| Interventi |
| SICARI Francesco (Presidente) Per quanto riguarda il punto 22 forse alcuni di voi vedono su un prospetto ancora l’atto, ma non è stato liberato questa mattina dalla Commissione e quindi iniziamo ora con la trattazione delle proposte di ordini del giorno e le mozioni. Passiamo quindi al punto 23, la proposta di ordine del giorno, n. mecc. 202002493/002, presentata dal Capogruppo Tresso, che ha come oggetto: “Monitoraggio dell’assistenza specialistica di comunità nell’ambito della Conferenza permanente per la programmazione socio-sanitaria regionale” SICARI Francesco (Presidente) Lascio la parola al Capogruppo Tresso per l’illustrazione dell’atto. Prego. TRESSO Francesco Grazie, Presidente. Ho presentato quest’atto, che è stato frutto anche di un’interessante Commissione a cui hanno partecipato sia il dottor Picco in qualità di direttore dell’ASL; sia il dottor Giustetto in qualità di Presidente dell’Ordine dei Medici, dei Medici Specialistici e anche la Presidente di un’associazione di malati di fibromialgia. Credo che questo ci abbia consentito di avere un quadro un pochettino più esaustivo della situazione, che riguardi sostanzialmente l’attività specialistica e ambulatoriale svolta dal Servizio Sanitario Pubblico nella nostra Città. L’atto parte dalla constatazione che questo tipo di servizio eroga dei servizi di prossimità ai cittadini ed ovviamente, con l’avvento della pandemia, le risorse dell’ASL sono state dirottate in maniera più massiccia ad altri tipi di emergenze, com’era anche peraltro logico che accadesse, e però questo, come già era avvenuto nel corso del primo lockdown, ha causato una dissimmetria, uno sbilanciamento anche per tutti quei tipi di patologie che sono croniche, che hanno visto la chiusura dei poliambulatori ed ovviamente la necessità di differire tutta una serie di prestazioni che sono, appunto, quelle così denominate differibili. Bisogna ricordare che, però, tra queste prestazioni vi sono anche una serie di pazienti che hanno bisogno di cure continuative, mi riferisco per esempio ai cardiopatici con scompensi, ai diabetici che necessitano di monitoraggio stretto e quant’altro, e peraltro non indifferente il fatto che questo tipo di malati cronici e spesso anche pluripatologici, instaurano con il proprio medico della medicina territoriale di riferimento, un rapporto che, ovviamente, consente di mantenere anche tutto un aspetto fiduciario e di sicurezza che credo faccia parte esso stesso della cura, diciamo così. Ora, con l’avvento della pandemia, nella seconda fase anche dell’ondata di lockdown, e quindi della crescita dell’emergenza, per indicazione, ovviamente, dell’Unità di Crisi Regionale, l’ASL ha pensato bene… ha dovuto chiudere progressivamente i poliambulatori con la cessazione dell’erogazione di questi servizi di medicina territoriale e questo nonostante… anche a seguito di quello che era successo nel primo lockdown. Io avevo peraltro presentato un ordine del giorno che era stato votato all’unanimità in cui si chiedeva proprio di ribadire la necessità del potenziamento della medicina territoriale. Faccio presente che questo tipo, come ci è stato spiegato sia dal dottor Picco, ma, peraltro, riconosciuto anche dal dottor Giustetto, questo tipo di conseguenza, diciamo, è stato determinato dal voler dirottare le risorse prioritariamente sulla crisi pandemica e subordinatamente anche il garantire le prestazioni erogate in sicurezza. Su questo secondo punto mi sembra che con i necessari accorgimenti si sia in grado di poter erogare le prestazioni in sicurezza anche all’interno dei poliambulatori, che, peraltro, sappiamo bene che le stesse prestazioni che non vengono più erogate dal servizio pubblico, vengono dirottate sui servizi privati, che invece si sono adeguati, sono convenzionati e si sono adeguati e quindi possono continuare a fornire quel tipo di servizi. Per la risorsa pandemica è ovvio che sono state inizialmente anche dirottate risorse in termini di risorse operative, quindi medici, anche specialistici, che sono stati utilizzati soprattutto per altri tipi di attività, sia per gestire le situazioni ospedaliere di emergenza Covid, ma anche per, per esempio, un’attività importante, che ha riguardato il contact tracing. È un’attività importante in senso di numero di ore che sono state utilizzate da parte degli specialisti per questo tipo di funzioni, ma sappiamo che sono, alla fine, dei tipi di funzioni che possono essere, invece, assolte anche, non dico da…, insomma, da personale non così specialistico; sostanzialmente si tratta poi di fare un’attività più da call center che da specialista. Ecco, tutto questo per dire che la situazione che si è venuta a verificare ci preoccupa, preoccupa anche noi Consiglieri Comunali, perché è un qualcosa che va ad interessare direttamente il tipo di assistenza medica che viene fornito ai cittadini dalle nostre strutture pubbliche. L’atto che io presento, ovviamente, non riguardando una competenza stretta del Consiglio Comunale, si è attestato su un ordine del giorno che fa riferimento alla Conferenza permanente per la programmazione socio-sanitaria, di cui il Sindaco della Città di Torino, nella sua qualità di Presidente della Conferenza dei Presidenti di Circoscrizione…, quindi di fatto anche i Presidenti di Circoscrizione, partecipano. La Conferenza è istituita con Decreto del Presidente della Giunta Regionale ed è presieduta dal medesimo Presidente della Regione o da un suo delegato. Ecco, la natura, quindi dell’atto, l’obiettivo e la finalità, sono proprio quelli di dire: stante una situazione che si è già verificata e che si sta riproponendo, cioè di chiusura delle unità poliambulatoriali di territorio, stante una situazione in cui tutta una serie di servizi differibili vengono sospesi e rimandati - peraltro questo ha creato anche poi una necessità di poter poi smaltire la ripresa delle…, diciamo la chiusura del primo lockdown con ampi ritardi e tutta una serie di prestazioni che erano state programmate -, riteniamo che sia invece necessario cercare di mantenere, superata la fase parossistica, un presidio territoriale anche in previsione del fatto che questo tipo di emergenze pandemiche possono risolversi completamente nel giro di poco, tutti noi ce lo aspettiamo che una campagna di vaccinazione efficace ed adeguata possa riportarci a delle situazioni di totale normalità, ma è del tutto presumibile che questa situazione non avverrà in tempi rapidi e che comunque quanto è accaduto ha dimostrato una sorta di vulnerabilità, anche territoriale, comunque - che è una vulnerabilità globale, ma che poi si ripercorre a livello territoriale -, che ci impone di fare delle riflessioni su come mantenere attive certe funzioni. Quindi, in sostanza, quello che si chiede nell’“impegna” di quest’atto è proprio di istituire un monitoraggio periodico dei dati relativi all’assistenza specialistica di comunità erogata dai poliambulatori pubblici; su questo quindi chiederemo anche - se l’atto viene approvato oggi, come auspico - di poter fare una verifica anche in sede di Commissioni Consiliari per avere quanto nell’ambito della Conferenza permanente può venire prodotto come monitoraggio e valutare quindi, di conseguenza, l’attuazione di qualunque misura si renda possibile, al fine di evitare, nei periodi di emergenza pandemica, che le prestazioni specialistiche erogate da questi poliambulatori vengano sospese, anche per salvaguardare quella fascia di popolazione, che poi ovviamente si orienta prevalentemente ad una popolazione anziana pluripatologica, che ne viene maggiormente penalizzata. È stato fatto notare anche in sede di Commissione da parte dell’ASL che, in realtà, almeno un poliambulatorio per Circoscrizione è stato mantenuto aperto, però sapendo la densità demografica delle nostre Circoscrizioni, avendo delle Circoscrizioni che sono, di fatto, a livello numerico, delle Città loro stesse, si ritiene che un poliambulatorio non possa assolvere quella funzione di presidio territoriale e di erogazione di servizi di prossimità, che invece vorremmo venisse posta maggiormente all’attenzione dell’ASL e nel dialogo che con la Città di Torino si è instaurato. Io sono confidente che un atto come questo potrà portare anche fattivamente ad una discussione ed anche a un dialogo perché, tutto sommato, l’ASL ha comunque dimostrato di voler proseguire. Lo stesso fatto che ci fosse il dottor Picco in Commissione e che abbiamo potuto discutere di questi aspetti, secondo me, è un elemento di garanzia che bene facciamo a vigilare sulla salute dei cittadini e a voler non accettare, diciamo così, in maniera passiva, quelle che sono delle decisioni, che peraltro a catena derivano da quella che è stata un’indicazione dell’Unità di Crisi, ma che possono a volte rispondere a dei criteri, diciamo così, non lo dico dispregiativamente, aziendali, ovvero di ottimizzazione, che però poi dopo potrebbero avere delle conseguenze. Quindi in sostanza io credo, e qui faccio un appello davvero a tutti i Consiglieri, che dobbiamo valutare le fragilità in questo momento, che si stanno causando, quindi, non solo dal punto di vista dell’emergenza pandemica, ma anche da tutta una serie di situazioni pluripatologiche che richiedono questo tipi di attenzione ed addivenire a quella che sia una situazione, diciamo così, di maggiore bilanciamento almeno. Peraltro la cosa che perplime abbastanza è che, ad oggi, tutto viene dirottato sui centri privati. Credo che questa non sia la funzione del servizio pubblico, che invece deve poter assolvere in sicurezza, ma ci sono tutte le dinamiche, tutte le condizioni per poterlo fare, un servizio che, viceversa, deve essere valorizzato anche per tutte le competenze e le specializzazioni che può fornire oggi ai cittadini. Grazie, Presidente. SICARI Francesco (Presidente) Grazie a lei. Procediamo adesso con gli interventi. Ho il Presidente Versaci. Prego. VERSACI Fabio Grazie, Presidente. Ringrazio il Capogruppo Tresso per avere portato all’attenzione della Commissione e dell’Aula questo argomento. Credo che la Commissione sia stata molto interessante, anche perché, come diceva il Capogruppo Tresso, la disponibilità dell’ASL, soprattutto del dottor Picco, che è un Commissario, in questo momento, è sempre molto attento, quando lo chiamiamo in Commissione viene sempre ed è sempre disponibile. Quindi il mio invito, per le cose che ha detto il Capogruppo Tresso, che non sto a ripetere, che sono assolutamente condivisibili, è di votare in maniera favorevole a questo atto e, come Commissione - come ho già detto durante l’audizione delle persone che sono intervenute e che ringrazio, perché, ripeto, è stato davvero molto interessante -, sicuramente faremo degli approfondimenti e dei momenti per monitorare, di fatto, quello che sta avvenendo. Quindi, l’invito che io faccio alla Maggioranza è di votare in maniera favorevole a questo ordine del giorno. Grazie, Presidente. SICARI Francesco (Presidente) Grazie a lei. Procediamo ora con l’intervento della Capogruppo Artesio. Prego. ARTESIO Eleonora Grazie, Presidente. Nella giornata odierna il Consiglio ha dedicato tempo della propria discussione ad un’interpellanza riguardante, appunto, l’organizzazione dei poliambulatori e l’ordine del giorno, presentato dal Consigliere Tresso ci propone uno spettro ampio di questa situazione. Io vorrei sottolineare la necessità e l’urgenza dell’ordine del giorno, presentato dal Collega, per una ragione di sistema generale e per una ragione puntuale legata all’organizzazione dei servizi sanitari e socio-sanitari nella Città di Torino. La questione generale è la seguente: ormai è diventato senso comune, oltre che elemento culturale di programmazione, il fatto che si debba puntare per il rafforzamento del Servizio Sanitario Nazionale sull’assistenza territoriale, sull’organizzazione della medicina di famiglia e della pediatria di libera scelta, anche in forma organizzata e di gruppo, sulla dislocazione in termini di accessibilità e continuità delle attività specialistiche, in specie con l’aumento delle malattie croniche, connesso anche all’invecchiamento della popolazione ed in specie per la medicina preventiva e che si debba quindi definire, anche nell’organizzazione della rete ospedaliera, pur differenziata, per livelli di complessità e di specialità, ad una dotazione di rapporto tra posti letto e popolazione, più favorevole di quella imposta dai successivi piani di rientro del riordino della rete ospedaliera. Peraltro la Città di Torino, anche con atti propri, di accompagnamento a delibere di programmazione urbanistica, aveva individuato le finalità e le opportunità di questo modello, riassumendole nell’ipotesi delle Case per la Salute, anche in modo anticipato rispetto all’attuale condizione di emergenza sanitaria e quindi, in qualche modo, la posizione torinese è in armonia con gli indirizzi di programmazione sanitaria nazionali e regionali che sono stati indotti e rivisti dalla particolare condizione che stiamo attraversando. Siamo però di fronte ad un effetto paradosso, cioè, se conosciamo quello che dovrebbe essere, e che dovrebbe essere anche in termini di capacità di intercettare precocemente delle eventuali condizioni di emergenza, e su questo assistiamo a successivi impegni del Governo nazionale che si dovranno praticare e realizzare nelle varie ricadute regionali, il paradosso è che proprio quella stessa emergenza che ci dice essere necessario un diverso modello organizzativo, oggi vede, invece, praticati comportamenti di segno totalmente opposto: rispetto alla territorialità, l’accentramento; rispetto alla distribuzione capillare di opportunità anche di dotazioni professionali, la riduzione ad uno degli stessi, in virtù delle esigenze centralizzate dell’attività ospedaliera di tracciamento e di effettuazione dei tamponi e quindi la condizione nella quale ci troviamo ad operare è una condizione nella quale, pur conoscendo il contesto che dovremmo migliorare, in realtà, si prosegue in passaggi che vanno in segno significativamente opposto. Che questo comporti dei disagi per i cittadini, in modo particolare per la gestione della continuità assistenziale - perché l’accentramento di servizi, la riduzione di competenze professionali non possono che rinviare, rallentare od orientare verso l’offerta privata quelle richieste di attività specialistica che dovrebbero essere soddisfatte, soprattutto in un percorso assistenziale continuativo dal Sistema Sanitario Nazionale -, questa è un’ovvietà che ci può essere raccontata dalle tante testimonianze che ascoltiamo e anche dagli atti amministrativi di determinazione delle aziende sanitarie, in specie, appunto, quello della riduzione dell’attività dei poliambulatori. In questa condizione, quindi, la nostra preoccupazione dovrebbe essere quella di costruire le premesse, perché una condizione di emergenza, che introduce comportamenti contradditori alla situazione desiderabile, possa essere il più velocemente possibile procrastinata e messa sui binari corretti, cioè il binario del potenziamento dell’assistenza territoriale. È il momento di costruire quelle premesse, perché, purtroppo, sappiamo anche molto bene che alcune scelte diventano molto spesso delle scelte irreversibili e non potrà certo, per l’interesse generale della tutela della salute, essere irreversibile una scelta che oggi vede concentrate alcune funzioni. Quindi, il richiamo fatto nell’ordine del giorno del Collega al ruolo di programmazione della Conferenza sanitaria, a cui partecipano con funzioni istituzionali i Consigli di Circoscrizione, è quanto mai opportuno, anche perché molto spesso nell’enfasi che è posta alle soluzioni gestionali, si omette di dire quanto importanti e responsabili siano invece le finzioni programmatorie in capo proprio ai Comuni e i ruoli dei Sindaci nella… (voci sovrapposte). SICARI Francesco (Presidente) La invito a concludere. ARTESIO Eleonora Quindi, da questo punto di vista, nell’indicare, ovviamente, il favore per la proposta del Collega Tresso, mi auguro anche che l’ordine del giorno produca anche delle operatività conseguenti. Grazie. SICARI Francesco (Presidente) Grazie a lei. Adesso interviene la Consigliera Tisi. Prego. TISI Elide Grazie, Presidente. Semplicemente, riprendendo molti dei punti che già i Colleghi hanno illustrato, io volevo esprimere intanto il ringraziamento al Collega Tresso per avere promosso questo atto. Com’è stato ricordato, c’è stato già un ricco approfondimento in Commissione; devo dire non è la prima volta che il nostro Consiglio Comunale esprime degli atti di indirizzo che vanno nella direzione di richiamare l’attenzione sul tema delle cure territoriali e del ruolo sicuramente, quantomeno di indirizzo e di programmazione, come prevede la norma, della Conferenza cittadina per la programmazione socio-sanitaria. Credo che questo sia un tema che, appunto, pur essendo stato richiamato più volte, nello specifico ha assunto dei toni spesso drammatici durante la fase di pandemia, ma soprattutto ha messo in evidenza molte delle debolezze che, peraltro, avevamo già sollecitato, che riguardano proprio l’investimento sul territorio, sia dal punto di vista delle cure sanitarie, che socio- sanitarie. Di recente, diciamo così, il richiamo che è stato fatto anche sul tema delle cure domiciliari, sarà oggetto anche di ulteriori atti che sono stati sottoposti all’attenzione della Giunta. Io credo che in questo momento il potenziamento di queste attività sia l’unica strada possibile che ci consente di guardare al futuro e anche al dopo pandemia, immaginando di coniugare la risposta ai bisogni dei cittadini con un sistema di cure sanitarie e socio-sanitarie sostenibili. Peraltro il richiamo degli stessi medici e dei medici di medicina generale ce lo confermano. Certamente è evidente come in questi mesi, come veniva ricordato anche dal Collega Tresso, proprio gli interventi a favore di quelle persone che hanno delle patologie croniche, talvolta considerati non prioritari ed urgenti, sono stati, come dire, accantonati per dare spazio all’emergenza conseguente alla pandemia. Certamene tutti noi comprendiamo la fase delicatissima, ma è importante considerare come, molto spesso, le patologie croniche - che peraltro colpiscono in prevalenza persone anziane -, se non adeguatamente curate, naturalmente rischiano un peggioramento, molto spesso con effetti davvero imprevedibili. Quindi, io credo che un atto di indirizzo di questo genere, che richiama sia al ruolo della Conferenza di programmazione territoriale che, come veniva già ricordato, la vede presiedere dalla Sindaca o sua delegata e alla presenza dei Presidenti di Circoscrizione - naturalmente ne fanno parte i Direttori Sanitari o, come nel caso in questo momento della Città di Torino, il Commissario straordinario, ma anche i Direttori Generali delle Aziende Ospedaliere - possa costituire proprio il luogo attraverso il quale la Città sviluppa un monitoraggio su queste attività che si sono rivelate e si riveleranno anche per il futuro assolutamente fondamentali. Quindi, naturalmente, ci sarà il voto favorevole su questo atto, così come peraltro, da approfondimento fatto in Commissione, è emerso che sicuramente la convergenza si auspica sia molto ampia. Grazie. SICARI Francesco (Presidente) Grazie a lei. Io non ho ulteriori richieste di intervento da parte dei Consiglieri. Dato che nessun altro si è iscritto, direi che possiamo procedere con la votazione dell’atto. Lascio quindi la parola al Segretario Generale per procedere con appello nominale. Prego. SPOTO Mario (Segretario Generale) (Votazione per appello nominale). Segno anche Lo Russo. LO RUSSO Stefano Segretario, non sono riuscito ad attivare il microfono. Favorevole. SPOTO Mario (Segretario Generale) Sì, sì, va bene. 34. SICARI Francesco (Presidente) Allora, con 34 Consiglieri votanti e 34 voti a favore, il Consiglio approva l’ordine del giorno. |