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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 14 Dicembre 2020 ore 11,00
Paragrafo n. 33
ORDINE DEL GIORNO 2020-02493
(ODG N. 23/2020) "MONITORAGGIO DELL'ASSISTENZA SPECIALISTICA DI COMUNIT? NELL'AMBITO DELLA CONFERENZA PERMANENTE PER LA PROGRAMMAZIONE SOCIO-SANITARIA REGIONALE" PRESENTATA IN DATA 12 NOVEMBRE 2020 - PRIMO FIRMATARIO TRESSO.
Interventi
TRESSO Francesco
Grazie, Presidente. Ho presentato quest’atto, che è stato frutto anche di un’interessante
Commissione a cui hanno partecipato sia il dottor Picco in qualità di direttore dell’ASL;
sia il dottor Giustetto in qualità di Presidente dell’Ordine dei Medici, dei Medici
Specialistici e anche la Presidente di un’associazione di malati di fibromialgia. Credo
che questo ci abbia consentito di avere un quadro un pochettino più esaustivo della
situazione, che riguardi sostanzialmente l’attività specialistica e ambulatoriale svolta dal
Servizio Sanitario Pubblico nella nostra Città. L’atto parte dalla constatazione che
questo tipo di servizio eroga dei servizi di prossimità ai cittadini ed ovviamente, con
l’avvento della pandemia, le risorse dell’ASL sono state dirottate in maniera più
massiccia ad altri tipi di emergenze, com’era anche peraltro logico che accadesse, e però
questo, come già era avvenuto nel corso del primo lockdown, ha causato una
dissimmetria, uno sbilanciamento anche per tutti quei tipi di patologie che sono
croniche, che hanno visto la chiusura dei poliambulatori ed ovviamente la necessità di
differire tutta una serie di prestazioni che sono, appunto, quelle così denominate
differibili. Bisogna ricordare che, però, tra queste prestazioni vi sono anche una serie di
pazienti che hanno bisogno di cure continuative, mi riferisco per esempio ai cardiopatici
con scompensi, ai diabetici che necessitano di monitoraggio stretto e quant’altro, e
peraltro non indifferente il fatto che questo tipo di malati cronici e spesso anche
pluripatologici, instaurano con il proprio medico della medicina territoriale di
riferimento, un rapporto che, ovviamente, consente di mantenere anche tutto un aspetto
fiduciario e di sicurezza che credo faccia parte esso stesso della cura, diciamo così. Ora,
con l’avvento della pandemia, nella seconda fase anche dell’ondata di lockdown, e
quindi della crescita dell’emergenza, per indicazione, ovviamente, dell’Unità di Crisi
Regionale, l’ASL ha pensato bene… ha dovuto chiudere progressivamente i
poliambulatori con la cessazione dell’erogazione di questi servizi di medicina
territoriale e questo nonostante… anche a seguito di quello che era successo nel primo
lockdown. Io avevo peraltro presentato un ordine del giorno che era stato votato
all’unanimità in cui si chiedeva proprio di ribadire la necessità del potenziamento della
medicina territoriale. Faccio presente che questo tipo, come ci è stato spiegato sia dal
dottor Picco, ma, peraltro, riconosciuto anche dal dottor Giustetto, questo tipo di
conseguenza, diciamo, è stato determinato dal voler dirottare le risorse prioritariamente
sulla crisi pandemica e subordinatamente anche il garantire le prestazioni erogate in
sicurezza. Su questo secondo punto mi sembra che con i necessari accorgimenti si sia in
grado di poter erogare le prestazioni in sicurezza anche all’interno dei poliambulatori,
che, peraltro, sappiamo bene che le stesse prestazioni che non vengono più erogate dal
servizio pubblico, vengono dirottate sui servizi privati, che invece si sono adeguati,
sono convenzionati e si sono adeguati e quindi possono continuare a fornire quel tipo di
servizi. Per la risorsa pandemica è ovvio che sono state inizialmente anche dirottate
risorse in termini di risorse operative, quindi medici, anche specialistici, che sono stati
utilizzati soprattutto per altri tipi di attività, sia per gestire le situazioni ospedaliere di
emergenza Covid, ma anche per, per esempio, un’attività importante, che ha riguardato
il contact tracing. È un’attività importante in senso di numero di ore che sono state
utilizzate da parte degli specialisti per questo tipo di funzioni, ma sappiamo che sono,
alla fine, dei tipi di funzioni che possono essere, invece, assolte anche, non dico da…,
insomma, da personale non così specialistico; sostanzialmente si tratta poi di fare
un’attività più da call center che da specialista. Ecco, tutto questo per dire che la
situazione che si è venuta a verificare ci preoccupa, preoccupa anche noi Consiglieri
Comunali, perché è un qualcosa che va ad interessare direttamente il tipo di assistenza
medica che viene fornito ai cittadini dalle nostre strutture pubbliche. L’atto che io
presento, ovviamente, non riguardando una competenza stretta del Consiglio Comunale,
si è attestato su un ordine del giorno che fa riferimento alla Conferenza permanente per
la programmazione socio-sanitaria, di cui il Sindaco della Città di Torino, nella sua
qualità di Presidente della Conferenza dei Presidenti di Circoscrizione…, quindi di fatto
anche i Presidenti di Circoscrizione, partecipano. La Conferenza è istituita con Decreto
del Presidente della Giunta Regionale ed è presieduta dal medesimo Presidente della
Regione o da un suo delegato. Ecco, la natura, quindi dell’atto, l’obiettivo e la finalità,
sono proprio quelli di dire: stante una situazione che si è già verificata e che si sta
riproponendo, cioè di chiusura delle unità poliambulatoriali di territorio, stante una
situazione in cui tutta una serie di servizi differibili vengono sospesi e rimandati -
peraltro questo ha creato anche poi una necessità di poter poi smaltire la ripresa delle…,
diciamo la chiusura del primo lockdown con ampi ritardi e tutta una serie di prestazioni
che erano state programmate -, riteniamo che sia invece necessario cercare di
mantenere, superata la fase parossistica, un presidio territoriale anche in previsione del
fatto che questo tipo di emergenze pandemiche possono risolversi completamente nel
giro di poco, tutti noi ce lo aspettiamo che una campagna di vaccinazione efficace ed
adeguata possa riportarci a delle situazioni di totale normalità, ma è del tutto
presumibile che questa situazione non avverrà in tempi rapidi e che comunque quanto è
accaduto ha dimostrato una sorta di vulnerabilità, anche territoriale, comunque - che è
una vulnerabilità globale, ma che poi si ripercorre a livello territoriale -, che ci impone
di fare delle riflessioni su come mantenere attive certe funzioni. Quindi, in sostanza,
quello che si chiede nell’“impegna” di quest’atto è proprio di istituire un monitoraggio
periodico dei dati relativi all’assistenza specialistica di comunità erogata dai
poliambulatori pubblici; su questo quindi chiederemo anche - se l’atto viene approvato
oggi, come auspico - di poter fare una verifica anche in sede di Commissioni Consiliari
per avere quanto nell’ambito della Conferenza permanente può venire prodotto come
monitoraggio e valutare quindi, di conseguenza, l’attuazione di qualunque misura si
renda possibile, al fine di evitare, nei periodi di emergenza pandemica, che le
prestazioni specialistiche erogate da questi poliambulatori vengano sospese, anche per
salvaguardare quella fascia di popolazione, che poi ovviamente si orienta
prevalentemente ad una popolazione anziana pluripatologica, che ne viene
maggiormente penalizzata. È stato fatto notare anche in sede di Commissione da parte
dell’ASL che, in realtà, almeno un poliambulatorio per Circoscrizione è stato mantenuto
aperto, però sapendo la densità demografica delle nostre Circoscrizioni, avendo delle
Circoscrizioni che sono, di fatto, a livello numerico, delle Città loro stesse, si ritiene che
un poliambulatorio non possa assolvere quella funzione di presidio territoriale e di
erogazione di servizi di prossimità, che invece vorremmo venisse posta maggiormente
all’attenzione dell’ASL e nel dialogo che con la Città di Torino si è instaurato. Io sono
confidente che un atto come questo potrà portare anche fattivamente ad una discussione
ed anche a un dialogo perché, tutto sommato, l’ASL ha comunque dimostrato di voler
proseguire. Lo stesso fatto che ci fosse il dottor Picco in Commissione e che abbiamo
potuto discutere di questi aspetti, secondo me, è un elemento di garanzia che bene
facciamo a vigilare sulla salute dei cittadini e a voler non accettare, diciamo così, in
maniera passiva, quelle che sono delle decisioni, che peraltro a catena derivano da
quella che è stata un’indicazione dell’Unità di Crisi, ma che possono a volte rispondere
a dei criteri, diciamo così, non lo dico dispregiativamente, aziendali, ovvero di
ottimizzazione, che però poi dopo potrebbero avere delle conseguenze. Quindi in
sostanza io credo, e qui faccio un appello davvero a tutti i Consiglieri, che dobbiamo
valutare le fragilità in questo momento, che si stanno causando, quindi, non solo dal
punto di vista dell’emergenza pandemica, ma anche da tutta una serie di situazioni
pluripatologiche che richiedono questo tipi di attenzione ed addivenire a quella che sia
una situazione, diciamo così, di maggiore bilanciamento almeno. Peraltro la cosa che
perplime abbastanza è che, ad oggi, tutto viene dirottato sui centri privati. Credo che
questa non sia la funzione del servizio pubblico, che invece deve poter assolvere in
sicurezza, ma ci sono tutte le dinamiche, tutte le condizioni per poterlo fare, un servizio
che, viceversa, deve essere valorizzato anche per tutte le competenze e le
specializzazioni che può fornire oggi ai cittadini. Grazie, Presidente.

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