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CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Prima di dare la parola al Sindaco o all'Assessore da lui delegato, vorrei informare i Colleghi che non saranno tollerati atti od ostentazioni che possano essere considerati lesivi della onorabilità e della dignità della Sala Rossa. Invito pertanto i Colleghi, avendo avuto la percezione che forse qualcosa del genere si possa venire a determinare, a desistere da tentativi di questo genere, perché ovviamente, al secondo richiamo, la seduta verrà sospesa per allontanare coloro che continueranno a mantenere atteggiamenti non consoni alla dignità dell'Aula. La parola all'Assessore Mangone. MANGONE Domenico (Assessore) Come è noto, la questione dei rifiuti della Campania si è trasformata in una questione di carattere nazionale, un'emergenza che si sta sviluppando su due fronti. Uno di carattere sanitario e l'altro di ordine pubblico. I giornali, in questi giorni, stanno riportando le notizie di ciò che sta succedendo in tutta Italia. Vi è il richiamo accorato del Presidente del Consiglio e non solo. Anche il capo dell'opposizione, ha in qualche modo evidenziato questa situazione di emergenza. In questo quadro si inserisce la richiesta del Commissario delegato all'emergenza dei rifiuti in Campania, che giovedì scorso verso le ore 20.00 ha inviato al Sindaco della Città di Torino una missiva avente ad oggetto: "Emergenza rifiuti. Richiesta di disponibilità". Evidentemente, questa richiesta fa seguito ai contatti informali avuti con l'Assessore Regionale e con il Sindaco della città. Il giorno successivo al ricevimento di questa missiva, nella quale veniva chiesta la disponibilità della Città di Torino ad accogliere quantitativi non determinati di rifiuti della Città di Napoli, inviavamo una richiesta ad AMIAT per capire in termini tecnici quale fosse la disponibilità da parte della nostra discarica ad assorbire dei rifiuti e quale fosse il quantitativo che la nostra discarica era in grado di accogliere. L'AMIAT, su nostra richiesta, ha evidenziato che la discarica era nelle condizioni di poter accogliere un quantitativo di rifiuti intorno alle 3 mila tonnellate e che questa disponibilità emergeva dal fatto che la raccolta differenziata - e poi approfondiremo anche l'aspetto di quest'ultima - nell'anno 2007 era cresciuta e aveva, di conseguenza, fatto confluire meno rifiuti nella nostra discarica. Quindi, partendo da questo presupposto, quantificava in 1.450.000 metri cubi la disponibilità ancora residua, fissando la chiusura al 31/12/2009; perciò, da una parte, vi erano i dati della raccolta differenziata, dall'altra, in virtù del fatto che quest'ultima è cresciuta anche nel 2007, una disponibilità di spazio (intorno a 3.000 tonnellate) tale da non mettere in discussione quanto è stato già concesso ed è in via di concessione all'AMIAT e pure tale da non mettere in discussione il Piano provinciale dei rifiuti. Pertanto, sul piano tecnico, la raccolta differenziata è il nodo cruciale di questa disponibilità. Leggerò alcuni dati (relativi agli ultimi anni), che in qualche modo rendono l'idea del motivo per cui una disponibilità politica si sia poi trasformata in disponibilità tecnica. La raccolta differenziata, a Torino, nel 2003 era al 26,1%, nel 2004 al 32%, nel 2005 al 35,3%, nel 2006 al 36,9% e nel 2007, sebbene il dato non sia ancora definitivo, abbiamo ragione di ritenere che supererà, seppure di poco, il 39%. A queste percentuali sulla raccolta differenziata, evidentemente, corrispondono i conferimenti in discarica, di cui posso riferire i dati relativi agli ultimi tre anni, per quanto riguarda la città di Torino: nel 2005, abbiamo conferito 331.000 tonnellate; nel 2006, 319.000 tonnellate; nel 2007, 305.000 tonnellate. Poi, gli altri clienti della Società AMIAT (sostanzialmente, COVAR e SETA), vi conferiscono i rifiuti speciali (non s'intendono quelli tossici, poiché, di fatto, sono assimilati agli urbani) e circa 100.000 tonnellate di fanghi. Quindi, tutti questi soggetti che conferiscono nella discarica di Basse di Stura, nel 2005, hanno conferito 644.000 tonnellate, nel 2006, 587.000 tonnellate e, nel 2007, 562.000 tonnellate. Da queste cifre si può evincere che, di anno in anno, i conferimenti sono diminuiti e, rispetto all'anno scorso, di oltre 15.000 tonnellate. Venerdì scorso, a fronte di questi dati che ci venivano forniti dall'AMIAT, il Sindaco ha inviato una lettera (allegando i documenti anzidetti) ai Presidenti della Regione, della Provincia e dell'ATO, chiedendo loro di assumere le determinazioni di competenza. L'ATO ha immediatamente convocato in via d'urgenza, per domani pomeriggio, un'assemblea, nella quale si discuterà della questione, su cui probabilmente si deciderà. Oltre alle lettere inoltrate ai soggetti succitati, ne è stata inviata un'altra al Commissario Cimmino, nella quale si comunicava che la richiesta era stata trasferita all'ATO per la decisione del caso, ma si evidenziavano preoccupazioni sul piano politico per la soluzione del problema dei rifiuti in Campania, poiché è evidente che il piano messo in atto dal Governo, che in qualche modo prospetta una soluzione, appare di difficile realizzazione nei tempi dati dal Governo stesso; inoltre, si chiedeva al Commissario di avere una qualche garanzia sulla risoluzione del problema dei rifiuti in Campania. In questo atto, da un lato, si manifesta disponibilità alla solidarietà ed all'aiuto nei confronti di una regione con grosse difficoltà, mentre, dall'altro, si evidenzia l'impossibilità a ripetere atti simili. Inizialmente, la Città di Torino ha espresso la propria disponibilità politica ad aiutare a risolvere il problema, basandosi sui dati tecnici che ho fornito oggi, ma sempre tenendo presente il termine del 31/12/2009, data fissata anche da atti d'indirizzo di questo Consiglio, sulla cui base ci stiamo muovendo, affinché il ciclo integrato dei rifiuti nella provincia di Torino resti in equilibrio, aspetto del quale sicuramente ci preoccupiamo e che seguiamo con grande attenzione. Quindi, considerato il trend attuale della raccolta differenziata (cioè, il minor conferimento) e le quantità già concesse ed in via di concessione (infatti, ad oggi, all'AMIAT sono già state concesse 890.000 tonnellate, ma è stata fatta una richiesta di concessione per 560.000 tonnellate), esiste la possibilità che, al momento della chiusura della discarica, nel 2009 (perciò, a questo punto, la variabile quantità diventa indifferente), ci ritroveremo a non aver esaurito tutte le quantità delle quali avremmo invece potuto usufruire, oltretutto avendo negato una solidarietà che, di fatto, non modificherebbe alcunché alla nostra realtà, ad iniziare proprio dall'equilibrio del Piano dei rifiuti. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Per quanto riguarda la situazione delle discariche nella provincia di Torino, abbiamo fatto già diverse Commissioni sul tema, come sanno quanti frequentano la VI Commissione. Peraltro, non più di un paio di mesi fa, ho risposto ad un'interpellanza (se non ricordo male, presentata dal Gruppo dell'UDC) e, in quell'occasione, avevamo discusso ampiamente della situazione delle discariche nella provincia di Torino; ebbene, la situazione va seguita con grande attenzione, ma, ad oggi, come dissi in quell'interpellanza generale, non desta particolari preoccupazioni. La fase transitoria, che, dal 2009 al 2011, ci vedrà trasportare i nostri rifiuti in discariche diverse da quella di Basse di Stura, è seguita molto attentamente dalla Provincia, poiché la pianificazione (fatta dalla Provincia, unitamente all'ATO rifiuti) ha avuto ed ha la sua efficacia; perciò, da un lato, esiste un progetto di sopraelevazione e, dall'altro, di ampliamenti, i quali consentiranno di coprire, in qualche modo, quello spazio temporale nel quale serviranno circa 2,5 milioni di metri cubi. Questi 2,5 milioni di metri cubi verranno distribuiti nelle diverse discariche attualmente già in uso, le quali saranno in parte sopraelevate ed in parte ampliate. Perciò, in seguito a tali considerazioni, la Città di Torino propende a dare la propria disponibilità; tuttavia, siccome ogni decisione sulla materia spetta agli organi competenti (appunto, l'ATO e la Provincia), non possiamo che rimanere in attesa delle loro decisioni. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Ricordo che il tempo a disposizione per gli interventi è di 5 minuti per Gruppo, non per i singoli Consiglieri. La parola al Consigliere Ghiglia. GHIGLIA Agostino Immagino che il suo appello, rivolto prima all'Aula per assicurare la democraticità del dibattito, terrà conto dello stesso atteggiamento che lei ha tenuto quando i delinquenti dei centri sociali, insieme ad alcuni sedicenti profughi, hanno occupato il Consiglio Comunale per mezza giornata; cioè, presumo che i Consiglieri Comunali, i quali volessero eventualmente fare qualcosa, avranno diritto allo stesso - perlomeno lo stesso, Presidente - trattamento dedicato agli squatter. Quindi, le ricordo ("Memento!", come talvolta si dice) che la sua tolleranza, rispetto a qualsiasi cosa capiti in quest'Aula, dovrà stare fra le 6 e le 8 ore. Invece, tornando alla materia in questione, voglio esprimere subito un chiaro e forte "no" alla "munnezza" campana, che il Sindaco Chiamparino vorrebbe trasformare in "rumenta"! Lo diciamo, non per la quantità di rifiuti in sé, che non è di una rilevanza tale da destare preoccupazioni, ma principalmente per due motivi. In primo luogo, è la seconda volta che capita in due anni e tutti, la volta scorsa - era stato un coro unanime -, dicevamo: "Basta, non si deve più fare! È giusto che ogni Istituzione si assuma le proprie responsabilità; è giusto che, anche in Campania, nonostante la camorra e l'assenza della politica, si comincino a scavare delle buche e a programmare degli impianti di valorizzazione dei rifiuti!". Francamente, Colleghi, chi crede alla solidarietà nazionale per 2.000 tonnellate di rifiuti che, giustamente, quanti sottostimano il problema dicono corrispondenti a due giornate di conferimento, addirittura una nella discarica di Basse di Stura, e due giorni di rifiuti prodotti a Torino? Non è niente! Però, la questione di principio è fondamentale: se voi non lo farete, terrete comunque fermo il principio secondo cui anche chi sporca produce, perché, signor Sindaco, l'altra volta lei mi ha dato una lezione sul NIMBY ("Not In My Back Yard", ovvero "non nel mio giardino"), mentre il nostro problema è che non l'abbiamo più, il giardino! C'è solo quella montagna di cacca che è Basse di Stura! Non ce l'abbiamo più, il giardino! Non l'hanno a Napoli, ma non ce l'abbiamo neanche noi! Sappiamo tutti benissimo, infatti, che quella discarica è già esaurita e che ne proroghiamo l'apertura per carità di patria, altrimenti, Assessore Mangone, non sapremmo dove mandare la nostra "rumenta"! È un fatto chiaro a tutti! Ricordo ancora quando un Assessore che si chiamava Vernetti - allora, faceva il Verde semirivoluzionario, poi, è diventato un "poltronista" - diceva che, irrevocabilmente, entro il 1999, la discarica di Basse di Stura sarebbe stata chiusa. Allora, qualcuno - magari, lo stesso Vernetti, un giorno - mi dovrebbe spiegare che cosa mai sia successo, in questi nove anni, nella discarica di Basse di Stura! O sono arrivati i marziani, che hanno svuotato il buco con le loro pistole laser, oppure questa discarica è a norma, perché non possiamo fare diversamente che fare in modo che lo sia! Quindi, ribadiamo il nostro "no", di fronte ad una mancanza di assunzione di responsabilità di altri (del Sindaco Iervolino e del Presidente della Regione, Bassolino), che non se la possono più cavare così! È inutile che ci vengano a dire che ci sono gli interessi della camorra, perché ci saranno pure gli interessi della camorra, ma ci sono anche le responsabilità di chi ha le responsabilità politiche e non le assume! In secondo luogo, che cosa arriva da Napoli, Assessore Mangone? A Napoli, tutti si preoccupano del contenuto di quei rifiuti; invece, noi possiamo accettare che, domani, arrivino rifiuti di cui non conosciamo la provenienza, senza sapere che cosa contengano? Noi vi diciamo subito "no", ma fate almeno dei controlli a campione, prima di farli entrare in discarica, non prendete subito tutto, perché questa sarebbe un'ulteriore responsabilità di cui vi gravereste! Infine, devo dire che mi sembra sia una guerra interna al Partito Democratico. Capisco che il Presidente Saitta, risultando basso nei sondaggi, dovesse darsi un po' da fare per risalire al 44%, perché l'anno prossimo si vota per la Provincia. Sinceramente, però, non ho capito tanto bene questa polemica, tutta "in house" - visto che si parla di rifiuti e a voi piace -, anche perché, Assessore Mangone, potrebbe lasciar decidere l'ATO, togliendosi ogni responsabilità. Poi, se il Presidente dell'ATO, Foietta, ha detto no e il Presidente della Provincia, Saitta, dice no, fareste pure bella figura! Però, non possiamo andare contro le decisioni dell'ATO e della Provincia, quindi, da parte nostra sarebbe più serio far decidere chi ne ha la competenza. Senza voler fare nulla di eclatante né d'indecoroso per l'Aula, vorrei soltanto fare un regalo al Sindaco Chiamparino. Però, è meglio che questo sacco io lo riempia dopo, di rifiuti, altrimenti, se lo facessi prima, il Presidente mi manderebbe fuori dall'Aula. Il sacco c'è, però, c'è solamente la fotografia del maggiore responsabile di quella che non è un'emergenza, bensì la cronaca di una morte annunciata, ovvero la fotografia del Presidente della Campania, Bassolino. Evidentemente, questo è un sacco, però, non credo che la fotografia di Bassolino possa essere un insulto all'Aula. Dopo, la riempiremo e la consegneremo al Sindaco Chiamparino, in maniera che si ricordi che, la prossima volta, non dovrà accettare neppure un fiore del suo giardino, da questo signore, perché noi, di "rumenta", ne abbiamo già fin troppa! CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Troiano. TROIANO Dario Nell'enfasi del suo intervento, l'Assessore ha detto una cosa inquietante, che sintetizzo così: siccome il mare è già inquinato, possiamo pure buttarvi dentro petroliere che perdono carico; insomma, siccome la discarica di Basse di Stura c'è e fino al 2009 dobbiamo usarla, tanto vale usarla, con tutto quello che ne consegue. Però, la questione è un'altra: innanzitutto, il problema della discarica di Basse di Stura è successivo alla sua chiusura e riguarda la bonifica dell'area stessa, perciò più roba contiene e più bisogna smaltirne; poi, con il ragionamento fatto sui rifiuti della Campania, stiamo mancando di rispetto ai sacrifici che i cittadini della nostra provincia hanno fatto, stanno facendo e faranno dal 2009 in poi, poiché, chiudendo Basse di Stura, abbiamo individuato alcuni siti... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Per favore, non le ho dato la possibilità; quindi, per favore, Consigliere Ghiglia, la smetta! Cerchiamo di ritirare questa cosa, per cortesia! Vuole portarli fuori dall'Aula, cortesemente? (INTERVENTI FUORI MICROFONO). Va bene così, lasciamoli nascosti, in modo che non si vedano. Chiudeteli sotto, per favore! La parola al Consigliere Troiano. TROIANO Dario In passato, abbiamo già chiesto sacrifici ai nostri concittadini della provincia di Torino, li chiediamo tuttora e li chiederemo ancora, perché, con la chiusura di Basse di Stura nel 2009, sono stati individuati altri siti, nella nostra provincia, per lo stoccaggio dei rifiuti fra il 2009 e il 2011, e non credo che i cittadini dei vari Comuni interessati (da Montanaro in poi) siano stati tanto felici di assumere il carico di rifiuti sul proprio territorio. Secondo me, intervenendo a favore dei rifiuti napoletani e della Campania in generale, manchiamo proprio di rispetto nei confronti di questi cittadini; cioè, facciamo passare il messaggio secondo cui, anche se non avessero fatto, stessero facendo o facessero i sacrifici che fanno, il problema sarebbe irrilevante, perché esisterebbe comunque la possibilità di ottenere il medesimo risultato, senza aver ottemperato alla raccolta differenziata e a tutto ciò che, invece, in questi anni, tutti noi abbiamo fatto. Si parla tanto di solidarietà. Ebbene, credo che i nostri concittadini, piemontesi in generale e torinesi in particolare, abbiano sempre dimostrato grande solidarietà verso tutte le vicende che hanno coinvolto non soltanto nostri compatrioti, ma anche popolazioni straniere, in occasione di eventi straordinari, quali terremoti o inondazioni, non dipendenti dalla volontà umana. In questo caso, Assessore, siamo soprattutto di fronte ad una responsabilità politica, che non è solamente quella politica da parte dei politici, ma è anche quella di chi, eccettuato il primo mandato, ha rinnovato la propria fiducia per altre due volte ai medesimi personaggi, pur non avendo avuto risposte su argomenti pesanti e fondamentali, come quello della raccolta rifiuti. Noi abbiamo sempre partecipato e dato il nostro contributo alle vere emergenze. Credo che, come me, anche le persone non più tanto giovani, in quest'Aula, ricorderanno benissimo la vicenda dell'Irpinia: in quel caso, vi fu una corsa, da parte di tutti, per contribuire a sanare una situazione pesantissima per quelle popolazioni; invece, la responsabilità della situazione che si è venuta a creare, oggi, ricade esclusivamente su quei territori, dentro i quali comprendo tutto, dalla gestione politica al fatto che queste popolazioni abbiano dovuto continuamente subire situazioni simili, alle quali avrebbero potuto opporsi fin dal primo momento. Ciò non significa disinteressarsi completamente delle necessità degli altri, ma penso semplicemente alla situazione della provincia di Torino, che non è così ideale da poter ricevere quantità di rifiuti del genere, specialmente considerato che, come ha detto prima il Consigliere Ghiglia, non si sa bene che cosa contengano, perché non so se dentro vi sia qualcosa di obbrobrioso, ma, sicuramente, è tutto tal quale. Non esiste differenziazione nella raccolta dei rifiuti provenienti da Napoli, perciò arriverebbe tutto ciò che capita, senza alcuna separazione fra plastica, vetro ed umido, che poi dovremmo stoccare. Credo, Assessore, che potremmo anche chiedere questo sacrificio ai nostri cittadini. Ovviamente, attraverso il suo Sindaco, il Comune di Torino esprime un auspicio, dal momento che, come mi pare lo stesso Sindaco abbia ben ricordato ieri, la responsabilità della decisione spetta all'ATO ed alla Provincia; pertanto, il Sindaco del Comune più importante a ricevere questo materiale può solamente dare una disponibilità, ma la responsabilità della decisione spetta ad enti sovraterritoriali rispetto al Comune di Torino. Quindi, la decisione spetterà al Presidente Saitta, insieme ad altri, ma non insieme al Sindaco Chiamparino; la Provincia, che ha le sue competenze, dovrà decidere se ricevere o meno i rifiuti di Napoli. Il Presidente Saitta ha già espresso la propria idea a chiare lettere. Siccome la condivido, gli ho solamente espresso il mio auspicio, ovvero che tale posizione non venga poi mediata o ridotta, in funzione di pressioni politiche nazionali o regionali che, in qualche modo, potrebbero fargli cambiare idea; peraltro, come precedentemente ricordato da qualche Consigliere, essendo in una posizione di classifica non così eccelsa fra i gradimenti dei Presidenti delle Province d'Italia, non ha certamente bisogno di aggravare la propria posizione con una simile decisione, che ai cittadini della nostra provincia non piacerebbe affatto. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Domenico Gallo. GALLO Domenico Innanzitutto, devo dire che mi sarei aspettato ed avrei anche gradito un intervento più appassionato, da parte dell'Assessore Mangone (oltretutto, considerando che il suo cuore batte a sinistra), sui temi della solidarietà di cui parla sempre. Il suo intervento mi è sembrato un po' freddino, perché, come già il Sindaco ha fatto nei giorni scorsi, anche lei ha espresso ampia disponibilità, però ha detto che, alla fine, non siamo noi a decidere; ebbene, ciò mi pare un po' senza cuore, poiché, specialmente da parte sua, che è pure un cattolico, quindi, con il cuore a sinistra, mi sarei aspettato un po' più di determinazione nel ricercare una soluzione positiva, che partisse proprio dal dato sentimentale. Poi, vorrei approfondire quattro concetti di base. Il primo è che non riesco a capacitarmi del fatto che si possa dire "no" rispetto ad una drammatica situazione, le cui vittime non sono la camorra, Bassolino o Iervolino, bensì bambini, donne, anziani, insomma, delle persone! Credo che, di fronte ad un'emergenza sanitaria, ad eventi di una simile gravità, coloro i quali si assumono la responsabilità di lasciare la popolazione in quella situazione, francamente, debbano fare considerazioni di solidarietà. Il secondo aspetto è che ritengo veramente grave la strumentalizzazione politica fatta su questo terreno. Si stanno organizzando manifestazioni, i cui protagonisti - è un dato - sono teppisti prezzolati e pagati, come ha dichiarato il Questore di Cagliari, il quale ha parlato di 7 teppisti arrestati, pagati e prezzolati! Quindi, non sono solamente quelli dei centri sociali che creano disordini, poiché si tratta di teppisti pagati, ed io auspico che la Magistratura possa indagare e colpire, non tanto gli esecutori (anch'essi vittime), quanto soprattutto i mandanti. Il terzo aspetto riguarda un fatto grave, perché, al di là del diritto alla giusta critica politica sulle negligenze e sull'immobilismo delle Istituzioni campane, il Presidente della Regione Campania, Bassolino, ed il Sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino, dovrebbero fare un po' mente locale e, senza aspettare che qualcuno dica loro di dimettersi, dovrebbero pensarvi di propria sponte, dal mio punto di vista, senza essere spinti a farlo. Infatti, ritengo veramente grave quanto accaduto in quella regione e che anche le Istituzioni locali, probabilmente condizionate pure da un soggetto economico presente nell'area - la camorra -, abbiano certamente delle responsabilità. Un fatto ancora più grave, poi, è che anche Presidenti di Regione, pure di centrosinistra, abbiano fatto finta di niente, rispetto alla questione. Sento l'esigenza, a questo punto, di rivolgermi al Presidente Saitta, al quale vorrei dire: "Caro Presidente, credo che tu sia stato molto imprudente a farti paladino di un 'no', senza aver prima pensato a far svolgere delle verifiche tecniche". Infatti, il "no" del Presidente Saitta è stato espresso prima che l'ATO avesse effettuato le opportune verifiche tecniche, perché l'Assessore ha appena finito di dire che lo spazio e la capienza consentono ancora di conferire rifiuti nella discarica di Basse di Stura. Io non so se l'abbia fatto per questioni di popolarità o d'impopolarità; però, so che alcuni Sindaci si sono assunti la responsabilità, dichiarando di avere la disponibilità, come hanno fatto il nostro Sindaco ed altri Sindaci, ma anche altri Presidenti di Regione. Non ritengo che 3, 4 o 5.000 tonnellate possano rappresentare un grave problema, né, tanto meno, che possano essere risolutivi della questione; penso altresì che quella disponibilità si configuri come un semplice gesto di solidarietà. Poi, vorrei chiedere al Presidente Saitta se non sia irresponsabile dire "no", senza aver prima fatto una verifica tecnica. Per quanto mi riguarda, è veramente irresponsabile! Che cosa succederebbe, infatti, se tutti i Presidenti, di Provincia e di Regione, facessero come il Presidente Saitta, il quale ha scritto una lettera al Commissario De Gennaro, per dire "no" e che si metterebbe anche di peso a fermare i camion? Veramente, penso che una dichiarazione simile sia non solo di cattivo gusto, ma anche una caduta di stile, da parte di un Presidente che stimavo fino a qualche giorno fa! Credo che il Presidente Saitta debba riflettere e dare spazio a quella solidarietà di cui ha tanto bisogno la parte buona della popolazione campana, perché in questa regione, come in Sicilia ed in Calabria - sia chiaro -, non sono tutti camorristi e mafiosi, ma esistono anche famiglie perbene! Però, oggi, non sono nelle condizioni di praticare la raccolta differenziata, perché è inutile andarsene in giro con il proprio cartoncino o la propria scatoletta, senza sapere dove collocarli! Dove possono mettere la raccolta differenziata, queste famiglie perbene? Dove la mettono, se la questione, in quella regione, è egemonizzata dalla camorra organizzata? Le responsabilità esistono. Quindi, Colleghi, si dovrebbe lasciare meno spazio alle strumentalizzazioni, semmai, strumentalizziamo su altre cose! Lì domina la camorra, che, comunque, inquina anche la politica, in quella regione! Infine, relativamente al quarto aspetto, devo dire che, oggi, dal Comune di Torino avrei desiderato una maggiore chiarezza, che nell'intervento dell'Assessore non è stato possibile cogliere, perciò, spero nella replica del Sindaco. Credo che, adesso, in quest'Aula, debba essere compiuto un gesto simbolico che dimostri, attraverso le dichiarazioni del Sindaco, la solidarietà della città di Torino a quella popolazione e, in particolare, alla sua parte buona. Penso che, contemporaneamente, dobbiamo lanciare un messaggio alla popolazione napoletana, ossia che è ora di rimboccarsi le maniche, dando avvio ad un processo nuovo di raccolta differenziata dei rifiuti e ad una spinta politica verso la conclusione degli impianti d'incenerimento, da tempo iniziati e mai completati. Ritengo che questi dovrebbero essere il clima e l'idea nati da questa Sala, e auspico che il Sindaco faccia un intervento in tal senso. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Carossa. CAROSSA Mario Auspico che il Sindaco faccia il Sindaco dei torinesi e non di altri cittadini, perché la sua responsabilità è questa. Farò anche parte dei cattivi cittadini, perché quelli buoni sono coloro i quali devono prendere tutto, dalla "rumenta" a qualsiasi altra cosa, però, dopo l'intervento dell'Assessore, ho capito che, come al solito, siamo in Italia: chi fa, chi lavora, chi è serio, alla fine, è fesso; chiuso, chi se ne frega! Chi non fa niente viene ricompensato. Non so se l'Assessore, a casa propria, faccia o meno la raccolta differenziata... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). La mia era semplicemente una domanda retorica, naturalmente, non vengo certo a controllare! Io la faccio, anche perché sono obbligato, come tanti cittadini torinesi, dal momento che abbiamo il "porta a porta". Quindi, non capisco - voglio dirlo molto chiaramente - perché dobbiamo prendere la spazzatura di altre regioni, di posti nei quali non viene attuata o solo minimamente, perché, come lei ha detto giustamente, a Torino abbiamo un 39% di raccolta differenziata e nella provincia di Torino superiamo il 45%, mentre a Napoli hanno soltanto il 6% e la Campania il 10%. La raccolta differenziata è fatica, perché non è simpatico tenere in casa 4 o 5 contenitori, con tutto ciò che ne consegue, dall'odore allo spazio occorrente, eccetera. Certamente, è anche fatica, ma è civiltà! Bravo, signor Sindaco, vedo che, lentamente, magari, incomincia... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Bravo. Quindi, è fatica, e non posso davvero accettare il discorso dell'Assessore, perché, solamente girando per la città, in qualsiasi bar di Torino, al di là dei colori politici, sento la gente che si chiede il motivo per cui dobbiamo prenderci quella spazzatura per l'ennesima volta! Assessore, voglio ricordarle queste date - 2001, 2003, 2004, 2006 e 2007 -, perché continuate e vi permettete di continuare a chiamare "emergenza" una cosa simile, quando si tratta soltanto di mala politica, significa solamente fregarsene del proprio territorio, cosa che, invece, a prescindere dai colori, a Torino non avviene, poiché ci si dà da fare! Come lei giustamente ha detto, Assessore, la nostra discarica può veramente ricevere ancora rifiuti; purtroppo, però, come lei stesso ha detto, se non erro, il 1° ottobre, Basse di Stura chiuderà il 31/12/2009 e sarà una delle discariche oggetto di ampliamento, perché è già stata richiesta l'autorizzazione per porre in atto un ulteriore ampliamento di 500.000 metri cubi. Ecco perché "noi" abbiamo possibilità: continuiamo ad usare e addirittura ad ampliare le nostre discariche, mentre in Campania non ne realizzano nemmeno una! Non entro nel merito delle dimissioni dell'ex Commissario Bertolaso, in contrasto con il Ministro Pecoraro Scanio sulla questione della discarica e del suo utilizzo o meno, ma è questo il discorso che bisogna fare, anziché quello delle 3.000 o 5.000 tonnellate di rifiuti! Non bisogna premiare chi non fa, chi se ne infischia! Invece, vorrei chiedere, in primis, al Sindaco e, poi, all'Assessore, di fare un gesto al contrario. A me dispiace che, ogniqualvolta vi sia la possibilità, al di là della città di Torino, di ritagliarsi uno spazio a livello nazionale, il Sindaco ci s'infili, perché, prima di dare il suo assenso convinto - mi permetta, signor Sindaco -, la sua disponibilità ad accogliere rifiuti, dovrebbe pensarci bene! Perché, nella provincia di Torino, dobbiamo aprire una nuova discarica a Buriasco? Perché dobbiamo aprire una nuova discarica e continuare a prendere anche gli altri rifiuti? Sono questi i principi su cui bisogna andare a discutere! Inoltre, signor Sindaco (non mi rivolgevo, infatti, soltanto all'Assessore), non venga a parlarci del "milione di Euro", innanzitutto, perché si è visto in questi giorni che non si sa bene se questi soldi arrivino o meno, poi, perché non posso proprio accettare questa logica - ci tengo a dire, molto seriamente, che non ci sto -, con la quale volete realizzare i termovalorizzatori per prendere i rifiuti di altre regioni, per guadagnarci! Si tratta di un discorso assolutamente politico: io non ci sto alla logica di lucrare sui rifiuti, proprio no! Ritengo che ogni regione ed ogni provincia debbano gestirsi i propri! È importante, bisogna veramente farlo, altrimenti, con il pensiero del Sindaco, mi permetta, "business business", si cerca di far venire... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Consigliere Giorgis, abbia un po' di pazienza; anche se parlo un minuto in più, non importa! Comunque, termino qui il mio intervento, perché, effettivamente, per questioni tanto importanti non possono bastare cinque minuti. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La ringrazio, Consigliere Carossa, e voglio dirle che, francamente, accolgo anche con simpatia, il suo sfogo. La prossima volta, in Conferenza dei Capigruppo, discuteremo se sia il caso di aumentare, eventualmente, il numero dei minuti a disposizione; però, esistono delle regole che, una volta fissate, devono essere rispettate, per quanto possibile. La parola al Consigliere Giorgis, il quale - ricordo - ha cinque minuti a disposizione. GIORGIS Andrea Se non sei come il Consigliere Carossa... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Innanzitutto, sono rimasto colpito molto positivamente dall'apertura dell'intervento del Consigliere Ghiglia, il quale ha esordito dicendo che non si tratta di un problema di quantità. Questo mi sembra già un buon inizio, che sgombra il campo (come ha fatto anche bene l'Assessore Mangone) da una facile retorica sullo smaltimento di eventuali rifiuti provenienti da Napoli e, quindi, prolungamento o apertura di discarica, com'è stato detto adesso; insomma, non vi è alcun nesso fra lo smaltimento di questa quantità e l'apertura di nuove discariche, com'è stato riconosciuto dal Consigliere Ghiglia, il quale, sul punto, non è certamente moderato. Credo che, più che parlare di solidarietà, come pure è stato fatto in questi giorni, si dovrebbe parlare di responsabilità verso i nostri cittadini - parlo da amministratore della Città di Torino -, responsabilità verso i cittadini di Napoli e, poi, dopo aver cercato di essere responsabili, penso che si debba pure chiedere altrettanta responsabilità agli amministratori campani, senza alcuna reticenza, legata all'eventuale comune appartenenza politica. Quando parlo di responsabilità verso i nostri cittadini, penso agli impegni che ci siamo assunti ed alla fatica dell'Amministrazione in questi anni, perché non mi riferisco solamente a questa tornata (da quando, cioè, è l'Assessore Mangone a ricoprire questa carica), ma anche alla precedente; quindi, penso agli sforzi che sono stati fatti per realizzare un cronoprogramma, insieme alla Provincia, e per arrivare a scongiurare, nella nostra città, quella situazione d'emergenza che, invece, come possiamo vedere, esiste in altri Paesi. Tenendo fede a quella responsabilità e a quegli impegni, dobbiamo ribadire e spiegare, ai nostri cittadini, che né la chiusura, né l'ampiezza della discarica delle Basse di Stura verrà rimessa in discussione. Quanto noi dicemmo, in ordine alla dimensione spaziale e all'aspetto cronologico, rimane un punto fermo sul quale non intendiamo assolutamente riaprire la discussione, così come deve rimanere un punto fermo quanto abbiamo affermato in ordine all'inceneritore. Richiamo la faticosa opera che la Giunta fece nel corso della precedente tornata amministrativa che ha portato la nostra città ad individuare i siti per la realizzazione di un primo ed un secondo inceneritore. La responsabilità che noi dobbiamo avere nei confronti dei cittadini, però, è anche quella di dire loro che un eventuale smaltimento di rifiuti, se tecnicamente possibile, se l'ampiezza della nostra discarica lo consente, è un atto che non deleghiamo ad altri, perché non è popolare, come è evidente, smaltire i rifiuti di una città che non ha saputo organizzarsi per garantire, come invece altre città stanno facendo, lo smaltimento dei rifiuti stessi. Siccome non è popolare, credo non ci si debba nascondere dietro il fatto che le competenze, in ultima parola, sono dell'ATO e della Provincia. Abbiamo fatto bene a dare questa disponibilità, perché è un'assunzione di responsabilità con un ritorno zero, anzi, con un ritorno in negativo. In questo modo, ci predisponiamo nei confronti dell'ATO e nei confronti della Provincia, ad avere le carte in regola per poter accettare qualsiasi decisione venga assunta, senza essere accusati di esserci scaricati della responsabilità, facendo la parte di coloro che dicono: "Non essendo competenti, possiamo tranquillamente dire: faccia l'ATO". In questo modo, diciamo la cosa più scomoda, dal punto di vista politico e cioè: se ci sono le capacità e le competenze, l'ATO le tenga in considerazione. Noi stiamo assumendoci una scelta politicamente scomoda e non ci stiamo nascondendo dietro l'ATO, ma nel contempo, rispetteremo - io credo che noi dovremmo rispettare - la determinazione dell'ATO e della Provincia, perché l'ATO e la Provincia hanno il compito assai gravoso - dobbiamo riconoscere anche questo - di garantire che non si entri in emergenza e di garantire che non soltanto per la città di Torino, ma per tutto il territorio della Provincia, si arrivi, da qui al 2011, ad un equilibrato processo di smaltimento dei rifiuti, fino a quando il primo inceneritore non sarà in funzione. Dobbiamo chiedere, a chiara voce, che gli Amministratori campani riconoscano le proprie responsabilità. E' doveroso ammettere che non si tratta di un problema di solidarietà, ma di un atto di responsabilità nei confronti della cittadinanza napoletana, che si trova a vivere una vera emergenza. Nel contempo, chiedo anche, agli amministratori campani, di riconoscere che non sono stati capaci di affrontare un tema che non può essere rinviato. A questo proposito, spero anche che il nostro Governo si renda conto che il tema dell'emergenza rifiuti ha raggiunto, nella città di Napoli, una dimensione tragica, ma che, anche nel resto del Paese, è un problema che non può essere sottovalutato. Forse, sarebbe opportuno che il nostro Governo realizzasse un piano straordinario per l'adeguamento di tutta la nazione agli standard europei, affinché l'emergenza, che oggi vediamo a Napoli in maniera drammatica, non si presenti poi, fra poco, in altre regioni. In molti casi, infatti, le risposte negative, date dalle altre Regioni, sono dettate dalla preoccupazione di vivere a propria volta, a breve, una condizione di difficoltà. Ecco perché, secondo me, occorrerebbe avere un piano straordinario per lo smaltimento dei rifiuti, come, negli Anni '50, venne messo a punto un piano straordinario per le reti energetiche e, negli Anni '60, per le infrastrutture. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Angeleri. ANGELERI Antonello Cercherò di essere anche più breve, Presidente. Io penso che, parlando di grande senso di responsabilità, quest'ultimo ci abbia dimostrato, immediatamente, con la scelta - difficile, peraltro - fatta dal Governatore Cuffaro in Sicilia. Il problema è che si sta parlando di una solidarietà a senso unico, di un ragionamento che va solo in una direzione e basta. Allora, dato che ho sentito, fortunatamente, anche da parte dei Consiglieri della maggioranza (ultimo il Consigliere Giorgis) una enorme responsabilità politica, in ordine a questa vicenda della classe dirigente campana. Sicuramente, primo fra tutti, è il governatore Bassolino che, in quella città, ha fatto il Sindaco, continua a fare il Governatore e ha fatto il Commissario e non sente minimamente la responsabilità di rispondere ai propri cittadini. Vede, Consigliere Gallo Domenico, prima, lei ha parlato e si è scandalizzato di chi, prezzolato, aizza la folla e commette atti che andrebbero condannati senza appello. Prima di quegli atti, però, ci sono enormi responsabilità e quegli atti sono la conseguenza - ovviamente negativa e da condannare - di una mancata presa di posizione e di responsabilità politica da parte della classe dirigenziale e politica campana. Ragazzi, penso che Bassolino sia veramente la vergogna dei napoletani e che i napoletani non siano così. Con questi ultimi atti della politica, ha dato sicuramente un esempio da non seguire. Cosa possono pensare, i cittadini, di una gestione politica di questo livello? Penso che se il Sindaco, da una parte, porta avanti un discorso di solidarietà, ci debba essere, dall'altra parte, questa richiesta di assunzione di responsabilità politica da parte della classe politica campana. Vorrei porre una domanda al Sindaco - non so se potrà rispondermi oggi stesso, o se dovrà documentarsi in merito-: dato che è la settima affluenza, nel nostro territorio, di rifiuti provenienti dalla Campania e da altre Regioni, la richiesta è - mi sono documentato e mi pare che alcune fatture non siano state pagate - sono state pagate tutte le fatture relative allo smaltimento dei rifiuti extraterritoriali? Chiederei, quindi, al Sindaco e all'Assessore Mangone, di documentarsi in merito. Mi farebbero una grande cortesia anche perché questo non è un bell'esempio per i cittadini che, poi, hanno ragione di lamentarsi. Una cosa del genere è successa alla Regione Umbria, la quale sta ancora aspettando che venga pagato lo smaltimento dei rifiuti della Campania, per un ammontare di 154.000 Euro, come Regione e 190.000 Euro come Comune di Orvieto. Non vorrei che la stessa cosa capitasse alla Città di Torino e alla Regione Piemonte, anche perché noi chiediamo, visto che la TARSU, ci è stato spiegato, aumenterà in concomitanza dell'apertura del termovalorizzatore del Gerbido. Si richiederanno sacrifici maggiori ai cittadini torinesi ai quali bisogna spiegare che questi sacrifici, in qualche modo, devono essere giustificati, altrimenti la loro unica e legittima reazione sarà solamente la rabbia, come quella che si evince dalla lettera di una signora che scrive, quest'oggi, su "Specchio dei Tempi", nella quale è scritto: "Sono contentissima di accogliere rifiuti indifferenziati di Napoli e Provincia. La Regione ha disperato bisogno di questo pattume. Da oggi potrò iniziare a lasciare anche io, i miei sacchetti indifferenziati per strada e per essere sicura di non incorrere in alcuna sanzione, scriverò sopra: 'Napoli' e potrò anche lasciarli di fronte a casa del Sindaco, del Presidente della Provincia, della Regione (...)" Dato che questa è la percezione dei nostri cittadini, non bisogna far pensare loro che "chi sbaglia paga e i rifiuti sono suoi". La preoccupazione è che certi comportamenti distanzino ulteriormente il nord e il sud del nostro Paese. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Cantore. CANTORE Daniele Assessore... (INTERVENTI FUORI MICROFONO), lo dico anche al Consigliere Giorgis, sarei un po' più prudente nelle parole; capisco che un cuore grande porta anche a grandi espressioni. La vostra maggioranza, con alcuni protagonisti che siedono ancora in quest'Aula, avrebbe dovuto chiudere la discarica di Basse di Stura nel 1999 (è già stato ricordato); non vorrei (in Consiglio Comunale è tutto registrato) che ci trovassimo al 12/12/2009 a dire che anche questa volta non ce l'abbiamo fatta! In quel caso, quindi, più che rivolgerci al suo cuore, dovremmo prendere di mira altre sue parti del corpo, perché sarebbe un fallimento non solo per la Città, ma anche suo personale. Dato che lei ha un cuore grande e le vogliamo bene - come vogliamo bene anche al Collega Giorgis -, la invitiamo ad essere prudente, perché non ci risulta, non avendo la vostra stessa chiarezza e fiducia, che Basse si Stura si possa chiudere entro il 2009. Mi rendo conto che uno può dire una cosa un giorno, un'altra il giorno dopo, non rispettare gli impegni, ma se così non fosse avreste preso per la seconda volta in giro gli abitanti di quella zona, che aspettano dall'89 la chiusura di Basse di Stura. Sono rimasto sconcertato, Assessore, dal fatto che lei - voglio forzare appositamente - abbia detto nel suo intervento "Meno male che arrivano i rifiuti di Napoli, perché potremmo trovarci (in questa enfasi di ottimismo, alla quale mi riferivo prima) senza aver raggiunto i limiti di capienza nel 2009!" Preferisco che non si arrivi a questi limiti, ma avere la sicurezza che quella discarica venga chiusa e che l'inceneritore o termovalorizzatore (nuova definizione più "pulita") venga completato. Quindi, la prego veramente di stare attento a fare queste affermazioni e voglio anche riferirmi, se mi permette, alla sua cultura politica; certamente lei arriva da una parte che, nel Partito Democratico, rappresenta la solidarietà, termine che ho sempre vissuto, personalmente, come molto importante. Voi vi trovate in un partito e in una coalizione dove spesso la solidarietà è stata sbeffeggiata, perché alcuni suoi Colleghi della Giunta o Consiglieri di maggioranza ci hanno sempre spiegato che la solidarietà non è strategica, che è necessaria una programmazione. La solidarietà, è in parte vero, interviene a risolvere un problema immediato, ma non dà delle prospettive. Allora, invece di fare i generosi - se mi permettete, anche con un po' di ingenuità - in una decisione che non spettava a voi, potevate anche lasciare sbrogliare la matassa all'amico del Sindaco, il Presidente della Provincia Saitta, e al Presidente Foietta. Avete voluto intervenire per cercare di tamponare una situazione invece di proporre una soluzione, mentre mi sarei aspettato, data la vostra praticità e la presenza sul problema, una alzata di ingegno. Se qui fosse venuto a proporci di andare in Campania a insegnare a questi incapaci come si smaltiscono i rifiuti, come si fa la raccolta differenziata, come si riesce a far funzionare i termovalorizzatori o a costruirli, in questo caso, e a far funzionare le discariche, l'avremmo ritenuto un aiuto che poteva servire. Altrimenti, se voi accetterete, questa volta, che Basse di Stura venga invasa dai rifiuti campani, andremmo solo a tamponare una responsabilità gravissima che si perpetua in Campania e a Napoli da anni, e certamente non li aiuteremmo con questa solidarietà, sì pelosa, a risolvere i loro problemi. Altra cosa sarebbe rimboccarsi le maniche e cercare di aiutarli sul campo! Consigliere Giorgis, ho apprezzato i riferimenti alle responsabilità degli amministratori campani e anche del Governo, però ci vuole più coraggio. Dovete avere il coraggio di chiedere le dimissioni dell'Assessore all'Ambiente, perché a livello locale, non solo Bassolino, Jervolino e altri, ma a livello nazionale, l'Assessore all'Ambiente ha preso in giro... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Scusate, il "Ministro dell'Ambiente di Torino", è stato un lapsus, ma siccome la vedo così generoso, l'ho paragonato in modo improprio a Pecorario Scanio, con cui avete un pregio (o difetto che sia), che vi accomuna: dire delle cose che non corrispondono alla realtà. Ad esempio, il suo Collega Ministro ha detto più volte che non si sarebbe aperta nessuna discarica ulteriore in Campania rispetto a quelle esistenti. Voi avete sempre il problema che vorreste fare alcune cose, ma poi siete bloccati dalla vostra formazione ideologica o dai vostri alleati di governo e questo è il risultato a livello nazionale, a livello campano e mi auguro non lo sia a livello torinese; per fortuna all'interno della vostra maggioranza e in altri Enti vi è qualcuno che ragiona con maggiore buon senso. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Lonero. LONERO Giuseppe Il mio intervento sarà molto breve. Parafrasando un noto slogan di una pubblicità, la sintesi del mio intervento è: "A Torino no, a Torino non si può!". (INTERVENTO FUORI MICROFONO)... A Torino non si può, perché, per quanto l'Assessore si sia impegnato a darne una visione diversa, la situazione dei rifiuti è difficile e va elaborata considerando insieme il fatto che è prevista la chiusura delle Basse di Stura per raggiunti limiti di capienza entro il 31/12/2009 e poi bisognerà aspettare circa 2 anni per vedere in funzione, in via sperimentale, l'inceneritore. La situazione difficile, mi preme sottolineare, deriva - e l'abbiamo ereditata - da una situazione di inerzia della ex Presidente della Provincia, la professoressa Bresso, che oggi, da Presidente della Regione Piemonte, è stata una delle prime figure istituzionali a lanciarsi in questa corsa di solidarietà nei confronti del Collega di partito Bassolino, probabilmente perché in questo modo voleva far dimenticare quali erano le proprie responsabilità sul territorio; una solidarietà, enunciata dalla Presidente Bresso, che può essere sicuramente interpretata come una solidarietà prettamente politica e forse anche di inerzia nell'agire, come lei stessa aveva fatto da Presidente della Provincia di Torino. Lo stesso sospetto di solidarietà politica viene anche, come è già stata definita prima, dalla freddezza dell'intervento dell'Assessore Mangone. Su un argomento di questo tipo, se c'è veramente convinzione, se c'è partecipazione, solidarietà sentita, volontà di andare in soccorso di una popolazione che è evidentemente in difficoltà e non per colpa sua, allora gli interventi in questo senso dovrebbero essere un po' più accalorati, Assessore. Lei invece si è limitato a darci dei numeri, dei dati, a dire che se l'ATO sarà disponibile, sarà disposto a prendere 3.000 tonnellate di rifiuti; altrimenti pazienza: la collina di Basse di Stura sarà un po' più bassa. Assessore, questo è un atteggiamento che non condividiamo, perché riteniamo che i cittadini torinesi non lo meritino. Quindi, seppur difficile, ritengo che la situazione sul territorio torinese sia risolvibile e, forse, in prospettiva, migliore di quella che ci si poteva attendere, proprio perché i cittadini torinesi sono stati chiamati ad uno sforzo nella raccolta differenziata che sta dando i suoi risultati e che non può essere oggi vanificato, accogliendo la spazzatura che, invece, altri amministratori hanno voluto lasciare per strada. Il "no" ai rifiuti della Campania sul territorio di Torino non intende essere un "no" ai cittadini napoletani o campani, bensì un "no" nei confronti di una cattiva amministrazione di quelle aree territoriali italiane; però, da parte nostra la solidarietà e la comprensione nei confronti dei cittadini napoletani c'è tutta, e riteniamo che dovrebbe essere espressa e concretizzata diversamente, almeno da parte del territorio torinese, ad esempio, accogliendo la proposta del Consigliere Cantore, cioè quella di insegnare come si fa la raccolta differenziata, come si "coltivano" le discariche e come si realizzano gli inceneritori. Questo è quanto ci sentiamo di dire, ribadendo il nostro "no" all'accoglimento dei rifiuti della Campania in questa circostanza. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Zanolini. ZANOLINI Carlo Premetto che il mio intervento non è a carattere personale, ma esprime le convinzioni della stragrande maggioranza dei Verdi torinesi e - penso - anche di una gran parte dei cittadini torinesi. Coerentemente con quanto avevo detto in occasione dell'ultima accettazione dei rifiuti provenienti dalla Campania un anno fa circa, voglio ribadire che siamo assolutamente contrari ad accettare i rifiuti della provincia di Napoli, perché ideologicamente non accettiamo di scindere (come qualcuno ha detto, anche il Capogruppo Giorgis) il concetto di solidarietà da quello di responsabilità. Quando la responsabilità manca, la solidarietà non dev'esserci. Io sono solidale verso chi cerchi di fare tutto quanto è possibile e, per cause avverse, non vi riesca, ma non sono affatto solidale nei confronti di chi non si dia assolutamente da fare per modificare la situazione. Non è detto che, per solidarietà, dobbiamo importare in Piemonte anche la camorra! Il Ministro dell'Ambiente, assumendosi egli stesso la responsabilità di dare il via alla costruzione degli inceneritori, ha dato indicazioni ben precise, fra cui la riduzione dei rifiuti, il loro riciclo ed il loro riutilizzo, ossia le medesime che continuiamo a dare da almeno 15 anni e che la nostra specialità politica c'impone di dare. Se, nonostante queste indicazioni, in quella regione non sono stati costruiti gli inceneritori e non sono state attuate né la differenziata né la riduzione dei rifiuti, la colpa è esclusivamente degli enti locali, i quali non hanno saputo tradurre in pratica gli insegnamenti che ormai tutti proclamano, a livello di tutte le regioni. Poi, a dimostrazione che non sono fazioso, inserisco fra i responsabili per non aver saputo realizzare queste cose anche il Presidente della Provincia di Napoli, che - mi dispiace dirlo - è un Verde, cosicché lo accomuno al Presidente della Regione ed al Sindaco della Città di Napoli. Sono loro i veri responsabili di questa situazione! Quindi, il Ministro aveva dato disposizioni ben precise per fare in modo che il problema dei rifiuti fosse risolto, ma non sono state attuate a livello locale. Le stesse disposizioni ministeriali valgono per la Campania come per il Piemonte, ma con la differenza che, in Piemonte, come ha detto l'Assessore, le cose stanno andando avanti, seppure con difficoltà. Non siamo pregiudizialmente o ideologicamente contrari agli inceneritori, ma vogliamo che, a monte, il problema dell'immondizia sia risolto - o, perlomeno, attenuato - dalla riduzione e dal riciclo. Non vogliamo che i rifiuti siano uno strumento utile per far funzionare l'inceneritore; tutto ciò che residua da quanto è impossibile ridurre, riciclare e differenziare, casomai, va incenerito, oppure bisogna trovare soluzioni, come quelle che attualmente vengono studiate, perché esistono nuove tecnologie per poter annientare questi rifiuti. Da quanto ho sentito, mi pare che anche l'ATO non sia d'accordo su questa posizione e attendiamo che, domani, pronunci il suo verdetto; da parte nostra, come Gruppo dei Verdi, siamo assolutamente contrari ad accettare ulteriormente rifiuti dalla Regione Campania, e vorremmo che ciò fosse da stimolo, affinché le persone coinvolte ed i responsabili di quegli Enti Locali s'impegnassero a fare in modo che queste cose non debbano accadere mai più. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Cerutti. CERUTTI Monica Il dibattito di stasera esprime sicuramente una difficoltà a giungere ad una posizione comune, perché il tema è molto delicato: da una parte, vi è un'emergenza nazionale, evocata negli interventi che mi hanno preceduta, dall'altra, però, vi è una situazione molto critica pure a livello locale, che non definirei già di emergenza, ma appare molto prossima a diventarlo; quindi, siamo chiamati ad esercitare, con responsabilità - anche questa più volte evocata -, il nostro ruolo di amministratori locali. Da un lato, è corretta la posizione della Regione, che deve ispirarsi prioritariamente alla solidarietà nei confronti della popolazione campana e di tutti i soggetti impegnati a gestire l'emergenza, anche perché, in quei territori, sono stati spesso smaltiti illegalmente, da parte della criminalità organizzata, rifiuti tossico-nocivi provenienti dal Nord-Italia; dall'altro, come hanno già detto altri Consiglieri, bisogna immediatamente richiedere al Governo un piano che non solo possa superare il livello immediato d'emergenza, ma anche offrire una soluzione concreta e stabile per il futuro. Infatti, sappiamo che il quantitativo che è stato richiesto di smaltire a livello regionale può dare un contributo soltanto nell'immediato, ma assolutamente insignificante all'interno dell'emergenza generale napoletana. Inoltre, vorrei ricordare che, come amministratori locali, non possiamo fare a meno di riprendere l'impegno politico di chiudere la discarica di Basse di Stura entro il 31 dicembre 2009 e anche quello di non accogliere rifiuti da altri territori. Vorrei sottolineare - non è stato ricordato dai Colleghi - che il Consiglio Provinciale ha approvato all'unanimità un ordine del giorno, nel quale viene richiesto al Presidente della Provincia di attivarsi, al fine di realizzare, in tempi utili a scongiurare l'emergenza, gli impianti di valorizzazione energetica dei rifiuti in provincia di Torino. Questo è lo scenario politico locale, che tiene conto di tutte le difficoltà, comprese quelle dei territori che dovranno ospitare le discariche sostitutive. Il Gruppo Sinistra Democratica sostiene l'applicazione del Piano provinciale dei rifiuti, sia rispetto all'aumento della percentuale della raccolta differenziata, ricordata dall'Assessore (peraltro, siamo soddisfatti dei risultati raggiunti, sebbene, chiaramente, sempre migliorabili e da valutare puntualmente, più che altro, rispetto alla percentuale di recupero, come spesso abbiamo visto), sia rispetto - ci tengo a sottolinearlo - alla realizzazione, nei tempi stabiliti, del termovalorizzatore del Gerbido e del secondo impianto di valorizzazione energetica dei rifiuti; peraltro, l'equilibrio su queste indicazioni è stato raggiunto con grande fatica e non dev'essere assolutamente compromesso. Passando ai dati, dall'approvazione dell'ultimo Piano dei rifiuti, la Provincia denuncia l'emergenza degli spazi per lo smaltimento (mancano 2,5 metri cubi di discarica per traguardare l'avvio del termovalorizzatore); l'AMIAT e la Città di Torino avvertono da tempo che lo spazio della discarica di Basse di Stura sarà esaurito a febbraio 2009; per giungere a dicembre 2009, è stata chiesta alla Provincia la possibilità di smaltire altri 560.000 metri cubi, sopraelevando di 6 metri una vasta area sui lotti già esauriti. Credo che, a fronte di questa situazione, bisogna, innanzitutto, mettere da parte valutazioni di profilo poco condivisibili, che prendono in considerazione la monetizzazione dell'emergenza, cioè gli introiti collegati allo smaltimento dei rifiuti campani. Lasciamo che sia l'ATO a valutare tecnicamente se questo conferimento sia compatibile con il piano provinciale dei rifiuti e con il lavoro svolto finora, tenendo conto dei quantitativi effettivi disponibili al momento e non quelli che potranno essere successivamente autorizzati. Il Presidente dell'ATO, ancora oggi, ha già fatto dichiarazioni precise in questo senso sugli organi di informazione, facendo anche proposte sostitutive di interventi per far fronte all'emergenza partenopea. Se queste verranno confermate, questa comunità politica non potrà esimersi dal sostenerle. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Cassano. CASSANO Luca Partirò con una battuta al Consigliere Zanolini. Non me ne voglia, con tutto il rispetto anche per i Verdi torinesi che lei ha rappresentato con l'intervento poc'anzi esposto, ma, se discutiamo della possibile accoglienza dei rifiuti a Torino, è anche perché una serie di Ministri - tra cui il Ministro Pecoraro Scanio del suo Partito -, ha individuato questo come l'unico percorso immaginabile nell'immediato per uscire dall'emergenza. Quindi, credo sia utile ricostruire anche le vicende delle ultime settimane con le dovute responsabilità. Il Bilancio di questa ennesima emergenza, Presidente, è sicuramente pesante sotto due profili: quello ambientale e quello politico. La tragedia campana - l'utilizzo del termine "emergenza" è un po' logoro, come ha ricordato in precedenza un Consigliere - è la conseguenza di 14 anni di fallimento delle politiche di gestione dei rifiuti a livello campano e anche della mancanza di assunzione di responsabilità da parte di quegli amministratori. Nessuna valutazione nel merito della situazione campana credo, oggi, possa prescindere da questa considerazione e lo dico consapevole del fatto che parliamo di Amministrazioni che, negli ultimi 14 anni, hanno governato con un monocolore, rappresentando il centrosinistra, prima, e L'Unione, poi. Credo che nessuna soluzione possa essere effettivamente risolutiva senza uno scatto d'orgoglio delle popolazioni campane nel pretendere una diversa gestione dei rifiuti da parte dei loro amministratori, anche non riconoscendo più la fiducia agli eletti responsabili. Fino a prova contraria, l'unica modalità, a meno di commissariamenti del Governo, è quella di non riconoscere più la fiducia accordata attraverso il voto. La mancanza di una gestione del ciclo dei rifiuti centrata sulla prevenzione e la raccolta differenziata hanno creato le attuali condizioni ed è evidente che i Governi nazionali che si sono succeduti dal 1993 ad oggi erano tutti consapevoli della situazione che, progressivamente, andava peggiorando. Più volte, noi stessi abbiamo ricordato che quella Regione avrebbe avuto bisogno di almeno 20 impianti di compostaggio, da realizzare nella maniera più urgente possibile, per accogliere la parte putrescibile del rifiuto, cioè quella che sta creando, in queste settimane, il maggiore disagio per quei cittadini. Crediamo, signor Sindaco, che, in questo momento, la centralità sia rappresentata non dai posizionamenti politici e neanche dalle lotte Nord-Sud, quanto dal disastro igienico-ambientale per la popolazione di Napoli e, in particolare, per le popolazioni della periferia di Napoli. Non mi sembra il caso di sottolineare quanto questo insista anche nella situazione difficile di riscatto delle periferie napoletane. Per questo invitiamo - a livello nazionale - le forze della sinistra e le associazioni ambientaliste alla massima mobilitazione, per costringere quelle Amministrazioni ad assumere responsabilità, che, fino ad oggi, sono mancate e ad avviare una gestione del ciclo dei rifiuti in stretto rapporto con i cittadini. Riteniamo, per questo, doveroso rispondere all'emergenza terribile che colpisce quella popolazione e condividiamo la scelta delle Amministrazioni (tra queste, il Comune di Torino) che hanno dato la disponibilità ad accogliere le tonnellate di rifiuti urbani della Campania. Voglio ricordare, inoltre, che - come dicevano già altri Consiglieri - questa quantità di rifiuti equivale alla quantità di rifiuti indifferenziati smaltiti nella discarica in circa dieci giorni. Accogliendo questi rifiuti, l'incremento che l'Amministrazione dovrebbe determinare per la raccolta differenziata equivale allo 0,2% in più. Credo che l'assunzione di responsabilità da parte di questo Consiglio, oggi e anche nelle prossime settimane, possa essere non quella di monetizzare, come qualcuno ha parafrasato, l'arrivo dei rifiuti campani, ma di utilizzare le eventuali risorse per incrementare l'estensione del porta a porta, per colmare lo 0,2% di rifiuti che arriverebbero in più. Concludo, perché il clima che circonda questa vicenda, dalla Sardegna alla Campania, passando anche da Piazza Palazzo di Città, è un clima sicuramente preoccupante. Credo, però, signor Sindaco, che nessuna responsabilità politica, anche grave e protratta da parte degli amministratori, possa ledere o minare il principio di sussidiarietà tra Regioni. Diversamente, alimenteremmo e asseconderemmo le pulsioni di una parte della politica italiana poco interessata alla risoluzione del problema, ma intenta, invece, a delineare i contorni di un'Italia di serie B, da abbandonare dopo averla sfruttata per anni. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Bonino. BONINO Gian Luigi Valuterei il problema sotto due aspetti. Il primo aspetto riguarda l'emergenza, di fronte al quale non ci possono essere argomenti che tengano. Quando una Nazione ha un'emergenza, prima si cerca di risolverla e, poi, si cerca di risolvere i problemi che hanno portato a questa emergenza. Sono favorevole che vengano accolti questi rifiuti. Non possiamo assolutamente sottrarci a questo! Il secondo aspetto riguarda il modo in cui siamo arrivati a questa emergenza ed è una valutazione che va fatta con una certa attenzione. La discarica di Basse di Stura doveva essere chiusa nel 1999, poi è stata prorogata di 5 anni. In quel periodo ero Assessore ai Tributi e lei stesso era Sindaco di questa Città e mi ricordo che abbiamo fatto una politica di sgravi sulla TARSU agli abitanti delle zone limitrofe alla discarica, proprio per ripagarli, se posso dire così, in un certo senso, del sacrificio che la Città chiedeva loro per poter prorogare fino al 2009 la discarica. Per quanto riguarda la questione di Torino, ripeto, io sono favorevole. La discarica doveva essere chiusa! Assessore, sono ben felice che all'epoca abbiano sbagliato i conti sulla capienza. Pur tenendo conto che la raccolta differenziata ha fatto grandi miracoli, nutro dei forti dubbi. Quindi, anche per l'esperienza fatta negli anni passati come amministratore, terrei una certa prudenza, Ho parlato di solidarietà. Sono assolutamente convinto che Torino non possa sottrarsi ad un dovere di solidarietà. Questo è un fatto su cui non dovremmo neanche aprire un dibattito, però mi auguro, Assessore e signor Sindaco, che sia veramente un atto di solidarietà e non si pensi di lucrare su questo fatto, perché la solidarietà è gratuita. Quindi, se noi dobbiamo fare un atto di solidarietà lo dobbiamo fare fino in fondo e dobbiamo accogliere... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, perché allora non è più solidarietà, è lucro! Dobbiamo dire tranquillamente se si tratta di solidarietà o di lucro. Signor Sindaco, semmai, nella sua replica, mi riprenderà; io sono sempre pronto a cambiare e a modificare le mie opinioni. Solo alcuni non modificano la loro opinione e penso di non far parte di quella schiera! Voglio solo capire se è solidarietà o lucro, tanto più che da quanto ha detto l'Assessore, le quantità da recepire sono minime. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Quindi, a questo punto, non è neanche lucro! È un po' una provocazione, se vogliamo. Il fatto su cui, invece, noi assolutamente dobbiamo far sentire la nostra voce, anche di fronte ai cittadini, è che gli amministratori campani, per un minimo di dignità personale e politica, devono dimettersi. Non c'è altro da dire, perché in tempi passati si facevano dimettere i politici e gli amministratori per molto meno. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). La costituente socialista farà senz'altro un'iniziativa, però, chiedo soprattutto al Partito Democratico, che si faccia carico di far dimettere i suoi amministratori che hanno forti responsabilità in Campania. Non si può usare la camorra come scusa, perché questo significherebbe che lo Stato ha rinunciato a governare definitivamente quelle regioni. Non accetto il fatto che la camorra debba essere una scusa per coprire il mal governo che avviene nella Regione. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Ferraris. FERRARIS Giovanni Maria Vorrei rimarcare questo legame, che non può non esserci, tra solidarietà - qualcuno ha anche parlato di sussidiarietà, ma, in questo caso, direi solidarietà - e senso di responsabilità, che va visto, da parte di chi accoglie - come pensa di fare la nostra Amministrazione in piccolissima e modestissima parte -, come il riconoscimento della presenza di una Nazione. Quando in una Nazione ci sono delle realtà - in questo caso nel Sud - che hanno delle difficoltà, non comprendo che cosa significhi non mettersi a disposizione - in questo caso anche accordando gli auspici di molti nostri governanti romani - per fare un gesto di solidarietà. Essendo, però, un gesto di solidarietà fatto tra un'azienda e una Regione, non può essere un gesto di solidarietà a costo zero. È evidente che il senso istituzionale che fa sì che la nostra Giunta abbia deciso questa scelta, può produrre anche dei disguidi o comunque dei dubbi, non tanto sui volumi, ma sulle previsioni future. Non è quello, certo, che ci farà terminare prima la discarica rispetto ai tempi previsti, così come non è quello che ci farà aumentare o diminuire i tempi di realizzazione di un inceneritore. È un importante esempio di responsabilità istituzionale e io mi sento di appoggiarla. È evidente che se non fosse un'emergenza, potremmo iniziare a dibattere sull'opportunità di fare da sponda a Regioni che, forse, hanno dimostrato troppo a lungo incapacità gestionale. Così non è, quindi mi sento di approvare pienamente quanto scelto dalla nostra Amministrazione, dal nostro Sindaco e dall'Assessore. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Sindaco. SINDACO Ringrazio l'Assessore Mangone che, con grande equilibrio e autorevolezza, ha seguito questa vicenda certo non facile e di cui, ovviamente, condivido in pieno i contenuti e il tono dell'introduzione. Credo occorra distinguere due profili: uno tecnico e uno politico. Il profilo tecnico è quello che ci ha portato a dare una risposta, sulla base delle valutazioni fatte dall'AMIAT, che, peraltro, sono state anche qui direttamente o indirettamente confermate. Prendo per tutti l'intervento del Consigliere Ghiglia, che ha ammesso che si tratta di quantità non rilevanti ai fini del mantenimento dell'obiettivo di garantire un'ordinata fase di transizione fino a che entrerà in funzione il termovalorizzatore. Abbiamo dato una disponibilità tecnica, ma è giusto che sia l'ATO, insieme alla Provincia, ad assumere le decisioni finali, tenendo conto di alcuni parametri. Il primo parametro è la qualità del rifiuto. Il Consigliere Ghiglia ha detto che non spetta a noi misurare che cosa c'è, ma non c'è dubbio che di questo occorra tenerne conto. Sono molto contento - colgo l'occasione per congratularmi anche con gli Assessori che si sono succeduti -, perché abbiamo raggiunto degli obiettivi molto significativi nella raccolta differenziata e, non senza una lieve sottolineatura polemica, sono contento che apprezzino questo anche coloro che all'epoca si opponevano. Alcuni di questi sedevano allora in questo Consiglio Comunale e, quando cercavamo di accelerare sulla raccolta differenziata, facevano manovre simili a quelle fatte stasera con i sacchetti. Vale il principio detto dal Consigliere Bonino: "Solo gli stupidi non cambiano mai idea". Il secondo parametro sono i flussi. Confermiamo l'impegno a chiudere la discarica entro il 2009. Non è stato mantenuto l'impegno nel 1999 e nel 2004, per la semplice ragione che i tempi previsti per l'avvio del termovalorizzatore sono stati resi più lunghi dalla difficoltà di gestione politica, a cui non erano estranei quella stragrande maggioranza dei Verdi - in nome dei quali ha parlato il Consigliere Zanolini -, che, fino all'ultimo, hanno fatto ricorso al TAR, superato solo da qualche mese. Quindi, anche da noi una qualche forma di "sindrome campana" - lo dico fra virgolette, senza offesa per nessuno - si è manifestata con virulenza e l'abbiamo dominata anche grazie ad una notevole capacità di iniziativa politica. Riconfermiamo questo impegno ed è chiaro che si deve dire no se l'ATO valuta che anche solo un grammo in più di immondizia, che provenga da qualunque parte fuori dal nostro ambito territoriale, possa mettere in discussione la chiusura della discarica di Basse di Stura nel 2009 e l'ordinato svolgimento della fase di transizione per quello che riguarda le altre discariche. Terzo parametro, che però io chiedo di valutare, è anche quello economico, signori! Se fossi un demagogo, come lo è qualcuno, direi che quel milione, che è pochissimo, nel Bilancio dell'AMIAT, è l'importo equivalente agli stanziamenti per i quali ci siamo "scannati" sul contributo riservato alla FISM (INTERVENTI FUORI MICROFONO) ...se fossi demagogo; ma non lo sono e non lo dico (INTERVENTI FUORI MICROFONO) No, non lo dico. Ritengo, quindi, che il problema non sia la cifra in sé. Userò anche io il termine "solidarietà", come ha fatto il Consigliere Giorgis, ma soltanto per replicare al Consigliere Bonino, perché, secondo me, non si tratta di un atto di solidarietà, appunto, ma di responsabilità verso l'Italia. Attenzione - io dico all'ATO - che le aziende, in quanto tali, hanno una capacità produttiva che, se non è utilizzata entro le soglie che garantiscono un ragionevole equilibrio di Bilancio, determinano costi che gravano sul Bilancio dei Comuni e, di conseguenza, dei cittadini. Chiederò conto all'ATO se quell'ettogrammo di immondizia in più non permetta di mantenere ugualmente i piani di transizione. É chiaro questo? Su queste basi, decida l'ATO e noi, qualunque sarà la decisione, l'accetteremo, perché è giusto che sia così. Ci deve essere un rispetto formale delle responsabilità! Ho letto la lettera che il Presidente Saitta ha inviato al Commissario. La condivido in tutto, ma c'è un passaggio nel quale, a mio avviso, osa più del dovuto; ovvero, il Presidente Saitta scrive: "(...) Per questi motivi, con il sostegno unanime del Consiglio Provinciale,..." - mi scuso per aver fatto qualche battuta, ma quasi tutti i Partiti presenti in questa Sala, lo sono anche in Provincia - "...,quandanche l'Associazione d'ambito dovesse, a maggioranza, esprimersi in modo favorevole, relativamente alla disponibilità espressa dalla Città di Torino, non potremmo autorizzare l'ingresso dei rifiuti urbani provenienti dall'esterno del territorio provinciale". Questo mi sembra un passo inopportuno, perché la valutazione tecnica spetta soltanto all'ATO, in quanto organo competente. Se vogliamo essere coerenti dobbiamo affidare tutte le valutazioni all'ATO; poi, ognuno dei componenti l'Assemblea porrà le domande che riterrà adeguate. Ne ho approfittato per porre le domande che avete sentito. Il profilo politico è quello sul quale mi permetto di dire - anche al Presidente Saitta - che dovremmo dirottare la nostra attenzione su altri elementi, perché il vero problema non è quello delle 3-4.000 tonnellate di rifiuti in più, o in meno. Bisogna, piuttosto, subordinare questa disponibilità, qualora tecnicamente fosse resa possibile, ad alcune condizioni, fra le quali, che sia davvero l'ultima volta che si manifesta una simile emergenza rifiuti in Campania. Il programma del Piano Prodi va benissimo, ma che cosa succederà fino a quando il primo di quegli impianti non entrerà in funzione? La mia domanda, a questo punto, è: esiste, nel Decreto emanato dall'attuale Governo - lo dico con toni forti - un'ipotesi di vera e propria sospensione della "democrazia", nel caso in cui si ripetano episodi alla "Pianura"? Perché se delle sette discariche, ogni qualvolta si organizza un Comitato se ne blocca qualcuna, l'effetto di imitazione sarà tale che, fra tre mesi, ci troveremo al punto di partenza. Esiste, allora, un'ipotesi secondo la quale, in quel caso, il Governo può sciogliere il Consiglio Comunale e "mandare a casa" il Sindaco, magari, sostituendolo con un Commissario e garantire, attraverso l'impiego dell'Esercito, che quelle discariche funzionino? Se così fosse, questo, per me, rappresenterebbe una garanzia molto importante. C'è qualche Ministro del Governo - non faccio nomi, anche perché non c'è il Consigliere Zanolini - che, nelle interviste, manda messaggi subliminali, tipo: "10, 100, 1000 Pianura!" - mi riferisco, nello specifico, ad un'intervista rilasciata al quotidiano "La Stampa" di qualche giorno fa - e questo mi preoccupa molto. Un'altra questione politica che porrei al Governo, come ha già detto un Consigliere - non ricordo più chi e me ne scuso - si riferisce alla capacità di cogliere questo frangente, come un'occasione per accelerare il processo di costruzione di impianti adatti ad affrontare lo smaltimento dei rifiuti, in tutta Italia. Per esempio, perché non mettere, sul Tavolo, anche la richiesta che ci siano incentivi - non in denaro - ma per le procedure? Perché gli stessi incentivi che vengono offerti alla Regione Campania, non possono essere assegnati anche a quelle Regioni che intendono dotarsi di un'infrastruttura come i termovalorizzatori? Questo sarebbe il momento giusto, attraverso alcune utili deroghe controllate, per accelerarne la loro costruzione. In estrema sintesi: a prescindere dal destino degli Amministratori della Campania, devono esserci garanzie esigibili - ho voluto, prima, anche se un pò provocatoriamente, citare un esempio - e potrebbe essere, questa, un'occasione - qui uso il condizionale - per assumersi, a livello nazionale, un impegno ad accelerare le procedure per la costruzione di termovalorizzatori, ma anche di impianti più moderni. Se ci sono Regioni in cui esistono le condizioni ottimali per dotarsi di impianti di ultima generazione, meglio ancora. Questi, a mio avviso, sono gli elementi che potrebbero scaturire durante il dibattito, richiamando tutti alla responsabilità nazionale che spero la Città di Torino, la Provincia di Torino e la Regione Piemonte siano in grado di esercitare fino in fondo. Non so se ho messo, o meno, passione, ma questa, credo sia l'impostazione che dovremmo fare uscire da Torino e dal Piemonte. |