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CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza generale n. mecc. 200710102/02, presentata in data 14 dicembre 2007, avente per oggetto: "Sicurezza nel lavoro nel Comune e nelle società controllate" I sottoscritti Consiglieri Comunali, PREMESSO CHE - la mozione "Interventi in tema di sicurezza sul lavoro negli appalti e nei subappalti di servizi pubblici", approvata dal Consiglio Comunale nella seduta del 10 luglio 2006 insieme alle linee programmatiche relative alle azioni ed ai progetti da realizzare nel corso del mandato, ha impegnato il Sindaco e la Giunta a: - approntare più accurati controlli sulle condizioni di sicurezza in cui i lavori appaltati dal Comune e dalle società da esso controllate sono svolti, anche sollecitando e coordinando le figure e gli Enti previsti dalla normativa vigente; - regolamentare i rapporti con le società vincitrici di appalti indetti dal Comune o da società da esso controllate (con specifica attenzione al mantenimento degli standard qualitativi nelle società che agiscono in subappalto), al fine di un migliore conseguimento degli obiettivi indicati; RICORDATO che il corpo della Polizia Municipale ha fra i suoi compiti vigilare sul rispetto delle norme antinfortunistiche nei luoghi di lavoro; SOTTOLINEATO che la tragedia della ThyssenKrupp di questi giorni non deve far dimenticare che proprio poco più di una settimana fa si è verificato un nuovo incidente mortale a San Mauro in un cantiere di un'impresa che ha l'incarico in subappalto per la costruzione di un allacciamento alle fognature per conto della SMAT, come è già successo nel mese di luglio dell'anno scorso quando è morto il lavoratore di origine rumena Bogdan Mihalcea; INTERPELLANO Il Sindaco e l'Assessore competente per conoscere: 1) quali siano i requisiti sulla sicurezza inseriti nelle gare di appalto e subappalto da parte del Comune e delle società da esso controllate, a partire da AMIAT, SMAT, GTT, IRIDE e SAGAT; 2) quali controlli vengano effettuati sulle condizioni di sicurezza in cui i lavori appaltati dal Comune e dalle società da esso controllate sono svolti, e quale sia il numero e la gravità degli incidenti che si sono verificati; 3) quante contravvenzioni sono state comminate grazie all'intervento del Corpo della Polizia Municipale nel corso del 2006 e del 2007 per violazione alle norme antinfortunistiche sui luoghi di lavoro controllati nella Città. F.to Monica Cerutti Luca Cassano Domenico Gallo Gian Luigi Bonino Carlo Zanolini Francesco Salinas Antonio Ferrante Giulio Cesare Rattazzi Lucia Centillo Domenica Genisio Marco Grimaldi Vincenzo Cugusi Maria Teresa Silvestrini CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Dealessandri. DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco) Ho cercato di articolare nella risposta alcune distinzioni tra ciò che riguarda le aziende partecipate e ciò che riguarda gli appalti pubblici, cercando, invece di dare una risposta generale per le modalità di gestione, le norme in vigore, le leggi di riferimento, e i controlli in tema di appalti. In termini generali, tutti i capitolati d'appalto, sia per il Comune, sia per le aziende partecipate, devono avere la scheda per la sicurezza del lavoro e per la valutazione dei rischi. Sono poi d'obbligo l'esecuzione dei lavori nel pieno rispetto di tutte le normative (in particolare, in materia di sicurezza, igiene e tutela dell'ambiente); l'utilizzo di mezzi conformi alle normative; l'impiego di personale in regola dal punto di vista retributivo, contributivo e assicurativo; la presentazione del DURC nei casi previsti dalla legge. Inoltre sono obbligatori il piano di sicurezza e coordinamento lavori e gli oneri della sicurezza, che non possono essere soggetti a ribasso d'asta. Dal 3 agosto, vi è anche l'importante novità dell'obbligo di indicazione dei nominativi dei lavoratori che partecipano alle attività e l'indicazione di un responsabile, referente per il coordinamento dei lavori. IRIDE - faccio un inciso che riguarda solo IRIDE - che gestisce sia energia elettrica che gas, adotta sostanzialmente l'OHSAS 18001, standard internazionale che fissa i requisiti a tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori. Quindi, nella predisposizione dei capitolati d'appalto, in materia di acquisto di beni e servizi, e di esecuzione lavori si seguono delle specifiche procedure interne che pongono particolare attenzione agli aspetti della sicurezza. Inoltre, con altra documentazione, si punta alla qualità del servizio e all'individuazione dei rischi aziendali, contemplando, tra gli obiettivi, le responsabilità conferite per Legge al datore di lavoro, le verifiche obbligatorie, l'identificazione dei pericoli, la valutazione e il controllo dei rischi, l'istruzione e l'addestramento dei dipendenti. Per quanto riguarda tutti gli appalti di lavori pubblici, viene applicato il SOA, che prevede una serie di requisiti sia di ordine generale che specifici. Ad esempio, i requisiti di ordine generale sono: la cittadinanza; il certificato antimafia; l'inesistenza di condanne che incidano sulla moralità professionale; l'inesistenza di gravi violazioni alle norme in materia di contribuzione; l'inesistenza di irregolarità nei pagamenti di imposte e tasse; l'iscrizione alla Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura; l'insussistenza dello stato di fallimento, di liquidazione per cessazione dell'attività,l'inesistenza di procedure di fallimento, di concordato preventivo, di amministrazione controllata e amministrazione straordinaria (ovvero tutto ciò che riguarda, essenzialmente, procedure concorsuali); l'inesistenza di gravi errori nell'esecuzione dei lavori pubblici e di violazioni gravi in materia di prevenzione; l'inesistenza di false dichiarazioni circa il possesso dei requisiti richiesti per l'ammissione agli appalti e per il conseguimento dell'attestazione di qualificazione. Ci sono, inoltre, i requisiti specifici che variano a seconda del tipo di attività e di azienda: la capacità economico-finanziaria; l'idoneità tecnico-organizzativa (ovviamente, è diverso pulire un mercato o fare una costruzione, per cui nel primo caso verrà richiesta la certificazione per lo smaltimento rifiuti); la dotazione di attrezzature tecniche sia per quanto riguarda i mezzi da lavoro che i mezzi di trasporto; l'organico adeguato. Altro elemento importante nella procedura di aggiudicazione di un appalto pubblico è l'affidamento in subappalto, che è subordinato a specifica ed esplicita autorizzazione dell'azienda, laddove non sia già stata contemplata e accettata nella presentazione della gara stessa. In tutti gli appalti pubblici è già chiesto in fase di gara quale tipo di lavoro l'appaltatore intenda subappaltare e, quindi, è previsto l'obbligo dell'appaltatore di fornire al suo subappaltatore gli uomini per la sicurezza in misura proporzionale alla quantità di lavoro affidato. Su questo punto c'è una diversità che il Testo Unico del Governo e il Ministro Damiano tendono a risolvere. Nei capitolati relativi ad appalti di lavoro e servizi è previsto il pagamento dell'appaltatore solo se viene data prova che i subappaltatori siano in regola con il pagamento dei contributi, per cui non c'è solo il controllo del pagamento dei contributi dei lavoratori su chi ha avuto l'appalto, ma anche sulle aziende in subappalto. Sono infine previste nel capitolato azioni che riguardano il tema dei controlli: i sopralluoghi preventivi, le riunioni preventive, i corsi di formazione, lo scambio di documentazione e le riunioni di informazione reciproca durante le attività. Le normative e le Leggi di riferimento sono essenzialmente due. Una, la 626/94, riguarda la formazione e informazione dei lavoratori sui rischi negli ambienti di lavoro, l'obbligo della valutazione dei rischi e dell'organizzazione dell'attività lavorativa (sempre in capo al datore di lavoro); la nomina del responsabile del servizio di prevenzione e protezione e di un rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, denominato RLS. Per ciò che riguarda i cantieri, bisogna aggiungere le norme contenute nella 494/96, in cui il committente è responsabile dei lavori, nomina il coordinatore della progettazione ed è responsabile della sicurezza stessa; viene predisposto sia il Piano di Sicurezza e Coordinamento, che è parte integrante del contratto, sia il POS, il Piano Operativo di Sicurezza, redatto dall'impresa esecutrice dei lavori, con l'obbligo di valutazione dei rischi. La Legge Delega del 2007 a cui facevo riferimento introduce una serie di norme, tra cui una molto importante: anche negli appalti di servizi viene introdotto l'onere per la sicurezza come costo non comprimibile, esattamente come avviene per gli appalti di lavori pubblici. Avendo il piano di rischio come documento contrattuale, per violazioni gravi o reiterate nel tempo, è possibile procedere non solo alla sospensione dei lavori, da parte dell'appaltatore stesso (sia l'azienda partecipata o il Comune stesso), ma alla risoluzione del contratto. Non si può stabilire a priori, non tenendo conto di qual è il quadro legislativo, quando è possibile interrompere un lavoro o fermarlo. Il Comune adotta questo quadro per tutte le aziende. C'è un'azione di controllo che va dal controllo preventivo al controllo con cadenza periodica, per il quale la Legge n. 494, ha stabilito che il coordinatore deve essere individuato dal committente. C'é una situazione di supervisione e controllo a campione delle attività da parte del responsabile del procedimento, per quanto riguarda sia l'Azienda che la Città di Torino. Singole situazioni con incidenti: GTT: nel 2007 ci sono stati 2 infortuni con prognosi superiore ai 30 giorni. AMIAT: tra 2006 e 2007 ci sono stati 8 infortuni con prognosi inferiore ai 10 giorni e 6 infortuni con prognosi superiore ai 10 giorni. SMAT: nel 2005 ci sono stati 11 infortuni con prognosi superiore ai 40 giorni, 10 nel 2006 e 4 nel 2007. Quest'anno ci sono stati 2 incidenti mortali: 1 avvenuto a Torino, a seguito di un'onda di piena in un canale bianco, e 1 avvenuto a San Mauro per un crollo. Come si vede, questa situazione ha una incidentalità superiore, anche rispetto alle altre che indicherò dopo. In SMAT, dopo il secondo infortunio mortale, si è avviato un tavolo specifico con le Organizzazioni Sindacali sia per approfondire l'intero modello sulla sicurezza, sia per vedere le determinazioni in merito. La presenza dei controlli è dimostrata dal fatto che dal 2002 al 2007 la SMAT ha sospeso l'attività dei cantieri per 24 volte. IRIDE: nel 2006 ci sono stati 33 infortuni e nel 2007 ce ne sono stati 18. Gli infortuni di tipo professionale, ovvero legati ai rischi specifici sono 7, nessuno dei quali è risultato di particolare gravità: due con prognosi superiore ai 20 giorni e 5 con prognosi inferiore ai 20 giorni. Anche le attività di forte impatto di IRIDE - Pont Ventoux - e l'installazione di nuovi trasformatori e motori - Moncalieri -, in realtà non hanno visto nessun infortunio grave. SAGAT: nel 2007 non risultano infortuni di qualche rilevanza. Per quanto riguarda la Città, sostanzialmente abbiamo 30/40 stazioni appaltanti; sui temi della fornitura o sui temi dei servizi, in realtà, non c'è incidentalità rilevante. Negli ultimi 5 anni abbiamo avuto una media di 350-400 cantieri, per cui una forte attività. In realtà, nel 2005 abbiamo avuto un caso mortale, nel 2006 nessun incidente significativo e nel 2007 due casi lievi di infortunio. Questa attività di controllo viene svolta tramite il responsabile di procedimento, oppure, negli appalti ai lavori pubblici, tramite un addetto specifico che è il responsabile della sicurezza che viene nominato dal committente. Nel caso di CTI, a fronte di un grande lavoro come quello della Metropolitana, si è fatto un accordo specifico. In GTT c'è una situazione particolare - che rilevo per l'interesse dell'Aula - e, cioè, gli incidenti avvenuti in strada. Nel 2007, ci sono stati 84 incidenti alla guida, 39 aggressioni - per cui c'è anche un problema di sicurezza dovuto a questo - e 77 infortuni in itinere (tra casa e lavoro). Però, per questi ultimi tre casi evidenziati siamo ben sotto la media nazionale dal punto di vista dell'incidentalità. In tutti i casi, vengono effettuati anche i controlli delle parti esterne: per quanto riguarda i cantieri, i controlli vengono svolti dal CPT - cioè, da parte dell'Ente bilaterale - e dall'Ispettorato del Lavoro; per quanto riguarda le aziende, i controlli sono svolti dall'ASL, dall'ARPA e, in casi gravi, dalla SPRESAL e dalle Forze dell'Ordine. Mi si chiedeva, poi, di controllare che cosa fanno i nostri vigili. L'Assessore Borgogno mi ha riferito che da quest'anno c'è un nucleo apposito, costituito per controllare l'insieme. Nel 2007 hanno rilevato 519 violazioni amministrative: 426 riguardano pericoli di stabilità degli immobili, oppure parti pericolanti degli stessi; 21 riguardano la cartellonistica dei cantieri; 31 riguardano l'organizzazione del cantiere stesso; 16 riguardano l'estetica; 3 riguardano danni o molestie. Da luglio - in questi due mesi si sono già riuniti più volte - sono stati avviati tre gruppi di lavoro per quanto riguarda la prevenzione nelle aziende e 5 sottogruppi per quanto riguarda, invece, gli appalti, le aziende, l'agricoltura, l'industria e l'artigianato. Come Città di Torino, oltre al sottoscritto e ai miei collaboratori, abbiamo individuato 11 dirigenti di alta professionalità e livello (Sergio Brero, Marco De Vita, Lorella Bosio, Monica Saino e Massimo Vallero), con cui stiamo cercando di dare un contributo serio alle modalità di appalto e di controllo, che cerchino di portare questa nostra realtà (che non ci soddisfa al 100%, visto che, se valutiamo i dati, notiamo che sono ampiamente sotto la media) ad un livello medio. Se i dati, rispetto alla quantità di lavoro, fossero nella media, la situazione sarebbe certamente migliore. Per questo motivo, come Comune di Torino, ci viene richiesto un ruolo molto attivo dagli altri interlocutori. Ovviamente, dobbiamo cercare di dare un contributo agli altri, così come dobbiamo continuare a ricercare il miglioramento, sulla base di quanto è nelle nostre possibilità e responsabilità. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Ricordo ai presentatori dell'interpellanza che, avendo rinunciato alla presentazione, dispongono di dieci minuti per il loro intervento: un Consigliere per Gruppo, dunque, potrà intervenire per dieci minuti, gli altri cinque. La parola al Consigliere Cerutti. CERUTTI Monica Mi spiace che in Aula non ci sia particolare attenzione sull'argomento, perché si tratta di un argomento molto importante, sul quale ci ritroviamo a dover intervenire sempre più spesso, viste le vicende che hanno toccato la nostra città. Io e gli altri presentatori dell'interpellanza abbiamo ritenuto che fosse simbolicamente significativo aprire i Consigli Comunali del 2008 con questo tema, con la possibilità di avere dati, attuare un confronto generalizzato fra i Consiglieri e provare, poi, a trattare il tema della sicurezza, ragionando sulle competenze che abbiamo come Amministrazione Comunale. Nell'interpellanza viene citata una mozione - vorrei ricordarlo, perché l'avevamo presentata indipendentemente dalla vicenda torinese - che ha per oggetto: "Interventi in tema di sicurezza sul lavoro negli appalti e nei subappalti di servizi pubblici". Questa mozione è stata approvata in corrispondenza dell'approvazione delle linee programmatiche dell'Amministrazione, che rappresentano uno degli atti più importanti che il Consiglio Comunale approva nel suo mandato, nel luglio 2006: anche in quel caso, la mozione era stata presentata in concomitanza con un evento tragico, la morte - così come appena ricordato dal Vicesindaco Dealessandri - di un lavoratore di origine rumena, Bogdan Mihalcea, impiegato in una ditta che aveva un incarico in subappalto dalla SMAT. La mozione impegnava ad approntare più accorati controlli sulle condizioni di sicurezza con cui sono svolti i lavori appaltati dal Comune e dalle società da esso controllate, sollecitando e coordinando le figure e gli Enti previsti dalla normativa vigente a regolamentare i rapporti con le società vincitrici di appalti indetti dal Comune o da società da esso controllate, con specifica attenzione al mantenimento degli standard qualitativi nelle società che agiscono in subappalto, al fine di un migliore conseguimento degli obiettivi indicati. Finora forse, come Consiglio Comunale, non abbiamo fatto grande attenzione all'applicazione di questo atto. Abbiamo avuto questi dati dal Vicesindaco: debbo dire che un certo sconcerto ci ha toccati nel momento in cui, nello stesso periodo delle morti della ThyssenKrupp, siamo venuti a conoscenza di un nuovo incidente mortale a San Mauro, in un cantiere di un'impresa con incarico in subappalto per la costruzione di un allacciamento alle fognature per conto della SMAT. Anziché portare dati o considerazioni tecniche (che, probabilmente, saranno portati nel prosieguo del nostro lavoro), vorrei fare una prima riflessione, riportando quanto letto, ieri, su Repubblica, in un articolo di Ilvo Diamanti. In questo articolo - che, in realtà, parla di criminalità e percezione -, si scrive (penso sia importante rifletterci sopra): "Nella babele di notizie che fluiscono senza sosta, i media fissano il punto su cui si concentra l'attenzione di tutti: come una torcia nella notte - ha suggerito Baumann - illuminano un fatto, un evento, una persona, assecondati, anzi sollecitati dal sistema politico che, da tempo, ha sostituito la partecipazione con la comunicazione. Certo, la realtà conta, ci mancherebbe, ma per imporsi deve bucare la notte, incendiare il buio, altrimenti la notte, dopo un po', cala di nuovo, e inghiotte tutto e tutti. È questo il pericolo da evitare, che la percezione sia l'unico fatto significativo: gli stessi operai invisibili della ThyssenKrupp, per diventare visibili, hanno dovuto bruciare in sette". A me ha molto colpito questo articolo, in cui gli operai sono paragonati a torce: ora che si sono spenti, c'è il rischio che il buio li inghiotta di nuovo. Il nostro impegno è che il buio non inghiotta i due morti che lavoravano per la SMAT. Oggi abbiamo appreso, grazie ai dati forniti dal Vicesindaco, che, per quanto riguarda lavori appaltati dal Comune, in questi anni, vi sono stati tre morti. Forse le statistiche ci offrono una percentuale non così pesante, vista la mole del lavoro interessato, ma credo che tre morti non siano da sottovalutare. In questo senso, quindi, è giusto dimostrare questa attenzione, ma un'attenzione, appunto, condivisa, rispetto a tutti, a tutto ciò che ci può competere in prima persona. Voglio anche ricordare il lavoro di cui ha parlato l'Assessore Borgogno (argomento, tra l'altro, ripreso nell'ultima parte dell'intervento del Vicesindaco) rispetto ad una discussione, fatta prima con un'interpellanza e poi in Commissione, inerente al lavoro della Polizia Municipale di controllo del rispetto delle norme antinfortunistiche anche nei cantieri che non dipendono direttamente da noi. Vorrei sapere dall'Assessore se il gruppo di lavoro che era stato annunciato, guidato dal Magistrato Raffaele Guariniello, sia partito e a che punto sia. Ringrazio il Vicesindaco per averci fornito questi dati (e gli chiedo cortesemente di averne copia): proprio per quanto è stato detto, però, ritengo importante che ciò che andiamo a discutere e ciò che abbiamo appreso oggi porti ad un lavoro continuativo per l'Amministrazione Comunale. Per questo motivo, credo che sia importante riportare l'interpellanza in Commissione. So che è stata anche annunciata una proposta di deliberazione consiliare da parte di un Gruppo di opposizione. Il nostro auspicio sarebbe quello di arrivare ad un lavoro comune, maggioranza ed opposizione, che possa, in qualche modo, seguire questo lavoro di controllo e di monitoraggio e capire come renderlo più incisivo, unitamente alle azioni prospettate in una mozione, che sarà proposta dai Gruppi Consiliari e dalla Presidenza del Consiglio Comunale, relativa soprattutto alla sensibilizzazione sul tema. E' bene, poi, che, per quanto ci compete direttamente, facciamo ancora qualcosa in più. La stessa Agenzia per i Servizi Pubblici Locali ha dichiarato che, tra i dati che raccoglierà in futuro, vi saranno anche i dati relativi agli infortuni, cioè quei dati che ci sono stati riportati dal Vicesindaco. Il mio auspicio, quindi, è che, da parte di tutto il Consiglio Comunale, si possa avviare un investimento sulla sicurezza per ciò che gli compete direttamente, considerando che il terreno delle pubbliche utilities potrebbe essere un terreno importante, per il ruolo assunto nello sviluppo delle grandi aree metropolitane (come sottolineava, due giorni fa, Berta su La Stampa), e che, nel valutare il miglioramento dei servizi offerti (che lo stesso Berta sosteneva possano far progredire la qualità urbana), un importante tassello potrebbe essere ricoperto dalla qualità del lavoro impiegato, divenendo modello virtuoso nei confronti delle altre realtà aziendali. Quindi, chiederei di provare a portare avanti la discussione di questa interpellanza, con una proposta operativa da discutere in Commissione, al di là degli atti simbolicamente significativi. Questa può essere la risposta più concreta che questo Consiglio Comunale può dare al tema della sicurezza sul lavoro, che ha colpito così tragicamente la nostra città. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Gallo Domenico. GALLO Domenico La tragedia alla ThyssenKrupp ha evidenziato che non si deve parlare di sicurezza solo quando accadono fatti gravi che hanno prodotto morti sul lavoro. La sicurezza deve essere un elemento costantemente garantito nei luoghi di lavoro. Credo che questo debba essere il principio su cui impostare il lavoro anche nelle nostre aziende. Questo, semplicemente perché lo impongono le leggi dello Stato, a partire dalla Legge n. 626 che citava prima l'Assessore Dealessandri. La sicurezza deve essere un elemento fondamentale, perché lo stesso lavoro sia veramente considerato un diritto. Di sicurezza ne abbiamo già parlato, nel recente passato, prima che accadesse il fatto drammatico della ThyssenKrupp, con una mozione approvata all'unanimità dal Consiglio Comunale, in cui ponevamo la necessità della serietà e della costanza dei controlli nelle nostre aziende. In particolare, l'incidente mortale avvenuto a San Mauro - per un subappalto per conto della Smat - e il lavoratore rumeno morto a luglio dello scorso anno, hanno già evidenziato dei segnali molto preoccupanti su come, anche nelle nostre aziende, quando non sono posti in essere azioni ben definite, possano accadere incidenti mortali. Questo non deve più avvenire, soprattutto perché, in quanto Ente Pubblico, abbiamo il dovere morale, prima che politico, di garantire la sicurezza sul lavoro. Credo che, nella nostra azione amministrativa, la sicurezza debba essere il criterio fondamentale per l'assegnazione e l'aggiudicazione degli appalti. Questo è il punto basilare, senza il quale tutti i discorsi che facciamo possono essere semplicemente teorici, perché nella pratica accadono altre cose. Gli appalti devono essere assegnati alle ditte che garantiscono al 100% la sicurezza sul lavoro. Questo è un elemento fondamentale, Assessore Dealessandri, ma credo che lei sicuramente abbia la stessa mia sensibilità. Credo che vadano attuati dei sistemi di controllo costanti, puntuali, dei monitoraggi seri, giorno dopo giorno. Quotidianamente! Questo deve avvenire nelle nostre aziende e, soprattutto, ripeto, nei lavori appaltati all'esterno per conto dell'Amministrazione Comunale, con un aspetto politico di rinnovo notevole - anche se spesso viene sottovalutato. Il Consigliere Porcino, Presidente della III Commissione, deve periodicamente convocare i dirigenti delle nostre aziende e gli amministratori delegati, perché ci relazionino sullo stato dell'arte. I dirigenti di queste aziende, devono dimostrare, con una documentazione precisa, cosa accade nei nostri ambienti di lavoro. Quindi, invito - poi lo farò personalmente - il Presidente Porcino a che si faccia carico di convocare periodicamente la III Commissione sui temi della sicurezza. Concludo qui la vicenda che ci riguarda come Amministrazione Comunale, ma tengo a fare una dichiarazione che un po' esula dal tema della sicurezza nelle nostre aziende e mi riferisco al memorandum segreto dei dirigenti della ThyssenKrupp, sequestrato dalla Guardia di Finanza. So che questa dichiarazione non servirà a niente, però ci tengo come persona, prima che come politico, a farla. Dopo che a Torino sono bruciati vivi 7 lavoratori, l'azienda ha avuto il coraggio di compilare una lista di "cattivi", che va dall'unico operaio sopravvissuto, Antonio Boccuzzi, ai Magistrati "impiccioni", fino al Ministro del Lavoro. Mi rivolgo ai signori della ThyssenKrupp e, se non ascoltano, qualcuno riferirà queste parole. Signori della Tyssenkrupp, siete riusciti a superare ogni limite! La vostra arroganza si è trasformata in crudeltà. Sento il bisogno di dire ai dirigenti della ThyssenKrupp di vergognarsi. A questo punto, Presidente - mi rivolgo soprattutto a lei -, si impegni affinché la Città si costituisca parte civile contro questi signori. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La invito a formalizzare questa ultima richiesta, in modo da discuterla in Conferenza dei Capigruppo. La parola al Consigliere Cassano. CASSANO Luca A riguardo c'è una proposta di mozione sottoscritta da circa 20 Consiglieri Comunali, che chiede l'impegno al Sindaco, alla Città e alla Giunta. Spero che, quanto prima, si possa arrivare alla votazione della stessa proposta di mozione. Ringrazio il Vicesindaco per la risposta e i Consiglieri che mi hanno preceduto per quanto detto. Inoltre, mi associo alla richiesta di approfondimento dell'interpellanza in III Commissione. Credo sia anche utile accludere il tema della sicurezza del lavoro - non ricordo se è già previsto nei temi affrontati normalmente dalla III Commissione - ai temi che normalmente la III Commissione affronta. Credo che sia una modifica statutaria, ma potremmo considerare la necessità di testimoniare un impegno nella forma e nella sostanza anche con un atto di questo tipo. Questa interpellanza sul tema sicurezza del lavoro, cui ne sono precedute altre in passato, nasce dalla tensione morale e dalla commozione collettiva che questa città ha affrontato a seguito dell'incidente alla ThyssenKrupp. Credo che, volendo cogliere qualcosa di buono e positivo da questa vicenda drammatica che ha segnato la nostra comunità, si debba fare in modo che tutte le istituzioni, a cominciare dal Comune di Torino, mantengano gli impegni assunti con le famiglie e con tutti i lavoratori della città. Lo diceva qualche Consigliere che mi ha preceduto: attenzione, soprattutto, alle aziende della città, ma anche agli infortuni legati agli appalti e ai subappalti che le interessano, soprattutto nel momento in cui - l'agenzia per i servizi pubblici lo ricordava - processi di esternalizzazione moltiplicano i livelli di controllo e moltiplicano anche le occasioni in cui gli infortuni possano verificarsi. Cito il caso della AES, che, per triste gioco del destino, si è discusso in Commissione il giorno dei funerali dei primi quattro operai della ThyssenKrupp. Senza voler drammatizzare né enfatizzare, un caso che ha coinvolto e che coinvolge la nostra città, dove una progressiva riduzione dell'organico e una carenza dell'organico sta ponendo alcuni lavoratori - soprattutto quelli che devono intervenire nelle situazioni di emergenza - nelle condizioni di lavorare con personale poco esperto, di prima assunzione o di apprendistato, quindi dovendo agire in contesti spesso molto delicati, con una situazione di organico non felice. In questo senso, credo sia utile, dopo l'audizione fatta dei lavoratori di AES Torino, proseguire con l'audizione dei vertici dell'AES. Domani, comunque, formalizzeremo la richiesta anche al Presidente della III Commissione. Senza dimenticare, Presidente, che gli infortuni avvengono anche nei luoghi di lavoro privati. L'ultima volta che il Consiglio ha discusso questo tema, il giorno della manifestazione successiva all'incidente della ThyssenKrupp, forse proprio il Sindaco ha ricordato la FIAT e l'operazione di pulizia fatta dall'Amministratore Delegato Marchionne, nel momento in cui è entrato ad assumerne la dirigenza. Eppure, ed è bene ricordarlo, nonostante questa azienda non sia della Città, ma interessi comunque il nostro territorio, a Torino, come in altri stabilimenti FIAT, si continua a perire sul luogo di lavoro, anche e nonostante le operazioni di abbellimento, sacrosante e utilissime, attuate da parte del management FIAT. Nella settimana dell'incidente della ThyssenKrupp, due incidenti mortali hanno interessato stabilimenti FIAT non della nostra città, ma che hanno coinvolto comunque lavoratori di un'azienda che è ancora molto importante per il nostro territorio e che ha, a sua volta, ancora molto da investire su questo tema. Credo, avendo condiviso la mozione di cui parlavo in apertura di intervento, che vi sia la necessità che questa Città si tuteli (e tuteli la propria immagine) dalla violenza con cui alcuni dirigenti di una nota azienda (la citava prima il Collega Gallo e lo dico perché è citata anche nel testo della nostra interpellanza) hanno avuto la capacità di umiliarla dopo averla ferita. La proposta che le faccio, quindi, se fosse possibile e se ci fosse l'accordo di tutti i Capigruppo, è di votare oggi stesso la mozione, per chiedere che la Città si costituisca parte civile, ai sensi dell'articolo 2 dello Statuto della Città, perché l'attacco, non smentito al momento, formulato dai vertici della ThyssenKrupp, investe non solo le Istituzioni e la Magistratura, ma tutti i lavoratori, le 7 famiglie distrutte dal rogo e l'unico sopravvissuto, accusato, in maniera bieca e anche abbastanza pesante, di "divismo". Credo che, davanti a queste parole, discutendo, oggi, di sicurezza del lavoro nel Comune e nelle società controllate, ci sia la necessità di dare un segnale a "Lor Signori", votando questa mozione. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Galasso, che ha 5 minuti a disposizione, non essendo tra i firmatari dell'interpellanza generale. GALASSO Ennio Lucio E' una giornata che ci vede impegnati in questa vicenda, soprattutto dopo il disastro e la tragedia alla ThyssenKrupp. Normalmente, il dolore finisce per essere una generosa semenza; dobbiamo, però, porci il problema affinché il terreno sia fertile per tutte quelle iniziative volte a migliorare la situazione esistente. Una parentesi brevissima: in questa tragedia ho rilevato come lavoratori che si giovano di un modesto stipendio siano poi in grado di mettere su una famiglia con prole. Il ricordo, la memoria di costoro è quindi particolarmente motivata da gratitudine, proprio per il messaggio di vita e di vitalità che davano. Rinnovo la domanda del Consigliere Cerutti per sapere quale esito abbia avuto o, comunque, stia avendo, il gruppo di lavoro associato al dottor Guariniello. Colgo lo spunto da questa domanda per chiedere se sia stata svolta un'indagine sulla base della denuncia fatta dal dottor Guariniello in ordine a certe deviazioni da parte degli ispettori del lavoro. Presidente, però c'è un brusio che mi distrae... CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Le chiedo scusa a nome dei Consiglieri, ma la invito a continuare. GALASSO Ennio Lucio Il dottor Guariniello, all'indomani della tragedia della ThyssenKrupp, ha pubblicamente denunciato certe collusioni e deviazioni da parte degli ispettori del lavoro. Rispetto a questa circostanza gravissima, che cosa fa l'Amministrazione nei cantieri che riguardano le nostre società? Quale controllo suggerisce e quale attenzione desta nei confronti di quelle aziende che prestano la loro attività nei nostri cantieri? Facendo il consuntivo (tra l'altro, un consuntivo triste del quale, non possiamo far altro che prendere atto), vogliamo però chiederci se gli eventi siano idonei a suscitare un'attenzione tale da svolgere un'azione di prevenzione (perché la cura non sta tanto nel consuntivo, quando, oramai, si raccolgono soltanto i risultati delle tragedie); un'azione di prevenzione non è soltanto mero controllo (perché, a volte, anche il mero controllo raccoglie una situazione già esistente), ma deve essere combinata con una verifica seria e approfondita in ordine al comportamento degli ispettori del lavoro e deve portare ad un miglioramento della situazione. Altrimenti, potremmo risolvere il problema, limitandoci a dire che abbiamo una legislazione precedente e successiva alla Legge 626, che ha anche responsabilizzato i lavoratori, e che basti osservarla per essere in una situazione di tranquillità. Ma questa diventa una valutazione burocratica, pigra, della dinamica del lavoro. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Consigliere Galasso, la invito a concludere. Le ho lasciato un po' di tempo in più. GALASSO Ennio Lucio In ordine all'attività di prevenzione, mi è stato segnalato (però, non ho avuto nessuna possibilità di verificare) che l'obbligo del cartellino di riconoscimento per ogni lavoratore pare non sia osservato nei cantieri della Metropolitana. Su questo vorrei sapere se siano state effettuate delle verifiche o, comunque, ci si sia attivati affinché non si ripeta una situazione di questo genere. Nelle responsabili parole dell'Assessore abbiamo colto che evidentemente non c'è soddisfazione - come spesso accade, ahimè - per le limitate risorse a disposizione, però vogliamo sapere se, alla luce del mancato appagamento, siano state intraprese azioni volte a rendere più fecondo il controllo e ad eliminare le tragedie. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Angeleri. Spero che il brusio non disturbi il suo intervento. ANGELERI Antonello Signor Presidente, a proposito di questa battuta che ha appena fatto, voglio ricordare che, in Conferenza dei Capigruppo, con alcuni Consiglieri, (compresa la prima firmataria), decidemmo di dedicare il primo dibattito del 2008 del Consiglio Comunale alla sicurezza sui luoghi di lavoro, con un ovvio riferimento alla tragedia della ThyssenKrupp. Nessuno di noi avrebbe pensato di fare un dibattito di questo genere in un'Aula così disattenta, già proiettata nel dibattito che seguirà, con le relative schermaglie, che non in quello attuale. Sottolineo questo aspetto, perché dall'altra parte c'è un dato che ritengo estremamente positivo: mi riferisco alle dichiarazioni fatte in quest'Aula dal Vicesindaco in ordine alle nostre società controllate e soprattutto al fatto che questo dibattito possa sfociare in una proposta di mozione sottoscritta all'unanimità. Penso sia una testimonianza di grande responsabilità istituzionale che, in momenti particolarmente difficili come questi, il Consiglio Comunale si riunifichi, dando un segnale molto forte all'esterno. Volevo anche soffermarmi sugli articoli pubblicati oggi dai giornali e che hanno colpito un po' tutti: presso alcuni dirigenti della ThyssenKrupp sarebbero stati trovati alcuni documenti che colpevolizzano le vittime della tragedia, e si chiede addirittura di denunciare colui che è sopravissuto. Tutto questo è inaccettabile e a mio avviso deve essere da tutti stigmatizzato, anche perché in ordine alla sicurezza, il ragionamento è molto semplice e segue in questo senso quello che è stato già detto dai Consiglieri: i regolamenti, le maglie della sicurezza devono essere necessariamente larghe, perché si fa riferimento alla responsabilità di esseri umani, che in quanto tali, sono soggetti ad errori. L'errore umano può capitare e non si può colpevolizzare in questo senso chi sbaglia, ma deve essere il primo da tutelare. Ben vengano ulteriori controlli e l'approvazione questa sera della proposta di mozione che fa del 2008 l'anno dedicato dalla nostra Città alla sicurezza nei luoghi di lavoro; ben venga l'impegno di questo Consiglio Comunale, che rappresenta la risposta migliore nei confronti di una società che ha questa doppia faccia (come l'ha già denunciata il Sindaco), che si scaglia ingiustamente non soltanto contro i lavoratori, ma anche contro una città conosciuta a livello nazionale e internazionale come una città di lavoratori. L'Istituzione deve rispondere e penso che l'approvazione unanime di questa proposta di mozione possa essere la risposta migliore. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Comunico al Consiglio Comunale che, così come deciso in Conferenza dei Capigruppo, al termine di questo dibattito sull'interpellanza generale sulla sicurezza, voteremo la proposta di mozione preparata e sottoscritta da tutti i Capigruppo. La parola al Consigliere Ferraris. FERRARIS Giovanni Maria Voglio innanzitutto sottolineare la grande sensibilità dimostrata da tutta la città per questa tragedia che ha colpito tutti, cittadini e Istituzioni. Devo riconoscere la sensibilità e l'umanità dimostrata dal Sindaco in tutte le circostanze che, in casi come questi, è fondamentale. Si è parlato di sicurezza e gli interventi dei Consiglieri Cerutti e Galasso sono stati interessanti. Di sicurezza si può parlare all'infinito; si possono fare delle leggi e queste certamente saranno sempre da implementare, ma bisogna iniziare a riflettere sulla necessità di creare una cultura della sicurezza a livello nazionale, così come si è fatto ad esempio con l'ambiente e con altre culture, che sicuramente diversi anni fa non si vivevano come oggi. Fare cultura sulla sicurezza significa partire dai luoghi di lavoro, come hanno sottolineato tutti, ma aggiungo che ancor prima dovrebbe partire dalle famiglie, dagli ambienti domestici, laddove si consuma il maggior numero di infortuni anche importanti e nessuno li definisce infortuni sul lavoro (adesso c'è un'apertura da parte dell'INAIL); una cultura che non potrà partire soltanto da Torino, ma che dovrà essere diffusa. Le leggi si possono fare in continuazione, (ad esempio, è stata molto utile la legge n. 123 dell'agosto 2007, anche per i Sindacati, che da anni avanzavano delle nuove rivendicazioni nelle sedi opportune che poi non hanno avuto risposta), ma poi bisogna applicarle e vigilare perché vengano applicate correttamente, affinché non si perda la soglia d'attenzione, come spesso succede (qualcuno diceva "siamo uomini", "errare humanum est, perseverare diabolicum"), evitando che accada di nuovo. Nel nostro piccolo, oltre alla diffusione della cultura, dell'educazione alla sicurezza nei luoghi pubblici e nelle nostre società controllate (la proposta di mozione che in seguito voteremo dimostrerà la volontà dell'Amministrazione a procedere in tal senso), possiamo avviare nuovi percorsi per non limitarci a leggere i dati riportati dal Vicesindaco come utili, ma non sufficienti; stiamo attenti, perché negli appalti pubblici (possiamo fare le verifiche sui quei campi) si nascondono intrecci per cui la sicurezza, da controllata diventa non abbastanza controllabile. In II Commissione, si è parlato marginalmente di sicurezza, perché è collaterale ad attività di pubblico interesse (quali grossi appalti pubblici e grosse infrastrutture), laddove possono esserci degli sconti che penalizzano le imprese, spingendole a contenere i costi anche sugli investimenti per la sicurezza. La stessa cosa possiamo farla sul modello del massimo ribasso, utilizzato per gli appalti pubblici , e verso gli addetti al controllo della sicurezza. Non intendo tediarvi ulteriormente; tuttavia, è possibile che, al massimo ribasso, il controllo dell'idoneità e competenza delle professionalità rischi di essere superficiale. Questo, per dire che il traguardo prefissato (un minor numero di infortuni e una maggiore efficienza), possiamo raggiungerlo soltanto se riusciamo a sensibilizzare gli Amministratori, di tutti i Settori della Pubblica Amministrazione, a redigere appalti che permettano un maggior controllo. Voglio ancora ricordare questo tragico evento della ThyssenKrupp che ci auspichiamo permetta, alla nostra città, di ripartire con serenità, benché con sofferenza. Chiedo alla città di non perdere mai la sensibilità, il polso e l'attenzione su questa importante materia. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Ventriglia. VENTRIGLIA Ferdinando Avendo anche noi firmato, convintamente, la proposta di mozione, rivendichiamo il diritto e il dovere di parlare chiaro e, soprattutto, di dire tutto, perché l'impressione che si ha è che, su questa vicenda, si sia un po' prodigata la vena dei Consiglieri di maggioranza, soprattutto, nel rivendicare una primazia, ma senza volere, o potere parlare onestamente. E allora, credo che dopo tanto parlare di aziende, sarebbe anche giusto fare qualche riferimento ai sindacati o a chi, dai sindacati, va nelle aziende, perché anche questo aspetto, nelle nostre aziende municipalizzate, non è secondario. C'era, a Torino, un Professore, piuttosto famoso, di giurisprudenza che, una volta, indicando i suoi Colleghi più giovani, mi fece una battuta dicendo: "Tutti questi contestavano i cosiddetti baroni di una volta, perché obbligavano ad imparare a memoria 50 pagine, adesso gli studenti sono obbligati ad impararne a memoria 150. Sono come quelli di prima, soltanto che ne hanno enfatizzato i difetti". Credo bisognerebbe pronunciare qualche osservazione, anche in presenza di segnali che arrivano, coerentemente, dalle nostre aziende verso il management (indicato da questa maggioranza e dal Sindaco, con proprio Decreto). Si tratta di personale che, in larga parte, proviene più dai sindacati che dalla politica - con qualche eccezione -, oppure, dai Sindacati, attraverso la politica, in questa sovrapposizione, sempre più evidente, tra alcuni sindacati e ruoli di rilevanza primaria nei Partiti del centro-sinistra. Non credo di essere l'unico a raccogliere voci allarmate, anche in tema di sicurezza, relativamente all'Azienda Farmacie Comunali, alla "partita" della manutenzione, della sorveglianza e del lavoro ai cimiteri. Non credo di essere l'unico a sentire critiche e preoccupazioni da parte dei lavoratori dell'AMIAT, così come, ancora, non sono l'unico ad aver accolto - lo dico semplicemente perché sono venuti addirittura in Commissione per lamentarsi di certi procedimenti di turnazione - malanimi e preoccupazioni da parte dei lavoratori GTT i cui vertici, notoriamente, non sono due uomini-azienda (oppure lo sono diventati), ma assurti in quella posizione, anche in virtù, diciamo la verità, del proprio ruolo e della loro influenza sui sindacati. Questo strano principio oggi non tiene più; per cui, trasformando il sindacalista in manager, si otterrebbe, in qualche maniera, se non proprio la pace sociale, un clima certamente più favorevole. E allora, signor Presidente, mi viene in mente la famosa canzone di Jacques Brel "Les Bourgeois". E' la storia di tre giovani che si ritrovano per sbeffeggiare i borghesi nelle loro convinzioni, nelle loro rigidità e nell'arco di tre strofe questi tre giovani diventano, a loro volta, borghesi e hanno altri giovani che li sbeffeggiano. Sono poi loro che vanno a lamentarsi dal Commissario di Polizia, chiedendo provvedimenti. Anche in certi casi, in questi anni, abbiamo sentito e visto la faccia, non dico feroce, ma rigida, delle aziende comunali e partecipate, nei confronti dei lavoratori che andavano a denunciare situazioni e criticità di varia natura. Allora, va tutto bene? Se qualcuno ha un trascorso, per essere chiari, in CGIL, CISL o UIL, quando poi fa il manager, va tutto bene. I sindacati, che operano in queste nostre aziende, hanno fatto fino in fondo il loro dovere, anche su questo tema, o magari, per dirne una tra le tante, anche questi, come nell'azienda metalmeccanica, ogni tanto, privilegiano un po' la scelta del mantenimento del posto, o, purtroppo, in certi casi, l'abbiamo fatto notare, del conseguimento del posto, magari ad personam e magari per persone vicine, magari per parenti e magari per colleghi di sindacato. In questa fase, non voglio dire di più, perché abbiamo presentato, con il Consigliere Coppola, la richiesta per una Commissione d'indagine in questo senso e, magari, sono stati altrettanto attenti sotto il profilo della sicurezza e del trattamento delle condizioni lavorative per i dipendenti, anche per coloro che non hanno un cognome illustre, o per coloro che non indossano la targhetta del sindacato. Credo che questo tema vada affrontato da voi e sia la condizione necessaria, se volete fare una riflessione che non sia rituale, anche alla luce di quanto è successo in un'azienda privata. Troppo comodo aggiungersi al coro, che è unanime e che si è già manifestato ed esercitato, in queste settimane. Cominciamo anche ad avere il coraggio di guardare in casa nostra e cominciate anche a guardare per quelli che, per altri versi, sono i vostri amici. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Tronzano. TRONZANO Andrea Parlerò in modo molto schematico e rapido in modo da declinare alcuni punti che mi stanno a cuore, per cercare di contribuire a questo dibattito, a mio giudizio importante e, oggettivamente, serio. Innanzitutto, credo sia necessario fermare la perversa logica dei numeri e delle economie sui lavori pubblici - questo credo sia importantissimo. Continuare a cercare di risparmiare su un lavoro, porta, a mio giudizio, ad una mancata attenzione alla sicurezza, per ovvie ed oggettive ragioni. Su questo, credo sia opportuna la riflessione, non per oggi e per quanto è successo ieri, ma per il domani. Secondariamente, la legislazione all'avanguardia presente in Italia oggi, a mio giudizio, dovrebbe essere applicata sempre, non per essere utile alla burocrazia o al Bilancio, ma per cercare di essere utile soprattutto al lavoratore. In terzo luogo, se le responsabilità ci sono e sono chiare per l'azienda e per le Istituzioni - in questo caso mi riferisco agli Organi di controllo dei Vigili del Fuoco - devono essere chiare - come diceva giustamente il Consigliere Ventriglia - anche per i Sindacati. Credo che, forse, oggi, in Italia, bisognerebbe tornare ad avere il coraggio delle dimissioni. E' importante, a mio giudizio, ritrovare la dignità delle dimissioni e bisognerebbe trovare la forza anche di essere forte con i forti. Sono due tentativi che dovremmo fare per cercare di ridare lustro e dignità alle Istituzioni. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Carossa. CAROSSA Mario Brevemente, anche perché, in questo dibattito, è stato detto tutto e anche più di tutto. A dir la verità, sarei stato più favorevole a presentare la proposta di mozione, votarla e non fare nessun dibattito. Ma tant'è (INTERVENTO FUORI MICROFONO)... D'accordo che è sull'interpellanza generale, però, avrei preferito veramente non fare assolutamente nulla, anche perché si è visto che sono state dette troppe parole. Mi permetto solamente di toccare velocemente tre punti. Rendiamoci conto che più, come aziende pubbliche, si subappaltano i lavori, più si rischia che, anche se non mortali, capitino incidenti sul lavoro. Spero che questa tristissima e bruttissima vicenda, non finisca nell'ipocrisia. A seguito di questa disgrazia, quanto meno nella nostra città, bisognerebbe far seguire atti concreti che non si trasformino, però, in una caccia alle streghe che penalizzerebbe soltanto le piccole imprese che, magari, non hanno sufficienti mezzi per adottare determinati provvedimenti. Evitiamo l'ipocrisia e termino citando un esempio: questa estate c'è stato un cantiere qui per rifare le facciate e i tetti di Palazzo Civico. Sbagliando, lo ammetto, non ho fatto alcuna denuncia (e lo dico a verbale), perché sicuramente il cantiere sarebbe stato bloccato, dato che operai senza il casco lavoravano a 15 metri di altezza e il ponteggio sicuramente non era del tutto a norma. Quindi, sono il primo a dire che dobbiamo cercare di fare concretamente qualcosa, ma iniziamo a farlo in casa nostra, nella casa del Comune, che è la casa di tutti. Vorrei che non capitassero più situazioni simili, anche se per fortuna non è successo niente, ma con alcuni Consiglieri di cui non faccio i nomi, questa estate, abbiamo visto e abbiamo amaramente commentato la situazione di quei lavori. Rivolgo un pensiero a quegli operai e a quelle famiglie affinché il loro sacrificio non sia stato vano e stigmatizzo assolutamente quello che, a detta degli organi di stampa, è stato scritto dai dirigenti della ThyssenKrupp. Torino è sicuramente una città, ahimè, rossa, però i lavoratori, dal dopoguerra in poi, hanno sempre avuto la capacità di far fronte a qualsiasi problema, come nel caso del terrorismo, e il loro esempio fa veramente onore alla nostra città. Quelle parole, se effettivamente sono state scritte, non fanno che disonore ai dirigenti della ThyssenKrupp. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Centillo. CENTILLO Maria Lucia La risposta del Vicesindaco all'interpellanza generale ci ha portato moltissimi dati di sicuro interesse, considerato che nelle linee attuative del programma che abbiamo votato all'inizio della tornata amministrativa, la sicurezza sul lavoro era uno dei temi qualificanti per la Città. Sebbene sia inevitabile e giusto affrontare la questione della strage della ThyssenKrupp, è importante, però, anche focalizzare il ragionamento su quanto il Vicesindaco ci ha comunicato rispetto a ciò che viene fatto in questa città. Voglio sottolineare questo aspetto e voglio ringraziarlo per i dati e gli elementi che ci riferito. Torino è stata all'avanguardia nella tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori negli anni in cui la condizione operaia era diffusa più tra la popolazione, mentre oggi rimane una componente residuale. Questa è la prima condizione che dobbiamo affrontare: man mano che si precarizza il lavoro e la condizione operaia viene sottovalutata, questo aspetto relativo alla sicurezza rischia di aumentare. I dati e le statistiche ci portano esattamente a questo: quanto più è precario il lavoro e quanto più è bassa la qualità del lavoro, tanto più aumentano i rischi e peggiora la sicurezza. Non possiamo accettare che Torino venga retrocessa, nell'immagine e nei fatti, a condizioni che sono state rifiutate negli anni passati dagli operai e dalle classi sociali della nostra città. Da questa esperienza e dai dati riportati dal Vicesindaco emerge come negli anni scorsi alcuni elementi preoccupanti siano stati affrontati, anche se non di competenza diretta della Città. Queste situazioni si possono risolvere in parte con le azioni e l'utilizzo di buone pratiche da parte nostra, ma sicuramente vanno affrontate in sinergia con le altre Istituzioni competenti. Innanzitutto, bisogna dire che la salute e la sicurezza dei lavoratori non possono essere mercificate e quindi non basta pagare di più le persone, ma bisogna investire di più nella sicurezza e nella qualità del lavoro, perché questo binomio è strettamente inscindibile. È indispensabile quindi rifuggire dal rischio di affrontare il tema della sicurezza sull'onda emotiva di quanto accaduto, avendo tutte le informazioni e le relazioni per evitarlo, quindi non può che essere utile un comitato, un coordinamento tra tutti gli enti e una presa di responsabilità piena di tutte le istituzioni. Nella precedente tornata amministrativa questo tema era stato uno degli elementi più importanti dell'attività del Consiglio, anche perché Torino era sede di cantieri olimpici e di grandi opere; io stessa ero Presidente della Commissione Lavoro e ricordo che fu una delle questioni maggiormente discusse, partendo dalla consapevolezza che il nostro sistema legislativo è tra i più avanzati in Europa, dato che le sue origini risalgono agli anni Cinquanta, passando attraverso la Legge n. 626 e il recente decreto n. 123, che la modifica ulteriormente aggiungendo gli oneri per la sicurezza. Penso sia un rischio reale quello di applicare in termini burocratici la legge e gli strumenti che essa mette a disposizione, come è stato più volte denunciato per quanto riguarda tutti i settori: dal pubblico al privato, dalla multinazionale alla piccola impresa artigianale. Tutti gli strumenti disponibili (dalla vigilanza all'assistenza, dalla repressione all'incentivazione) devono essere utilizzati, investendo sia sulla sicurezza sia sull'organizzazione, senza mai scindere i due aspetti, rilanciando in modo strategico le relazioni all'interno dell'organizzazione dell'impresa, rinforzando in particolare il ruolo degli RLS (Responsabile Lavoratori per la Sicurezza). Abbiamo ascoltato i lavoratori della ThyssenKrupp che hanno evidenziato, con molta enfasi, il problema della qualità del lavoro e del rischio di perderlo. Penso che situazioni come quella mettano, però, in secondo piano aspetti che sono legati alla sicurezza del lavoro, che non può non essere considerata fondamentale, e quindi non si può accettare di dover lavorare in qualsiasi condizione, concentrandoci soltanto sul posto di lavoro, a discapito della sua qualità. Per questo motivo credo che, come Amministrazione, dovremmo continuare su questa strada del rapporto di collaborazione con gli altri enti ed Istituzioni competenti. Il dato politico è la capacità di cogliere la sensibilità delle persone e su questo devo dire pubblicamente, a verbale, che aver sospeso la festa di Capodanno è stato un atto importante da parte dell'Amministrazione comunale, sebbene potesse non incontrare il consenso dei cittadini, che invece in molti hanno detto di sentirsi pienamente rappresentati nello stato d'animo. Penso, quindi, che dobbiamo lavorare contro una visione burocratica e monitorare quei dati, che ci ha portato il Vicesindaco, riguardanti le nostre imprese, quelle imprese che sono, in vario modo, vicine alle nostre attività. Sempre più credo che si debba inserire, in tutti i capitolati d'appalto, soprattutto in quella che è l'attività dell'Amministrazione, indicatori di qualità del lavoro, e proseguire sulla strada della contrattazione, per fare in modo che le incentivazioni alla sicurezza e alla qualità del lavoro non rappresentino degli optional. Secondo me - e concludo - è importante poter avere, anche dal punto di vista nazionale e regionale, più presenze sul piano degli ispettori, della vigilanza e dell'assistenza, per svolgere formazione, informazione, ma anche vigilanza e repressione. L'ultimissimo aspetto su cui voglio porre l'accento è questo: sebbene Torino sia la città che maggiormente ha rivendicato, su questi temi, un certo tipo di posizione, è accaduta una situazione drammatica, che ha toccato le coscienze di tutti i cittadini di Torino. Io vorrei sapere, così come è stato fatto nei confronti della tristissima esperienza del Cinema Statuto, che ciò che è successo non rappresenti un punto di non ritorno e che quindi, come dopo la strage del Cinema Statuto, si è arrivati ad affrontare il tema della sicurezza dei luoghi pubblici con una visione diversa. Mi auguro che ciò che è successo alla ThyssenKrupp rappresenti per noi un'esperienza non solo che mai dimenticheremo, ma che ci permetta di fare in modo che, da nessun'altra parte, mai debbano succedere cose come queste. Mi auguro che non dovremo più sentirci dire, come è successo per altre situazioni, che, dopo un po' di tempo, le Istituzioni dimenticano le famiglie. Lo voglio dire, ricordando che, proprio in questi giorni, sono nati i due nipotini gemelli di uno degli operai della ThyssenKrupp. Drammaticamente, la vita continua: quindi noi, per chi rimane, dobbiamo fare in modo che chi se n'è andato non se ne sia andato invano. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Ghiglia. GHIGLIA Agostino Il mio intervento sarà breve, essendo già intervenuto molto bene il Consigliere Galasso. Anzitutto, vorrei ringraziare il Sindaco Chiamparino per come ha cercato, con tutta la Città e con il Vicesindaco, di fronteggiare la drammaticità di un evento come quello dei morti alla ThyssenKrupp, una di quelle cose che credo nessun amministratore vorrebbe mai trovarsi a dover sostenere e commentare per la sua enormità. Abbiamo molto apprezzato il modo in cui il Sindaco, con l'Amministrazione, è stato vicino ai parenti delle vittime e per il rigore con cui si è presentato davanti alla proprietà e agli imprenditori. Oggi leggiamo di questa novità del dossier: speriamo che non sia vero, speriamo che sia qualcuno che ha voluto, magari, mestare nel torbido di un dramma, per cercare, ex post, di crearsi delle coperture, delle verginità, perché è evidente che quelle parole sarebbero inaccettabili! Devo dire, tuttavia, una cosa che ho già detto in altre sedi, dopo aver lasciato passare il tempo dovuto e ribadendo che, su questi temi, sinceramente, la propaganda riesce un po' difficile, nel senso che, prima, è necessario far giustizia per rispetto delle vittime e delle loro famiglie e, poi, casomai, ci si deve interrogare su quanto stia facendo la Magistratura nell'ambito dell'attribuzione delle responsabilità: certe manifestazioni postume - non sto certamente parlando dell'Amministrazione del Comune di Torino, su cui non cambio idea - mi sono sembrate eccessive. Lo dico, perché sembrava quasi - vedendo alcune trasmissioni sopra le righe, leggendo alcune interviste sopra le righe - che tutti sapessero tutto e nessuno avesse detto niente. Questo, secondo me, stona. Personalmente ho appreso che alla ThyssenKrupp c'erano turni particolari: gli operai sapevano che il loro lavoro era a termine e facevano di tutto e di più per portare a casa, alla famiglia, soldi in più. Sembra, però, che tutti fossero al corrente di questa situazione: tutti dopo e nessuno prima. Questo, forse, è il modo che abbiamo, talvolta, in Italia, di arrivare sempre il minuto dopo. Chissà perché le cose dobbiamo sempre farle succedere, prima di intervenire. Per quale tipo di interesse, forse anche legittimo, non dico che se i sindacati che dicono che si sapeva che lì c'era una situazione, la situazione non è stata denunciata prima? Probabilmente i Sindacati (che dicono che si sapeva ciò che si stava verificando in quella fabbrica) cercavano di tutelare il tutelabile, cercavano di salvare il salvabile, però forse, dopo, da parte di chi ha detto - dopo - di sapere e di conoscere, un'azione preventiva sarebbe stata più incisiva rispetto al dramma che si sarebbe scatenato successivamente. Nel dire che voteremo a favore di questa proposta di ordine del giorno unitario, che penso tutti i Colleghi abbiano sottoscritto, vorrei ricordare che, nelle settimane passate, abbiamo presentato una proposta di deliberazione consiliare (che ci è stata restituita con una proposta di correzione) sull'istituzione di una Commissione di indagine rispetto agli appalti nei lavori pubblici gestiti dal Comune di Torino e dalle sue società controllate dal 2000 ad oggi. Perché dico questo? Perché i morti sul lavoro, in questi anni, sono stati tanti e perché ci sono stati morti sul lavoro anche, ad esempio, nei cantieri della SMAT. Faccio l'esempio della SMAT, perché mi è rimasto in testa che il penultimo morto di un cantiere SMAT era un rumeno clandestino di 24 anni, la cui madre, due mesi fa, dopo 16 mesi, è stata costretta ad inscenare uno sciopero della fame di fronte al Tribunale, perché, dopo tutto questo tempo, non si è ancora riusciti a dipanare la matassa delle responsabilità tra appalti e subappalti. Visto che le nostre iniziative sono sacrosante, vorrei che la nostra Città si dotasse di uno strumento (non so bene quale: noi abbiamo chiesto la Commissione di indagine, perché altro non possiamo chiedere) che, costantemente (anche se, forse, dovrebbe già esserci) sorvegli i lavori pubblici del Comune di Torino e delle sue controllate. Qui, infatti, non ci troviamo di fronte al caso di un lavoro non eseguito a regola d'arte: ci troviamo di fronte al caso di aziende pubbliche controllate che assegnano delle gare e tollerano subappalti in cantieri pubblici (e non privati) in cui operano non soltanto lavoratori irregolari, ma addirittura lavoratori irregolari e clandestini, in quel momento, nel nostro Paese. Il nostro dovere è quello di dotarci di uno strumento di controllo sui lavori pubblici, di una sorta di osservatorio, potenziando in qualche modo il settore, perché non si può accettare che sull'appalto pubblico di una Città lavorino in condizioni irregolari dei clandestini. Dal momento che voteremo unitariamente la proposta di mozione, chiedo una riflessione dell'Amministrazione su questo punto. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Lonero LONERO Giuseppe Voglio semplicemente cogliere l'occasione di questa interpellanza generale, per richiamare l'attenzione sulla sicurezza, della quale non si deve parlare solo sull'onda emozionale. La sicurezza dei lavoratori è un argomento che deve essere sempre ben presente, in ogni momento dell'attività di un amministratore pubblico. Ci sono due modi per farla ed applicarla: il modo burocratico-formale, dietro al quale, spesso, ci si trincera e il modo concreto del buon padre di famiglia, rappresentato in questo caso dall'imprenditore serio, che applica con coscienza le normative. Le normative in Italia ci sono, sono all'avanguardia, anche se, forse sono un po' eccessive quando si considerano penalmente rilevanti delle inadempienze puramente burocratiche. Il problema è che non basta soltanto applicare la norma. Infatti, avere a cuore il problema della sicurezza non significa soltanto preoccuparsi che i datori di lavoro producano i documenti che le norme prescrivono, perché sarebbe sbagliato considerarlo in questi termini. La sicurezza sul posto di lavoro si può garantire se l'imprenditore ha ben presente che l'obiettivo principale non è soltanto il profitto, ma anche la salvaguardia dell'incolumità fisica e sanitaria del proprio dipendente. Detto questo, attendo che questa discussione venga trasferita e approfondita nella competente Commissione Consiliare, per capire se sia possibile (e nel caso in cui lo sia), in che modo, arrivare ad una selezione degli imprenditori seri ed interessati ad applicare le norme in materia di sicurezza non solo dal punto di vista burocratico e amministrativo, ma soprattutto dal punto di vista concreto, pratico, che ha come fine quello di garantire l'incolumità fisica dei lavoratori. Intanto, vorrei che l'Aula meditasse sul fatto che un'Amministrazione Pubblica (che ha delle partecipazioni in Aziende che hanno migliaia di dipendenti diretti e che danno lavoro ad altre migliaia di dipendenti con le imprese loro fornitrici) non possa tralasciare il fattore sicurezza e lo sta dimostrando questa sera con la proposta della mozione che stiamo per approvare (e io anticipo già il voto favorevole), e debba anche mettere in atto delle politiche continue e costanti, che abbiano sempre ben presente questo obiettivo. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola all'Assessore Borgogno. BORGOGNO Giuseppe (Assessore) A proposito della domanda che faceva il Consigliere Cerutti, la risposta è affermativa. Quel rapporto con la Procura della Repubblica è proseguito nell'ambito del protocollo d'intesa per la promozione della sicurezza nei luoghi di lavoro, formalizzato dalla Prefettura, cui accennava prima il Vicesindaco, in cui sono coinvolti diversi Enti e diverse realtà, tra i quali il Comune e anche la Procura della Repubblica. Questo Protocollo prevede la costituzione di tre gruppi di lavoro centrali, che si suddividono a loro volta in vari sottogruppi. La Polizia Municipale è stata chiamata a far parte del gruppo C; in particolare, si occuperà del monitoraggio della sicurezza in materia di edilizia. L'ultima riunione su questo argomento si è svolta il 6 dicembre. In questo ambito, il Corpo di Polizia Municipale svolge le sue attività in modo congiunto con l'ASL e l'Ispettorato del lavoro, cui, rispettivamente spettano i controlli in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro e di regolarità dei rapporti di lavoro. Al Corpo di Polizia Municipale rimane la competenza in materia di normativa edilizia. La novità, dopo il protocollo d'intesa, sta nel fatto che queste diverse entità intervengono insieme nello stesso luogo e contemporaneamente svolgendo più controlli, sia a tutela della sicurezza dei lavoratori, ma anche a tutela dei datori di lavoro, in modo che, se da questi interventi emerge la necessità di ulteriori controlli, il tutto avviene in tempi leggermente ridotti. Per fare questo, come avevamo già annunciato, si è costituito nella Polizia Municipale di Torino un gruppo specifico che si occupa di questo tipo di controlli e di problemi, che, negli ultimi due mesi e mezzo, si è anche un po' ampliato ed ha approfondito, attraverso un percorso formativo, gli elementi principali del lavoro che dovrà svolgere. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Vicesindaco Dealessandri. DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco) Ringrazio il Consiglio per le considerazioni fatte. Dal momento che l'interpellanza riguardava i lavori delle partecipate del Comune, non ho parlato della ThyssenKrupp, anche se ha ispirato, credo, una serie di domande poste dagli interpellanti. Vorrei aggiungere soltanto due aspetti a questo proposito anche se su ThyssenKrupp ho già riferito in Aula. Innanzitutto, il rapporto con le famiglie sta andando avanti e laddove è possibile, stiamo cercando di dare una mano. Stiamo aspettando la costituzione di un fondo che dovrà servire non solo per i familiari delle vittime della ThyssenKrupp, ma per tutti i casi che si sono verificati. La seconda cosa è questa: oggi ho ricevuto una telefonata dal capo del personale per conto dell'Amministratore Delegato di ThyssenKrupp, nel corso della quale mi ha informato che il documento di cui oggi si è parlato molto sui giornali (e che l' Aula ha ripreso) non è stato redatto dal gruppo dirigente italiano e trasmesso in Germania. Non ha saputo dirmi chi avesse redatto quel documento e a quale scopo, ma ha sottolineato che è loro interesse chiarire questa vicenda, così come ritengo, farà anche la Magistratura. Mi è parso opportuno riferirlo in Aula. Invece, per quanto riguarda lo specifico delle questioni dette, credo che abbiamo una situazione complessivamente non ottimale, ma buona, dal punto di vista degli infortuni e del quadro illustrato a quest'Aula. Questo vuol dire che l'attenzione dei nostri dirigenti è alta, perché su 350-400 cantieri ci sono stati solo 2 infortuni lievi. Come si è detto, non bisogna mai abbassare l'attenzione, ma anche sulle partecipate il lavoro va avanti e prosegue bene, perché siamo al di sotto del livello delle medie nazionali non in rapporto agli infortuni globali, ma in rapporto a ciascun settore, ad esempio, confrontando GTT con la media dei trasporti pubblici locali presenti nel nostro territorio. Credo che dobbiamo sempre chiederci come facciamo gli appalti, pur sapendo che anche laddove si applica il massimo ribasso, come ho detto, non è mai compromesso il tema della sicurezza e che, nel momento in cui avremo i decreti applicativi del Decreto Delega dell'agosto del 2007, ci saranno delle variazioni anche per quanto riguarda gli appalti di servizio. Contemporaneamente a questo, credo che sia necessario che i livelli di controllo, per essere efficaci, debbano essere delle parti, perché, come diceva il Consigliere Centillo, sono gli unici soggetti che conoscono quel tipo di lavoro; come diceva il Consigliere Carossa, se sono del mestiere, capisco quando non viene affrontato la sicurezza, perché ognuno di noi può essere esperto di sicurezza in un determinato luogo, ma non in qualsiasi luogo e per qualsiasi situazione. Per questa ragione, non so rispondere al Consigliere Galasso: se i controllori fanno il doppio mestiere non è un problema di cui dobbiamo occuparci noi, come Amministrazione, ma devono occuparsene gli Enti ai quali rispondono: l'Ispettorato del Lavoro e l'ASL. Dobbiamo, innanzitutto, attivare un sistema di controllo; inoltre, i livelli controllati non ci riguardano, ammesso e non concesso che ci siano queste situazioni: né le nostre aziende, né noi diamo agli ispettori di sicurezza consulenze che riguardino il livello della stessa materia, ma i livelli di formazione e il numero degli ispettori devono essere adeguati, perché, ad esempio, se abbiamo solo medici e non ingegneri che vanno a vedere com'è organizzato il livello di rischio all'interno di un'officina, di un cantiere o di un impianto chimico, credo che difficilmente si potrà andare nella direzione della massima tutela dei lavoratori, che rimane il nostro obiettivo. In questo senso, per continuare sulla base dei contributi dati in quest'Aula, credo che sia giusto accogliere l'osservazione del Consigliere Cerutti, che suggeriva di provare a riportare in Commissione il tema della sicurezza, analizzando anche le singole situazioni, non solo per monitorare, ma anche per vedere che cosa si può fare in più e meglio di quanto si stia già facendo. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Raccogliendo l'invito del Consigliere Cerutti, trasmetteremo la richiesta di un ulteriore approfondimento in III Commissione, sulla base delle novità che emergeranno su questa vicenda, in modo tale da poter dare una risposta più efficace possibile ai problemi evidenziati. L'interpellanza generale è discussa. |