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Estratto dal verbale della seduta di Mercoledì 23 Dicembre 2020 ore 16,00
Paragrafo n. 16
DELIBERAZIONE (Giunta: proposta e urgenza) 2020-02631
UTILIZZO ECONOMIE DERIVANTI DALLA RINEGOZIAZIONE 2019 DI UNO STOCK DI MUTUI CASSA DEPOSITI E PRESTITI SENZA VINCOLO DI DESTINAZIONE.
Interventi
CARRETTO Damiano
Presidente, non riesco ad entrare in chat. Vorrei intervenire.

CARRETTO Damiano
Chiedo scusa, ma non so perché non mi faceva entrare in chat.

CARRETTO Damiano
Allora, questa delibera è una delibera che io ritengo importante, perché è il frutto di una
rinegoziazione dei mutui, dello stato dei mutui da parte dell’Amministrazione;
rinegoziazione che va a liberare tutta una serie di risorse che in principio erano vincolate
a determinati usi, investimenti o apertura dei derivati, se non mi ricordo male. Poi, in
relazione a tutta una serie di vicende, con Cassa Depositi e Prestiti si è addivenuti ad un
accordo, per cui Cassa Depositi e Prestiti ha concesso, attraverso vari strumenti, la
possibilità di utilizzare questo stock di mutui, di fondi, fondamentalmente ricavati dalla
rinegoziazione di questo stock di mutui, senza alcun vincolo di destinazione. Questo,
dal mio punto di vista, apre due interessanti scenari. Il primo era quello che la Città
scegliesse di non avvalersi di questa possibilità e che quindi si mantenesse, diciamo, la
possibilità di effettuare investimenti. Altra possibilità invece che la Città aveva era
quella di scegliere di utilizzare questi fondi senza vincolo di destinazione. Io credo che
la scelta migliore sarebbe stata quella di utilizzare questi fondi per qualche progetto a
lungo termine o comunque a medio e lungo termine, capace di dare valore alla Città di
Torino. Da quello che invece mi è sembrato di capire è che l’Amministrazione abbia
scelto un po’ di prendere questi soldi e buttarli nel calderone del Bilancio per spese
varie - non si è ben capito cosa, probabilmente lo si capirà leggendo il Bilancio -, scelta,
secondo me, molto miope, molto… un po’ come la stessa situazione sull’Imposta di
soggiorno, diciamo, di poco respiro, di poca strategia, di poca… - brutto termine - però,
di poca visione. Io lo ammetto, lo ammetto, ho fatto un ragionamento, ho fatto un
ragionamento sul fatto che questa delibera, casualmente - forse no, forse è stato il
destino -, era iscritta nello stesso Consiglio Comunale in cui l’Amministrazione,
quest’Amministrazione, la Sindaca Appendino e la sua Giunta con il Movimento 5
Stelle, di fatto, avallavano il progetto del Partito Democratico su Cavallerizza,
avallavano la vendita di Cavallerizza, la privatizzazione di Cavallerizza, avallavano, di
fatto, la genuflessione davanti a Compagnia di San Paolo e quindi mi sono ricordato di
tutte le discussioni avute con la Sindaca Appendino, con l’Assessore Rolando, con l’ex
Vicesindaco Montanari, con l’Assessore Iaria, sul fatto che per un progetto pubblico su
Cavallerizza non c’erano i fondi, non ci sarebbero mai stati i fondi ed era inutile, ed era
inutile secondo qualcuno, continuare ad immaginarsi la Cavallerizza reintegrata nel
patrimonio pubblico. A questo punto io, onestamente, ho sempre cercato di capire in
che modo si potesse risolvere la questione; l’ho fatto cercando di trovare fondi del
Ministero per i Beni Culturali, l’ho fatto indagando l’istituto della prelazione artistica,
previsto dal Codice dei Beni Culturali, l’ho fatto immaginando che parte di queste
risorse liberate dalla rinegoziazione dei mutui potesse essere investita in un grande
progetto pubblico della Città. In questi mesi ho anche avuto la possibilità di dialogare
con Giudici della Corte dei Conti per capire la famosa questione del fatto che la Città di
Torino non potrebbe riacquisire Cavallerizza perché la Città non può ricomprare un
bene cartolarizzato. In realtà la questione è ben diversa, la Città dovrebbe redigere, al
posto del famigerato PUR, un Piano di decartolarizzazione, un progetto unitario della
Città pubblico in cui, e sono convinto che non sarebbe così complicato, dimostrare che
la Città non ha modo di realizzare un grande Polo Culturale pubblico giovanile in altri
spazi analoghi della Città, perché non esistono altri spazi analoghi della Città che
abbiano un teatro come il Maneggio Alfieriano, che abbiano altri teatri nelle “Maniche”,
che abbiano i grandi saloni, che abbiano la capacità di avere della parte di… “residenza
temporanea d’artista”, che abbiano una parte possibile dedicata ad esposizioni, a una
parte museale, non esiste a Torino, non esiste uno spazio del genere. Quindi, a fronte di
un grande progetto pubblico con una grande visione e che risponda alla vocazione che la
Cavallerizza ha avuto in questi anni, perché quella vocazione ce l’ha avuta, a fronte di
questo, non sarebbe credo difficile avere l’okay per il Piano di decartolarizzazione per
parti, con un progetto di lungo respiro, con un progetto magari appoggiato dal
Ministero, che magari potrebbe esercitare la prelazione artistica su una porzione di
Cavallerizza, su tutta la Cavallerizza. Le strade ci sono e grazie a questa delibera anche i
soldi ci sono, perché i soldi si possono usare in quel modo. Allora, a questo punto
diventa chiaro che c’è qualcuno, che in questo momento sta guidando la Città, che non
ha alcun interesse a fermare la privatizzazione di Cavallerizza, anzi la vuole agevolare e
spingere, perché, se qualcuno volesse quantomeno provare a fare la scena di fermare la
vendita di Cavallerizza, quello studio lo farebbe, lo farebbe, bloccherebbe il PUR,
farebbe uno studio per capire se esiste un’altra strada ed andrebbe avanti, se ci fossero le
condizioni, ma, evidentemente, all’Amministrazione questo non interessa, perché quei
soldi finiranno a tappare i buchi di Bilancio così, come se niente fosse, senza nessuna
strategia, nessuna visione, niente di niente, niente di niente. Totale assenza della
politica, totale assenza della visione politica. Pura e semplice ragioneria, pura e
semplice ragioneria. Quest’Amministrazione, di fronte alla possibilità di fare progetti,
sceglie la ragioneria. Questo è grave, questo è grave e bisogna dirlo a tutte le persone
che avevano creduto nel Movimento 5 Stelle e nella Sindaca Appendino, la Sindaca che
andava alle assemblee dell’occupazione…

CARRETTO Damiano
Certo, poi tanto interverrò dopo. La Sindaca che andava alle assemblee
dell’occupazione di Cavallerizza a dire: “Lotteremo per non privatizzarla”. Ma forse era
comodo quando c’erano i voti da prendere e adesso che potrebbe, potrebbe fare
qualcosa, sceglie, sceglie, perché è una scelta politica, chiara ed evidente, di non cercare
altre strade e di vendere Cavallerizza. Questi emendamenti, gli emendamenti che
presenterò dopo, fanno sì che questi fondi possano andare su, in parte, perché non
servono (incomprensibile)…

CARRETTO Damiano
Grazie. Proseguirò dopo.

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