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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 4 Febbraio 2008 ore 15,00
Paragrafo n. 10
INTERPELLANZA 2008-00069
"DESTINAZIONE CASCINA PELLERINA" PRESENTATA DAI CONSIGLIERI COMUNALI VENTRIGLIA E TROIANO IN DATA 9 GENNAIO 2008.
Interventi

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 200800069/02, presentata in data 9 gennaio 2008, avente per oggetto:
"Destinazione Cascina Pellerina"

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola, per la risposta, all'Assessore Viano.

VIANO Mario (Assessore)
Leggerò una memoria che mi è stata preparata e, poi, semmai, la commenterò, perché non ho fatto in tempo a consultarla prima.
L'immobile in oggetto, in Via Pietro Cossa n. 263, è di proprietà dell'Azienda Sanitaria Ospedaliera San Giovanni Battista ed è situato lungo Corso Regina, nell'area a parco, a destinazione PRG P21, posta a est di Via Pietro Cossa.
Si tratta di un immobile e di un impianto del XV secolo (oggi scarsamente utilizzato, ad eccezione di un fittavolo, il quale, però, non vi risiede), che potrebbero costituire un significativo punto di servizio per la fruizione del parco.
In tal senso, la Città, sollecitata dalla Circoscrizione 4, ha esaminato con interesse la richiesta, pervenuta in data 3 novembre 2006, dell'Associazione Ippica "La Marchesa", che si è dichiarata disponibile ad attuare un recupero dell'immobile, al fine di ospitare attività ippiche rivolte prevalentemente ai disabili (ippoterapia).
In data 22 novembre 2006 e 25 giugno 2007, sono state trasmesse all'Azienda Sanitaria Ospedaliera Molinette due comunicazioni, firmate dagli Assessori competenti (la lettera del 2006, non avendo avuto risposta, è stata replicata nel 2007), nelle quali si è manifestato l'interesse della Città verso le richieste avanzate da soggetti privati intenzionati al riutilizzo delle strutture mediante attività compatibili con la fruizione del parco.
Al fine di accelerare questo processo, la Città si è resa disponibile a prendere direttamente in carico l'immobile (quindi in un rapporto fra enti pubblici), mediante la stipulazione di un comodato d'uso, volto alla successiva concessione patrimoniale del bene a soggetti terzi (naturalmente, sulla base di una evidenza pubblica) che si candidino (anche se la candidatura di soggetti terzi c'è già stata, dovremo ovviamente procedere con un'evidenza pubblica che consenta a tutti gli interessati di partecipare) alla sua ristrutturazione, allo sviluppo e all'intervento stesso nelle sue pertinenze di utilità rivolte alla fruizione pubblica. Tra l'altro, le proposte avanzate non erano incompatibili, se non per piccola parte, con la conduzione agricola in atto.
Con nota del 7 novembre 2007, l'ASO ha comunicato alla Città che, per tale immobile, la Regione ha ammesso l'attivazione della procedura per l'assegnazione a terzi: l'ASO aveva, infatti, una limitazione di autonomia rispetto al dato immobiliare e patrimoniale in capo alla Regione. In questo senso, l'ASO ha comunicato che la Regione ha reso possibile l'operazione ed è stata manifestata la disponibilità ad approfondire la richiesta della Città.
Recentemente, si è avuto un incontro con l'Amministrazione, al quale ho presenziato, nel corso del quale si è concordato di procedere alla definizione di un comodato d'uso a favore della Città, naturalmente, con l'impegno da parte della Città stessa, in vista dell'individuazione del soggetto terzo privato a cui affidarne la gestione/recupero, di procedere alla pubblicazione di un avviso pubblico. In altre parole, si è concordato in modo tale che anche la parte proprietaria potesse convenire.
L'ultimo accenno fa riferimento al rapporto con l'azienda agricola, che ha un regolare contratto di locazione sui terreni e sulla cascina, per ricoverare materiali e mezzi.
Naturalmente l'ASO ha segnalato come debbano essere salvaguardati, da un lato, i contratti in essere (che sono in scadenza nel 2012) e la loro redditività, dall'altro, l'impegno della Città, anche per il tramite dei terzi, a restituire l'immobile risanato, riqualificato e recuperato.
Questo è il punto di accordo nelle intese informali e verbali.
Naturalmente, gli Uffici stanno procedendo alla stesura dei relativi atti.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Ventriglia.

VENTRIGLIA Ferdinando
Ringrazio per la risposta che, tutto sommato, ci soddisfa, quindi è inutile ribadire e articolare con parole diverse un obiettivo che mi sembra l'Amministrazione condivida con gli interpellanti.
Soltanto due caveat.
Anzitutto, rilevo che, dalla risposta dell'Assessore, non è ben chiaro quale possa essere l'iter temporale dell'operazione.
Dico questo perché, da un punto di vista doppio, cioè sia dal punto di vista dei servizi alla cittadinanza (in particolare, ad un certo tipo di cittadinanza più bisognosa), sia, più egoisticamente, dal punto di vista - per quanto magari non significativo, ma certamente rilevabile - dei canoni di concessione che la Città potrebbe riscuotere, mi pare che, ogni giorno che passa senza procedere su questo iter sia un giorno perso.
Avremmo gradito, quindi, avere qualche ulteriore informazione sui percorsi, sui passi, sulla scansione temporale.
Mi auguro che l'Assessore voglia tenerci informati, anche con separata comunicazione o in Commissione, sulle mosse future dell'Amministrazione.
Il secondo caveat - che abbiamo inserito qui, ma che varrà la pena riprendere in fase di replica - è il seguente: noi abbiamo visto tanti progetti che, per mantenere un loro valore di partecipazione, oltre che di utilità, andavano in qualche maniera sottratti alla logica del global services da parte di grandi società o aziende che già facciano questo. Queste iniziative hanno un valore in più, se riescono a sostenere, in questo settore, un'imprenditoria piccola e diffusa, anche perché si intrecciano col terzo settore, con il no profit, con il volontariato, eccetera. Per fare questo, ovviamente, è necessario, in qualche misura, accompagnare gli affidatari verso il reperimento delle risorse necessarie, per esempio il ripristino di strutture, fabbricati, manufatti, che abbiano bisogno di significative opere di manutenzione straordinaria.
Devo dare atto che l'Amministrazione, in passato, in un numero elevato di casi, si è resa garante rispetto alle fideiussioni bancarie necessarie a questo genere di operazioni: voglio pensare che, anche in questa occasione, che ha un suo importante significato, l'Amministrazione voglia, non diversamente dalle altre, anche verificare eventuali necessità e, nel caso, intervenire, dato il valore di pubblica utilità dell'operazione.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola all'Assessore Viano, per una breve replica.

VIANO Mario (Assessore)
Vorrei precisare sulla questione relativa ai tempi.
L'orientamento che andiamo perseguendo è quello di garantire la redditività del contratto di locazione almeno fino al 2012, verificando la possibilità di prorogarlo, naturalmente nelle forme compatibili con lo sviluppo delle nuove iniziative, riconoscendo alla ASO questa redditività, e la possibilità di mettere a disposizione, a titolo gratuito (quindi senza redditività in capo all'Amministrazione) l'immobile avuto in comodato. Naturalmente, proprio in quanto non di proprietà della Città, non vorremmo lucrare indebitamente. Quel che si lucra va a favore dell'ASO, è chiaro? Le locazioni vanno a favore dell'ASO.
Noi, invece, saremmo orientati a mettere a disposizione gratuitamente l'immobile, naturalmente con l'impegno di ristrutturazione e traguardando temporalmente la durata della concessione all'entità dell'impegno e quindi ai tempi presumibili di rientro ammortamento.
Per quanto riguarda, invece, i tempi di predisposizione degli atti, c'è intesa amministrativa, nel senso che i tecnici amministrativi delle due parti sono in contatto. L'incontro si è svolto a gennaio (dunque non è passato molto tempo), ma stimo che, nell'arco dei prossimi tre mesi, si possa sia indire l'evidenza pubblica, sia, prima, perfezionare il comodato. Dopodiché l'evidenza pubblica richiederà un minimo di tempo per la presentazione delle varie proposte. Comunque, nell'arco - credo - del prossimo semestre, la partita si dovrebbe chiudere con la definizione di un terzo cui concedere in uso l'immobile, naturalmente sulla base di un progetto che deve essere rappresentato adeguatamente in sede di evidenza pubblica.
Per quanto riguarda le fideiussioni, devo dire che c'è una maggiore cautela rispetto al ricorso facile alla garanzia fideiussoria presa in carico, ma non perché concettualmente sia cambiato qualcosa: è evidente che si tratta di beni che o sono della Città o possono essere utilizzati dalla Città per rendere dei servizi; una volta, quindi, che si sia verificato che il progetto ha finalità coerenti con gli intenti della Città e costi congruenti, non artificiosamente elevati, la fideiussione è soltanto un modo anzitutto per consentire all'operatore non in grado di offrire garanzie reali di procedere, in secondo luogo può significare soltanto che, nel caso in cui l'operatore, per le più svariate ragioni, non possa onorare il debito assunto, la Città subentra, acquisendone naturalmente anche tutti i valori apportati.
Ovviamente, quindi, non c'è un pregiudizio di principio, ma una questione legata alle limitazioni di patto di stabilità, ovvero le garanzie sul debito entrano in un certo conteggio che dev'essere effettuato, ai fini delle verifiche prescritte dalla normativa. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, naturalmente considera, senza discriminazioni, quel che, via via, si aggiunge.
Da questo punto di vista, negli ultimi casi proposti, ho riscontrato qualche maggiore riserva, ma in termini di preoccupazione rispetto al patto di stabilità, non di merito.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
L'interpellanza è discussa.
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