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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 21 Dicembre 2020 ore 13,00
Paragrafo n. 31
ORDINE DEL GIORNO 2020-00968
"MEDICI, INFERMIERI, PROFESSIONISTI SANITARI, OPERATORI SOCIO-SANITARI: NON BASTA UN GRAZIE!" PRESENTATA IN DATA 17 APRILE 2020 - PRIMA FIRMATARIA POLLICINO.#4# - STILO (202100001) APPROVATO [Testo coordinato]
[Mancanza numero legale]
Interventi
POLLICINO Marina
Sì, grazie, Vicepresidente Lavolta. Allora io devo sottolineare che da quando quest’atto
è stato discusso e da quello che allora mi sembrò ampiamente condiviso in
Commissione, durante la prima fase della pandemia a marzo, diciamo, molte cose però
sono cambiate, non sono migliorate come si sperava, anzi, purtroppo alcune situazioni si
stanno riproponendo, si stanno aggravando, criticità e problemi che non hanno trovato
soluzione dalla fine del primo lockdown, quindi, di fronte a queste ulteriori necessità,
l’atto mostra di essere un po' datato, questo indubbiamente, per cui io adesso farò una
breve illustrazione e poi penso che si possa passare alla votazione. Con la prima fase
dell’emergenza pandemica, allora, era stata iconicamente rappresentata dalla fotografia
dell’infermiera Elena Pagliarini di Cremona, immortalata mentre dormiva accanto al
computer e per questo era diventata l’emblema delle condizioni di lavoro nei reparti di
Terapia Intensiva o al Pronto Soccorso durante quel periodo drammatico. L’impegna
dell’ordine del giorno era appunto rivolta a sollecitare provvedimenti di ristoro
psicologico, riposo e indennità straordinaria per quelle pesanti condizioni. Ora, quella
fase si ripresenta ancora una volta con rinnovata aggressività virale e medici, infermieri
e operatori socio-sanitari e professionisti sanitari si trovano sempre in corsia, in prima
linea e sotto pressione, consapevoli che la nuova ondata di contagi si è purtroppo
allargata e sta sottoponendo ancora una volta a ritmi di lavoro massacranti a rischio di
contagio e a rischio di burnout. L’attuale emergenza riporta ancora una volta
all’attenzione sull’importanza di queste categorie professionali, che da parecchi decenni
sono state mortificate e deprivate di quel ruolo e stato sociale e che ancora in attesa di
provvedimenti strutturali che vadano nella direzione di un vero cambiamento nella
sanità pubblica, hanno e continuano fino ad un pesante tributo, in termini di contagi,
decessi e stress fisico-mentale, nella loro lotta alla pandemia, al punto da meritarsi gli
appellativi di eroi e angeli. Però proprio i sanitari avevano voluto precisare fin
dall’inizio di non ritenersi eroi, ma semplicemente professionisti, consapevoli del fatto
che alimentare la retorica dell’eroismo rischia di caricare ancora di più sulle loro spalle
la responsabilità di quello che succede ed è funzionale ad allontanare i sensi di colpa
della collettività verso chi lavora fino allo stremo per salvarci la vita. Non eroi quindi,
ma lavoratori e lavoratrici che hanno vissuto e in forme diverse continuano a vivere
l’angoscia costante della malattia, la sensazione di una battaglia ardua con strumenti
non sempre adeguati a combatterla e la paura di essere contagiati e di contagiare i propri
familiari e contemporaneamente il senso di colpa per il fatto di provare questi
sentimenti. Sappiamo bene quanto la memoria politica e burocratica sia labile, come
anche gli interventi governativi regionali assolutamente insufficienti a sostegno di
queste categorie hanno confermato, infatti, tornati massicciamente al fronte, medici e
sanitari sono stati costretti a denunciare una situazione peggiore rispetto a marzo,
aggravata della mancanza di personale e di tutele legali. Mi ha colpito molto un articolo
del Dottor Valerio Contegiacomo pubblicato sul sito dell’Anaao Assomed - Piemonte, il
10 dicembre e quindi non molto tempo fa, non molti giorni fa, in cui il medico internista
andato in pensione afferma chiaramente: “Non ho intenzione di tornare a lavorare per
sopperire alle croniche carenze del Sistema Sanitario Nazionale” e ancora: “A 66 anni
sono un soggetto a rischio, mi sono stufato di dover fare l’eroe per compensare le
mancanze della sanità pubblica, fino a quando non ci si renderà conto che il Sistema
Sanitario si regge solo sulla dedizione di moltissimi suoi operatori e sul volontariato, si
va incontro ad un progressivo peggioramento della situazione e, ultima considerazione,
ho ricevuto come bonus Covid 480 euro, giustamente, sottolinea il medico, sarebbe
stato più giusto evitare la mancetta e piuttosto vedersi equiparare gli stipendi a quelli
degli altri operatori europei”, come dargli torto. Quindi allo stato attuale dei fatti, questo
ordine del giorno, al di là dei singoli provvedimenti che venivano sollecitati alla prima
fase pandemica acquista il merito e la finalità di mantenere desta l'attenzione verso le
(incomprensibile) professioni sanitarie che ancora una volta sono chiamate a
fronteggiare la pandemia, stiamo parlando della terza ondata, forse ancora più
aggressiva, Dio non voglia che le condizioni che si troveranno ad affrontare potrebbero
addirittura essere peggiori di quelle già vissute nella primavera scorsa. Grazie,
Presidente.

POLLICINO Marina
Grazie, Presidente. Nessun problema a recepirli, la ringrazio.

POLLICINO Marina
Presidente, scusi, solo una domanda, ma cosa succede con questo atto, adesso?

POLLICINO Marina
Perfetto volevo che venisse detto a verbale, sì. Verrà rivotato la prossima volta, quando
ci sarà il numero legale, giusto?

POLLICINO Marina
Quindi, cosa succede, bocciato? Non capisco.

POLLICINO Marina
Ah, esatto, quindi verrà riposto in votazione?

POLLICINO Marina
Ok, grazie, volevo sapere questo. La ringrazio.

POLLICINO Marina
Buona serata

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