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Estratto dal verbale della seduta di Mercoledì 23 Dicembre 2020 ore 16,00
Paragrafo n. 16
DELIBERAZIONE (Giunta: proposta e urgenza) 2020-02631
UTILIZZO ECONOMIE DERIVANTI DALLA RINEGOZIAZIONE 2019 DI UNO STOCK DI MUTUI CASSA DEPOSITI E PRESTITI SENZA VINCOLO DI DESTINAZIONE.
Interventi
SICARI Francesco (Presidente)
Quindi siamo adesso alla discussione della proposta di deliberazione n. mecc.
202002631/024:

“Utilizzo economie derivanti dalla rinegoziazione 2019 di uno stock di mutui Cassa
Depositi e Prestiti senza vincolo di destinazione.”

SICARI Francesco (Presidente)
Ci sono interventi nel merito della discussione della deliberazione?

CARRETTO Damiano
Presidente, non riesco ad entrare in chat. Vorrei intervenire.

SICARI Francesco (Presidente)
Perfetto. Stia soltanto un attimo attento al microfono ogni tanto. Prego, Consigliere
Carretto, può intervenire.

CARRETTO Damiano
Chiedo scusa, ma non so perché non mi faceva entrare in chat.

SICARI Francesco (Presidente)
Prego, prego, intervenga.

CARRETTO Damiano
Allora, questa delibera è una delibera che io ritengo importante, perché è il frutto di una
rinegoziazione dei mutui, dello stato dei mutui da parte dell’Amministrazione;
rinegoziazione che va a liberare tutta una serie di risorse che in principio erano vincolate
a determinati usi, investimenti o apertura dei derivati, se non mi ricordo male. Poi, in
relazione a tutta una serie di vicende, con Cassa Depositi e Prestiti si è addivenuti ad un
accordo, per cui Cassa Depositi e Prestiti ha concesso, attraverso vari strumenti, la
possibilità di utilizzare questo stock di mutui, di fondi, fondamentalmente ricavati dalla
rinegoziazione di questo stock di mutui, senza alcun vincolo di destinazione. Questo,
dal mio punto di vista, apre due interessanti scenari. Il primo era quello che la Città
scegliesse di non avvalersi di questa possibilità e che quindi si mantenesse, diciamo, la
possibilità di effettuare investimenti. Altra possibilità invece che la Città aveva era
quella di scegliere di utilizzare questi fondi senza vincolo di destinazione. Io credo che
la scelta migliore sarebbe stata quella di utilizzare questi fondi per qualche progetto a
lungo termine o comunque a medio e lungo termine, capace di dare valore alla Città di
Torino. Da quello che invece mi è sembrato di capire è che l’Amministrazione abbia
scelto un po’ di prendere questi soldi e buttarli nel calderone del Bilancio per spese
varie - non si è ben capito cosa, probabilmente lo si capirà leggendo il Bilancio -, scelta,
secondo me, molto miope, molto… un po’ come la stessa situazione sull’Imposta di
soggiorno, diciamo, di poco respiro, di poca strategia, di poca… - brutto termine - però,
di poca visione. Io lo ammetto, lo ammetto, ho fatto un ragionamento, ho fatto un
ragionamento sul fatto che questa delibera, casualmente - forse no, forse è stato il
destino -, era iscritta nello stesso Consiglio Comunale in cui l’Amministrazione,
quest’Amministrazione, la Sindaca Appendino e la sua Giunta con il Movimento 5
Stelle, di fatto, avallavano il progetto del Partito Democratico su Cavallerizza,
avallavano la vendita di Cavallerizza, la privatizzazione di Cavallerizza, avallavano, di
fatto, la genuflessione davanti a Compagnia di San Paolo e quindi mi sono ricordato di
tutte le discussioni avute con la Sindaca Appendino, con l’Assessore Rolando, con l’ex
Vicesindaco Montanari, con l’Assessore Iaria, sul fatto che per un progetto pubblico su
Cavallerizza non c’erano i fondi, non ci sarebbero mai stati i fondi ed era inutile, ed era
inutile secondo qualcuno, continuare ad immaginarsi la Cavallerizza reintegrata nel
patrimonio pubblico. A questo punto io, onestamente, ho sempre cercato di capire in
che modo si potesse risolvere la questione; l’ho fatto cercando di trovare fondi del
Ministero per i Beni Culturali, l’ho fatto indagando l’istituto della prelazione artistica,
previsto dal Codice dei Beni Culturali, l’ho fatto immaginando che parte di queste
risorse liberate dalla rinegoziazione dei mutui potesse essere investita in un grande
progetto pubblico della Città. In questi mesi ho anche avuto la possibilità di dialogare
con Giudici della Corte dei Conti per capire la famosa questione del fatto che la Città di
Torino non potrebbe riacquisire Cavallerizza perché la Città non può ricomprare un
bene cartolarizzato. In realtà la questione è ben diversa, la Città dovrebbe redigere, al
posto del famigerato PUR, un Piano di decartolarizzazione, un progetto unitario della
Città pubblico in cui, e sono convinto che non sarebbe così complicato, dimostrare che
la Città non ha modo di realizzare un grande Polo Culturale pubblico giovanile in altri
spazi analoghi della Città, perché non esistono altri spazi analoghi della Città che
abbiano un teatro come il Maneggio Alfieriano, che abbiano altri teatri nelle “Maniche”,
che abbiano i grandi saloni, che abbiano la capacità di avere della parte di… “residenza
temporanea d’artista”, che abbiano una parte possibile dedicata ad esposizioni, a una
parte museale, non esiste a Torino, non esiste uno spazio del genere. Quindi, a fronte di
un grande progetto pubblico con una grande visione e che risponda alla vocazione che la
Cavallerizza ha avuto in questi anni, perché quella vocazione ce l’ha avuta, a fronte di
questo, non sarebbe credo difficile avere l’okay per il Piano di decartolarizzazione per
parti, con un progetto di lungo respiro, con un progetto magari appoggiato dal
Ministero, che magari potrebbe esercitare la prelazione artistica su una porzione di
Cavallerizza, su tutta la Cavallerizza. Le strade ci sono e grazie a questa delibera anche i
soldi ci sono, perché i soldi si possono usare in quel modo. Allora, a questo punto
diventa chiaro che c’è qualcuno, che in questo momento sta guidando la Città, che non
ha alcun interesse a fermare la privatizzazione di Cavallerizza, anzi la vuole agevolare e
spingere, perché, se qualcuno volesse quantomeno provare a fare la scena di fermare la
vendita di Cavallerizza, quello studio lo farebbe, lo farebbe, bloccherebbe il PUR,
farebbe uno studio per capire se esiste un’altra strada ed andrebbe avanti, se ci fossero le
condizioni, ma, evidentemente, all’Amministrazione questo non interessa, perché quei
soldi finiranno a tappare i buchi di Bilancio così, come se niente fosse, senza nessuna
strategia, nessuna visione, niente di niente, niente di niente. Totale assenza della
politica, totale assenza della visione politica. Pura e semplice ragioneria, pura e
semplice ragioneria. Quest’Amministrazione, di fronte alla possibilità di fare progetti,
sceglie la ragioneria. Questo è grave, questo è grave e bisogna dirlo a tutte le persone
che avevano creduto nel Movimento 5 Stelle e nella Sindaca Appendino, la Sindaca che
andava alle assemblee dell’occupazione…

SICARI Francesco (Presidente)
La invito a concludere.

CARRETTO Damiano
Certo, poi tanto interverrò dopo. La Sindaca che andava alle assemblee
dell’occupazione di Cavallerizza a dire: “Lotteremo per non privatizzarla”. Ma forse era
comodo quando c’erano i voti da prendere e adesso che potrebbe, potrebbe fare
qualcosa, sceglie, sceglie, perché è una scelta politica, chiara ed evidente, di non cercare
altre strade e di vendere Cavallerizza. Questi emendamenti, gli emendamenti che
presenterò dopo, fanno sì che questi fondi possano andare su, in parte, perché non
servono (incomprensibile)…

SICARI Francesco (Presidente)
La invito a concludere.

CARRETTO Damiano
Grazie. Proseguirò dopo.

SICARI Francesco (Presidente)
Grazie a lei. Assolutamente, è sua facoltà, ha ancora qualche minuto poi sugli
emendamenti. Prego adesso l’intervento del Consigliere Versaci. Prego.

VERSACI Fabio
Grazie, Presidente. Ritorno sul pianeta Terra e affronto quello che stiamo discutendo
con questa delibera, perché evidentemente non è stata letta e soprattutto non si è
partecipato alle Commissioni, ben due, dove si è discusso di questo atto per capire
l’utilità di questo atto. Ringrazio anche i Colleghi di Minoranza che hanno spinto per
inserire in questo atto un emendamento che la Giunta ha proposto su…, ad esempio, lo
richiedeva la Collega Artesio, ma non solo, il Capogruppo Petrarulo, leggo
l’emendamento per far capire ai cittadini di che cosa stiamo parlando, per capire
davvero di che cosa stiamo parlando e in che situazione siamo. Perché spesso sento
degli interventi dove davvero mi pare di essere su Marte o non so se su Marte fanno
degli interventi simili. “Tali risorse potranno essere utilizzate nell’Esercizio 2021, per
far fronte alle maggiori spese causate dall’emergenza Covid-19, con particolare
riferimento a quelle previste per il comparto educativo per la gestione degli spazi
didattici e la distribuzione dei pasti in sicurezza, nonché alle minori entrate di tipo
patrimoniale e tariffario a sostegno dei soggetti danneggiati dal punto di vista sociale ed
economico nel nostro contesto emergenziale”. A questo serviranno queste risorse,
Presidente. Sinceramente io capisco che qualcuno è monotematico ed ha in testa
solamente una cosa, ma siamo in una situazione molto complicata, tutto il mondo, il
nostro Paese, la nostra Città, e questa delibera serve anche per fare queste cose qui.
Tutto il resto sono chiacchiere. Non interessa a me parlare di Cavallerizza, perché ci
sarà una delibera che verrà discussa nell’anno 2021. Quando parleremo di Cavallerizza,
interverrò su Cavallerizza. Io ritorno sul tema della delibera, perché di questo stiamo
parlando, di trovare delle risorse che servono solo ed esclusivamente, non per fare
ragioneria, per tenere in piedi una Città e per aiutare le persone che sono in difficoltà.
Non si fa ragioneria, si tiene in piedi una Città, non con le chiacchiere, ma con i fatti.
Grazie, Presidente.

SICARI Francesco (Presidente)
Grazie a lei, Consigliere Versaci. Adesso ho la Consigliera Montalbano. Prego.

MONTALBANO Deborah
Grazie, Presidente. Allora, sostanzialmente, seguendo un po’ gli interventi che mi hanno
preceduto, che entrambi ritengo abbastanza un po’ così buttati all’aria, nel senso che
parliamo un po’ del tutto e del niente. Sostanzialmente questa delibera chiede al
Consiglio Comunale di iniziare l’iter di poter entrare in possesso di questi fondi e poi, in
fase di Bilancio, valutare che tipo di destinazione dare. Sostanzialmente io faccio un
passo indietro e pongo una questione: come entreremo in possesso - perché ai cittadini
va spiegato anche questo -, come entreremo in possesso di questi fondi? Entreremo in
possesso di questi fondi, sostanzialmente, esattamente come facevano le
Amministrazioni precedenti, come, ricordo al Consigliere Versaci, noi ci proponevamo
di fare in maniera completamente diversa e quindi di non piegarci al fatto di
puntualmente, puntualmente - Covid o non Covid, che sia Cassa Depositi e Prestiti o
che siano le banche - rinegoziare i mutui già in essere della Città di Torino con queste
realtà, rispalmare, quindi allungare il debito dei cittadini - va detto anche questo ai
cittadini a mio avviso -, rispalmare sulle nuove generazioni il debito già in essere, non
di certo in capo alle nuove generazioni e quindi già condizionare completamente il
futuro della Città e dei propri cittadini, liberare un po’ di risorse per andare a fare poi
cosa? Parliamone, parliamo anche di questo. Le proposte fatte in Commissione, e faccio
presente, parentesi, che io non sono iscritta alla I Commissione, come denunciava poco
fa il Consigliere Versaci, e quindi puntualmente magari poi dopo non siamo presenti a
delle Commissioni, ma bisognerebbe anche correttamente dire, considerando che siamo
il Gruppo Misto, a quali Commissioni siamo iscritti e quindi se partecipiamo o no; ma
io ho partecipato lo stesso, ho partecipato senza prendere il gettone di presenza ed ho
seguito questa discussione ed è certo che le possibilità di utilizzo di questi fondi sono
anche nobili. Ricordo l’intervento degli Uffici in tal senso e quindi sostanzialmente sul
Settore Educativo e per incrementare il mantenimento alla nuova acquisizione di
personale nel Settore Educativo e quindi sostanzialmente andare a rispondere alle
maggiori spese che avremo il prossimo anno. Però, scusate, il personale addetto, dal
Settore Educativo, al Settore Sociale, a qualunque settore di cui vogliamo parlare, noi
dovremmo fornirlo già di per sé come realtà amministrativa territoriale. Dovremmo
domandarci perché non siamo più in grado di farlo e quali sono i motivi. Questo non lo
facciamo. Sostanzialmente cosa vedo in questa delibera? Di nuovo, l’ho detto anche nel
mio ultimo intervento, ci pieghiamo allo status quo, cioè: rinegoziamo i mutui;
spalmiamo il debito negli anni futuri, sulle nuove generazioni, fregandocene del futuro
delle nuove generazioni e in questo caso anche del futuro dei nostri figli e dei cittadini;
evitiamo di fare una vera e reale riflessione e viviamo a vista. Sostanzialmente
liberiamo un po’ di fondi. Guardate, puntualmente, puntualmente queste rinegoziazioni
arrivano negli ultimi due anni di amministrazione ogni cinque. Gli ultimi due anni di
amministrazione facciamo queste operazioni, liberiamo un po’ di fondi, che ci servono
anche - giusto, Consigliere Versaci, Sindaca Appendino? Lo dicevate voi a chi c’era
prima e adesso lo dico io a voi -, ci servono per rilanciare e rivendicare il grande lavoro
fatto dal proprio Partito e quindi lanciare anche le campagne elettorali e dopodiché però
ce ne freghiamo di quello che stiamo continuando a contribuire e a creare per quelle che
sono le generazioni future. Quindi realmente non stiamo svolgendo il nostro reale ruolo
di difesa dei cittadini e del bene dei cittadini, ma ci stiamo piegando allo status quo e
stiamo dicendo: “Tutto quello che dovevamo combattere, invece, lo utilizziamo anche
noi, perché è più facile, non ci sono ostacoli, tutti fanno così e lo facciamo anche noi”.
Questo stiamo dicendo. Questo avete detto.

SICARI Francesco (Presidente)
La invito a concludere.

MONTALBANO Deborah
Lo avete detto con i mutui rinegoziati con le banche e lo state dicendo con i mutui
rinegoziati con Cassa Depositi e Prestiti. Ma qualcuno lo dice, invece, che Cassa
Depositi e Prestiti…? E forse la Sindaca Appendino avrebbe potuto anche essere una
portatrice sana di un’altra tipologia di visione politica e cioè che Cassa Depositi e
Prestiti…

SICARI Francesco (Presidente)
La invito a concludere.

MONTALBANO Deborah
Concludo, Presidente. Arrivo, ho finito, …dovrebbe tornare a quella che è la sua natura
di gestione, di essere… di Ente e cioè della gestione dei libretti postali, del pensionato
di periferia, della pensionata di periferia, del cittadino di periferia che mette da parte
qualche soldo per i figli. Dove sono tutte queste battaglie? Dove sono finite? Certo,
sono sicuramente risorse che utilizzerete il prossimo anno e che vi saranno anche utili,
ma vi saranno utili perché non avete svolto il vostro reale ruolo in questi quattro anni e
vi siete piegati allo status quo. Quindi, su questo fronte, di nuovo, non avrete il mio voto
favorevole. Ho concluso, Presidente.

SICARI Francesco (Presidente)
La ringrazio. Adesso ho la Capogruppo Artesio. Prego, ne ha facoltà.

ARTESIO Eleonora
Grazie. Stiamo esaminando una deliberazione che ci propone di accedere alla
possibilità, consentita agli Enti Locali, di provvedere ad una diluizione della restituzione
del debito distribuendolo sugli anni successivi e di poterlo fare destinando i risparmi
conseguenti non più soltanto in spesa in conto capitale per investimenti, ma anche in
spesa corrente. Relativamente a questa opzione io voglio svolgere alcune considerazioni
di contesto. La situazione di indebitamento della Città di Torino è nota a tutti, è
sicuramente molto acuta, credo sia altrettanto ingiusta, perché tutti quanti ricordiamo
quale sofferenza abbiano vissuto gli Enti Locali nel sacrificio del pareggio di Bilancio e
del Patto di Stabilità interna che si è abbattuto particolarmente sull’autonomia di spesa
delle Amministrazioni Comunali, ma stiamo discutendo questa situazione della Città di
Torino con operazioni quali quelle di questa delibera in una proiezione che, lasciando
invariante le cose o procedendo sulle cose con piccoli aggiustamenti, arriverà
all’esaurimento del debito nel 2046. Non lo dice la Consigliera di Minoranza Artesio, lo
dice la slide che ci è stata presentata in I Commissione congiuntamente al Bilancio di
Previsione 2021. Ora, è del tutto evidente che stiamo conducendo una campagna di
manutenzione della gestione del debito e io voglio anche riconoscere l’onesta intenzione
degli amministratori di riuscire a governare questo tipo di situazione debitoria. Quel che
però non posso loro riconoscere è il coraggio nell’affrontare sul piano politico, con tutta
la forza istituzionale del Comune di Torino, l’ingiustizia di questo debito, perché noi
Consiglieri Comunali abbiamo compiuto tre atti nel corso di questo mandato, tutti e tre
volti a denunciare l’aggravio irragionevole dei mutui contratti non solo per i derivati,
ma anche con Cassa Depositi e Prestiti. Vorrei ricordare che dal 2003, quando Cassa
Depositi e Prestiti da cassaforte del risparmio dei cittadini è diventata una società per
azioni, i comportamenti tenuti nei confronti dei prestiti rivolti agli Enti Pubblici sono
stati comportamenti analoghi a quelli degli Istituti Finanziari. Per i Comuni, che nei
confronti di Cassa Depositi e Prestiti rappresentano l’1,8% dei debitori, i mutui applicati
sono stati del 4-5%, ben superiori ai mutui applicati, ad esempio, nei confronti delle
Regioni. Si tratta, quindi, non soltanto di un onore alla restituzione a cui siamo
chiamati, ma si tratta, piuttosto, di una restituzione per prestiti che sono stati concessi a
dei tassi non sostenibili, ma soprattutto concessi in modo indifferenziato e indifferente
alla vocazione pubblica e istituzionale degli Enti Locali. Lo abbiamo detto chiaro e forte
come Consiglio Comunale perché abbiamo adottato nel 2017 una mozione che
richiedeva l’istituzione di una Consulta sull’audit pubblico che rendesse comprensibile
anche alla popolazione quali fossero, certo le ragioni dell’indebitamento, ma anche le
condizioni di questo indebitamento e la possibilità di rimettere in discussione condizioni
in partenza ingenerose e io mi azzardo a dire inique. L’audit pubblico del 2017 non è
mai stato istituito dalla Città di Torino che ha cominciato a percorrere l’ipotesi di
individuare degli advisor che facessero un’analisi del debito e potessero essere
ricompensati con gli eventuali risparmi derivati e poi idea abbandonata; l’audit pubblico
l’ha fatto la Città di Napoli istituendo addirittura alla Presidenza persona di grande
pregio, peraltro torinese, quale l’ex Procuratore Paolo Maddalena e da quell’audit
pubblico emergono le sofferenze delle condizioni con le quali gli Enti Locali si sono
trovati in condizioni di estremo bisogno a contrarre i mutui. Ma abbiamo fatto un passo
successivo sempre con un ordine del giorno del 2017 dal titolo “Riprendiamoci la
Cassa”, per ricordare la natura pubblica del risparmio degli italiani di quell’istituto;
abbiamo avviato la richiesta di poter rinegoziare, non come singola Città, ma con la
potenza del valore della rappresentanza delle comunità a cui i Comuni sono chiamati, la
situazione debitoria degli Enti Locali nei confronti di Cassa Depositi e Prestiti, ma
ancora con un ordine del giorno dal titolo “Ribellarsi dal debito…”, anzi scusate, con
una mozione del maggio del 2020, quindi molto recente, dal titolo “Ribellarsi al debito
illegittimo”, abbiamo esattamente riproposto alla Giunta la richiesta di poter
congiungere la propria voce a quella degli altri Comuni, che si sono levate nei confronti
di questa situazione debitoria, per costruire un fronte comune tra i Comuni per
rinegoziare questo tipo di condizioni. Ebbene, questi passi, che sono quelli che possono
essere ascritti al coraggio politico, non sono stati (incomprensibile), almeno io non ne
ho conoscenza e credo che se fossero avvenuti lo avremmo potuto conoscere così come
altri Comuni, ancora in tempi recentissimi di coordinamenti nazionali, hanno
rappresentato. Voglio dire che i Comuni stanno costruendo una voce autonoma,
relativamente alla denuncia dei problemi che gravano sulle spalle degli Enti Locali, ma
anche alla rivendicazione dell’orgoglio degli Enti Locali, in questo particolare
momento; voglio ricordare, ad esempio, le iniziative di Eurocity relativamente al fatto
che, con i fondi del futuro Recovery Plan, vengano individuati i Comuni come soggetti
attuatori. Ricordo le interviste in qualità di componenti degli organi di rappresentanza di
questa rete europea, quella del Sindaco di Firenze Nardella e del Sindaco di Milano
Sala. Ora, in questo silenzio dell’Ente Comune di Torino noi siamo ad assumere una
deliberazione che ha un comportamento ordinario, rinegoziamo il debito e lo
redistribuiamo sugli anni a venire, che ha sicuramente anche un significato di cedimento
a ragioni di forza maggiore che io non voglio assolutamente negare; proprio perché le
conoscevo, ho cooperato a far votare in questo Consiglio i documenti che ho appena
citato, ma che è di nuovo un’operazione di manutenzione nell’ambito dello stato di fatto
delle cose. Ora, io non sono tra coloro che ritenevano o ritengano che il recupero delle
risorse, che non dobbiamo restituire in questo anno o in quelli successivi, debba essere
esclusivamente destinato alle spese di investimento, perché ritengo che le spese correnti
siano altrettanto strutturali per la qualità e la continuità di servizi essenziali. Voglio
ricordare a tutti che il deficit, dal punto di vista delle difficoltà operative dei servizi
socio-sanitari, che tutti oggi riconosciamo e che tutti vorremmo recuperare con
stanziamenti ordinari e con il riconoscimento del grande lavoro dei professionisti
sanitari, è avvenuto in gran parte per la riduzione della spesa corrente, perché si è
abbattuto (voci sovrapposte)…

SICARI Francesco (Presidente)
La invito a concludere.

ARTESIO Eleonora
…sul contenimento del personale. Quindi, non sono contraria al fatto di poterlo
utilizzare, ma osservo la mancanza degli elementi che ho detto e il fatto che, pure in una
buona predisposizione della Giunta che ha, con sincera interpretazione delle richieste
dei Consiglieri, proposto un emendamento sulle destinazioni di questi fondi, di cui
avremo contezza però solo con il Bilancio di Previsione, anch’io non posso condividere
questo atto deliberativo.

SICARI Francesco (Presidente)
La ringrazio, Capogruppo Artesio. Ci sono ulteriori interventi nel merito della
discussione? Se non ci sono interventi, allora possiamo procedere adesso con gli
emendamenti.

SICARI Francesco (Presidente)
Siamo all’emendamento n. 1, presentato dal Consigliere Carretto. Ne avrebbe facoltà
per tre minuti.

CARRETTO Damiano
Dunque, l’emendamento n. 1 se non mi sbaglio è quello che cambia l’oggetto della
deliberazione e propone, di fatto, di inserire dei vincoli rispetto alla spesa e all’utilizzo
di questi fondi. Davvero, io sono un po’, così, deluso, amareggiato che si faccia leva
sulla pandemia, sulla difficoltà… come se la pandemia e le difficoltà non potessero
avere altre forme di finan…, cioè il sostegno per le persone in difficoltà, cioè non
potessero avere altre forme di sostegno e ovviamente con questo voglio dire che, dal
mio punto di vista, il Governo sta ancora facendo troppo poco rispetto a quello di cui le
Città, i Comuni, gli Enti Locali avrebbero necessità. Gli Enti Locali sono la prima
finestra a cui si affacciano i cittadini e credo che dovrebbero essere i primi e i più
sovvenzionati dal Governo per rispondere a questa fase emergenziale; invece, cosa
succede? Che una politica attuata dall’Amministrazione, su cui si può essere d’accordo
o non d’accordo…, a sollevare i rilievi della Consigliera Artesio o Montalbano siamo
tutti d’accordo, però abbiamo visioni diverse; c’è chi ritiene che in questo momento di
carenza sia più importante liberare risorse e piuttosto spostare in avanti i mutui, c’è chi,
in realtà, ritiene che bisognerebbe fare una guerra globale al sistema dell’indebitamento,
e mi trova assolutamente d’accordo, ma io credo che, invece, andare ad utilizzare questa
forma di risparmio per andare a sopperire a una carenza del Governo, per andare a
sopperire a una difficoltà dell’Ente, sia sbagliato perché poi, nel momento in cui i
fondi…, cioè ci sarà bisogno, ci sarà bisogno di investimenti, non si avranno e andremo
avanti, come si è andati avanti fino adesso, navigando a vista, facendo piccolo
cabotaggio con pochi interventi…

SICARI Francesco (Presidente)
La invito a concludere.

CARRETTO Damiano
…e via dicendo. Per cui, concludendo, io credo che, invece, questi fondi debbano avere
un vincolo, debbano avere un vincolo di lungo periodo che aumenti le potenzialità della
Città e questo vuol dire anche, dal mio punto vista, creare opportunità e lavoro per i
giovani e per i cittadini torinesi. Quindi, mi auguro - so che non avverrà, probabilmente
- però, che la Maggioranza possa valutare la Cavallerizza come fonte di sviluppo della
città e non come un…(incomprensibile).

SICARI Francesco (Presidente)
La invito a concludere.

CARRETTO Damiano
Grazie.

SICARI Francesco (Presidente)
Grazie a lei. Ci sono interventi ulteriori sull’emendamento n. 1 del Consigliere
Carretto? Non vedo richieste di intervento, allora chiedo il parere della Giunta.

ROLANDO Sergio (Assessore)
Contrario.

SICARI Francesco (Presidente)
La ringrazio, Assessore Rolando.
Possiamo, allora, procedere con la votazione dell’emendamento n. 1, con il parere
contrario della Giunta. Prego, Vicesegretario.

FERRARI Giuseppe (Vicesegretario Generale)
(Votazione per appello nominale).
Abbiamo 2 voti favorevoli, 21 contrari e 1 astenuto.

SICARI Francesco (Presidente)
La ringrazio, Vicesegretario. Quindi, con 24 Consiglieri votanti e 2 voti a favore, 21
contro e 1 astenuto, il Consiglio respinge l’emendamento n. 1.
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