| Interventi |
| IARIA Antonino (Assessore) Grazie, Presidente. Abbiamo approfondito molto il Piano Unitario di Riqualificazione nelle due Commissioni delle scorse settimane, ma oggi mi preme sintetizzare alcuni aspetti importanti di questo Piano Unitario di Riqualificazione che, come si evince dalla scheda urbanistica, è un Piano Unitario necessario per poter poi far partire gli interventi, divisi per unità minime di intervento, all’interno del Complesso storico, patrimonio dell’UNESCO. Quali sono, diciamo, le novità importanti rispetto alla delibera di presa d’atto del dicembre scorso, che hanno portato alla presentazione di questo Piano Unitario di Riqualificazione? Come ho detto prima, le abbiamo espresse, le abbiamo raccontate nelle interessanti Commissioni Comunali, ma le ripeto in maniera, come ho detto prima, sintetica e sono: la possibilità, finalmente, di avere un “polo culturale” di rilevanza internazionale all’interno della città di Torino e, contemporaneamente, riuscire a risolvere tutta una serie di problematiche relative alla complessa situazione patrimoniale del bene. Come sapete, il bene è diviso tra diverse proprietà: Comune di Torino che ha, ad oggi, due parti del Complesso: il Maneggio Alfieriano e il Maneggio Chiablese (adesso in uso all’Università), il Fondo FIV che è rappresentato da CDPI Sgr che ha una ulteriore parte del Complesso e una parte che riguarda “La Corte delle Guardie”, “La Manica del Mosca”, “Le Pagliere” e “La Zecca” che sono di proprietà di un fondo cartolarizzato (Cartolarizzazione Città di Torino). Questo complesso assetto proprietario è uno dei punti più complicati da dover gestire per poter creare, come ho detto prima, un “polo culturale” unitario in cui la proprietà pubblica aumenti e in questa proprietà pubblica si possano far utilizzare gli spazi tramite il Regolamento dei beni comuni, altro aspetto importantissimo ed è una novità rispetto al passato perché l’anno scorso, con l’approvazione del Regolamento dei beni comuni, ci si è data la possibilità di ulteriormente poter agire all’interno di spazi di proprietà del Comune di Torino con delle possibilità di partecipazione da parte di cittadini, attraverso proposte che poi vengono vagliate dal Comune stesso. L’aspetto interessante di questo PUR, come ho detto prima, sarà la nascita di un Comitato permanente, un Comitato permanente che è anche frutto del percorso che è nato all’interno della Cavallerizza, tramite l’occupazione artistica, che è quello di una partecipazione ampia alle decisioni e alle proposte, come “polo culturale”, da attuarsi all’interzo di quello spazio. Questo Comitato permanente, ben definito all’interno della delibera, e ulteriormente specificato dagli emendamenti che però discuteremo la prossima volta, sarà un Comitato che aprirà una discussione ampia con diversi portatori di interessi dai cittadini, alla Circoscrizione, agli Enti teatrali, Enti culturali, Fondazioni e Città sulle proposte da portare all’interno della Cavallerizza come possibilità di utilizzo degli spazi, sempre con la funzione di “polo culturale”. Altri aspetti molto interessanti sono l’aumento della proprietà pubblica diretta del Comune di Torino che, ad oggi, è di 3.065 metri quadri e, con l’approvazione del PUR, aumenterà di ulteriori 2.195 metri quadri e non ultimo, come ben specificato nella Convenzione Quadro, che sarà la Convenzione madre che veicolerà tutte le convenzioni attuative degli attuatori delle UMI all’interno della Cavallerizza, porterà a ulteriori spazi in convenzione per un numero di metri quadri pari a 3.051, quindi noi avremo tutta una serie di spazi di proprietà diretta del Comune di Torino e avremo degli spazi in convenzione, in più avremo anche degli spazi non edificati corti e alti di proprietà sempre diretta del Comune di Torino, su cui poter progettare e ipotizzare un uso attraverso sia del Regolamento dei beni comuni, ma anche altri Regolamenti Comunali, un uso di “polo culturale” dello spazio stesso. Altre importantissime definizioni urbanistiche, che stanno all’interno del PUR, riguardano la possibilità di poter utilizzare la destinazione a residenza solo come residenza temporanea, con la specifica indicazione anche di caratteristica di residenza d’artisti, altro aspetto che è una novità e che permette, innanzitutto, di definire come la residenza…, la destinazione di residenza all’interno del Complesso, non è una residenza che possa attirare speculatori edilizi puri, ma è sempre una destinazione legata alla possibilità di creare uno spazio fruibile, uno spazio utilizzabile sempre per lo scopo ultimo che è quello di costruire un “polo culturale”. Abbiamo anche più volte detto della difficoltà in cui il bene adesso è… ha come…, dal punto di vista architettonico-edilizio e questo è anche un aspetto che deve essere fondamentale nel valutare questo Piano Unitario di Riqualificazione perché questo Piano Unitario di Riqualificazione permetterà di poter dare una possibilità di riutilizzo di questo bene, una possibilità di riutilizzo di questo bene che, chiaramente, avrà anche altre destinazioni, ma, attraverso la Convenzione Quadro, attraverso le specifiche indicazioni dei vari articoli che definiscono la (incomprensibile), la creazione di un Tavolo tecnico che valuta, come ho detto prima, le varie proposte di utilizzo degli spazi, in sinergia tra tutti i soggetti che poi ne faranno parte pubblici e privati, permetterà veramente di costruire un percorso che riporterà la Cavallerizza all’importanza che merita; importanza che merita e tra l’altro che potrà anche usufruire e ottenere dei finanziamenti che il Ministero ha già, in un certo senso, impegnato, tramite una lettera di intenti, per poter lavorare sul recupero degli spazi di proprietà pubblica all’interno dello stesso. Altro aspetto fondamentale di questo PUR, a cui si fa riferimento, è l’indicazione del processo in atto con una Variante urbanistica che andrà a eliminare i parcheggi sotterranei nei Giardini Reali Bassi, parcheggi che erano una precisa richiesta all’interno della scheda urbanistica, che adesso sono oggetto di una Variante parziale che sta entrando nella fase di verifica di VAS, completezza elaborati e verifica di VAS, che andrà ad eliminare questa proposta che ormai è anacronistica, poi, tra l’altro, questa Variante si porta anche a corollario la modifica dell’Accordo di programma con il Demanio, sempre per la valorizzazione dei Giardini Reali Bassi. Io non ho altro da dire; poi sugli emendamenti, chiaramente, si interverrà la prossima seduta, giusto? Grazie. |