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CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 200710141/02, presentata in data 18 dicembre 2007, avente per oggetto: "I Vigili costretti a lavorare con metodi ottocenteschi" INTERPELLANZA: "I VIGILI COSTRETTI A LAVORARE CON METODI OTTOCENTESCHI" PRESENTATA DAI CONSIGLIERI COMUNALI VENTRIGLIA E TROIANO IN DATA 18 DICEMBRE 2007. I sottoscritti Consiglieri Comunali, INTERPELLANO Il Sindaco e l'Assessore competente per sapere: 1) se corrisponda al vero che il Corpo di Polizia Municipale non dispone di accesso alle banche dati del Ministero degli Interni e dei Carabinieri in particolare, recanti fedina penale e precedenti dei sospetti da identificare; 2) se corrisponda al vero che il Corpo di Polizia Municipale non dispone di accesso ai servizi anagrafici dei comuni della Provincia, cosicché è impossibile verificare anche le semplici generalità di qualunque individuo che dichiari di essere residente al di fuori della cinta daziaria; 3) se corrisponda al vero, infine, che in questi casi, particolarmente frequenti nell'operato quotidiano dei nuclei territoriali più esposti (quali Porta Palazzo) o dei nuclei specializzati, le verifiche indispensabili al perseguimento dei reati e all'effettuazione di fermo di polizia siano affidate all'iniziativa del singolo ufficiale e a metodi artigianali e soluzioni informali e amicali, confidando nella disponibilità di personale presso i Carabinieri o dello stato civile degli altri Comuni; 4) se non ritengano paradossale continuare a sciorinare cifre statistiche, a impegnare risorse finanziarie per hardware fermo in locale, a far sfilare nuclei specialistici, centauri, animali addestrati e banda musicale, se poi si obbliga a lavorare il personale di Polizia Municipale con metodi che, per fare un esempio, la Francia ha archiviato con la creazione delle brigate mobili nel 1907. F.to: Ferdinando Ventriglia Dario Troiano CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola all'Assessore Borgogno, per la risposta. BORGOGNO Giuseppe (Assessore) Siccome vi è un fatto, che penso sia noto al Consigliere Ventriglia, non capisco esattamente la ragione del tono della sua interpellanza; cioè, secondo la Legge n. 121/1981 (per l'esattezza, stiamo parlando del cosiddetto combinato disposto fra l'articolo 9 e l'articolo 16), quindi per legge, le polizie municipali non hanno la possibilità di accesso diretto alle banche dati del Ministero degli Interni che afferiscono alle notizie personali, ai carichi pendenti, eccetera. Pertanto, non vi è una carenza o una disfunzione organizzativa, ma, semplicemente, la Legge stabilisce che, per le polizie municipali, non esista quell'accesso. Tuttavia, bisogna dire che la Polizia Municipale di Torino non incontra particolari problemi nel reperimento dei dati necessari, sia nell'immediatezza del fatto sia nei momenti successivi, visti gli ottimi rapporti di collaborazione che la Polizia Municipale intrattiene con le varie forze di polizia, un aspetto sul quale si lavora molto, perché questo rapporto è utile, oltreché per gli aspetti operativi in generale, anche in situazioni come quella in oggetto. Bisogna altresì dire che la centrale operativa, nel momento operativo su strada, interroga le banche dati, tramite l'Arma dei Carabinieri e la Polizia di Stato, mentre, qualora la notizia occorresse in un momento diverso, l'Ufficio rivolge una richiesta formale ad una delle forze di polizia; in ogni caso, nell'operatività, sarebbe certamente meglio poter disporre dell'accesso diretto, ma - ribadisco - ciò non è consentito proprio per legge, quindi, non per disfunzioni organizzative. La collaborazione positiva esistente finora, comunque, ha permesso di fronteggiare questo problema e superare il limite imposto, mentre ricordo che, alla centrale operativa, è consentito l'accesso diretto alla banca dati relativa ai veicoli rubati: questo è consentito alle Polizie Municipali. Invece, per quanto riguarda le verifiche anagrafiche relative ai soggetti che risiedono fuori città, in questo momento non esiste la possibilità di un collegamento con le anagrafi degli altri Comuni, ma, su iniziativa della Città di Torino, è in corso un accordo che - speriamo - consentirà presto di consultare le anagrafi dei Comuni appartenenti alla regione Piemonte e aderenti al sistema RUPAR Piemonte. Perciò, noi ci siamo fatti carico di prendere quest'iniziativa per colmare tale lacuna, mentre ad essa si potrebbe ovviare, sul piano organizzativo, come confidiamo possa accadere presto. CERUTTI Monica (Consigliere Anziano) La parola al Consigliere Ventriglia. VENTRIGLIA Ferdinando Ringrazio l'Assessore, ma, purtroppo, la sua risposta conferma integralmente le nostre preoccupazioni. Certamente, da un lato, salutiamo con favore quest'iniziativa, volta a superare l'incredibilmente anacronistica limitazione dell'accesso ai dati anagrafici limitati alla sola cinta daziale della città di Torino (cosicché, se i Vigili fanno un controllo e devono accertare di un supposto residente o dichiarato tale, per esempio, a Beinasco, non possono farlo), però, dall'altro lato, resta pur sempre il fatto che tutto riposi su un clima di collaborazione ed una disponibilità assicurata su un piano puramente informale. Perciò, chiederei all'Assessore di fare un passo in più, poiché sono convinto (anche perché le informazioni, che ho raccolto prima di presentare l'interpellanza, vanno in questa direzione) che la situazione sia molto meno rosea, dal punto di vista operativo, di quanto l'Assessore ha voluto, in qualche modo, lasciar intendere; infatti, ho notizie che vi siano effettive e forti limitazioni all'operatività della Polizia Municipale, in un campo in cui, nel momento in cui si danno strutture addirittura per l'identificazione e i rilievi fotodattiloscopici all'UTAF, non possiamo fare controlli su autovetture o su singoli residenti anche soltanto nella prima cintura. Vorrei chiedere all'Assessore se, stante il disposto di legge, in presenza di un protocollo sulla sicurezza - così spesso invocato -, del tavolo sulla sicurezza e di tutte queste iniziative (che, comunque, tendono a riconoscere, anche da parte dell'autorità statuale, maggiori poteri al Sindaco), non si possa ovviare al problema anche attraverso la Centrale interforze, dando la possibilità alla singola pattuglia dei Vigili, operativi in servizi di controllo e prevenzione sul territorio, di accedere rapidamente alla banca dati. Assessore, per finire con un battuta che purtroppo non è tale, mi consta che, attualmente, si sia al punto della richiesta telefonica formulata dal singolo ufficiale con il solo cellulare, nel caso di specie, e a livello del fax - se e quando arriva - dall'Arma dei Carabinieri; quindi, ho l'impressione che la situazione sia molto più difficile di quanto lei ha dovuto dipingerci, e la prego d'intervenire - se non dal punto di vista della legge, quantomeno del protocollo operativo - nel senso che le abbiamo indicato. CERUTTI Monica (Consigliere Anziano) La parola all'Assessore Borgogno, per una breve replica. BORGOGNO Giuseppe (Assessore) Replicherò brevemente, perché, in primo luogo, il tema è la legge. Come l'interpellante ricorderà, per esempio, quando si discusse dei patti per la sicurezza, noi fummo tra coloro i quali arrivarono addirittura a proporre la centrale operativa unica, perciò, da questo punto di vista, non abbiamo alcun problema; invece, il problema è intervenire sulla legge e, in particolare, sull'articolo 16 della Legge n. 121/1981, la quale individua, in modo preciso e puntuale, quali siano le forze di polizia che possono accedere direttamente alle banche dati del Ministero degli Interni, cioè l'Arma dei Carabinieri, il Corpo della Guardia di Finanza e la Polizia di Stato. Un'iniziativa della Città di Torino, in questo senso, c'è già stata. I nostri sono rapporti di collaborazione reciproca, perché, ad esempio, il Consigliere ha citato l'UTAF; ebbene, l'UTAF della Polizia Municipale viene talvolta utilizzata anche dalle forze di polizia, quindi, per esemplificare, sui falsi documentali, l'UTAF della Polizia Municipale fa un ottimo lavoro, apprezzato da tutti. Magari, fra le varie ipotesi di candidatura per le prossime elezioni politiche, potrei augurarle di essere fra i protagonisti diretti... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Sì, ma non solo. Io mi rivolgo a lei, in quanto interpellante: le auguro di essere fra i protagonisti di una modifica della norma nazionale, che, a parte gli scherzi e le battute, sarebbe effettivamente utile, anche perché io sono del parere che occorra tener separate le funzioni, poiché, se la Polizia Municipale non facesse la Polizia Municipale, nessuno svolgerebbe quel lavoro, in quanto la Polizia Municipale è intercambiabile per lavori svolti da altri, mentre non è possibile il contrario. Tuttavia, per la complessità del problema, è chiaro che sarebbe utile intervenire sulla norma che ho citato; non si tratta solo di un auspicio, ma, come Città, è qualcosa che abbiamo già proposto. CERUTTI Monica (Consigliere Anziano) L'interpellanza è discussa. |