ormai, si riesce a camminare veramente a fatica. Perciò, vorrei che provasse anche ad immaginare come ciò possa invogliare un tipo di popolazione anziana ad aderire alla raccolta differenziata!
Premesso che siamo entrambi favorevoli ad una raccolta differenziata che funzioni il più possibile e che veda la partecipazione più ampia e convinta dei cittadini, ritengo comunque insoddisfacente la sua risposta, Assessore, limitatamente alla parte in cui mi sembra non consideri tali ripercussioni, di ordine sia pratico sia psicologico, e quindi le chiedo un'ulteriore riflessione su questi due aspetti, nonché sul piano operativo con l'Azienda, in particolare per quel quartiere, ma non solamente per quello.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
L'interpellanza è discussa.
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