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CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Riprendiamo l'esame congiunto della proposta di mozione n. mecc. 200701255/02, presentata dai Consiglieri Ghiglia, Ventriglia, Galasso, Lonero e Ravello in data 1° marzo 2007, avente per oggetto: "No alle narcosale" della proposta di mozione n. mecc. 200705870/02, presentata dai Consiglieri Grimaldi, Silvestrini, Cassiani, Salinas, Ferrante, Centillo, Gallo Domenico, Castronovo, Mauro, Buquicchio, Lavolta, Cerutti, Cassano, Tedesco, Cugusi, Zanolini, Bonino, Levi-Montalcini e Rattazzi in data 10 settembre 2007, avente per oggetto: "Droghe. Informazione, educazione alla salute e alla legalità, prevenzione e riduzione del danno" della proposta di mozione n. mecc. 200608798/02, presentata dai Consiglieri Ghiglia, Ventriglia, Galasso, Lonero e Ravello in data 16 novembre 2006, avente per oggetto: "Narcosalas" e dalla proposta di mozione n. mecc. 200800178/02, presentata dai Consiglieri Giorgis, Gentile, Calgaro, Cassiani, Centillo, Cuntrò, Cutuli, Gallo Stefano, Gandolfo, Genisio, Lavolta, Lo Russo, Mauro, Olmeo, Rattazzi, Sbriglio e Tedesco in data 14 gennaio 2008, avente per oggetto: "Contrasto alla tossicodipendenza". CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Angeleri. ANGELERI Antonello Ringrazio l'Aula per l'attenzione che vuole riservare non tanto al mio intervento, quanto a questa vicenda che ha visto questo Consiglio Comunale ingessato per diverse settimane (anzi, mesi) anche sull'attività amministrativa, perché mi pare che ci siano stati diversi rinvii e per una decina di sedute consecutive è mancato il numero legale. Questa vicenda ha avuto degli strascichi anche all'interno della maggioranza, che hanno prodotto delle profonde lacerazioni, perché uno dei testi presentati, in particolare quello che ha come primo firmatario il Consigliere Grimaldi, apre ad una novità sostanziale per il nostro Paese e lo dichiara apertamente nell'impegnativa, laddove vuole introdurre nel Piano Regolatore Sociale le politiche comunali per la riduzione del danno, cercando di aprire le cosiddette narcosale. Rispetto a questa richiesta, che da noi è stata profondamente osteggiata e non condivisa, fortunatamente anche la presa di posizione del Sindaco e del Ministro Turco hanno...(INTERVENTO FUORI MICROFONO)... Ha attenuato questa spinta che preoccupava non soltanto la minoranza, ma anche lo stesso Sindaco, e parte della maggioranza. Ritengo che, semmai questo documento fosse approvato, così come redatto dal Consigliere Grimaldi, cui riconosco, obiettivamente, onestà intellettuale, sarebbe una sconfitta per le Istituzioni, perché ammette una cultura della morte che non è da noi condivisa e che, anzi, vogliamo combattere. Diversa è quella parte del documento che parla, invece, di tutto il ragionamento fatto sulla prevenzione che, invece, condividiamo perché è stato uno dei punti sui quali la nostra Città è stata sempre particolarmente attenta, a prescindere dalle Giunte e dai Sindaci che l'hanno governata. Non a caso, già negli Anni '80 e '90, questa Città ha fatto grandi passi sul tema delle politiche di prevenzione, trasferendolo anche ad altre Città. Ricordo, per esempio, che, negli Anni '90, le nostre politiche furono esportate, addirittura, negli Stati Uniti. Questo riconoscimento è stato importante per la nostra Città che ha lavorato molto in questa direzione; quindi, sostenere ed attivare, come ritengono i firmatari della proposta di mozione, tutta una serie di attività nei confronti della prevenzione e del disagio, dell'informazione e dell'educazione alla salute e alla legalità, è sicuramente un atto che intendiamo perseguire e rafforzare con le politiche di questo Comune. Non possiamo condividere il nostro voto che, ovviamente, su questa proposta di mozione, sarà fermamente e convintamente contrario, proprio per gli aspetti sottolineati negli ultimi due paragrafi del documento. Voteremo - così aggiungo anche la dichiarazione di voto - in modo favorevole, rispetto alla proposta di mozione del Consigliere Ghiglia che pone un netto "No" alle narcosale, che sappiamo convintamente non possono rappresentare una soluzione per sconfiggere il problema delle tossicodipendenze, in questo Paese. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Ravello. RAVELLO Roberto Sergio Effettivamente, non ci si può sottrarre, nonostante si sia già detto molto al riguardo, ad una ultima finale discussione, su un argomento di tale rilievo. Argomento che ha visto posizioni fortemente contrapposte, che si è basato su un dibattito che, mi permetta, Presidente, non è stato gestito nel modo migliore e nelle sue sedi opportune, perché durante le riunioni di IV Commissione, tenutesi proprio per discutere di narcosale e di stanze del consumo, non è stato permesso un reale e fattivo confronto tra le forze politiche e tra i tecnici intervenuti. Non è stato permesso un reale confronto tra il Consiglio Comunale, i Consiglieri commissari e l'Assessore ai Servizi Socio-Assistenziali. Non è stato permesso di approfondire argomenti di una tale rilevanza, di fronte alla quale ognuno di noi, non soltanto dovrebbe stare seduto al proprio posto, ma stare in religiosissimo silenzio, non solo per rispetto nei confronti dei Colleghi, ma per il rispetto nei confronti di chi si trova toccato, in prima persona, dal dramma della tossicodipendenza. Durante il dibattito non si è parlato, non si è commentato, non ci si è confrontati, ad esempio, su quanto enunciato in un documento, a suo tempo distribuito dall'Osservatorio Epidemiologico della Regione Piemonte, a cura del Prof. Diecidue, nel quale si dice che "Nelle città - io lo ricordo e sicuramente tutti i Consiglieri lo avranno letto, ma è doveroso ricordarlo - dove sono state sperimentate sale del consumo, ciò ha creato - leggo - considerevole disagio ai residenti nelle zone circostanti, aumentando la sensazione di insicurezza e creando, quindi, problemi di ordine pubblico (...)". "Le stanze del consumo - anche qui leggo - si sono sviluppate fin dalla seconda metà degli Anni '80, in città in cui l'uso in pubblico, di droga, è continuato". Questo è ciò che dice un documento ufficiale di un'autorità che ha la massima responsabilità nella Regione Piemonte, in merito al controllo e all'osservazione dei fenomeni legati alle tossicodipendenze. Nessuno, presente in questo Consiglio Comunale, ha avuto il coraggio e l'onestà intellettuale di discutere nel merito di quanto i tecnici stessi hanno portato alla nostra attenzione. Un dibattito durante il quale si è paragonato - e siamo arrivati a tanto - l'uso di droghe, al fumo di tabacco. Un dibattito nel quale - e in questo sta niente altro che un'aberrazione, perché si sono paragonate le sale del consumo alle stanze dei fumatori, all'interno dei ristoranti - la discussione si è ridotta ad una totale e colpevole disattenzione, anche nei confronti della Costituzione Italiana che - ricordo ciò che tutti quanti sapranno -, all'articolo 32, riconosce la salute come fondamentale diritto dell'individuo. Dibattito nel quale, chiedendo di utilizzare le stanze del consumo di droga, di favorire, quindi, l'utilizzo di sostanze stupefacenti, si è implicitamente riconosciuto che l'uso di droga non fa male alla salute, andando, chiaramente, contro la Costituzione Italiana. Sfido chiunque a dirmi che la droga fa bene. Sfido chiunque, tra i firmatari e tra chi avrà il coraggio di votare questa proposta di mozione, a mettere sotto il mio naso e sotto i miei occhi, le prove del fatto che le sostanze stupefacenti facciano bene e che, quindi, non vanno contro la Costituzione Italiana. Ciò non è mai stato fatto, allora spero che non si perda questa occasione. Un dibattito in cui non si è considerato quanto già accennato dal Consigliere Ghiglia. Non si è considerato che, permettere l'uso di sostanze stupefacenti in uno Stato, in una Repubblica, dove queste ultime sono considerate illecite, non significa altro che favorire attività illegali quali lo spaccio, lo smercio ed il commercio di sostanze vietate. Di fronte a questo, Presidente, mi chiedo come si faccia a sostenere una tesi, attraverso la quale non si considera la necessità di aiutare chi, purtroppo, è costretto dalle circostanze e dagli eventi, dalla vita, a dover fare uso di droghe e non lo si aiuta ad uscire da questo giogo. Come si fa a sostenere una tesi nella quale non vengono considerati i diritti dei drogati, non vengono considerati i diritti delle famiglie dei tossicodipendenti, che vivono uno tra i drammi peggiori che si possano immaginare? Come si fa a sostenere una tesi secondo la quale, tutto ciò che si chiede è quello di nascondere all'occhio di qualche borghese benpensante un tossicodipendente, all'angolo di una strada? Faccio un appello: mi rivolgo a chi, in questa Sala, dimostrerà il coraggio di votare "No" alla proposta di mozione che chiede di istituire le sale del consumo. Il coraggio anche di votare "Si" al documento e alla proposta di mozione con la quale si chiede, invece, di non attuare mai una simile aberrazione nella nostra città. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Grimaldi. GRIMALDI Marco Chiederei, a tutti i Consiglieri, un attimo di attenzione, anche perché spero che, a prescindere dalle posizioni che qui esprimeremo, si dia atto ai presentatori, che ancora oggi sono 19 - forse saranno meno, tra qualche minuto - che, in questi mesi, hanno cercato tutte le possibilità di discussione e di confronto. Anzitutto, vorrei ringraziare tutti coloro che hanno partecipato a questo lavoro condiviso, che ha coinvolto molte associazioni e cooperative; la stessa squadra Narcotici di Torino, in sede di Commissione, è stata tra i primi a dire che, in questo momento, l'introduzione delle sale del consumo può essere una seria alternativa per le politiche di riduzione del danno e non solo. Vorrei che da questo dibattito emergessero anche altri elementi e, a questo proposito, ringrazio il Consigliere Angeleri per aver citato la parte che riguarda la prevenzione come anche l'informazione sulle nuove droghe. Nessuno ne ha fatto cenno, ma questa mozione parla di tutti i nuovi consumi, parla della cocaina, parla dell'alcol, ma soprattutto anche di sostanze legali come gli psicofarmaci. Ed è per questo che chiediamo che sia svolto un lavoro serio assieme alla Consulta studentesca, in cui i ragazzi siano parte protagonista; ed è per questo che chiediamo l'introduzione di un nuovo tema, l'educazione alla legalità, spiegando ai nostri cittadini più giovani che, a prescindere dalla distinzione tra le droghe leggere o pesanti, nell'atto di spendere 10 o 20 Euro per l'acquisto di quelle sostanze, si sta alimentando la più grande multinazionale del secolo, che tira le fila dei mercati delle armi e della prostituzione. Penso che questo sia un grande nuovo tema e credo che la scelta dei presentatori della mozione di chiederne il voto per parti separate permetterà che, almeno su questi temi, l'orientamento dell'Aula intera sia condiviso. Arrivo al tema più scottante, quello che viene definito delle "narcosale", che noi abbiamo chiamato "sale del consumo". Anzitutto, ribadiamo che, come hanno detto tutti i medici delle ASL e gli operatori dei SERT, le quattro politiche sulla droga non sono in contraddizione l'una con l'altra. Quando parliamo di cura, non escludiamo la riduzione del danno; quando parliamo di prevenzione, non escludiamo la cura e neanche la riduzione del danno. Si continua a parlare vagamente dei tossicodipendenti, che in questa città sono ancora 2.500! Non lo dico soltanto io, ma anche i nostri Servizi. Di questi 2.500 tossicodipendenti, in questa città, ne muoiono ancora 40 di eroina e di cocaina, ogni anno! Abbiamo parlato fino a questo pomeriggio di morti sul lavoro; è vero, loro non sono dei lavoratori, probabilmente, non stanno morendo sui luoghi di lavoro, ma sono morti dentro le nostre automobili, dentro i nostri parchi e dentro quei famosi parchi, come quella che l'opinione pubblica ha chiamato Tossic Park e che questa Amministrazione sta cercando di riqualificare! Peccato che non stiamo parlando né di spazzatura, né di immondizia, quei problemi ce li troveremo da altre parti! Che cosa sono le sale del consumo? Sono dei luoghi dove queste persone, spesso le più emarginate della Terra e anche di questa comunità, sono assistite, fornendo loro informazione e servizi e si chiede che anche lì partano... Sono persone che spesso sono invisibili, perché prima si parla di prevenzione e si deve fare tutto, poi si deve andare avanti con la cura e si gli deve dare tutto, ma quando sono tossicodipendenti non gli si deve dare niente. Noi dichiariamo che quelli sono cittadini di serie A come tutti e crediamo che proprio quel diritto alla salute, di cui parlava il Consigliere Ravello, sia il primo nostro principio, perché se quelle 40 persone muoiono di overdose in questa città, non ci sarà cura che tenga! Questo è ciò che ci hanno detto i medici delle ASL, senza tante ideologie e senza dire che questo è un discorso di sinistra o di destra, tanto è vero che i Paesi europei in cui sono state introdotte le narcosale (e sono tantissimi), sono sorretti da governi di centrodestra. Vi chiedo questo: se siete contrari a questa ipotesi, vorrei che questo Consiglio Comunale si prendesse la responsabilità di dare un'alternativa, perché il problema non si risolve con la lotta ai pusher, che è giusta, infatti uno dei quattro pilastri del contrasto alla droga è rappresentato dalla lotta alla criminalità. Non mi si dica che si risolve con la cura, perché si può fare tantissimo sulla cura, ma se non si interviene sulla riduzione del danno non si può fare abbastanza! Tanto è vero - ed è questa la contraddizione più grave di questa discussione - che esiste un servizio che si chiama "Can Go", che è esattamente ciò che dovrebbe essere una sala del consumo, tranne che per un aspetto: si dice ai tossicodipendenti come ci si buca, si spiega loro quali sono i metodi migliori per non prendere una malattia, si informano sui servizi, si suggerisce loro di andare ai SERT, e tutto questo è servito, perché, grazie a Can Go, il 50% della popolazione tossicodipendente si è iscritta alle comunità terapeutiche! Spiegatemi perché si deve fare riduzione del danno per poi chiudere gli occhi lasciando che quei tossicodipendenti vadano a farsi quella sostanza in posti spesso degradati e spesso infetti, sotto i ponti, o negli edifici dei privati cittadini. Con la nostra mozione chiediamo semplicemente di intervenire dove è possibile, dove la Sanità Pubblica, con i SERT, può già intervenire. Concludo parlando della somministrazione controllata di eroina. Se l'opinione pubblica ha fatto parlare di questo argomento, grazie alla presentazione di questo documento, io sono contento. Siamo andati a parlarne nelle carceri, con tutte le famiglie dei morti di overdose e nessuno di questi ha detto che quelle sale potessero andare contro alla soluzione del problema, perché penso che non ci sia convenienza nel fatto che quei figli fossero morti senza un intervento delle ambulanze nei parchi della nostra città! Quindi, se la discussione è servita a dare un contributo al dibattito su due o tre punti questa sera, come la prevenzione e magari anche la somministrazione controllata di eroina, io sono contento. Cerchiamo di non fare confusione: la somministrazione controllata di eroina va benissimo, è una cura possibile, ma stiamo parlando di una cura, anche se molto interessante, che, al contrario della terapia a scalare con il metadone, sostituisce direttamente la sostanza all'origine; peccato però che non saranno i 2.500 tossicodipendenti di cui stiamo parlando a poterne usufruire, perché la sperimentazione prevederebbe 15, 20 o 25 casi. Va benissimo, ma sappiamo che questa non è la soluzione per combattere le narcomafie, perché queste non debbono essere sconfitte dalle città, ma dai governi nazionali, ed è l'Unione Europea che dovrà fare questo, tanto è vero che da quando questo Governo, con tutta la comunità internazionale, è in Afghanistan, non abbiamo fatto un passo avanti! Questa è una critica a tutta la comunità internazionale, perché in Afghanistan (lo afferma la Squadra Narcotici, riferendo oggi sull'eroina d'oro che arriverà sui nostri mercati), da quando è scoppiata la guerra, la produzione di oppio è aumentata del 250%! In conclusione, ringrazio tutte le persone che con rispetto, responsabilità e generosità hanno sopportato otto mesi non di discussione (perché questo è il nostro compito) e neanche di confronto con le opposizioni (perché anche questo è nostro compito); anzi spesso mi capita di ringraziare più voi dell'opposizione per aver alimentato una discussione interna. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Non faccio nessuna polemica di sorta, perché si sono confrontati tutti. Tra l'altro, sono felice del fatto che, tra le firme di questa mozione (che non è mia, ma è stata presentata da 19 Consiglieri, che magari fra qualche minuto saranno 18, 17 oppure 15, non importa) ci siano tutte queste persone (che vorrei ringraziare) che, con il Consigliere Silvestrini, hanno fatto sì che questo Consiglio Comunale, per la prima volta, mettesse all'ordine del giorno della politica un tema che di solito viene lasciato da parte e del quale ci si ricorda solo quando ci sono i 10 morti di overdose in più in un mese, anche se quei dati sono comunque stabili negli ultimi anni. Per quanto riguarda il voto, diamo la disponibilità - ripeto - all'Aula di spacchettare questo voto in più punti e chiedo alla Presidenza se questo sia possibile, perché credo che se si possa fare un passo avanti su almeno uno di questi sette punti saremmo contenti, ma lo siamo già per l'esito di questa discussione. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La divisione dei tempi è questa: il presentatore ha cinque minuti di tempo per illustrare la mozione, un Consigliere per Gruppo può intervenire per cinque minuti e gli altri Consiglieri possono intervenire per un massimo di tre. In questo caso, il Consigliere Grimaldi è intervenuto per cinque minuti come presentatore, per illustrare la mozione; i suoi Colleghi, quindi avranno solo tre minuti a disposizione. La parola al Consigliere Zanolini. ZANOLINI Carlo Il mio intervento sarà sicuramente meno elevato di quelli precedenti, però voglio ugualmente fare alcune precisazioni. Innanzitutto, la mia è una dichiarazione di voto negativo nei confronti della proposta di mozione il cui primo firmatario è il Consigliere Ghiglia, perché ritengo che non analizzi i vari aspetti del problema e che sia molto riduttiva e troppo tranchant. La seconda precisazione è questa: non è vero che questi argomenti non siano stati approfonditi in IV Commissione; anzi, l'approfondimento si è svolto anche in altre sedi, come ha già evidenziato il Consigliere Grimaldi. Personalmente mi sono acculturato sulla materia, grazie alle audizioni avute con tecnici, esperti e medici, e poiché mi reputo un uomo di piccola scienza, credo che si debba dare fiducia e credito a chi fa della scienza il proprio mestiere. Uno dei motivi per cui non voterò questa proposta di mozione è il suo rifiuto ad ogni forma di sperimentazione: ricordo che la scienza procede per sperimentazioni, successi ed insuccessi, tesi-antitesi-sintesi, e che, gradino dopo gradino, cerca di superare ogni insuccesso. Questo fa parte della filosofia della scienza: ogni sperimentazione dovrebbe essere accettata per quello che è; piuttosto, si torna indietro, se si ritiene di aver intrapreso la strada sbagliata. Ritengo che la proposta di mozione presentata dal Consigliere Grimaldi sia molto articolata e che possa essere sottoposta al giudizio del Consiglio Comunale nelle forme ritenute idonee. Credo, infatti, che prenda in considerazione il problema globale della tossicodipendenza, di cui le narcosale rappresentano l'ultima fase. Voglio ricordare che ho avuto esperienza diretta in Paesi stranieri, dove le narcosale sono frequentate da una bassissima percentuale di tossicodipendenti, cioè soltanto da coloro che non ce l'hanno fatta con le cure o con la prevenzione, ai quali si può offrire un'assistenza integrale. Come ricordava anche il Consigliere Grimaldi, sembra che, in alcuni Stati europei dove questo progetto è stato già avviato, le cose funzionino abbastanza bene. E' evidente che questa è l'ultima delle prospettive. Ricordo che nel nostro Paese viviamo già un'esperienza del genere: mi riferisco alla somministrazione di metadone (che ormai è diventata una droga di Stato). Infatti, la maggior parte di coloro che assume metadone non diminuisce gradatamente la quantità assunta, tant'è vero che vi sono tossicodipendenti che lo assumono da dieci-quindici anni. Il problema, dunque, l'abbiamo soltanto mascherato, non rimosso. Forse sarebbe meglio prevedere delle sperimentazioni con l'eroina, ricalcando le modalità di somministrazione del metadone. Voterò, quindi, negativamente la proposta di mozione presentata dal Consigliere Ghiglia, e positivamente quella del Consigliere Grimaldi; per quanto riguarda la proposta di mozione presentata dal Gruppo Consiliare dell'Ulivo, credo di dover riflettere ancora, prima di decidere se e come votare. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Vorrei ricordare che, per poter effettuare la votazione della proposta di mozione per parti distinte, è necessario che un Capogruppo, prima della fine della discussione, presenti una proposta di mozione scritta, nella quale chiarisca le modalità con le quali intende proporre tale tipo di votazione. La parola al Consigliere Domenico Gallo. GALLO Domenico La discussione sulla proposta di mozione presentata dal Consigliere Grimaldi è stata molto travagliata: per nove volte infatti è mancato il numero legale e i Consiglieri sono stati impediti nell'esercitare il loro diritto di voto in Consiglio Comunale. Ritengo che sia stata una mancanza di rispetto verso chi ha delle convinzioni su questo tema; non si chiedeva necessariamente l'unanimità, ma soltanto una votazione, seppur con espressioni diverse all'interno della maggioranza. Quando ho firmato questa proposta di mozione, ho riflettuto seriamente. Siamo, infatti, di fronte ad una questione di grande rilevanza sociale, ad un tema molto delicato, su cui non è sempre scontato avere convinzioni precise: è il dibattito che ci aiuta a capire quali possano essere le soluzioni utili a migliorare la situazione attuale. Credo che lo spettacolo che abbiamo dato non ci abbia aiutati a capire; allo stesso modo, nemmeno la cittadinanza torinese ha capito di che cosa abbiamo discusso nel corso di quelle nove sedute di Consiglio in cui è mancato il numero legale. Personalmente, mi sono chiesto se sia meglio sperimentare un modo diverso e controllato di assunzione di sostanze stupefacenti, oppure continuare a mantenere lo status quo, che vede, a Torino e nel Paese, le sale di consumo già esistere (panchine, portoni, angoli di strada, parchi). Le sale di consumo esistono già, cari Consiglieri, e sono luoghi terribili! Ho riflettuto molto in questo senso e credo che la cosa più brutta che ci si possa sentir dire sia "tu sei d'accordo sull'uso delle sostanze stupefacenti". E' sbagliato pensare questo, perché siamo di fronte al dramma di centinaia di giovani. E' chiaro che si tratta di un problema interno al Partito Democratico, nell'ambito del quale si è avuto uno scontro. Ricordo che, tra i diciannove Consiglieri della maggioranza, vi sono Consiglieri (che oggi fanno parte del Gruppo del Partito Democratico) che, coraggiosamente, si sono esposti per sviluppare una discussione e presentare una proposta che potesse essere innovativa. Credo che la proposta presentata dal Consigliere Grimaldi sia innovativa ed articolata: al suo interno contiene 6-7 punti importantissimi (ad esempio, campagne di informazione e prevenzione). Ponendo la discussione soltanto sulle narcosale, non abbiamo dato modo alla popolazione di capire la proposta di mozione nella sua interezza: credo che la responsabilità sia di chi non ha voluto discutere di questo tema in quest'Aula, permettendo ai singoli Consiglieri di esprimersi e votare liberamente. E' stato l'aspetto più brutto, anche sul piano dell'agibilità democratica di un partito politico. Detto ciò, non so come voterò la proposta di mozione presentata, poche ore fa, dal Gruppo del Partito Democratico, perché quel provvedimento non dice assolutamente nulla; infatti, non c'è una proposta concreta sulla base della quale si capisca chi impegnare e su che cosa. Al momento del voto (non pregiudiziale, ripeto), rifletterò su che cosa fare, ma non la ritengo una proposta in grado di modificare l'attuale situazione. Vorrei leggervi un articolo che riportava alcune dichiarazioni dell'Assessore Borgione, pubblicato su "La Stampa" tempo fa, il cui titolo era: "La narcosala non combatte lo spaccio"; perché davvero si pensa che l'obiettivo della narcosala sia combattere lo spaccio? Francamente non capisco ed è per questo motivo che credo sia stato un alibi porre la discussione in questi termini. L'articolo si conclude con questa affermazione dell'Assessore Borgione: "Il problema delle sale di consumo, inoltre, è che non combatte lo spaccio, non evita lo scippo della vecchietta per procurarsi la dose e non garantisce sulle sostanze utilizzate", credo intenda la qualità delle sostanze utilizzate; inoltre, aggiunge: "Come politico, prima della discussione sulla stanza, mi interessa la certezza dei percorsi di ricostruzione della persona". E come le ricostruiamo le persone? Dove individuiamo queste persone? Siamo in grado di individuare le persone che, oggi, fanno uso di sostanze stupefacenti? O c'è la necessità di luoghi sanitari dove individuare e proporre a queste persone dei percorsi di recupero della propria vita? Questa è la questione. Questa sera, finalmente, arriviamo al voto e spero che i 19 Consiglieri che hanno sottoscritto la mozione mantengano la loro linea di coerenza e votino a favore del provvedimento, altrimenti saranno prigionieri del dibattito ipocrita che si è sviluppato all'interno del Partito Democratico. CALGARO Marco (Consigliere Anziano) La parola al Consigliere Giorgis. GIORGIS Andrea A mio parere, questo tempo non è trascorso invano e credo che, questa sera, si possa fare un confronto senza ipocrisie, dicendo chiaramente, anche a verbale, quello che tutti sappiamo e che non rappresenta assolutamente nulla di scandaloso. Probabilmente, quello che è un po' scandaloso è sentire espressioni come "agibilità democratica", "non dice nulla", "prigionieri", perché questo linguaggio non aiuta per una semplicissima ragione: ritengo che anche il Capogruppo Gallo possa capire che, all'interno di una democrazia, per poter far fare dei passi avanti alla società che si vuole amministrare, occorra raggiungere i numeri necessari per approvare i documenti. Per avere i numeri e poter approvare un documento occorre trovare una sintesi e, quindi, per realizzare delle riforme (e cambiare l'assetto esistente) è necessario che ci sia una maggioranza che sostenga questo cambiamento. Questa discussione è stata avviata per merito dei Consiglieri che hanno sottoscritto il primo documento presentato, come riconosciuto anche nel testo della proposta da noi avanzata, che, appunto, inizia dicendo che, se si è aperta una discussione, è merito di coloro che hanno sottoscritto e avanzato quella proposta. È altrettanto noto (come sapranno tutti i cittadini che a questo tema hanno dedicato qualche minuto) che, su questo argomento, vi è una pluralità di visioni, a causa di sensibilità e convinzioni diverse, ma tutte ugualmente legittime. Che cosa sta accadendo, questa sera, che tanto scandalizza il Capogruppo Gallo? Accade che il Gruppo di maggioranza relativa, il Partito Democratico, ha trovato una sintesi, che ha tradotto in un documento scritto, ma, probabilmente, il Capogruppo Gallo non ha avuto il tempo di approfondire questa sintesi (come altri, invece, hanno fatto). Questa sintesi afferma un elemento importante - Consigliere Gallo, mi rivolgo a lei perché ha tacciato di "nulla" la nostra proposta -, cioè che, grazie all'iniziativa del nostro Consiglio Comunale e del Sindaco (conseguente alla presentazione di un atto consiliare), il Ministro della Salute, Livia Turco, ha espresso la disponibilità ad istituire un tavolo tecnico. Questo tavolo tecnico - e mi rivolgo a tutti i Consiglieri che hanno sottoscritto l'altro documento - dovrebbe fare esattamente quello che, per un certo lasso di tempo, abbiamo cercato di fare in questa sede. Vorrei che non venisse sottovalutato quanto sia importante aver raggiunto una sintesi ed una disponibilità da parte di coloro che sono fermamente convinti che ogni forma di sperimentazione che vada nel senso delle sale del consumo o della somministrazione rappresenti un arretramento nel contrasto alla tossicodipendenza. Costoro, in maniera laica (e vorrei sottolinearlo), hanno accettato di sottoscrivere un documento che chiede al Ministro di approfondire il tema, senza escludere alcuna ipotesi (Capogruppo Gallo, glielo ripeto, senza escludere alcuna ipotesi), quindi né l'ipotesi della somministrazione, né del consumo, ma di valutare attentamente, sulla base dell'esperienza straniera, quali siano i risultati di queste sperimentazioni. Il Ministro Turco si è impegnato, a seguito di un atto del Consiglio Comunale, ad istituire un tavolo e procedere ad un approfondimento, del quale ci sarebbe un gran bisogno in Italia. Ma, a mio parere, se i Ministri della Repubblica, ad ogni deliberazione e ad ogni argomento posto da ogni Consiglio Comunale d'Italia, istituissero un tavolo e procedessero ad un approfondimento, questo Governo si dedicherebbe solo a prestare attenzione ai Consigli Comunali! Le sembra così poco, Capogruppo Gallo, che questa Città abbia aperto un dibattito nazionale? Le sembra così poco che quei Consiglieri, che lei ha accusato di impedire l'agibilità democratica, siano disponibili, in maniera laica e civile, ad un approfondimento a livello nazionale? Personalmente, lo considero un passo in avanti talmente significativo che mi fa venire il dubbio che l'intendimento di qualcuno non sia di stare al merito e rendere possibile che in Italia si proceda in questa direzione, ma di piazzare una bandierina, senza che, poi, magari, cambi assolutamente nulla. Certo, non sarà una proposta rivoluzionaria, ma vorrei anche ricordare che non abbiamo la competenza di istituire alcunché. Quindi, aver raggiunto una maggioranza che proponga di chiedere al Ministro di approfondire e, poi, valutare, sulla base degli esiti, se siano necessarie delle modifiche legislative, lo considero un grande passo in avanti. Dopodiché, vorrei anche sottolineare che se, in questa Sala, in alcune occasioni è venuto meno il numero legale, questa mancanza del numero legale si è verificata sulla base di legittime convinzioni politiche. Fino all'ultimo, ho cercato di creare le condizioni affinché si votasse, ma ora che siamo giunti alla conclusione, vorrei ribadire che è assolutamente legittimo, nel caso si ritenga che un provvedimento produca un nocumento ai cittadini, non concorrere in alcun modo alla sua approvazione. Personalmente, ho cercato fino all'ultimo, come è noto, di fare in modo di discuterne, ma bisogna riconoscere la piena legittimità di questa posizione e, dunque, non utilizzare termini (come agibilità democratica) che sarebbe più opportuno adoperare in altre circostanze. CALGARO Marco (Consigliere Anziano) La parola al Consigliere Cerutti. CERUTTI Monica Non interverrò nel merito, perché l'ha già fatto il Consigliere Grimaldi, ma vorrei rilevare che siamo giunti, oggi, a questo dibattito, nonostante i Gruppi della sinistra avessero intenzione di affrontarlo già molte settimane fa. Oggi, il Gruppo del Partito Democratico ha presentato un provvedimento che ha sbloccato la situazione e ne prendiamo atto. Vorrei, però, ricordare che abbiamo vissuto tutta una serie di momenti, piuttosto articolati, con diversi colpi di scena (non ultima, appunto, la lettera giunta dal Ministro Turco) e, infine, questa sera, apprendo che la mancanza del numero legale è uno strumento legittimo di posizionamento politico (cioè, una presa di posizione all'interno del Consiglio Comunale). A me sembra che questo sia alquanto discutibile ed è quello che ho compreso. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, è stato detto testualmente che la mancanza del numero legale ha una piena legittimità e io lo registro, lo rimarco e lo censuro! La scorsa settimana abbiamo avuto un ulteriore momento di discussione e oggi, finalmente, giungiamo al voto dopo un approfondimento in IV Commissione che ha fatto scaturire questa mozione e, non ultima, ricordo la petizione sulle stanze del consumo, presentata dal Forum Droghe, dall'Associazione Radicale Adelaide Aglietta e da Malega9. Ritengo che tutti questi approfondimenti siano stati utili e, anche se nessuno dei Colleghi l'ha rimarcato, ricordo che il nuovo anno è iniziato con un'impennata di morti da overdose di eroina: cinque nella sola città di Roma. Mi chiedo se le sale del consumo avrebbero potuto salvare queste persone, ma chiaramente non posso dare una risposta affermativa, anche se rimane un legittimo dubbio. Vorrei riprendere quanto scritto recentemente da Luigi Manconi su "L'Unità", ricordando che "le sale del consumo sono intese a controllare medicalmente le modalità di assunzione e a prendere contatto con il tossicodipendente, a favorirne l'emersione da un ambiente di illegalità ed emarginazione, perché offrono un luogo sicuro e protetto per procedere sotto controllo medico a quanto comunque si farebbe altrove e altrimenti, perché non prevedono alcuna forma di cessione della sostanza (questo è importante), perché possono garantire immediatamente quell'intervento medico che si fa urgente in caso di malore". Vorrei ricordarlo, proprio perché le sale del consumo valorizzano una concezione generale che è alla base di ogni intervento di riduzione del danno. Proprio per questa ragione, vorrei rimarcare la differenza con la proposta di mozione del Partito Democratico, nella quale a me sembra che si parli di somministrazione controllata e a questo proposito riprendo quanto scritto da Manconi: "La somministrazione controllata risponde agli stessi principi, ma per procedere ad una sperimentazione di questo genere nel nostro Paese sembra necessaria una revisione della normativa e l'inserimento nelle tabelle dei farmaci dell'oppioide che si offrirebbero all'eroinomane in cura, ovvero sono necessari realisticamente anni, che non possono trascorrere senza contare altre morti altrimenti scongiurabili". Su questo vorrei che tutti i Consiglieri riflettessero. CALGARO Marco (Consigliere Anziano) La parola al Consigliere Ventriglia. VENTRIGLIA Ferdinando A quest'ora, credo di poter spezzare una lancia a favore del Capogruppo del Partito Democratico. Per un fatto di onestà intellettuale, credo che ognuno di noi dovrebbe mettersi nei suoi panni e vedere se, camminando sulle uova, riuscirebbe a romperne meno di quante ne abbia rotte lui nella sua esposizione, per quanto breve e sintetica, perché ci vuole una certa audacia nel sostenere, andando un po' a flash (d'altra parte, non si può dire che dell'argomento non si sia discusso e, soprattutto, non si sia letto molto), che sia una grande novità il fatto che il Ministro Turco approfondisca su questo tema. Se non erro, già ai tempi del Governo D'Alema ci fu la prima Conferenza Nazionale sulle Tossicodipendenze, promossa e presieduta dal Ministro Turco, dove questo tema affiorò sia nelle sessioni "serie", sia ad opera dei già alleati o compagni di strada, che si presentarono con degli spinelli finti, interrompendo anche una delle sessioni, per manifestare la loro ansia sul fatto che di questo tema si discutesse. Consigliere, francamente non credo che il Ministro Turco attenda che il Consiglio Comunale di Torino le dia l'impulso per discutere per la prima volta di questo tema. Ritengo che questo vada detto anche a difesa della coerenza del Ministro Turco in fatto di teoria e di tesi di riduzione del danno: il Ministro Turco, anche se non sempre nella sua esposizione è così trasparente e diretta, nei fatti e nei comportamenti sostiene questa tesi ormai da 10 anni, almeno a mia memoria, pertanto è probabile che lo pensasse anche prima di diventare Ministro. Le nostre iniziative, quindi, senza niente togliere ai Colleghi del Partito Democratico, sicuramente l'aiuteranno a tornare sul tema, ma non le vedo come l'elemento decisivo. Ringrazio anche il Consigliere - ma l'avrebbe fatto chiunque di noi al suo posto - per averci ricordato, questa sera, a questo punto, a quest'ora, che il Consiglio Comunale di Torino non ha competenze in tema, ma forse sarebbe stato più utile se il Capogruppo del partito di maggioranza relativa e asse portante della coalizione di maggioranza avesse ricordato questo tema quando c'era stata la ventata riformatrice di buone intenzioni (perché lo si sapeva anche allora), se non altro per ragioni di prudenza e per evitare 9 interruzioni del Consiglio, ai suoi Colleghi di coalizione che, invece, volevano a tutti i costi introdurre questo argomento. Non dico che si debba essere audaci, ma pretenziosi nei confronti dei Colleghi per pensare che noi si possa approfondire una sintesi, quantomeno laboriosa (per non dire travagliata), che ci arriva poche ore prima della discussione in Aula e dopo sei mesi di dibattito; un simile capolavoro di equilibrio richiede a noi, che siamo menti semplici, almeno qualche giorno in più per apprezzarne le qualità e la trama della quale è intessuta. Devo dire che, da quando è stata presentata, ho rinunciato a capirne la ratio, perché non ne sono in grado, ma molto più modestamente ne ho percepito il significato a livello istintivo, a livello di ventre, e da allora sto scrutando attentamente il volto dei Colleghi che ho di fronte per vedere a quali di loro spunterà la proverbiale "terza narice", perché il testo proposto dai Consiglieri del Partito Democratico, in accompagnamento ad alcune nuove affermazioni (come quella del legittimo dissenso che si manifesta sotto forma di non partecipazione al voto - anch'io ne prendo atto questa sera, perché i discorsi che si facevano qui erano di tutt'altro tenore -), ha tutto il sapore, se non di un "contrordine compagni" (per questo cercavo questa terza narice affiorare sul volto dei miei Colleghi), certamente di uno stop e di un rinvio alle calende greche. Se nel momento in cui si fa affidamento sulla lettera del Ministro Turco (che sostiene che va bene sperimentare, ma prima bisogna cambiare il quadro legislativo), a meno che i Colleghi non pensino che il Governo Prodi sia ancora in luna di miele e che la legislatura sia ancora lunga, onestamente è difficile sostenere con un minimo di plausibilità che questa soluzione abbia un qualsivoglia riscontro da un punto di vista pratico. Tutto sommato, senza niente togliere allo sforzo del lavoro a tema (esercizio di sintesi quasi impossibile per il quale molto modestamente darei ai Consiglieri del Partito Democratico un ottimo voto), ritengo che dal punto di vista della sostanza abbia molta più dignità, se non altro nella coerenza, la proposta di mozione che vede il Consigliere Grimaldi primo firmatario, perché si è mantenuta molto più fedele allo spirito che contraddistingueva anche alcune dichiarazioni, persino di insospettabili, che, quando si è trattato di votare, diverse volte si sono allontanati dall'Aula (sarebbe anche interessante ricostruire per ciascuno dei Colleghi la storia delle loro dichiarazioni). Il documento presentato dal Consigliere Grimaldi e da altri Consiglieri mantiene e riflette maggiormente il testo originario che contraddistingueva il clima e le dichiarazioni di quell'epoca. Non se ne abbia a male il Consigliere Giorgis, ma considero la proposta di mozione del Partito Democratico da antologia, per un certo profilo, ma non suscettibile di essere discussa questa sera, in questo clima, a quest'ora e a questo punto del dibattito. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Comunico al Consiglio Comunale che è pervenuta una proposta di mozione avente per oggetto: "Votazione per parti separate della proposta di mozione n. mecc. 200705870/02" con la quale... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Se vuole, Consigliere, posso leggerla brevemente, così potrà intervenire nel merito: "La discussione del testo ha fatto emergere posizioni differenziate sui punti finali dell'impegnativa; chiede alla Presidenza del Consiglio di porre in votazione la mozione suddetta in otto parti: una per la narrativa e sette votazioni distinte per i relativi sette punti dell'impegnativa". Se non ho capito male, si chiede una votazione solo per la narrativa della proposta di mozione in oggetto ed una votazione per ciascuno dei sette punti dell'impegnativa. La parola al Consigliere Cassano. CASSANO Luca Vorrei aprire il mio intervento, ringraziando il Presidente Silvestrini per il lavoro svolto in Commissione e il Consigliere Grimaldi per aver creduto e assunto questa battaglia, che riteniamo culturale e di civiltà. Lo dico in maniera non rituale, perché il percorso, prima in Commissione, poi nelle sedi istituzionali, non è stato per niente facile, di fronte a Gruppi che hanno ritenuto, in maniera assolutamente legittima, di opporsi con vigore e spesso anche con violenza verbale, ad una proposta altrettanto legittima. Crediamo fermamente nel testo della proposta di mozione per la stessa modalità da cui è scaturita, perché per sfuggire ad ogni dubbio, ad ogni rischio di una proposta politicista, i firmatari di questa mozione (per primi, il Consigliere Grimaldi e il Consigliere Silvestrini) hanno deciso di scriverla insieme con chi quotidianamente lavora a fianco di questi disperati e il confronto con questi operatori ha fatto sì che si arrivasse ad un testo così ricco ed articolato. Il nostro compito, signor Sindaco, è stato semplicemente quello di raccogliere da lei uno spunto di riflessione. In seguito all'emergenza di Tossic Park e alla tristissima vicenda lì accaduta, ci siamo messi al lavoro circa dieci mesi fa per scrivere un testo di questa portata. La nostra colpa è stata quella di tradurre in una proposta di mozione l'input che da lei veniva e che lei stesso ha difeso anche in alcune trasmissioni televisive e abbiamo apprezzato la sua buona volontà a spendersi in varie sedi. Abbiamo però, chiesto agli operatori che con noi hanno lavorato di aiutarci a scriverla. Ringrazio il Capogruppo Giorgis per aver chiarito e istituzionalizzato l'uso politico del numero legale. Comprendiamo adesso con più facilità il perché in quest'Aula sia mancato così tante volte, e non solo per la proposta di mozione sulle narcosale. Costituisce sicuramente un precedente grave, anche in vista delle discussioni e delle votazioni che questo Consiglio Comunale affronterà nelle prossime settimane. Ci preoccupa l'atteggiamento di un Partito che si definisce democratico e che impone a chi ha condiviso un documento a ritirare la firma o, nella migliore delle ipotesi, ad allontanarsi silenziosamente dall'Aula, così come sta accadendo oggi per ad alcuni Consiglieri che avevano deciso di non ritirare la firma. Se questo è il Partito Democratico, siamo preoccupati per le soluzioni e le risposte ai problemi di etica, scienza e coscienza che ci saranno nelle prossime settimane. Nel testo che mi è stato consegnato, dopo mesi dibattito, solo due ore fa (anche qui, abbiamo capito come mai, oggi, si sia arrivati a votare questo documento: forse perché i numeri nell'Aula lo consentono e forse perché, finalmente, il Partito Democratico ha una propria proposta), non ho letto contrariamente a quanto il programma dell' Unione prevedeva nel 2006, un solo riferimento alla necessità di mettere mano alla Fini-Giovanardi, su cui, anche il Sindaco, in più occasioni, ha avuto modo di esprimersi me ne rammarico ed è per questo motivo che non voterò a favore di questo documento. Credo sia un arretramento preoccupante rispetto al programma dell'Unione, nel quale ancora tutti crediamo. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Centillo. CENTILLO Maria Lucia Spero che al più presto, dopo aver votato le proposte di mozione all'ordine del giorno questa sera, si possa finalmente chiudere questa fase "politica", che ha il merito di aver portato in discussione un tema di grande rilevanza sociale, anche se riferito a un numero limitato di casi, ma estremamente gravi. Mi auguro, quindi, che al più presto la parola possa passare ai tecnici, che in Commissione ci hanno illustrato una situazione che ha fatto emergere la politica della riduzione del danno come una delle strategie fondamentali di contrasto alla droga. Voglio aggiungere che, se sarà concordata la votazione per parti separate, in riferimento a quanto è emerso dalla risposta del Ministro Turco, personalmente, sul punto 7 mi asterrò. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Silvestrini. SILVESTRINI Maria Teresa Non posso non intervenire questa sera su questo argomento, anche se ne abbiamo discusso così tante volte, che mi sembra difficile poter aggiungere niente di nuovo. Voglio soltanto ricordare un aspetto; tutta questa vicenda, a mio avviso, può essere letta in questo modo: nella Regione Piemonte i provvedimenti, le iniziative e le pratiche di riduzione del danno sono stati introdotti nel 1995, quando Assessore alla Sanità della Regione era Antonio D'Ambrosio di AN. In quella fase, sono stati attuati i primi interventi di riduzione del danno, quali il "Camper Can Go"; in seguito sono stati perfezionati ed ampliati. Attualmente, a Torino e in Piemonte, ci sono moltissimi interventi di riduzione del danno per le tossicodipendenze, ("Drop-in" e "Camper"). Nell'evoluzione di questi servizi, l'esigenza di ampliamento e di perfezionamento viene dagli operatori del settore: si tratta di medici, di operatori della bassa soglia e di operatori delle comunità. Con questa proposta di mozione che il Consigliere Grimaldi ha firmato, (ma alla cui stesura abbiamo collaborato tutti, con un grande lavoro in IV Commissione), abbiamo cercato di raccogliere una delle esigenze delle persone che con grande competenza e professionalità lavorano tutti i giorni sul territorio, perché crediamo che la politica debba facilitare il compito di coloro che si impegnano quotidianamente a vantaggio delle persone che nella nostra società vivono. Questo è il senso che noi volevamo dare alla nostra mozione. Voglio ancora dire una cosa. Questa proposta di mozione è a favore di quella fascia di persone tossicodipendenti, che sono prive di risorse tali da permettere loro di consumare nelle loro case. Si tratta di una fascia estremamente marginale. Il Consiglio Comunale deve decidere oggi se includere questi soggetti, offrire loro un "dentro", una sala protetta dove poter consumare le sostanze, oppure decidere se lasciarli nelle sale del consumo "a cielo aperto", che (come ha ricordato il Consigliere Gallo) sono assolutamente insalubri e non corrispondono al mandato di un'Amministrazione Comunale, cioè tutelare la salute dei cittadini. Ringrazio, tutti coloro che con me hanno fatto questo percorso, perché ho imparato che ci sono, a Torino e in Piemonte, persone di grandissimo valore professionale, che sostanziano il loro impegno con sperimentazione continua e si misurano con le contraddizioni che la nostra società produce, com'è il fenomeno della tossicodipendenza. Invito i Consiglieri Comunali a spendere il proprio voto per includere le persone tossicodipendenti, marginali, che non hanno una diversa protezione. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Cantore. CANTORE Daniele Il Consigliere Cassano nel suo intervento ha affermato cose molto serie e molto gravi, sostenendo che qualche Consigliere sarebbe stato indotto a ritirare la sua firma e qualcun altro a non essere presente in Aula. Nella cartellina rosa, a nostre mani, ci sono i testi delle proposte di mozione. Ho qui la proposta di mozione datata 10 settembre (primo firmatario il Consigliere Grimaldi) e poi mi è arrivata quella del Partito Democratico. Poi, ci sono 6 membri del Partito Democratico, che penso non sia necessario citare, che hanno sottoscritto entrambe le mozioni. A questo momento, non mi risulta che qualcuno abbia tolto la firma; in tal caso, non ci sarebbero altri nomi in cartellina. Giusto? Quindi 6 Consiglieri, un terzo del Gruppo del PD, escluso il Sindaco, hanno firmato le due mozioni. Penso però che questo non sia scandaloso, può capitare. C'è, in collegamento, un intervento del Consigliere Giorgis, che dice - forse ho interpretato male - che, di fatto, la mozione del PD è la continuità, o meglio, l'evoluzione della mozione Grimaldi. Mi permetta il Consigliere Grimaldi di chiamarla così per facilità. Allora, se così è, se la mozione del PD e l'evoluzione, in positivo, della mozione Grimaldi, hanno ragione i 6 Consiglieri del PD a mantenere la loro firma. Se non è così, mi chiedo come possano aver firmato la mozione del PD dei Consiglieri del Partito Democratico che erano contrari alla mozione Grimaldi. Consiglieri, scusate, è vero che dobbiamo concludere questa vicenda, che è lunghissima, però cerchiamo anche di non prenderci in giro. Chiedo ai 6 firmatari delle due mozioni se ritengano la mozione del PD la continuità della mozione Grimaldi (se lo è, è giusto che la votino) e chiedo a coloro che, in questi mesi, nel Partito Democratico, per chiamare le cose col nome e cognome, hanno impedito che si affrontasse questo problema, come facciano oggi a votare la mozione del PD, se è la continuazione e l'evoluzione della mozione Grimaldi! Vi prego, dobbiamo essere seri in modo reciproco e mi lasci aggiungere ancora una battuta. La divisione in otto parti della prima mozione (quindi, con votazione separata), è una trovata (e non voglio usare altri termini già usati alla Conferenza dei Capigruppo, quando si è detto che si trattava di una "furbata", perché non mi piace usare questo termine). Mi rendo conto che sono le 22.30 e che abbiamo iniziato a parlarne ad ottobre dell'anno scorso, ma veramente, dobbiamo avere un po' più di rispetto reciproco! Ripeto per l'ultima volta: vorrei da parte sua, Presidente, e dei Consiglieri che mi si spiegasse se la mozione del PD sia un'evoluzione della mozione del Consigliere Grimaldi, il quale porta a casa un grande risultato, quindi è giusto che ci stiano le 6 firme del PD in ambedue le mozioni. Se, però, è così, chiedo alla parte cattolica del Partito Democratico come faccia a votare questa seconda mozione, che è l'evoluzione della prima e quindi se non ci sia una grande contraddizione, che dovrebbe, forse ancora oggi, non portarvi al voto, ma ad una riunione di maggioranza, sperando che, almeno su questo tema (dato che sugli altri non riuscite a trovare mai un accordo) di grande importanza, forse sarebbero necessari un approccio più serio e meno tatticismi, anche perché condivido quanto hanno detto i Colleghi sull'importanza del problema della tossicodipendenza a Torino. Sono anch'io convinto che questa sera si debba chiudere questa "telenovela": cerchiamo - forse ho sbagliato, vi chiedo scusa -, cercate di chiuderla con dignità. Lo dico alla maggioranza e anche ai singoli componenti della maggioranza. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La ringrazio, Consigliere Cantore, per il suo intervento, perché mi permette di dire due cose che avrei detto successivamente. Al di là dell'intervento del Consigliere Rattazzi, che ha appena chiesto di intervenire, devo comunicare che il Consigliere Levi-Montalcini, prima di lasciare l'Aula, ha lasciato agli Uffici la comunicazione del ritiro della sua firma dalla mozione presentata oggi pomeriggio e che ha come primo firmatario il Consigliere Giorgis. Inoltre, abbiamo ricevuto la comunicazione con la quale il Consigliere Mauro ritira la firma dalla mozione di cui è primo firmatario il Consigliere Grimaldi. Ad oggi, le uniche comunicazioni che ho ricevuto sono queste due. Ricordo che, al termine dell'intervento del Consigliere Rattazzi, in relazione all'intervento del Consigliere Cantore, la proposta di mozione che tende a far votare per parti separate non viene automaticamente accolta, ma viene votata dal Consiglio. GHIGLIA Agostino (Intervento fuori microfono). CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) No, perché non c'è discussione su quella mozione, ma bisogna solo votarla; se quella mozione riceve l'assenso del Consiglio, si può votare per parti separate, così come è previsto dalla mozione. La parola al Consigliere Rattazzi. RATTAZZI Giulio Cesare Non avevo intenzione di intervenire, però il Consigliere Cantore ha fatto, forse giustamente, da "buttafuori" per dover giustificare, come può fare ognuno di noi, l'atteggiamento da tenere su questa vicenda che, spero anch'io, si possa concludere, perché ha assunto toni di estremizzazione probabilmente amplificati, inusuali e certamente eccessivi. Anzitutto, a me pare che, da quanto è avvenuto in questi mesi, sia in Consiglio Comunale che in città si possano trarre un paio di consolazioni, quasi serafiche, perché, innanzitutto, non si può non ammettere e non constatare che la Città si sia resa protagonista (credo in termini positivi) per merito di tutti, maggioranza e opposizione, per essersi interessata e per aver avviato un dibattito ed una ricerca su un argomento che è anche di valenza nazionale. Quindi, che Torino si sia mossa in questa direzione è un dato che possiamo senz'altro ritenere consolante. È vero che talvolta il confronto sia diventato scontro e che la dialettica sia diventata diatriba, però, questo non tocca il valore dell'aver suscitato questo argomento, che è certamente molto importante, anche se visto da diversi punti di vista. La seconda consolazione è quella che mi è parso che (a parte alcune valutazioni, qualche volta espresse in Consiglio Comunale in termini folcloristici) le intenzioni espresse da parte dei vari ambienti fossero tutte buone e serie, anche se, a volte, con opposte tendenze rispetto alle soluzioni da prendere. Non intervengo, quindi, sugli aspetti specifici, ma voglio solo fare un accenno (se la cosa non viene ritenuta soltanto un battuta, ma in parte lo è) al fatto che, poiché Dio giudica le intenzioni e non le forze, andremo tutti in Paradiso, perché tutti, in sostanza, hanno portato... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Sì, Consigliere Olmeo, è così! In conclusione, a parte questi aspetti, che mi pare possano essere considerati come un elemento di positività rispetto a quanto è avvenuto, devo anche dire che, per quel che riguarda la votazione sulle mozioni, il mio atteggiamento credo sia piuttosto coerente e, non vedendo, tra l'altro, alcuna contraddizione tra quella che potrebbe essere una valutazione della mozione presentata unitariamente dal Partito Democratico, che è un ambito in cui le diverse aree culturali e sociali possono convergere. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Consigliere Rattazzi, aveva tre minuti a disposizione per il suo intervento e li ha superati di oltre 45 secondi. Concluda, per favore. RATTAZZI Giulio Cesare Concludo dicendo che, per quanto riguarda la mozione presentata dal Consigliere Ghiglia, credo di dover votare contro perché non considera i concetti di sperimentazione, così come erano stati espressi dal Consigliere Zanolini (sui quali ci sarebbe molto da dire), ed anche perché manifestata in un modo certamente troppo violento. Voterò, ovviamente, a favore della proposta di mozione presentata dal Partito Democratico, con il significato che ha e che può essere valido anche per tutta la maggioranza, come spero; mi asterrò, invece, sulla mozione presentata dal Consigliere Grimaldi, che pure ha avuto i suoi meriti e che possiamo considerare interna alla continuità di un'azione proposta dal Partito Democratico. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La discussione è terminata. Possiamo ora votare la mozione di accorpamento. |