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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 11 Febbraio 2008 ore 15,00
Paragrafo n. 10
INTERPELLANZA 2008-00065
"CHIUSURA DEL CENTRO DIURNO R.A.F. DI CORSO SVIZZERA 140" PRESENTATA DAI CONSIGLIERI COMUNALI CERUTTI E DOMENICO GALLO IN DATA 9 GENNAIO 2008.
Interventi

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 200800065/02, presentata in data 9 gennaio 2008, avente per oggetto:
"Chiusura del centro diurno RAF di Corso Svizzera 140"

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola, per la risposta, all'Assessore Borgione.

BORGIONE Marco (Assessore)
In effetti, nel testo dell'interpellanza non si riscontra l'oggetto, perché non abbiamo chiuso un centro diurno. L'interpellanza (peraltro, garbata) fa riferimento alla chiusura di un solo giorno del centro diurno di Corso Svizzera n. 140 e, tra i vari "constatato" contenuti nel provvedimento, in parte si intravede anche la risposta.
Desidero informare il Consiglio che la deliberazione che definisce i principi di riferimento per l'organizzazione dei servizi che intendono iscriversi all'albo dei prestatori di servizi sociali e socio-sanitari per disabili indica gli orari di apertura giornaliera annuale dei presidi diurni e anche la possibilità di ampliamento di tale orario, secondo progetti da definirsi per ogni servizio.
In particolare, per quanto riguarda la gestione delle attività di programmazione durante tutto l'anno, tutti i servizi diurni garantiscono l'apertura di almeno 7,5 ore giornaliere.
Il problema segnalato nell'interpellanza, rispetto ad un giorno di chiusura annuale del centro di Corso Svizzera, non può essere considerata una chiusura, in quanto l'apertura del servizio è stata, comunque, garantita attraverso l'offerta di un servizio alternativo (e anche nell'interpellanza questo passaggio è stato riconosciuto).
Richiamo, inoltre - e questo è l'altro elemento -, l'opportunità offerta, in questo senso, da una deliberazione del Consiglio Comunale anteriore a quella citata (perché è una deliberazione del 1984): viene prevista la possibilità di chiusura per un giorno dei centri socio-terapeutici due volte l'anno, per consentire operazioni di inventario, programmazione, organizzazione e verifica delle attività.
In considerazione della complessità gestionale dei servizi che si occupano di persone in situazione di grave disabilità - il centro di Corso Svizzera accoglie ragazzi con pluri-disabilità molto gravi - occorre considerare come il rapportarsi quotidianamente, in modo adeguato, comporti significativi investimenti di formazione, documentazione e supervisione che non si esauriscono in una riunione annuale.
Si informa, come in tutti i servizi, che l'impegno orario, per tale attività, viene messo a disposizione in tempi diversi rispetto alle prestabilite 7 ore e mezza giornaliere. Inoltre, vengono organizzati momenti di supporto per le famiglie, anche in orari diversi, magari serali, o durante i fine settimana.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Cerutti.

CERUTTI Monica
Ringrazio l'Assessore per la sua risposta che, in parte, riprende alcuni contenuti dell'interpellanza. Evinco sia opportuno fare un po' di chiarezza, nel senso che la seconda deliberazione, quella del 1984, alla quale ha fatto riferimento, è istitutiva dei centri diurni e delle comunità-alloggio gestiti direttamente dal Comune; si tratta di una deliberazione precedente alla fase di accreditamento.
In questo senso, forse, sarebbe bene chiarire quando le regole riguardano i servizi gestiti direttamente dal Comune e quando, invece, riguardano i servizi accreditati.
Per la costituzione dell'Albo, sappiamo che bisogna fare riferimento ad un'altra deliberazione (n. mecc. 200306283/19), che riguarda la gestione dei servizi residenziali e semi-residenziali, rispetto agli Enti accreditati.
Questa deliberazione, così come ha riportato l'Assessore, si dice che per le RAF di tipo A, prevede un servizio attivo 12 mesi all'anno, per cinque giorni alla settimana, per un minimo di 7 ore e mezza, giornaliere.
Nel caso in cui, così come è stato, ci si riferisse ad una regola diversa, fissata da una deliberazione precedente - che, però, disciplina un'altra gestione - sarebbe quanto mai utile capire come vogliamo comportarci.
Come diceva l'Assessore - e così come abbiamo anche scritto nella deliberazione - è vero che l'erogazione di un servizio sostitutivo non ha creato particolare disagio alle famiglie.
Proprio per evitare incomprensioni, disguidi, o ambiguità successive, sarebbe bene fare un approfondimento in Commissione e, magari, in tale occasione, verificare la validità degli approfondimenti già fatti rispetto ai servizi accreditati, proprio perché le due deliberazioni citate riguardano servizi gestiti in modo diverso.
Il Consigliere Gallo Domenico ricordava che quando era ancora lui il Presidente della Commissione, era già stato compiuto un analogo approfondimento per il Centro diurno di Strada delle Cacce, per il quale era emersa un'ambiguità rispetto a questo giorno di chiusura.
Se l'Assessore è d'accordo, sarebbe opportuno riportare l'interpellanza in Commissione, proprio per chiarire meglio quali sono le regole che riguardano servizi gestiti in modo diverso.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola, per la replica, all'Assessore Borgione.

BORGIONE Marco (Assessore)
Sono disposto ad affrontare il tema in Commissione, senza alcun problema.
Le regole sono abbastanza chiare: la deliberazione del Consiglio Comunale del 1984 non è mai stata revocata; è ancora in vigore e riguarda non le modalità di gestione di un servizio, ma il servizio: il CST.
La deliberazione successiva, invece, è quella con la quale è stato appaltato il servizio e, quindi, stabiliva i criteri che doveva osservare il gestore; però, per la programmazione del Centro, che sia gestito con gestione diretta, o in appalto, si era ritenuto, all'epoca, che fosse necessaria una giornata di chiusura al pubblico, due volte l'anno, per tarare gli interventi a favore dei ragazzi. Questa disposizione è rimasta valida.
In questo senso, mi sento di dire che questa chiarezza è determinata dai due atti deliberativi del Consiglio Comunale.
Se questa Assemblea, che è sovrana in questo, ritiene che sia il caso di rivederne una delle due, affronteremo il tema in Commissione e analizzeremo insieme quali saranno, eventualmente, gli elementi da modificare.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Gallo Domenico.

GALLO Domenico
Dalla risposta dell'Assessore, ho compreso il problema.
È vero: c'è la necessità di stabilire delle giornate per la preparazione dell'attività, per riorganizzare il servizio, ma credo che questo si possa fare anche negli orari di inattività del Centro.
Con un po' di impegno, si potrebbe evitare che un Centro diurno venga chiuso per una giornata intera. Sono certo che si possano individuare e stabilire delle fasce orarie extra-apertura, che permettano agli operatori di avere tutto il tempo necessario alla riorganizzazione delle attività, senza ricorrere alla chiusura totale.
Non so se questo comporti un maggiore impegno per gli operatori - questo, davvero, non lo so. Sicuramente, esistono, però, le condizioni per poter modificare, in altri momenti, l'organizzazione del lavoro.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La ringrazio, Consigliere Gallo, ma non vorrei che le interpellanze si trasformassero in un dibattito in Aula (INTERVENTO FUORI MICROFONO). L'ho capito, ma in genere, la discussione dell'interpellanza finisce con la replica dell'Assessore.
A questo punto, se l'Assessore non chiede un'altra replica, credo che questi argomenti possano essere affrontati e sviluppati in Commissione.
Consideriamo l'interpellanza discussa per l'Aula e la rinviamo in Commissione per gli ulteriori approfondimenti.
L'interpellanza è discussa.
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