| Interventi |
| TRESSO Francesco Grazie, Presidente. anche io mi voglio leggermente disallineare dai toni entusiastici con cui la Maggioranza sta enfatizzando tutto quanto ha fatto nel programma, anche andando ben oltre quello che è oggetto di discussione. Ma solo per segnalare degli elementi di attenzione che credo sia doveroso e anche corretto oggi far notare, perché non vorrei che quest’ansia di prestazione di doversi connotare come il primo Comune italiano che applica il Regolamento del Canone Unico possa poi portare a delle accelerazioni che rischiano poi di non avere considerato nel dettaglio alcuni aspetti che sono peraltro preminenti. Perché lo sappiamo che le imperfezioni della norma istitutiva del nuovo canone sono diverse e possono produrre dei contenziosi anche in considerazione delle incertezze con cui vengono applicate. D'altronde stiamo vivendo un’emergenza epidemiologica che sta riguardando in maniera pesante tutto il Paese e questo ha, infatti, impedito di definire opportunamente dei correttivi che tutti, diciamo coloro che si sono occupati con cognizione di causa dell'argomento, hanno ritenuto necessario apportare. Non per niente c'è un'iniziativa da parte dell'ANCI che ha proposto al Decreto-legge degli emendamenti che non sono ancora stati recepiti. Io ho chiesto per ben due volte, in sede di Commissione, all’Assessore Sacco se avesse avuto delle interlocuzioni su questo con l’ANCI e a che punto fossero e mai mi è stata data risposta. Per cui mi sembra che, di nuovo, il Comune stia, come dire, cercando di forzare su alcuni aspetti senza tenere conto che ci sono delle modalità anche di porsi nei confronti dell’Ente regolatore, che forse necessiterebbe di essere maggiormente confrontata all’interno di quanto sta succedendo anche negli altri Comuni. È una regolamentazione complessa, come dicevo, che si sta avviando in tempi ristretti e peraltro, è notizia, appunto di quello che già veniva richiamato dagli interventi che mi hanno preceduto, dell'esenzione per gli ambulanti dal 1° gennaio al 31 marzo 2021 dei canoni. Per cui questo ci fa capire come siamo in una situazione ancora completamente in divenire. Per cui anche l’applicazione di un metodo che di per sé è molto articolato, come quello proposto dal Comune di Torino, che sicuramente ha fatto un lavoro importante, impegnativo e molto attento nel valutare dei parametri - sono ben 16, ricordiamolo - che potessero rimarcare in maniera più oggettiva possibile (incomprensibile) del canone, però alla fine è difficile capire, al netto del fatto che ovviamente l'occupazione giornaliera fa sì che se uno poi in qualche misura ritiene di fare delle vacanze, uno è partito per motivi di salute o quant'altro, a occupare, non paga e questo è un vantaggio. Quindi mi sembra che si tenderà tutto sommato ad andare nella direzione opposta, forse, rispetto a quello della concessione come diceva il Consigliere Russi. Ma questo va bene, perché può portare effettivamente una miglioria. Però ci sono, appunto, degli elementi che secondo me non sono stati valutati con sufficiente approfondimento, è già stato fatto riferimento da chi mi ha preceduto, dalla Consigliera Grippo per esempio, al fatto che il Comune di Torino si avoca la necessità di non applicare il frazionamento oltre alle 9 ore, per cui sappiamo che in certe fasce periodiche, tipicamente nelle ore estive e il sabato - scusate, nel periodo estivo e il sabato - è facile che ci sia un’occupazione che eccede le nove ore e non sembra corretto che si debba pagare anche l’occupazione oltre la nona ora e non si possa fare un forfait sulla giornata intera. Mi sembra, diciamo, un criterio anche piuttosto severo che applica il Comune di Torino e probabilmente non in linea anche con la ratio della legge, che tende invece a trovare dei motivi di alleggerimento effettivi. Oltre a questo abbiamo anche chiesto in Commissione se era possibile valutare degli scenari concreti per definire quali fossero le migliorie. Noi sappiamo, perché oggi c’è stato detto, che dall'applicazione del Canone Unico, così come proposto, il Comune Torino si aspetta una riduzione di quasi 2.000.000 del gettito, però non c'è stato chiarito a fronte di quale gettito sia stato valutato, (incomprensibile) per l'anno 2020, che è un anno piuttosto anomalo, ma sugli anni precedenti e quindi anche per avere una contezza di come questo venga applicato e quanto vada ad incidere poi sulle singole casistiche. Quindi in sostanza mi sembra che il principio sia assolutamente valido, è vero che questo è una un Regolamento che va a migliorare dal punto di vista della semplificazione sulla possibilità dell'occupazione il pagamento reale a fronte quindi anche di un minor gettito, com’è stato detto, ma di una maggiore garanzia della liquidità che arriva. Anche sul metodo del borsellino elettronico sappiamo che ci sono ancora da affinare alcune procedure, perché è noto che il sistema non è ancora pienamente operativo, non sta funzionando e quindi richiede degli aggiustamenti, perché al momento, nella giornata… insomma, sono state già verificate delle situazioni in cui questo ha creato qualche problema, però ribadisco nella sostanza ci sono ancora delle incertezze in merito al fatto dell'effettivo sgravio che poi andrà a comportare in termini di canoni pagati. Su quello credo sarà necessario avviare un monitoraggio abbastanza puntuale e riverificare nel corso dell'anno a venire, che peraltro sarà un anno di nuovo particolare, già il fatto dello sgravio concesso fino al 31 marzo lo rende anomalo, ma per avere poi degli elementi più oggettivi su cui basare la valutazione, eventualmente sapendo se bisogna poi ricorrere a dei correttivi. Grazie. |