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COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Sindaco. SINDACO Rispondo volentieri alla richiesta di comunicazioni su questo argomento, anche se già molto è stato scritto ed è stato detto in pubblico. Ribadisco i concetti che hanno informato sia il lavoro dell'Assessorato competente per la concessione dello spazio pubblico, sia l'impostazione più generale che ho ritenuto di dare. In generale, credo che sia profondamente sbagliato che una Istituzione - che in quanto tale è una parte dello Stato - si arroghi il diritto di decidere sulla opportunità o meno di una manifestazione. Finora le richieste sono state tutte motivate da una non meglio precisata opportunità - poi torno su questo. Se la valutazione è di opportunità, credo sia sbagliato che spetti ad una parte dello Stato. È un precedente che ha dei rischi enormi. Chiunque di voi può, ad un certo punto, cercare di far passare l'interpretazione secondo la quale in un certo momento, in un certo giorno, in una certa fase, una certa manifestazione non sia opportuna. Questa è una di quelle questioni che vale per tutti, perché cambiano coloro che hanno la responsabilità di governo (lo Stato e le sue articolazioni) e cambiano coloro che ne sono i destinatari. Il primo principio da affermare è che non si possa decidere sulla fattibilità di una manifestazione sulla base della sua opportunità decisa dall'Istituzione. L'Istituzione può decidere che una manifestazione si ritenga possa violare il senso comune della morale. È del tutto evidente che, in presenza di una manifestazione che, in modo palese, ostentato, evidente, urti alcuni dei fondamenti di una morale normalmente accettata (criteri che hanno sempre una loro abilità), sia dovere dell'Istituzione segnalarla alle autorità competenti, perché provvedano alla sua cancellazione o allo spostamento. Anche per problemi di ordine pubblico non è il Comune che decide se far fare o meno una manifestazione. Il Comune ha il dovere di segnalare alle autorità preposte che, dato il tipo di manifestazione, dato il luogo, dato il momento, potrebbero esserci problemi di ordine pubblico. Poi, sta a loro valutare. Qualcuno ha detto che questo è un atteggiamento burocratico. Questo non è un atteggiamento burocratico, perché quando si difende il principio secondo il quale non spetti allo Stato decidere sulla opportunità politica di una manifestazione, si difende uno dei principi fondamentali dello stato di diritto. O, se preferite, si evita che tra le pieghe dello stato di diritto si insinuino residui di stato etico. Quindi, è tutt'altro che un atteggiamento burocratico. E' un atteggiamento, secondo me, di alto senso istituzionale. Il Presidente del Comitato Regionale per la Difesa dei Valori della Resistenza e della Costituzione mi ha scritto - lo ha detto anche pubblicamente ed è per questo che ritengo di poterne parlare in pubblico - che sarebbe opportuno da parte nostra organizzare un'altra manifestazione il 25 aprile. Non è il Comune che deve organizzare una manifestazione in contrasto al "V-day" organizzato da Grillo. Se lo ritengono, le associazioni partigiane e combattentistiche, che tradizionalmente organizzano la fiaccolata la sera prima o due sere prima a seconda del calendario, possono tranquillamente organizzarla per il 25 aprile. Questo sarebbe un modo per organizzare un'altra manifestazione, che indubbiamente obbligherebbe a far presente al Prefetto - che valuterebbe l'atteggiamento da assumere - che ci sono due importanti manifestazioni nella zona centrale della città. Non sarò io ad organizzare una manifestazione aggiuntiva che avrebbe, in tutta evidenza, un sapore del tutto strumentale per cercare di dare una risposta alla richiesta di spostare il "V-day" in altra data o in altro luogo all'interno della città. Lo stesso Comitato ha tutte le facoltà, se lo ritiene, di proporre una manifestazione il 25 aprile, anche in aggiunta alla tradizionale fiaccolata. In quel caso, se questa manifestazione avesse le caratteristiche di centralità - che avrà sicuramente a Torino quella di Beppe Grillo -, ci sarebbero i presupposti per rappresentare una situazione che quantomeno richiederebbe una valutazione sulla possibilità di organizzare due manifestazioni nello stesso giorno o negli stessi luoghi. Ripeto, l'iniziativa di organizzare un'altra manifestazione non può essere chiesta e non può essere in capo al Sindaco per la semplice ragione che ritorneremmo al punto da cui siamo partiti. Sarebbe una manovra, con evidente carattere strumentale, presa da un rappresentante dello Stato per aggirare una decisione sulla quale non deve pesare un giudizio di opportunità politica. Per finire, voglio fare una domanda a coloro a cui sta molto a cuore questo spostamento di data del "V-day": perché bisogna spostarla? A questa domanda, finora, nessuno ha risposto; infatti, per chiedere lo spostamento della data, bisogna avere il coraggio di dire che, seppure lontanamente o indirettamente, il V-Day, ovvero le varie forme di proposizioni grilliane, abbiano qualcosa a che vedere con il ventennio fascista. Senza nasconderci dietro un dito, quindi, se s'intende sostenerne l'inopportunità, bisogna pure dichiarare che, sebbene molto alla lontana, qualcosa richiama quel ventennio; altrimenti, quale sarebbe la ragione per cui bisogna spostarne la data? Se è così, si abbia il coraggio di dirlo, nero su bianco, papale papale, e allora diventerebbe una discussione pubblica! Non intendo assolutamente polemizzare, ma, qualora si sostenesse che, seppure alla lontana, Grillo ricordi i tratti del ventennio fascista, mi sembrerebbe quantomeno problematico conciliare una simile affermazione con quella del Presidente del Comitato per la difesa dei valori della Resistenza e della Costituzione, il quale ha detto di condividere alcune delle proposte di Beppe Grillo; infatti, sarebbero evidentemente incompatibili l'una (il giudizio su Grillo) con l'altra (la Presidenza di un Comitato che si propone di difendere i valori della Resistenza e della Costituzione), perché, secondo me, soltanto questo è il punto! Perciò, Presidente, non spetta allo Stato ed alle sue articolazioni esprimere un giudizio sull'opportunità o meno di una manifestazione; se altri vogliono organizzare altre manifestazioni per rafforzare i valori della Resistenza nella giornata del 25 aprile, sono naturalmente liberi di farlo e, a quel punto, io rappresenterò alle autorità competenti le valutazioni sul rapporto esistente fra l'annunziata manifestazione di Grillo e le altre che eventualmente si dovessero presentare. Riassumendo, dunque, la mia risposta al quesito è che non vedo ragioni per negare la piazza a Beppe Grillo, il 25 aprile; invece, vorrei che qualcuno motivasse le proprie idee circa l'opportunità o meno, insomma, che fondasse queste valutazioni di opportunità, dicendo fino in fondo ciò che pensa. Quindi, se qualcuno ritiene che queste valide ragioni esistano, vorrei che lo dicesse esplicitamente, perlomeno, la discussione risulterebbe più approfondita e proficua. COPPOLA Michele (Vicepresidente) Ricordo al Consiglio che, in sede di Conferenza dei Capigruppo, si è stabilito di rispettare pienamente il Regolamento; pertanto, un Consigliere per Gruppo avrà a disposizione fino a cinque minuti per intervenire. La parola al Consigliere Ravello. RAVELLO Roberto Sergio Come sempre, d'altronde, Presidente. COPPOLA Michele (Vicepresidente) Siccome è possibile derogare, ho tenuto a precisare che stavolta non sarà così. Prego, Consigliere Ravello. RAVELLO Roberto Sergio Si parla di limiti alla libertà d'espressione, ma spero che questi non inizino ad essere applicati oggi; quindi, mi auguro che, se mi capiterà di sforare di qualche secondo, nessuno chieda di mettermi a tacere. Innanzitutto, ringrazio il Sindaco per aver fornito le proprie risposte in relazione alla nostra richiesta di comunicazioni. Poi, non voglio entrare nel merito di quello che potrà essere l'argomento, rispetto a quanto Grillo andrà a sostenere in occasione della sua "calata" a Torino, e neppure far presente che, se vi è qualcuno che non ha simpatizzato - né intende iniziare a farlo proprio oggi - con le tesi di Grillo, questo è proprio il mio Partito; anzi, non c'è molto da condividere in quanto viene detto da una persona, la quale non fa altro che alimentare un sentimento di "caccia alle streghe", nei confronti di una categoria - da noi peraltro rappresentata - che, per quanto possibile, cerca di fare il proprio lavoro al meglio e di rappresentare anche al meglio gli interessi di tutti i cittadini. Ovviamente, questa concezione del modo di fare politica - e questo caso lo dimostra ulteriormente - non è da tutti, perché la mia opinione è un po' diversa da quella del Sindaco; infatti, credo che i problemi siano principalmente tre. In primo luogo, se c'è qualcosa che non va nelle affermazioni di Grillo (quindi, se esiste un problema di decoro, di opportunità, rispetto a ciò che lui va sostenendo), ritengo che questo problema dovrebbe valere in qualunque giorno dell'anno e non solamente il 25 aprile, anche se andrei cauto, signor Sindaco, sulle valutazioni in merito al decoro di un'iniziativa, nel senso che non si possono fare a priori; semmai, a posteriori, il giorno dopo aver concesso uno spazio pubblico alla libera espressione di chiunque, si può considerare il fatto che, magari, questo "chiunque" sia andato offendendo il decoro di tutti, Città compresa. In secondo luogo, è possibile che il problema, invece, sia una supposta inviolabilità del giorno della Liberazione. Allora, mi domando - la domanda è nata spontanea - quanto vi sia di buono, in una festa che pone dei limiti alla libertà di espressione di chiunque, considerando che proprio la festa della Liberazione, teoricamente, perlomeno da quanto si sa, dovrebbe essere quella che, meglio d'ogni altra, garantisce il diritto alla libera espressione di chiunque; invece, paradossalmente, proprio in quel giorno, si pongono vincoli in tal senso! Infine, signor Sindaco - e su questo la invito a riflettere un po' di più -, esiste una terza possibilità, ovvero che si tratti di un problema tipicamente ed esclusivamente torinese, cioè che il modo in cui alcune forze politiche hanno pensato di intendere - non da oggi - la festa della Liberazione sia un po' sbagliato. Infatti, questi dibattiti mi hanno fatto ricordare quando, pochi anni fa, in occasione della festa della Liberazione, alcuni manifesti di candidati, i quali oggi siedono in quest'Aula, furono bruciati e trascinati con furgoni fino a Piazza San Carlo, se non erro, dove si manifestava e si festeggiava l'anniversario della Liberazione. Quindi, se il problema è tipicamente torinese, si tratta di un problema politico e il Sindaco non può nascondersi di fronte a questo, scaricando, burocraticamente - in questo ha ragione il suo Collega di Partito, Placido -, cercando di passare per un semplice passacarte, perché non lo è! Signor Sindaco, in seno alla sua maggioranza, vi sono esponenti politici che, pur tentando di travestirsi da donna, non riescono a nascondere le proprie fattezze da lupi, e che intendono la politica e la loro concezione in maniera fondamentalista, e hanno un'idea di superiorità totalitaria, dalla quale mi auguro lei possa prendere le distanze, non solo a parole, non solo dimostrandosi un borgomastro al di sopra delle parti, ma, da fine politico quale alcuni sostengono lei sia, anche liberandosene! Poi, se c'è un "Vaffa..." da dedicare a qualcuno, dovrebbero essere proprio questi signori a prenderselo, una volta tanto, perché non stanno facendo solamente buon gioco a chi ha voluto organizzare questa manifestazione proprio il 25 aprile, ma vi è anche un problema di libertà che questa Città deve risolvere, oggi più che mai, signor Sindaco, poiché non si può pensare, né oggi né domani né tanto meno dopodomani, di porre vincoli a chiunque nella propria libera espressione, a maggior ragione, in una città che si vanta di essere medaglia d'oro alla Resistenza! COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Domenico Gallo. GALLO Domenico Vorrei rispondere al Consigliere Ravello che il 25 aprile non pone limiti alla libertà di espressione dei cittadini. Voglio rassicurarlo, in quanto mi sembra che sia proprio la Storia a dire che si tratta di una data importante per il nostro Paese, e ritengo pure che sia una questione di rispetto verso una data storica, che, ricordando la restituzione della libertà al nostro popolo, tutti dovrebbero rispettare, compreso Beppe Grillo! Il 25 aprile è una data fondamentale per la democrazia del nostro Paese, il giorno in cui si festeggia la liberazione dal nazifascismo. Quindi, mi pare opportuna la scelta di Grillo di far coincidere la sua iniziativa con il giorno nel quale si celebra quella che ritengo la festa più importante del Paese. Infatti, credo che non si tratti di una festa qualunque (ad esempio, il Carnevale), ma della liberazione dell'Italia dall'occupazione nazifascista, pertanto, ribadisco che tale data merita rispetto da parte di tutti; per esemplificare, sarebbe come se, in Francia, il 14 luglio, giorno della presa della Bastiglia, si svolgessero contemporaneamente grandi manifestazioni, capaci di togliere la scena a quella grande data storica. Perciò, quest'aspetto dovrebbe far riflettere tutti, secondo me, e credo anche che Grillo non abbia compiuto la sua scelta con l'intenzione di dissacrare il 25 aprile, perché non penso che sia arrivato a tanto; invece, ritengo che lo stesso Grillo consideri importante quella data, in quanto essa racchiude la memoria storica della Resistenza, dalla quale è nata la nostra Repubblica, e nessuno potrebbe dire il contrario, poiché - ribadisco -, da quella data, è nata la Repubblica Italiana! Ciò premesso, non si può dire a Grillo di cancellare la sua iniziativa; quindi, penso che, su questo punto, il Sindaco abbia perfettamente ragione ed anche che non stia affatto facendo il burocrate, ma si stia semplicemente attenendo a quanto previsto dalle leggi e dai regolamenti. Credo che questo Consiglio Comunale possa rivolgere un appello a Grillo e il primo firmatario penso possa essere il Sindaco. Anche l'Associazione Nazionale Partigiani (i più impegnati e i più appassionati sono proprio coloro che hanno fatto quella Resistenza), si è rivolta al Sindaco chiedendogli di organizzare un'altra manifestazione, anche se credo che non debba essere il Sindaco a farlo. Se Beppe Grillo spostasse quella data, credo gliene saremmo tutti grati. Si eviterebbe un fiume di polemiche, che già ci sono state e cresceranno con l'approssimarsi del 25 aprile e potrebbero rappresentare un problema di ordine pubblico, non tanto da parte nostra, ma da parte di chi vuole sfruttare questa situazione per gettare benzina sul fuoco. Torino è stata medaglia d'oro della Resistenza, non è un piccolo problema! Ciò dovrebbe indurre il comico genovese a rispondere positivamente al nostro appello del quale il Sindaco dovrebbe farsi promotore e ci permetterebbe di superare la questione burocratica, perché come ha detto il Sindaco, non spetta a noi decidere. È giusto che la Città chieda a Grillo un atto di buonsenso. Personalmente gli scriverò un'e-mail, invitandolo a partecipare a Torino ad una delle manifestazioni del 25 aprile, ed in particolare lo inviterò alla manifestazione che si terrà in ricordo del sacrificio di Dante di Nanni in Via di Nanni in Borgo San Paolo, anche se credo che abbia poco valore un'e-mail di un Consigliere Comunale. Credo che questo sia il modo di porsi rispetto a questa "provocazione" (chiamiamola così), di Grillo; non mi riferisco a quello che dice (a cui francamente sono poco interessato: è libero di esprimersi come vuole), però credo che lui, come tutti gli italiani, debba rispetto ad una data storica che nessuno potrà mai cancellare, anche se i tempi cambiano. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Cassano. CASSANO Luca Sento il dovere di sgomberare il campo, signor Sindaco, da qualunque richiesta (o interpretata tale) di divieto o di negare le piazze della nostra città ad un'iniziativa come il "V-day". Come ricordava anche lei, fino ad oggi abbiamo sempre parlato d'opportunità nei confronti del 25 aprile, data molto significativa quanto profonda per la nostra Città ed il nostro Paese. Quella data, ricordata con fastidio da qualche forza politica, consente a noi oggi di essere qui a dibattere e al popolo di Grillo di organizzare il V-day. Non credo, quindi, che il 25 aprile appartenga, come qualcuno ha detto, ad una forza politica o ad un'area determinata, ma, come ricordava il Consigliere Gallo, rappresenti un patrimonio dell'Italia intera. Ci associamo alle richieste venute dal Vicepresidente nazionale dell'ANPI, le quali crediamo meritino risposta e la nostra speranza è che oggi, o nei prossimi giorni, lei stesso, Sindaco, possa rispondere. L'anniversario della Liberazione va tutelato; non da Beppe Grillo, sia chiaro ( la nostra posizione non è questa), ma da manifestazioni diverse da quelle per i festeggiamenti del 25 aprile, da qualunque parte esse provengano. Per noi il problema non è che sia un V-day; ma è che in 62 anni, signor Sindaco (credo che questo sia un dato significativo), mai nessuna forza politica, nessun'altra iniziativa è stata organizzata nelle piazze centrali, sovrapponendosi alle iniziative del 25 aprile. Ci spaventa piuttosto l'ambizione di affiancare e di sovrapporre il significato di questa giornata a qualunque altro rispettabilissimo tema; non entro nel merito delle motivazioni che hanno indotto gli organizzatori a scegliere quei tre temi, ma credo non si debbano sovrapporre. Se a questo aggiungiamo il fatto (mi consenta una vena vagamente polemica sul 25 aprile) che nel nostro Paese un grande partito (non faccio riferimenti espliciti), nella propria carta fondamentale, dimentica ogni riferimento alla Resistenza, si capisce che qualcosa sta cambiando ed è cambiato nel nostro Paese e le sue parole lo confermano. Rispettiamo le motivazioni da lei addotte, signor Sindaco, ma non credo bastino. Abbiamo due richieste nello specifico: la prima è che la Città organizzi per il 25 aprile l'intitolazione della strada ai fratelli Carando, nel quartiere di Santa Rita, visto che apprendiamo che la Città aveva già in mente di fare questa intitolazione. Il Presidente e il Vicepresidente della Commissione Toponomastica potranno poi valutarne l'opportunità, che potrebbe anche rappresentare un'iniziativa ufficiale della Città per quella data. La seconda richiesta è rivolta al Sindaco e all'Assessore Ilda Curti ed è proiettata al 25 aprile 2009. Al momento è una discussione soltanto teorica: valuteranno le associazioni se organizzare delle manifestazioni. In ogni modo, la mia proposta è questa: potremmo valutare l'opportunità che, nelle due date del 25 aprile e del 1° maggio, le uniche manifestazioni che coinvolgano le piazze centrali siano quelle patrocinate dal Comune di Torino, inserendo queste due date nel blocco di quelle che la Città sottrae a iniziative di altro tipo, per evitare di trovarci l'anno prossimo in una situazione analoga a questa e magari dover riaffrontare un dibattito specioso, come quello che stiamo affrontando oggi. COPPOLA Michele (Vicepresidente) Su richiesta del Presidente Castronovo, è corretto informare l'Aula che c'è una seria intenzione di anticipare, dai primi giorni di maggio al 25 aprile, l'inaugurazione della targa in ricordo dei fratelli Carando. Credo che il Presidente Castronovo la porterà poi in Commissione Toponomastica e comunque in seno alla Conferenza dei Capigruppo, La parola al Consigliere Carossa. CAROSSA Mario Grande imbarazzo... incomincio a vederne di tutti i colori in questo Consiglio Comunale! SINDACO (Intervento fuori microfono). CAROSSA Mario Certamente l'Amministratore della Città è lei, Sindaco e, come ha ricordato, deve attenersi ai Regolamenti. Quando è nata la polemica sono rimasto un po' perplesso. Mi sono chiesto se qualche Associazione avesse, ad arte, richiesto Riva degli Schiavoni per gli inizi di settembre, quando noi della Lega Nord festeggiamo la nascita della Padania. Ho fatto mente locale, mi sono informato, a me non risulta che in Piazza Castello - quanto meno negli ultimi anni - ci sia mai stata alcuna manifestazione legata al 25 aprile. Ha ricordato anche lei che la fiaccolata viene fatta il giorno prima del 25 aprile o, in certi casi, due giorni prima. Il 25 aprile al Cimitero Monumentale si svolge la funzione religiosa - ed io invito tutti quanti ad andarci -, durante la quale si posano le corone sui monumenti ai caduti, tra questi, mi pare, anche quello che ricorda gli Ebrei. In Piazza Castello, invece, almeno negli ultimi anni, non è mai stato fatto nulla. Quindi, mi è tornato in mente il mio primo problema, legato a Riva degli Schiavoni e alla Padania, perché, effettivamente, mi permetto di dire che la polemica diventa un po' strumentale. Tra l'altro, non condivido quanto ha detto il Sindaco, perché, se ha iniziato bene il discorso, poi, dal mio punto di vista, ha un po' deragliato, perché, prima, fa il buon amministratore e il buon padre di famiglia, poi, ad un certo punto, comincia a fare il capopopolo, dando suggerimenti, mi permetto di dire un po' speciosi, proponendo di organizzare una manifestazione contemporaneamente, ma forse ho capito male io. Anche perché, naturalmente, poi, interverrebbe una questione di ordine pubblico, perché negli anni passati non si è mai fatto. Quindi, questo suggerimento mi lascia un po' perplesso, ma forse ho capito male io. Esprimo ancora soltanto un concetto, dopodiché termino, perché, altrimenti, il mio intervento rischia di diventare strumentale. Mi fa sorridere sentire dire da questi banchi che, per i prossimi anni, sarebbe necessario organizzare qualcosa in quella giornata. Ricordo a tutti che il 25 aprile è l'Anniversario della Liberazione e, a tale proposito, vorrei citare alcune parole di una canzone di Giorgio Gaber: "La libertà è partecipazione". La libertà non si impone, e non si bloccano nemmeno determinate manifestazioni istruendone altre ad arte! Veramente, mi lasciano un po' perplesso questi discorsi! Il modo con cui Grillo esprime le sue argomentazioni per la maggior parte non lo condivido, però è diritto di qualsiasi cittadino manifestare, senza fare violenza, le proprie idee, in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo, senza timore di essere bloccato da chicchessia, che sia il Sindaco, il Presidente del Consiglio, il Presidente della Repubblica o il Prefetto! Perché, altrimenti, si creerebbero veramente dei precedenti che sono, senza usare parole troppo grosse, un po' angoscianti e angosciosi! Non mi associo al discorso di fare appelli a Grillo; mi risulta che Grillo, tramite i suoi associati, abbia fatto una richiesta in merito. Essendoci una deliberazione, che deve essere rispettata e che prevede degli adempimenti per la concessione delle piazze auliche, dovranno presentare (se non l'hanno già fatto) una serie di documenti, e dovranno ovviamente pagare. Dopodiché, ritengo che non si possa e non si debba vietare qualsiasi manifestazione. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Cerutti. CERUTTI Monica Anticipando quelle che potranno essere le considerazioni di chi ascolta il nostro dibattito, dico subito che le posizioni della Sinistra Arcobaleno su questo argomento sono legittimamente articolate, in quanto non credo sia un punto programmatico del mandato; quindi, in questo senso, credo ci sia legittimità nell'esprimere posizioni tra loro non necessariamente identiche. Sinistra Democratica è un movimento e, forse per questo motivo, guarda con maggiore simpatia agli altri movimenti. Sarebbe sbagliato, a nostro avviso, vietare a Beppe Grillo di tenere il suo comizio in Piazza Castello il 25 aprile, nel giorno della Libertà. Questo non soltanto per motivi burocratici, per i quali, se non ci sono problemi legati all'ordine pubblico, non può essere impedita una manifestazione, ma anche perché - non utilizzo parole mie, ma cito quelle usate da Giovanni De Luna su La Stampa di sabato scorso -: "Quella data è saldamente associata alla libertà e alla democrazia e, in quanto tale, sottolinea uno degli eventi più incisivamente inclusivi della nostra storia". E proprio l'inclusione stona con una richiesta di esclusione. Certo, spesso i toni di Beppe Grillo non sono condivisibili, però, nella complessità dei fenomeni attuali si raccolgono attorno a lui sensibilità molto diverse. Penso che la politica non possa rinunciare ad un dialogo con queste realtà, soprattutto a Sinistra. Vorrei ricordare (nessuno dei Consiglieri lo ha fatto) ciò che porta avanti il movimento di Beppe Grillo a livello locale: iniziative legate a temi come la protezione dell'ambiente, lo sviluppo di energie ecosostenibili, la lotta alla precarietà del lavoro, la lotta alla mafia, la voglia di partecipazione diretta alla politica anche attraverso esperimenti di e-democracy. E tengo a sottolineare che non sono scoperte dell'ultima ora, tra l'altro, legate alla campagna elettorale in corso. Sono state raccolte firme per le proposte di legge "Precariare stanca" e per la pubblicizzazione dell'acqua. Temi che credo siano cari alla Sinistra e che, in qualche modo, non possono non essere ricordati. Il V-day dell'8 settembre ha visto una partecipazione molto vasta e mi ha impressionato l'età media molto bassa delle persone che sono andate ad apporre la loro firma. Quindi, credo che tutto questo non possa essere liquidato e non possa essere, in qualche modo, tacciato come un fenomeno poco elegante. Vorrei ricordare, tra l'altro, che l'ultima proposta di legge di iniziativa popolare, promossa l'8 settembre, parlava di alcune questioni che sono state riprese recentemente, come, ad esempio, il tema delle "liste pulite"; finalmente, adesso, molte forze politiche probabilmente ci stanno pensando. Quindi, spesso, questi movimenti, che portano avanti sollecitazioni in modo non troppo elegante, riescono, fortunatamente, ad incidere, anche se in modo così risicato, sulla politica, che continua ad essere troppo scollata dai cittadini. Questa non vuole essere una lode sperticata al movimento di Beppe Grillo che, sicuramente, al suo interno ha tante realtà e, come movimento, ha posizioni molto articolate, però credo che, come politica, occorra tenerne conto. Quindi, riguardo alle posizioni del Sindaco Sergio Chiamparino, non vediamo ragioni per negare la Piazza all'iniziativa di Beppe Grillo, e finora non siamo intervenuti nella polemica, proprio perché non l'abbiamo condivisa in questo senso. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Ventriglia. VENTRIGLIA Ferdinando Caro Sindaco e cari Consiglieri che vi chiamate ancora "compagni", oggi, 25 febbraio 2008, abbiamo visto proprio tutto. Non pensavo di arrivare a vedere un giorno la sinistra litigare e dividersi anche sul 25 aprile. Avete litigato e litigate continuamente sulle politiche per la famiglia, sull'assistenza, sullo sviluppo della città, sulle grandi infrastrutture, su qualsiasi cosa che riguardi l'attività amministrativa, e riuscite a litigare tra voi persino sul 25 aprile! Abbiamo veramente visto tutto! Faccio solo una sottolineatura, perché, per il resto, questo dibattito mi appassiona poco, perché è veramente una lite in famiglia. Il Sindaco è stato molto malizioso, e voi, cari Consiglieri della Sinistra, avete fatto finta di non capire o di volgerlo in positivo, come ha fatto il Consigliere Cerutti. Senza farci perdere ulteriore tempo e in relazione alla sacralità del giorno, in un Paese nel quale si costruisce, non troppo distante dalla Città Santa, la più grande moschea d'Europa e dove, peraltro, si fa sfilare il Gay pride davanti alle chiese (questo per dire che si dovrebbero rispettare tutte le sacralità, non soltanto alcune), i "grillini", peraltro in tutti i sensi, fanno parte del vostro album di famiglia. L'ha detto il Consigliere Cerutti: se si guardano le liste che aderiscono al V-day (continuo a dire V-day, perché mi infastidisce l'idea che l'espressione "vaffa" entri nelle cronache e nei verbali del Consiglio Comunale) e ai temi che vi sono rappresentati, ci troverete gli stessi che vengono a fare i cortei con voi, gli stessi nomi e le stesse facce, quindi risparmiateci, almeno questa volta, di dover litigare ed immobilizzare la città e il dibattito politico di quest'Aula, oltre che sul resto, anche e persino sul 25 aprile. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Giorgis. GIORGIS Andrea Mi sembra che, oggi, discutiamo sulle comunicazioni del Sindaco (richieste, se non vado errato, dall'opposizione), che potevamo già considerare superate, ma è un diritto dell'opposizione e a questo, nonostante le giuste considerazioni del Consigliere Ventriglia, ci sottoponiamo. Nel merito, devo dire che, non nutrendo nessuna simpatia politica per il movimento dei "grillini", né per il merito delle proposte, né per il modo attraverso il quale queste vengono avanzate, posso dire, senza essere tacciato di ambiguità o di reticenza, che la Città ha fatto bene, attraverso forme dirette o indirette, a non impedire l'esercizio di una fondamentale libertà. Lo dico perché, senza voler riprendere concetti o parole altisonanti, davvero ci troviamo di fronte ad una provocazione, che non è la prima. Se si va sul blog si vede di quanta antipolitica è infarcita la retorica di Beppe Grillo e dei vari movimenti che vi aderiscono. Tuttavia, è proprio quando ci si trova di fronte ad iniziative non simpatiche, che, anzi, presentano un attacco diretto alle forze politiche, che queste devono dar prova di saper praticare quella tolleranza e quella disponibilità all'utilizzo dei luoghi pubblici che pure istintivamente verrebbe voglia di negare. In tutta sincerità, avverto anche io quanto sia una provocazione mettere in atto un'iniziativa riferita alla classe politica, i cui slogan "Andate a casa", "Andate via", "Liberiamo il Paese" rivendicano una liberazione dell'Italia dalla classe politica, oppure, se la si vuole intendere in maniera ancora più volgare, un insulto allo stesso giorno del 25 aprile e, quindi, una sorta di goliardica provocazione nei confronti dei momenti laici attraverso i quali la nostra società si riconosce e si celebra. Tuttavia, non c'è alcuna alternativa se non contrastare sul piano politico questo tipo di pratica e tenere le Istituzioni il più possibile al di fuori, invece, di una legittima e, io auspico, chiara contrapposizione. A questo tipo di attività politica credo che se ne debba contrapporre, con forza e determinazione, una diversa, ispirata alla pratica democratica del coinvolgimento fatto di argomenti, proposte politiche, anche di governo, perché uno dei tratti dell'antipolitica è l'insofferenza per ogni tipo di decisione, mediazione e sintesi. Tuttavia, credo che, né in forma diretta, né in forma indiretta (perché sono tante le forme indirette), questa Amministrazione debba impedire lo svolgimento di questa manifestazione. Aggiungo che, forse, da questo punto di vista, dobbiamo ancora compiere qualche passo, perché è molto frequente che l'azione amministrativa, pur condotta sul piano della formale legalità, si presenti, invece, come un ostacolo nei confronti di tutte quelle iniziative che non sono particolarmente gradite alla maggioranza che, di volta in volta, si succede al governo dei diversi Enti Locali. Credo che questa sia anche l'occasione per ricordare come quella discrezionalità che è stata evocata, sia bene che si limiti il più possibile e che renda il più possibile prevedibili le modalità attraverso le quali un luogo o un altro siano, in un giorno o in un altro, accessibili ai cittadini che vogliono riunirsi ed esercitare il diritto di riunione, che è solennemente sancito dalla nostra Costituzione. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Tronzano. TRONZANO Andrea Sgombriamo il campo da ogni dubbio: anche noi, come il Sindaco, avremmo sicuramente concesso la piazza, perché, dal punto di vista amministrativo, non vi è nessuna controindicazione. L'unica valutazione amministrativa che si può fare è valutare il decoro della piazza, ma siccome questo punto è stato superato, non credo che ci sia alcuna difficoltà a concederla. Dal punto di vista politico, invece, avrei fatto volentieri a meno di questo dibattito, in quanto credo che, da una parte, sia un dibattito esclusivamente elettoralistico, interno alla sinistra e, dall'altra, crediamo che sia un'amplificazione delle idee del V-day di Grillo. Naturalmente, le tesi di Grillo non sono condivisibili nei modi e nei metodi, però è un sensore della situazione oggettiva che c'è oggi in Italia, quindi crediamo che dare amplificazione a questa cosa dal punto di vista mediatico (come sta succedendo oggi) possa soltanto danneggiare un percorso politico. Inoltre, la situazione che si verifica oggi in quest'Aula, non è altro che un'amplificazione di quelle che sono le insanabili divergenze all'interno della maggioranza. Quindi, credo che in questo senso sia utile per tutti, immagino, non assistere più, in futuro, a dibattiti di questo genere. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Consigliere Olmeo, è già stato chiarito che la richiesta di comunicazione è stata avanzata dal Consigliere Ravello. La parola al Consigliere Zanolini. ZANOLINI Carlo Ci sono molte "Resistenze". È chiaro che la "Madre di tutte le Resistenze", quella alla dittatura fascista, è stata la condizione essenziale dell'esistenza delle nostre Istituzioni democratiche, che altrimenti oggi non esisterebbero. È giusto ed opportuno celebrare quella Resistenza con forza, in date e luoghi che la possano ricordare degnamente, ma, dopo il consolidamento della democrazia, sarebbe opportuno aumentare al massimo il grado di libertà dei cittadini. È per questo che è sorta la necessità di altre resistenze, come la ben nota dichiarazione contro il potere berlusconiano: "Resistere, resistere, resistere", che è stata la prima. La resistenza alla strisciante mancanza libertà di stampa, che vige in questo nostro Paese, in questa regione e in questa città, in particolare. La resistenza allo strapotere di noi politici. La resistenza all'arroganza dei poteri forti, che determinano la finanza e, con essa, la politica. La resistenza al nostro modello di società, sempre più effimero, sempre più "usa e getta". Queste altre resistenze possono, difficilmente, esprimersi. Ben venga, dunque, ogni movimento che si fa espressione di queste necessità che non sono sempre di sinistra, ma anche di destra, o di centro. Ben venga, dunque, la possibilità che i movimenti di alcuni cittadini possano esprimere questi disagi e queste resistenze. E quindi, ben venga anche la disponibilità dell'Amministrazione, e del Sindaco, a concedere spazi adeguati, nella città, affinché tali idee possano esprimersi. Gli spazi pubblici, in Torino, sono molti. Non ci devono essere spazi di esclusiva proprietà di alcuni, dai quali, altri, debbano essere esclusi. Direi che, quindi, c'è spazio per tutti. Forse, il Sindaco avrebbe dovuto "tirare un po' le orecchie" agli organizzatori di questa manifestazione, essenzialmente, per questioni di ineleganza - termine neutro, né di destra, né di sinistra - di quel termine che non è proprio bello, che comincia per "V" e che, d'accordo con il Consigliere Ventriglia, non vorrei fosse sdoganato e citato in Consiglio Comunale. Su queste ineleganze il Sindaco, e noi Consiglieri Comunali, avremmo dovuto marcare la necessità di fare chiarezza, soprattutto sulla richiesta di disponibilità della piazza in una festività così importante per noi italiani, che sembra voglia quasi contrastare le celebrazioni importanti del 25 aprile. Probabilmente, non era un'ineleganza voluta, perché è stata una coincidenza. So che era stata richiesta per una data antecedente, ma, vista la contemporaneità dell'elezione, é slittata al 25 aprile. Forse potremo ancora rivolgere un appello, se possibile, perché questa ineleganza sia risolta, magari, con un rinvio della manifestazione. Mi rendo conto, però, che, ad organizzazione avviata, sia molto difficile attuare un rinvio. Ben vengano, quindi, questi movimenti e mi auguro che, in futuro, non si creino di questi attriti, affinché i cittadini possano esprimersi su questi temi, cari a tutti, sui quali bisogna opporre resistenza. Tutti noi dobbiamo opporre resistenza! Non si deve entrare in contrasto con dei momenti molto importanti per la nostra città e per il nostro Paese e, quindi, si venga ad una mediazione tra le varie esigenze! COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Angeleri. ANGELERI Antonello Presidente, sarò brevissimo nel mio intervento, perché non voglio tediarvi e anche perché, sinceramente, con rispetto per il Sindaco e per questa Aula, questo dibattito non mi appassiona granché. Potremmo intitolarlo, se volessimo sintetizzare: "Prove tecniche di grande coalizione", perché dopo l'intervento del Sindaco, del Consigliere Giorgis e del Consigliere Tronzano, mi sembra che ci sia un "embrasse sur nous", che ripercorre il tormentone delle prossime settimane. Volevo solo testimoniare che ha fatto bene il Sindaco a difendere il ruolo dell'istituzione democratica. Concordo con le sue parole; mi auguro, ovviamente, che la parte finale del suo intervento, in cui delegava al Prefetto eventuali interventi, non sia necessaria. Anche io non amo particolarmente i fautori del movimento di Grillo, ma è evidente che dobbiamo loro tutto il rispetto, visto che viviamo in un sistema democratico. Penso che le richieste pervenute da alcune forze politiche siano sicuramente legittime, ma, al tempo stesso, visti anche i precedenti, provocatorie. Ritengo che, in questa occasione, il Sindaco si sia comportato nel migliore dei modi, da Primo Cittadino che tutela, comunque, la sua città e anche la sua storia. COPPOLA Michele (Vicepresidente) Non ho altri Consiglieri iscritti a parlare. La parola al Sindaco, per la replica. SINDACO Vorrei solo sommessamente dire che avevo posto un quesito al quale, nel dibattito, nessuno ha risposto; anzi, le risposte mi hanno confortato della mia convinzione. Al di là di una non meglio precisata opportunità, dettata dalla concomitanza temporale - non ho documentazione scritta, vado a memoria - quanti 25 aprile elettorali ci sono stati? Ce ne sono stati! Quando si votava a maggio, il 25 aprile era un giorno in cui si tenevano comizi e venivano promosse iniziative di normale confronto politico e mai nessuno si è sognato di preservare quel giorno soltanto per iniziative strettamente legate alla ricorrenza del 25 aprile! Il confronto elettorale è un pezzo di quella democrazia che ci hanno dato la guerra di liberazione, la Costituzione e la Repubblica. Nessuno ha risposto. Ma perché no a Grillo, il 25 aprile? Perché non si possono organizzare manifestazioni, se non quelle legate alla data del 25 aprile? Il Consigliere Cerutti, anzi, ha argomentato in senso opposto, perché ha tratteggiato un'immagine del movimento di Grillo che è agli antipodi, rispetto alla mia posizione, naturalmente. Grillo aveva detto proprio in questa città, di non votarmi - non ha avuto un grandissimo successo -, quindi, nessuno, più di me, può collocarsi agli antipodi rispetto a questo movimento - salvo alcune questioni, quasi di buonsenso, come quella di non candidare i condannati in giudizio. Proprio per questo, Consigliere Gallo Domenico, non faccio nessun appello, perché, me lo permetta simpaticamente il Consigliere Carossa, sarebbe come se, ogni volta che c'è una manifestazione della Lega, si dovesse fare un appello per chiedere al Gruppo di spostarla - questo perché le loro manifestazioni, in qualunque data cadano, sono sempre, in qualche modo, irrituali. CAROSSA Mario Faccio finta di non aver sentito. SINDACO Ho premesso che era una battuta nei suoi confronti. Proprio per questo, perché è così distante da me, non faccio nessuna proposta di rinvio della manifestazione, a Grillo. E' anche probabile - immagino - che, una volta su quella piazza, io diventi uno dei suoi bersagli preferiti, anche se il tema è quello dell'informazione. Proprio per questo, non intendo chiedergli di modificare nulla, né di andare da un'altra parte. Appartiene alla sua responsabilità. Il dibattito lo ha sentito, lo conosce. I suoi sostenitori sanno di che cosa si è discusso. Conoscono le sue posizioni, le mie, o quelle del Presidente del Comitato per la Difesa dei Valori "di". Non c'è bisogno di fargli appello. E' in grado di valutare. Se sarà lui a ritenere di spostarlo, noi ne prenderemo atto e saremo pronti a concordare altre date. E anche se non lo riterrà opportuno, non credo, comunque, di dover fare nessun appello. Il Consigliere Galasso mi diceva che, forse, qualche accostamento tra il "Vaffa" di Grillo e il "Me ne frego" di mussoliniana memoria, potrebbe pure esserci. O qualcuno ha il coraggio di sostenere questa tesi - e allora ci sarebbe un argomento per sostenerne l'inopportunità -, ma se nessuno lo fa - e nessuno, credo, possa farlo, lo dico io che sono agli antipodi - è del tutto evidente che non ci sono ragioni per dire di no a quella iniziativa, il 25 aprile. Non ho avuto dall'ANPI nessuna richiesta formale di incontro - questo lo tengo a precisare -. Ho ancora fatto verificare tutta la corrispondenza - attraverso i giornali si può dire quel che si vuole - ma, formalmente, non ho avuto nessuna richiesta di incontro. Il dibattito non l'ho chiesto io. Ovviamente, ho aderito per dovere, ma lo avete chiesto voi, in particolare, il Consigliere Ravello e l'opposizione, in genere. Io non ho nessuna intenzione di fare il capo-popolo, Consigliere Carossa! Mi limito ad osservare che, in nessun modo, entro nel merito dell'opportunità di una manifestazione. Se mi si chiedesse il patrocinio, sarebbe diverso, perché ciò implicherebbe l'uso del gonfalone della Città, ma se ciò non viene fatto, non voglio assolutamente interferire, nella mia funzione di Sindaco, né con appelli, né con altro, nell'opportunità politica di una manifestazione. Poi, da comune cittadino, potrei anche esprimere la mia opinione, ma, non nella mia funzione di Amministratore. Non entro, in nessun modo, nel merito. Certamente, se altri vogliono organizzare altre manifestazioni per il 25 aprile sono liberi di farlo; ci dicano che cosa intendono fare e noi valuteremo la compatibilità di queste manifestazioni. COPPOLA Michele (Vicepresidente) Le comunicazioni del Sindaco sono concluse. |