| Interventi |
| MAGLIANO Silvio Sì, grazie, Presidente. Io ringrazio l’Assessora per l’intervento e per quello che ha detto. La prego, se fosse possibile, di inviarmi via mail, agli uffici del Gruppo dei Moderati, le due relazioni che ha enunciato in Aula. È chiaro che il quadro che noi rappresentiamo, dal punto di vista delle occupazioni abusive, ancorché può essere definito “limitato”, nel senso che rispetto ad altri capoluoghi, rispetto ad altre città il nostro numero di occupazioni abusive è ancora contenuto, ma a me preoccupa il trend, è un trend che sto continuando a denunciare e a segnalare, perché, se le risposte sono quelle che noi diamo, è evidente - questo lo dico senza nessuna polemica - che questi soggetti sono riusciti a capire esattamente con quali regole di ingaggio possono occupare e non correre il rischio di essere sgomberati o non correre il rischio di vedersi tolta questa casa che hanno indebitamente occupato, perché ormai sono diventati bravissimi ad occuparle con minori, ad occuparle con persone che hanno delle patologie, per cui cercano così di interdire l’intervento delle Forze dell’Ordine e dei nostri Vigili. Detto questo, invece penso che sia necessario, da questo punto di vista, prima o poi prendere in mano la situazione con forza, perché noi abbiamo centinaia e centinaia di famiglie, non per forza italiane, famiglie che ne hanno diritto di avere una casa popolare, che in questo momento sono in lista d’attesa, stanno aspettando, e che ci sono visti togliere delle opportunità, a volte anche in modo ingiusto, sia per le occupazioni abusive, sia perché in alcuni casi, nei piani di sgombero e di superamento dei campi, abbiamo poi destinato delle abitazioni a coloro che hanno voluto fare dei percorsi di inclusione. Non è semplice, l’Assessora ha dedicato tanto del suo tempo a questo tema, ma è evidente che il dato che noi registriamo è un dato preoccupante; come è preoccupante, Presidente, la seconda parte della risposta dell’Assessora. Anche lì, se i numeri non sono evidentemente importanti, però dobbiamo prendere atto del fatto che il fatto che i bimbi e le bimbe non frequentino la scuola sia un reato, reato che evidentemente è perseguibile nello Stato italiano ed è perseguibile se a fare una cosa di questo tipo fossero famiglie italiane, rimane assurdo non poter perseguire queste persone che non mandano i figli a scuola. Perché? Perché evidentemente preferiscono utilizzare i figli magari per questioni culturali, per questioni loro, dal punto di vista della tradizione, utilizzarli per fare altro, per fare accattonaggio, per rovistare nei bidoni della spazzatura, evidentemente creando poi le condizioni perché queste persone non vogliono, da questo punto di vista, potersi integrare, come invece sarebbe necessario che accadesse, proprio perché la scuola è veramente il primo punto di integrazione. Per cui io, da questo punto di vista, sono molto, molto preoccupato. Leggerò con attenzione quanto è stato detto in Aula e cercheremo, come Gruppo dei Moderati, di fare anche delle proposte perché, da questo punto di vista, noi pensiamo che la scuola sia il vero il vero fattore di coesione sociale, il vero fattore di inserimento, il vero fattore di inclusione e il Covid non può essere, da questo punto di vista, un alibi, per cui io ormai sto sentendo il Covid utilizzato e questa pandemia utilizzata come alibi per tanti e tanti aspetti e tanti e tanti non rispetto delle norme. Per cui io ringrazio l’Assessora per quello che ha voluto comunicarci e, una volta letto, sarà mia cura magari pensare a un approfondimento - che non chiedo oggi perché non si può più fare, da Regolamento - in Commissione, proprio per capire come superare questo gap. Grazie, Presidente. |