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CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Sindaco. SINDACO Vorrei soltanto dire al Consigliere Ravello (anche se è un po' irrituale) che, ovviamente, ho subito provveduto a far inviare lettere al Prefetto e al Questore, per chiedere lo sgombero del locale. La comunicazione richiesta dal Consigliere Angeleri, ovviamente, non sarà sulle interviste e sul dibattito (credo, infatti, che discutere di un'intervista o di un intervento politico rappresenterebbe uno svilimento del carattere istituzionale di questo luogo), ma, sulle conseguenze sulla maggioranza comunale, così come è stato chiesto. Secondo me, la situazione è esattamente quella di prima, nel senso che non vedo alcuna conseguenza diretta. Vorrei soltanto chiedere - ma questa è una piccolissima digressione che il Presidente mi consentirà, rivolta soprattutto a chi è critico sulla possibilità di intese fra grandi partiti - quale sarebbe stata la posizione di queste persone se, per caso, il Presidente del Senato Marini avesse raggiunto l'obiettivo per il quale molti Partiti l'hanno giustamente sostenuto nel suo sforzo, prima che si sciogliessero le Camere. Chiudo con la digressione e vado al merito. Ripeto: nessuna conseguenza dalla discussione politica. La nostra è una maggioranza ampia e solida dal punto di vista della presenza in Consiglio Comunale: alcune migrazioni e spostamenti fra i Gruppi (non voglio chiamarle "turbolenze") non pregiudicano in alcun modo la stabilità di questa maggioranza che si basa su posizioni che, su alcune questioni, erano già diverse fin dall'inizio e che continuano ad essere diverse. Faccio l'esempio che si usa sempre, perché comodo e significativo: le posizioni sulla TAV, sull'Alta Velocità Ferroviaria. È evidente che c'erano e continuano ad esserci posizioni diverse sull'argomento: a queste posizioni discordanti, nel frattempo, se ne sono aggiunte altre su aspetti della vita cittadina. In alcuni casi, abbiamo già avuto modo di votare difformemente in Consiglio Comunale: ad esempio, se non ricordo male, sulla questione della Fondazione Post-Olimpica e sulla questione dei grattacieli, che rappresenta un altro tema oggetto di discussione e di diversità all'interno della maggioranza. Non cito le narcosale, perché, essendo un tema consiliare, era del tutto naturale che vi fosse un dibattito ampio ed articolato. Visto che la richiesta di comunicazioni parte da una mia intervista, mi permetto di citare un altro mio intervento, comparso su La Stampa di qualche tempo fa, nel quale, rispondendo ad un acuto intervento del Dottor La Spina, mi permettevo di dire che esistevano delle differenze (alcune preesistenti, altre insorte in corso d'opera). Ci sono delle differenze: alcune preesistevano e altre sono insorte in corso d'opera, anche perché i programmi non sono il talmud, quindi non possono comprendere tutto ciò che avverrà, quindi bisogna interpretare. A me sembrano tutte divergenze assolutamente componibili in una logica di maggioranza e, in ogni caso, laddove non lo siano, mi sembrano differenze che possono essere oggetto di valutazioni diverse, senza che ciò pregiudichi e metta in discussione la maggioranza. Questo era quello che all'incirca avevo detto su La Stampa e che ripeto oggi. Naturalmente, ci vuole la volontà reciproca affinché questo avvenga e ognuno deve porsi dei limiti, superati i quali, rischia di venire meno la volontà di garantire che queste differenze, che ci sono, non mettano in discussione la maggioranza stessa. Il limite che vedo (e cito ancora il mio intervento su La Stampa) è molto semplice: è che il legittimo approfondimento, la discussione e il confronto non superino quella soglia, oltre la quale si rallenta un percorso di crescita che (checché ne dicano i critici) la città ha conosciuto in questi anni e che è riconosciuto all'esterno, non soltanto dai torinesi, ma anche dai principali interlocutori della Città. Questa è l'unica soglia che io vedo. Questo significa che le differenze ci sono e che, a mio modo di vedere, ci sono tutte le possibilità di comporle, in un logica di maggioranza, con l'approfondimento e la discussione; ma, se questo non dovesse avvenire, c'è il Consiglio, che è l'Assemblea deputata ad assumere le decisioni e, quindi, in quella sede è possibile decidere e votare, assumendosi ognuno le proprie responsabilità di fronte alla città, perché l'unica cosa che non possiamo permetterci è di superare i tempi oltre i quali la politica può diventare un freno per la città. Su questo si possono determinare convergenze ampie da parte di forze che ritengono di sostenere determinati progetti? Io dico ben vengano! L'Assemblea è sovrana. Questo vuol dire superare e rompere la maggioranza? Secondo me no! Questo significa semplicemente, come credo dovrebbe succedere in qualsiasi assemblea, che quando ci sono dei progetti che rispondono a un interesse generale della città, sarebbe sempre auspicabile che vi fosse una convergenza più ampia delle maggioranze che li propongo. Se questo avvenisse, quindi, sarebbe l'esatto opposto della rottura della maggioranza: il segno che la maggioranza è forte, talmente forte che fa delle proposte sulle quali anche una parte dell'opposizione converge. Ripeto, non vedo nessuna ragione per la quale il dibattito politico e quello che presumibilmente avverrà a livello nazionale (perché siamo alla vigilia di una campagna elettorale in cui le stesse forze politiche che compongono la maggioranza vanno su posizioni differenziate) debbano mettere in discussione questa maggioranza; in ogni caso, come il Consigliere Angeleri sa benissimo, se queste mie parole non rassicurassero a sufficienza sia lei che gli altri Colleghi dell'opposizione e anche della maggioranza, esistono, come è noto, strumenti regolamentari che permettono di fare la verifica dal vivo e cioè attraverso il pronunciamento dell'Assemblea Comunale medesima CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Angeleri. ANGELERI Antonello Anzitutto, ringrazio il Sindaco per la sua risposta. La giudico un'apertura nei confronti del partito che rappresentiamo: è la prima volta che capita in questa sede, quindi vuol dire che c'è questo spirito altruista che prosegue. Noi siamo partiti da una riflessione. Al di là dell'intervista che è apparsa sui giornali, l'altro giorno circolava un comunicato nelle Aule delle Commissioni di questo Palazzo che dava un'apertura e un segnale ben preciso nei confronti della minoranza, anzi di un partito in particolare, che era Forza Italia. Abbiamo voluto presentare questa richiesta, che giudico, tra l'altro, del tutto legittima; dov'è che si deve discutere di politica, se non all'interno di un Consiglio Comunale? Lo dico non nei suoi confronti, ma nei confronti del Presidente, che giudicava inizialmente quasi irricevibile questa nostra richiesta, e nei confronti del Capogruppo del partito di maggioranza relativa, che si era rifiutato di votare positivamente. La ringrazio, perché la risposta che ci ha dato dimostra che c'è una maggiore esigenza di maturità politica in questo Paese, in un momento in cui la cittadinanza ce lo richiede. Tuttavia, vorrei sottolineare un aspetto, quando lei parla della "politica del fare"; non vorrei sottovalutare la sua dichiarazione, che mi pare uno slogan, anche se inquadra la volontà e, se non altro, l'intenzione seria di fare delle cose. C'é un'altra domanda che, però, continuiamo a porci e cioè quali siano le linee di indirizzo politico che vengono prima della politica del fare. Cioè, su queste, dobbiamo probabilmente, capire qual è l'apertura del Sindaco. Inoltre, ci siamo posti un'atra domanda: lei ha parlato come leader nazionale del Partito Democratico, con un effetto che è evidente a livello nazionale, o ha parlato come Sindaco di questa Città e quindi il suo invito è da leggere in chiave locale? Perché, se fosse così, le forze presenti in quest'Aula responsabilmente potrebbero attendere con ansia e trepidazione anche quelle linee di indirizzo politico che potrebbero portare a quella politica del fare. Mi spiego meglio: se lei invita ad una maggiore responsabilità delle forze politiche, in questo Consiglio Comunale, in un momento in cui la vita politica è abbastanza confusa (lo vediamo, perché le formazioni, anche in questo Consiglio Comunale, cambiano rapidamente) e se c'è desiderio di chiarezza e di concretezza, allo stesso tempo, per dare fiducia ai cittadini, mi sembra che, se questa è la linea, si possa parlare e ragionare in modo serio. Allora, penso che sia legittimo il confronto. Sicuramente, noi non siamo per il rallentamento delle decisioni. Lei ha dimostrato ancora una volta di voler essere un Sindaco "decisionista": va benissimo! In un momento in cui non si può aspettare, non aspetteremo, ovviamente, neanche noi. Ritengo, quindi, che la sua risposta ci soddisfi parzialmente, perché c'è un piccolo aspetto, che lei ha sottolineato solo di sfuggita e che non ci convince per niente: sinceramente non vedo così forte l'attuale maggioranza. Non vorrei che il suo ragionamento fosse un segnale nei confronti della sua maggioranza a rimettere in ordine le file e non un sincero appello al senso di responsabilità della classe politica, se non altro torinese. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Ricordo ai Consiglieri che ogni Gruppo ha a disposizione 5 minuti per intervenire. La parola al Consigliere Ghiglia. GHIGLIA Agostino Ringrazio il Sindaco per essersi opposto alla prepotenza tipicamente autoritaria del Presidente del Consiglio (il quale è di scuola autoritaria e non se ne vergogna), perché ha cercato, in tutti i modi, di impedirle di parlare oggi. Nel corso della Conferenza dei Capigruppo, ho detto che, visto che il Sindaco è coinvolto e vuole parlare, è giusto permetterglielo, perché non ne ha mai occasione, non gli danno mai spazio, neanche sui media, per dire quello che pensa! La ringrazio, quindi, per aver voluto rispondere e per la serietà con cui ha affrontato la questione, facendo, da parte sua, un po' di chiarezza, perché, poi, anche le interviste possono essere interpretate in maniera eccessiva. Infatti, come avviene di solito in queste circostanze, a seconda dei momenti più o meno preelettorali, si trovano un sacco di nuovi amici e poi, magari, quando la data del voto viene anticipata, i presunti nuovi amici si tirano indietro. Lei, da persona prudente, è stato abbastanza sul "surf" ed è riuscito, quindi, a tenere una linea di equilibrio. Detto questo, il problema politico rimane, per cui la inviterei a far presentare una mozione di sfiducia a scrutinio segreto dalla "parte buona" del PD (cioè, dal suo punto di vista, i non Morgandiani, perché è evidente che Morgando è contro di lei, ad esempio per la Compagnia San Paolo, e critica sia lei che il Presidente Bresso - cioè tutto l'asse che non lo appoggiava - per tutta una serie di questioni). Riteniamo che sia un modo per uscire dalla paralisi di questa Città, cioè dal fatto che i comunisti, troppo spesso, le fanno mancare il numero legale (credo sia avvenuto, più o meno, il 30% delle sedute in questa tornata amministrativa, ma possiamo controllare). Come dicevo, quindi, il problema politico rimane, per cui lei dovrebbe far presentare, dalla parte buona del PD, una mozione di sfiducia a scrutinio segreto. Ritengo che il centrodestra - ma su questo ci dovremo confrontare - le potrebbe dare una mano ad approvare quella mozione di sfiducia e, quindi, indirettamente, a ricandidarsi; altrimenti, signor Sindaco, per avere un po' di visibilità sui giornali, questi Consiglieri la "graticoleranno" per due anni e noi, cittadini torinesi, dovremo assistere a questo barbecue che la sinistra radicale fa dell'immagine del Sindaco. Non vogliamo assistere al barbecue comunista del Sindaco e non vogliamo che lei stia sulla graticola per tre anni, aspettando, una volta sì e una volta no, il loro voto. I nodi politici, signor Sindaco, ci sono in quest'Aula! Bisogna trovare il modo per uscirne, impedendo questi balletti, un po' dentro e un po' fuori, di chi interpreta due parti in commedia. È una situazione abbastanza disdicevole! La politica, in questi anni, ci ha fatto vedere qualsiasi cosa, per carità di Dio, però è abbastanza disdicevole che ci sia chi, dalle comode poltrone di una maggioranza (dove qualcosa si acchiappa e molto si è già acchiappato), si permette, tutti i giorni, sulle scelte strategiche di questa Città, di tirarle un siluro, solo per raccattare un po' di visibilità. È vergognoso! È necessario risolvere questo problema in qualche modo: o la parte buona del PD presenta una mozione di sfiducia e noi la votiamo (così, andiamo tutti a casa e lei si potrà ricandidare a mani libere), oppure fa capire chiaramente ai componenti della sua maggioranza (non posso dirglielo io, perché, ovviamente, non mi ascolterebbero) che la devono smettere. Amministrare una Città - lo affermiamo noi che stiamo all'opposizione - è un fatto di grave responsabilità; i temi sono importanti, l'immagine della città ci coinvolge tutti, per cui devono smetterla di fare i "pierini" ipocriti, stando al caldo della maggioranza, ma devono avere il coraggio di fare coming out: o decidono di cacciare il Sindaco o se lo tengono! Ma, se decidono di tenerselo, devono assicurarle i voti necessari per le scelte che lei fa. Dal nostro punto di vista, come ho detto fin dall'inizio, non abbiamo alcun problema a fornire quei voti che serviranno per il futuro strategico della Città; ci mancherebbe altro, saremmo degli irresponsabili a non farlo! È evidente, però che, dal nostro punto di vista (cioè, per il momento, Alleanza Nazionale, poi vedremo che cosa succederà nel prossimo futuro), non le chiederemo nulla in cambio dei nostri voti, perché sappiamo che lei è una persona responsabile: il giorno dopo aver preso i voti per delle scelte strategiche, non dubitiamo che lei, da galantuomo qual è, rassegnerà le dimissioni. Se tutto ciò non avverrà, però, dovrà portare la sua maggioranza in conclave e parlare chiaramente, perché è stucchevole questo scontro interno alla maggioranza che danneggia tutti, soprattutto l'Istituzione, perché non è più una cosa seria! CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Gallo Domenico. GALLO Domenico Intervengo per dovere di informazione, visto che mi riguarda un po': i comunisti non hanno mai fatto mancare il numero legale in quest'Aula, da due anni a questa parte... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). I Comunisti Italiani, ma anche Rifondazione Comunista e Sinistra Democratica non hanno mai fatto mancare il numero legale, perché noi facciamo politica, non veniamo in Aula a fare altri tipi di parti! Intanto, prendiamo atto delle parole del Sindaco... (INTERVENTI FUORI MICROFONO). Presidente posso parlare? Mi garantisca, visto che, ultimamente, non riesco neanche a parlare. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Ho solo voluto precisare che i comunisti non hanno mai fatto mancare il numero legale, è la storia... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Prendiamo atto delle parole del Sindaco, perché credo servano a fare chiarezza (e ce n'era un gran bisogno). Francamente, non abbiamo compreso alcune delle cose lette sui giornali in questi giorni, in particolare alcune frasi che, in qualche modo, ci fanno rammaricare, anche rispetto ad un'analisi della situazione politica in Consiglio Comunale. A mio parere, la sinistra non merita di essere additata come la parte politica che blocca lo sviluppo, che non è capace di essere forza di governo, che fonda il suo impegno politico sul massimalismo. Sono i fatti che dimostrano esattamente il contrario: ad esempio, è una barzelletta considerare la sinistra come un segmento politico contro la modernità; piuttosto è la sinistra che pensa, che ragiona, che approfondisce e che, prima di votare, vuole capire che cosa si vota. Inoltre, sempre per dovere di informazione, vorrei sottolineare un altro elemento: abbiamo votato tutto, o quasi, in Consiglio Comunale, anche deliberazioni di un certo peso ed importanza. Per quanto riguarda la forza politica che rappresento in questo Consiglio Comunale, da almeno 12 anni siamo al governo della Città, lo abbiamo fatto con estrema serietà e credendo nei programmi; se questa Città è stata ben governata, quindi, è anche merito nostro, per quella piccola parte che ci compete. Anche una piccola parte del 66% dei voti ricevuti dal Sindaco ci appartiene e credo che su questi elementi politici nessuno possa affermare il contrario. Siamo stati e continueremo ad essere fedeli a questa maggioranza, ma questo non significa che dobbiamo essere subalterni o succubi della maggioranza, del Sindaco o della Giunta. Siamo fedeli, è diverso. Il problema è uno... CANTORE Daniele (Intervento fuori microfono). GALLO Domenico Consigliere Cantore, a volte preferisco i cani a certe persone! Vorrei che mi permettesse di concludere il mio intervento, che mi pare sia un discorso pacato a difesa della mia parte politica. Ribadisco che siamo fedeli, ma non succubi, perché vogliamo contare nelle scelte che andrà a fare questa Città! Affermiamo questo diritto e continueremo a farlo anche nelle prossime settimane e nei prossimi mesi. Anche se, a livello nazionale, si sta radicalmente modificando il quadro politico, credo che vi siano le condizioni perché la politica dell'Unione torinese possa essere rilanciata in questa città. Rimaniamo fiduciosi che si possa discutere del futuro delle ex aziende municipalizzate della Città con estrema serenità e nell'interesse della collettività, uscendo da questo clima di tensione. Ci sono grosse questioni aperte: vogliamo discutere se fare la fondazione sulle Case per Anziani e se non ci siano strade alternative a quella scelta che qualcuno ha ipotizzato; vogliamo capire se la scelta dei grattacieli corrisponda agli interessi della città, o agli interessi di qualcun altro. Quando si parla di questi problemi, è giusto ragionare e approfondire i temi; abbiamo chiesto approfondimenti su un tema che è di estrema rilevanza per il futuro della città. Ci si può accusare di tutto, tranne che di fare ostruzionismo! Credo che il Sindaco abbia ragione; bisognerà decidere prima o poi e noi lo faremo, ma ciascuno in base alla propria coscienza. Lei, Sindaco, ha detto che, su alcune questioni, potrà non essere necessariamente la maggioranza, così com'è costituita a decidere, ma il Consiglio Comunale; questo penso sia un fatto di democrazia che talvolta può accadere, che non vuol dire, però, che non debba esserci più la maggioranza di centrosinistra, che credo abbia governato bene la Città. Noi, nel nostro piccolo, ci siamo assunte le nostre responsabilità, pur non condividendo, a volte, delle deliberazioni. Lo abbiamo fatto con senso di responsabilità, così come ci atteggeremo sui grattacieli e su altre questioni. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Cerutti. CERUTTI Monica Dire che l'Aula venga svilita intervenendo sul dibattito giornalistico credo sia, ormai un falso problema, perché ricordo che anche la seduta scorsa il Sindaco ha voluto rassicurarci, dichiarando le sue ambizioni future circa la sua carriera. Penso sia corretto avere oggi queste comunicazioni, anche perché era prevedibile che l'intervista rilasciata a "L'Espresso" non potesse non determinare delle fibrillazioni, a livello locale. Abbiamo assistito con un certo imbarazzo, ad un corteggiamento mediatico fra lei e il coordinatore regionale di Forza Italia, Guido Crosetto. Nella sua intervista lei ha utilizzato parole e concetti già usati dal coordinatore Crosetto il lunedì precedente in un'intervista su "La Stampa" e penso quindi che questo chiarimento a livello locale sia dovuto perché credo che sia una nostra responsabilità come amministratori, sottrarre il livello locale a quelle fibrillazioni, che comunque ci saranno, in una campagna elettorale, che probabilmente vedrà le forze che compongono questa maggioranza correre separatamente. Penso che queste considerazioni, fatte in una sede istituzionale come quella del Consiglio Comunale, siano rassicurazioni molto importanti. Per questo torno a ringraziarla. Ci siamo presentati con un programma e un'alleanza che era quella dell'Unione, ma sappiamo che nascono strada facendo delle opportunità. Vorrei ricordare che, nella scorsa seduta di Consiglio abbiamo discusso dell'ipotetica alleanza GTT-ATM, richiedendo approfondimenti su un tema appreso dai giornali all'inizio di quest'anno. Oggi invece, leggiamo che quest'ipotesi era nata in un caffè, in una mattina di ottobre. Questo mi rassicura, perché vuol dire che l'ipotesi è più avanti di quanto pensiamo. Non ci scandalizziamo del fatto che emergano delle opportunità non contenute nel programma che abbiamo sottoscritto tutti, certamente però, non accettiamo la logica del prendere o lasciare, sulle nuove opportunità. Questa sera lei ci hanno rassicurato, parlando di "divergenze componibili" e di "legittimi approfondimenti" (riprendo le sue parole), a patto che non diventino rallentamenti eccessivi. Sicuramente rispetto alla politica del "fare", la sinistra Arcobaleno vorrebbe ragionare più su una politica del "come fare", perché ritiene che la politica del "fare", in sé, non sia un valore assoluto, ma debba essere declinata su dei contenuti. A livello locale, abbiamo delle legittime differenze che, siamo comunque in grado di ricomporre. Ci siamo proposti ai cittadini torinesi con un programma e una maggioranza e, fino a prova contraria, queste rimangono. Penso che le sue assicurazioni verso l'Aula siano un passo avanti, proprio per sottrarre alla prossima campagna elettorale (già avviata), quelle turbolenze che non gioverebbero ai cittadini torinesi che, come ripete molto spesso il Sindaco, hanno confermato il suo governo con una percentuale molto elevata nei sondaggi. Vorrei ricordare che il suo governo è fatto di una squadra formata da più forze politiche e quindi, penso che si debba lasciare da parte la campagna elettorale, continuando serenamente a governare la Città, con le legittime differenze. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Ventriglia. VENTRIGLIA Ferdinando Con un discorso come quello fatto dal Sindaco, immaginavo che il dibattito avrebbe preso un andamento un po' surreale. Mi perdonerà il Consigliere Cerutti, ma mi sembra che siamo su una linea lungo la quale si farà fatica a capire l'origine della richiesta di comunicazioni, perché, alla fine, andrà tutto bene, dimenticandoci le affermazioni fatte dal Sindaco su importanti settimanali di politica, cultura e attualità come "L'Espresso", che sono quelle che pesano di più, rispetto alle interviste sui quotidiani. Vorrei intanto dire che l'esercizio di agilità dialettica può essere un'espressione di forza, quanto di debolezza. In questo momento, il Sindaco non credo sia particolarmente forte, perché quando si sentono frasi come: "Il programma non sono il talmud", si svela la differenza di impostazione tra chi si accontenta di vincere concorsi di popolarità e chi è interessato invece ad amministrare seriamente, con una maggioranza coerente, perché, altrimenti, uno può andare a maggioranza variabile e non tiene più nulla. Credo che oggi sia in scadenza la cambiale fatta molti anni fa dal Sindaco e dal Presidente Bresso (il Sindaco in maniera minore, devo dire la verità), raccogliendo tutto pur di vincere: TAV e NO TAV, i grattacieli, le trasformazioni urbanistiche, le politiche della famiglia, il riconoscimento concreto della libertà di parola e d'espressione (che dovrebbe essere di comune sensibilità, sia che si tratti del Pontefice, che dei rappresentanti dello Stato d'Israele). Il Sindaco rimprovera la Casa delle Libertà di essere un'espressione politica lontana da una certa torinesità, oggi con le sue parole credo sia stato poco torinese e tanto levantino. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Carossa. CAROSSA Mario Ribadisco che non mi entusiasmano questi dibattiti. Mi entusiasmerà molto di più il dibattito, che seguirà, sull'approvazione del teleriscaldamento nella zona di Torino nord. Su questo, al di là delle dichiarazioni d'amore che ci sono state adesso, tra tutte le parti, opposizione e maggioranza, vedremo come si porranno le varie componenti della sua maggioranza. Voglio essere molto chiaro su una cosa: la Lega Nord non darà mai il suo voto per sorreggere lei, Sindaco; non lo darà mai! Vi ricordo che i nodi verranno al pettine fra circa due mesi, senza andare troppo in là, perché vorrò proprio vedere che cosa capiterà, allora, a questo clima idilliaco; ma resterò qui ad aspettare, magari, mi entusiasmerò un po' di più a fare un dibattito di questo genere, poi vedremo! Non voglio entrare nel merito se siano più importanti le dichiarazioni del Sindaco in Aula o l'intervista a "L'Espresso"; sicuramente, mediaticamente, è più importante l'intervista rilasciata al giornale, mentre, come istituzionalità, hanno maggior valore le dichiarazioni testé rilasciate. Però, cari amici, Sindaco e Consiglieri di maggioranza, in tutto il discorso di questi giorni su politica, antipolitica, politica "del fare" e quant'altro, non vorrei solamente che si confondesse un po' troppo la politica "del fare" con la politica degli "affari", perché temo proprio questo, da lei e da questa maggioranza, e, come cittadino torinese, non lo accetterò mai! CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Lonero. LONERO Giuseppe Ringrazio il Presidente ed anche il Sindaco, il quale, nel suo intervento, ci ha dato una certa disponibilità a rimanere a capo di maggioranze cangianti. Con termini un po' meno leghisti e toni sicuramente meno leghisti - d'altra parte, se usassi gli stessi toni, probabilmente avrei aderito alla Lega, quindi, per differenziarmi, lo dico in un'altra maniera -, io ho e avrò serie difficoltà ad entrare a far parte di maggioranze cangianti, con a capo un Sindaco di sinistra. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Ci mancherebbe! Se, però, vi fosse tale necessità, ci sarebbe questa difficoltà proprio di posizione, poiché, signor Sindaco, laddove si verifichi che una maggioranza si presenti ai cittadini ed ottenga un voto plebiscitario come quello che l'ha eletta, mi risulta difficile, dal punto di vista della coerenza e della logica della politica che ho e abbiamo, da questa parte, dire che, laddove manchino i numeri per approvare provvedimenti invisi ad una parte della maggioranza, si ricorra ad elementi dell'opposizione, perché, in quel caso, secondo me, gli elementi dell'opposizione potrebbero avere soltanto la configurazione di "scialuppa di salvataggio". Le scialuppe di salvataggio, a parer mio, hanno ragione d'essere e di esistere solo laddove vi siano questioni di tragicità tale da condizionare, in qualche modo, tutto il funzionamento del Consiglio, perciò, in quel caso, varrebbe l'ipotesi secondo cui "a mali estremi, estremi rimedi". Sicuramente, la scialuppa di salvataggio, che le potrebbero offrire alcuni elementi dell'opposizione, potrebbe anche essere interpretata male dagli elettori, ma non vuol dire che quest'ipotesi sia da escludere in assoluto. Infatti, laddove vi siano provvedimenti privi di implicazioni ideologiche e sui quali immagino che la differenza fra maggioranza ed opposizione rimanga netta, quindi, laddove vi siano provvedimenti che abbiano ricadute concrete sul miglioramento della qualità della vita dei cittadini, a livello sia torinese sia nazionale, allora, in quel caso, se una parte della maggioranza venisse meno, il fatto di votare a favore di alcuni provvedimenti potrebbe configurarsi come senso di responsabilità. Però, a mio avviso, questo non dovrebbe dare origine a nuove maggioranze, ma semplicemente far comprendere che, laddove vi siano provvedimenti di particolare importanza, essi possano essere sostenuti anche da parte dell'opposizione, laddove una parte della maggioranza venga meno; tuttavia, ribadisco che troverei serie difficoltà a considerare nuovi scenari politici o di alleanze che abbiano poi ricadute a livello non solo locale, ma anche più alto. Quindi, signor Sindaco, noi del Gruppo La Destra siamo disponibili a discutere, con grande senso di responsabilità, di qualunque provvedimento che non abbia implicazioni ideologiche e che, comunque, non diano adito a nuove rivisitazioni di maggioranze in pianta stabile, non solo a livello locale, ma anche oltre. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Cantore. CANTORE Daniele Non vorrei rompere - ma devo farlo - questo clima idilliaco, nel senso che c'è troppa serenità, in quest'Aula, e mi pare che, in parte, sia un dibattito inutile e, in parte, il festival dell'ipocrisia. Signor Sindaco, innanzitutto, devo ringraziarla per aver avuto accesso a questa richiesta di comunicazioni in Aula e, anche come oppositore, devo farle nuovamente i complimenti, poiché lei esce fuori da questo dibattito come il Sindaco di tutti. Infatti, ha aperto all'opposizione, la quale l'ha ringraziata, e ha recuperato la maggioranza; ebbene, quale risultato, signor Sindaco, grazie alla nostra incapacità! Noi siamo degli incapaci - ovviamente, parlo per me -, e oggi abbiamo celebrato San Chiamparino! (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Questa è la realtà, perché, in una parte, il dibattito è inutile. Oggi, abbiamo scoperto che, su alcuni temi importanti circa il futuro della città, ci vuole anche l'apporto dell'opposizione: quale scoperta! Ci siamo sempre detti solo questo! A tutti coloro i quali, appartenenti alla maggioranza e all'opposizione, avevano paura che vi fossero rapporti privilegiati e che, quindi, dovessero rimettere le cose a posto, voglio dire che non è così! Mi pare che, da parte della maggioranza e dell'opposizione, vi sia l'intenzione di dialogare sul futuro della Città e, pur non volendo utilizzare il termine "del fare" (altrimenti, entrerei anch'io nella terminologia usata dal Sindaco), possiamo comunque utilizzare questa terminologia, sulla quale l'opposizione si trova d'accordo. Mi sembra, però, che questo fosse chiaro, perché penso che non vi fosse alcuna fuga in avanti, da nessuna parte, neppure da parte sua; infatti, non ho mai creduto che lei volesse cambiare maggioranza. Solamente chi non viva in quest'Aula o viva da altre parti avrebbe potuto pensarlo, quindi, abbiamo inutilmente discusso su una questione che non esisteva; invece, poi, ho scoperto che la sua maggioranza è compatta. Mi sono permesso di dire al Consigliere Gallo che è meglio essere leali che fedeli, perché i cani sono fedeli, ma, senza dire nulla nei confronti dei Comunisti Italiani e dell'amico Gallo, addirittura passato da leale a fedele, oppure circa l'intervento del Consigliere Cerutti, eccetera, voglio dire che lei, signor Sindaco, ha ritrovato l'accordo. Non vorrei citare un esempio di quanto sta avvenendo in una terra molto martoriata fra due Stati di diritto, ma mi sembra proprio accaduto lo stesso di quando i palestinesi e gli israeliani s'incontrano, si stringono la mano e, il giorno dopo, continuano a lanciarsi le bombe, perché sarà così: questo è il festival dell'ipocrisia! Oggi, in sede di Conferenza dei Capigruppo (domani sarà in Commissione), abbiamo assistito - è la seconda parte che non torna, in questo dibattito - al fatto che, siccome ci sono le elezioni, si sia dovuta dare una ripennellata e tranquillizzare, rispetto a boatos che, peraltro, non avevano alcuna conseguenza pratica; però, da domani, i problemi rimanenti all'interno della sua maggioranza continueranno, ci sarà nuovamente fibrillazione (come possiamo vedere a qualsiasi livello, dalle Commissioni alla Conferenza dei Capigruppo, ai Consigli Comunali) e, quindi, vorrà dire che, stasera, ci siamo nuovamente presi in giro! Tuttavia, ritengo positivo che questa presa in giro l'abbia rafforzata e tranquillizzata, poiché, con un Sindaco tranquillo, siamo tutti più sereni, anche perché è colui il quale amministra la nostra Città e ne sono consapevole, come cittadino. Mi pare che il resto non avesse prospettiva prima, come non ha prospettiva oggi. Ribadisco che, su alcuni temi, siamo disponibili ad un confronto propositivo nel merito, ma non ad essere la ruota di scorta di nessuno, perché, siccome oggi avete ribadito che i problemi sono problemi della maggioranza e che avete un programma, eccetera, dovete risolverveli; altrimenti, delle due, l'una: o il Sindaco va alla Camera o al Senato, come ho già detto, ma lei ha già risposto che così non sarà... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, è la proposta che ho avanzato: per superare i vostri problemi - che esistono, nonostante le dichiarazioni ipocrite di questa sera -, o lei si candida alla Camera o al Senato, oppure alcuni partiti le tolgono l'appoggio! Tuttavia, siccome questo non avverrà - può darsi che avvenga dal gennaio 2009 -, perché, l'ha già detto qualche Consigliere, i suoi alleati preferirebbero andare alle elezioni senza lei candidato Sindaco - cosa che potrebbe scattare dopo due anni, sei mesi, un giorno, come lei sa - di che cosa stiamo parlando? Stiamo parlando di un aspetto, signor Sindaco, serio di cui si deve far carico, perché i problemi della sua maggioranza devono essere risolti dalla maggioranza. Ci deve essere un confronto costruttivo - e noi vogliamo averlo con l'opposizione -, però, dovete risolvere i problemi della maggioranza. Fate anche più riunioni di maggioranza, anche se, magari, ne fate già fin troppe. La volta scorsa lei mi ha detto che le voglio male. Non è cosi, però, obiettivamente, oggi da una parte ci siamo dette banalità e dall'altra abbiamo fatto il teatrino, facendo finta che nulla fosse successo, perché siccome ci sono le elezioni ognuno deve stare nel suo schieramento e prendere i voti. Mi pento di essermi aggiunto a coloro che hanno chiesto queste comunicazioni in Aula, perché, come sempre - non mi dà fastidio politicamente -, sono, anche per chi avesse intenzioni diverse, un assist nei suoi confronti. Oggi ci troviamo ad avere una parte del Consiglio che porge i ringraziamenti al Sindaco e l'altra parte che dice di essere fedeli al Sindaco. Fedeli, non leali! Sulla parola "fedeltà" chiudo il mio intervento, perché mi sono commosso solo a citare questa parola! CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Cassano. CASSANO Luca Più che "fedele" parlerei, Consigliere Cantore - di cui ho apprezzato l'alto tenore politico dell'intervento -, di alleati. È possibile che, in alcuni momenti, il centro destra - e forse anche Forza Italia - abbia dimenticato la possibilità che si possa, anche all'interno della maggioranza, essere semplicemente alleati e non solo fedeli. Noi, per tradizione e per esperienza recente, abbiamo imparato, anche grazie al Governo Nazionale, che è molto meglio definirsi semplicemente alleati. Noi siamo spesso personaggi, però mi sento, in questo senso, di ringraziare il Sindaco per aver cancellato dalla mia mente e dalla mente di altri personaggi di questa maggioranza, l'idea di un frankenstein - che va molto di moda nelle ultime ore anche nella campagna elettorale del Partito Democratico con questo "si può fare" -, mi sono permesso di ironizzare, di un Silvio Chiamparoni, perché questa ipotesi ci aveva un po' spaventato. Quindi, ben venga la possibilità che lei chiarisca il concetto espresso nell'intervista su "L'Espresso". Apprezziamo la chiarezza con cui lei ha ribadito che in questa Sala esiste, ad oggi, una sola maggioranza e che in questa città ha vinto le elezioni attorno ad un unico programma. Lo ribadiamo, perché crediamo che l'alta percentuale con cui lei ha vinto le elezioni sia sicuramente legata e dovuta ad indubbie capacità nell'interpretare i favori dei torinesi, ma anche in una unione - mi piace ancora poterla definire così a Torino - che ha saputo, nella sua diversità e nella sua eterogeneità, declinare aspetti ed elementi diversi della stessa maggioranza. Nessuno meglio di no, signor Sindaco, sa cosa può voler dire difendersi da interpretazioni giornalistiche errate o distorte. Quindi, noi, che proprio una settimana fa, in questa Sala, ci siamo dovuti difendere da accuse diffamanti a proposito della Fiera del Libro, ben comprendiamo la sua volontà di comunicare oggi a proposito di interpretazioni giornalistiche, quali quelle citate nell'editoriale dell'Espresso, distorte o, comunque, male interpretate. Poi, si sa, a carnevale ogni intervista vale, per cui è evidente che l'eco delle anticipazioni di questa intervista, già nella giornata di giovedì, ha suscitato nel mondo politico torinese - ma anche a livello nazionale visto che alcune prese di posizioni ci sono state - sicuramente un dibattito non facile. Bene, quindi, la sua smentita, se così possiamo definirla, già contenuta, peraltro, nel comunicato che abbiamo avuto modo di leggere in questi giorni, della segreteria del PD torinese, che, all'unanimità - e crediamo che in questo momento "l'unanimità" nel PD faccia notizia - ha ritenuto importante prendere posizione rispetto alle dichiarazioni da lei rilasciate nell'intervista all'Espresso. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Infatti, signor Sindaco, in questo momento, le riesce una impresa titanica, cioè riuscire ad unire il PD torinese, nonché il PD piemontese. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Ho apprezzato l'intervento del Consigliere Cantore proprio perché ha saputo cogliere la grandezza anche nell'unire... CANTORE Daniele (Intervento fuori microfono). CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Consigliere Cantore, per favore, cerchi di mantenere la calma! CASSANO Luca Quindi, è sicuramente un compito nobile e difficile, in questo momento, e gliene va dato atto. Rispetto ai contenuti della maggioranza e del programma che governa in questa città, signor Sindaco, credo sia importante, oggi, come lunedì scorso, ribadire - ed è uno dei motivi per i quali abbiamo chiesto le comunicazioni in Aula la scorsa settimana sulla fusione GTT-ATM - la centralità del Consiglio Comunale rispetto alla vita della città. E' importante perché le frizioni e le tensioni - di cui i Consiglieri hanno parlato negli interventi che si sono succeduti in Aula - non sono scaturite - come alcuni hanno detto - da campagne di posizionamento mediatico, ma dal profondo ruolo centrale che le parti che in questa maggioranza hanno ritenuto di doversi distinguere, hanno attribuito proprio al Consiglio Comunale. In questi mesi ci siamo ispirati esattamente a questo principio, ovvero alla centralità del Consiglio Comunale. Crediamo che, per le decisioni e per gli scenari futuri che a breve si potranno verificare anche su settori e fette importanti della nostra città, si debba ribadire questa centralità. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Giorgis. GIORGIS Andrea In Conferenza dei Capigruppo ho cercato di risparmiare questo dibattito al Consiglio Comunale. Me ne scuso, sono rimasto solo! Anche il Presidente, devo dire la verità, ha cercato di non arrivare alla fase del voto, però poi ha dovuto rimettersi alla volontà dei Capigruppo, i quali hanno visto il sottoscritto rimanere da solo e, quindi, il Consiglio si è dovuto sorbire anche questo dibattito. Col senno di poi, devo dire che è un dibattito che ha rassicurato, come ha anche detto il Capogruppo di Rifondazione Comunista. Ero distratto quando il Sindaco ha fatto il suo intervento, ma penso di non aver colto tutta la portata dirompente delle sue parole perché sono rimasto, devo essere sincero, più colpito dalle rassicurazioni, dalle soddisfazioni e dalla fedeltà che dalle sue parole. Non vorrei con questo, mancarle di attenzione, però avevo capito che non aveva questi contenuti così rivoluzionari. Tuttavia, così è accaduto e tutti si dichiarano soddisfatti, compatti e coesi. Facendola breve, direi di andare direttamente al merito, anche perché - può darsi che mi sbagli - nei prossimi 15 giorni avremo modo di dimostrare tutta questa soddisfazione e questa fedeltà rispetto alla maggioranza. La prossima settimana avremo modo - non più rubando il tempo a questo Consiglio, ma con gli atti amministrativi - di dimostrare come questa maggioranza, in realtà, sulle questioni di sviluppo strategico della città, sia una maggioranza che - pur con tutti i legittimi distinguo - sa comporre tutte quante le diverse sensibilità che pur sono presenti. A questo punto mi dichiaro anche io soddisfatto di tutto ciò che ho sentito e con maggior sollievo mi accingo a discutere in Commissione e, poi, in Aula queste importanti deliberazioni per la nostra città. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Sindaco. SINDACO Non posso esimermi dall'esprimere in mezzo a tanta soddisfazione anche la mia soddisfazione, perché sarebbe stato un vulnus al Consiglio Comunale. Non esprimerò rammarico per la decisione del Consigliere Carossa di non sostenere mai la mia maggioranza con un voto (anche perché nessuno glielo ha chiesto, come non è stato chiesto a nessun altro che non sia parte della maggioranza), nonostante il fatto che abbia sentito toni che mi rassicurano sul senso di responsabilità - non verso di me o verso la maggioranza - verso la città da parte di quasi tutti gli esponenti dell'opposizione, compreso il Consigliere Lonero che, in parte, ha anche un po' contraddetto l'esordio del suo intervento. Aldilà di questo, replico seriamente solo per una cosa, perché ci tengo a precisare che non sono "uno e trino", né "uno e bino". Non c'è una contraddizione fra ciò che ho detto in vari interventi - compreso quello sull'Espresso - e quello che ho detto adesso in Consiglio, perché, sia sull'Espresso che su altri interventi, mi sono limitato ad auspicare (cosa che auspico anche qui) che, a prescindere da quelle che sono le collocazioni - che le decidono gli elettori, tanto più adesso che siamo in campagna elettorale -, ci sia una tensione da parte delle forze politiche verso quello che io ho definito - certo con un'espressione un po' giornalistica, ma come si fa in quei casi - "il fare e non il frenare", perché credo che l'Italia abbia bisogno di questo. Concordo con quanto riferito dal Consigliere Cerutti: il problema non è il "fare", ma "come fare", perché, se volessimo parlare, per esempio, dei grattacieli (ed ogni riferimento è del tutto voluto), il problema sarebbe proprio il "come fare", visto che il "fare" sarebbe semplicemente promuovere una politica di stampo keynesiano, cioè, fuor di metafora, fare le buche e riempirle per diffondere attività, cioè costruire cose pur che sia. Costruire il grattacielo in una zona di trasformazione urbana per ospitare la direzionalità di una grande banca rappresenta il "come fare" (anche se, poi, si può non essere d'accordo su quel "come fare"). Fra l'appello ad un'ispirazione del costruire, a prescindere dalle posizioni politiche, che credo debba ispirare anche questa campagna elettorale (poi decideranno gli elettori che cosa succederà dopo, è persin troppo ovvio dirlo) e ciò che ho detto stasera non c'è alcuna contraddizione, perché in quest'Aula c'è una maggioranza che, a mio avviso, può trovare composizione sulle questioni su cui c'è una discussione aperta. Se questa composizione, per qualche ragione, non si può raggiungere in modo completo, mi permetto di dire che, allora, è meglio venire nella trasparenza della discussione e della decisione del Consiglio Comunale, in cui ognuno si assume le sue responsabilità, piuttosto che cercare un compromesso non raggiungibile. Credo che questo sia un segnale di trasparenza e di responsabilità nei confronti della Città, con cui tutte le forze politiche si misureranno, assumendosi a loro volta la loro responsabilità. Questo è il limite, signor Presidente - e ho terminato -, fra il decisionismo e la decisione, perché il decisionismo è quasi sempre il nemico del decidere, perché decisionismo vuol dire semplificare e tagliare, vuol dire pretendere di semplificare processi complessi che, invece, non sono semplificabili; la decisione, invece, è quella che, affrontato tutto il livello di complessità che le decisioni importanti richiedono e raggiunta la soglia oltre la quale non c'è più possibilità di trovare intesa o di compiere ulteriori approfondimenti, bisogna assumersi la responsabilità di decidere. Questo è il senso del mio appello. Come diceva il Consigliere Giorgis, credo che, già nei prossimi giorni (o, al massimo, nelle prossime settimane), avremo modo di dare prova di questo spirito e di questa attitudine, confrontandoci con importanti deliberazioni che saranno all'attenzione del Consiglio Comunale. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Le comunicazioni del Sindaco sono concluse. |