| Interventi |
| TRESSO Francesco Grazie, Presidente. Ho presentato quest’atto, che è stato frutto anche di un’interessante Commissione a cui hanno partecipato sia il dottor Picco in qualità di direttore dell’ASL; sia il dottor Giustetto in qualità di Presidente dell’Ordine dei Medici, dei Medici Specialistici e anche la Presidente di un’associazione di malati di fibromialgia. Credo che questo ci abbia consentito di avere un quadro un pochettino più esaustivo della situazione, che riguardi sostanzialmente l’attività specialistica e ambulatoriale svolta dal Servizio Sanitario Pubblico nella nostra Città. L’atto parte dalla constatazione che questo tipo di servizio eroga dei servizi di prossimità ai cittadini ed ovviamente, con l’avvento della pandemia, le risorse dell’ASL sono state dirottate in maniera più massiccia ad altri tipi di emergenze, com’era anche peraltro logico che accadesse, e però questo, come già era avvenuto nel corso del primo lockdown, ha causato una dissimmetria, uno sbilanciamento anche per tutti quei tipi di patologie che sono croniche, che hanno visto la chiusura dei poliambulatori ed ovviamente la necessità di differire tutta una serie di prestazioni che sono, appunto, quelle così denominate differibili. Bisogna ricordare che, però, tra queste prestazioni vi sono anche una serie di pazienti che hanno bisogno di cure continuative, mi riferisco per esempio ai cardiopatici con scompensi, ai diabetici che necessitano di monitoraggio stretto e quant’altro, e peraltro non indifferente il fatto che questo tipo di malati cronici e spesso anche pluripatologici, instaurano con il proprio medico della medicina territoriale di riferimento, un rapporto che, ovviamente, consente di mantenere anche tutto un aspetto fiduciario e di sicurezza che credo faccia parte esso stesso della cura, diciamo così. Ora, con l’avvento della pandemia, nella seconda fase anche dell’ondata di lockdown, e quindi della crescita dell’emergenza, per indicazione, ovviamente, dell’Unità di Crisi Regionale, l’ASL ha pensato bene… ha dovuto chiudere progressivamente i poliambulatori con la cessazione dell’erogazione di questi servizi di medicina territoriale e questo nonostante… anche a seguito di quello che era successo nel primo lockdown. Io avevo peraltro presentato un ordine del giorno che era stato votato all’unanimità in cui si chiedeva proprio di ribadire la necessità del potenziamento della medicina territoriale. Faccio presente che questo tipo, come ci è stato spiegato sia dal dottor Picco, ma, peraltro, riconosciuto anche dal dottor Giustetto, questo tipo di conseguenza, diciamo, è stato determinato dal voler dirottare le risorse prioritariamente sulla crisi pandemica e subordinatamente anche il garantire le prestazioni erogate in sicurezza. Su questo secondo punto mi sembra che con i necessari accorgimenti si sia in grado di poter erogare le prestazioni in sicurezza anche all’interno dei poliambulatori, che, peraltro, sappiamo bene che le stesse prestazioni che non vengono più erogate dal servizio pubblico, vengono dirottate sui servizi privati, che invece si sono adeguati, sono convenzionati e si sono adeguati e quindi possono continuare a fornire quel tipo di servizi. Per la risorsa pandemica è ovvio che sono state inizialmente anche dirottate risorse in termini di risorse operative, quindi medici, anche specialistici, che sono stati utilizzati soprattutto per altri tipi di attività, sia per gestire le situazioni ospedaliere di emergenza Covid, ma anche per, per esempio, un’attività importante, che ha riguardato il contact tracing. È un’attività importante in senso di numero di ore che sono state utilizzate da parte degli specialisti per questo tipo di funzioni, ma sappiamo che sono, alla fine, dei tipi di funzioni che possono essere, invece, assolte anche, non dico da…, insomma, da personale non così specialistico; sostanzialmente si tratta poi di fare un’attività più da call center che da specialista. Ecco, tutto questo per dire che la situazione che si è venuta a verificare ci preoccupa, preoccupa anche noi Consiglieri Comunali, perché è un qualcosa che va ad interessare direttamente il tipo di assistenza medica che viene fornito ai cittadini dalle nostre strutture pubbliche. L’atto che io presento, ovviamente, non riguardando una competenza stretta del Consiglio Comunale, si è attestato su un ordine del giorno che fa riferimento alla Conferenza permanente per la programmazione socio-sanitaria, di cui il Sindaco della Città di Torino, nella sua qualità di Presidente della Conferenza dei Presidenti di Circoscrizione…, quindi di fatto anche i Presidenti di Circoscrizione, partecipano. La Conferenza è istituita con Decreto del Presidente della Giunta Regionale ed è presieduta dal medesimo Presidente della Regione o da un suo delegato. Ecco, la natura, quindi dell’atto, l’obiettivo e la finalità, sono proprio quelli di dire: stante una situazione che si è già verificata e che si sta riproponendo, cioè di chiusura delle unità poliambulatoriali di territorio, stante una situazione in cui tutta una serie di servizi differibili vengono sospesi e rimandati - peraltro questo ha creato anche poi una necessità di poter poi smaltire la ripresa delle…, diciamo la chiusura del primo lockdown con ampi ritardi e tutta una serie di prestazioni che erano state programmate -, riteniamo che sia invece necessario cercare di mantenere, superata la fase parossistica, un presidio territoriale anche in previsione del fatto che questo tipo di emergenze pandemiche possono risolversi completamente nel giro di poco, tutti noi ce lo aspettiamo che una campagna di vaccinazione efficace ed adeguata possa riportarci a delle situazioni di totale normalità, ma è del tutto presumibile che questa situazione non avverrà in tempi rapidi e che comunque quanto è accaduto ha dimostrato una sorta di vulnerabilità, anche territoriale, comunque - che è una vulnerabilità globale, ma che poi si ripercorre a livello territoriale -, che ci impone di fare delle riflessioni su come mantenere attive certe funzioni. Quindi, in sostanza, quello che si chiede nell’“impegna” di quest’atto è proprio di istituire un monitoraggio periodico dei dati relativi all’assistenza specialistica di comunità erogata dai poliambulatori pubblici; su questo quindi chiederemo anche - se l’atto viene approvato oggi, come auspico - di poter fare una verifica anche in sede di Commissioni Consiliari per avere quanto nell’ambito della Conferenza permanente può venire prodotto come monitoraggio e valutare quindi, di conseguenza, l’attuazione di qualunque misura si renda possibile, al fine di evitare, nei periodi di emergenza pandemica, che le prestazioni specialistiche erogate da questi poliambulatori vengano sospese, anche per salvaguardare quella fascia di popolazione, che poi ovviamente si orienta prevalentemente ad una popolazione anziana pluripatologica, che ne viene maggiormente penalizzata. È stato fatto notare anche in sede di Commissione da parte dell’ASL che, in realtà, almeno un poliambulatorio per Circoscrizione è stato mantenuto aperto, però sapendo la densità demografica delle nostre Circoscrizioni, avendo delle Circoscrizioni che sono, di fatto, a livello numerico, delle Città loro stesse, si ritiene che un poliambulatorio non possa assolvere quella funzione di presidio territoriale e di erogazione di servizi di prossimità, che invece vorremmo venisse posta maggiormente all’attenzione dell’ASL e nel dialogo che con la Città di Torino si è instaurato. Io sono confidente che un atto come questo potrà portare anche fattivamente ad una discussione ed anche a un dialogo perché, tutto sommato, l’ASL ha comunque dimostrato di voler proseguire. Lo stesso fatto che ci fosse il dottor Picco in Commissione e che abbiamo potuto discutere di questi aspetti, secondo me, è un elemento di garanzia che bene facciamo a vigilare sulla salute dei cittadini e a voler non accettare, diciamo così, in maniera passiva, quelle che sono delle decisioni, che peraltro a catena derivano da quella che è stata un’indicazione dell’Unità di Crisi, ma che possono a volte rispondere a dei criteri, diciamo così, non lo dico dispregiativamente, aziendali, ovvero di ottimizzazione, che però poi dopo potrebbero avere delle conseguenze. Quindi in sostanza io credo, e qui faccio un appello davvero a tutti i Consiglieri, che dobbiamo valutare le fragilità in questo momento, che si stanno causando, quindi, non solo dal punto di vista dell’emergenza pandemica, ma anche da tutta una serie di situazioni pluripatologiche che richiedono questo tipi di attenzione ed addivenire a quella che sia una situazione, diciamo così, di maggiore bilanciamento almeno. Peraltro la cosa che perplime abbastanza è che, ad oggi, tutto viene dirottato sui centri privati. Credo che questa non sia la funzione del servizio pubblico, che invece deve poter assolvere in sicurezza, ma ci sono tutte le dinamiche, tutte le condizioni per poterlo fare, un servizio che, viceversa, deve essere valorizzato anche per tutte le competenze e le specializzazioni che può fornire oggi ai cittadini. Grazie, Presidente. |