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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 14 Gennaio 2008 ore 15,00
Paragrafo n. 5
INTERPELLANZA 2007-07777
"V-DAY DA PARTE DEI VIGLI URBANI DI TORINO" PRESENTATA DAL CONSIGLIERE COMUNALE CAROSSA IN DATA 12 NOVEMBRE 2007.
Interventi

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 200707777/02, presentata in data 12 novembre 2007, avente per oggetto:
"V-Day da parte dei Vigili Urbani di Torino"
Il sottoscritto Consigliere Comunale,
PRESO ATTO CHE
- nei mesi scorsi la Corte d'Appello e il Tribunale di Torino hanno condannato con sentenza esecutiva il Comune di Torino a pagare ai primi 336 vigili urbani, i danni conseguenti alla disapplicazione delle norme legali sugli orari di lavoro;
- come evidenziato da un volantino del SI.A.Po.L. pare che il Comune di Torino boicotti e ostacoli l'esecuzione di detta sentenza;
INTERPELLA
Il Sindaco e l'Assessore competente per sapere:
1) se e quali azioni ha intrapreso l'Amministrazione comunale per "boicottare, ostacolare, dilazionare le sentenze esecutive della Magistratura";
2) le spese processuali riguardanti la/e causa/e predetta/e pagate dall'Amministrazione a tutt'oggi;
3) quante sono le spese processuali ancora da liquidare a carico dell'Amministrazione Comunale.
F.to Mario Carossa

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola, per la risposta, all'Assessore Borgogno.

BORGOGNO Giuseppe (Assessore)
Ovviamente, l'Amministrazione non ha intrapreso alcuna azione per boicottare,ostacolare o dilazionare alcunché, tant' è vero che, quando si è svolta la manifestazione citata nell'interpellanza, ai suoi organizzatori era già noto che, entro il 31 gennaio 2008 (cioè tra qualche giorno), sarebbe stato liquidato tutto il dovuto ad entrambi i gruppi di lavoratori vincitori del ricorso sulla cosiddetta "causa del settimo giorno".
Perché entro il 31 gennaio e non prima? Perché le sentenze sono due e si riferiscono a due gruppi di lavoratori: la prima è del 10 luglio e riguarda 189 ricorrenti, mentre la seconda è dell'8 novembre e riguarda 147 ricorrenti; ovviamente, sia prima che dopo, si è verificata una serie di questioni a proposito dell'entità non tanto di quanto dovuto, ma degli interessi. Tutto ciò, unito alle questioni tecniche inevitabili in caso di situazioni piuttosto delicate come questa (perché bisogna riconoscere il giusto; né di più, causando un danno per la Città, né di meno, causando un danno ai lavoratori), ha fatto sì che la liquidazione di quanto dovuto avverrà entro il 31 gennaio.
Vorrei sottolineare che ciò era già noto quando si è svolta la manifestazione e, tra l'altro, questa fase, ovviamente, è stata esaminata dagli Uffici del personale insieme con gli avvocati dei ricorrenti, per cui questa discussione è proseguita dopo le sentenze ed ha, appunto, determinato che, entro il 31 gennaio, debba avvenire la liquidazione di quanto dovuto.
Per quanto riguarda, invece, la questione delle spese, quelle processuali, ad oggi, a carico dell'Amministrazione ammontano a 13.450 Euro; in riferimento, invece, ad ulteriori future spese, non è possibile fare previsioni, perché saranno oggetto di specifiche decisioni del giudice.
Queste spese sono imputabili al fatto che la Città ha presentato un ricorso contro le prime sentenze e ciò era inevitabile che accadesse. Infatti, se viene chiesto alla Città di risarcire un danno ad alcuni lavoratori, per determinare la fondatezza o meno della richiesta e l'entità del risarcimento è necessario che la Città ricorra, perché deve tutelare gli interessi collettivi.
Vorrei aggiungere un altro elemento, che è bene che si sappia e rimanga a verbale: questa vicenda è nata dall'applicazione di un accordo integrativo del 1986 (quindi, più di 20 anni fa), all'epoca sottoscritto da tutte le Organizzazioni Sindacali, contro il quale, anni dopo, alcuni lavoratori hanno fatto ricorso e, in seguito, il Tribunale ha dato loro ragione.
Questa Amministrazione, quindi, sta pagando un errore o, comunque, un'errata interpretazione delle norme avvenuta 22 anni fa. Ovviamente era responsabilità di questa Amministrazione eseguire ciò che le sentenze del Tribunale richiedevano di fare e, come ho detto, entro il 31 gennaio (quindi, entro pochi giorni) verrà liquidato tutto.
Nel frattempo, le norme sono cambiate; questa vicenda parte da un accordo integrativo del 1986 e si riferisce a giorni, successivi o consecutivi, oltre il settimo giorno lavorato fino al 31 agosto 2004. Dal 31 agosto 2004, la norma è cambiata e i servizi della Polizia Municipale vengono definiti in altro modo, per cui i turni e le tabelle dei riposi vengono organizzati diversamente rispetto al passato.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Carossa.

CAROSSA Mario
Ringrazio l'Assessore, perché ha chiarito alcuni punti, soprattutto riguardo alla cifra pagata dalla Città.
L'unico fatto che mi lascia un po' perplesso è che mi risulta che, in caso di controversia fra datore di lavoro e dipendente, si possa anche arrivare ad una transazione prima del ricorso. A mio parere, se il Comune di Torino riteneva (come effettivamente è accaduto) di avere torto (lasciamo perdere che sia per un fatto che risale - ed ha il suo senso - al 1986), mi sembrava più opportuno (se ve ne fosse stata la possibilità) non presentare il ricorso, semplificando le cose e, tra l'altro, risparmiando quei 13.450 Euro.
Detto ciò, mi ritengo soddisfatto della risposta.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola all'Assessore Borgogno.

BORGOGNO Giuseppe (Assessore)
È evidente che il Comune non riteneva di avere torto, altrimenti non avrebbe proceduto con il ricorso.
D'altra parte, quando il Comune viene condannato (visto che è stato accertato che si tratta di denaro che non era stato corrisposto ai lavoratori) a pagare una cifra come questa, si utilizza il denaro di tutti i cittadini, per cui se non è convinto di avere torto, per tutelare gli interessi generali, è ovvio che deve ricorrere e, poi, il Tribunale deciderà. Quindi, a mio parere, da questo punto di vista, la vicenda è stata assolutamente trasparente.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
L'interpellanza è discussa.
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