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Estratto dal verbale della seduta di Mercoledì 23 Dicembre 2020 ore 16,00
Paragrafo n. 16
DELIBERAZIONE (Giunta: proposta e urgenza) 2020-02631
UTILIZZO ECONOMIE DERIVANTI DALLA RINEGOZIAZIONE 2019 DI UNO STOCK DI MUTUI CASSA DEPOSITI E PRESTITI SENZA VINCOLO DI DESTINAZIONE.
Interventi
ARTESIO Eleonora
Grazie. Stiamo esaminando una deliberazione che ci propone di accedere alla
possibilità, consentita agli Enti Locali, di provvedere ad una diluizione della restituzione
del debito distribuendolo sugli anni successivi e di poterlo fare destinando i risparmi
conseguenti non più soltanto in spesa in conto capitale per investimenti, ma anche in
spesa corrente. Relativamente a questa opzione io voglio svolgere alcune considerazioni
di contesto. La situazione di indebitamento della Città di Torino è nota a tutti, è
sicuramente molto acuta, credo sia altrettanto ingiusta, perché tutti quanti ricordiamo
quale sofferenza abbiano vissuto gli Enti Locali nel sacrificio del pareggio di Bilancio e
del Patto di Stabilità interna che si è abbattuto particolarmente sull’autonomia di spesa
delle Amministrazioni Comunali, ma stiamo discutendo questa situazione della Città di
Torino con operazioni quali quelle di questa delibera in una proiezione che, lasciando
invariante le cose o procedendo sulle cose con piccoli aggiustamenti, arriverà
all’esaurimento del debito nel 2046. Non lo dice la Consigliera di Minoranza Artesio, lo
dice la slide che ci è stata presentata in I Commissione congiuntamente al Bilancio di
Previsione 2021. Ora, è del tutto evidente che stiamo conducendo una campagna di
manutenzione della gestione del debito e io voglio anche riconoscere l’onesta intenzione
degli amministratori di riuscire a governare questo tipo di situazione debitoria. Quel che
però non posso loro riconoscere è il coraggio nell’affrontare sul piano politico, con tutta
la forza istituzionale del Comune di Torino, l’ingiustizia di questo debito, perché noi
Consiglieri Comunali abbiamo compiuto tre atti nel corso di questo mandato, tutti e tre
volti a denunciare l’aggravio irragionevole dei mutui contratti non solo per i derivati,
ma anche con Cassa Depositi e Prestiti. Vorrei ricordare che dal 2003, quando Cassa
Depositi e Prestiti da cassaforte del risparmio dei cittadini è diventata una società per
azioni, i comportamenti tenuti nei confronti dei prestiti rivolti agli Enti Pubblici sono
stati comportamenti analoghi a quelli degli Istituti Finanziari. Per i Comuni, che nei
confronti di Cassa Depositi e Prestiti rappresentano l’1,8% dei debitori, i mutui applicati
sono stati del 4-5%, ben superiori ai mutui applicati, ad esempio, nei confronti delle
Regioni. Si tratta, quindi, non soltanto di un onore alla restituzione a cui siamo
chiamati, ma si tratta, piuttosto, di una restituzione per prestiti che sono stati concessi a
dei tassi non sostenibili, ma soprattutto concessi in modo indifferenziato e indifferente
alla vocazione pubblica e istituzionale degli Enti Locali. Lo abbiamo detto chiaro e forte
come Consiglio Comunale perché abbiamo adottato nel 2017 una mozione che
richiedeva l’istituzione di una Consulta sull’audit pubblico che rendesse comprensibile
anche alla popolazione quali fossero, certo le ragioni dell’indebitamento, ma anche le
condizioni di questo indebitamento e la possibilità di rimettere in discussione condizioni
in partenza ingenerose e io mi azzardo a dire inique. L’audit pubblico del 2017 non è
mai stato istituito dalla Città di Torino che ha cominciato a percorrere l’ipotesi di
individuare degli advisor che facessero un’analisi del debito e potessero essere
ricompensati con gli eventuali risparmi derivati e poi idea abbandonata; l’audit pubblico
l’ha fatto la Città di Napoli istituendo addirittura alla Presidenza persona di grande
pregio, peraltro torinese, quale l’ex Procuratore Paolo Maddalena e da quell’audit
pubblico emergono le sofferenze delle condizioni con le quali gli Enti Locali si sono
trovati in condizioni di estremo bisogno a contrarre i mutui. Ma abbiamo fatto un passo
successivo sempre con un ordine del giorno del 2017 dal titolo “Riprendiamoci la
Cassa”, per ricordare la natura pubblica del risparmio degli italiani di quell’istituto;
abbiamo avviato la richiesta di poter rinegoziare, non come singola Città, ma con la
potenza del valore della rappresentanza delle comunità a cui i Comuni sono chiamati, la
situazione debitoria degli Enti Locali nei confronti di Cassa Depositi e Prestiti, ma
ancora con un ordine del giorno dal titolo “Ribellarsi dal debito…”, anzi scusate, con
una mozione del maggio del 2020, quindi molto recente, dal titolo “Ribellarsi al debito
illegittimo”, abbiamo esattamente riproposto alla Giunta la richiesta di poter
congiungere la propria voce a quella degli altri Comuni, che si sono levate nei confronti
di questa situazione debitoria, per costruire un fronte comune tra i Comuni per
rinegoziare questo tipo di condizioni. Ebbene, questi passi, che sono quelli che possono
essere ascritti al coraggio politico, non sono stati (incomprensibile), almeno io non ne
ho conoscenza e credo che se fossero avvenuti lo avremmo potuto conoscere così come
altri Comuni, ancora in tempi recentissimi di coordinamenti nazionali, hanno
rappresentato. Voglio dire che i Comuni stanno costruendo una voce autonoma,
relativamente alla denuncia dei problemi che gravano sulle spalle degli Enti Locali, ma
anche alla rivendicazione dell’orgoglio degli Enti Locali, in questo particolare
momento; voglio ricordare, ad esempio, le iniziative di Eurocity relativamente al fatto
che, con i fondi del futuro Recovery Plan, vengano individuati i Comuni come soggetti
attuatori. Ricordo le interviste in qualità di componenti degli organi di rappresentanza di
questa rete europea, quella del Sindaco di Firenze Nardella e del Sindaco di Milano
Sala. Ora, in questo silenzio dell’Ente Comune di Torino noi siamo ad assumere una
deliberazione che ha un comportamento ordinario, rinegoziamo il debito e lo
redistribuiamo sugli anni a venire, che ha sicuramente anche un significato di cedimento
a ragioni di forza maggiore che io non voglio assolutamente negare; proprio perché le
conoscevo, ho cooperato a far votare in questo Consiglio i documenti che ho appena
citato, ma che è di nuovo un’operazione di manutenzione nell’ambito dello stato di fatto
delle cose. Ora, io non sono tra coloro che ritenevano o ritengano che il recupero delle
risorse, che non dobbiamo restituire in questo anno o in quelli successivi, debba essere
esclusivamente destinato alle spese di investimento, perché ritengo che le spese correnti
siano altrettanto strutturali per la qualità e la continuità di servizi essenziali. Voglio
ricordare a tutti che il deficit, dal punto di vista delle difficoltà operative dei servizi
socio-sanitari, che tutti oggi riconosciamo e che tutti vorremmo recuperare con
stanziamenti ordinari e con il riconoscimento del grande lavoro dei professionisti
sanitari, è avvenuto in gran parte per la riduzione della spesa corrente, perché si è
abbattuto (voci sovrapposte)…

ARTESIO Eleonora
…sul contenimento del personale. Quindi, non sono contraria al fatto di poterlo
utilizzare, ma osservo la mancanza degli elementi che ho detto e il fatto che, pure in una
buona predisposizione della Giunta che ha, con sincera interpretazione delle richieste
dei Consiglieri, proposto un emendamento sulle destinazioni di questi fondi, di cui
avremo contezza però solo con il Bilancio di Previsione, anch’io non posso condividere
questo atto deliberativo.

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