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COPPOLA Michele (Vicepresidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 200707124/02, presentata in data 25 ottobre 2007, avente per oggetto: "Il Comune acquista l'area dell'ex Scalo Vanchiglia" Il sottoscritto Consigliere Comunale, INTERPELLANO Il Sindaco e l'Assessore competente per sapere: 1) se il Comune o qualche partecipata o controllata, siano interessate ad acquistare l'area dell'ex stazione ferroviaria "Vanchiglia"; 2) qualora vi fosse interesse il nome del proprietario dell'Area. F.to Agostino Ghiglia COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Viano. VIANO Mario (Assessore) L'interpellanza fa riferimento all'area dell'ex scalo Vanchiglia, per la quale si chiede se il Comune o qualche partecipata o controllata siano interessati ad acquisire l'area e, qualora vi fosse interesse, il nome del proprietario dell'area. Risponderò rapidamente: l'area è stata dismessa dall'esercizio ferroviario; a suo tempo (non ricordo con precisione l'anno, forse 2002 o 2003, o addirittura 2001), la RFI ne diede comunicazione e, in seguito alla comunicazione, l'area fu oggetto di una variante urbanistica (la Variante 38), che ne consentì la trasformazione. Successivamente, la RFI, attraverso una sua controllata (la Real Estate), si rese disponibile a cedere l'area per attuare la trasformazione e, sostanzialmente, per valorizzarla, al fine del finanziamento, dei propri investimenti. La Città espresse il suo interesse ad acquisire l'area e formulò la sua proposta economica. La controllata di RFI, attraverso il suo Consiglio di Amministrazione, comunicò di essere certamente disponibile a riconoscere la prelazione alla Città, ma che, essendo un soggetto economico a tutti gli effetti ed avendo la missione di valorizzare, nella misura massima possibile, i cespiti immobiliari, avrebbe proceduto ad un'asta, nell'ambito della quale sarebbe stato riconosciuto il diritto di prelazione alla Città. Così è avvenuto. A seguito dell'asta, ci fu comunicato l'esito e ci fu chiesto di esercitare il diritto di prelazione. Stante l'esito dell'asta, ritenemmo che non fosse economicamente ragionevole e sostenibile esercitare la prelazione stessa e rinunciammo. In realtà, per RFI l'esito dell'asta fu molto favorevole. La società che si è aggiudicata l'asta e che, attraverso un atto formale, ha acquisito da RFI l'area, è la Società Immobiliare Regio Parco srl, con sede ad Alba in Piazza San Francesco 2. L'interesse dell'Amministrazione rimane; recentemente, ci è stato finanziato dalla Regione uno studio di fattibilità, finalizzato a valutare le condizioni di una trasformazione dell'area che mettesse in gioco le valorizzazioni immobiliari anche per il finanziamento (o cofinanziamento) della linea 2 della metropolitana, che dovrebbe interessare quell'area, producendone una notevole valorizzazione. Stiamo lavorando in questa direzione ed abbiamo instaurato ottimi rapporti con la società immobiliare, che ha manifestato interesse a partecipare alla STU, cioè alla Società di Trasformazione Urbana che intenderemmo lanciare in esito allo studio di fattibilità. La STU sarebbe finalizzata (uso il condizionale perché la società non è ancora stata costituita) alla valorizzazione e riqualificazione dell'area e al cofinanziamento della linea di metropolitana. In questo senso stiamo operando: via via che prenderanno corpo gli studi di prefattibilità, naturalmente, ne daremo comunicazione al Consiglio, attraverso la Commissione competente. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Ravello. RAVELLO Roberto Sergio Ringrazio l'Assessore, perché queste sono le informazioni di cui avevamo bisogno. Vorrei, però, capire una cosa, chiedendo scusa per la banalità della mia domanda (essendo stato eletto in questa tornata amministrativa, mi mancano alcuni passaggi): la Variante 38 in che cosa ha trasformato l'area? Qual è la sua attuale destinazione? Chiedo, inoltre, se l'Assessore può chiarirmi quel passaggio in base al quale, prima, la Città ha manifestato un certo interesse e poi non ha inteso esercitare il diritto di prelazione: vorrei capirne la ragione. Forse le condizioni economiche non erano ritenute favorevoli per la Città? Chiedo all'Assessore di quantificarle: solo questo. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola all'Assessore Viano, per una breve replica. VIANO Mario (Assessore) In analogia a quanto disposto dal Piano Regolatore per tutte le aree ferroviarie dismesse dagli usi propri, la Variante ha disciplinato l'area come ZUT, cioè come Zona Urbana di Trasformazione, ma con indici molto bassi. La ragione degli indici molto bassi è oggettiva e non rappresenta una discriminazione nei confronti di RFI: piuttosto, è legata al fatto che, sull'area, insiste tutta la fascia di rispetto cimiteriale, che ha una profondità di 150 metri dal limite (quindi dalla recinzione) del cimitero stesso. La parte edificabile, quindi, è collocata all'esterno di questo limite ed è limitata, è relativamente contenuta. L'indice, quindi, è mediamente 0.5/3 ed include tutto il sedime della trincea ferroviaria, fino a Rebaudengo. È, dunque, un ambito unico, che include lo scalo propriamente detto e la trincea ferroviaria. L'indice medio è 0.5/3, che significa 0.15 metri quadrati a metro quadro, circa 0.16, mentre le quantità complessive realizzabili, se non ricordo male, sono sui 40.000 metri quadrati. Si tratta, però, di un dato che cito a memoria, quindi da prendere con beneficio di inventario. Le ragioni del non esercizio della prelazione sono riconducibili al fatto che la stima effettuata dai nostri Uffici era stata di 7 milioni di Euro (anche questo è un valore molto approssimativo) e che l'aggiudicazione è avvenuta ad un valore tra i 12 e i 13 milioni di Euro. Abbiamo, quindi, attraverso gli Uffici Tecnici del Patrimonio (che si occupano delle valutazioni sia in cessione sia in acquisizione), ritenuto non congruo e non accettabile dal punto di vista pubblico il valore emerso dalla gara. Naturalmente, come dicevo, abbiamo mantenuto l'interesse, perché certamente le infrastrutture che si prevede di realizzare sono tali da mettere in conto anche la possibilità di rivedere alcuni parametri urbanistici, non sicuramente a favore del privato che ha acquistato, ma a favore della società pubblica di trasformazione urbana che eventualmente si costituirebbe, riconoscendo invece all'operatore privato i diritti edificatori che ha acquistato sulla base della variante vigente, ovvero adottata a suo tempo, e naturalmente mettendo anche in conto le valorizzazioni (da quantificare, ma comunque quantificabili) indotte dall'infrastrutturazione, cioè una migliorata accessibilità con il mezzo pubblico, che diventa essenziale per la valorizzazione immobiliare delle aree urbane (perché è ovvio - e non sto a spendere parole su questo - che anche queste sarebbero poste a beneficio del cofinanziamento delle infrastrutture). Questa è, schematicamente, la linea su cui si sta lavorando. COPPOLA Michele (Vicepresidente) L'interpellanza è discussa. |