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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 21 Dicembre 2020 ore 13,00
Paragrafo n. 3
INTERPELLANZA 2020-02488
"PARCO DORA: UNA FINTA PASSERELLA VERAMENTE (NON) PER TUTTI" PRESENTATA IN DATA 12 NOVEMBRE 2020 - PRIMO FIRMATARIO MAGLIANO.
Interventi
FERRERO Viviana (Vicepresidente)
Passiamo all’interpellanza successiva, di cui avrei quindi già verificato la presenza del
Consigliere Magliano e credo che anche l'Assessore Unia sia presente. È la n. mecc.
202002488/002 e ha come titolo:

“Parco Dora: una finta passerella veramente (non) per tutti.”

FERRERO Viviana (Vicepresidente)
È stata presentata in data 12 novembre del 2020, il primo firmatario è il Consigliere
Magliano, e unico firmatario. Passo subito la parola all'Assessore Unia che ne ha facoltà
per i cinque minuti assegnati.

MAGLIANO Silvio
Scusi, ma non c'era per prima Borgo San Secondo?

FERRERO Viviana (Vicepresidente)
Scusi, io ho Parco Dora primo in due stampe diverse.

MAGLIANO Silvio
Va bene, grazie.

UNIA Alberto (Assessore)
Bene, grazie, Presidente. Grazie, Capogruppo Magliano. Proverò a vedere se riesco a
soddisfare la sua richiesta alla sua interpellanza. Dunque, quindi, abbiamo chiesto…, il
Consigliere Magliano ha presentato l’interpellanza chiedendo il ripristino dell'ascensore
presente presso la passerella del Parco Dora angolo via Borgaro e se sia possibile
intervenire al fine di assicurare l'accesso alla passerella pedonale da parte delle
carrozzine anche da via Nola in corrispondenza dell'area Ingest. Per rispondere
ovviamente sono state richieste tre relazioni a tre servizi diversi. Nella prima il Servizio
Ponti, Vie d'Acqua e Infrastrutture ha riferito che la passerella è stata progettata e
realizzata dal Servizio Grandi Opere del Verde, che l'ha gestita per i primi anni di
esercizio, poi l’ha ceduta loro in gestione le strutture verticali posizionate al lato della
passerella in cui sono presenti dei vani quale il vano ascensore indicato
nell’interpellanza e delle scale metalliche non sono invece in gestione loro ma rientrano
nell'area parco. Conseguentemente il Servizio Ponti, Vie d’Acqua e Infrastrutture non
risulta in grado di giustificare la mancata progettazione e la realizzazione di rampe di
accesso per disabili alla passerella, come invece prescritto dalla normativa per il
superamento delle barriere architettoniche e nemmeno di indicare quali siano le
condizioni, la destinazione o gli interventi previsti sui vani presenti nelle strutture che
affiancano l’impalcato. Conclude segnalando che allo stato attuale, tenuto conto delle
ridotte disponibilità di bilancio, nonché delle priorità di intervento su altre infrastrutture
stradali in gestione il loro servizio non ha in programma realizzazioni di eventuali
rampe di accesso. Nella seconda relazione la Divisione Servizi Tecnici Coordinamento,
sentiti i tecnici di IREN Smart Solutions, ha riferito che già nel marzo 2012 a pochi
giorni dall'installazione i medesimi avevano già segnalato diversi atti di vandalismo
rivolti ai due ascensori presenti lungo il percorso della passerella, come le continue
aperture forzate delle porte di accesso alle cabine che risultavano regolarmente divelte e
asportazioni di parti di impianto che facevano risultare vani i diversi tentativi di
intervento e ripristino da parte delle ditte di manutenzione. Questo ha portato a rendere
improponibile la riparazione degli ascensori, sia per i perpetuati atti di vandalismo, che
per le condizioni economiche per i ripristini sempre più rilevanti a carico
dell'Amministrazione, portando alla necessità di chiudere in maniera definitiva ed
efficace l'apertura delle cabine dei due ascensori, soluzione atta anche a evitare possibili
situazioni di pericolo verso l'altrui incolumità. Pertanto al fine di verificare lo stato
attuale dei luoghi in data 2 dicembre 2020 i tecnici del Servizio Sostenibilità Energetica
hanno compiuto un sopralluogo presso la passerella del Parco Dora angolo via Borgaro
all'altezza della tettoia dell’ex strippaggio presso via Nole, in corrispondenza dell’area
Ingest, constatando che i due ascensori risultano tutt'ora disattivati in area prospiciente
messa in sicurezza attraverso l’interdizione degli accessi alle cabine con opere di
muratura e carpenteria fissa realizzate negli anni passati. Durante il sopralluogo si è
constatato che le aree del Parco Dora oggetto dell’interpellanza sono comunque
accessibili non solo della passerella, ma anche da altri passaggi pedonali situati a livello
stradale. Nella terza e ultima relazione l'Area Verde ha riferito che le opere citate,
passerella e ascensori, sono state realizzate sotto la direzione dei lavori del Ministero
per il centocinquantesimo Anniversario dell’Unità d'Italia, il Ministero delle Opere
Pubbliche. Gli impianti di elevazione sono stati consegnati dai collaudatori nel marzo
2012 ad IRIDE, ora IREN. Da allora sono pervenute al Servizio Gestione Grandi Opere
numerose note tecniche in merito ai guasti e atti di vandalismo avvenuti nel corso degli
anni nei confronti degli ascensori che hanno portato alla loro chiusura nell’ottobre 2013.
La società IREN, in seguito, ha presentato agli uffici comunali un preventivo di
euro 60.000,00 per il relativo ripristino dei danni vandalici arrecati all'impianto, somma
che a causa della carenza di risorse economiche non è mai stata reperita dai servizi
competenti a beneficio di IREN per la messa in funzione. Il motivo di ripetuti guasti è
dovuto al fatto che l'impianto di elevazione è stato realizzato tipologicamente per un uso
residenziale e non industriale e quindi particolarmente delicato e soggetto a vandalismo
e furti, il tutto aggravato da assenza di videosorveglianza o più semplice di un sistema
di chiusura notturna a prova di scasso. È proponibile una revisione complessiva
dell'impianto soltanto una volta definita chiaramente la presa in carico dello stesso
auspicabilmente da servizi tecnici competenti in materia di impianti, di elevazione e di
edilizia ad uso pubblico. La relazione si conclude cogliendo l'occasione per
puntualizzare alcune precisazioni riportate nel promemoria di risposta alla presente
interpellanza inviata all’Area Infrastrutture, protocollo, eccetera, eccetera. La prima è
che i lavori per la realizzazione del Parco Dora, lotto (incomprensibile) Ingest, non sono
stati effettuati dal Servizio Grandi Opere del Verde, appunto, ma direttamente dal
Ministero delle Opere Pubbliche tramite il Provveditorato regionale del Piemonte -
Valle d'Aosta per la direzione dei lavori. Si precisa inoltre che è difficile pensare alla
grande tettoia di strippaggio e tutte quelle strutture industriali connesse come un’opera
verde anche se rientranti nel perimetro del Parco. Aggiungo anche una nota a margine al
Capigruppo Magliano, che ovviamente ho preso anche, come Assessorato, in
considerazione di trovare, come indica anche lei nell’interpellanza, ovviamente delle
soluzioni alternative perché effettivamente la gestione di quell’ascensore è molto
complicata e stiamo cercando di capire quale può essere la soluzione migliore, cercando
di elaborare una progettualità anche alla luce del fatto della conclusione della parte di
Parco Dora, invece (incomprensibile) siamo ormai al termine, però sarebbe interessante
mettere nel prossimo anno in progettazione anche una soluzione di quel problema.

FERRERO Viviana (Vicepresidente)
Grazie, Assessore Unia. Passo la parola al Consigliere Magliano, grazie.

MAGLIANO Silvio
Sì, grazie, Presidente. Io ringrazio l'Assessore e chiedo all'Assessore di avere le note che
ha letto poc’anzi in Aula proprio per guardare con attenzione il tema e cercare di
immaginare come risolverlo perché è evidente che dalle risposte dell’Assessore emerge
con chiarezza che su questo, l’Amministrazione e chi insieme all'Amministrazione,
dovrebbe occuparsene di fatto, deve trovare delle soluzioni, deve trovare delle modalità
affinché questa non risulti, come tante altre, eh, perché poi, Assessore, le responsabilità,
diciamocelo chiaramente, non possono essere additate a chi oggi sta gestendo questo
problema, ma per come venne progettato, per come venne pensato, per come venne
realizzato. Però è vero che vedere un’infrastruttura come quella lasciata in quelle
condizioni di abbandono, in quelle condizioni di degrado, dice o di un'incapacità alla
progettazione, oppure di una sciatteria e un non voler di fatto rendere quell'area
completamente accessibile. Forse chi pensò di realizzare quell'ascensore non si è reso
conto di dove lo stava mettendo, come tante scale mobili che abbiamo visto a cielo
aperto che fondamentalmente poi non erano in grado di reggere alle intemperie. Per cui
a me preoccupa il fatto che questa non sia una priorità, ci mancherebbe, ce ne sono tante
nella nostra città, ma di fatto il nostro obiettivo è quello di far sì che se diciamo alle
persone con disabilità che abbiamo pensato per loro strutture e infrastrutture di questo
tipo poi queste debbano funzionare, io devo ringraziare coloro che si sono occupati di
questo tema, penso all’Associazione Giustizia e Sicurezza e altri che hanno fatto un
lavoro oggettivamente importante, mi riservo di leggere quanto da lei detto e di capire
poi magari insieme a questa Amministrazione ancorché siamo alla fine di questa
consiliatura quale prospettiva dare, perché non c'è niente di peggio di lasciare un bene in
quelle condizioni, a quel punto è meglio toglierlo, eliminarlo, farci qualcos'altro,
riempitelo di fiori, riempitelo di piante, ma non lasciamo un ascensore in quelle
condizioni perché dice un po' della sciatteria, dell'incapacità di progettare un tempo e di
gestire oggi perché è evidente che bisogna dire le cose come stanno perché è un po'
l'emblema di tante policy sull'accessibilità che si sono svolte negli anni, in cui
bisognava inserire infrastrutture accessibili senza rendersi conto di dove le si metteva, di
come potevano essere vandalizzate, di come proteggerle e questo è stato un po' il mood
di tante, tante progettazioni. Bisognava farlo, bisognava inserire anche questa tipologia
di infrastruttura e poi per come difenderla, come governarla, come manutenerla, beh,
questo è un problema di cui di fatto dovrà occuparsi qualcun altro. Questo secondo me
non è ammissibile nel 2020, per cui io ringrazio l'Assessore per quello che ha detto.
Chiaro è che di speranze non abbiamo molte su questa tipologia di infrastruttura
affinché venga resa accessibile. L'Assessore nella chiusura della sua interpellanza ci ha
dato una prospettiva, ci auguriamo che su questo si trovi una soluzione. Nel caso non si
trovasse utilizziamola o inventiamoci qualcos'altro perché non c'è niente di peggio di far
vedere alla cittadinanza il “voglio ma non posso”. Avrei voluto che quell'infrastruttura
fosse completamente accessibile, ancorché raggiungibile in altri modi e con altri
percorsi, però è proprio brutto da vedere e sbagliato per come è stata concepita e
oltremodo negligente per come è stata custodita e in questo momento non manutenuta,
questo è il vero problema, per cui so che l'Assessore da questo punto di vista quando
dice che delle ipotesi ce le ha, evidentemente le può mettere in campo, mi auguro che in
un futuro decisamente prossimo si possano trovare delle soluzioni adeguate, perché è
veramente un pugno allo stomaco rispetto a tante parole che in queste Aule si fanno
sull'accessibilità, poi basta spostarsi di qualche chilometro non troppo lontano da
Palazzo di Città per vedere cose di questo tipo. Io, Presidente, ho concluso e chiedo
gentilmente se l’Assessore vorrà inviarmi queste tre note in modo tale da poterle leggere
con attenzione.

FERRERO Viviana (Vicepresidente)
Perfetto, grazie, Consigliere Magliano. Ma rimanga con noi perché trattiamo un'altra
sua interpellanza.
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