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CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza generale n. 200800580/02, presentata in data 31 gennaio 2008, avente per oggetto: "Appalti su verde pubblico e sicurezza sul lavoro" CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Non essendo i presentatori intenzionati ad illustrarla, do la parola all'Assessore Tricarico. TRICARICO Roberto (Assessore) Spero che l'Aula mi conceda il tempo necessario per rispondere puntualmente a tutti i quesiti posti. Si tratta di un'interpellanza che richiede una risposta seria, perché tocca un argomento importante: il fatto che questo Consiglio Comunale si preoccupi di garantire in maniera piena l'osservanza di tutte le norme per assicurare la giusta tutela ai lavoratori è un fatto che deve, in qualche modo, impegnarci a seguire con estrema attenzione quanto i Consiglieri chiedono e a spiegare che cosa intendiamo fare. Tuttavia, prima di chiarire la posizione della Giunta, è giusto rispondere in maniera precisa ai quesiti. Innanzitutto, voglio rassicurare il Consiglio sul fatto che il tempo concesso alle ditte per presentare le offerte è ritenuto congruo da noi e dai nostri Uffici, perché, per la presentazione delle offerte relative alle gare citate nell'interpellanza, le ditte hanno avuto a disposizione non soltanto il mese di agosto, ma anche i periodi di tempo qui di seguito indicati: la gara n. 102 è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale in data 30 luglio 2007 con scadenza 2 ottobre 2007, la gara n. 104 in data 30 luglio 2007 con scadenza 25 settembre 2007 e, infine, la gara n. 108 (che, peraltro, è relativa alla normale gestione del verde circoscrizionale e non ad un servizio full service) in data 3 settembre con scadenza 16 ottobre, nel pieno rispetto dei termini previsti dalla normativa vigente in materia. Si ritengono tali tempistiche più che adeguate per la predisposizione dei progetti da parte dei partecipanti; si ritiene, inoltre, che la diffusione, via internet, del bando e di tutti i suoi allegati abbia facilitato e permesso la più ampia diffusione dello stesso. A maggiore completezza, si ricorda che le gare bandite sono atti conseguenti alla deliberazione della Giunta Comunale del 27 marzo 2007, che ha prefigurato e stabilito le linee guida relativamente alla nuova organizzazione per la gestione del verde pubblico e dei parchi cittadini. Pertanto, il nuovo modello di gestione integrata del verde e le principali novità inserite nei capitolati di appalto erano già pubbliche sin da allora. Gli interpellanti, poi, chiedono se questa nuova iniziativa non dovesse essere preceduta da una sperimentazione, in modo da poter valutare con maggiore compiutezza la bontà del progetto proposto. Ricordo a tutti i Consiglieri che questo progetto contiene una novità assoluta nell'individuazione del servizio da svolgere, perché, fino all'approvazione di questa deliberazione, i soggetti che operavano all'interno del parco erano diversi: c'era chi provvedeva alla pulizia e chi provvedeva allo sfalcio dell'erba. Noi abbiamo unificato questi due servizi, chiedendo ai partecipanti alla gara di presentare un'offerta unica, sia per la pulizia dell'area, sia per lo sfalcio dell'erba. Proprio tenendo conto della complessità del nuovo appalto, l'Amministrazione, nel corso del 2007, ha sperimentato un nuovo modello integrato nei parchi di Piazza d'Armi e Rignon, ottenendo risultati molto positivi, riconosciuti anche dai cittadini, grazie all'incremento del numero dei tagli d'erba e della pulizia. L'introduzione di tale modello, inoltre, ha consentito un maggiore controllo delle aree in questione, vista la presenza continua di operatori delle imprese aggiudicatarie. La convenienza economica, per la Città, di questa nuova impostazione deriva dalla concentrazione, sotto un unico gestore, di numerose attività già presenti nei parchi, ma parcellizzate sotto attori diversi. L'obiettivo è quello di migliorare e rendere più efficiente ed efficace il servizio, così come si è verificato nel corso del 2007 presso il Parco di Piazza d'Armi, che, primo fra tutti, è stato scelto per sperimentare questa nuova tipologia, che ha avuto positivi consensi da parte dei fruitori. In ogni caso, per il periodo 2008-2010, la nuova modalità non è stata estesa a tutto il verde, com'è accaduto in altre città italiane come Milano e Bologna con l'avvio del global service, dove un unico soggetto provvede alla manutenzione dell'area verde e alla pulizia di tutta la città. Noi abbiamo scelto, invece, il full service ed abbiamo scelto che, all'interno dei parchi, ci fossero soggetti diversi e non un unico soggetto per l'intera città: l'abbiamo fatto per alcuni dei grandi parchi cittadini, mentre, per le restanti aree verdi in carico al Settore e alle Circoscrizioni (aree in cui si provvede alla manutenzione delle alberate, delle fontane e degli impianti di irrigazione), la situazione gestionale è rimasta inalterata, proprio per consentire un raffronto ed una valutazione incrociata dei risultati. Peraltro, la durata triennale e la possibilità di rinnovo erano indispensabili per garantire alle imprese almeno il parziale ammortamento, durante l'affidamento, dei consistenti investimenti tecnici organizzativi richiesti dalla gestione integrata. Per quanto riguarda, poi, l'aggiudicazione, devo ribadire che le gare di cui stiamo discutendo sono state aggiudicate in via provvisoria. L'aggiudicazione definitiva avverrà unicamente - e sottolineo che avverrà unicamente - al termine delle verifiche in corso da parte degli Uffici competenti. Gli Uffici competenti in questa materia sono più d'uno: Contratti e Appalti, Settore Lavoro, Settore Gestione Verde, con la consulenza dell'Avvocatura Comunale. Ovviamente, tutte queste verifiche sono fatte nel pieno rispetto della normativa vigente. Nel frattempo, si è ritenuto indispensabile procedere alla consegna anticipata dei lavori, al fine di non incorrere nella sospensione dei servizi relativi alla raccolta dei rifiuti e alla manutenzione del verde che avrebbero causato gravi ripercussioni e disagi alla cittadinanza. Tale consegna anticipata non incide in alcun modo sulla facoltà dell'Amministrazione di non procedere ad aggiudicazione definitiva, qualora, nel corso dell'istruttoria (quella che, appunto, stanno facendo gli Uffici), venissero riscontrate irregolarità o, peggio ancora, venissero riscontrati artifizi tali da potere assicurare ad imprese aggiudicazioni che altrimenti non sarebbero state fatte. La procedura dell'offerta economicamente più vantaggiosa è stata adottata nelle gare in full service per un duplice ordine di motivi: sia perché in un servizio di full service risulta indispensabile dare rilevanza ad ulteriori elementi oltre al costo del servizio e la procedura in questione è l'unica che possa garantire tale analisi, sia per affrontare in termini positivi e propositivi il tema dei forti ribassi verificatisi nelle gare degli ultimi anni. Tra l'altro, occorre ricordare (e lo faccio volentieri in quest'Aula (dove nel 2001 parlammo di gare della manutenzione del verde) che, all'epoca, fu aperta un'inchiesta della Magistratura, proprio su denuncia dell'Amministrazione Comunale e mia personale, volta a verificare se si fossero costituiti dei cartelli per turbare le gare in essere e precostituire appunto l'offerta che, allora, faceva riferimento alla media ponderata. Poi, l'inchiesta si sviluppò fino a comprendere le manutenzioni del suolo pubblico e, effettivamente, in alcuni casi era emerso che, secondo quanto avevano riferito alcuni imprenditori dell'epoca, esisteva un tentativo di accordo da parte delle imprese che spinse l'Amministrazione comunale a ricorrere ad altre procedure di gara. Quindi, noi riteniamo che questa procedura non possa, almeno, favorire l'accordo tra imprese. È evidente che, però, questa procedura punti moltissimo sul fattore prezzo; tuttavia, occorre anche dire che abbiamo voluto dare un'incidenza del 50% ai progetti di cui alla gara dell'area verde n. 102 e del 35% nella gara dell'area verde n. 104. Complessivamente, i ribassi medi delle gare in full service 2008 e 2010, quando anche si consideri un elenco prezzi ribassato del 10%, sono inferiori rispetto a quelli delle gare tradizionali, dove, come è noto, si usa il metodo del massimo ribasso. Infatti, nella gara n. 104 la media complessiva dei ribassi si attesta intorno al 18% e nella gara n. 102 la media si attesta intorno al 28%; invece, nelle gare esperite negli anni precedenti, si riscontrano rispettivamente ribassi medi del 35% nel 2004, per esempio, del 37% nel biennio 2005/2006 e del 40% nel 2007. Per quanto concerne la gara n. 108, relativa alla gestione del verde circoscrizionale non in full service, la media si colloca intorno al 48%, mentre per le gare relative a verde centrale non in full service, la media si colloca al 41%. Certamente, sono possibili risparmi di spesa da parte dei concorrenti, in tema di logistica dei mezzi utilizzati per la manutenzione, per la pulizia, così come per il trasporto degli operatori e la relativa manutenzione dei mezzi e delle attrezzature; la riduzione dei tempi, grazie alla concentrazione delle attività e del loro possibile miglior coordinamento, e l'ammortamento, come dicevo prima, delle spese. Tutto questo è favorito dalla gara, che ha una durata dell'affidamento triennale e quindi il personale richiesto nel capitolato di gara per la pulizia del Parco, contemporaneamente a questa incombenza, può svolgere anche le altre attività manutentive previste secondo l'organizzazione aziendale e può essere inquadrato anche con un contratto a tempo determinato. Proprio gli Uffici del Lavoro del Vicesindaco mi hanno sottoposto questa nota, con la quale vogliono evidenziare che il numero di persone indicate nel progetto sociale non corrisponde a persone a tempo pieno; in alcuni casi, ad esempio, quattro persone possono essere impegnate per sole 10 ore settimanali a testa. Per valutare quindi se il costo del lavoro sia sufficientemente considerato nelle offerte, va considerato l'impegno orario effettivo. Sarebbe errato dividere semplicemente la cifra dell'offerta con quella del numero delle persone. Inoltre, il tipo di servizio richiesto dall'appalto è fortemente diversificato a seconda dei lotti (in parte, stagionale) e soprattutto consente modalità organizzative flessibili e quindi forti recuperi di efficienza. A mero titolo esemplificativo, gli Uffici del Lavoro, appunto, rilevano che nella gara n. 104 i maggiori ribassi sono stati offerti da cooperative sociali, che sono in grado di integrare le attività oggetto della gara con altre già in corso di svolgimento, ottimizzando così la gestione del personale sia su base giornaliera che settimanale e stagionale. Tuttavia, ripeto, queste nostre osservazioni, che oggi offriamo all'Aula, per la loro validazione definitiva, sono ancora subordinate ai controlli sui quali gli Uffici, che ho menzionato prima, stanno lavorando in questi giorni e in queste ore. Quindi, nella valutazione del progetto sociale ed in particolare del parametro incidenze occupazionale, sono stati considerati sia il numero delle persone svantaggiate sia le ore di impiego effettivo. Inoltre, in relazione ad alcuni elementi sottoposti alla nostra attenzione da parte dei Consiglieri che hanno presentato questa interpellanza generale, sempre rispettando quanto detto in premessa e cioè, qualora dalle nostre indagini, o meglio, per essere più precisi, qualora dalle indagini degli Uffici, volte a riscontare la regolarità tra gli impegni contrattuali assunti e la capacità che le imprese aggiudicatarie hanno di poter dare effettivamente corso a quanto dichiarato, dovessero emergere degli elementi tali per cui si evidenzierebbero artifizi volti a precostituire situazioni di vantaggio rispetto ad altre cooperative o imprese, noi non mancheremo certamente di far valere la norma, che riteniamo essere dalla nostra parte. Quindi, per essere molto chiaro e preciso rispetto alla richiesta che viene avanzata dai Consiglieri (e cioè, se esistano delle situazioni tali per cui si siano messe in atto delle figliazioni volte ad aggirare, per esempio, la limitazione che noi abbiamo introdotto, per cui ogni impresa non poteva aggiudicarsi più di un lotto), ebbene certamente questa valutazione è in corso, e soltanto quando avrà superato tutti gli elementi che noi stiamo riscontrando attraverso i nostri Uffici, potremo riferire al Consiglio Comunale in maniera più precisa. Per quanto riguarda, per esempio, alcune richieste precise relativamente alla Cooperativa Rossetti, che ha sede a Baldissero Torinese, questa non risulta aggiudicataria di alcun lotto, mentre la cooperativa Barbara B ha sede in Via Garibaldi a Torino e invece, nella gara n. 102, diversamente da quanto affermato, il Consorzio Ravviva non si è aggiudicata alcun lotto in full service, ma unicamente un lotto, quello tradizionale, di pronto intervento. Entrambe le società hanno partecipato in associazione con altre imprese, che possedevano già individualmente i requisiti richiesti per garantire l'efficienza di quanto previsto in capitolato. Relativamente alle tre imprese aventi sede in Sicilia, gli Uffici ci riferiscono che due di queste lavorano da anni per la Città e le prestazioni rese sono sempre risultate ampiamente soddisfacenti. Quindi, il fatto che abbiano la sede legale in Sicilia non impedisce, secondo il lavoro che hanno svolto fin qui, di ottenere buoni risultati; tuttavia, questa affermazione, che vale per il lavoro svolto nel passato, deve trovare riscontro nel lavoro che si sta svolgendo ora, nel presente. Per quanto riguarda il tema della sicurezza sul lavoro, ebbene, anche noi - io per primo -, di fronte a ribassi così consistenti, ci siamo chiesti se questo ribasso fosse in grado di garantire la sicurezza sul lavoro. Gli Uffici, quindi, non solo su nostra sollecitazione, ma di loro iniziativa, hanno chiesto i giustificativi dei ribassi offerti da parte delle imprese selezionate, chiedendo di spiegare come potessero lavorare presentando questi ribassi. Ora, i giustificativi sono stati presentati e sono al vaglio degli Uffici competenti. Devo dire, però, che il tema della sicurezza sul lavoro è ben presente negli Uffici dell'Amministrazione Comunale e, in particolare, per quanto mi riguarda, negli Uffici del Verde. Fin dal 1988, con l'adeguamento di tutte le attrezzature, poi dal 1991, anno in cui venne organizzato un importante convegno internazionale sulla sicurezza e i lavori del Verde, il Settore ha sempre operato anticipando le questioni ed adeguando attività e mezzi alle nuove normative, non intese come meri obblighi da rispettare, bensì come elementi di una nuova cultura del lavoro. Si è sempre dimostrata attenzione e sensibilità nei confronti di questo tema, nonostante i rischi sul lavoro per attività di raccolta rifiuti e taglio erba siano decisamente inferiori a quelli relativi a cantieri edilizi e a tutta un'altra serie di attività di cui, tristemente, abbiamo sentito parlare in questi giorni e in queste settimane. Devo dire che, negli ultimi vent'anni, l'incidente che si è verificato e che ha portato alla morte di una persona, purtroppo è stato grave, ma, tuttavia, è stato attribuito ad imprudenze commesse dall'operatore e non a mancanza di elementi di sicurezza. In conclusione, possiamo dire che io e l'Amministrazione Comunale facciamo nostre le richieste presentate dalla vostra interpellanza; anzi, la riteniamo parte integrante dell'attività che noi stiamo svolgendo e, proprio grazie al fatto di aver aggiudicato in via provvisoria, saremo in grado, alla fine dei nostri controlli, di poter essere più precisi. Siamo anche in relazione con l'Autorità di Vigilanza, che ha chiesto chiarimenti all'Amministrazione, e noi li abbiamo prontamente forniti. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Ho iscritti a parlare i Consiglieri Angeleri, Lonero e Ferraris. Per evitare future incomprensioni, ricordo ai Consiglieri il tempo a disposizione per gli interventi. Poiché nessuno dei presentatori dell'interpellanza ha chiesto di illustrarla, avvalendosi quindi della possibilità di utilizzare i tre minuti, i tempi sono i seguenti: ogni Consigliere, interpellante o meno, ha a disposizione 5 minuti; per ogni gruppo degli interpellanti, un Consigliere per Gruppo ha a disposizione altri 10 minuti. Quindi, un Consigliere per Gruppo volendo può parlare fino a 15 minuti, mentre tutti gli altri possono parlare 5 minuti ciascuno. La parola al Consiglieri Angeleri. ANGELERI Antonello Ringrazio l'Assessore Tricarico, le cui risposte, solitamente, mi soddisfano, per il garbo e, devo dire con molta onestà, la sua capacità e la sua preparazione. Ma non è il caso di questa sera. Lo dico più per le cose che ha detto. È in corso una verifica, e finché non sarà terminata, è evidente che quanto noi abbiamo sottolineato e che l'Assessore dice di tenere in considerazione non può che rimanere in sospeso (almeno per il sottoscritto, ma penso anche per gli altri Consiglieri), prima di dare un parere definitivo. Voglio però ringraziare pubblicamente, anche in questa sede, la CGIL. Direte: "L'opposizione che ringrazia la CGIL?". Ebbene sì, perché l'opposizione, tutta insieme, ha sottoscritto questa interpellanza perché è venuta a conoscenza di queste informazioni e ce ne siamo preoccupati. Ci sono dei dati: non abbiamo voluto fare del facile scandalismo in ordine ad un appalto. In particolare, come sottolineava l'Assessore, c'è un aspetto, che riguarda la sicurezza sul lavoro, sul quale oggi più che mai non possiamo scherzare. Però, ringrazio la CGIL, perché, se non fosse stata per quella denuncia, sui giornali non sarebbe emerso assolutamente niente. La nostra interpellanza è datata 1 febbraio; il 3 febbraio è emersa la denuncia (meno male), che non cita assolutamente nessun atto amministrativo e la nostra interpellanza cita, invece, una denuncia. Ringraziamo, quindi, il Sindacato che ha dato spazio ad una denuncia che i sottoscritti Consiglieri firmatari di questa interpellanza avevano fatto. Non ci soddisfa la risposta dell'Assessore per un semplice motivo. Bisogna partire da un presupposto: il primo atto che abbiamo votato a gennaio in questo Consiglio Comunale, proposto dal Presidente Castronovo, è stato quello di dichiarare il 2008 "anno della sicurezza sul lavoro", proprio per le vicende che tutti noi abbiamo vissuto tristemente in questa città e che fanno riferimento alla tragedia della ThyssenKrupp. E all'indomani di questo atto, votato all'unanimità in questo Consiglio Comunale, emerge questa aggiudicazione. Mi consentirete di citare con esattezza i dati. Faccio anche io una rapida premessa, sulla base di quanto ovviamente sappiamo noi e sulle valutazioni che conseguentemente abbiamo fatto. Nel luglio 2007 la Città di Torino ha bandito tre gare per le aree verdi (la 102, la 104 e la 108), per un importo complessivo di 6 milioni di Euro annui, con scadenza a metà settembre, per una durata di 3 anni rinnovabile per altri 3. Le tre gare erano caratterizzate da un nuovo modello di manutenzione delle aree verdi, cosiddetto full service (lo diceva nella risposta l'Assessore Tricarico) che, accanto alla tradizionale attività del taglio erba, inseriva attività di pulizia, di animazione, di organizzazione di iniziative guidate nei parchi e altro. E su questo abbiamo ascoltato la risposta dell'Assessore. I progetti per queste gare, nonostante la loro natura di novità e la complessità richiesta dal nuovo tipo di intervento full service (manutenzione del verde, attività ludiche, visite guidate, pulizia, gestione biciclette, manutenzione aree gioco, gestione chiosco bar) sono tutti arrivati nel giro di circa un mese, entro agosto. Nel mese di gennaio sono avvenute tutte le aggiudicazioni. Questa era la premessa. Adesso, parliamo delle criticità. Vi anticipo che farò dei nomi, quindi se il Presidente del Consiglio ritiene di passare a seduta segreta, io voglio essere estremamente chiaro e preciso su quanto abbiamo sottolineato nell'interpellanza. Per la gara 104 (Inserimento fasce deboli), l'allegato al Capitolato si limitava, genericamente, ad indicare il numero di persone da assumere (allegato B al Cpa), senza indicare il CCNL di riferimento, i livelli e le mansioni, rendendo, quindi, impossibile definire un costo certo e, di riflesso, il calcolo di un ribasso equilibrato. Inoltre, alcuni lotti di questa gara sono stati aggiudicati con ribassi superiori al 30%, sconto che risulta ovviamente molto difficile da praticare, pensando di dover coprire i costi del lavoro, vista anche l'indeterminatezza della spesa per le persone da inserire (in riferimento alla risposta che abbiamo ascoltato e che, a nostro parere, non è sufficiente). Per la gara 102, il lotto n. 4 è stato aggiudicato ad un ribasso pari al 52,50%, mentre altri tre lotti sono stati aggiudicati con ribassi superiori al 30% ad imprese di Catania e Palermo (vorrei sottolineare che non ho nulla contro le imprese che arrivano da fuori e, in seguito, specificherò il motivo per cui ho citato queste imprese), per aree tra cui vi è il parco del Valentino: visto che gli importi sono compresi tra i 250.000,00 e i 350.000,00 Euro, ci chiediamo come possano essere garantite le coperture dei costi, provenendo da così lontano. Esiste, poi, un'altra anomalia: la presenza di due Cooperative costituite una 6 giorni prima e l'altra 5 giorni prima della scadenza del bando; si tratta della Cooperativa Barbara B e della Cooperativa Dossetti (tutte con sede in Torino, Via Onorato Vigliani), insieme al Consorzio Ravviva, aggiudicatario di due lotti. Il dubbio è di trovarsi di fronte ad un collegamento che, oltre ad essere vietato dal Codice Civile (in particolare, dall'articolo n. 2359), appare come lesivo del Codice Etico della Città di Torino, sollevando dubbi su come tali aziende possano, seppure in ATI con altre imprese, affrontare e garantire l'efficienza e la qualità richiesta da un Capitolato così ambizioso, non avendo ancora iniziato la propria attività. La gara 108 riguardava il verde circoscrizionale (gara tradizionale di manutenzione del verde) e l'aggiudicazione è avvenuta a chi offriva il prezzo più basso; è terminata con offerte pari al 52% di sconto. Bisogna ricordare che a tutti questi ribassi deve essere aggiunto un ulteriore sconto del 10%, come disposto in Capitolato (infatti, il ribasso secco del 10% sul prezziario della Regione Piemonte fa sì che vengano ribassati automaticamente anche gli oneri di sicurezza, fatto certamente non consentito dalla legge). Le complessità tecniche di tale operazione avrebbero dovuto suggerire (e questo è il nostro contributo al dibattito) all'Amministrazione di operare con maggiore prudenza, magari sperimentando questo modello per un primo anno, in modo da operare eventualmente i necessari correttivi riscontrati e, poi, successivamente, bandire una gara di durata triennale. Risulta anche che, prima delle gare, siano giunte all'Amministrazione Comunale almeno due richieste di sospensione della gara da parte dell'Assoverde (è l'Associazione Italiana Costruttori del Verde) e, successivamente, la stessa Autorità di Vigilanza avrebbe chiesto l'accesso agli atti, al fine di valutare la procedura ed i risultati. Ad oggi, risulta che siano stati presentati ben 4 ricorsi al TAR, che dovrebbero essere discussi il prossimo 20 febbraio. Con riferimento a questi dati, assistiamo con molta preoccupazione al futuro della gestione del verde pubblico e la nostra proposta (indirizzata al Sindaco, alla Giunta e all'Assessore Tricarico) è di ritirare le deliberazioni oggetto di aggiudicazione. Vorrei che questa riflessione venisse fatta con molta attenzione, perché abbiamo sperimentato tutti sulla nostra pelle che cosa significa essere superficiali rispetto alla sicurezza sul lavoro e questo è l'unico tema che, in questo momento, ci interessa. Ribadisco che questo Consiglio ha simbolicamente votato, come primo atto, un provvedimento che riguardava questo argomento, per cui, rispetto a questo segnale forte che tutta la classe politica presente in Consiglio Comunale ha voluto dare, penso che non ci si possa smentire. Questo è l'invito che il nostro Gruppo invia alla Giunta e, in primis, al Sindaco. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Lonero. LONERO Giuseppe Vorrei ringraziare l'Assessore per aver affrontato questa interpellanza con grande serietà (come, d'altra parte, avviene con tutte le questioni che gli vengono assegnate) e grande disponibilità nei confronti dell'opposizione. L'intento di questa interpellanza è di preservare la sicurezza dei lavoratori, ma rappresenta anche una garanzia per l'Amministrazione di avere dei contraenti affidabili, seri e che svolgano il giusto lavoro, a fronte di una pari remunerazione. Questo era l'unico scopo dell'opposizione nel presentare questa interpellanza. Allo stesso tempo, però, condivido quanto detto dal Consigliere Angeleri riguardo al fatto che non possiamo considerarci soddisfatti, perché non abbiamo ottenuto le risposte definitive, visto che sono in corso gli accertamenti ai quali lei faceva riferimento. Il mio intervento vuole dare un contributo di carattere generale alla discussione, atteso che nel dettaglio è già entrato il Consigliere Angeleri. Il contributo di carattere generale alla discussione parte da un assunto che penso sia facilmente comprensibile e anche condivisibile dalla maggioranza: a fronte di elevati ribassi, c'è da attendersi una scarsa qualità nell'esecuzione del lavoro e una scarsa attenzione nei confronti della sicurezza dei lavoratori. Infatti, non è possibile eseguire correttamente e con una buona qualità i lavori, a fronte di un corrispettivo insufficiente, anche per pagare le sole spese vive (ho potuto, più volte, riscontrarlo anche nella mia esperienza professionale). Normalmente, se l'offerta è basata su un prezziario accettato dalla Città di Torino, è impensabile che, se un corrispettivo è quantificato in 100 (per fare un'ipotesi), si possa considerare remunerativo un corrispettivo pari alla metà o anche inferiore. Evidentemente, l'imprenditore che accetta un corrispettivo inferiore alla metà, da qualche parte deve ricavare il giusto compenso e, quindi, sicuramente deve ridurre la qualità del lavoro o le garanzie che, oltre che per legge, sono dovute moralmente ai suoi dipendenti. Questo è l'aspetto che voglio sottolineare ed è la prima occasione per contestare una linea che la Città di Torino ha assunto negli ultimi anni, accettando l'offerta più bassa come unico metodo di aggiudicazione. Dal punto di vista della buona amministrazione, questa può sembrare una scelta condivisibile, perché, teoricamente, fa risparmiare dei soldi, ma, nel lungo termine, non si risparmiano i soldi, perché si possono aprire contenziosi, i lavori possono non essere eseguiti nei tempi stabiliti e, alla fine, si possono ottenere lavori di non buona qualità. A questo bisogna aggiungere che aumentano i rischi per i lavoratori. A noi non sembra accettabile che, per ottenere un ipotetico risparmio di denaro, si possano sacrificare tutte queste condizioni. Visto che sta per terminare il tempo a mia disposizione, vorrei ribadire che se ci sono dei ribassi molto alti, a fronte di un importo messo a base di gara, questo può anche significare che c'è un errore a monte; infatti, ad un profano verrebbe da pensare che, evidentemente, la valutazione dell'importo dei lavori messo a base di gara è stata sovrastimata. Non vogliamo pensare che siano gli Uffici, o i tecnici, ad avere sovrastimato l'importo dei lavori, magari il prezziario di riferimento non è idoneo; quindi, è giunto il momento di mettervi mano, definitivamente, e non con provvedimenti promiscui. Questo potrebbe anche essere un suggerimento, per evitare che si dia adito a queste polemiche, nel caso in cui il lavoro dovesse effettivamente risultare remunerativo anche con ribassi di questo tipo. Chiudo - veramente, la ringrazio, Presidente, per la pazienza che ha avuto - sottolineando la necessità di rivedere il metodo dell'aggiudicazione al prezzo più basso, la necessità di rivedere il prezziario di riferimento e, infine, la necessità di un'attenzione particolare nell'ammettere le aggiudicazioni alle imprese - o, come in questo caso, cooperative -, costituite ad hoc per la partecipazione a gare di appalto, pochi giorni prima della scadenza. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Ferraris. FERRARIS Giovanni Maria Cerco di prendere spunto dai Colleghi che hanno presentato questa interpellanza e anche da quanto è stato detto poc'anzi dall'Assessore, per esprimere alcune considerazioni che, in realtà, sono già emerse, più volte, in sede di Commissione, anche alla presenza dell'ingegnere Capo del Comune di Torino. Procedere con il massimo ribasso è stata una scelta della Città, orientata ad eliminare le difficoltà che si erano create qualche anno fa e per le quali era stata poi realizzata, anche ad hoc, una Commissione Speciale di Indagine sugli appalti pubblici. Questa motivazione è parsa sufficiente, all'ingegnere Capo, per procedere ed avanzare in tutti i Settori; quindi, non si parla solo di Verde, ma anche di Suolo Pubblico. E' poi emersa, nel tempo, anche una difficoltà da parte delle imprese e degli operatori nel campo edilizio, man mano che aumentavano gli oneri di urbanizzazione, o le opere a scomputo che vengono calcolate con ribassi considerati, anche da loro, eccessivi. Questo sistema - si parla di ribasso, in questo caso del Verde, si potrebbe anche parlare di ribasso per il Suolo Pubblico, o le infrastrutture, o le grandi opere, o sugli oneri a scomputo - genera - e l'ho anche fatto evidenziare attraverso un articolo recentemente scritto su Cittagorà - una criticità che potrebbe essere evidenziata anche tra le righe dell'interpellanza, che è quella di investire meno sulla sicurezza - qualcuno ha scritto che con lo sconto applicato del 10% sul prezziario regionale, inevitabilmente, si riducono anche gli oneri. Al di là di questo fatto, in generale, se un'impresa ha un giusto utile, dovrebbe investire sulla sicurezza. Ciò significa investire su: attrezzature, impianti, macchine e formazione. Ovviamente, un margine di guadagno, sempre più risicato, non sarà più significativo. Questa è, per me, una preoccupazione fondata, perché non facendo formazione e non aggiornando il proprio parco mezzi, ciò potrebbe generare, con il tempo, un aumento di criticità sul versante della sicurezza. Già in Commissione avevo presentato questa mia riflessione che ripropongo adesso, chiedendo se - qualcuno lo ha già ricordato - sia possibile rivedere il sistema dei prezziari, perché noi siamo sempre indietro rispetto a quest'ultimo. Ogni tanto ci va bene quello di Milano, ogni tanto quello del Piemonte, o della Camera di Commercio. Bisognerebbe trovare un punto di riferimento che, effettivamente, sia importante ed interessante anche per le imprese. Mi sembra che, oggi, le imprese non siano tutte soddisfatte dei prezziari di riferimento che, forse, sono ancora da chiarire e valutare. Così stiamo facendo anche, per esempio, per i Regolamenti sul Verde e sull'Edilizia che, ammetto, sono innovativi, all'avanguardia, soprattutto su alcuni aspetti; per questo, alcuni Comuni potrebbero emularci. Lo stesso discorso vale per il prezziario. Bisogna chiedersi se oggi, a distanza di anni da quelle considerazioni che hanno mosso la Città a valutare, come metodo di aggiudicazione di un appalto, il massimo ribasso, questo metodo sia ancora valido. Da troppe parti iniziano ad emergere non soltanto difficoltà sull'investimento, in materia di sicurezza, ma, in generale, sugli utili di impresa che producono economia, forza lavoro e altri investimenti. Dobbiamo ragionare su questo, perché è vero che mancano i soldi, ma qualcuno ha detto: "Rischiamo di fare male le opere, rischiamo di avere dei difetti". E allora, se la giustificazione a prezzo congruo non c'è, posso anche comprendere che possa esserci sul prezzo a massimo ribasso. Bisogna anche considerare - non è il caso del Verde, piuttosto quello, più generale, delle Opere Pubbliche - tutte le riserve che le Direzioni lavoro - in questo caso la Città farà riserve su se stessa - possono porre. Da un lato, queste riserve possono far vincere la gara; in un secondo tempo, però, potrebbero essere, in qualche modo, ripresi da altre parti, i pochi guadagni utili, previsti dalla gara iniziale. Questo è un discorso che, a mio avviso, andrebbe affrontato in modo approfondito senza la necessità di istituire delle Commissioni Speciali. La II e la VI Commissione, così come la III - quella sul Lavoro -, piuttosto che una Commissione congiunta, dovrebbero affrontare seriamente il tema, per dare una impostazione nuova e far capire anche che tipo di possibilità economica hanno le imprese in Torino. Concludo, sperando che non soltanto l'appalto cui si riferiva l'Assessore - non ancora definito totalmente, per cui, non possiamo neanche commentarlo nel dettaglio - ma, in generale, tutti gli appalti che producono, agli occhi dei cittadini, un evidente servizio di qualità, possano venire valutati, d'ora in poi, anche nella visione - questo è il confronto e la verifica che dovete fare - di un maggiore rispetto delle regole in materia di sicurezza che, vi assicuro, non è sufficiente "guardare" sulla carta. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Galasso. GALASSO Ennio Lucio Anche io voglio subito ricordare il garbo e l'attenzione con i quali l'Assessore affronta i problemi di sua competenza e ci pone in questa nuova linea non ideologica, ma di valutazione nei confronti di ciò che è giusto, o di ciò che è sbagliato. Tutti vogliamo contribuire a rialzare il tono costruttivo dell'attività istituzionale; non mi stupisce, neppure, che noi abbiamo preso lo spunto da una iniziativa della CGIL per sottoporre questo problema. Ogni tanto, amo fare riferimenti storici: la vicenda di Di Vittorio, segretario della CGIL, quando nel Direttivo c'era Landi che poi, nel 1949 fondò la CISNAL, il sindacato missino. Quando dobbiamo ricostruire e rialzarci, possiamo trovare momenti di incontro e, soprattutto, è bene che, chi rappresenta le Istituzioni, raccolga le sollecitazioni puntuali che possono giungere da qualunque parte. Quale è la situazione? Come giustamente diceva il Consigliere Angeleri, attenderemo le verifiche e saremo poi attenti a quei risultati L'Assessore ha detto che vi è sempre stata una notevole attenzione, che ha portato anche ad alcune iniziative, per scongiurare quei cartelli idonei a determinare delle turbative. Questo è anche uno degli elementi che ci ha reso un po' più attenti. Mi è stato offerto un grafico, che non appartiene, ovviamente, alle grosse società di costruzioni, però, in questo piccolo universo di cooperative si vede come un coniuge è presidente di una cooperativa di cui l'altro è o consigliere o vicepresidente, e si instaurano e si intersecano rapporti che, non dico siano inquietanti, ma debbano rendere gli Amministratori sicuramente più attenti. Voglio anche ricordare - e lo chiedo all'Assessore nella risposta - quali iniziative siano state assunte - al di là delle spiegazioni puntuali e, debbo dire, rigorose, che pur già ha dato -, in merito alla richiesta formulata da Assoverde (rivolta per conoscenza anche alla Autorità di Vigilanza), che invitava allo svolgimento dell'attività ispettiva, dopo aver esposto tutte le perplessità sulla procedura aperta per la manutenzione integrata triennale del verde pubblico centrale. Inoltre richiede quale risposta sia stata data, quale iniziativa presa e in quale considerazione sia stata tenuta la raccomandata inviata da Geoverde System s.r.l. in data 18 gennaio 2008, che affrontava il tema della incongruità della offerta della Grande Vivai Sciacca. Non sottolineo, ovviamente, il fatto che non abbiamo nulla contro le società insulari o comunque situate al di là del Rubicone, ma mi limito a ricordare che il segretario di Cavour - di cui ora mi sfugge il nome -, per esempio, era un pugliese. Questo per dire che abbiamo un respiro risorgimentale e unitario, però è bene che l'Amministrazione, sotto questo profilo, stia attenta. L'Assessore puntualmente ci ha detto "guardate che i tempi sono ben più larghi del mese di agosto" e questo è vero, le date non le discuto, non le ho verificate prima, ma le prendo sicuramente per buone; però, quando il bando di gara è a fine luglio, risulta evidente che agosto è un mese a rischio - non come l'aprile triste di Elliot -, perché si può alimentare il sospetto che, fatto il bando a fine luglio, ai primi di agosto si possa determinare una conoscenza limitata (non dico ad hoc, perché sarebbe sciocco pensarlo) e quindi si pregiudica la possibilità di organizzare poi una proposta e un progetto serio. Debbo dire che questo tipo di bando così ampio mi trova assolutamente d'accordo, perché l'esasperazione delle competenze, a volte, inaridisce le risorse e la capacità di dare risposte adeguate. Prendiamo atto dell'aggiudicazione provvisoria e delle verifiche che seguiranno, però suggeriamo, nell'interesse pubblico, che vi sia una maggiore vigilanza e che si stia attenti, come giustamente è stato già sottolineato da chi mi ha preceduto, a questi giochi cooperativistici o societari, che dir si voglia. Soprattutto dobbiamo riflettere - questa è una considerazione generale - sul fatto che la media ponderata e il massimo ribasso siano tutti strumenti che alla fine rischiano di essere inadeguati e di non rispondere alle corrette esigenze che la Pubblica Amministrazione deve reclamare. Sotto questo profilo, ritengo, al di la di questa vicenda, che l'Amministrazione, il Consiglio Comunale debbano riflettere proprio sulle modalità dei bandi, perché qualsiasi ipotesi di bando finisce poi per essere elusa quando non è correttamente seguita o non è disciplinata nel modo migliore e che gli strumenti, che a volte sembrano virtuosi, ma che in realtà sono stati dettati più da un moralismo punitivo, piuttosto che da un respiro amministrativo, hanno finito per non giovare alla Pubblica Amministrazione. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Ventriglia. Le ricordo che ha 5 minuti per sé e 10 per il Gruppo, quindi in totale 15. VENTRIGLIA Ferdinando Rispetto alle cose che hanno detto i Consiglieri, in particolare i Consiglieri Angeleri e Lonero, vorrei soltanto aggiungere tre elementi. È chiaro che ci troviamo in un campo, quello delle aree verdi e delle aree gioco, particolarmente esposto a irregolarità, che non è nuovo ad attenzioni di questa natura. Dubbi sugli appalti in questo settore e sugli affidamenti effettuati sono ricorrenti, si riproducono negli anni e questo credo che sia il primo caso in questa tornata amministrativa (temo di essere facile profeta, se dico che non sarà neanche l'ultimo). Non è molto utile collegare le notizie, le voci, le anticipazioni, il fumus al transito temporaneo del singolo dirigente, perché questi sono Settori che per loro natura sono esposti a questo genere di attenzioni. Rilevo tre aspetti. Primo, vorrei ricordare all'Assessore Tricarico, che, mi sembra nella scorsa tornata amministrativa, se non addirittura in quella del 1997-2001, la Commissione dovette votare un ordine del giorno, poi approvato dal Consiglio Comunale, che obbligava le cooperative fornitrici del Comune di Torino ad applicare il contratto collettivo nazionale di lavoro. Si era registrata, infatti, una situazione incredibile di sfruttamento, scarsa sicurezza, condizioni di lavoro inaccettabili, che però non sembra essere stata superata da quella determinazione, pure assunta con tutte le solennità del caso, tant'è che la stessa vicenda cimiteri riguarda esattamente il pagamento, le condizioni di lavoro e i margini che si possono ottenere facendo ricorso ad offerte particolarmente vantaggiose, ottenute con il massimo ribasso da parte di questa o quella cooperativa. E' vero, o no, che tutta la vicenda cimiteri nacque dalla presunta fatidica domanda "il vero business, l'avete capito, non si fa con le esumazioni?". Questo è il nodo su cui si incentra tutta la nostra discussione oggi: la platea dei fornitori e il loro profilo. Quindi, non sembra che l'Amministrazione sia ancora riuscita a mettere in piedi meccanismi atti ad evitare fenomeni di dumping in questo settore, che consentano ad alcuni concorrenti di avvalersi di modalità, processi e organizzazione del lavoro assolutamente competitiva, perché non in regola e non in linea con le previsioni regolamentari e con una minima tutela dei lavoratori e qualità delle condizioni di lavoro. Secondo aspetto. Da quanto è stato detto anche dall'Assessore, mi rendo conto che non si possa chiedere all'Amministrazione e agli Uffici Contratti e Appalti di trasformarsi in investigatori privati; è altrettanto vero, però, che è meglio investire un po' di tempo in attività di ricognizione sul mercato, che non doversi trovare a fare fotocopie in fretta e furia perché arriva la Guardia di Finanzia o perché intervengono indagini che, prendendo molto alla larga una materia, rischiano di interessare Settori ed Uffici, creando difficoltà e gettando anche un'ombra di irregolarità su interi Settori dell'Amministrazione Comunale. A me non sembra sia stata fatta un'efficacia ricerca e attività esplorativa, volta ad evitare, o quantomeno a conoscere meglio i collegamenti tra cooperative concorrenti e fornitrici. Mi rendo conto che non si possa negare la possibilità di concorrere ad una cooperativa per un fatto di collegamento; è altrettanto vero, però, che l'Amministrazione ha gli strumenti per dedicare maggiore attenzione ad offerte che arrivino con il meccanismo del massimo ribasso. A corollario della precedente osservazione, ho la sensazione che si stia riproducendo il meccanismo Toroc: la presenza di società costituite pochissimo tempo prima di aver ricevono gli affidamenti (o quasi istantaneamente), con zero credit, con un capitale sociale assolutamente inadeguato, con nessuna credibilità, presenza e consistenza sul mercato precedente l'offerta. Sulla vicenda Toroc c'è stata tutta la diatriba (anche oggetto d'indagine) rispetto al fatto se sia o meno soggetto di diritto pubblico. La Città di Torino non è vincolata a questo tipo di approfondimenti, a me sembra invece una misura obbligatoria quella di inserire nei bandi previsioni atte ad evitare gemmazioni da altre cooperative o società e affidare incarichi soltanto a società che dimostrino una congrua presenza sul mercato, nonché una propria indipendenza e consistenza documentata nel tempo. Mi rendo conto che un teorico astratto del libero mercato possa affermare che in questo modo si creino meccanismi di alterazione della concorrenza; a mio avviso invece, si ha maggiore alterazione della concorrenza quando si consentono operazioni "raid" come quelle che si verificano con questo tipo di escamotage. Ringrazio l'Assessore per l'attenzione prestata a queste questioni e lo inviterei ad una ulteriore maggiore attenzione e soprattutto gli sottoporrei questa idea (valuti lui), perché non è un bene che questi Uffici del Verde finiscano spesso per essere chiacchierati per gli appalti. Chiederei quindi all'Assessore, a tutela sua e dei nostri funzionari, che meritano il pieno rispetto e il pieno credito (non credo sia una bella cosa essere cointeressati da interpellanze regolari o ricorrenti su questi temi e con questi profili), di fare un supplemento di attenzione o, insieme al direttore generale di studiare un'organizzazione diversa dei nostri uffici, almeno in questo Settore, onde prevenire e ridurre ulteriormente la possibilità che problemi come questi vengano riproposti con queste modalità all'attenzione dell'Aula e quindi della pubblica opinione. CERUTTI Monica (Consigliere Anziana) La parola al Consigliere Carossa. CAROSSA Mario Visti anche gli ultimi fatti, apro e chiudo una parentesi (individui incappucciati hanno fatto irruzione mezz'ora fa in una nostra sede in Largo Saluzzo), non sono quindi, nello stato d'animo più adatto per un interventoe soprattutto i Consiglieri che mi hanno preceduto hanno già detto più che a sufficienza. Vorrei aggiungere soltanto due cose e ricordare all'Assessore in primis e a tutta l'Aula che la sicurezza sul lavoro, alla quale tutti teniamo tantissimo, non è rappresentata soltanto dagli infortuni mortali, ma anche da infortuni di qualsiasi altro tipo. Il discorso dei lavoratori, secondo me, deve essere tutelato anche nel non "sfruttamento" tra virgolette, di questi lavoratori! Quando sento parlare di aggiudicazioni con simili ribassi, tremo, perché conosco il mondo del lavoro e so perfettamente che la pedina più debole è l'operaio che deve eseguire i lavori e che, quindi, si trova tra l'incudine e il martello del capo che gli dice di eseguire un determinato lavoro in un tempo stabilito. Non mi permetto di andare oltre, perché non ho nessun elemento che provi che ci siano cose "strane", in caso contrario, non ne parlerei sicuramente in quest'Aula, ma mi sarei già recato dalla Magistratura, come ho già detto un'altra volta. Mi sento di poter parlare però, della tutela dei lavoratori sul posto di lavoro! Quando queste gare vengono assegnate con ribassi così elevati non possono non tramutarsi in una situazione del genere e, di conseguenza, anche in un lavoro non eseguito a perfetta regola d'arte. Il Verde è sempre stato un fiore all'occhiello per Torino e la mia preoccupazione è che con queste gare così al ribasso, date a ditte che vengono da così lontano (sul discorso delle ditte che vengono da lontano spenderei poi una parola), possa non esserlo più e diventare una situazione critica. Non entro neanche nel merito di cooperative costituite soltanto qualche giorno prima dei bandi (tutto legittimo per carità); sono anche a conoscenza di cooperative (provenienti da un'area politica che non è sicuramente la mia), che hanno fatto società con ditte private pochi giorni dopo l'aggiudicazione del bando; società ad hoc (non parlo del Verde, parlo di altri bandi ) dove la cooperativa non compariva prima dell'aggiudicazione del bando, ma difatti è quella che poi fa il lavoro. Tutte queste cose, a mio avviso sono un po' nebulose. Mi chiedo se 4 o 5 ricorsi al TAR siano soltanto il frutto di ditte che ritengono che stiate lavorando male o se invece le ditte che fanno ricorso al TAR (ricordo a tutti che i ricorsi non sono gratis) pongano qualche elemento di dubbio nell'aggiudicazione dei bandi. Siccome queste gare affidano la gestione del Verde per tre anni, rinnovabili per altri tre, a mio avviso, si sarebbe dovuto procedere con più con calma, o forse partire un po' prima! Capisco che i lavori devono essere fatti, così come ha detto l'Assessore, (banalizzo, lo dico chiaramente), però, ripeto, forse era il caso di partire un po' prima. Rispetto alle ditte siciliane, che hanno ottenuto circa il 40 - 45% (così a me risulta) dell'intera massa di appalto (e non è una cosa da poco), devo dire che non ho niente contro queste ditte ma mi chiedo come possano fare, data la lontananza, ad eseguire questi lavori a perfetta regola d'arte. Oltre a questo - e termino, Assessore - devo dire che, da torinese, mi lascia perplesso il fatto che, al Parco del Valentino (il famoso parco della canzone del "biondo studentino"), la manutenzione del verde sia stata affidata ad una ditta di Palermo o di Catania, non ricordo. Questo fatto mi lascia effettivamente perplesso. Con la capacità dimostrata dalle ditte e dalle cooperative che, da anni, sono presenti a Torino, in provincia di Torino e nel Piemonte, non credo che abbiamo bisogno di affidare lavori a ditte provenienti dalla Sicilia. Lo dico molto tranquillamente. Secondo me, è il caso di verificare se determinate gare siano aggiudicate in maniera limpida (non dico corretta, perché sicuramente si agisce correttamente), soprattutto per quanto riguarda quanto dichiarato dalle ditte. Pur essendo convinto che gli Uffici del Comune esaminino attentamente tutto ciò che perviene loro, mi chiedo se ciò che perviene sia tutta verità. E' questo il punto fondamentale: sarà tutta verità? Se le aggiudicazioni valgono tre anni, significa che, a meno che non accadano fatti gravissimi, una volta aggiudicate, andranno mantenute per tre anni: questo fatto mi preoccupa ulteriormente. Non so come finirà la questione; chiedo, però (non so se i miei Colleghi siano d'accordo, non avendo avuto il tempo di parlare con loro), che, comunque , si continui la discussione in sede di Commissione, anche soltanto per esaminare gli ulteriori sviluppi della vicenda (eventuali ricorsi al TAR o quant'altro). Ritengo indispensabile un passaggio in Commissione, dunque lo chiedo al Presidente e, di conseguenza, all'Assessore. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Gallo Domenico. GALLO Domenico A differenza di altri Consiglieri che mi hanno preceduto, ripongo ampia fiducia nell'operato dell'Assessore, che reputo persona sensibile, seria e molto attenta ai temi della sicurezza, del lavoro e del diritto al lavoro, inteso come un fatto normale e non come il frutto di operazioni in qualche modo discutibili. Allo stesso modo, ripongo fiducia nell'operato degli Uffici, poiché conosco le persone: conosco i dirigenti del Settore Verde, persone di qualità morali e professionali, a cui tutti dobbiamo fare riferimento. Credo che il problema non sia il fatto che gli Uffici abbiano potuto fare valutazioni errate o poco limpide, dobbiamo sgombrare il campo da questa convinzione: piuttosto, il tema riguarda l'appalto così com'è strutturato a livello legislativo, cioè le leggi che consentono la partecipazione alle gare di soggetti, a volte, discutibili dal punto di vista economico. Probabilmente, infatti, non tutto il mondo dell'economia vissuto dalla cooperazione presenta condizioni organizzative ed economiche capaci di reggere alle leggi del mercato. Ritengo che alcuni Colleghi (e mi riferisco, in particolare, al Consigliere Carossa, che ha fatto un intervento - credo - in buona fede), in seguito alla deregulation e alle liberalizzazioni attuate ad ogni livello, dovrebbero fare ragionamenti più pacati rispetto alla questione che stiamo discutendo: infatti, è chiaro che, in presenza di deregulation e di libertà di mercato, una ditta del sud possa vincere una gara indetta nella Città di Torino. Le leggi sono queste. Personalmente, ho alcune perplessità sulla liberalizzazione ed anche la mia parte politica esprime una valutazione netta, schierandosi contro le liberalizzazioni selvagge; siccome, però, le gare, oggi, sono impostate in questo modo, si possono verificare casi in cui risultino vincitrici ditte palermitane, catanesi o pugliesi. E' questa la situazione legislativa. Detto questo, confermo l'ampia fiducia nei confronti di chi - mi riferisco ad una dichiarazione dell'Assessore già apparsa sul giornale e che è stata ripetuta oggi - sostiene che l'obiettivo principale dell'Amministrazione è coniugare la legalità e la tutela della sicurezza dei lavoratori. Direi che questa frase è fondamentale. Rispetto alla gara n. 104 citata nell'interpellanza, credo che l'aspetto preoccupante sia la possibilità, per le cooperative (che sono gli unici soggetti economici in grado di assumere i lavoratori svantaggiati), di usare tale strumento come alibi per partecipare a gare con un ribasso eccessivo. E' questo l'aspetto che mi preoccupa, sul piano umano prima che politico, perché secondo me è la cosa peggiore che possa accadere ad un lavoratore: i lavoratori svantaggiati sono, infatti, persone molto fragili e molto deboli (per svariati motivi: disabilità, condizioni sociali, trascorsi e vite complicate), che possono essere assunte soltanto attraverso quel sistema. Non vorrei che questo accadesse, indipendentemente dall'operato di un Assessore o degli Uffici. E' questo il punto di fragilità sociale a cui dobbiamo dare risposte, ricordandoci che, molte volte, sono proprio quei soggetti economici a dare risposte occupazionali alle persone svantaggiate. Le cooperative hanno una storia di un certo tipo, ma oggi, in determinate situazioni, sul piano della sicurezza, diventano discutibili, considerato ciò che accade ogni giorno e considerato che, essendo queste deboli sul piano economico, per vincere le gare, abbassano il prezzo. Credo che, sotto questo punto di vista, si debba agire con molta attenzione. L'Assessore ha dichiarato che l'aggiudicazione è provvisoria e che, in presenza di irregolarità o artifizi, così come ha detto lui, le gare non saranno aggiudicate definitivamente. E' questo il compito dell'Assessore e, in particolare, degli Uffici: verificare che non vi siano irregolarità. Noi dobbiamo riporre fiducia in questo controllo: del resto, com'è possibile che un dirigente, dopo aver riscontrato irregolarità, dica che va tutto bene? Non credo proprio possa farlo, perché si assumerebbe una grande responsabilità, soprattutto penale (quindi, di fronte alla legge). Ripeto, io ripongo estrema fiducia. Il Settore Verde è un Settore che ha avuto una lunga storia nella nostra città, ma che, oggi, ha difficoltà economiche; l'intera Città, sul piano delle risorse da investire, ha problemi, quindi dovremo, in sede di Bilancio, procedere ad una discussione attenta su questi argomenti, dando priorità alla qualità della vita. Siccome le aree verdi rappresentano uno degli aspetti che contribuiscono a migliorare la qualità della vita, credo vadano curate meglio: per curarle meglio, occorre avere maggiori risorse, anche tagliando le spese in determinati Settori. In caso di irregolarità, quindi, così come ha detto l'Assessore, credo che le gare debbano essere fermate, senza guardare in faccia nessuno. Ho concluso, Presidente. Ribadisco l'ampia fiducia nell'operato degli Uffici e dell'Assessore Tricarico. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Cantore. CANTORE Daniele Sarò breve, perché, anche se "repetita iuvant", stiamo dicendo tutti le stesse cose e non voglio far perdere tempo al Consiglio Comunale. Peraltro, quanto segnalato dalla CGIL è stato segnalato anche da noi, come opposizione, e ha delle fondamenta, come l'Assessore avrà verificato anche nella nostra interpellanza. Penso che questa discussione, che ha toccato anche alcuni aspetti particolari (la sintesi, poi, tocca a lei), così come è già stato proposto dal Consigliere Carossa, debba essere ripresa in Commissione, ma debba essere anche frutto di un'analisi politico-amministrativa da parte delle forze politiche. Infatti, al di là della situazione contingente (non voglio parlare dei lotti n. 102, 108 o 104, su cui l'Assessore ha già sentito le eccezioni), i problemi politico-amministrativi sono tre. Il primo problema riguarda il lotto n. 104, se non ricordo male, le fasce deboli all'interno della città. E' brutto pensare che queste debbano subire, da un'opportunità, una negatività (il ribasso del 30% è indicativo di una possibile ricaduta sul costo del lavoro e sulla sicurezza). Il secondo problema è un problema più ampio, che va oltre il verde pubblico: riguarda i sistemi di gara, che credo dovremmo rivedere (ma è un problema anche nazionale, come lei sa, Assessore), perché si rischia di concedere al massimo ribasso, con condizioni che non garantiscono né servizio, né qualità, né dovuto riconoscimento economico, né, soprattutto, sicurezza. Oggi è sempre più importante citare questo tema, non solo per gli ultimi fatti che sono avvenuti a Torino, ma che avvengono in Italia, e quindi dobbiamo cercare di capire. È un po' difficile comprendere come delle società fuori dalla nostra città e dal Piemonte possano gestire situazioni che certamente non sono complesse, ma vorrei ricordarle, Assessore (che sicuramente ricorda e apprezzo la sua memoria storica), la vicenda di qualche anno fa, quando una società di Roma si aggiudicò l'appalto per lo sgombero della neve e tutti sappiamo come andò a finire. Quindi, questa è un'ulteriore preoccupazione. C'è poi un altro aspetto da chiarire (ma a me non piace entrare nelle vicende di dietrologia) che riguarda il fatto che due cooperative si siano costituite prima della gara. Può darsi che non ci sia niente di male ed io tendo a dare questa interpretazione proprio per mia formazione culturale; può anche darsi che invece ci sia qualcosa che non vorrei definire "manovrato", ma penso che questo problema esista. Anche su questo tema ritengo necessario fare chiarezza. Ma al di là dell'aspetto contingente (peraltro, noi abbiamo chiesto se fosse possibile rivedere o annullare la gara, ma lei ci ha detto che, di fatto, i tempi sono lunghi e non c'è ancora niente di definito), mi pare che la sua introduzione abbia aperto la porta a un confronto e a un dialogo. Quindi, al di là dello specifico, che ha dei nomi, dei cognomi e dei fatti, sui quali mi pare che lei si sia impegnato ad approfondire delle situazioni (e questo lo apprezzo), mi sembra sia necessario anche (anche se questo ce lo diciamo da tempo) affrontare un confronto politico-amministrativo per capire come si possa non incorrere in futuro in altri errori, se errori ci sono stati (io uso sempre ancora il dubbio), cioè che si possano garantire le fasce deboli e che ci siano un riconoscimento economico adeguato e soprattutto la sicurezza all'interno del posto di lavoro. Questo è un discorso più complessivo che riguarda sia le imprese esterne, ma anche quelle che lavorano con il Comune, al di là che queste siano o non siano cooperative. Ripeto, ogni giorno ci sono incidenti sul lavoro; probabilmente, una riflessione più complessiva su come si possa partecipare ad una gara, come si possa essere conseguenti, dando il servizio vero rispetto alla vittoria che si è avuta in questa gara e, soprattutto, come si possa garantire la sicurezza, è un tema che secondo me dovremmo affrontare insieme, perché dobbiamo trovare insieme una soluzione per garantire queste tre caratteristiche. Infine, non ripeto i quesiti dell'interpellanza (che lei ha letto che in parte ha già verificato, ai quali ha già risposto in parte e andrà ulteriormente a verificare), perché a me interessa che, oltre la chiarezza su questa vicenda, ci sia un impegno politico bipartisan a ragionare su tre temi che, secondo me, stanno a cuore a tutto il Consiglio Comunale. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Cugusi. CUGUSI Vincenzo Anzitutto, vorrei ringraziare l'Assessore Tricarico, perché non capita molto spesso in quest'Aula che un Assessore faccia propri i contenuti di un'interpellanza dell'opposizione. Questa è prova di onestà e di voglia di dialogo e confronto, per capire che cosa sia successo e quale sia l'anomalia in queste gare. Voglio ricordare che si è progettato un sistema diverso, il sistema full service nell'affidamento del Verde Pubblico, che sicuramente, da ciò che è stato detto dai sindacati, ha presentato qualche falla e qualche anomalia. Comunque, noi siamo qui perché si intraprenda la verifica delle procedure. Qualcuno ha detto: "mettiamo mano al prezzario", ma mettiamo mano anche a un sistema che premi di più la qualità del progetto, dove, per qualità del progetto, ci debba essere primariamente la sicurezza sul lavoro. Devo soltanto dirle che, appena appresa la notizia dalla stampa, abbiamo concordato col Presidente della Commissione Controllo di Gestione un'audizione degli attori di questa vicenda (gli Uffici, le Aziende e altri), affinché questi problemi vengano risolti e che non si ripresentino. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola all'Assessore Tricarico, per la replica. TRICARICO Roberto (Assessore) Ringrazio il Consiglio Comunale per questa utile discussione, che anch'io auspico possa continuare nelle sedi che il Consiglio Comunale riterrà più adatte e nelle forme che il Consiglio Comunale riterrà più adatte, perché anche la forma ha una sua importanza. Penso che sia giusto che il Consiglio Comunale individui una formula tale da non dare l'idea di volersi anch'esso, Consiglio Comunale, ergere a Commissione aggiudicatrice, perché è assolutamente importante che i piani, così separati tra responsabilità politica e responsabilità amministrativa, continuino a rimanere tali ed è quindi utile studiare delle forme che, per esempio, tengano conto di questa separazione. Pertanto, invito i Presidenti a valutare con attenzione se, per esempio, non sia il caso di procedere all'audizione delle imprese che hanno partecipato a gare che non si sono ancora concluse, perché l'aggiudicazione definitiva non c'è ancora stata. Anche noi ci poniamo le stesse domande che si pone l'opposizione nel Consiglio Comunale, ma noi abbiamo l'obbligo di dare la risposta! Nel dare la risposta, noi dobbiamo assolutamente tenere conto non soltanto di valutazioni politiche, ma anche di certezze giuridico-amministrative. Noi oggi non abbiamo potuto rispondere in maniera completa a quanto hanno chiesto gli interpellanti ed è dunque chiaro che la nostra risposta non possa trovare soddisfatta l'opposizione che ha presentato l'interpellanza, perché noi non abbiamo acquisito certezze giuridico-amministrative al punto da poterle offrire al Consiglio Comunale. Anche noi stiamo facendo quelle verifiche che suggerisce qualche Consigliere, come, per esempio, il Consigliere Galasso ed altri Consiglieri, che chiedono di fare alcune verifiche sul fatto che ci siano situazioni che forse si possano essere precostituite per vedersi aggiudicare un lotto piuttosto che un'altra iniziativa. Ecco, queste sono oggetto delle nostre verifiche. Non ci stupiscono i ricorsi al TAR; d'altra parte, credo che se gli Uffici avessero fatto una valutazione preventiva sul modello di quelle che alcuni Consiglieri ci offrono, ci sarebbero stati ricorsi al TAR da parte di coloro che, eventualmente, si sarebbero ritenuti indebitamente esclusi per il fatto di avere dato una valutazione (per esempio, rispetto al ribasso di gara) non coerente con quanto invece loro siano in grado di poter dimostrare ed è per questo che noi abbiamo chiesto i giustificativi. Anzi, da questo punto di vista, colgo l'occasione per ringraziare gli Uffici del Verde, perché, più che essere chiacchierati gli Uffici, a me pare che siano chiacchierate alcune imprese che partecipano a questi appalti. Quindi, siccome, comunque si svolga la gara, si chiacchiera se si usa un certo modello e poi si chiacchiera se si usa qualche altro modello, vuol dire che non è tanto riconducibile alla parte amministrativa che escogita modelli che hanno come obiettivo (e ha ragione il Consigliere Gallo) soprattutto quello di garantire certamente la legalità con la tutela della sicurezza dei lavoratori, ma anche il servizio reso ai cittadini. Perché, non dimentichiamo che una parte delle interpellanze che noi riceviamo è anche per significare all'Amministrazione come chi esegua lo sfalcio dell'erba, per esempio, non porti via l'erba tagliata, perché sostiene che non gli competa e ci si lamenta del fatto che l'AMIAT non lo faccia. Peraltro, non abbiamo inventato nulla in materia, poiché vorrei ricordare che questi 21 parchi cittadini erano in affidamento ad una cooperativa sociale, quindi, avendo internalizzato il servizio, avendolo messo a gara, abbiamo consentito ad imprese e cooperative di partecipare a tale gara, per un servizio che, fino all'aggiudicazione, appunto, era svolto da un'unica cooperativa. Inoltre, abbiamo chiesto alle imprese di cimentarsi con l'inserimento di persone svantaggiate nel proprio organico, e l'abbiamo fatto anche salvando i lavoratori che avrebbero perso il posto, nella misura in cui non si è proceduto al rinnovo del servizio che era stato affidato a quell'unica impresa. Per quanto riguarda il tema più generale, cioè quello del massimo ribasso, effettivamente, come hanno chiesto molti Consiglieri, credo che questo debba esser valutato in sede centrale, perché noi non possiamo fare altro che rimetterci alle procedure; quindi, il suggerimento, l'esortazione del Consigliere Cantore non può che trovarmi disponibile, per la parte di mia competenza, ma, ovviamente, occorre un coordinamento a livello centrale. Poi - ripeto -, l'Assoverde ha presentato una richiesta di documentazione e ha chiesto all'Autorità d'intervenire, soprattutto sulla base del fatto che riteneva (perlomeno, ciò è quanto abbiamo potuto verificare, sulla base delle lettere ricevute) che, in questa gara, l'Amministrazione avrebbe dato prevalenza alle società che si ponevano come società qualificate in tema di smaltimento dei rifiuti, e noi abbiamo chiarito che questo non era il requisito essenziale e, quindi, la gara si poteva svolgere in condizioni di parità. Quando abbiamo approvato la deliberazione, nel marzo del 2007, avevamo chiesto anche ad Assoverde, alle cooperative sociali, di contribuire alla formazione di questo bando, facendoci pervenire le loro osservazioni; per esempio, ricordo un'interpellanza, presentata dal Consigliere Sbriglio e discussa nella Commissione presieduta dal Presidente Galasso, nella quale si chiedeva che questi contributi venissero portati. Penso che si debba assolutamente aderire a questa richiesta di approfondimento avanzata dal Consiglio Comunale e credo pure che la discussione non finisca qui, nel senso che siamo impegnati a portare delle conclusioni, e, per fare ciò, abbiamo bisogno semplicemente di poter completare il nostro lavoro. COPPOLA Michele (Vicepresidente) L'interpellanza generale è discussa. |