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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 14 Dicembre 2020 ore 11,00
Paragrafo n. 33
ORDINE DEL GIORNO 2020-02493
(ODG N. 23/2020) "MONITORAGGIO DELL'ASSISTENZA SPECIALISTICA DI COMUNIT? NELL'AMBITO DELLA CONFERENZA PERMANENTE PER LA PROGRAMMAZIONE SOCIO-SANITARIA REGIONALE" PRESENTATA IN DATA 12 NOVEMBRE 2020 - PRIMO FIRMATARIO TRESSO.
Interventi
ARTESIO Eleonora
Grazie, Presidente. Nella giornata odierna il Consiglio ha dedicato tempo della propria
discussione ad un’interpellanza riguardante, appunto, l’organizzazione dei
poliambulatori e l’ordine del giorno, presentato dal Consigliere Tresso ci propone uno
spettro ampio di questa situazione. Io vorrei sottolineare la necessità e l’urgenza
dell’ordine del giorno, presentato dal Collega, per una ragione di sistema generale e per
una ragione puntuale legata all’organizzazione dei servizi sanitari e socio-sanitari nella
Città di Torino. La questione generale è la seguente: ormai è diventato senso comune,
oltre che elemento culturale di programmazione, il fatto che si debba puntare per il
rafforzamento del Servizio Sanitario Nazionale sull’assistenza territoriale,
sull’organizzazione della medicina di famiglia e della pediatria di libera scelta, anche in
forma organizzata e di gruppo, sulla dislocazione in termini di accessibilità e continuità
delle attività specialistiche, in specie con l’aumento delle malattie croniche, connesso
anche all’invecchiamento della popolazione ed in specie per la medicina preventiva e
che si debba quindi definire, anche nell’organizzazione della rete ospedaliera, pur
differenziata, per livelli di complessità e di specialità, ad una dotazione di rapporto tra
posti letto e popolazione, più favorevole di quella imposta dai successivi piani di rientro
del riordino della rete ospedaliera. Peraltro la Città di Torino, anche con atti propri, di
accompagnamento a delibere di programmazione urbanistica, aveva individuato le
finalità e le opportunità di questo modello, riassumendole nell’ipotesi delle Case per la
Salute, anche in modo anticipato rispetto all’attuale condizione di emergenza sanitaria e
quindi, in qualche modo, la posizione torinese è in armonia con gli indirizzi di
programmazione sanitaria nazionali e regionali che sono stati indotti e rivisti dalla
particolare condizione che stiamo attraversando. Siamo però di fronte ad un effetto
paradosso, cioè, se conosciamo quello che dovrebbe essere, e che dovrebbe essere anche
in termini di capacità di intercettare precocemente delle eventuali condizioni di
emergenza, e su questo assistiamo a successivi impegni del Governo nazionale che si
dovranno praticare e realizzare nelle varie ricadute regionali, il paradosso è che proprio
quella stessa emergenza che ci dice essere necessario un diverso modello organizzativo,
oggi vede, invece, praticati comportamenti di segno totalmente opposto: rispetto alla
territorialità, l’accentramento; rispetto alla distribuzione capillare di opportunità anche
di dotazioni professionali, la riduzione ad uno degli stessi, in virtù delle esigenze
centralizzate dell’attività ospedaliera di tracciamento e di effettuazione dei tamponi e
quindi la condizione nella quale ci troviamo ad operare è una condizione nella quale,
pur conoscendo il contesto che dovremmo migliorare, in realtà, si prosegue in passaggi
che vanno in segno significativamente opposto. Che questo comporti dei disagi per i
cittadini, in modo particolare per la gestione della continuità assistenziale - perché
l’accentramento di servizi, la riduzione di competenze professionali non possono che
rinviare, rallentare od orientare verso l’offerta privata quelle richieste di attività
specialistica che dovrebbero essere soddisfatte, soprattutto in un percorso assistenziale
continuativo dal Sistema Sanitario Nazionale -, questa è un’ovvietà che ci può essere
raccontata dalle tante testimonianze che ascoltiamo e anche dagli atti amministrativi di
determinazione delle aziende sanitarie, in specie, appunto, quello della riduzione
dell’attività dei poliambulatori. In questa condizione, quindi, la nostra preoccupazione
dovrebbe essere quella di costruire le premesse, perché una condizione di emergenza,
che introduce comportamenti contradditori alla situazione desiderabile, possa essere il
più velocemente possibile procrastinata e messa sui binari corretti, cioè il binario del
potenziamento dell’assistenza territoriale. È il momento di costruire quelle premesse,
perché, purtroppo, sappiamo anche molto bene che alcune scelte diventano molto spesso
delle scelte irreversibili e non potrà certo, per l’interesse generale della tutela della
salute, essere irreversibile una scelta che oggi vede concentrate alcune funzioni. Quindi,
il richiamo fatto nell’ordine del giorno del Collega al ruolo di programmazione della
Conferenza sanitaria, a cui partecipano con funzioni istituzionali i Consigli di
Circoscrizione, è quanto mai opportuno, anche perché molto spesso nell’enfasi che è
posta alle soluzioni gestionali, si omette di dire quanto importanti e responsabili siano
invece le finzioni programmatorie in capo proprio ai Comuni e i ruoli dei Sindaci
nella… (voci sovrapposte).

ARTESIO Eleonora
Quindi, da questo punto di vista, nell’indicare, ovviamente, il favore per la proposta del
Collega Tresso, mi auguro anche che l’ordine del giorno produca anche delle operatività
conseguenti. Grazie.

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