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COPPOLA Michele (Vicepresidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 200800340/02, presentata in data 22 gennaio 2008, avente per oggetto: "I dipendenti comunali come pacchi postali?" COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Borgogno. BORGOGNO Giuseppe (Assessore) Della questione abbiamo discusso a lungo venerdì in Conferenza dei Capigruppo, quindi sarò brevissimo. Delle condizioni di salute citate nell'interpellanza, quelle note all'Ufficio, ovviamente se ne è tenuto conto. D'altra parte, come abbiamo spiegato venerdì, su un numero iniziale di 44 persone coinvolte nella mobilità con distacco, si sono realizzate delle sostituzioni e, essendosi ridotto il numero, si è intervenuti anche sulle situazioni delicate ancora aperte. I sindacati erano a conoscenza dei fatti. Come abbiamo spiegato sempre venerdì in Conferenza dei Capigruppo, l'azione della mobilità con distacco riguarda circa 30 dipendenti su un'azione di mobilità che ha riguardato da maggio ad oggi 350 dipendenti. Il grosso di questa azione di mobilità è stato fatto con la mobilità volontaria e tutto questo percorso è stato discusso e concertato con le organizzazioni sindacali. Per quest'ultima azione, per il numero, i luoghi di provenienza e quelli di destinazione dei dipendenti, è stato discusso in quella sede. Ciò che non era noto erano i nomi, ma sui nomi si è intervenuti anche successivamente. Il questionario del 2007 è stato alla base di tutta questa azione di mobilità, in modo particolare della mobilità volontaria. Ripeto, in totale gli interventi sulla mobilità interna hanno riguardato 350 persone. Qui stiamo parlando di circa 30 lavoratori, quindi meno del 10% dell'azione nel suo complesso. Quel questionario è servito, appunto, a verificare la disponibilità alla mobilità interna, la volontarietà o le preferenze. Questo è stato lo scopo e con quello scopo il questionario si è esaurito. Altra cosa è la fase, aperta da poco, del distacco, che ha presupposti diversi: la volontà di completare nei numeri l'azione generale di mobilità e la volontà di scegliere, come criteri, l'avvicinamento a casa o l'età anagrafica dei dipendenti coinvolti, cercando di rientrare in una fascia media e coinvolgere persone di una certa esperienza, ma non prossime alla pensione, anche per quanto riguarda la valutazione individuale. Come fare per evitare trasferimenti di questo genere? Occorre ricordare che si tratta di un'azione di riorganizzazione più generale, di cui la mobilità rappresenta soltanto una parte. L'azione di riorganizzazione - penso, ad esempio, al sistema delle Anagrafi - ha tempi più lunghi e riguarda una diversa impostazione dei Servizi, non tanto e non solo nel loro numero, ma proprio nell'organizzazione: si riferisce, quindi, all'uso delle tecnologie, alla ridislocazione e ad altri strumenti organizzativi che permettano un minore impiego di risorse umane. Questa azione di riorganizzazione, però - lo dico adesso e l'ho già detto, mi pare, anche in Commissione venerdì scorso, nel corso di un'audizione con le Organizzazioni Sindacali -, dovrà avere come base, quando sarà ora, anche il contratto integrativo: ci sono, infatti, alcuni elementi di riorganizzazione che non possono essere trattati in modo episodico ed ai quali dev'essere data sostanza ed ancoraggio solido (mi riferisco, appunto, agli strumenti del contratto integrativo). Tutto ciò dovrebbe progressivamente rendere l'organizzazione del nostro Ente più snella, più semplice e più aderente agli obiettivi dell'Amministrazione. Venendo all'ultimo punto dell'interpellanza, viste le ristrettezze del Bilancio per quanto riguarda soprattutto le spese del personale, che rendono impossibile attivare lo sblocco delle assunzioni, stiamo cercando di agire con gli strumenti che ci vengono messi a disposizione. L'anno scorso, infatti, abbiamo utilizzato in modo massiccio lo strumento delle stabilizzazioni (siamo il Comune, in Italia, che lo ha adottato in misura maggiore): in un anno, abbiamo stabilizzato 670 lavoratori tra ex tempi determinati ed ex contrattisti di formazione lavoro. Era personale che, pur essendo già in organico con contratti a tempo determinato, in qualche modo c'era già, ma che è servito alla riorganizzazione complessiva. Quanto al resto, occorre cercare di salvaguardare quei Settori che hanno un rapporto diretto con il pubblico (quest'azione riguarda, infatti, in modo particolare i Servizi Sociali Circoscrizionali, le Anagrafi Circoscrizionali e i Tributi) e che, contemporaneamente, sono più colpiti dal fatto che una parte dei dipendenti vada in pensione, essendo anche i Settori verso i quali, in passato, è stato più difficile utilizzare la mobilità e sostituire il personale (è ovvio, quindi, che il personale di quei Settori sia un po' più anziano). Per quanto riguarda la questione del personale in eccesso o in carenza, preciso che c'è una struttura interna alle Risorse Umane che si occupa di verificare tali condizioni, non soltanto sulla base della pianta organica, ma anche, ovviamente, in relazione alle strategie e alle priorità dell'Amministrazione. Quindi, le azioni di mobilità che permettono di spostare in altri Settori dipendenti di Settori in cui è possibile lavorare con un numero inferiore di persone ed il cui obiettivo è quello di tutelare i Settori ritenuti in carenza (che sono poi quelli che, in sostanza, hanno un rapporto diretto con il pubblico) sono decisioni che provengono da quella struttura. Gran parte delle azioni successive, invece, provengono dal questionario: come ho detto, la mobilità è stata essenzialmente volontaria, a parte quest'ultimo strumento del distacco, che, in ogni caso, vale un anno, essendo legato ad una situazione straordinaria ed eccezionale: se le condizioni di eccezionalità e di straordinarietà, di qui ad un anno (ma bisognerà, ovviamente, poi compiere una valutazione approfondita) verranno meno, anche grazie a questo lavoro più ambizioso e più ampio di riorganizzazione, ovviamente, così com'è scritto nella lettera ricevuta dai dipendenti e così come riferito dal Direttore delle Risorse Umane (e non c'è contraddizione tra questi due aspetti), sarà possibile retrocedere dal distacco e tornare alle condizioni previgenti. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Tronzano. TRONZANO Andrea Ringrazio l'Assessore per la risposta, apprezzando per l'attenzione sempre molto elevata che rivolge nei confronti dei dipendenti. Oggettivamente, però - senza polemizzare con lui, ma facendogli notare alcuni aspetti - credo che ci sia contraddizione fra la lettera del Direttore Generale e quella del Direttore delle Risorse Umane, perché mentre la lettera del Direttore delle Risorse Umane è perentoria (vi si legge il dipendente dovrà riprendere servizio presso la Divisione alla fine della scadenza del distacco), il Direttore Generale, nella sua lettera, si augura che, alla scadenza del suddetto, si possa riprendere la posizione. A parte questo, vorrei fare soltanto tre brevi considerazioni. Innanzitutto, chiedo che non ci si scarichi le responsabilità uno con l'altro: secondo quanto ho appreso, infatti, i Sindacati dicono una cosa e l'Assessore ne dice un'altra. Sembra proprio che ci si rimpalli le responsabilità: credo che un tema di questo genere debba prevedere più responsabilità e più attenzione in qualsiasi dichiarazione fatta all'esterno. La seconda riflessione è che, trattandosi di un argomento molto importante, occorre evitare il più possibile gli errori. Ci troviamo, infatti, in quest'Aula, a parlare di dipendenti per la terza, quarta o quinta volta rispetto ad un anno e mezzo di tornata amministrativa: mi sembra, oggettivamente, un po' troppo, per cui chiedo la massima attenzione sull'argomento, per evitare che si verifichino errori, com'è avvenuto, ad esempio, con la diffusione prematura di elenchi, in cui comparivano persone, tra virgolette, "malate", in grado di prestare servizio ma con problemi di salute che sono stati considerati soltanto successivamente, creando ansia, incertezza e paura. L'ultima riflessione riguarda la disponibilità degli uffici: bisogna cercare di prevedere regole uguali per tutti. Dalle informazioni di cui sono in possesso, sembra che alcuni uffici siano "tutelati" (nel senso che, nonostante siano in esubero di personale, nessun dipendente viene spostato ad altro ufficio), mentre da altri uffici, invece, le persone siano spostate tranquillamente. Queste sono le informazioni che posseggo. Mi sembra anche che il Direttore Generale, a questo riguardo, abbia detto: "Effettivamente ieri era così, ma da oggi non è più così". Speriamo che questa affermazione sia vera. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola all'Assessore Borgogno. BORGOGNO Giuseppe (Assessore) Come ho già detto venerdì, invito a non confondere lo strumento della mobilità, che è strumento di riorganizzazione, con azioni più generali di riorganizzazione, che potrebbero riguardare anche l'accorpamento di Divisioni e prevedere un modello diverso rispetto all'attuale. Per quanto riguarda la questione citata dal Consigliere Tronzano riguardante uffici in esubero di personale che possano essere "tutelati", non credo che sia così, non penso che ci siano uffici "tutelati", bisognerà poi verificarlo direttamente, ma non mi sembra questo il problema. Tuttavia, ci possono essere - e ci sono - Settori che potrebbero essere ridimensionati o rivisti, nella loro interezza o nella loro funzione, nell'ambito di un'azione di riorganizzazione, che vedremo. Vorrei fare un esempio banale: se si dovesse fare una riorganizzazione del decentramento delle Circoscrizioni (ma non so se si farà mai), questa potrebbe funzionare non soltanto sulla base dei poteri attribuiti alle Circoscrizioni, ma soprattutto sulla base di una riorganizzazione della macchina comunale in direzione di una decentralizzazione vera e propria, affinché possa essere resa più vicina ai luoghi in cui c'è domanda di servizi, ai luoghi in cui i cittadini vivono. In quel caso, una riorganizzazione di carattere generale ci permetterebbe di rivedere la struttura organizzativa interna sottoposta ad esame. Per quanto riguarda le persone "malate", ripeto che l'azione di mobilità si è basata sui dati a conoscenza dell'Ufficio Risorse Umane, dopodiché si è fatta una valutazione successiva, alla quale ho partecipato anch'io (la valutazione era sugli aspetti organizzativi e non sui nomi, che non ho visto né prima, né dopo, e che non voglio vedere tuttora), che ha permesso di ridurre il numero di persone da sottoporre al distacco (da 44 a 30 circa), misurando ancora una volta le reali esigenze di questa azione di mobilità con distacco, quindi riducendo e poi sostituendo alcune persone sulla base di un'ulteriore verifica fatta con i Direttori dei Servizi coinvolti come cedenti, in modo tale da non creare imbarazzi in quegli stessi Settori. In uno o due casi, invece (un numero, quindi, molto limitato), si è trattato di persone che avevano particolari condizioni di salute: questi casi sono stati presi in considerazione da me e da tutti coloro che si sono occupati della questione, dopodiché si è arrivati ai numeri conclusivi. Si tratta, comunque, di un argomento sul quale, ovviamente, si tornerà e che risulta essere, purtroppo, molto meno semplice di come sembra. COPPOLA Michele (Vicepresidente) L'interpellanza è discussa. |