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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 14 Gennaio 2008 ore 15,00
Paragrafo n. 2
INTERPELLANZA 2007-07425
"BAMBINI, RAGAZZI E OPERA LIRICA" PRESENTATA DAL CONSIGLIERE COMUNALE OLMEO IN DATA 2 NOVEMBRE 2007.
Interventi

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
Iniziamo l'adunanza del Consiglio Comunale discutendo l'interpellanza n. mecc. 200707425/02, presentata in data 2 novembre 2007, avente per oggetto:
"Bambini, ragazzi e opera lirica"
Il sottoscritto Consigliere Comunale,
PREMESSO CHE
- la Fondazione Teatro Regio di Torino propone, anche in questa stagione, un'offerta formativa per le scuole torinesi interessante e apprezzata;
- in particolare, le attività contenute in "La Scuola all'Opera" consentono agli studenti di partecipare a una svariata serie di iniziative che comprende spettacoli, laboratori, attività didattiche, visite guidate e percorsi interdisciplinari, anche in collaborazione con altre importanti istituzioni culturali cittadine;
CONSIDERATO CHE
- il Teatro Regio di Parma da alcuni anni ha allestito una vera e propria stagione lirica per i giovanissimi denominata "Imparolopera";
- le Opere offerte sono le stesse che compongono, negli stessi giorni, il cartellone della Stagione Lirica del Teatro Regio di Parma, ma ripensate, riviste, rimontate e adattate per il pubblico di domani, per gli allievi delle scuole elementari e medie; in particolare sono utilizzate le stesse scene e costumi; un attore - fungendo da narratore - agevola l'attenta partecipazione di bambini e ragazzi presentando i personaggi e collegando e commentando le scene;
- l'iniziativa ha avuto grande successo ed ha l'indubbio merito di formare nelle nuove generazioni il gusto per l'opera lirica, patrimonio artistico del nostro Paese;
INTERPELLA
Il Sindaco e l'Assessore competente per sapere se non ritengano possibile, per la prossima stagione lirica, sperimentare anche nel nostro Teatro Regio questa apprezzabile iniziativa.
F.to Gavino Olmeo

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola, per la risposta, all'Assessore Alfieri.

ALFIERI Fiorenzo (Assessore)
Premesso che il Comune di Torino non ha alcuna competenza nello stabilire i programmi di quelle attività che sono proprie del Teatro Regio, né quelle di carattere specificamente lirico/sinfonico, né quelle di vocazione didattica (diversamente dalle iniziative che la Città chiede al Regio di realizzare per conto suo a fronte di risorse aggiuntive mirate), ho chiesto al Sovrintendente elementi per poter rispondere a questa interpellanza in modo informato e plausibile. Quanto segue contiene le informazioni e le considerazioni che il Sovrintendente mi ha gentilmente fatto pervenire.
"Dal 1990 il Teatro Regio offre a tutte le scuole del territorio metropolitano e regionale un'ampia offerta di proposte didattiche per avvicinare i giovani al mondo dell'opera. Tale attività si è consolidata negli anni e oggi si può affermare, senza timore di smentita, che il nostro Teatro non ha eguali nel panorama italiano per qualità e quantità dell'offerta e per numero di partecipanti. Soltanto nel corso della stagione 2006/2007 più di 53.000 bambini e ragazzi di ogni ordine e grado scolastico, dalla materna all'Università, provenienti da Piemonte, Liguria, Valle d'Aosta, Lombardia, Savoia e Costa Azzurra, hanno partecipato, pagando biglietti di ingresso a costi contenuti, alle oltre 1.000 manifestazioni a loro dedicate.
Tali cifre non fanno che confermare la validità dell'indirizzo didattico intrapreso, molto apprezzato dagli insegnanti e dalle istituzioni che negli anni hanno patrocinato l'iniziativa, tra le quali segnaliamo il MIUR, l'IRRE e l'AGIS. Il Regio è stato inoltre invitato a far parte del RESEO, la rete dei teatri d'opera europei che vantano le migliori sezioni didattiche e i progetti educativi più avanzati.
Il settore Scuola del Regio è composto da circa 20 persone altamente qualificate nella didattica e nella storia della musica e della scenografia.
Da oltre un decennio la progettualità di questo gruppo di lavoro genera innumerevoli proposte interdisciplinari che vengono accolte e gestite in partnership dalle sezioni didattiche del Museo Nazionale del Cinema, della Fondazione Torino Musei, del Conservatorio 'G. Verdi', del Teatro Stabile, Palazzo Reale, del Museo del Risorgimento, della Galleria Sabauda, del Museo Egizio, di Palazzo Bricherasio, della Fondazione Accorsi e della Fondazione Tancredi di Barolo.
Se il Regio è, tra quelli italiani, il teatro che più investe risorse economiche e umane nei progetti destinati al pubblico giovane, occorre sottolineare che la grande affluenza rende possibile che l'attività didattica si autofinanzi. Spettacoli di opera e balletto, concerti, percorsi urbani con esecuzioni musicali, visite drammatizzate al teatro e ai musei, laboratori di canto, danza, scenografia, lezioni-concerto, esercitazioni corali quasi sempre registrano l'overbooking e non riescono a soddisfare tutte le richieste.
Per entrare nel tema specifico dell'interpellanza del Consigliere Olmeo, siamo certi della bontà della proposta del Regio di Parma intitolata 'Imparalopera'. Tuttavia, in base alla nostra esperienza e al parere della nostra direzione artistica e dei qualificati didatti che elaborano i nostri progetti, crediamo che piuttosto di un seppure accuratissimo 'surrogato' della versione originale di un'opera, dove la parte dell'orchestra viene magari riassunta al pianoforte, sia meglio offrirne ai giovani debitamente preparati la versione integrale (per fare un paragone con le arti figurative, sarebbe come mostrare loro la versione in bianco e nero di un quadro a colori: noi preferiamo proporre il quadro a colori...). E, inoltre, riteniamo sia giusto educare i ragazzi a un responsabile e consapevole consumo culturale che prevede l'inscindibile abbinamento dell'esperienza estetica dell'ascolto con il rito sociale dell'andare a teatro mischiati a un pubblico adulto. Piuttosto, per avvicinare i più piccoli ad un tipo di spettacolo - l'opera, appunto - che talvolta esorbita, per la durata, dalla loro soglia di concentrazione, il Regio ha preferito intraprendere un lavoro di 'riduzione organica' di alcuni titoli popolari adatti per il soggetto fiabesco ai bambini (Il Flauto magico, Cenerentola) salvando però la ricchezza timbrica di un'orchestra, anche se ridotta, e anzi coinvolgendo tutta la platea nella partecipazione 'attiva' alla rappresentazione attraverso l'esecuzione delle parti corali. D'altronde, la proposta di un cartellone mattutino per i piccoli parallelo alla stagione d'opera serale ci pare difficilmente praticabile, considerati i titoli spesso non idonei a un pubblico di giovanissimi (per citare ad esempio la stagione corrente, Lucrezia Borgia, Salomè, La clemenza di Tito, Edgar).
Nella logica di una continua evoluzione dell'offerta per un pubblico, come quello degli studenti, che per definizione cambia velocemente, sarà in ogni caso cura del Teatro Regio approfondire l'analisi del progetto di Parma per meglio valutarne la qualità, i costi, i ricavi e l'eventuale fattibilità con i dovuti adeguamenti anche nel nostro Teatro.
E per finire, citiamo ciò che scrisse lo scorso anno l'autorevole giornalista della Stampa, Vittorio Sabadin: "Una delle più belle rappresentazioni del Flauto Magico di Mozart è andata in scena nei giorni scorsi al Piccolo Regio.
È stato meraviglioso per quei 500 bambini seduti in platea ad ogni replica, chiamati dal direttore a integrare il canto dei professionisti in scena. È un esempio da imitare per tutti quei sovrintendenti che si lamentano di vedere sempre più capelli bianchi in platea. Se Mozart fosse stato in sala, avrebbe applaudito più di tutti. Non capita spesso di vedere gruppi di bambini, che immaginiamo sempre intontiti davanti alla tv o impegnati in qualche videogioco, uscire da un teatro canticchiando arie di Mozart. È la dimostrazione che ogni vero capolavoro può avere diversi livelli di lettura, ma anche la prova che è sbagliato pensare che fra i ragazzi e la musica classica il solco sia ormai incolmabile: basta sapergliela spiegare."".

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Olmeo.

OLMEO Gavino
Vorrei ringraziare l'Assessore per la risposta e il Sovrintendente per avergliela parzialmente istruita, ribadendo quanto ho detto in Commissione e cioè che sono fermamente convinto, come ho scritto nell'interpellanza, che anche in questa stagione il Teatro Regio di Torino propone un'offerta formativa per le scuole torinesi interessante e apprezzata e che "La Scuola all'Opera", che è la parte formativa e didattica del Regio, è probabilmente quanto di meglio si trovi non solo in Italia, ma anche in Europa, da questo punto di vista.
"Imparolopera" di Parma è qualcosa di diverso. Credo che anche lo stesso Sovrintendente abbia risposto con molta onestà e cioè che, dal punto di vista didattico, sia meglio fare in maniera diversa. Io non sono, come ben sa l'Assessore, un melomane o un cultore particolare dell'opera, ma ritengo, per quel poco che posso comprendere anche di questioni formative, che "Imparolopera" possa essere di una qualche validità, ma sono le persone che al Regio si debbono occupare di queste cose a stabilire le priorità e la valenza didattica di ciascuna delle iniziative.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
L'interpellanza è discussa.
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