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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 14 Gennaio 2008 ore 15,00
Paragrafo n. 24
MOZIONE 2007-01255
?NO ALLE NARCOSALE? PRESENTATA DAI CONSIGLIERI COMUNALI GHIGLIA, VENTRIGLIA, GALASSO, LONERO E RAVELLO IN DATA 1? MARZO 2007. *D. GALLO-CUNTRO'-CASSANO-GENISIO-GRIMALDI* #4#
Interventi

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Passiamo all'esame congiunto della proposta di mozione n. mecc. 200701255/02, presentata dai Consiglieri Ghiglia, Ventriglia, Galasso, Lonero e Ravello in data 1° marzo 2007, avente per oggetto:
"No alle narcosale"
della proposta di mozione n. mecc. 200705870/02, presentata dai Consiglieri Grimaldi, dal Presidente del Consiglio Comunale e dai Consiglieri Silvestrini, Cassiani, Salinas, Ferrante, Centillo, Gallo Domenico, Mauro, Buquicchio, Lavolta, Cerutti, Cassano, Tedesco, Cugusi, Zanolini, Bonino, Levi-Montalcini e Rattazzi in data 10 settembre 2007, avente per oggetto:
"Droghe. Informazione, educazione alla salute e alla legalità, prevenzione e riduzione del danno"
della proposta di mozione n. mecc. 200608798/02, presentata dai Consiglieri Ghiglia, Ventriglia, Galasso, Lonero e Ravello in data 16 novembre 2006, avente per oggetto:
"Narcosalas"
e della proposta di mozione n. mecc. 200800178/02, presentata dai Consiglieri Giorgis, Gentile, Calgaro, Cassiani, Centillo, Cuntrò, Cutuli, Gallo Stefano, Gandolfo, Genisio, Lavolta, Lo Russo, Mauro, Olmeo, Rattazzi, Sbriglio e Tedesco in data 14 gennaio 2008, avente per oggetto:
"Contrasto alla tossicodipendenza".

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Comunico al Consiglio che uno dei presentatori avrà 5 minuti a disposizione per intervenire, ogni Consigliere 3 minuti ed un Consigliere per ogni Gruppo 5 minuti.
La parola al Consigliere Ghiglia.

GHIGLIA Agostino
Iniziando a discutere, questa sera, a quest'ora, un tema così delicato, mi sembra quasi che il puntiglio sostituisca i principi.
Nelle scorse settimane, anche in Conferenza dei Capigruppo, avevo chiesto che, indipendentemente dal fatto che siamo su posizioni opposte rispetto a molti Consiglieri, si parlasse in un momento più adatto di questo tema, magari anche meno convulso e con meno punti all'ordine del giorno.
Infatti, si tratta di un argomento che - lo ricordo a me stesso, perché non voglio dare lezioni a nessuno - non riguarda i pali della luce, o la viabilità cittadina, o il futuro di GTT, ma vite umane e, quindi, credevo (come ritengo ancora) che questo tema dovesse essere trattato con maggiore dignità.
Arrivare, questa sera, ad una votazione a tutti i costi, lo ritengo un fatto - ribadisco che lo ricordo a me stesso - poco adatto e poco opportuno rispetto a ciò di cui parliamo.
Personalmente, non sono un amante delle mozioni degli affetti (né bipartisan, né tripartisan), perché su questi argomenti ci si può anche dividere; però bisognerebbe farlo dando dignità culturale ad un tema che attiene così da vicino (e, spesso, drammaticamente) alla vita umana di migliaia di persone.
Non mi sembra il clima; poi, essendo la nostra la prima proposta di mozione in discussione, non mi sottraggo a motivare brevemente ciò che, nei mesi passati, ci spinse a presentare una proposta di mozione che dicesse "no" alle narcosale intese sia come stanze del "buco", che anche come stanze per la somministrazione controllata.
Riteniamo che queste siano delle scorciatoie per evitare di affrontare il problema alla radice attraverso due elementi: una robusta prevenzione, educazione che deve iniziare fin dai livelli più bassi di scolarità, accompagnata ad una robusta repressione per il contenimento dei crimini collegati all'universo delle tossicodipendenze.
La somministrazione controllata e le narcosale rappresentano una sconfitta davanti alla morte, perché accettiamo che un essere umano si inietti, più o meno sotto controllo sanitario, una sostanza che a lungo andare si rivelerà letale.
Questa è una sconfitta per tutti.
Non si tratta di un fatto ideologico - qualcuno potrà dire che la gente si droga per strada e muore lo stesso, è vero -; forse, non facciamo mai abbastanza per nessuno, soprattutto, per educare e per recuperare.
Forse, in questi anni il tema è stato affrontato in maniera troppo ideologica: spesso i SERT hanno prevalso sulle comunità, poi le comunità sono riuscite a tornare alla pari, poi ci sono gli scandali che interessano le comunità e allora si torna ai SERT, ma, alla fine, sembra quasi che del recupero umano e sociale del tossicodipendente interessi poco a tutti e sicuramente consentirgli di iniettarsi una sostanza che, ancorché in forma asettica e sanitariamente controllata, a lungo andare si rivelerà letale, non è un modo per recuperarlo.
In questa sede prescindo da valutazioni di carattere morale, spirituale, religioso e filosofico, ma fotografo solo una situazione: queste stanze, comunque le si voglia congegnare, concepire ed intendere, rappresentano una sconfitta di fronte alla morte, perché diciamo al tossicodipendente che siamo impotenti e di morire nel modo più indolore e più pulito possibile, di non turbare la coscienza sociale, perché ci fa un po' schifo che si sia ammazzato stringendosi un laccio sopra ad una panchina, magari al Parco del Valentino, perché ci deturpa pure uno dei posti più belli della città.
Concludo, dicendo che chiaramente siamo contrari a tutte le forme di somministrazione di stupefacenti e che crediamo che questa Città si dovrebbe impegnare di più in prevenzione; riteniamo che occorrerebbe spendere il nostro tempo (e magari anche quello della IV Commissione) per cercare di attuare delle misure preventive ed educative nelle scuole di nostra competenza.
Secondo noi, questo sarebbe l'approccio migliore, più giusto e corretto per affrontare questo problema.
In qualunque modo voterete, se voterete uno di questi documenti che aprono ad una sperimentazione (che al momento è illegale e che quindi nessuno può promuovere se non lo Stato), sarete stati sconfitti non solo dai mercanti di droga e di morte, ma perché avrete ammesso la liceità dell'ammazzarsi, nettando, però, la buona coscienza di tutti, perché è molto meglio un lettino con un telo bianco, che non una panchina sotto qualche foglia secca.
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